Avrei potuto titolare questo articolo anche con, il cervello è un’arma potente, o anche l’inconscio è un’arma potente e non avrei sbagliato, ma entrambi questi soggetti o elementi sono influenzati ed influenzabili dal pensiero, quindi titolando il pensiero è un’arma potente raggiungo l’obiettivo di coinvolgere sia il cervello che l’inconscio, ma anche di indicare che il veicolo di tale potenza è il pensiero ed allo stesso tempo il pensiero influenza cervello ed inconscio, quindi il pensiero è l’arma totale se così possiamo definirla.

Pensate per un attimo a quando a scuola dovevate affrontare un esame od una semplice interrogazione, oppure quando vi dovete sottoporre ad un esame diagnostico anche se solo di routine, al solo ricordo o pensiero vi si accenderà uno stato di ansia , ma cosa è che accende questo stato? Il pensiero , appunto.

E’ sufficiente il pensiero , basta pensare ad un momento di stress come un’esame diagnostico, un colloquio per un nuovo lavoro, un esame scolastico l’attesa di una risposta dalla persona amata, che si scatenano reazioni sia fisiche che psicologiche nel nostro organismo e nel nostro inconscio, ma non solo anche nel nostro conscio.

Il pensiero influisce su ogni momento della nostra vita, sia in positivo che in negativo, al venerdì, il pensiero del week end , il riposo, il poter essere liberi di fare quello che più ci aggrada, il pregustare il divertimento ed il relax in piena libertà, ci fa sentire bene, galvanizzati e di buon umore, il lunedì, quando comincia una nuova settimana lavorativa e di impegno anche familiare con la routine che ci impone i suoi ritmi , ci sentiamo abbacchiati, stanchi al solo”pensiero” di quello che ci aspetta.

Quando dobbiamo affrontare qualche giorno di malattia, per un’influenza od un’infortunio, se pensiamo che durerà solo qualche giorno o se prendiamo quel tempo come tempo per poter leggere un libro , vedere un vecchio film o un nuovo film,o comunque fare o godere anche di qualche cosa di positivo, vedremo che quel piccolo periodo di tempo ci apparirà lieve da sopportare, se invece cominciamo a pensare che ci toccherà stare in casa, non poter godere dei nostri amici a pieno, non poter finire un lavoro urgente, dover saltare il week end in montagna o al mare ecco che trasformeremo lo stesso piccolo periodo in un mostro, un’infinito momento di rinunce e sofferenze, e ci parrà non aver fine.

Eppure il periodo di tempo è identico, i piccoli disagi della malattia o infortunio sono gli stessi ma a seconda del nostro pensiero li percepiremo in modo diametralmente opposto, lo stesso dicasi per il tempo della settimana, ad esempio per un soggetto ansioso, che magari vive solo o che nel week end resta solo per lunghi momenti, il venerdì non è per niente galvanizzante o foriero di relax e libertà, anzi è un momento di forte angoscia, il pensiero di non avere la rassicurante routine, di rimanere soli a casa o uscire senza meta, di essere abbandonati a se stessi senza un qualcosa che imponga un ritmo, un riferimento certo,il lunedì diventa invece positivo, il rientro al lavoro, alla sicurezza della routine, all’impegno che impedisce l’angoscia e l’ansia ma obbliga ad un percorso prestabilito e “sicuro” in cui il pensiero non può”divagare” nell’ansia.

Ecco vedete come il pensiero influisce sulla nostra percezione della vita?

Purtroppo nel bene e nel male il pensiero può essere positivo o negativo e quindi imporre sensazioni anche di segno opposto davanti ad una medesima esperienza che da positiva diverrà negativa.

In tutto questo c’è un lato positivo, infatti se il pensiero è un’arma potente e lo abbiamo constatato è anche vero che possiamo imparare a padroneggiarla e quindi imparare ad usarla a nostro vantaggio.

La cosa non è ne semplice ne immediata, ma alla portata di tutti e possibile per tutti.

Da dove cominciare? Semplicemente dalle piccole cose, nel quotidiano spesso siamo prede di piccole ansie, piccoli stress, dover ricordare tutti gli impegni del giorno, i figli da portare a scuola ed in palestra , andare a fare la spesa, portare l’auto a fare il tagliando dopo il lavoro e allo stesso tempo arrivare al bar dagli amici in tempo per la partita a carte o altro, piccoli contrattempi che ci appaiono insormontabili , grazie al pensiero negativo che questi contrattempi generano in noi, dover fare dello straordinario che ci impedirà di vedere la persona amata quella sera ecc.

Possiamo però agire in due modi fisici per influenzare questo pensiero negativo, (i più bravi ed esperti potranno subito lavora sul pensiero stesso, ma ci vuole un pò di pratica mentale e un pò di tempo), primo organizzare il nostro tempo, ad esempio non potrò essere alle 21,00 all’appuntamento con l’amata/to perchè mi devo fermare un ‘ora o più al lavoro, posso però accordarmi per fare alla persona amata un saluto di persona ed un fugace bacio alle 22,00 o 23,00 certo non sarà una serata romantica ma ci permetterà di vedersi anche solo per cinque minuti, di gratificarsi e quindi di riposare serenamente, il tutto ci permetterà anche di ridimensionare il pensiero, questo è il secondo modo fisico di agire ed influenzare il pensiero, è fisico perchè si basa sul confronto fisico, ossia ridimensionare il pensiero angosciante o frustrante, faccio un esempio devo riuscire ad andare alle poste a pagare la bolletta della luce entro le una se no…..ansia, stress, malumore, allora dobbiamo subito fare un confronto, cosa può succedere se non pago la bolletta oggi entro le una? Pagherò la bolletta con uno o due euro in più di tassa, fra uno o due giorni, sicuramente devono passare almeno 30giorni perchè mi stacchino la luce, e anche in quel caso riducono la quantità erogata ma non la staccano di sicuro, e nel caso una volta pagata, l’erogazione riprende, alla peggio si compra una candela e per qualche giorno si sta al lume di candela, o si può andare da parenti o amici, o si prende l’occasione per una vacanza di un paio di giorni ecc. vedremo come subito lo stato di stress e di ansia si riducano in modo percettibile, questo perchè il pensiero negativo è sostituito dal nostro nuovo pensiero di confronto, che lo trasforma se non in positivo, in meno allarmante, lo depotenzia proprio, rendendolo “innocuo”.

Un altra tecnica di cui ho già parlato è il metodo “ci penso dopo”, il pensiero di quello che potrebbe accadere di negativo in una giornata, spesso ci blocca e ci crea ansia, e se vado al supermercato e perdo il portafoglio? Se uscendo di casa cado dalle scale? Se mentre attraverso la strada mi investono?Se al colloquio con il capo non sono convincente? Se il medico quando mi visita mi trova qualche cosa? E potrei fare una lista lunga una vita, sono per lo più pensieri automatici, alcuni portati da paure ancestrali altri da paure di educazione, di prudenza insegnata, ma che possono veramente essere fonte di forti disagi, allora nel momento in cui uno di questi pensieri fa capolino nella nostra mente, bisogna ripetersi ci penso dopo, se succederà un’imprevisto e solo se succederà, allora in quel momento penserò il da farsi, per ora non me ne preoccupo, per il semplice motivo che non serve e perchè per il 99% non succederà.

Ci possiamo poi attaccare se non basta, il sistema di depotenziamento di cui ho appena parlato, se perdo il portafoglio, vabbè alla peggio avrò qualche giorno di disagio per rifare i documenti, posso tenere poco denaro in tasca, posso comprare una catenina per attaccarlo al passante dei pantaloni o all’anello della borsa ecc., se il capo non sarà contento , vedrò di fare meglio la volta dopo, non è l’unico lavoro che posso fare al mondo, mi faccio aiutare prima da un collega od amico e provo quello che ho da dire ecc.

Ecco che possiamo cambiare il pensiero, o il nostro modo di pensare utilizzando quella potente arma a nostro vantaggio anzichè lasciarla operare a nostro svantaggio.

Ermanno Azzolini.

 

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