La morte è di vitale importanza, a mio parere è il libro, per tutti ,che meglio riassume il lavoro di Elisabeth Kübler-Ross.

E parla della morte e di quando questa sia un importante passaggio della vita, tanto importante e basilare che bisogna morire per vivere, detto così sembra strano, ma quando leggerete questo libro le cose vi appariranno più chiare, la antesignana degli studi sull’NDE, si è poi rivolta ad una nuova branca scientifica da lei “inventata” , a cui ha posto i fondamenti, la tanatologia (traduzione , lo studio della morte) , anche se molti psichiatri la intendono come psico-tanatologia.

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La dottoressa Elisabeth Kübler-Ross, nasce in Svizzera a Zurigo nell’anno 1926 nel giorno 8 del mese di Luglio,prima di tre gemelle, vi vive l’infanzia e ci resta fino al completamento degli studi di medicina , fin dall’inizio voleva andare in Africa od in India a fare il medico come fece Albert Schweitzer, e proprio in un progetto sull’India si era imbarcata, solo che il progetto sfumò per problemi burocratici e finanziari e lei nel frattempo sposò un Americano e quindi partì andò in America e precisamente a New York, per precisione a Brooklyn, come medico straniero(extracomunitario, o meglio extra USA), non trovò facilmente lavoro, anzi l’unico fu presso il Manhattan State Hospital, dove la misero a curare schizzofrenici e psicopatici, solo che la dottoressa era una buona dottoressa di “campagna” come amava definirsi, una buona diagnostica di mallattie di famiglia (oggi il medico di base) ma non una psichiatra, questo la depresse e fece in modo che entrasse in empatia proprio con i malati che curava, e quindi che li ammasse e li aiutasse a prendersi cura di se , invece che applicare solo farmaci ed elettroshock, nel giro di due anni riuscì a fare dimettere il 90% degli ammalati ed a farli reintegrare nella vita civile, un successone. Tutto questo sapendo solo poche parole di inglese, un’altra cosa che imparò dai suoi malati schizzofrenici fu il linguaggio simbolico, il capire sentendo, non solo ascoltando e questo gli fu molto utile quando andò a curare i bambini terminali o gravi cronici. I racconti dei bambini rianimati dopo gravi crisi cardiache e respiratorie, le fecero intuire che la morte era solo un passaggio, iniziò a studiare il fenomeno dal punto di vista scientifico, fino a volerlo provare, addirittura inducendo una NDE ed un OBE (fuoriuscita dal corpo) facendosi chiudere in una cassa di deprivazione sensoriale, ma il lavoro che fece fu molto ampio traccio le basi per la tanatologia, scrivendo dei 5 passaggi del malato terminale, negazione, rabbia, contrattazione, rassegnazione ed accettazione, chiunque negli stati uniti voglia curare ed assistere i malati terminali studia i suoi scritti in proposito ed acquisisce le basi di approccio ed aiuto. Uno dei racconti che ricordo con maggiore chiarezza fu quello di una sua paziente adulta che rimase morta per alcuni minuti e venne rianimata, una volta ristabilitasi, la chiamò telefonicamente e chiese di poterla vedere, la dottoressa acconsentì cogliendo l’occasione per farle una visita di controllo, la paziente una volta nello studio però le volle raccontare quello che vide da morta, fluttuando fuori dal corpo e le disse che la sua scarpa, quella persa che cercava era li su un cornicione fuori dal suo ufficio. La dottoressa chiamò un paio di inservienti, i quali sporgendosi oltre un angolo del caseggiato fuori da una finestra, videro in bilico su un cornicione sottostante la scarpa della dottoressa, i cornicione non era visibile essendo su una parete priva di finestre oltre un angolo e non c’erano caseggiati di fronte ed alti da poter vedere lo stabile ospedaliero da una posizione più alta, quindi era materialmente impossibile vedere la scarpa, salvo sporgersi pericolosamente oltre la finestra dello studio della dottoressa, trattenuti da un’altro uomo, cosa impossibile da farsi da parte della paziente, ancorchè quando la dottoressa Elisabeth Kübler-Ross non c’era lo studio per motivi di privacy delle cartelle dei pazienti era chiuso a chiave e solo lei aveva le chiavi, infatti per farne le pulizie gli inservienti dovevano aspettare che lei arrivasse al lavoro e gli aprisse, restando a sorvegliarli per i minuti che trascorrevano a pulire .

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La dottoressa muore a Scottsdale, il 24 agosto 2004, dopo aver scritto i più importanti libri fino ad oggi sulla morte e sulla sua utilità per continuare a vivere.

Leggete questo libro e comincerete a capire ed a vedere la vita e la morte sotto un nuovo aspetto, buona lettura.

 

 

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