DPX Gear Heast II Assault

DPX Gear Heast II Assault

Fin dalla sua uscita con il primo modello base in acciaio 1095, fatto costruire dalla esee, questo modello di coltello ha suscitato negli appassionati sentimenti contrastanti, chi lo considera niente più che un gadget, un vezzo che non ha niente a che vedere con il vero utilizzo di un coltello in situazioni di bisogno o di difesa, chi invece lo brama , apprezzando la folle idea di aver ideato un coltello che unisce la capacità di utilizzo come multitool e un vero e proprio coltello da difesa/ sopravvivenza.

Fatto sta che nel tempo si è trasformato in un vero e proprio oggetto del desiderio, ma più che le sue eccentriche funzioni inserite in un vero coltello e non in un multitool multilama, per la sua forma accattivante e per le sue dimensioni, che lo rendono un perfetto edc anche urbano, pronto per l’utilizzo e la difesa personale, con un basso ingombro ed una alta resistenza.

L’ideatore di questo coltello e di tutta la linea Dpx gear è Robert Young Pelton, un personaggio, al quanto originale, un avventuriero, esperto in sopravvivenza, mercenario, consulente, soldato di ventura e chi più ne ha più ne metta, che in base alla sua esperienza ed alle esperienze raccolte in giro per il mondo tra avventurieri, soldati, contractors, ribelli ha definito forme e dimensioni di questo coltello.

In questa foto vediamo Pelton nel sud del Sudan, con le milizie regolari a caccia di ribelli, nell’anno 2014.

Nel 2010 Robert Young Pelton, decide di produrre dei coltelli in proprio e apre la Dpx Gear, e il primo coltello che fa costruire dalla Esee è appunto l’ hest, il cui acronimo sta per Hostile.Henviroment.Survival.Tools. Questo modello è costruito in acciaio 1095, ed è un coltello “strano” un pò più grande dell’Esee Izula 2 , ma considerato mediamente piccolo dai più, inoltre possiede un incavo sul dorso della lama che può essere utilizzato da apribottiglie, un foro tra manico e lama, e infine una strana punta a fine del codolo, che può essere utilizzata per aprire scatolame varie, al posto della lama, come generalmente fanno i soldati in missione, altri due fori nel codolo, i fori servono sia per ricorpire il manico con del paracord in caso di bisogno, che per legare il coltello ad aste o bastoni in guisa di lancia o per recidere frutti posizionati in alto sugli alberi.

Quello che interessava a Pelton è che il coltello fosse di adeguate dimensioni per un utilizzo giornaliero e che fosse resistente, quasi indistruttibile, inoltre che fosse di aiuto nelle più disparate situazioni.


In segutito, fece realizzare dalla italiana Lionsteel a Maniago la versione chiudibile ( folder), la quale perdeva la punta a fine codolo, ma aveva in aggiunta nel manico un foro esagonale, che può essere utilizzato come leva per gli inserti degli avvitatori e dei cacciaviti multi uso, così da permettere di avvitate o svitare le più varie componentistiche meccaniche.

Pelton in più interviste ritiene che ( e mi trova concorde ) avere con se un coltello sempre, è di enorme utilità, quando meno ce lo aspettiamo potremmo dover trovarci a tagliare una fascetta, tagliare una collana che sta strangolando qualcuno rimasto impigliato, aprire un pacco ostico, dover eseguire una tracheotomia di urgenza ( solo se la si sa esguire bene e correttamente ) , dover difendersi da una aggressione improvvisa, aprire una serratura bloccata, ecc. mi trova concorde anche sul pensiero che un buon coltello di utilità da poter utilizzare ogni giorno sia in ambiente urbano che nei boschi o in ambienti selvaggi, non deve essere grande, qui potremmo aprire una discussione che si protrae da decenni tra i vari appassionati, siano essi prepper, trekker, escursionisti del week end,  avventurieri o bushcrafters , ogni uno preferisce taglie diverse, ma i più il coltellone con almeno 14 cm. di lama, è invero che nella sola preparazione di un campo, in ambiente selvaggio un coltello con lama lunga ha un suo innegabile vantaggio, in tutte le altre migliaia di volte e di operazioni, un coltello con 8/10 cm. di lama è sicuramente meglio e si presta ad essere ancor meglio utilizzato e portato nella vita di tutti i giorni.

Quindi pur producendo un modello con lama di oltre 10 cm. ora non più sul mercato, Pelton concentra i suoi sforzi per migliorare il Dpx Hest, e dopo aver ideato un paio di modifiche in base ai resoconti di chi utilizza quotidianamente i suoi coltelli, ha progettato e fatto realizzare dalla Lionstel di Maniago Italia, il DPX HEST II Assault  e la variante gentleman woodsman, la variante ha la lama uncoated e le guancette in legno, oltre che il fodero in cuoio.l’Hest II nasce più per un uso tattico militare, quindi ha la lama coated in nero e le guancette in G10 black.

Lo si può trovare in commercio in due varianti di acciaio, in sleipner oppure in niolox, tra le due versioni ho preferito la prima che trovo più facilmente affilabile.

Questa seconda versione si distingue dalla prima in acciaio 1095, non solo per il metallo di cui è composto, ma anche da un paio di dettagli, i fori nel codolo da due sono diventati uno, e il foro tra lama e manico è diventato esagonale, come quello situato nel manico della versione chiudibile, così in caso di bisogno può essere utilizzato con le migliaia di inserti standard per cacciaviti ed avvitatori. Confermandone le caratteristiche di urban edc oltre che di combat edc.

 Il coltello oltre ad aver vinto i migliori premi espositivi, si avvantaggia di una qualità costruttiva superiore, non per nulla Pelton ha deciso di far costruire questo modello interamente in Italia dalla Lionsteel di Maniago, che grazie a una catena costruttiva di alta qualità ha fornito un coltello che ha superato le aspettative dei clienti utilizzatori. Voglio ricordare che un’altro ancor più blasonato  marchio USA ha affidato la,costruzione dei suoi folder all’italiana Lionsteel ed è la Tops, che assieme alla Esee è un riferimento nel mercato delle lame internazionale.

La Dpx Gear fornisce il coltello in una scatola di cartone, inserito nella sua custodia in cordura nera, in aggiunta un piccolo manuale che ne spiega i materiali di costruzione, le funzioni e la garanzia, che è a vita in caso di difetti di costruzione.

L ‘Heast II , ha una lama affilata a regola d’arte già out of the box, e posso assicurare che il filo regge molto a lungo, il coltello si comporta bene nel taglio dei materiali più disparati, e devo dire che sono rimasto così soddisfatti che è entrato a far parte della stretta cerchia dei miei edc personali e innegabilmente fra i più utilizzati, forma e dimensione sono ottimali e nel porto ci si dimentica di averlo.

Tutto perfetto? Quasi, ho trovato un paio di difetti nell’uso quotidiano, il primo è dovuto al fodero, buono per un porto attaccato allo spallaccio di uno zaino, ma pessimo per il porto in cintura, inoltre avendo questo coltello caratteristiche da difesa in caso di aggressione, abbisogna di un fodero per essere pronto all’uso e quindi come la sua prima versione in kydex o polimero con aggancio a scatto, il secondo difetto è dovuto allo spuntone realizzato in fondo al codolo, può anche esse urile, ma è spesso di impaccio nell’uso frequente, la soluzione è stata di accorcialo e arrotondarlo, ora è perfetto per il mio utilizzo.

Certo è un coltello un pò caretto viste anche le dimensioni, ma si sa la qualitá si paga e in questo caso al momento attuale si va oltre i 200 euro.

Linx Wander Tactical, piccolo mostro

Linx Wander Tactical, piccolo mostro

Prima di cominciare rendo noto, che questo è il primo articolo esclusivamente creato con iPad Pro 10.5 che da oggi sostituisce in pieno il MacBook Pro , anche il video allegato è interamente prodotto con iPhone, montaggio inclusio, ha inizio una nuova era.

Detto questo passiamo a uno dei coltelli migliori sul mercato attuale, per migliore mi riferisco alle caratteristiche e non certo all’estetica che è sempre soggettiva, migliore poi tenendo conto del mio punto di vista, un punto di vista che non ama molto i supercoltelloni e che trova non indispensabile la tecnica del batoning,anche se questo Lynx non la teme in assoluto, anzi invoglia a praticarla.

La Wander Tactical è una piccola realtà italiana, che costruisce coltelli artigianalmente, infatti pur avendo dei modelli a catalogo, troverete sempre la dicitura che possono differire in alcuni particolari dalla foto dove effettuate la scelta, inoltre sia partendo dai modelli di base sia partendo da una vostra idea, vi prepareranno un coltello su misura che non vi tradirá mai, infatti che sia su misura o scelto dal loro catalogo, ogni singola lama dopo essere stata prodotta, viene testata, e se non corrisponde alle caratteristiche prefissate, viene scartata.

Certo i prezzi sono un pò cari, ma ne vale la pena, anche se la maggior parte delle loro lame sono “mastodontiche” e portano nomi di grossi dinosauri o grossi animali.

Il Lynx è il più “piccolo’ dei loro coltelli, o meglio ne esistono di leggermente più contenuti, ma da loro li chiamano neck knife…….il coltello viene fornito con la garanzia e i dati di produzione, insieme ad un buon fodero in kydex termoforato, con un supporto tek lock.

Il Linx è costruito in acciaio D2 con copertura Gunkote, resistente ad acqua,acidi, materiali chimici a detta dei produttori, nel momento in cui vi scrivo può a richiesta esservi fornito in acciaio San Mai Vg10 , lo stesso acciaio inox giapponese che da anni è utilizzato dalla Fallkniven, io ho preferito il D2 per le sue ottime caratteristiche tecniche (anche il San Mai è molto buono) ma anche perché su questo acciaio i produttori hanno esperienza consolidata nel tempo, se questa esperienza sarà ben trasportata anche nei prodotti in Vg10 lo sapremo con il tempo.

Il Lynx dicevo è di misure contenute, ma robusto e massiccio, ben rifinito, le guance te sono uno spettacolo per gli occhi e per la presa, una speciale micarta al tatto molto dura che asciutta o bagnata non fa mai perdere la presa, vediamo le misure del “piccolino”:

Tipo di produzione: Artigianale
Produzione Lama: Italia
Lama: in acciaio D2 a 59/60HRC
Trattamento Lama: GunKote
Manicatura: Micarta
Lunghezza lama: 100mm.
Spessore lama: 6.5mm.
Lunghezza totale: 220mm.
Bilanciatura: arretrata
Peso: 338g.
Fodero: in Kydex, termoformato, con attacco di tipo Tek-Lok

La lama ha un profilo sabre, che termina in flat con il filo piano, non convesso, questa caratteristica forma permette al Lynx di affondare di taglio in qualsiasi materiale, anche di poter lavorare di fino anche nello sezionare e spellare cacciagioni.

In questo piccolino tutto è massiccio, anche il finger choile, che permette una presa avanzata ben bilanciata, comprimario nel rendere ottimo questo coltello anche nei lavori di fino, il coltello è full tang, al termine del cordolo è presente un foro per una dragona o un laccetto. Ma non finisce qui, il Lynx fa parte di quei coltelli non solo votati al bushcraft, ma con la doppia funzione tattica, l’impugnatura sia dritta che revers è infatti ergonomici e bilanciata, permettendone anche un buon uso difensivo, la Wander Tactical costruisce e fornisce coltelli tattici sia per militari che corpi speciali.

È tutto oro quello che luccica? A quanto pare si, c’è però da dire che non sempre è stato così,qualche anno fa i primi modelli ,mastodontici presentavano imperfezioni nell’assemblaggio delle guancette e qualche sbavatura nelle finiture, l’esperienza ed il tempo hanno portato a molti miglioramenti, portando questo piccolino brand italiano a essere conosciuto in grandi mercati come quello USA.

Come direbbero in un noto programma TV , per me è si !

 

 

 

 

Tops Bob Fieldcraft

Tops Bob Fieldcraft

Uno dei migliori coltelli sul mercato, sia che siate appassionati di sopravvivenza, che veri e propri trappers, sia che siate collezionisti o semplici trekkers, un coltello ideato da una community e realizzato da una dei migliori produttori USA di coltelli .

Parliamo del Tops Bob Fieldcraft , ideato in base alle esperienze dei Brothers of Buschcraft , di cui fanno parte appassionati, istruttori, militari, trappers, wooders, ecc. del nord America del Canada e udite udite anche di alcuni italiani.

All’ideazione ed al testing di questo coltello hanno partecipato survival experts come Mors Kochanski e Dr. Gino Ferri, seguendone non solo il design ma anche le fasi produttive. Il Bob così denominato dai suoi estimatori, quest’anno ha surclassato ogni aspettativa infatti la Tops ha deciso di mettere sul mercato anche una versione inox ed esattamente in acciaio 154cm. Accontentando tutti quelli che abitando in zone salmastre o usandolo prevalentemente per la caccia, trovavano l’originale in acciaio 1095 ad alto contenuto di carbonio impegnativo a manutenzione.

C’è da considerare che la Tops come la Esee altro produttore USA di coltelli sono le aziende con maggior esperienza e qualità produttiva di coltelli in acciaio 1095, che nel Bob raggiunge l’eccellenza, ad oggi non si sa di Bob rotti o gravemente danneggiati nonostante l’uso improprio che alcuni utenti ne fanno con batoning eccessivi e duri, ricordiamoci che parliamo di coltelli e non di accette. La versione 154cm come dicevo sta riscontrando un grande successo che nel tempo potrebbe raggiungere quello del fratello in 1095, tenendo presente che come acciaio non ha le stesse buone caratteristiche di elasticità e durezza insieme del carbonioso, alla Tops hanno lavorato bene sui trattamenti termici e il Bob inox viene trattato in tempra con un raffreddamento sottovuoto criogenico.

Vediamone le misure, dichiarate identiche per entrambe le versioni:

Lama lunghezza 11,8 cm

manico lunghezza 12,5 cm

Lama in acciaio 1095 o 154cm

Guancette in micarta o in G10,

Peso di circa 370 gr.

Fodero in kydex, con clips girevole e porta acciarino.

Il fodero in kydex è dotato di una particolarità, in vece dei soliti lock ha una clips, che ruota permettendone il porto sia verticale che orizzontale ed in tutte le posizioni dei 360°gradi, è dotato inoltre di acciarino e del tipico fischietto della Tops.

Il profilo scandi modificato è l’arma segreta del Bob, infatti ha un microfilo convesso al termine dello scandi che rende più resistente il filo stesso, pur avendo un bisello scandi che come tutti sanno morde il legno magnificamente, ma le sorprese non sono finite, il Bob proprio grazie allo scandi e quindi all’assottigliamento del filo è ottimo anche per eviscerare pesci, scuoiare animali, fare chopping e batoning, è full tang, quindi il codolo continua per tutto il manico dal quale fuoriesce, permettendo di usarlo come battente, frangifetro, il codolo che fuoriesce ha inoltre una scanalatura che permette di fregare l’acciarino senza usare la lama, molti trovano questa scanalatura scomoda, per me funziona bene, bisogna farci l’abitudine, il manico inoltre a degli incavi per permettere l’uso dell’archetto accendi fuoco.

Una cosa non molto risaputa è che a quanto pare il Bob ha anche avuto un’indirizzo militare spec ops(i fondatori della Tops sono per lo più ex militari spec ops), infatti la sua forma non a caso ne permette l’impugnatura normale e reverse per un uso tattico, la punta ha un buon indice di penetrazione, e se lo confrontiamo con altre lame da buschcraft, si nota che si è cercato appunto di tenerlo affusolato , insomma un coltello a tutto tondo. Si impugna bene anche con mani grandi e la mano non si affatica facilmente.

Il Bob in conclusione è un concentrato di virtù ,ma qualche difetto ce lo avrà o no? Alcuni detrattori indicano proprio nel filo così assottigliato dallo scandi una debolezza che nel batonig duro porta la lama a cippare anche se in minute porzioni, daltro canto non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, coltelli atti a fare solo del buon batoning hanno lame con filo molto convesso come i falkkniven, ma che poi nell’intaglio e nel taglio rendono poco, inoltre basta rendere un pò più convesso il filo durante l’affilatura ed ecco risolto il problema, certo perdendo un pò della finezza di taglio.

Per quello che mi riguarda è uno dei miei coltelli preferiti e sicuramente l’opinione generale nei suoi confronti è ottima e ben meritata, se cercate un ottimo coltello all around questo fa per voi, vi allego oltre al breve mio video anche un paio di video uno dove potrete apprezzare le doti di taglio e intaglio e l’altro dei ragazzi olandesi che tentano di distruggere la versione in 154cm, restando stupiti della resistenza del Bob inox che possiamo definire paragonabile a quella del fratello in 1095.

 

 

Esee 4 il multipurpose

Esee 4 il multipurpose

Se non si fosse ancora capito i coltelli della Esee sono tra i miei preferiti, e ci sono dei motivi fondati, pure non essendo dei coltelli votati esclusivamente al buschcraft, sono coltelli con ottime caratteristiche che possono essere usati in molti frangenti, dall’autodifesa, alla sopravvivenza, al buschcraft, a tagliare il salame o sbucciare la frutta, caratteristiche non comuni in quanto spesso troviamo coltelli fissi adatti o al combattimento o al buschcraft che hanno spessori importanti o poca maneggevolezza, inoltre cosa che non guasta Esee da garanzia a vita sui coltelli prodotti. C’è da dire che da anni Esee allestisce campi con istruttori esperti sia per militari/forze dell’ordine che per documentaristi, esploratori e semplici appassionati, quindi le lame che poi costruisce e vende sono spesso frutto di queste esperienze e delle richieste dei vari specialisti.

Veniamo all’Esee 4, assieme all’Esee 3 di cui mutua le forme aumentandone spessore e dimensioni è tra i più usati dalle forze speciali e non solo dei vari eserciti con in testa i vari corpi militari USA, seguiti a ruota dai corpi speciali di polizia e contractor di ogni sorta. Perchè nel vasto campo della coltelleria sportiva e da combattimento gli Esee 3 e 4 hanno preso così tante preferenze? In un mondo appunto vasto di scelte e con proposte molto valide, innanzi tutto perchè la forma è stata studiata appositamente per essere sia utilizzata a penetrare il corpo di un possibile avversario e sia per permetterci di tagliare legna , preparare trappole, trattare cibo, spellare animali ed eviscerarli, e fa tutto egregiamente, anzi se ci si prende la mano fa tutto bene, prendere la mano perchè un neo ce lo hanno entrambi i modelli ed è quello di avere un manico sottile, non troppo ma per chi ha mani grandi può trovare fastidio ad utilizzarli, questo fattore è determinato perchè essendo coltelli atti anche al combattimento devono poter essere aderenti al corpo, di facile estrazione e facilmente occultati, quindi manici imponenti o troppo rotondeggianti non favorirebbero questo utilizzo. Per molti però questo non è un problema anzi, lo trovano un vantaggio ed una caratteristica irrinunciabile, per tutti gli altri esistono in commercio guancette di terze parti di dimensioni maggiori per chi sentisse la mancanza di una manico corposo.

Parliamo ora nello specifico dell’Esee 4, come dicevo più spesso e grande del fratellino, è il giusto compromesso per avere un multiruolo non troppo ingombrante ma all’occasione più massiccio del Esee3 vediamone le caratteristiche:

  •  Dettaglio lama: Filo piano
  • Lunghezza lama: 11.43cm/4.5in
  • Spessore lama: 4.80mm/0.188in
  • Materiale lama: 1095, copertura desert tan, black green, black, uncoated
  • Sistema di porto: fodero in polimero plastico nero/desert/green con attacchi molle
  • Materiale manico: canvas micarta
  • Tipo di costruzione: Full Tang
  • Lunghezza totale: 22.86cm/9.00in
  • Made in: USA
  • Peso: 210gr/7.40oz

Avendo un bisello flat che parte dal dorso(la parte alta della lama) e si affina scendendo verso il filo questo coltello ha ottime doti di taglio ed intaglio, la punta drop point gli fornisce invece una buona propensione alla penetrazione, il coltello dispone di una zigrignatura sul dorso e di un finger choil sul filo per poter prendere il coltello in posizione avanzata e ottenere una buona presa per intagli e tagli di precisione.

Il manico è squadrato e può non piacere a tutti, ma le guancette in micarta sono confortevoli e propongono un ottimo grip anche se bagnate, inoltre lo spessore del coltello unito a quello delle guancette più generose di quelle di Esee 3 permettono una buona impugnatura anche per chi come il sottoscritto ha mani grandi, pure rimanendo non sporgente una volta inserito il coltello nel fodero.

Il fodero è molto confortevole, non è più in Kydex come nelle prime versioni ma in un polimero plastico come nella versione 3 e per l’izula 1 e 2, questo perchè la vocazione militare/sopravvivenza lo rende utilizzato sia in luoghi di bassa temperatura che di alta, e il kydex può crepare per il freddo o diventare morbido se esposto a calore intenso, questo polimero plastico no, anche se l’aspetto al tatto è un pò chip. Il fodero può essere portato sia verticalmente con la clip in dotazione, agganciabile sia per destrimani che mancini,che orrizontalmente utilizzando i fori del fodero ed il laccetto in paracord di cui è dotato, si possono utilizzare anche clip lock da comprare a parte di terze parti.

Come per tutti i coltelli Esee, esistono varie versioni coated, con coperture desert tan, black, green-black, oppure la versione uncoated stone washed , l’acciaio usato è quello di cui la casa è esperta cioè il 1095 ad alto contenuto di carbonio, caratteristiche di questo acciaio è la tenuta del filo a lungo e la facile riaffilabilità, nonchè la flessibilità.

Tutte caratteristiche che rendono questo Esee 4 uno dei coltelli preferiti dai militari e dagli amanti dell’outdoor.

Quale scegliere tra l’Esee 3 ed il 4 ? Come per tutti i coltelli dipende dall’uso che ci si prefigge o dall’abitudine di utilizzo, grazie al peso e spessore maggiori il 4 può essere utilizzato per un discreto chopping e batoning all’occorenza, il 3 no , o meglio non si sottrae a queste due tecniche ma ovviamente con spessori minori e minori risultati, devo dire che ad onore del vero il choppingo lo si può fare anche con il tre basta batonare sul dorso, mentre il batoning lo trovo quasi sempre superfluo in natura, e comunque si possono costruire dei cunei, come EDC direi che vanno bene entrambi, se si vuole una dote di taglio maggiore con tagli più sottili il 3 è la scelta, anche per avere un minor ingombro ed un maggior occultamento sotto gli abiti, se si preferisce una lunghezza maggiore e una lama più spessa il 4 è la scelta da fare, io li amo entrambi e spesso la scelta è ardua, direi tutti i giorni Esee 3, uscite fuori porta incluse, per uscite impegnative e/o più giorni il 4 è il multiruolo da preferire, come EDC invece……..la scelta sta a voi.

Il coltello viene venduto nella tipica scatola di cartone ed oltre al fodero e a seconda della versione l’attacco molle, troverete due adesivi e card con le istruzioni per le segnalazioni in caso di emergenza. Zaino in spalla e buona avventura !

Qui sotto un video di esempio di tecnica di difesa con Esee 4, attenzione che il porto dipende dalla nazione in cui vi trovate e comunque anche in casa sempre prudenza sono strumenti che tagliano e bucano.

Black Fox Vesuvius

Black Fox Vesuvius

In questo articolo vi voglio parlare del BlackFox Vesuvius, un buon coltello sottovalutato dai più, infatti nei circoli e nei forum degli amanti di coltelli, di outdoor e di buschcraft non se ne parla molto, solo qualche accenno, più nella sua Patria l’Italia, che all’estero dove è apprezzato da un certo numero di utenti ed intenditori. Infatti nel bel paese tra gli amatori si ricercano acciai particolari, più moderni inox o si apprezzano maggiormente gli acciai ad alto contenuto di carbonio, ma c’è da sapere che oltre alla qualità dell’acciaio altrettanto importante è il trattamento termico, composto da fusione, tempra e rinvenimento. Questo per capire che il Vesuvius a mio parere è poco conosciuto, sia perchè è uscito nel 2016 e quindi un modello che deve ancora essere provato sul campo per un tempo adeguato, sia perchè un pò l’acciaio 440c è più ben visto per la preparazione di coltelli chiudibili (folder) che di lame fisse , quando invece se ben trattato termicamente un coltello lama fissa full tang o hidden tang che sia, ha ottime doti meccaniche.

Il Vesuvius viene prodotto dalla ditta italiana Fox, sotto il brand della serie economica Black Fox, che di economico ha la produzione delle lame, interamente prodotte in Cina, ma questo non va a discapito della qualità, in quanto il procedimento è interamente controllato dalla casa italiana, questo le permette di mettere in commercio a prezzi competitivi lame di buona qualità.

Un’altra caratteristica del Vesuvius è quella di essere stato ideato e disegnato da Alfredo Doricchi, un affermato designer italiano, molto apprezzati i suoi coltelli, dopo aver disegnato il Vesuvius Doricchi se ne fa preparare un prototipo dal noto coltellinaio Stuart Mitchell e dopo un periodo di test ne propone la produzione, proposta raccolta dalla Fox che chiede una leggera modifica alla punta drop del coltello, che diviene più accuminata per aumentarne la capacità di penetrazione. Per saperne di più sul progetto Vesuvius vi rimando al blog di Alfredo.

Vediamo un pò di caratteristiche tecniche, il Vesuvius è un coltello full tang, cioè il cui codolo prosegue per tutta la lunghezza del manico, rendendo il coltello un pezzo unico e monolitico, la lama è in acciaio inox 440c, è ottimamente affilato e pronto all’uso appena uscito dalla scatola. la lunghezza della lama è di 105 millimetri , la lunghezza totale del coltello è di 220 millimetri, il peso di circa 240 grammi, le guancette del manico sono in G10 nero.

Il coltello imballato in una semplice scatola di cartone, viene fornito con un fodero in kydex ottimamente costruito e rifinito, ed un sistema di aggancio da poter utilizzare in cintura sia in orizzontale che in verticale.Nel fodero avvitato c’è anche un firesteel, un acciarino che sprigiona le giuste scintille se sfregato con il dorso della lama, per accendere un fuoco.Sul manico del coltello ci sono due cordini ad alta visibilità, che unitamente ai due fori nel manico possono essere utilizzati per legare il coltello ad un bastone e costruire una lancia od una fiocina in caso di bisogno.

Il Vesuvius, morde bene il legno e tiene il filo per lungo tempo, si riaffila abbastanza facilmente, ci vuole un pò di pazienza in più per renderlo a rasoio, non sfigura se messo al confronto con un altro prodotto italiano di qualità e costo superiore, il Lionsteel M4.

Alcuni recensori lo considerano il diretto rivale del Garberg prodotto dalla Morakniv, ma devo dire che il Garberg ha un manico più comodo anche se più brutto esteticamente, per il resto i due prodotti si equivalgono.

Il Vesuvius, si comporta bene sia che dobbiate fare del chopping, del batoning o che dobbiate intagliare un picchetto , un buon compagno per le uscite nei boschi.

Molti mi scrivono per chiedermi dei video , il tempo purtroppo è spesso tiranno, e girare i video, sopratutto quando si è fuori, poi passarli al computer e montarli richiede molto tempo, quindi posterò qui un primo video prova girato e montato con il cellulare, sarà molto basico quindi abbiate clemenza, ma per accontentare i lettori bisogna ben cominciare 😉 .

 

 

 

Esee Izula 2 il tuttofare

Esee Izula 2 il tuttofare

Ci sono alcuni coltelli che mi piacciono molto, non perchè siano i più costosi, i più ricercati, i più cool, ma semplicemente perchè li trovo funzionali e quando si inizia ad usarli si capisce che ci riesce di fare molte cose, se poi sono poco ingombranti e possono sostituire un serramanico nell’urban survival siamo al top dell’ecletticità per un coltello.

E veniamo al coltello di questo articolo, l’Izula 2, nasce come miglioramento dell’Izula, piccolo neck knife della Esee, manico migliorato, più lungo e dotato di guancette, lama anche questa leggermente più lunga e dall’aspetto ancora più accattivante.

Sul mercato lo troviamo in vendita in due modalità, con Kit e senza Kit, la differenza di prezzo è di una ventina di euro e bisogna valutare se ne vale la pena.

Il Kit comprende una sbarretta di ferro cerio e magnesio (acciarino) con il quale accendere il fuoco, sfregandolo con il dorso del coltello, un pezzo di paracord con due anelli di acciaio e due  ferma corde, in modo da poter attrezzare il piccolo fodero per essere portato al collo, uno dei due ferma corde funge anche da fischietto una volta assemblato, il tema per molti è se ne valga la pena di spendere 20 € in più per avere questo kit così composto, ma la risposta non può che dipendere da persona a persona, se si ha del paracord in casa, se non ci interessa l’acciarino , si può benissimo farne a meno, altrimenti può essere utile avere tutto pronto in un comodo sacchetto.

In un secondo sacchettino è contenuto il fodero con la clips da avvitare per portarlo agli stivali o alla cintura, il fodero è il tipico fodero in plastica nylon di Esee che trovo più elastica e pratica del Kydex. In caso decidiate di appenderlo al collo come un neck knife si può evitare di avvitare la clips, il che rende veramente sottile il fodero e sotto una maglietta o camicia praticamente invisibile.

Nella confezione oltre a quanto descritto, troviamo gli adesivi Esee e la card con i segnali da fare in caso di bisogno di soccorso, la confezione è la solita scatola in cartone rettangolare.

Ma vediamo un pò di dati di questo “piccolo” tutto fare:

  • Dettaglio lama: Filo piano
  • Lunghezza lama: 7.31cm/2.88in
  • Spessore lama: 4.00mm/0.156in
  • Materiale lama: 1095, finitura nera, verde, desert
  • Sistema di porto: Injection Molded sheath, Black + kit (Paracord , cord lock, Snap, Split Ring, Fire Flint, Whistle)
  • Materiale manico: Micarta
  • Tipo di costruzione: scheletrico
  • Lunghezza totale: 17.15cm/6.75in
  • Made in: USA
  • Peso: 90gr/3.2oz senza fodero

Come si legge dai dati è costruito nel collaudatissimo acciaio  1095 che fa parte dei carboniosi, bassolegati, in pratica non è inox, ci sono due rinomate aziende che hanno esperienza di questo acciaio e di come temprarlo al meglio, una è appunto la Esee e l’altra la Tops, ovviamente non sono le uniche, ma possiamo dire che sono specializzate prevalentemente alla lavorazione di questo tipo di acciaio.

Ci sono generalmente tre tipi di coperture, nera, verde e desert, qui sopra nella foto vedete la nera e la desert, in realtà esistono nel mercato USA anche versioni con i colori accesi, Rosso, Verde fluo ecc.. Non c’è una versione in acciaio inox 440 come per l’Izula e non si sa se mai la produrranno.

Per avere un’idea nella foto sopra un’Izula inox senza guancette e l’Izula 2 a cui ho tolto la copertura sulla lama, perchè non amo molto le coperture se uso il coltello anche per i cibi, non sono contro indicate capiamoci bene, è una mia preferenza personale, poi come si vede già nella foto, la lama tende a passivarsi e quindi ad imbrunire.

L’Izula 2 a mio parere è della grandezza giusta per essere più che un neck knife o un coltello di back up, per escursioni giornaliere può tranquillamente essere essere la lama principe, inoltre con il pratico fodero anche tenendolo in cintura è sempre pronto per aprire un pacco, tagliare un pomodoro, potare un ramo del giardino, aprire il sacco delle crocchette del cane o del gatto, sbucciare e tagliare la mela o la frutta in genere, tagliare del nastro adesivo, un cerotto, dei fili del maglione ecc. ecc. allo stesso tempo non teme lavori più impegnativi di serio intaglio del legno e di batoning commisurato alla lunghezza della lama ovviamente. I reparti speciali, lo utilizzano anche come seconda chances, di difesa, lo si può portare alla schiena, in cintura, allo stivale, al collo, ed in molti altri modi, il fodero e la forma del coltello permettono veramente il porto in ogni situazione, l’unico limite è la fantasia.

Gli Izula 2 come tutti i coltelli Esee, godono di una garanzia a vita, fatti salvi gli abusi ovviamente, ogni singolo pezzo è numerato con un numero di serie, così da poter sempre risalire al lotto nel caso si siano verificati difetti di costruzione o tempra, si affilano facilmente e tengono a lungo il filo anche con compiti gravosi, insomma se un serramanico (folder) proprio non vi va giù o se volete sostituirlo con un lama fissa altrettanto pratico e trasportabile, l’Izula 2 è quello che fa per voi, provare per credere.