Per parlare di Palenque, non basterebbe un libro come per altri siti archeologici e/o altri misteri del mondo, molte sono le scoperte di questa città ma anche molti i quesiti rimasti irrisolti, sia perchè non conosciamo ancora bene la scrittura ed i simboli usati dalle popolazioni che anticamente abitavano questi territori, sia perchè nei glifi risultano cose ed oggetti che teoricamente in quelle epoche non potevano esistere.

Ci concentriamo in questo articolo su un unico particolare , su un unico ritrovamento e parliamo della pietra tombale che sovrasta il sepolcro del re Pacal, almeno si pensa che sia lui.

Innanzi tutto dove è Palenque?

La città si trova nelle tierras calientes, dove si incontrano la piana del Campeche e gli altipiani del Chiapas, quasi al centro della penisola dello Yucatan, al confine tra Messico e Guatemala. Si dice che Palenque sia stata la più grande città dell’emisfero occidentale; poi, circa 11 secoli fa, senza un apparente motivo, la popolazione la abbandonò e la lasciò alla giungla.
Quando nel 1519 Cortés sbarcò in Messico, Palenque era già una città fantasma sommersa dalla giungla. Il nome originario della città era Na Chan Caan, cioè “la casa del serpente piumato” o “gran città dei serpenti”; tuttavia, poiché si trovava vicino all’insediamento spagnolo di Santo Domingo di Palenque, che era stato circondato da uno steccato in legno per evitare gli attacchi da parte degli indios, l’antico centro maya fu ribattezzato proprio Palenque, cioè “steccato”.

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Nel giugno 1952 un’equipe guidata dall’archeologo messicano Alberto Ruz, impegnata nel restauro di alcune rovine Maya di Palenque rinvenne, all’interno di una piramide, il sarcofago di un re Maya di nome Pacal vissuto nel VII secolo d.C. La scoperta fu fatta quasi per caso in un gruppo di rovine abbandonate da secoli e che la vegetazione, nonché pietre e detriti, avevano coperto quasi completamente, dobbiamo tenere presente che Palenque era già stata abbandonata quando vi giunsero i conquistadores.

La spedizione condotta di Ruz si occupò per mesi di questa importante scoperta ed alla fine i risultali furono veramente sorprendenti.

Per sollevare il coperchio del sarcofago, pesante 5 tonnellate, fu necessario ricorrere a tecniche modernissime e all’interno fu rinvenuto lo scheletro di un uomo alto 1 metro e 73 centimetri con il volto coperto da una maschera di giada.

Si suppone si trattasse del re Pacal e certamente si trattava di un gigante se pensiamo che l’altezza media dei maya era sull’ordine del metro e 50 centimetri.

Di sicuro si trattava di un personaggio di tutto rispetto se a tutt’oggi questa rimane l’unica sepoltura rinvenuta in una piramide americana, e in America del Sud le piramidi finora scoperte sono molte.

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Quindi abbiamo già due cose inconsuete, l’altezza delle spoglie del presunto re ed il fatto della sepoltura, unica nel suo genere per quelle popolazioni Maya sia per cultura, usanza, metodica ecc.

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Come abbiamo detto senza inoltrarci in altre scoperte fatte nella città ci fermiamo a questa che di per se ha aperto una discussione nel mondo scientifico e non che è ancora distante dalla sua conclusione, troppe le incognite ed i quesiti irrisolti.

Ma prima di affrontarli, vediamo che altro è stato scoperto nella camera sepolcrale, innanzitutto appena fu possibile vedere con calma la lastra tombale che copriva il sarcofago, si intravide una cosa sconvolgente, apparentemente un figuro maya era ai comandi di quello che sembrava un razzo, od un veicolo comunque a motore.

 

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Per maggiore chiarezza dopo la foto ufficiale del sarcofago in alto vi propongo una ricostruzione dettaglliata del bassorilievo , dove potete notare meglio i particolari.

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Ovviamente come dicevo il dibattito, tra scienziati, archeologi , antropologi è a tutt’oggi aperto ed acceso e l’interpretazione data ufficialmente alla fine pare più inverosimile dell’ovvia interpretazione che qualsiasi osservatore moderno può dare.

L’interpretazione ufficiale ora è questa: il razzo’è fondamentalmente un albero sacro del mais a forma di croce, simbolo di rinascita, dal quale Pacal sta per cogliere un frutto, e non manipolando dei comandi, È seduto su un trono sopra il Signore del Mondo Inferiore, sospeso tra la vita e la morte.

L’interpretazione data dai primi che la videro è questa:

Là siede un essere umano. con Ia parte superiore del corpo piegata in avanti come quella di un motociclista : oggi qualunque bambino identificherebbe il suo veicolo con un razzo… L’essere accovacciato… sta manipolando un numero di indefinibili comandi, e ha il tallone del piede sinistro su una specie di pedale… Con la nostra conoscenza di simili raffigurazioni, noi dovremmo esserci sorpresi se il complicato copricapo fosse dimenticalo. Ed è proprio là con le solite dentellature e i soliti tubi, e con qualcosa simile ad antenne sulla cima… Il sedile anteriore dell’astronaula separato dalla parte posteriore del veicolo, e in questa parte si possono vedere casse. cerchi, punti e spirali simmetricamente disposti.

 

Queste le due versioni, come non notare che la versione ufficiale è ben distante dal spiegare concretamente ed esaustivamente cosa è raffigurato su questa pietra tombale, per notare meglio vi ripropongo il disegno estratto osservando il bassorilievo:

Palenquedisegno

 

Palenquedisegno

 

Non possiamo non notare quanto la spiegazione ufficiale sia forzata e per niente corrispondente, e questa è la tecnica che la “scienza” ufficiale adotta ogni qual volta non riesca a dare una spiegazione in cui possa riconoscersi, piuttosto che ammettere che non è in grado oggi di spiegare questa straordinaria rivelazione.

Vi propongo ora il particolare delle mani e del viso :

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Non sembra affatto che il personaggio stia raccogliendo del mais, ma pare proprio che stia azionando dei comandi, inoltre il naso poggia su quello che potrebbe essere un inalatore o respiratore, ma anche un microfono di un comunicatore, perchè allora l’ufficialità non ammette questo? I motivi possono essere molti, anche una giusta prudenza, che potrebbero comunque mantenere dicendo semplicemente che per il momento non sono in grado di spiegare la raffigurazione.

Quello che più sconvolge è che  c’è dell’altro, il Grande Pacal (o Pakal) avrebbe vissuto per circa 80 anni ed il suo regno fu di oltre 60 anni, ma i resti trovati nel suo sarcofago sono di un uomo di circa 40 anni, inoltre i Maya schiacciavano il cranio dei bambini tra due tavolette per ottenerne un allungamento, estetico, durante lo sviluppo e si limavano i denti modificando la dentatura, queste caratteristiche sono state riscontrate nei vari ritrovamenti e sugli scheletri delle popolazioni Maya, ma lo scheletro di Pacal non ha nessuna di queste caratteristiche.

L’uomo contenuto nel sarcofago di pacal ,  nella cripta sulle incisioni era chiamato halac uinic, ossia il “Vero Uomo”, cosa significa?

Il corpo appariva coperto da una maschera di giada e madreperla e presentava un grano di giada scura nella cavità orale, secondo l’usanza maya. Oltre a questo, nella mano sinistra fu ritrovata una perla sferica e nella destra una perla cubica. Una possibile interpretazione della sfera è che essa rappresenti la totalita’, la perfezione, il tempo oppure il cielo o la Terra stessa, mentre il cubo potrebbe indicare la determinazione di un punto nello spazio, attraverso le tre dimensioni, usando i tre assi cartesiani.

Testa raffigurante probabilmente re Pacal. A completare il corredo funerario un diadema, orecchini, una collana, bracciali (ai polsi, formati da più di 200 perle), anelli (uno per ogni dito delle mani) e statuine, tutti in giada, nonché preziose teste a tutto tondo in stucco, forse ritratti del sovrano stesso. L’oggetto più interessante, oltre la maschera, è un pettorale composto da nove cerchi concentrici, costituiti ognuno da 21 perle, con al centro una perla falsa costituita da due ostriche perlifere unite. Tutti gli Studiosi concordano nell’affermare che i nove cerchi concentrici rappresentano le orbite dei nove Pianeti costituenti il Sistema Solare e la falsa perla rappresenterebbe il Sole. Questo è ciò che era contenuto all’interno del sarcofago. Accanto alla tomba furono trovate due teste di stucco: una è uguale al cranio dell’uomo, mentre l’altra è uguale al cranio di uomini appartenenti alla razza del popolo Maya, come la forma della testa suggerisce.

I tratti somatici dello scheletro e di una delle due teste di stucco presentano gli stessi tratti somatici che appaiono nell’uomo che si trova sulla lastra posta a coperchio della tomba.

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Orecchini e collana oltre la maschera di giada, non vi sembra che l’immagine sia…….aliena?

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In effetti vedendo i reperti nella loro interezza qualche dubbio e qualche pensiero sopraggiungono.

Altri dubbi nascono da un bassorilievo trovato sempre all’interno della tomba di Pacal che fomentano ulteriori dubbi , e quesiti sulle tipologie di tecnologie e di vere conoscenze che avrebbero potuto avere i Maya.

Ecco il disegno fatto dagli antropologi a copia del bassorilievo :

Stele di pacal disegno

 

Questa è la stele di Pacal, al cui centro c’è l’albero della vita, così definito dall’archeologia ufficiale, non notate niente di strano? Ebbene ecco cosa notano più della metà degli osservatori guardando il guerriero alla nostra destra:

Stele di pacal disegno astronauta-di-palenque-2

 

Il guerriero impugna quello che potrebbe essere un fucile mitragliatore moderno e forse più avanzato di quelli che possiamo costruire oggi, come è possibile?

Vediamo ora il particolare mediano del bassorilievo:

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Al centro l’albero della vita , esiste una teoria non accreditata in cui si sostiene che sia una croce di Cristo, mentre molti sostengono che non sia altro che l’astronave o razzo che è raffigurato sulla pietra tombale.

In realtà il bassorilievo non si trova nella cripta di Pacal ma nel tempio della Croce a quanto pare eretto dal figlio primogenito di Pacal, ovvero da K’inich Kan Balám II (Re divino splendente-Serpente-Giaguaro), figlio primogenito e successore di “Pakál”.

Pierluigi Peruzzi ci spiega questa cosa con un confronto visivo teorizzando un prima e dopo, che se vogliamo non risulta proprio campato per aria , ma logicamente in sequenza e con molte corrispondenze, a mio parere lo studio andrebbe seriamente approfondito senza preconcetti:

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Dapprima si dovrebbe chiarire quanto segue:

  • che le immagini sono specchiate tra di loro,
  • che l’immagine a destra della lapide mostra chiaramente un oggetto volante con tanto di pilota umano,
  • che l’immagine a sinistra dell’albero della vita mostra il medesimo oggetto della lapide, ma senza pilota.
La spiegazione dei singoli elementi:

A:   Qui si tratta eventualmente di un’elica tipo elicottero.

B: Chiaramente un grande uccello sull’oggetto.

C: Un piccolo mostriciattolo e non si riesce a capire che cosa significhi.

D: Sembrano bobine elettriche accatastate e si trovano su tutt’e due le immagini.

E: Re Pacal stesso, pronto per prendere posto nella navicella. Piccolo di statura al fine di risparmiare peso, come per esempio lo sono i fantini delle corse dei cavalli o molti piloti di formula 1.

F: L’appoggiapiedi ergonomico per pilotare meglio con i piedi.

G: O il regolatore del sedile o la regolazione del propulsore.

H: La sospensione di questo supporto poco stabile.

La differenza di età di queste 2 immagini

Suppongo che queste 2 immagini abbiano una differenza di età di almeno 30 anni. Forse persino di più.

Non dobbiamo dimenticare che la finitura della lapide è durata certamente alcuni anni. Dopo la sepoltura di Re Pacal si è eretto sopra la tomba un grande tempio. Il Tempio delle Iscrizioni.

Contemporaneamente, o subito dopo, sono stati eretti forse il Tempio del Sole ed il Tempio della Croce. Pertanto dovrebbero essere trascorsi alcuni anni. Solo dopo la finitura del Tempio della Croce e di quello del Sole sono state piazzate le immagini sull’altare del Tempio della Croce. Ma pure queste immagini hanno sicuramente necessitato di un relativo periodo di realizzazione.

Se ora si fa una stima approssimativa della differenza di età, allora si può certamente parlare di 30 anni.

Solo dopo che sarà provato che il Tempio della Croce è stato eretto contemporaneamente al Tempio delle Iscrizioni, solo allora si potrà parlare di un’età identica delle immagini. Ma ciò è poco probabile perché la mano d’arte dello scultore è differente da un’immagine all’altra. Benché abbiamo davanti a noi dei disegni, questo si può ben intravedere che sono due artisti differenti.

 

 

Ovviamente è una teoria come un’altra ma Pierluigi Peruzzi produce altre spiegazioni chi volesse approfondirle può andare al seguente link.

Ovviamente le teorie più disparate sono state proposte come succede sempre in casì di così difficile interpretazione, l’archeologia ufficiale sostiene che sono tutte fantasie come quelle dell’italiano Kolosimo, anche se il primo a parlare di tesi aliena o comunque di tecnologia futuristica fu Von Daniken, uno scrittore svizzero definito scienziato della domenica dagli studiosi “ufficiali” che sostengono che le raffigurazioni non sono altro che le tipiche della tradizione culturale e religiosa maya, che rappresentano il mais, l’uccello piumato ed il mostro della terra.

Anche se una buona parte nutre seri dubbi sulla effettiva interpretazione delle scritture e del simbolismo, senza arrivare ad ipotesi aliene, i dubbi sono  basati su solide certezze.

Una certezza è quella dell’esatta interpretazione del simbolismo Maya, infatti a quanto pare dagli ultimi studi, gli ideogrammi Maya sono condivisi se non originari da essa , con la scittura Olmeca, avendone però alcune differenziazioni, inoltre il significato di alcuni o di tutti i pittogrammi cambierebbe a secondo della disposizione, quindi andrebbe di volta in volta interpretato e sorgono dubbi quindi sulla giusta interpretazione e sulla corretta traduzione che diamo oggi a queste scritture.

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Ultimo ma non ultimo dubbio è dato dal fatto che come per gli egiziani, molto è scritto sui regnanti, sull’alimentazione, modus vivendi, ma niente sulle metodiche costruttive di palazzi ed opere che ancora oggi sarebbero difficili da progettare e costruire se non impossibili, con la precisione poi che li caratterizza e tenuto conto della bassa, bassissima tecnologia disponibile, ad esempio come potevano tagliare  le rocce ed i marmi, visto che l’epoca più tecnologica un cui vissero fu quella del rame? Per gli egiziani di cui non sono stati trovati strumenti mai fino ad ora(e mai si è trovato un diamante o polvere di diamanti che avesse imbevuto delle corde poteva funzionare come sega per le rocce), addirittura si suppone usassero trapani di marmo o roccia, ma sono al momento teorie.

Insomma il mistero dell’astronauta di palenque , almeno per chi non crede nella poco esaustiva spiegazione ufficiale, è destinato al momento a restare tale, con la speranza che future tecnologie e nuovi studi possano permetterci di sapere di più del passato di questi popoli, dimenticavo Palenque come altre città di altre civiltà, fu improvvisamente abbandonata, ma non fù conquistata e non sono state trovate tracce di pestilenze, si suppone la zona fosse divenuta arida, e non fertile, ma allora la sua avanzata popolazione avrebbe dovuto portare tecniche e scritturane nuovo insediamento, nonchè le costruzioni, invece niente……..un’altro mistero si apre davanti a noi !

 

 

 

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