Loira 47 dopo Cristo

Nel luglio del 47 la vergine sarebbe apparsa sul monte Anis ad una donna, Vila, guarendola da una grave malattia. Due secoli più tardi la Madonna sarebbe riapparsa nello stesso luogo ad una paralitica, sanandola. La cappella originale, nel corso dei secoli, fu trasformata nell’attuale santuario.

 Le Puy-en-Velay è una città che si trova a sud del Massiccio Centrale. È una città di media grandezza, molto importante per l’arte. Ha una cattedrale e diversi musei; le vie del centro sono tortuose, ci sono delle scalinate irregolari e l’aspetto urbanistico è vario e multicolore. Nella città c’è un settore protetto per la salvaguardia dei suoi elementi architettonici.

Famose sono la gigantesca statua della Madonna di Francia e la Chiesa di San-Michele d’Aiguilhe. 

Esse si trovano all’esterno della città, poste su due picchi vulcanici.

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Una grande scalinata (134 gradini) conduce alla cattedrale. Di stile romanico, essa presenta influenze diverse, riconducibili all’Oriente e alla Spagna moresca. Il coro della cattedrale poggia direttamente su un alto spuntone roccioso. Nel XI e nel XII secolo, per ingrandire la cattedrale allo scopo di accogliere i pellegrini sempre più numerosi, si costruirono audacemente sul vuoto quattro campate supplementari, sostenute da pilastri e arcate, per recuperare un dislivello di 17 metri.
La cattedrale sorge sul luogo di un preesistente santuario pagano. All’interno si può vedere la Pietra delle Febbri, un dolmen vulcanico che avrebbe delle virtù miracolose e sul quale i pellegrini si stendevano per essere guariti.
Sull’altare maggiore si trova la Vergine Nera, una statua che sostituisce una precedente effigie bruciata durante la Rivoluzione Francese nel 1794. Era una statua di cedro, di probabile provenienza egiziana e raffigurante una dea orientale, offerta da Luigi IX al ritorno dalla settima crociata.

Le Puy era una città molto importante nel mondo cristiano del primo millennio. Essa costituiva il punto di partenza di una delle quattro principali vie che conducevano i cristiani di tutta Europa verso Santiago di Compostella in Spagna, per pregare sulla tomba di San Giacomo.

Dall’alto del picco roccioso Corneille, la Statua della Madonna di Francia (alta 38,7 m e del peso di 835 tonnellate) domina la città. E’ stata scolpita da Jean-Marie Bonnassieux: è in ferro ed è stata realizzata con 213 cannoni, offerti dal generale Pélissier, vincitore della guerra di Crimea. Il monumento rappresenta la Santa Vergine nell’atto di indicare la città a Gesù perché la benedica. La statua fu inaugurata il 12 settembre 1860, davanti a 120.000 pellegrini.

La Cappella di San Michele è stata costruita sul picco roccioso d’Aiguilhe nel 950, in onore dell’Arcangelo. Fu voluta da Gothescalk, vescovo di Le Puy, al suo rientro da un pellegrinaggio a San Giacomo di Compostela. Anche questo luogo è dunque legato alla tradizione medioevale dei pellegrinaggi verso Compostela.

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La chiesa Notre-Dame de France, scenario di una grandiosa processione il giovedì Santo, è classificata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Accanto al sacro, il profano: dal 9 al 12 settembre la città è scenario delle feste rinascimentali del “Roi de l’Oiseau”: la tradizione del Papagai (o “tiro all’Uccello”) serve come pretesto a diversi giorni di giochi di ruolo, ricostruzioni storiche, balli, concerti, con più di 4000 personaggi in costume. Anche i visitatori possono noleggiare abiti d’epoca, e diventare protagonisti di un vero viaggio nel tempo.

Le Puy non era mai stata una “città romana” ma un tipico villaggio gallico, con un santuario pagano che vantava la presenza di “pietre sonore” cioè particolari rocce vulcaniche, ritenute terapeutiche ed è noto che in Gallia il cristianesimo fu introdotto in modo pacifico, completando in tutta naturalezza le tradizioni locali.. Le apparizioni mariane dunque inserirono questo contesto nella religione cristiana ed oggi all’interno della chiesa, si può vedere ancora la “pietra delle febbri”, un dolmen vulcanico sul quale i pellegrini, anche in epoca cristiana, si stendevano per essere guariti dalle febbri più persistenti, soprattutto la notte fra venerdì e sabato Le Puy divenne molto importante nel primo millennio, anche perché costituiva il punto di partenza di una delle quattro principali vie che conducevano i cristiani di tutta Europa verso Santiago di Compostela in Spagna, per pregare sulla tomba di San Giacomo e dell’unica via che attraversava il Massiccio Centrale per arrivare a Nimes e Saint Gilles du Gard, verso il Mediterraneo, lungo quella “route Regordane” di cui parla anche la Chanson de Roland. Ed è proprio durante questo periodo che si fa avanti la tradizione più caratteristica di questo santuario: ogni volta che la festa dell’Annunciazione cade di venerdì santo, si apre un periodo di grazia per tutta la cristianità.

La tradizione continua indisturbata anche ai giorni nostri e quest’anno per il 24 marzo è prevista l’apertura solenne di questo giubileo, che durerà fino al 15 agosto.

Nel 1254 Luigi IX al ritorno dalla settima crociata, dimostrò la sua devozione donando al santuario una statua di cedro, di probabile provenienza egiziana e raffigurante una dea orientale, forse Iside col piccolo Horus tra le braccia, che fu subito venerata con entusiasmo, come “Madonna nera”. Nel 1620 però Odo di Gissey disse che la statua era in realtà molto più antica e risaliva ai tempi d’un pellegrinaggio di re Clovis in terra santa. Nel 1778 Faugias de Sant Fouds, dopo un attento esame, la definì la più antica statua della Vergine posseduta dalla Francia. Tanta considerazione le fu fatale: la Vergine Nera fu bruciata durante la Rivoluzione Francese nel 1794 come vessillo dell’oscurantismo monarchico ed oggi quella che si offre alla devozione dei pellegrini è solo una copia, in cui è incorporato un pezzettino dell’originale. Forse per rimediare al vandalismo rivoluzionario il 12 settembre 1860, davanti a 120.000 pellegrini, si è inaugurata una statua gigantesca, realizzata col ferro di 213 cannoni, offerti dal generale Pélissier, vincitore della guerra di Crimea e scolpita da Jean-Marie Bonnassieux. Il monumento rappresenta la Santa Vergine nell’atto di indicare la città a Gesù perché la benedica.

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