Ekletta Naked-R

Ekletta Naked-R

La Naked-R di Ekletta, fa parte di un nuovo modo di concepire le e-byke, non più semplicemente da passeggio, ma anche per sport e/o percorsi impegnativi, infatti combina varie tecnologie provenienti dal mondo sportivo e l’esperienza nel mondo delle biciclette a pedalata assistita.

Il telaio è in alluminio 6061 e che ha una grande solidità ed è conformato con uno scavalco è basso e largo,  la forcella anteriore è dotata di un ammortizzatore che è simile a qullo delle moto, gli steli da 37.5mm, sono realizzati in alluminio/magnesio dalla Zoom, la forcella così composta assorbe molto bene le asperità e non ha torsioni nemmeno sotto stress impegnativi.
La sella è unisex imbottita ( che ho provveduto a cambiare per provare un tipo di sella innovativa, ma ne parlerò in un altro articolo) e si può regolare finemente.


Il confort di marcia è buono, mentre  l’anteriore è  ben ammortizzato , al confronto il posteriore è rigido e visto che i pneumatici devono essere tenuti in pressione, si paga un po’ di scomodità se si marcia su asperità o buche.
Il peso è di 27.3 kg compresa la batteria (3.4kg): il peso è dovuto al telaio robustissimo, ai pneumatici grossi e al granitico ammortizzatore anteriore
La posizione in sella è quella a busto verticale.

Il cambio è un preciso Shimano Altus a 8 rapporti del tipo a deragliatore
Gli innesti sono precisi e rapidi in entrambe le direzioni; il comando del cambio è – sempre Shimano – del tipo a doppia levetta, morbido e consente di scalare due rapporti insieme, il  range dei rapporti è buono e si trova facilmente la cadenza giusta sia in salita che in discesa

La stabilità in marcia è ottima e la bicicletta asseconda benissimo i rapidi cambi di direzione e marcia.

I pneumatici sono “fat”: 20”x3.0”; non hanno scolpitura da fuoristrada perché sono pensati, oltre che per asfalto, per sabbia e neve

Il cavalletto è un robusto monopiede regolabile, sostiene bene e stabilmente la bici  ma non consente la rotazione completa dei pedali, il portapacchi è largo e ha una capacità dichiarata di 25kg., l’impianto frenante è bene in linea con il carattere irruente di questa bicicletta, i freni sono a disco e idraulici ,rendono una frenata potente, morbidissima e ottimamente modulabile, il disco anteriore è da 203mm e il posteriore da 180mm.

La Naked è dotata di una batteria al litio dalla tensione, ancora poco usuale, di 48V, la capacità è 12Ah 550Wh, gli elementi che la costituiscono sono della Sony .

Il cruscottino della Naked è a cristalli liquidi retroilluminato e ingloba i pulsanti
Le cifre sono grandi e i simboli ben leggibili anche in pieno sole; per la notte, è ben retroilluminato
Vi si leggono la velocità, i chilometri percorsi, il livello di assistenza impostato, lo stato di carica della batteria e la potenza istantanea assorbita
I livelli impostabili sono 6 più quello senza assistenza per il presente il “soft-start” si deve tenere premuto il pulsante + , i pulsanti di notte rimangono bui e occorre trovarli al tatto.

IL motore è un hub posteriore marca Dapu, geared, da 250W, a 48V, brushless, sensored, ad alta coppia perciò adatto alle salite, a causa della elevata tensione di alimentazione conserva buone doti velocistiche, la spinta è molto forte anche al livello minimo di assistenza, la guida risulta perciò nervosa … ma se si vuole un cavallo da corsa queste caratteristiche sono positive !

I cablaggi sono nascosti e ben protetti, inseriti  per quanto possibile all’interno del telaio e sono dotati tutti di connettori.

Non c’è una significativa differenza fra la velocità a vuoto e su strada perciò è facile indulgere al farsi portare dal solo motore
E’ possibile viaggiare con la “pedalata simbolica” cioè semplicemente facendo ruotare i pedali.

La velocità massima è di 26.2 km/h : l’elevata tensione di alimentazione consente a questo motore ad alta coppia di viaggiare veloce in pianura
Viaggiando al livello massimo di assistenza (liv 6) e con il solito sforzo di 70W sui pedali, si ottiene una autonomia di 40km con una velocità che rimane sopra ai 25km/h per metà del percorso.

Il fanale anteriore non viene fornito per poterlo personalizzare a seconda delle proprie necessità
Quello posteriore è integrato nella batteria ma usa pile autonome; è ben visibile da lontano ed ha una lunga autonomia.


Non ci sono sistemi meccanici o elettronici antifurto, salvo la chiave che blocca la batteria.
La Naked è però dotata di trasponder CymiChip, occultato nel telaio, che consente l’identificazione univoca della propria bicicletta e che conserva le informazioni dei tagliandi effettuati
In opzione vi è la “Vip Service Card” che comprende l’assicurazione contro il furto e il soccorso in caso di guasti o furto.

Questo modello è certificato per le norme europee vigenti
La garanzia è di 2 anni ed è estendibile a 4 e prevede tagliandi obbligatori semestrali.

Il prezzo di listino al momento della prova è di 2500€.

Wander Tactical Hurricane e Mistral folders

Wander Tactical Hurricane e Mistral folders

Torniamo a parlare di Wander Tactical, devo dire che ho una simpatia per questi artigiani italiani che sperimentano continuamente nuove forme ed esercizi di stile hard delle loro lame, ciò li sottopone anche a critiche , perché qualche esemplare sopratutto nelle prime uscite può non essere esente da piccoli difetti di assemblaggio o finitura, ma si sa chi non risica non rosica. Certo se risica con i miei soldini si preferirebbe che ogni singolo pezzo fosse perfetto, di contro il loro servizio clienti è pronto ed efficiente, quindi nessuna paura, in caso di difetti il pezzo viene prontamente sostituito e su richiesta personalizzato, un grazie va ad Alex Wander che è sempre disponibile anche sulla loro pagina facebook.

Torniamo in tema, tra i loro pezzi che preferisco, ci sono i loro massicci folder, che uniscono alla  tascabilità  la resistenza fino ad oggi tipica solo dei lama fissa, al momento oltre ai due modelli hurricane e mistral, che differiscono sostanzialmente dalla forma della lama, sono reperibili in commercio due serie, la prima serie con le cartelle ( liner ) in acciaio e guancette in alluminio, la seconda serie con le cartelle in titanio e guancette in micarta, altra differenza tra le due serie è il doppio thumbs o pin sulla lama per la seconda serie.

Inoltre nella seconda serie sono stati usati degli innovativi cuscinetti ermetici giapponesi incastonati nella lama, favorendo una maggior scorrevolezza della medesima tra le cartelle.

Entrambi i modelli ed entrambe le serie propongono una lama in ottimo acciaio D2, le cui caratteristiche dotano questi chiudibili di qualità e affidabilità oltre che durata del filo, unica piccola pecca è che l’affilatura richiede qualche minuto in più se fatta a mano con pietra.

Altra differenza tra le due serie sono le coperture delle lame nera nella prima serie e brunita nella seconda serie per entrambi i modelli proposti, il gradimento dipende dai gusti, a me piace maggiormente la brunitura, anche se per amore di verità, a me le coperture non piacciono molto, preferisco le lame libere, negli acciai ad alto contenuto di carbonio inoltre se si vuole la lama tatticamente scura ,è sufficiente forzare la passivazione con aceto , coca cola , mostarda ecc. ottenendo così una lama scura ed esente da plastiche, resine e vernici.

Particolare è il folder, particolare la confezione di vendita, un tubo plastico, avvitato nel proprio cappuccio funge da contenitore, nel quale troveremo il folder , un foglietto di garanzia(a vita) e un sacchettino contenete il perno avvitabile e un cordino elastico.

Il perno servirà in quelle occasioni in cui vorrete sottoporre il folder a lavori pesanti tipicamente indicati per coltelli a lama fissa, avvitandolo nel suo foro il perno vincola ulteriormente la lama al manico bloccando ogni movimento meccanico, vi posso assicurare che il risultato d’uso è stupefacente, come lo è il fatto che il blocco lama rockers arm 8.11 è così efficiente che praticamente non vi ricordere mai di usare il perno per una maggiore sicurezza.

Tutto questo ci permette di portare in tasca …….la sicurezza e le performance di un coltello a lama fissa di qualità, un vantaggio non indifferente, visti anche i preconcetti e le norme italiane in fatto di porto di coltello. Che vi serva da edc, in escursione, durante un pic nick , o per una vera e propria avventura di giorni o di mesi questo folder unisce praticità di porto a resistenza e qualità di utilizzo.


Ma attenzione, ne sono entusiasta si, ma non è tutto oro quello che luccica, e veniamo alle ombre , che non riguardano criticità di utilizzo, ma l’assemblaggio e le rifiniture , la prima versione, quella in alluminio presenta una maggior precisione di assemblaggio ma anche una durezza di rotazione, che per smuovere il flipper servono dita d’acciaio, ovviamente è un compromesso che aiuta a mantenere ben robusto il folder, in parte risolto nella seconda serie, quella in micarta, che però almeno nei primi modelli usciti, lamenta una non perfetta allineatura tra lama e cartelle durante la rotazione, probabilmente qualche verifica di qualità è saltata vista l’enorme pressione degli utenti acquirenti che volevano il loro giocattolo per Natale. Solo alcuni pezzi hanno riscontrato il difetto e i Wanders si sono subito resi disponibili per risolvere il problema a breve giro di corrieri. Il vero unico difetto per quello che mi riguarda sono le guancette, o meglio il disegno delle medesime, le tacche poste in alto e basso delle zigrignature che servirebbero per dare maggior presa, hanno angoli troppo acuti e nell’utilizzo senza guanti, feriscono le mani, inoltre gli stessi solchi di ritenzione nelle guancette hanno angoli acuti e anche qui provocano nell’uso gravoso ulcerazioni alle mani, ho risolto arrotondando questi angoli con una carta vetrata fine a grana 1000 , e ovviamente ho fatto presente la questione ai Wanders.

Detto questo i folder della Wanders Tactical, valgono quello che costano,e qualcosa in più se verrà posta una maggior attenzione a questi dettagli ,visto il prezzo che oggi supera i 300 euro .

Lo consiglio a tutti, tranne a chi si lamenta che due euro gli pesano nelle tasche.

Incidere l’acciaio a casa

Incidere l’acciaio a casa

Un sistema tanto semplice quanto efficace, certo se ci si crea una maschera con il plotter o in gomma si ottengono risultati professionali, con pochi euro di spesa, nel video non ne parlo, ma più tempo si impiega più l’incisione sarà profonda.

Fra le altre cose è un metodo usato anche da chi fa l’artigiano di professione e che quindi incide il proprio logo su lame e coltelli che costruisce ve ne posto un esempio qui sotto, ovviamente il metodo funziona anche su altri oggetti in acciaio o metallo.

Lezione base di affilatura

Lezione base di affilatura

Premetto, che ci sono ottimi metodi per affilare, anche sistemi raffinati, che dopo l’affilatura i più fanno lo stropping, chi solo sulla coramella, chi con la cintura di cuoio, chi aggiungendo la pasta per metalli, tutti i sistemi sono validi e ogni uno utilizza quello con il quale si trova meglio, ci sono affilatori guidati, meccanici, elettrici, ma ritengo sia bene imparare a farlo manualmente, e al di la delle tecniche raffinate imparare un sistema basico e funzionale, il quale può essere poi affinato e personalizzato, a mano a mano che fate esperienza. Viste le molte e-mail ricevute , vi propongo una unica lezione semplice, alla quale dovranno seguire varie sessioni di prove da parte vostra, aggiungo in seconda battuta un video fatto tempo fa dove si vede la metodica da un’altra angolazione e con la pietra appoggiata. Il consiglio è compratevi una pietra dal ferramenta da pochi euro a doppia faccia, od on line, ad acqua o a secco e con un coltello a filo piano da pochi soldi allenatevi e provate, poi passate ad un altro coltello e vedrete che imparerete ad affilare bene, con pochi euro di investimento e al volo come i trappers ed i butteri, buona visione.

 

Lionsteel SR 11 , bello ma…….

Lionsteel SR 11 , bello ma…….

È sicuramente il coltello chiudibile(folder) più discusso del 2017, anche in virtù del fatto che ha fatto vincere alla Lionsteel di Maniago per la terza volta il premio “ Overall Knife of the year “ l’ambitissimo blasone conferito al miglior coltello dell’anno durante la manifestazione Blade Show che si tiene ogni anno ad Atlanta, manifestazione dove tutti i migliori marchi del mondo competono, con un pò di orgoglio nazionale possiamo dire che Lionsteel e Fox sono i due marchi italiani che negli ultimi anni hanno spesso vinto uno dei premi in palio al Blade Show, ciò nonostante siano i prodotti USA a dettare legge sul mercato, questo non a causa dell incapacità italiana ad affermarsi nel settore, ma per il semplice fatto che negli USA i coltelli sono considerati attrezzi alla stregua di pinze e cacciaviti e sono liberamente portabili ed usabili nella maggioranza degli stati, facendo crescere una cultura ed un utilizzo dello strumento, in Italia per portarlo serve un giustificato motivo, ma non solo per il coltello, se vi dimenticate un cacciavite in auto o in tasca della giacca ed ad un controllo ve lo trovassero addosso, potrebbe scattare la denuncia a piede libero, lo stesso dicasi per martelli, catene, bastoni ecc., ciò nonostante non è raro nei paesi di campagna o montagna, di provincia, italiani trovare anziani e meno giovani che portano da sempre in tasca un serramanico regionale, per uso quotidiano, dallo sbucciare la mela in cantiere o sul posto di lavoro, all’aprire le scatole in magazzino ecc. , ignari del pericolo, anche se è vero che se non andate allo stadio o in aereoporto, una perquisizione personale difficilmente la subite, dire mai o quasi, salvo non siate tipi sospetti, ciò nonostante , nel bel paese si configura il reato di porto abusivo di arma inpropria, che voi abbiate nelle tasche, un coltellino svizzero, un cacciavite, un martello, una catena per chiudere il motorino ecc., sappiatelo, un agente un po’ più zelante potrebbe elevarvi denuncia, nel bel paese le cose stanno così e quindi non facilitano una cultura ed un uso quotidiano di uno degli atrezzi più antichi che l’uomo abbia mai costruito ed utilizzato, e quindi anche il mercato ne soffre.

Torniamo a parlare del coltello in questione, viene fornito, in una scatola di cartone, con all’interno il coltello, una chiavetta per la manutenzione e nient’altro, visto il prezzo che si aggira sulle 200€ Per la versione manicata in alluminio e oltre le 300 per la versione manicata in titanio, almeno un piccolo fodero da cintura ci sarebbe stato, anche se non indispensabile, visto che con l’apposita clip lo si porta in tasca ben fisso.

vediamo un po’ di dati tecnici di questo folder:

Tipo di produzione: Industriale
Paese di produzione: Italia
Lama: In acciaio Sleipner 60/61HRC
Trattamento lama: Satinata
Manicatura: Alluminio
Lunghezza lama: 94mm.
Spessore lama: 4.5mm.
Lunghezza totale: 211mm.
Spessore da chiuso: 9mm.
Peso: 146g.
Chiusura: Frame Lock con battente in acciaio e sistema di sicurezza Rotoblock
Clip: amovibile e reversibile, in acciaio inox
Confezione: scatola di cartone con loghi LionSteel
Note: Sistema di apertura Carson Flipper su cuscinetti a sfera.

Una volta estratto dalla scatola, si evince subito la bellezza di questo coltello, e qui non c’è nulla da dire, come italiani abbiamo una marcia in più, l’eleganza e l’efficacia della lama poi, esprimono la grande competenza di Michele Pensato in arte Molletta, si resta subito affascinati da questo coltello.

Il primo impatto è anche però di avere in mano un oggetto fragile, infatti un pò la leggerezza ottenuta con l’uso dell’alluminio aereonautico (ergal) e un pò lo spessore del manico danno l’impressione che una così bella lama, potente nelle forme e nell’acciaio possa rompere al primo impatto il manico.

Ad onore del vero devo dire che l’ergal in certe condizioni di utilizzo ha dimostrato di resistere quanto il titanio, però in rete si trovano alcuni test, dove ovviamente si fa un uso improprio un vero abuso dello strumento, dove il punto critico è proprio il manico , ovviamente per un quotidiano uso normale non c’è nessun rischio, ma in caso di utilizzo estremo lascia delle perplessità da valutare prima dell’acquisto, sempre che vi serva un coltello da utilizzare spesso anche in campagna ed in montagna, nel qual caso un benchmade adamas andrebbe meglio, non tanto per la lama che ribadisco è il punto di forza e di bellezza di questo coltello, ma per il manico.

Ho trovato altre criticità, innanzi tutto, il liner lock ingaccia pochissima superfice del tallone della lama, e sebbene si possa bloccare con il Rotoblock ad un uso forzoso o in flessione potrebbe succedere un disingaggio della lama con le conseguenze del caso, in altri prodotti dell Lionsteel costruiti per terze parti come ad esempio Spyderco, il linerlock ingaggia ben metà dello spessore del tallone, dando una maggior sicurezza, è vero che usandolo ci sarà un calo dello spessore e quindi un maggior ingaggio del tallone, ma avrei preferito averlo da subito.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è come è fatto e posizionato il frangivetro, come vi faccio vedere nel video estraendo dalla tasca il coltello o prendendolo con impugnatura reverse da difesa, ci si conficca lo spuntone del frangivetro nel palmo della mano o nel pollice, avrei preferito un’altra soluzione o addirittura l’assenza di tale gadget.

In conclusione, nonostante la bellezza e un’ottima lama, anche mettendoci una buona dose di campanilismo e nazionalismo, dire che almeno in parte resto deluso da questo coltello, è vero che il manico è costruito scavando un pezzo unico di alluminio, e che nelle mie prove anche intense ha retto bene, ma la sensazione di delicatezza e il frangivetro , mi fanno tentennare sul consigliare la spesa di una considerevole somma di denaro per questo folder.

Sulla bellezza ed efficacia della lama invece non posso che esprimere elogio, speriamo che nei futuri modelli si tenga in considerazione maggiore anche chi usa i coltelli e non solo chi li colleziona e li tiene chiusi in vetrinetta.

DPX Gear Heast II Assault

DPX Gear Heast II Assault

Fin dalla sua uscita con il primo modello base in acciaio 1095, fatto costruire dalla esee, questo modello di coltello ha suscitato negli appassionati sentimenti contrastanti, chi lo considera niente più che un gadget, un vezzo che non ha niente a che vedere con il vero utilizzo di un coltello in situazioni di bisogno o di difesa, chi invece lo brama , apprezzando la folle idea di aver ideato un coltello che unisce la capacità di utilizzo come multitool e un vero e proprio coltello da difesa/ sopravvivenza.

Fatto sta che nel tempo si è trasformato in un vero e proprio oggetto del desiderio, ma più che le sue eccentriche funzioni inserite in un vero coltello e non in un multitool multilama, per la sua forma accattivante e per le sue dimensioni, che lo rendono un perfetto edc anche urbano, pronto per l’utilizzo e la difesa personale, con un basso ingombro ed una alta resistenza.

L’ideatore di questo coltello e di tutta la linea Dpx gear è Robert Young Pelton, un personaggio, al quanto originale, un avventuriero, esperto in sopravvivenza, mercenario, consulente, soldato di ventura e chi più ne ha più ne metta, che in base alla sua esperienza ed alle esperienze raccolte in giro per il mondo tra avventurieri, soldati, contractors, ribelli ha definito forme e dimensioni di questo coltello.

In questa foto vediamo Pelton nel sud del Sudan, con le milizie regolari a caccia di ribelli, nell’anno 2014.

Nel 2010 Robert Young Pelton, decide di produrre dei coltelli in proprio e apre la Dpx Gear, e il primo coltello che fa costruire dalla Esee è appunto l’ hest, il cui acronimo sta per Hostile.Henviroment.Survival.Tools. Questo modello è costruito in acciaio 1095, ed è un coltello “strano” un pò più grande dell’Esee Izula 2 , ma considerato mediamente piccolo dai più, inoltre possiede un incavo sul dorso della lama che può essere utilizzato da apribottiglie, un foro tra manico e lama, e infine una strana punta a fine del codolo, che può essere utilizzata per aprire scatolame varie, al posto della lama, come generalmente fanno i soldati in missione, altri due fori nel codolo, i fori servono sia per ricorpire il manico con del paracord in caso di bisogno, che per legare il coltello ad aste o bastoni in guisa di lancia o per recidere frutti posizionati in alto sugli alberi.

Quello che interessava a Pelton è che il coltello fosse di adeguate dimensioni per un utilizzo giornaliero e che fosse resistente, quasi indistruttibile, inoltre che fosse di aiuto nelle più disparate situazioni.


In segutito, fece realizzare dalla italiana Lionsteel a Maniago la versione chiudibile ( folder), la quale perdeva la punta a fine codolo, ma aveva in aggiunta nel manico un foro esagonale, che può essere utilizzato come leva per gli inserti degli avvitatori e dei cacciaviti multi uso, così da permettere di avvitate o svitare le più varie componentistiche meccaniche.

Pelton in più interviste ritiene che ( e mi trova concorde ) avere con se un coltello sempre, è di enorme utilità, quando meno ce lo aspettiamo potremmo dover trovarci a tagliare una fascetta, tagliare una collana che sta strangolando qualcuno rimasto impigliato, aprire un pacco ostico, dover eseguire una tracheotomia di urgenza ( solo se la si sa esguire bene e correttamente ) , dover difendersi da una aggressione improvvisa, aprire una serratura bloccata, ecc. mi trova concorde anche sul pensiero che un buon coltello di utilità da poter utilizzare ogni giorno sia in ambiente urbano che nei boschi o in ambienti selvaggi, non deve essere grande, qui potremmo aprire una discussione che si protrae da decenni tra i vari appassionati, siano essi prepper, trekker, escursionisti del week end,  avventurieri o bushcrafters , ogni uno preferisce taglie diverse, ma i più il coltellone con almeno 14 cm. di lama, è invero che nella sola preparazione di un campo, in ambiente selvaggio un coltello con lama lunga ha un suo innegabile vantaggio, in tutte le altre migliaia di volte e di operazioni, un coltello con 8/10 cm. di lama è sicuramente meglio e si presta ad essere ancor meglio utilizzato e portato nella vita di tutti i giorni.

Quindi pur producendo un modello con lama di oltre 10 cm. ora non più sul mercato, Pelton concentra i suoi sforzi per migliorare il Dpx Hest, e dopo aver ideato un paio di modifiche in base ai resoconti di chi utilizza quotidianamente i suoi coltelli, ha progettato e fatto realizzare dalla Lionstel di Maniago Italia, il DPX HEST II Assault  e la variante gentleman woodsman, la variante ha la lama uncoated e le guancette in legno, oltre che il fodero in cuoio.l’Hest II nasce più per un uso tattico militare, quindi ha la lama coated in nero e le guancette in G10 black.

Lo si può trovare in commercio in due varianti di acciaio, in sleipner oppure in niolox, tra le due versioni ho preferito la prima che trovo più facilmente affilabile.

Questa seconda versione si distingue dalla prima in acciaio 1095, non solo per il metallo di cui è composto, ma anche da un paio di dettagli, i fori nel codolo da due sono diventati uno, e il foro tra lama e manico è diventato esagonale, come quello situato nel manico della versione chiudibile, così in caso di bisogno può essere utilizzato con le migliaia di inserti standard per cacciaviti ed avvitatori. Confermandone le caratteristiche di urban edc oltre che di combat edc.

 Il coltello oltre ad aver vinto i migliori premi espositivi, si avvantaggia di una qualità costruttiva superiore, non per nulla Pelton ha deciso di far costruire questo modello interamente in Italia dalla Lionsteel di Maniago, che grazie a una catena costruttiva di alta qualità ha fornito un coltello che ha superato le aspettative dei clienti utilizzatori. Voglio ricordare che un’altro ancor più blasonato  marchio USA ha affidato la,costruzione dei suoi folder all’italiana Lionsteel ed è la Tops, che assieme alla Esee è un riferimento nel mercato delle lame internazionale.

La Dpx Gear fornisce il coltello in una scatola di cartone, inserito nella sua custodia in cordura nera, in aggiunta un piccolo manuale che ne spiega i materiali di costruzione, le funzioni e la garanzia, che è a vita in caso di difetti di costruzione.

L ‘Heast II , ha una lama affilata a regola d’arte già out of the box, e posso assicurare che il filo regge molto a lungo, il coltello si comporta bene nel taglio dei materiali più disparati, e devo dire che sono rimasto così soddisfatti che è entrato a far parte della stretta cerchia dei miei edc personali e innegabilmente fra i più utilizzati, forma e dimensione sono ottimali e nel porto ci si dimentica di averlo.

Tutto perfetto? Quasi, ho trovato un paio di difetti nell’uso quotidiano, il primo è dovuto al fodero, buono per un porto attaccato allo spallaccio di uno zaino, ma pessimo per il porto in cintura, inoltre avendo questo coltello caratteristiche da difesa in caso di aggressione, abbisogna di un fodero per essere pronto all’uso e quindi come la sua prima versione in kydex o polimero con aggancio a scatto, il secondo difetto è dovuto allo spuntone realizzato in fondo al codolo, può anche esse urile, ma è spesso di impaccio nell’uso frequente, la soluzione è stata di accorcialo e arrotondarlo, ora è perfetto per il mio utilizzo.

Certo è un coltello un pò caretto viste anche le dimensioni, ma si sa la qualitá si paga e in questo caso al momento attuale si va oltre i 200 euro.