Abbiamo già visto come le teorie dell’evoluzione e della formazione del nostro mondo, siano in continuo cambiamento, tecniche moderne, ritrovamenti ed una maggiore difficoltà a pilotare le masse grazie ai nuovi media,  oltre al diffondersi veloce delle novità, sta spiazzando la scienza ufficiale, ma ci da l’opportunità di avvicinarci alla verità. Come già per l’uomo in cui l’antropologia ufficiale ha definitivamente scartato la teoria evolutiva scimmia uomo, infatti non sono mai stati trovati resti delle varie fasi evolutive e quindi la teoria è decaduta, ora la nuova teoria è che tutti i grandi primati della terra, hanno in comune un unico antenato, ma anche questa è una teoria priva di fondamenta ossia basata sulle deduzioni dei nostri antropologi ed archeologi, infatti non abbiamo ancora prove concrete a supporto.

Nel 2012 , ne parliamo solo ora a studi completati) è stato scoperto un ennesimo fossile, un corno di Triceratopo che è destinato a rivoluzionare tutte le teorie sui dinosauri e sul fatto che uomo e dinosari non abbiano mai vissuto nello stesso periodo.

Infatti il ritrovamento avvenuto a Dawson County, Montana, nel 2012, sta mettendo in crisi l’opinione corrente secondo la quale i dinosauri si sono estinti circa 65 milioni di anni fa.

La datazione al radiocarbonio del reperto, ha restituito un’età di 33.500 anni fa, il che significherebbe che uomini e dinosauri hanno camminato insieme sul nostro pianeta.

triceratops-horn-dinosaurs

 

Il corno del triceratopo è stato scoperto e studiato dal paleontologo Otis Kline Jr, dallo scienziato al microscopio Mark Armitage, e dal microbiologo e paleontologo non professionale Kevin Anderson, nel maggio 2012,  due campioni di corno (GDFM 12.001a e GDFM 12.001b) sono stati consegnati alla Glendive Dinosaur and Fossil Museumin Montana.I campioni sono stati poi inviati all’Università della Georgia, Center for Applied Isotope Studies for Carbon-14 , che ha prodotto una data stimata di 33.570 ± 120 anni per il primo campione e 41.010 ± 220 anni per il secondo.

Il triceratopo (nome che significa “faccia con tre corna), infatti, è un dinosauro erbivoro che secondo le conoscenze attuali è vissuto verso la fine del Maastrichtiano (tardo Cretaceo), circa 68 milioni di anni fa, in quella che è oggi il Nord America, estinguendosi circa 66 milioni di anni fa.

Dunque, come ci è arrivato un triceratopo nel periodo in cui l’uomo moderno cominciava a muovere i primi passi?

In realtà, secondo gli scienziati del Paleochronology Group, un gruppo di geologi, paleontologi, chimici e ingegneri che indaga su quelle che vengono definite “anomalie della scienza”, la datazione del triceratopo non sorprende affatto, ma conferma quello che si sospetta da tempo, e cioè che i dinosauri non si sono affatto estinti milioni e milioni di anni fa, ma ci sono prove sostanziali che essi sono vissuti fino a 23 mila anni fa!

Su quale fondamento è possibile affermare una cosa del genere? Fino a poco tempo fa, la tecnica del carbonio-14 non si riteneva necessaria per datare le ossa di dinosauro, dato che il test è affidabile solo fino a 55 mila anni indietro nel tempo.

Poichè i fossili di dinosauro vengono spesso trovati negli strati del terreno che corrispondono a milioni di anni fa, a cosa serve datarli? Gli scienziati infatti stabiliscono l’età di un fossile di dinosauro sulla base della misurazione radiometrica dei sedimenti vulcanici depositati sotto e sopra il reperto, un metodo che secondo il Paleochronology Group presenta “seri problemi e richiede la formulazione di troppe ipotesi”.

«È diventato chiaro anni fa che i paleontologi non solo trascuravano di datare le ossa di dinosauro con il C-14, ma addirittura si rifiutavano», ha spiegato Hugh Miller, capo del Paleochronology Group. «Normalmente, un buon scienziato sarebbe curioso di confrontare i metodi di datazione».

Secondo quanto dice Miller, i risultati della datazione del triceratopo non sono unici: numerosi test eseguiti su altre ossa di dinosauro hanno restituito tutti risultati che risalgono a migliaia di anni fa, piuttosto che a milioni di anni fa.

Ecco una tabella delle recenti datazioni al C-14 che in effetti restituiscono una datazione più realistica e più moderna dell’esistenza in vita dei dinosauri.

datazione-fossili-dinosauri

 

Che i dinosauri possano essere più giovani di quanto si pensi, è un’idea che numerosi ricercatori indipendenti sostengono da tempo, ritenendo che un tempo i grossi rettili e gli uomini abbiano camminato insieme sul nostro pianeta.

Esistono, infatti, numerose opere d’arte antiche e manufatti che sembrano rappresentare proprio i dinosauri, realizzati migliaia di anni prima che la scienza scoprisse il primo fossile e ricostruisse il loro aspetto.

Una delle iù accreditate ed incontrovertibili è un incisione in pietra posta sul tempio buddista di Ta Prohm, in Cambogia, divenuto noto come lo “Stegosauro di Ta Prohm”. Gli archeologi ritengono che il tempio di Ta Prohm risale a circa 800 anni fa. E, allora, come è possibile che gli antichi cambogiani conoscessero i dinosauri, dato che i primi fossili sono stati tirati fuori sono un paio di centinaia di anni fa?

Ta-Prohm-Stegasauro

 

In una tomba scoperta nella regione di Nazca risalente a 1300 anni fa, furono ritrovati alcuni reperti ornamentali, tra cui ceramiche e tessuti, con la rappresentazione di quelli che sembrano autentici dinosauri.

dinosauri-nazca

 

Altre opere in cui sono rappresentati i dinosari nell’antichità:

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In alto a sinistra: Bassorilievo di Angkor Wat, in Cambogia (1186 dC). In alto a destra: tessile da Nazca, Perù (700 dC). In basso: Tapestry nel Castello di Blois (1500 dC)

Sebbene il Paleochronology Group afferma di non appartenere a un credo specifico, alcuni critici contestano i risultati perchè sarebbero viziati dalla tendenza “creazionista” di alcuni suoi componenti. Tuttavia, il gruppo di ricercatori ha replicato invitando gli scettici ad eseguire rigorose datazioni C-14 sui campioni di dinosauro il loro possesso, così da poter confrontare i risultati.

Sebbene la sfida sia stata lanciata, la comunità scientifica “ortodossa” ha incredibilmente rifiutato e i precedenti tentativi di pubblicare i risultati dei test sulle riviste d’élite sono stati ripetutamente bloccati.

Inoltre, è stata anche impedita la presentazione dei dati grezzi, cioè senza interpretazione, in numerosi simposi scientifici: nel 2009 dal North American Paleontological Convention, nel 2011 e 2012 dall’American Geophysical Union e dalla Geological Society of America.

“Il pubblico deve essere informato sul fatto che le datazioni dei reperti e le raffigurazioni antiche dei dinosauri rendono le attuali convinzioni obsolete”, ha detto Miller. “Il ruolo della scienza è quello di trovare prove, non di rimanere prigioniera delle proprie convinzioni, lasciandole cadere dove possibile”.

In tutte le università il dibattito è aperto e si divide in due fazioni chi si arrocca nella tradizionale convinzione e chi aperto a questi nuovi risultati chiede nuove sperimentazioni e la datazione di tutti i ritrovamenti  fatti negli anni passati così da risolvere in modo definitivo la controversia, questa seconda richiesta sta scoprendo un nervo nevralgico della moderna paleontologia ed antropologia, la quale è chiusa nelle sue teorie ormai solo per una questione di fede, tanto quanto la fede che hanno i creazionisti, non più distinguendosi da questi se non per una diversa teoria.

Sarebbe auspicabile invece che come scienziati, applichino le moderne tecniche di indagine così da svelare queste scoperte e la verità, anche a costo di dover rivedere dogmi e teorie a cui tengono come atti di fede per l’appunto.

Dal mio canto resto alla “finestra” ad osservare e non posso che constatare che come sempre l’uomo tende a mantenere gli status quo e la verità che gli è più consona piuttosto che cercare nuove strade di conoscenza come un’epoca moderna in cui viviamo richiederebbe per il bene assoluto dell’umanità e della verità.

 

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