Gli utility knives

Gli utility knives

Una delle domande che i miei followers mi fanno spesso riguarda gli utility knives, e di preciso cosa sono e cosa servono, la prima cosa è di non confonderli con i multitool anchessi utility senza dubbio, ma altra categoria di attrezzi, la seconda cosa è prendere coscenza che un buon coltello per essere tale non deve avere una lama da 20 cm almeno, anzi meglio se sta sotto i 10 cm. Così da essere maneggevole e precisa.  Ecco un video in cui vi porto alcuni esempidi utility knives.

Wander Tactical Scrambler

Wander Tactical Scrambler

Ho già parlato in altri due articoli della Wander Tactical, a riguardo di due loro prodotti il Lynx ed il folder Hurricane. Oggi è il turno dello Scrambler.

Non vi ripeterò la storia della Wander Tactical che troverete nei precedenti articoli, mi limito semplicemente a dirvi che è una ditta italiana, che cresce di anno in anno e che si è fatta notare anche a livello internazionale per la costruzione di coltelli particolari, con nomi di dinosauri e altri mostri. Nomi azzeccati in quanto le creazione della WT sono lame solide, robuste e massicce, l’acciaio di elezione è il D2 anche se recentemente viene utilizzato anche il Sanmai in versione Cos, tutti i pezzi rigorosamente temprati con sistema criogenico.

Lo Scrambler viene venduto come neck knife, ma il termine è ingeneroso per questo robusto coltello tuttofare, fa parte di quei coltelli che preferisco, non ingombranti, funzionali, e con una possibilità di utilizzo assolutamente flessibile ed ergonomica, insomma una di quelle “lame” con cui ci fai di tutto, anche sopravvivenza in caso di bisogno.

Lama in D2, full tang con uno spessore di 6,5 mm e due guancette in dura micarta, un coltello semplice, robusto affidabile, che tiene bene il filo e si affila facilmente anche se la durezza di tempra obbliga a impegnare un po’ di tempo nella affilatura.

Gli ho trovato solo due difetti rilevanti, uno la confezione di vendita, un semplice imballo di duro nylon e l’altro il “naso” sul dorso perspicente alla punta, che rende quest’ultima molto resistente ad ogni genere di uso e “abuso” ma che fa perdere grazia all’estetica.

Si impugna bene e si riesce a gestire il taglio sia con impugnatura normale che avanzata, che si tratti di legno, cibo, stoffa il taglio è netto e preciso, si possono fare lavori di intaglio e precisione come lavori pesanti ovviamente nei limiti di dimensioni della lama, ma non ha certo limiti di robustezza, la sensazione è di avere un coltello indistruttibile in mano.

Vediamo la scheda tecnica:

Impiego: EDCLight Utility / All Round

 

Tipo di produzione: Artigianale
Paese di produzione: Italia
Lama: integrale, in acciaio D2 a 59/61HRC
Trattamento lama: Raw Finish
Manicatura: Micarta
Lunghezza lama: 82mm.
Spessore lama: 6.5mm.
Lunghezza totale: 200mm.
Bilanciatura: arretrata
Peso: 235g.
Fodero: in Kydex, termoformato, compatibile con attacchi tek-lok (non forniti) o utilizzabile come neck knife
Confezione: –
Note: Ogni coltello è unico e realizzato artigianalmente; possono esserci leggere differenze di finiture, colori e materiali tra le singole unità.

In conclusione se badate all’essenziale, all’affidabilità, alla facilità di trasporto e volete una lama da lavoro lo Scrambler è quello che fa per voi, preparatevi però a scucire una cifra intorno ai 200 € . Sapendo però che avrete in mano non solo un pezzo unico ma anche un coltello che vi durerà una vita.

Lionsteel Kur

Lionsteel Kur

Sicuramente uno dei coltelli chiudibili tra i più godibili e ben costruiti degli ultimi anni, tanto da vincere svariati premi e primi posti nelle varie fiere di settore.

Si tratta del Lionsteel Kur, un folder esteticamente accattivante, ma non un gentleman come il fratellino Tre , ma un solido chiudibile da lavoro.

Il coltello ha una lama drop point, flat, che è sicuramente una delle meglio riuscite di Molletta, taglia e incide ogni tipo di materiale e cibo, si comporta adeguatamente che si processi del legno, del cibo, del tessuto,della plastica ecc. lo Sleipener, l’acciaio di cui è fatta la lama tiene bene il filo e si affila facilmente, so che molti storceranno il naso al pensiero che un folder non abbia una lama completamente inox, ma concordo con Molletta e Lionsteel, un coltello da lavoro con queste caratteristiche sapra soddisfarvi in ogni situazione ed è sufficente asciugare la lama dopo l’utilizzo per evitare ossidazioni.

Una caratteristica che mi piace e che non si nota subito è quella che le guancette coprono delle vere cartelle in acciaio, che rendono il folder resistente, non mi piacciono molto infatti i foldere che hanno il manico scavato in un unico pezzo di materiale, sia esso legno o sintetico, trovo che comunque le cartelle in acciaio lo rendano più solido ed affidabile.

Il folder ha apertura flip Carson, e si apre con facilita e scioltezza, la sicurezza, il blocco lama è dichiarato liner lock, ma a mio parere potrebbe essere benissimo un frame lock viste le dimensioni ed il fatto che fa corpo unico con l’intera cartella in acciaio, il blocco è sicuro e non ha giochi.

La clip in acciaio è posizionabile su entrambi i lati, il distanziatore posteriore che funge da codolo esposto,frangivetro è in titanio, ed a differenza del punteruolo messo sugli SR11 non ferisce la mano in qualsiasi modo lo si impugni o lo si prenda dalle tasche.

Nella foto qui sopra Lionsteel M4, Kur e SR11 .

Le guancette sono in G10 , e se devo trovare un difetto è che può capitare che nelle prime impugnature provochino qualche scricchiolio, cosa che poi sparisce nei sucessivi utilizzi, vediamo le caratteristiche tecniche:

Tipo di produzione: Industriale
Produzione Lama: Italia
Lama: In acciaio Sleipner 60/61HRC
Trattamento Lama: Stone Washed
Manicatura: Acciaio Inox e G10 Black, distanziali in titanio
Lunghezza lama: 87mm.
Spessore lama: 4.5mm.
Lunghezza totale: 210mm.
Peso: 160g.
Chiusura: Liner Lock
Clip: Acciaio Inox
Confezione: Scatola di cartone con loghi Lion Steel
Note: Design by Molletta – Sistema di apertura Carson Flipper – Apertura su cuscinetti a sfera IKBS.

Lama e meccanismo di blocco funzionano senza incertezze, l’imougnatura è comoda, lo stondame to sul dorso della lama permette impugnature avanzate senza fastidi alle dita, le piccole criticità che ho riscontrato sul più caro SR11 qui non ci sono e devo fare un plauso a Lionsteel per i migliormanti, se vi serve un coltello serramanico, folder, pratico, funzionale e anche bello dalla forma moderna ma assolutamente funzionante prendete un Kur e sarete pienamente soddisfatti.

 

Zero Tollerance Hinderer Slicer 0562

Zero Tollerance Hinderer Slicer 0562

Ci sono folder e folder, folder gentleman e folder regionali, folder combact, folder buschcraft , multiuso, multitool ecc. Inoltre ogni uno di noi ha le sue preferenze, poi c’è Rick Hinderer, uno dei più stimati designer e oggi costruttori di coltelli e in particolare di folder, ha una sua produzione ed una sua azienda, ma in qualche occasione speciale presta la sua opera per modelli a bassa tiratura ed è il caso dello Hinderer Slicer prodotto dalla Zero Tollerance.

Un folder particolare, costruito con materiali oggi all’avanguardia, dall’acciaio 204p cts per la lama al titanio per la manicatura, una lama disegnata appositamente, una lama che si fa amare in ogni situazione di utilizzo, dal processare cibo, legno alla difesa. Hinderer è molto aprezzato nel campo proprio per l’efficacia delle geometrie delle sue lame, ed anche in questo caso ha fatto centro.

Dello Slicer la Zero Tollerance ne ha fatto alcune versioni che si differenziano per il colore della manicatura e per il tipo di acciaio usato per la lama, la versione con guancetta arancione in g10 è un’edizione speciale a tiratura limitatissima, tanto da essere oggi “discontinued” cioè fuori produzione.

È un folder robusto, come lo si prende in mano si percepisce la costruzione precisa e rifinita nei minimi dettagli, ma anche un senso di robustezza che non ci si aspetterebbe da un folder”raffinato”.

La meccanica è perfetta, non ci sono giochi o tolleranze , il sistema flip carson lavora senza incertezze e aprire e chiudere la lama è quasi una magia, grazie ai cuscinetti a sfera KVT ball bearing.

La forma della lama ne tradisce l’origine tattica e militare a cui è ispirata, il taglio è preciso e pulito, il filo resistente e duraturo, in qualche mese di utilizzo anche impegnativo su legno ho solo ripreso il filo un paio di volte, veramente impressionante.

Il Frame lock funziona senza incertezze ed ha una testina in acciaio sostituibile in caso di usura, anche dopo questo periodo di utilizzo non avverto giochi tra la lama ed il manico o nel sistema di blocco.

Vediam la scheda tecnica:

Destinazione d’uso: Tattico/Militare

Tipo di produzione: Industriale
Produzione Lama: USA
Lama: In acciaio inox CTS-204P
Trattamento Lama: Black DLC
Manicatura: Titanio con trattamento Black DLC e G-10 Arancione
Lunghezza lama: 90mm.
Spessore lama: 4mm.
Lunghezza chiuso: 113mm.
Lunghezza totale: 206mm.
Spessore da chiuso: 12mm.
Peso: 160g.
Chiusura: Frame Lock
Clip: Amovibile, Multiposizione, in acciaio inox
Confezione: scatola in cartone con loghi Zero Tolerance
Note: Design by Rick Hinderer – Apertura su cuscinetti a sfera KVT Ball Bearing System – Apertura tramite sistema Carson Flipper

L’aver utilizzato il titanio è stata una mossa azzeccata altrimenti il peso complessivo ne avrebbe risentito, visto che nonostante questo accorgimento siamo sui 160 grammi, la Zero Tollerance inoltre ha utilizzato un sistema di fresatura del corpo in titanio che ne ha permesso una ulteriore otimizzazione dei pesi e delle forme, gli stessi spaziatori sono in titanio.

Ovviamente tutto questo , dalla progettazione alla particolare costruzione ai materiali utilizzati, porta il costo di questo ottimo e bel folder ad essere un pò impegnativo , ma niente di così proibitivo visti i prezzi che Rick Hinderer pone alle sue creazioni. Anche qui Zero Tollerance ha superato se stessa e con una spesa attorno ai 300 euro possiamo portarci a casa un pezzo unico.

Mi congedo con un piccolo video dove potrete vedere questo folder in azione e posso assicurarvi che utilizzarlo è una goduria, non compratelo per tenerlo nel cassetto e se anche è costosetto vi ripagherà con anni e anni di ottimo servizio.

Benchmade Adamas 275  war folder.

Benchmade Adamas 275 war folder.

Benchmade Adamas 275, il folder da”guerra”, uno dei serramanico più resistenti che si possano trovare sul mercato, ma allo stesso tempo maneggevole e pratico nell’utilizzo.

Il suo disegnatore Shane Sibert, è un’esperto di sopravvivenza e ambienti ostili, ha progettato questo coltello a favore dei reparti speciali e di chi fa della vita all’aperto uno stile di vita, anche se questo coltello non è stato adottato ufficialmente dai reparti militari è in gran uso tra di essi, a partire dai special ops e dai Rangers, anche per il fatto che una parte dei proventi delle vendite di questo coltello vanno a favore delle famiglie dei morti e feriti in azione dei Rangers e dei Navy Seals.

Giá il nome del coltello da un’idea del carattere di questo attrezzo, infatti Adamas in greco significa “invincibile” , per questo modello inoltre la Benchmade ha costruito un sistema axis lock di dimensioni e resistenza maggiori a quelli normalmente in dotazione tanto da ottenere un folder che può tranquillamente sostituire un coltello fisso nelle più varie necessità d’uso.

Vediamo la scheda tecnica :

Destinazione d’uso: Tattico

Tipo di produzione: Industriale
Produzione Lama: USA
Lama: in acciaio D2 60/62HRC
Trattamento Lama: TiNi
Manicatura: Sand G10
Lunghezza lama: 97mm.
Spessore lama: 4mm.
Lunghezza chiuso: 124mm.
Lunghezza totale: 221mm.
Spessore da chiuso: –
Bilanciatura: –
Peso: 218g.
Chiusura: Axis Lock
Clip: Amovibile e reversibile, in acciaio inox
Fodero: Nylon, compatibile MOLLE

La confezione di vendita è composta dalla tipica scatola in cartone della benchmade, contenente il folder, un fodero in resistente cordura compatibile con il sistema molle in dotazione di tutti i corpi militari ma anche dei sistemi da trasporto civili e di soccorso, cartoncini esplicativi e la pubblicità della versione Adamas a lama fissa.

Il coltello in mano da l’impressione di robustezza, si ha l’impressione di poter affrontare qualsiasi sfida, le guancette in G10 sono comode e permettono una gestione precisa del taglio e dell’intaglio,  il sistema di blocco è efficente e pratico  a differenza di altri sistemi come ad esempio il frame lock od il liner lock, permette un comodo utilizzo sia che siate destrimani che mancini e non è cosa da poco, questo in previsione in caso di ferimento di poter usare il coltello con e trambe le mani.

  Nelle immagini sopra si può notare il maggior diametro del sistema di blocco

La lama è robusta e molto ben affilata, la forma sabre con la parte inferiore flat, è allegerita da due fuller o colasangue che dir si voglia, il taglio è possente e preciso, allo stesso tempo il meccanismo di chiusura ed apertura è veloce e leggero nell’uso tipico di foldere più leggeri e con meccanismo a flip.

Esistono due versioni una con manicatura desert tang e una con manicatura nera, entrambe le versione hanno la lama coperta con trattamemento TiNi contro agenti chimici e ossidazioni.

La tenuta del filo è ottima e il riaffilo facile ma richiede un po’ di tempo visto che la lama è in D2, inoltre una volta che perdesse la copertura, si consiglia di asciugare la lama dopo l’utilizzo e in caso di fermo in un cassetto, ungerla leggermente con olio di vaselina alimentare prevenendo macchie di ruggine, essendo il D2 un semi inox per dirla semplice.

Ho utilizzato a fondo questo folder, e non ha mai deluso ne nel processare legna ne nel processare alimenti, si porta comodamente anche in tasca, alcuni utilizzatori lamentano un po’ il peso per un uso quotidiano come edc,  a direi che si fa ampiamente perdonare una volta all’opera.

Unico difetto come tutti i coltelli di qualità è il prezzo che al momento che scrivo questo articolo si aggira sui duecento euro, come sempre conviene spendere un po’ di più ma acquistare una buona lama, ho visto troppe persone mutilarsi a causa di attrezzi economici che possono rompersi improvvisamente e malamente, inoltre come ogni prodotto Benchmade è coperto da garanzia a vita.

Un coltello che vi accompagnerà una vita nelle vostre escursioni o nelle vostre”missioni” ne sarete soddisfatti.

 

 

Ed ecco alcuni test di resistenza praticati da alcuni utilizzatori, non provate a farli a casa, sono esplocativi della buona resistenza del folder, sono test che romperebbero anche buoni coltelli a lama fissa, sono ovviamente abusi che nell’uso quotidiano non capitano mai :

RUK di Simone Tonolli

RUK di Simone Tonolli

Quando si può scrivere e parlare di un prodotto italiano, non può che far piacere, a maggior ragione se il prodotto è uno strumento tra i più riusciti a mio parere, unisce una universalità di utilizzo ad una ergonometria altrettanto universale, parliamo del RUK.

RUK sta per Real Utility Knife, e devo dire con mia piacevole sorpresa non è un nome messo li a caso o per marketing, ma un nome che definisce esattamente  la tipologia e le caratteristiche di questo coltello.

Simone Tonolli è il maker italiano che ha ideato e realizzato questo e altri coltelli belli da vedere, ma soprattutto congegnali da usare.

Capisco che posso sembrare entusiasta e posso sembrare di parte, ma visto che fino ad oggi, le lame che utilizzo non mi vengono fornite gratuitamente ma sono frutto del mio sudore, che mi porta poi ad acquistare lame che scelgo più per l’utilità che per la bellezza, è un entusiasmo dato dal fatto che in questo caso come in qualche altro, ho fatto centro, e l’attrezzo si è rivelato ottimamente funzionale.

D’altro canto la forma richiama un po’ quella dell’Esee JG3 ( quello subito sotto il RUK nella immagine qui sopra), ideato da James Gibson nato e cresciuto nelle great Smoky Mountain, oggi uno dei più quotati a livello mondiale istruttore di buschcraft, outdoor, sopravvivenza in natura che dir si voglia.

So che tra gli appassionati di coltelli e vita all’aperto o in natura, spopolano i coltelloni, che in taluni casi possono avere un suo perché, ma sicuramente questo genere di coltello è in realtà il più funzionale realizzabile e di reale utilità giornaliera. Con una lama come il RUK e una sega pieghevole o una piccola accetta, si possono affrontare ogni genere di situazioni riscontrabili in natura.

Nella foto qui sopra, potete aprezzare una piccola raccolta di coltelli che parimenti al RUK hanno l’ambizione di essere fortemente versatili e utili non solo come edc ma come vere e proprie lame primarie.

Il Ruk con una lama di 8,5 cm ,una lunghezza totale di 18,5 cm ed uno spessore di 3,5 mm. è un coltello che può essere utilizzato, per intagliare il legno, trattare il cibo, costruire strumenti come picchetti, trappole, frecce ecc.

Tutte le componenti del coltello sono personalizzabili, dalle guancette al fodero.

La lama è in niolox tagliato al laser, Simone Tonolli conosce bene questo tipo di acciaio inossidabile che utilizza esclusivamente per le sue realizzazioni e che quindi sa ben lavorare.

Il coltello da me sottoposto a vari test stress e tipi di utilizzo si è comportato bene e non ha dato adito a cedimenti o deformazioni tanto da pormi la domanda se siamo di fronte al coltello di utilità definitivo , probabilmente anche solo per la voglia di provarne di nuovi lascerò la domanda in sospeso, ma se non è il coltello definitivo, vi si avvicina di molto, una cosa è sicura, il plauso che va a Simone Tonolli, nella speranza che vada avanti con le sue soerimentazioni e ci offra nuovi modelli.