La riflessologia Plantare e Palmare

Definire in poche parole cosa sia la riflessologia è impresa ardua, innanzitutto non esiste un solo tipo di riflessologia, diciamo che può essere divisa in 4 gruppi, anche se il più conosciuto è la riflessologia plantare, cioè che corrisponde ai piedi, ma in ordine esistono la riflessologia plantare(piedi), la riflessologia palmare (mani), la riflessologia auricolare (orecchie) e la riflessologia dermica (la pelle in generale nel corpo). Sono tecniche simili e per alcuni versi diverse o diversificate, il principio base è quello, cioè che stimolando con massaggi e tocchi alcune parti del corpo, si stimolano gli organi ad esse collegati e si stimolano i sentimenti e gli equilibri psicologici. L’OMS definisce così la riflessologia:

Per riflessologia o reflessologia si intende una pratica di medicina alternativa consistente nella stimolazione, tramite un particolare massaggio o tocco, di zone del corpo chiamate punti riflessi.

Per zona riflessa si intende un punto della superficie corporea su cui, secondo la tecnica riflessologica, si proietterebbe un determinato organo collocato anatomicamente, lontano da tale punto. Agendo su questi punti si avrebbe la possibilità di condizionare positivamente l’organo corrispondente e o lo stato d’animo e quindi influenzare l’inconscio; per questo motivo la riflessologia rientra nel settore delle medicine complementari ed è considerata una tecnica olistica di guarigione.

I primi cenni storici della riflessologia risalgono agli antichi egizi, infatti esistono molte raffigurazioni di questa tecnica la cui base è ripresa anche dall’agopuntura che però è una tecnica più invasiva.

La tecnica si diffuse poi tra gli antichi greci ed i romani fino ad arrivare ai giorni nostri rinnovata ed integrata da principi medico scientifici moderni.

A testimoniare l’antichità di questa pratica è la “Tomba dei Medici” a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.

Si racconta (tuttavia non ci sono prove certe) che anche l’artista rinascimentale Benvenuto Cellini, a causa dello stress e di alcune sofferenze fisiche, facesse ricorso allariflessologia plantare.

Esiste anche una specializzazione più recente di questo massaggio: questa è diffusa soprattutto in occidente. Se nel 1834, un ricercatore svedese, Pehr Henrik Ling notò il collegamento fra i dolori provenienti da alcuni organi e determinate zone cutanee del piede, negli anni successivi Sir Henry Head scoprì l’esistenza di zone riflesse a scopi anestetici e finalmente negli anni venti del XX secolo, questa pratica fu reinventata da William Fitzgerald, medico di Boston, il quale scoprì che, esercitando delle pressioni sui piedi, per dei piccoli interventi non sarebbe stata necessaria l’anestesia.
La pratica fu usata dai dentisti e quando il dottor newyorkese Edwin F.Bowers conobbe la tecnica di Fitzgerald, decise di diffondere la riflessologia negli Stati Uniti grazie a trattati contenenti i principi di funzionamento della riflessologia basati sulle teorie del medico di Boston.
Il metodo, chiamato “terapia zonale”, si incentrava sulla pressione effettuata sia con le mani sia con altri strumenti. Il corpo venne diviso in dieci zone, dagli alluci sino alla testa, lungo le quali scorre l’energia.Negli anni trenta il lavoro di Fitzgerald e di Bowers fu portato avanti dalla terapeuta statunitense Eunice Ingham, che pubblicò due libri intitolati Le storie che i piedi potrebbero raccontare e Storie raccontate dai piedi con i quali tese a concentrare le sue attenzioni solamente sui piedi.In Italia i due pionieri della ricerca riflessologica contemporanea furono il Prof. Giuseppe Calligaris (neurologo e docente presso l’Università di Roma dal 1910 al 1939) ed il Dott. Nicola Gentile che, nei primi decenni del ‘900, realizzarono vari studi e pubblicarono materiali che per l’epoca erano molto innovativi. L’ostracismo di una parte del mondo accademico e medico italiano ha lungamente frenato le ulteriori ricerche sulla scia dei due pionieri. Durante i due secoli precedenti al nostro 1800 e 1900 iniziarono a dividersi gli studi e le tecniche di riflessologia plantare e palmare, e potremmo dire che la riflessologia palmare coinvolse molti personaggi storici conosciuti , lo studio della mano a fini clinici è assai più recente. Fu un medico tedesco, Johannes Hartlieb, a pubblicare nel 1448 il “Libro della mano”, segnando così una linea di congiunzione tra la chiromanzia e la chirologia, cioè studio della mano come scienza d’osservazione. I confini, in effetti, non sono ancora netti e l’atteggiamento dei dotti in materia è tutt’altro che unanime. Da un lato la scienza sta assumendo un volto nuovo e rivoluzionario conLeonardo da Vinci (1452-1519) e Galileo Galilei (1564-1642), dall’altra Paracelso (1493-1541), Nostradamus (1503-1566) eGiambattista Della Porta (1535-1615) si ostinano a cercare di leggere il destino dell’uomo nelle linee delle mani e la chiromanzia continua ancora ad essere, per quasi due secoli, una disciplina accademica (nel 1780 la si insegna ancora all’Università di Jena).
Erede in un certo senso di Leonardo, l’italiano Marcelo Malphighi(1627-1694) proseguì nell’esplorazione anatomica e morfologica della mano e, grazie all’uso di nuovi strumenti d’osservazione come dei rudimentali microscopi. Questa strada parallela si riunì poi a quella della riflessologia plantare a in tempi più recenti si aggiunse la riflessologia auricolare, la riflessologia dermica più in generale è stata per un periodo più abbandonata, solo negli ultimi anni gli studi di Calligaris sono stati ripresi e riutilizzati, anche e se prevalentemente per la carica elettrica o di differenza di potenziale da applicare sulla pelle, fattibile anche solo con piccoli pezzi di metallo, lo stesso principio è utilizzato da quei bracialetti che andavano molto di moda negli anni 80 , i braccialetti di rame ed altri metalli utilizzati per alleviare dolori e mialgie.

Ma come funziona in pratica la riflessologia? Cerco di spiegarlo in termini semplici e comprensibili a tutti, si tratta di toccare, massaggiare e comprimere alcuni punti del corpo ottenendo effetti benefici su organi, stati di animo e psicologici. Per fare questo bisogna conoscere a fondo i punti anatomici di riferimento che sono diversi per le mani, per i piedi e per i lobi auricolari.

Nelle due immagini qui sopra si possono vedere le tavole che illustrano i vari punti e le correlazioni organiche e psichiche, ovviamente come in molte altre discipline si sono create varie diramazioni e differenziazioni tecniche ed ogni una utilizza mappe e tecniche con piccole differenze.

 

La riflessologia, non ha controindicazioni , l’importante è rivolgersi a professionisti seri che la sappiano fare, il risultato minimo è un senso di rilassamento e di senso di benessere generale o particolare già dalle prime sedute, si può inoltre chiedere al professionista di insegnare delle piccole tecniche e massaggi da utilizzare in proprio a casa , che sono di aiuto anche con i bimbi piccoli ed a dare sollievo ai sofferenti.

Come dicevo inizialmente in un singolo articolo non si può definire l’interezza dell’argomento riflessologia, è un campo vasto in continua evoluzione, come per il massaggio terapeutico il già solo contatto con la persona sofferente porta benefici e quindi sempre maggiormente utilizzata questa tecnica di medicina alternativa olistica.

Un’ultima branca che è poco utilizzata è la riflessologia del pene che dalla casistica emerge come tecnica di prevenzione del tumore prostatico, ma come si esegue questo tipo di

 

La tecnica è semplice, se insegnata la si può fare a casa e consiste in due momenti pratici :

a) il massaggio delle aree riflessogene va eseguito col pollice e con le quattro dita. Si comincia dalla radice e si prosegue lungo tutto il corpo del pene. poi dalla punta si torna alla radice. Bisogna praticare movimenti circolari. Alla base del pene si trova il punto che si riflette sui reni, sede importante dell’energia sessuale che é piu debole d’inverno (massaggiate quindi!). A metà dell’asta si trova la regione degli organi dell’apparato digerente, quasi sotto il glande, troviamo il cuore e i polmoni e nella parte piu larga del glande, la “corona”, troviamo il punto per l’apparato circolatorio. Sul glande troviamo i punti per l’ipofisi e l’epifisi, importantissimi. (Quindi se vi fa male la testa sapete cosa fare….:-);
b)Il massaggio del glande o “testa di tartaruga” viene fatto con il pollice mentre il medio e l’indice fermano il pene. Massaggiare per 100-300 vv in senso orario e antiorario, delicatamente. Cercate di non eiaculare. Fermatevi, rilassatevi e ricominciate. In seguito eiaculate, il trattenimento dell’eiaculazione prolungato porta alla prostatite, quindi anche qui la tecnica va eseguita bene.
Quindi che sia il pene, il lobo dell’orecchio, la mano, il piede o la pelle, la riflessologia è uno degli strumenti che possiamo utilizzare per stare meglio e per vivere meglio, può coadiuvare la medicina tradizionale ed allopatica per il miglioramento dello stato di salute o per alleviare la sintomatologia,non ha controindicazioni e può essere fatta a bambini ed anziani.

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