DPX Gear Heast II Assault

Fin dalla sua uscita con il primo modello base in acciaio 1095, fatto costruire dalla esee, questo modello di coltello ha suscitato negli appassionati sentimenti contrastanti, chi lo considera niente più che un gadget, un vezzo che non ha niente a che vedere con il vero utilizzo di un coltello in situazioni di bisogno o di difesa, chi invece lo brama , apprezzando la folle idea di aver ideato un coltello che unisce la capacità di utilizzo come multitool e un vero e proprio coltello da difesa/ sopravvivenza.

Fatto sta che nel tempo si è trasformato in un vero e proprio oggetto del desiderio, ma più che le sue eccentriche funzioni inserite in un vero coltello e non in un multitool multilama, per la sua forma accattivante e per le sue dimensioni, che lo rendono un perfetto edc anche urbano, pronto per l’utilizzo e la difesa personale, con un basso ingombro ed una alta resistenza.

L’ideatore di questo coltello e di tutta la linea Dpx gear è Robert Young Pelton, un personaggio, al quanto originale, un avventuriero, esperto in sopravvivenza, mercenario, consulente, soldato di ventura e chi più ne ha più ne metta, che in base alla sua esperienza ed alle esperienze raccolte in giro per il mondo tra avventurieri, soldati, contractors, ribelli ha definito forme e dimensioni di questo coltello.

In questa foto vediamo Pelton nel sud del Sudan, con le milizie regolari a caccia di ribelli, nell’anno 2014.

Nel 2010 Robert Young Pelton, decide di produrre dei coltelli in proprio e apre la Dpx Gear, e il primo coltello che fa costruire dalla Esee è appunto l’ hest, il cui acronimo sta per Hostile.Henviroment.Survival.Tools. Questo modello è costruito in acciaio 1095, ed è un coltello “strano” un pò più grande dell’Esee Izula 2 , ma considerato mediamente piccolo dai più, inoltre possiede un incavo sul dorso della lama che può essere utilizzato da apribottiglie, un foro tra manico e lama, e infine una strana punta a fine del codolo, che può essere utilizzata per aprire scatolame varie, al posto della lama, come generalmente fanno i soldati in missione, altri due fori nel codolo, i fori servono sia per ricorpire il manico con del paracord in caso di bisogno, che per legare il coltello ad aste o bastoni in guisa di lancia o per recidere frutti posizionati in alto sugli alberi.

Quello che interessava a Pelton è che il coltello fosse di adeguate dimensioni per un utilizzo giornaliero e che fosse resistente, quasi indistruttibile, inoltre che fosse di aiuto nelle più disparate situazioni.


In segutito, fece realizzare dalla italiana Lionsteel a Maniago la versione chiudibile ( folder), la quale perdeva la punta a fine codolo, ma aveva in aggiunta nel manico un foro esagonale, che può essere utilizzato come leva per gli inserti degli avvitatori e dei cacciaviti multi uso, così da permettere di avvitate o svitare le più varie componentistiche meccaniche.

Pelton in più interviste ritiene che ( e mi trova concorde ) avere con se un coltello sempre, è di enorme utilità, quando meno ce lo aspettiamo potremmo dover trovarci a tagliare una fascetta, tagliare una collana che sta strangolando qualcuno rimasto impigliato, aprire un pacco ostico, dover eseguire una tracheotomia di urgenza ( solo se la si sa esguire bene e correttamente ) , dover difendersi da una aggressione improvvisa, aprire una serratura bloccata, ecc. mi trova concorde anche sul pensiero che un buon coltello di utilità da poter utilizzare ogni giorno sia in ambiente urbano che nei boschi o in ambienti selvaggi, non deve essere grande, qui potremmo aprire una discussione che si protrae da decenni tra i vari appassionati, siano essi prepper, trekker, escursionisti del week end,  avventurieri o bushcrafters , ogni uno preferisce taglie diverse, ma i più il coltellone con almeno 14 cm. di lama, è invero che nella sola preparazione di un campo, in ambiente selvaggio un coltello con lama lunga ha un suo innegabile vantaggio, in tutte le altre migliaia di volte e di operazioni, un coltello con 8/10 cm. di lama è sicuramente meglio e si presta ad essere ancor meglio utilizzato e portato nella vita di tutti i giorni.

Quindi pur producendo un modello con lama di oltre 10 cm. ora non più sul mercato, Pelton concentra i suoi sforzi per migliorare il Dpx Hest, e dopo aver ideato un paio di modifiche in base ai resoconti di chi utilizza quotidianamente i suoi coltelli, ha progettato e fatto realizzare dalla Lionstel di Maniago Italia, il DPX HEST II Assault  e la variante gentleman woodsman, la variante ha la lama uncoated e le guancette in legno, oltre che il fodero in cuoio.l’Hest II nasce più per un uso tattico militare, quindi ha la lama coated in nero e le guancette in G10 black.

Lo si può trovare in commercio in due varianti di acciaio, in sleipner oppure in niolox, tra le due versioni ho preferito la prima che trovo più facilmente affilabile.

Questa seconda versione si distingue dalla prima in acciaio 1095, non solo per il metallo di cui è composto, ma anche da un paio di dettagli, i fori nel codolo da due sono diventati uno, e il foro tra lama e manico è diventato esagonale, come quello situato nel manico della versione chiudibile, così in caso di bisogno può essere utilizzato con le migliaia di inserti standard per cacciaviti ed avvitatori. Confermandone le caratteristiche di urban edc oltre che di combat edc.

 Il coltello oltre ad aver vinto i migliori premi espositivi, si avvantaggia di una qualità costruttiva superiore, non per nulla Pelton ha deciso di far costruire questo modello interamente in Italia dalla Lionsteel di Maniago, che grazie a una catena costruttiva di alta qualità ha fornito un coltello che ha superato le aspettative dei clienti utilizzatori. Voglio ricordare che un’altro ancor più blasonato  marchio USA ha affidato la,costruzione dei suoi folder all’italiana Lionsteel ed è la Tops, che assieme alla Esee è un riferimento nel mercato delle lame internazionale.

La Dpx Gear fornisce il coltello in una scatola di cartone, inserito nella sua custodia in cordura nera, in aggiunta un piccolo manuale che ne spiega i materiali di costruzione, le funzioni e la garanzia, che è a vita in caso di difetti di costruzione.

L ‘Heast II , ha una lama affilata a regola d’arte già out of the box, e posso assicurare che il filo regge molto a lungo, il coltello si comporta bene nel taglio dei materiali più disparati, e devo dire che sono rimasto così soddisfatti che è entrato a far parte della stretta cerchia dei miei edc personali e innegabilmente fra i più utilizzati, forma e dimensione sono ottimali e nel porto ci si dimentica di averlo.

Tutto perfetto? Quasi, ho trovato un paio di difetti nell’uso quotidiano, il primo è dovuto al fodero, buono per un porto attaccato allo spallaccio di uno zaino, ma pessimo per il porto in cintura, inoltre avendo questo coltello caratteristiche da difesa in caso di aggressione, abbisogna di un fodero per essere pronto all’uso e quindi come la sua prima versione in kydex o polimero con aggancio a scatto, il secondo difetto è dovuto allo spuntone realizzato in fondo al codolo, può anche esse urile, ma è spesso di impaccio nell’uso frequente, la soluzione è stata di accorcialo e arrotondarlo, ora è perfetto per il mio utilizzo.

Certo è un coltello un pò caretto viste anche le dimensioni, ma si sa la qualitá si paga e in questo caso al momento attuale si va oltre i 200 euro.

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