Riflessologia Epidermica o Dermoriflessologia

Vi ho già parlato dell’auricoloterapia, che ha come base la riflessologia auricolare, l’argomento riflessologia è vasto, comprende varie tecniche, è una tecnica “terapeutica” e di mantenimento che funziona, ma attorno ad essa si sono create molte cose che hanno più del misticismo e dalla dubbia funzionalità e funzione.

Avrei potuto parlarvi della riflessologia plantare o di quella palmare, più diffuse e più utilizzate, invece prima di queste vi parlo della riflessologia epidermica , e c’è un motivo ed il motivo è che dagli studi condotti dal Dottor Calligaris neurologo e psichiatra nasce questa tecnica da cui poi sono nate varie tecniche come la cronoriflessologia, la riflessologia frattale, la dermoriflessologia, la cromopuntura . C’è da dire che la riflessologia nasce in epoche remote, con i primi uomini, e con l’esperienza le tecniche da guaritori e sciamani sono state affinate. Ie prime testimonianze della riflessologia le troviamo nell’antico Egitto.

La riflessologia di cui vi parlerò in maggior dettaglio in un prossimo articolo ad essa dedicata, si basa sostanzialmente sul riflesso che gli organi hanno sugli arti ed in particolare su piedi mani ma anche sui lobi auricolari, ove vi sono dei punti, delle aree che se correttamente stimolate aiutano la guarigione ed il riequilibrio dell’organo di cui sono il riflesso, un esempio delle aree e dell’organo che riflettono lo vedete nelle prossime immagini.

Tornando però alle riflessologia dermica, sebbene il concetto sia simile, parte da un’altro concetto e con altre funzioni, tanto che personalmente ho affinato una tecnica che le comprende entrambe mescolando la riflessologia plantare /palmare e la riflessologia dermica con buoni risultati.

Ma cominciamo a capire cosa è la riflessologia dermica raccontandone la storia ed il perchè e come viene scoperta nella base dei suoi funzionamenti.

Lo scopritore del meccanismo è il dottore Luigi Calligaris nato nel 1876 a Forni di Sotto, in provincia di Udine, Calligaris era figlio del medico condotto della zona.
Più per vocazione che per rispettare una tradizione familiare, decise di seguire le orme paterne. Infatti, già la lettura del suo primissimo lavoro, la Tesi di Laurea intitolata “Il Pensiero che Guarisce”, ci può chiarire quanto la sua mente fosse aperta e il suo pensiero proiettato verso la ricerca di una conoscenza ben più vasta del patrimonio della medicina scientifica dell’epoca. Egli cercò di comprendere quello che anche oggi la scienza medica non sa spiegare bene.
Nel 1901 e un giovane laureando in medicina, il nostro connazionale Giuseppe Calligaris, si presenta a discutere la propria tesi di laurea all’Università di Bologna. Il titolo dell’opera è “Il pensiero che guarisce”!

In questa tesi , Calligaris esamina le origini storiche dell’allora nascente psicoterapia, scorgendone tracce già nelle primitive forme religiose del passato. Egli sostiene, infatti, che i sacerdoti dell’antico Egitto, quelli di Esculapio, gli officianti Indiani e quelli ai tempi dei Romani, senza trascurare Pitagora, Apollonio di Tirano e altri celebri esempi, esercitavano una forma di terapia psichica, quando si avvalevano del potere dell’immaginazione per guarire i malati attraverso le pratiche religiose. Percorrendo i secoli, cita nomi illustri di persone che hanno messo in opera un approccio psichico, seppur con le più variopinte sembianze, per risolvere i problemi che da sempre affliggono l’umanità.
Scrive Calligaris: «tutti questi metodi a cui empirici e ciarlatani, medici e scienziati sono ricorsi col fine di guarire, dalla liturgo-terapia, che cominciò a esercitarsi da tempo immemorabile, fino al magnetismo e all’ipnotismo di epoche più recenti, non sono altro che vesti più o meno speciose di cui è ricoperta la psicoterapia, nella sua evoluzione successiva attraverso i tempi. È da notarsi infine, come essa sia venuta man mano spogliandosi di quel velo misterioso che la copriva nel suo nascere, e di tutte quelle influenze divine, animali o astrali che sembravano poi accompagnarla ed esser causa del suo esistere e del suo trionfare».
Proseguendo la lettura della tesi, vediamo delinearsi un preciso disegno: tutto quanto, in passato, era stato attribuito al magnetismo, all’ipnotismo e a pratiche assimilabili, non è dovuto ad altro che alla proprietà fisiologica del cervello di essere suggestionabile.
«Ogni suggestione – troviamo ancora scritto – ha la tendenza a realizzarsi, ogni idea ha la tendenza a tradursi in atto: vale a dire, fisiologicamente parlando, che ogni cellula cerebrale, influenzata da un’idea, influenza a sua volta le fibre nervose che devono realizzare questa idea».
Affinché la suggestione si compia, sono necessari due fattori: il primo è che l’idea suggerita venga accettata dal cervello, il secondo è che l’idea accettata si possa tradurre in azione. Questa proprietà fisiologica del cervello, di accogliere un’idea e di trasformarla in atto, è però governata dalla ragione e dal giudizio, i quali possono neutralizzarla, non permettendo all’idea di imporsi oppure non lasciando che si traduca in atto. Ragione e giudizio sono teoricamente i mezzi per filtrare i condizionamenti, sebbene anch’essi si articolino molto spesso su suggestioni di vecchia data.
Va da sé che per facilitare l’attuazione di una suggestione è necessario agire quando ragione e giudizio sono più deboli (e questo spiega il successo dell’ipnosi e delle tecniche affini), oppure perpetrando più volte il messaggio (scelta operata dalle moderne correnti motivazionali e simili).

Appena portati a termine gli studi, Calligaris venne chiamato a Roma dal già noto professor Mingazzini per ricoprire la carica di assistente universitario.
Docente dal 1903, poi segretario del Congresso nazionale della Società di Neurologia, in seguito autore di numerosi articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche, Calligaris riuscì ad aprire, con l’aiuto del padre, una clinica in provincia di Udine.
Intanto, però, arriva la Grande Guerra e con essa la chiamata alle armi.
Dall’esperienza vissuta come Medico militare nacque il primo libro, un diario analitico contenente una rassegna di esperienze belliche vissute da un uomo poco propenso ad accettare passivamente i traumi che il conflitto provocava. Mentre la guerra proseguiva, un grosso problema colpì Calligaris: gli austriaci, nella loro avanzata, occuparono la Clinica e la vuotarono di tutti gli scritti che raccoglievano i dati ricavati durante il primo decennio di lavoro. Calligaris, fu molto addolorato, ma non si arrese e riprese con maggior vigore il lavoro.
Il periodo tra la prima e la seconda Guerra Mondiale fu estremamente produttivo per gli studi, infatti verso la metà degli anni Venti, partendo da un tema affidatogli come argomento di ricerca dall’Istituto di Neurologia dell’Università di Roma, Calligaris approdò a una delle più stupefacenti scoperte sull’essere umano.
Il problema, che reclamava una soluzione, consisteva nel trovare la correlazione tra la presenza di zone del corpo dotate di minore o maggiore sensibilità cutanea rispetto alla norma, e i danni alla corteccia cerebrale conseguenti a traumi o malattie. Non essendo evidente alcun collegamento neurologico diretto tra le parti interessate, la medicina ufficiale chiedeva di rintracciare il nesso logico tra cause ed effetti. La risposta, forse, non fu precisamente chiarificatrice per la questione in oggetto, ma i risultati vennero giudicati talmente importanti da condurre l’Autore a presentare una relazione nell’ambito di un Congresso nazionale.
Il testo “Le Catene Lineari del Corpo e dello Spirito”, pubblicato nel 1928, riporta tutti i risultati che precedentemente erano stati enunciati in Congresso e rappresenta il punto d’inizio di una letteratura sconvolgente per i suoi contenuti innovativi.

In questo testo l’Autore annunciava in modo definitivo e perentorio di aver individuato una struttura reticolare, presente sul corpo dell’uomo, in grado di fornire, tramite una semplice procedura di esame, indicazioni precise e ripetibili sullo stato psicologico e fisiologico. Aveva tracciato la mappa completa di tali linee (che possiamo definire senza dubbio energetiche) e aveva definito le basilari corrispondenze psico-somatiche.
La relazione presentata parla della connessione tra cute, organi interni e sentimenti (quest’ultima denominazione è assegnata alle espressioni dello Spirito), collegamento che si era rivelato percorribile in ogni direzione.
Da buon neurologo, ma soprattutto da ricercatore, Calligaris fornì un’ampia documentazione ricavata dagli esperimenti effettuati, per stilare una casistica dettagliata e verificabile. L’entusiasmo della ricerca e la meticolosità nella conduzione degli esperimenti rendevano assai interessanti i risultati, i quali purtroppo non erano corredati dalle procedure di trasferimento nella pratica delle teorie esposte, se non in casi sporadici.

Nonostante gli studi neurologici di Calligaris sono ancora oggi  base di partenza per i medici come ad esempio i testi da lui scritti sul Sistema Nervoso Extrapiramidale, che sono tuttora attuali per molti aspetti e sono stati libri di testo all’università per parecchi anni, solo pochi ricercatori hanno continuato i suoi studi con perseveranza: infatti la riproduzione dei risultati dei suoi esperimenti non è così semplice e immediata, ma può richiedere, come da lui anticipato, molte prove e grande pazienza, dato che moltissime sono le variabili in gioco.

dottor Calligaris andò anche oltre trovando un nesso tra i punti e le placche corporee dermiche da stimolare e la connessione non solo fisica, psicologica e spirituale, ma anche universale ed onirica, cioè con successivi esperimenti non terminanti e del tutto dimostrati teorizzava che stimolando questi punti e queste placche oltre a risolvere problematiche psichiche e fisiche, permettevano di entrare in rapporto con la fase onirica (dei sogni) delle persone, e con il rapporto paterno e materno dei pazienti, fintanto al loro collegamento con l’universo, facendo anche alcuni studi su la radiostesia.

Io qui mi fermo, nel senso che gli studi comprovati e funzionanti e funzionali alla nostra salute sono quelli che ci portano il collegamento dermico, di alcuni punti della cute della pelle , del corpo umano con organi e con situazioni o blocchi psicologici e neurologici e sono quelli che ritengo che gli operatori naturopati ed olistici debbano utilizzare.

Poi, e qui consiglio massima cautela a chi si vuole rivolgere a queste teorie per nulla comprovate e da sperimentare sono nate in Italia molte varianti che si spingono fino a stimolare le previsioni metereologiche o paranormali a loro dire.

Molti hanno teso poi ad interpretare a loro modo le teorie e gli studi sperimentali di Calligaris, stimolando con teser elettrici i punti da lui tracciati, mentre la sua sperimentazione era ferma allo stimolo con piccoli pezzi metallici (rame ed ottone ma anche ferro) queste aree, in modo da creare piccole variazioni infinitesimali di elettricità e magnetismo, così da mantenere per periodi più lunghi la stimolazione che se fatta manualmente dura il tempo di una seduta.

Altri hanno inserito la cromopuntura (da non confondere con la cromoterapia),partendo dagli stessi concetti di base, altri la cronoriflessologia , la riflessologia frattale ecc. nel rispetto di tutti quelli che sperimentano queste tecniche non mi sento allo stato attuale di proporle , per quella che invece è la tecnica manuale unita alla digitopressione ed alla riflessologia tradizionale il cui reale funzionamento è testato e comprovato è da suggerire come aiuto e sostegno agli equilibri della salute fisica e psichica. Un altro esempio di applicazione delle teorie di Calligaris sono i braccialetti magnetici il cui limite è di poter essere utilizzati per stimolare solo alcune zone, cioè i polsi e le caviglie. Mentre per i punti di Calligaris oltre allo stimolo digitale si possono usare piccole spirali metalliche o nel caso della magnetoterapia, piccoli magneti.

 

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