Tops-Fox Thunder hawke

Tops-Fox Thunder hawke

Dire che questo coltello sia un folder o serramanico è riduttivo, io lo inserirei nella categoria dei super-folder, le misure sono importanti, ma anche la robustezza lo è, ciò nonostante pesa molto meno di quello che dovrebbe o sembrerebbe.

Il thunderhawk, nasce dalla collaborazione tra l’americana Tops e l’italiana Fox, la Tops su richiesta di alcuni corpi d’elite progetta questo folder in due versioni, con punta clip point e con punta tanto, poi lo fa produrre dall’italiana Fox con la quale collabora anche per il mil spie 3, un altro folder tattico.

Nonostante la clip, possiamo dire che è tascabile per chi ha tasconi profondi, ma si può benissimo agganciare in cintura, ma vediamo le caratteristiche tecniche.

Materiale Lama Acciaio Inox N690Co
Durezza HRC 58/60
Spessore 3 mm
Lunghezza Lama 9.5 Cm
Finitura Black Idroglider®
Affilatura Liscia
Blocco Frame Lock
Tops/Fox thunder hawke
Materiale Manico Titanium Frame Lock – G10 3D Black
Clip Clip Posteriore
DIMENSIONI
Lunghezza Chiuso 12.5 Cm
Lunghezza Aperto 22 Cm

Qui sopra vediamo entrambi i modelli, ma ne esiste un terzo cioè entrambi i modelli ma con le cartelle in titanio anziché in acciaio.

La sensazione che rende in mano è di estrema solidità e anche le rifiniture sono ottime, la manicatura permette una presa forte in ogni situazione, la lama non solo è bella ma anche molto funzionale e il taglio anche sul cibo è preciso e sottile nonostante le dimensioni.

Se devo trovargli un difetto, direi il liner lock, non perché non funzioni bene, anzi non da segno di cedimento, ma al solito la Fox tende a farli più sottili delle altre case, il che di per se non è un difetto, ma a sensazione avrei preferito uno spessore maggiore, anche se ciste le dimensioni del tutto di spessore ce n’è, è solo una mia sensazione ovviamente.

Il prezzo odierno varia tra le 150 e le 180 euro on line, considerando che un Lionstel kur costa sui 170 euro, dire che il prezzo è giusto.

Vi lascio alla video recensione ricordandovi che la legge in italia prevede il giustificato motivo per il porto di coltello e quindi usate sempre la testa.

Lionsteel Kur Wood

Lionsteel Kur Wood

Non starò qui a descrivervi tutte le caratteristiche e il comportamento di questo ottimo folder, potete trovare tutto nella mia precedente recensione riguardante la versione con guancette in G10 qui

Vi descrivo quello che differisce dal fratello con manico in G10, innanzitutto una maggior dimensione delle cartelle, le quali brunite creano un accostamento con le guancette in legno spettacolare, ancora di più in questa versione ulivo, ma il contrasto è bello anche nelle altre essenze, cioè noce e santos.

Un altra variazione a scelta che si può avere, come la si può avere sul modello con manico in G10 è quella della copertura della lama, che nel caso del modello ulivo risalta ancora di più forma e bellezza dell’insieme, e anch’io che in genere non amo le lame coperte non ho potuto che arrendermi a questa bellezza di insieme.

 

Sono sincero quando dico che già prima era un folder indovinato sia esteticamente che funzionalmente, ora in questa versione wood, il Kur diventa sicuramente un coltello da avere, un gentleman robusto e funzionale, per tutti gli usi senza rinunciare alla bellezza e signorilità dell’oggetto.

Un altra miglioria apportata è la possibilità di rimuovere il flip, e quindi dover usare le due mani per estrarre la lama, rendendolo portabile nelle nazioni europee dove il flip è vietato, come da noi sono vietati i coltelli a scatto od ad apertura automatica.

Un difetto glie l’ho trovato, ma non è un difetto del coltello in se, ma della casa costruttrice, in quanto il folder viene fornito senza clip per la tasca, ovviamente è fornito così per poterne apprezzare in pieno la sua esteticitá, ma questo è un coltello da usare, da vivere non sola da tenere in vetrinetta, quindi gentilmente Lionsteel fornitelo con la clip in confezione, sarà poi a discrezione dell’acquirente installarla o meno.

Detto questo ho segnalato la cosa alla Lionsteel è gentilmente mi hanno fornito una clip brunita, che ho provveduto ad installare e devo dire che anche con la clip il Kur Wood non perde nulla in bellezza, anzi potrebbe anche guadadnarne, ma ora lascio che oarlino i video, uno sul Kur Wood l’altro su come installare la clip, alla prossima!

 

Fallkniven F1 pilot

Fallkniven F1 pilot

Come non parlare del Fallkniven F1 , sicuramente uno dei coltelli più conosciuti dagli appassionati, ed è tra quelli a lama inox tra i miei preferiti, possiamo dire che la scelta azzeccata è stata quella di utilizzare un acciaio giapponese San Mai in VG10, compost da una dura lastra centrale e due lastre ai fianchi più morbide ed elastiche, un sandwich di acciaio. Questo non solo lo rende duro ed elastico al tempo stesso, ma adatto ad essere utilizzato in zone dove le temperature sono estremamente rigide, senza che la lama si fratturi.

Il connubio acciaio e geometrie ha funzionato così bene da divenire il coltello di elezione per i piloti di vari eserciti, con S1 invece Fallkniven ha tentato di entrare nelle forze di elite USA, con poco successo, nel senso che la lama, ha trovato il favore di alcuni corpi che lo hanno addottato non ufficialmente, ma il manico in thermorium , se usato in zone molto calde e sabbiose ripo Iraq o Afganistan, tende a scollare sul perimetro del colletto tra lama e codolo, facendo infiltrare umidità e sabbia, che a lungo andare corrodono e corrompono anche il San Mai VG10.

È stata creata la versione pro che oltre che avere la lama in 3G ancora più resistente alla corrosione e dura al filo, ha un colletto in acciaio che protegge dallo scollamente.

Vorrei sottolineare che per le nostre latitudini ed in Europa in genere la versione normale  è più che adeguata, anche per il rapporto prezzo prestazioni, prezzo che nel pro raddoppia.

Le misura sono :……..e qui nasce una controversia, tra lunghezza della lama al filo e lunghezza totale, che varia da 95 mm.  a 105 mm. Io solitamente calcolo il filo cioè la parte della lama che taglia e quindi 9,5 centimetri, tra colletto e manico arriviamo a 21 cm. Per dire la confusione che a volte si crea sulle caratteristiche tecniche lunghezza della lama, due coltellerie on line danno una 10,5 cm un altra 9,7 cm. Ovviamente un’inezia ma è giusto precisare per gli amanti dei dati tecnici puri. Il peso totale è di 150 grammi. Viene fornito in die dotazioni diverse una con fodero in cuoio ed un’altra con il caratteristico fodero in plastica, li trovo entrambi scomodi , un fodero in kydex con teck lock sarebbe stato ottimo per il tipo di coltello, che viste le forme ben si adatta ad essere portato orrizontalmnte in cintura.

Un’altra controversia tecnica riguarda il codolo, chi l cmsidera nascosto (hidden) chi intero ecc. in realtà è un full tang con un leggero restringimento del codolo dal tallone della lama alla fine che fuoriesce dal manico, per essere utilizzato come rompivetro o martello. Per meglio capire vi propongo la foto del mio primo F1 che ho rimanicato in bambù, così si può vedere il codolo cm’è in realtà.

Chiarisco queste cose perché sis a chi piace sia a chi no, il Fallkniven F1 è uno dei coltelli entrati nella storia di collezzionisti ed appassionati ed è uno tra i più discussi.

A mio modesto parere dal bisello convesso al tipo di acciaio, che si riaffila facilmente e tiene bene il filo, alle geometrie è stata sfiorata la perfezione per il tipo di utilizzo, un difetto? Si il manico, che è comodo ed adeguato nell’utilizzo, ma che appunto nel tempo potrebbe scollare leggermente al colletto e creare infiltrazioni. Per tutto il resto acquistatelo e usatelo , avrete grandi soddisfazioni.

Esee JG3

Esee JG3

Un coltello nato dall’esperienza di una vita da buschcrafter, infatti il suo ideatore e designer è James Gibson, uno degli istruttori di Camp Lore, luogo deputato a chi vuole esercitarsi e imparare a vivere in mezzo alla natura con quello che offre, a sopravvivere o semplicemente a prepararsi per un safari . A Camp Lore si svolgono anche corsi per i corpi militari non solo USA ma provenienti da tutto il mondo.



L’Esee JG3 come dicevo , nasce da una lunga esperienza di utilizzo di vari coltelli, nella vita in natura da parte di James Gibson, il quale risalendo ai primi coltelli utilizzati dai coloni e dai trappers ha iniziato a studiarne forme, dimensioni e caratteristiche, unendo queste informazioni alla sua esperienza sul campo, si è costruito un prototipo.

L’acciaio da lui utilizzato è lo stesso 1095 che usa la Esee il quale per caratteristiche si avvicina in forma migliorata agli acciai carboniosi dell’epoca, resistenti e flessibili, facilmente riaffilabili e che mantengono bene il filo anche con un intenso uso quotidiano.

Infatti il JG3 nasce come coltello da uso quotidiano, che siate al campo fisso od in escursione, forma e caratteristiche lo rendono ugualmente idoneo a trattare legno come cibo e selvaggina.

La forma particolare del manico, lo rende adatto ad ogni tipo di mano ed a tutte le modalità di presa, basta prenderlo in mano per capire come sia nato da anni e anni di esperienza di utilizzo, la mano non si stanca, si usa bene sia con che senza guanti, le sue misure non certo giganti permettono un preciso controllo della lama durante il taglio e l’intaglio.



  • Lunghezza totale: 19,40 cm.
  • Lunghezza della lama: 8,90 cm.
  • Costruzione in pezzo unico.
  • Lama in acciaio al carbonio 1095, finitura delavé.(stone washed)
  • Durezza 57RC.
  • Spessore lama: 3,17 mm.
  • Guancette del manico in micarta OD verde

Èun coltello molto apprezzato nella sua terra di origine ( USA. ), dove assieme ad una piccola accetta è tutto quello che serve per vivere nei boschi, so che molti appassionati Italiani non saranno concordi, in quanto da noi vige un po’ la moda del coltellone, in realtà sopratutto coltelli edc o utility knives, devono essere e sono di misure contenute al massimo 10 cm. di lama.

L’unico difetto di questo coltello a mio parere è il fodero che trovo scomodo per il porto, che preferisco orrizzontale ed in cintura essendo un coltello sempre di pronto utilizzo, per il resto lo consiglio vivamente.

Wander Tactical Raptor

Wander Tactical Raptor

Adoro l’acciaio San Mai sia esso Vg10 che Cos, tanto quanto il 1095 di Tops ed Esee, perché adeguatamente trattati termicamente, sono entrambi acciai che tengono bene il filo, si riaffilano facilmente e velocemente, sono duri ma allo stesso tempo flessibili, il San Mai è anche inox il che non guasta.

Parliamo ora del Wander Tactical Raptor, ed esattamente della sua versione in San Mai Cos, perché esistono due versioni, quella in D2 e quella in San Mai, che al momento è fuori produzione, ma che dovrebbe tornare in produzione .

Il Raptor viene venduto come neck knife, anche se è un vero e proprio coltello, ha una impugnatura scheletrata e avvolta dal paracord, cosa che gli conferisce un aspetto combat o military, ma che lo rende scomodo all’utilizzo, il paracord è scomodo, per quanto ben tirato in posizione, tende a muoversi e inoltre trattiene lo sporco e l’umido. E questo è un difetto a mio parere, potevano mettere in confezione un paio di guancette in micarta o g10 , permettendo all’utente di scegliere come rivestire il codolo del manico.

Personalmente l’ho tolto, ho zeppato la scheletratura con della resina e avvolto il manico con un nastro impermeabile antiscivolo, si può fare con il cuoio, più bello a vedersi ma non altrettanto impermeabile.

Il raptor ha una lama di 8 cm. ed è lungo in totale 17,5 cm, lo spessore di 6,5 mm. Lo rende indistruttibile ma è il secondo dei difetti allo stesso tempo, un ecessivo spessore sopra il bisello della lama obbliga a ruotare il polso per affondarla bene nel legno, altrimenti il legno sbatte sulla faccia”sabre” e fa scivolare la lama, mentre la parte bisellata penetra bene sia nel legno che nel cibo.

In fondo al codolo c’è un foro esagonale, che oltre a servire per il laccio da polso o per il paracord, ha la misura per poter inserire ed avvitare gli inserti standard degli avvitatori sia manuali che elettrici.

Sul dorso della lama c’è uno scanso che permette una presa avanzata e un ottima gestione del taglio.

Il Raptor, può essere portato anche in orrizontale in cintura come al collo, permettendone l’occultamento per difesa, è sopratutto un attrezzo massiccio ed indistruttibile, nonostante questa caratteristica taglia benissimo anche cibi e sostanze dove serve accuratezza e affilatura a rasoio. Il peso di 175 grammi assieme alle dimensioni lo rende portabile anche in tasca.

Devo dire che i Wander Tactical si sono molto avvicinati al coltello edc perfetto nel multiruolo, fatti salvi i due difetti elencati che non ne inficiano l’utilizzo ma in certe circostanze lo rendono meno comodo o meno efficace di quello che potrebbe essere.

Ciò detto se volete un edc, massiccio ed affidabile compratelo e ve ne innamorerete, ma sappiate che poi cercherete ogni scusa ed occasione per usarlo.

Tops Scandi Trekker

Tops Scandi Trekker

Se siete alla ricerca di un coltello a lama fissa, multi uso, tascabile ma allo stesso tempo con misure adeguate a ogni lavoro sia nel bosco che in cucina, provate lo Scandi Trekker della Tops e certamente troverete quello che fa per voi.

Un coltello così versatile e ben progettato tanto da suscitare entusiasmo da chiunque lo abbia provato, anche perché inizialmente la sua forma affusolata lo fa sembrere più piccolo di quello che realmente è , così da tendere a considerarlo più un neck knife che un vero coltello da poter utilizzare come unica lama in uscita o per l’utilizzo quotidiano.

In realtà dimensioni e peso sono ben equilibrati, inoltre il manico è perfettamente ergonomico, sia che si abbiano mani grandi che mani piccole, frutto di un gran lavoro di studio per forme e geometrie.

Lo Scandi Trekker è un full tang, con una lunghezza totale di 19,6 cm. ed una lama lunga 9,6 cm( quindi quanto un buon coltello medio da campo) è interamente costruito in acciaio al carbonio 1095, temprato con sistema criogenico, al solito come tradizione della TOPS è tecnicamente ben costruito. Le guancette sono in micarta grigio/verde con il tipo di grana anti scivolo che è tipica delle guancette dei TOPS.


Lo spessore della lama è di 3 millimetri e sul dorso perspicenti al manico ha delle tacche che aiutano la presa del pollice durante l’utilizzo, verso la fine del manico è presente il foro per il laccetto di sicurezza o il paracord. Ma quello che rende particolare questo coltello oltre alle caratteristiche già scritte è il profilo scandi con microbisello che gli conferisce un’ottima penetrabilità di taglio in ogni materiale, dal legno al cibo, al tessuto, alla plastica. Fornendogli non solo caratteristiche da intaglio ma anche da taglio puro.

Utilizzarlo è divertimento puro, si impugna bene in qualsiasi presa, la gestione del taglio è precisa in ogni frangente, e nonostante la lunghezza sia di circa 20 centimetri, si può tenerlo in tasca come un folder con la lama in sicurezza nel suo fodero in pelle.

Insomma è difficile trovargli un difetto, certo gli amanti a tutti i costi dei coltelloni con lame da 15/20 cm. potrebbero obiettate, ma lo Scandi Trekker non teme nulla, ho aperto barattoli di latta, tagliato ed intagliato noce e castagno, trattato cibo di ogni tipo, tagliato cordame vario, tessuto e plastica, financo rifinito il lamellare da posare come pavimento, ed in ogni occasione non ha mai tradito, il filo tiene bene ed a lungo e come tutti i carboniosi TOPS si riaffila facilmente, provatelo, ma con lo Scandi Trekker ed una piccola accetta potete affrontare qualsiasi impegno di buschcraft o di sopravvivenza, garantito.