Linx Wander Tactical, piccolo mostro

Linx Wander Tactical, piccolo mostro

Prima di cominciare rendo noto, che questo è il primo articolo esclusivamente creato con iPad Pro 10.5 che da oggi sostituisce in pieno il MacBook Pro , anche il video allegato è interamente prodotto con iPhone, montaggio inclusio, ha inizio una nuova era.

Detto questo passiamo a uno dei coltelli migliori sul mercato attuale, per migliore mi riferisco alle caratteristiche e non certo all’estetica che è sempre soggettiva, migliore poi tenendo conto del mio punto di vista, un punto di vista che non ama molto i supercoltelloni e che trova non indispensabile la tecnica del batoning,anche se questo Lynx non la teme in assoluto, anzi invoglia a praticarla.

La Wander Tactical è una piccola realtà italiana, che costruisce coltelli artigianalmente, infatti pur avendo dei modelli a catalogo, troverete sempre la dicitura che possono differire in alcuni particolari dalla foto dove effettuate la scelta, inoltre sia partendo dai modelli di base sia partendo da una vostra idea, vi prepareranno un coltello su misura che non vi tradirá mai, infatti che sia su misura o scelto dal loro catalogo, ogni singola lama dopo essere stata prodotta, viene testata, e se non corrisponde alle caratteristiche prefissate, viene scartata.

Certo i prezzi sono un pò cari, ma ne vale la pena, anche se la maggior parte delle loro lame sono “mastodontiche” e portano nomi di grossi dinosauri o grossi animali.

Il Lynx è il più “piccolo’ dei loro coltelli, o meglio ne esistono di leggermente più contenuti, ma da loro li chiamano neck knife…….il coltello viene fornito con la garanzia e i dati di produzione, insieme ad un buon fodero in kydex termoforato, con un supporto tek lock.

Il Linx è costruito in acciaio D2 con copertura Gunkote, resistente ad acqua,acidi, materiali chimici a detta dei produttori, nel momento in cui vi scrivo può a richiesta esservi fornito in acciaio San Mai Vg10 , lo stesso acciaio inox giapponese che da anni è utilizzato dalla Fallkniven, io ho preferito il D2 per le sue ottime caratteristiche tecniche (anche il San Mai è molto buono) ma anche perché su questo acciaio i produttori hanno esperienza consolidata nel tempo, se questa esperienza sarà ben trasportata anche nei prodotti in Vg10 lo sapremo con il tempo.

Il Lynx dicevo è di misure contenute, ma robusto e massiccio, ben rifinito, le guance te sono uno spettacolo per gli occhi e per la presa, una speciale micarta al tatto molto dura che asciutta o bagnata non fa mai perdere la presa, vediamo le misure del “piccolino”:

Tipo di produzione: Artigianale
Produzione Lama: Italia
Lama: in acciaio D2 a 59/60HRC
Trattamento Lama: GunKote
Manicatura: Micarta
Lunghezza lama: 100mm.
Spessore lama: 6.5mm.
Lunghezza totale: 220mm.
Bilanciatura: arretrata
Peso: 338g.
Fodero: in Kydex, termoformato, con attacco di tipo Tek-Lok

La lama ha un profilo sabre, che termina in flat con il filo piano, non convesso, questa caratteristica forma permette al Lynx di affondare di taglio in qualsiasi materiale, anche di poter lavorare di fino anche nello sezionare e spellare cacciagioni.

In questo piccolino tutto è massiccio, anche il finger choile, che permette una presa avanzata ben bilanciata, comprimario nel rendere ottimo questo coltello anche nei lavori di fino, il coltello è full tang, al termine del cordolo è presente un foro per una dragona o un laccetto. Ma non finisce qui, il Lynx fa parte di quei coltelli non solo votati al bushcraft, ma con la doppia funzione tattica, l’impugnatura sia dritta che revers è infatti ergonomici e bilanciata, permettendone anche un buon uso difensivo, la Wander Tactical costruisce e fornisce coltelli tattici sia per militari che corpi speciali.

È tutto oro quello che luccica? A quanto pare si, c’è però da dire che non sempre è stato così,qualche anno fa i primi modelli ,mastodontici presentavano imperfezioni nell’assemblaggio delle guancette e qualche sbavatura nelle finiture, l’esperienza ed il tempo hanno portato a molti miglioramenti, portando questo piccolino brand italiano a essere conosciuto in grandi mercati come quello USA.

Come direbbero in un noto programma TV , per me è si !

 

 

 

 

Esee 4 il multipurpose

Esee 4 il multipurpose

Se non si fosse ancora capito i coltelli della Esee sono tra i miei preferiti, e ci sono dei motivi fondati, pure non essendo dei coltelli votati esclusivamente al buschcraft, sono coltelli con ottime caratteristiche che possono essere usati in molti frangenti, dall’autodifesa, alla sopravvivenza, al buschcraft, a tagliare il salame o sbucciare la frutta, caratteristiche non comuni in quanto spesso troviamo coltelli fissi adatti o al combattimento o al buschcraft che hanno spessori importanti o poca maneggevolezza, inoltre cosa che non guasta Esee da garanzia a vita sui coltelli prodotti. C’è da dire che da anni Esee allestisce campi con istruttori esperti sia per militari/forze dell’ordine che per documentaristi, esploratori e semplici appassionati, quindi le lame che poi costruisce e vende sono spesso frutto di queste esperienze e delle richieste dei vari specialisti.

Veniamo all’Esee 4, assieme all’Esee 3 di cui mutua le forme aumentandone spessore e dimensioni è tra i più usati dalle forze speciali e non solo dei vari eserciti con in testa i vari corpi militari USA, seguiti a ruota dai corpi speciali di polizia e contractor di ogni sorta. Perchè nel vasto campo della coltelleria sportiva e da combattimento gli Esee 3 e 4 hanno preso così tante preferenze? In un mondo appunto vasto di scelte e con proposte molto valide, innanzi tutto perchè la forma è stata studiata appositamente per essere sia utilizzata a penetrare il corpo di un possibile avversario e sia per permetterci di tagliare legna , preparare trappole, trattare cibo, spellare animali ed eviscerarli, e fa tutto egregiamente, anzi se ci si prende la mano fa tutto bene, prendere la mano perchè un neo ce lo hanno entrambi i modelli ed è quello di avere un manico sottile, non troppo ma per chi ha mani grandi può trovare fastidio ad utilizzarli, questo fattore è determinato perchè essendo coltelli atti anche al combattimento devono poter essere aderenti al corpo, di facile estrazione e facilmente occultati, quindi manici imponenti o troppo rotondeggianti non favorirebbero questo utilizzo. Per molti però questo non è un problema anzi, lo trovano un vantaggio ed una caratteristica irrinunciabile, per tutti gli altri esistono in commercio guancette di terze parti di dimensioni maggiori per chi sentisse la mancanza di una manico corposo.

Parliamo ora nello specifico dell’Esee 4, come dicevo più spesso e grande del fratellino, è il giusto compromesso per avere un multiruolo non troppo ingombrante ma all’occasione più massiccio del Esee3 vediamone le caratteristiche:

  •  Dettaglio lama: Filo piano
  • Lunghezza lama: 11.43cm/4.5in
  • Spessore lama: 4.80mm/0.188in
  • Materiale lama: 1095, copertura desert tan, black green, black, uncoated
  • Sistema di porto: fodero in polimero plastico nero/desert/green con attacchi molle
  • Materiale manico: canvas micarta
  • Tipo di costruzione: Full Tang
  • Lunghezza totale: 22.86cm/9.00in
  • Made in: USA
  • Peso: 210gr/7.40oz

Avendo un bisello flat che parte dal dorso(la parte alta della lama) e si affina scendendo verso il filo questo coltello ha ottime doti di taglio ed intaglio, la punta drop point gli fornisce invece una buona propensione alla penetrazione, il coltello dispone di una zigrignatura sul dorso e di un finger choil sul filo per poter prendere il coltello in posizione avanzata e ottenere una buona presa per intagli e tagli di precisione.

Il manico è squadrato e può non piacere a tutti, ma le guancette in micarta sono confortevoli e propongono un ottimo grip anche se bagnate, inoltre lo spessore del coltello unito a quello delle guancette più generose di quelle di Esee 3 permettono una buona impugnatura anche per chi come il sottoscritto ha mani grandi, pure rimanendo non sporgente una volta inserito il coltello nel fodero.

Il fodero è molto confortevole, non è più in Kydex come nelle prime versioni ma in un polimero plastico come nella versione 3 e per l’izula 1 e 2, questo perchè la vocazione militare/sopravvivenza lo rende utilizzato sia in luoghi di bassa temperatura che di alta, e il kydex può crepare per il freddo o diventare morbido se esposto a calore intenso, questo polimero plastico no, anche se l’aspetto al tatto è un pò chip. Il fodero può essere portato sia verticalmente con la clip in dotazione, agganciabile sia per destrimani che mancini,che orrizontalmente utilizzando i fori del fodero ed il laccetto in paracord di cui è dotato, si possono utilizzare anche clip lock da comprare a parte di terze parti.

Come per tutti i coltelli Esee, esistono varie versioni coated, con coperture desert tan, black, green-black, oppure la versione uncoated stone washed , l’acciaio usato è quello di cui la casa è esperta cioè il 1095 ad alto contenuto di carbonio, caratteristiche di questo acciaio è la tenuta del filo a lungo e la facile riaffilabilità, nonchè la flessibilità.

Tutte caratteristiche che rendono questo Esee 4 uno dei coltelli preferiti dai militari e dagli amanti dell’outdoor.

Quale scegliere tra l’Esee 3 ed il 4 ? Come per tutti i coltelli dipende dall’uso che ci si prefigge o dall’abitudine di utilizzo, grazie al peso e spessore maggiori il 4 può essere utilizzato per un discreto chopping e batoning all’occorenza, il 3 no , o meglio non si sottrae a queste due tecniche ma ovviamente con spessori minori e minori risultati, devo dire che ad onore del vero il choppingo lo si può fare anche con il tre basta batonare sul dorso, mentre il batoning lo trovo quasi sempre superfluo in natura, e comunque si possono costruire dei cunei, come EDC direi che vanno bene entrambi, se si vuole una dote di taglio maggiore con tagli più sottili il 3 è la scelta, anche per avere un minor ingombro ed un maggior occultamento sotto gli abiti, se si preferisce una lunghezza maggiore e una lama più spessa il 4 è la scelta da fare, io li amo entrambi e spesso la scelta è ardua, direi tutti i giorni Esee 3, uscite fuori porta incluse, per uscite impegnative e/o più giorni il 4 è il multiruolo da preferire, come EDC invece……..la scelta sta a voi.

Il coltello viene venduto nella tipica scatola di cartone ed oltre al fodero e a seconda della versione l’attacco molle, troverete due adesivi e card con le istruzioni per le segnalazioni in caso di emergenza. Zaino in spalla e buona avventura !

Qui sotto un video di esempio di tecnica di difesa con Esee 4, attenzione che il porto dipende dalla nazione in cui vi trovate e comunque anche in casa sempre prudenza sono strumenti che tagliano e bucano.

Esee 3 Buschcraft od Edc ?

Esee 3 Buschcraft od Edc ?

 

Ho messo questo titolo a questa recensione, perchè l’Esee 3 è veramente un coltello border line, ossia al minimo per fare buschcraft ed al massimo per essere un edc (every day carry ), detto più semplicemente, le sue misure e dimensioni lo rendono uno degli edc più grandi oppure uno dei coltelli da buschcraft fra i più minuti. C’è da chiedersi se sia stato proprio questo a renderlo uno dei coltelli più venduti  al mondo ed uno dei più usati.

Vediamone le misure ed il peso:

Dettaglio lama: Filo piano

Lunghezza lama: 9.84cm/3.875in

Spessore lama: 3.20mm/0.125in

Materiale lama: 1095 può essere coated o uncoatedk

Materiale manico: micarta verde

Tipo di costruzione: Full Tang

Lunghezza totale: 21.10cm/8.30in

Made in: USA

Peso: 145.60gr/5.2oz

Lunghezza della lama e lunghezza totale sono simili o identiche di altri big del settore come il Fallkniven F1 od il Lionsteel M4 è lo spessore che lo rende particolare, infatti quando generalmente questo tipo di coltelli ha uno spessore che varia tra i 4 ed i 6 mm. l’Esee 3 ha uno spessore di “soli” 3,2 mm.

E’ proprio questo spessore unito all’ottimo acciaio 1095 ad alto contenuto di carbonio che rendono questo coltello uno dei più amati ed usati, entrambe queste caratteristiche unite ovviamente alla lavorazione e tempra eseguite nello stabilimento della Rowen in Idaho negli USA, lo rendono il coltello ad uso quotidiano che è.

Non tutto è oro quello che luccica ed anche l’Esee 3 ha le sue pecche, prima fra tutte il manico, che è troppo “magro” per chi ha le mani grandi e nonostante la micarta ruvida permetta un buon grip rende non comodo l’uso prolungato dell’attrezzo. Inoltre essendo questo tipo di micarta poroso e non lucido tende ad assorbire i liquidi ed a macchiarsi un pò. Altra pecca è la sua stessa virtù, l’ottima capacità di taglio data anche dal basso spessore, che permette di tagliare bene il cibo e di intagliare il legno altrettanto bene, rende faticoso un utilizzo più pesante, unito alla “leggerezza” è poco praticabile il chopping , il batoning è fattibile solo su diametri modesti.

C’è da dire che entrambe queste pratiche sono più che altro spettacolari per chi promuove il buschcraft, o vita nel bosco che dir si voglia, e che se dovessi essere in un bosco perso con un esee3 avrei buone probabilità di cavarmela al pari di strumenti ben più pesanti , anzi per alcune cose mi troverei meglio.

C’è da dire che però sono di parte oltre che amare alcuni dei modelli della Esee, solitamente prediligo coltelli di dimensioni contenute, entro i 4 pollici ed gli 11 cm. di lama, a differenza di altri che se non hanno un 7 pollici od almeno un 16 cm di lama non ci provano nemmeno a fare un campo, con questo non voglio dire che non abbiano le loro ragioni, è giusto che ogni uno abbia con se gli strumenti che ritiene più validi, ma io a quel punto mi porterei dietro o una piccola accetta od un tomahawk.

                                      Esee3 rapportato ad un Fallkniven F1

In questa recensione utilizzo le foto dei miei due Esee 3, il primo uncoated, cioè a lama libera fatto per l’outdoor ed il secondo coated, nero come nasce per uso militare, infatti la Esee fornisce reparti speciali degli eserciti e polizie proprio con gli Esee3, in quanto le dimensioni e il buon fodero combat lo rendono facilmente portabile in molte posizioni  e di pronto utilizzo, potremmo dire che è molto tattico

                                              Lama Serrated

Di Esee 3 ne esistono diverse versioni che oltre a distinguersi per il manico diverso(manico in micarta nero, verde o arancione) o per la copertura che oltre che nera esiste nella versione verde e desert, si distinguono anche per il tipo di lama, esiste a lama piana come quelli qui fotografati o semi serrated, cioè parzialmente seghettata, che ha un suo perchè nel tagliare duri tessuti in cordura, ma che rende più difficile l’affilatura, inoltre la lama in acciaio ad alto contenuto di carbonio è già molto tagliente piana, ed è cosi che io la preferisco.

La confezione di acquisto è la classica scatola in cartone, con le diciture all’esterno e con le indicazioni di emergenza sul retro, al suo interno oltre al coltello, al fodero in plastica/nylon, ci sono una tesserina tipo carta di credito con sul reto le segnalazioni da poter fare in caso di emergenza, gli adesivii Esee e Camp Lore, il campo dove istruttori Esee addestrano civili e militari a vivere in boschi, jungle e boscaglie, ad orientarsi , a costruire un rifugio , a procurarsi il cibo ecc.

Il fodero se anche in un primo acchito è più cip è sicuramente meglio del moderno Kydex, infatti questa plastica utilizzata da Esee è più elastica del Kydex e sopporta meglio le sollecitazioni e gli urti, inoltre in dotazione avremo una fascia in cordura con attacco molle a cui è fissato il fodero di default, ottimo per fissarlo in cintura pendente o sullo zaino, spallacci compresi ed a testa in giù, avremo in dotazione anche una clip da stivale, che si può applicare in verticale od orizzontale al fodero, cosa che ci permetterà di portarlo anche in cintura sia in posizione verticale che orizzontale, sia sul davanti che sulla schiena, questo è il tipo di attacco che preferisco e che ci permetterà di portarcelo sempre appresso come edc, infatti come la lama anche il fodero è sottile e l’ingombro è minimo, per il tipo di coltello, può inoltre essere portato al collo come un neck knife , usando una catenina o del paracord infilato nei due fori in basso al fodero.

Il prendere la lama libera o ricoperta dipende molto dal gusto personale per uso civile, invece a scopo militare va rigorosamente coperta, personalmente non amo molto queste coperture, che anche se proteggono la lama dalla corrosione, con  l’utilizzo si degradano e non è un bel vedere, oltre che utilizzando il coltello per il cibo si potrebbero ingerire parti della copertura, che è inerte ma sempre sintetica e chimica è, una soluzione è prendere un Esee 3 uncoated, senza copertura ed eventualmente passivarne la lama, si otterranno due benefici, la lama scurisce, e diventa a prova di riflesso senza bisogno di vernici applicate, e l’ossido passivo protegge dalla corrosione, la passivazione si ottiene immergendo la lama in aceto pre riscaldato o coca-cola, ma si possono usare succo di limone o mostarda, ne parlerò in un apposito articolo, come parlerò dell’utilizzo dei carboniosi per il cibo anzichè degli inox, i quali inox fanno una loro passivazione, solo che non si vede a occhio nudo come quella dei carboniosi.

Esee 3 è il coltello preferito dai corpi speciali militari e di polizia, per la sua versatilità,per la sua capacità di taglio, e sebbene lo spessore sia di “soli” 3 millimetri, flessibilità e resistenza sono le doti di questo ottimo attrezzo.

Nell’immagine in alto vediamo tutte le possibilità di porto, e anche un pò di storia vista la dicitura RAT da Randal Adventure and Training, quando i coltelli erano prodotti dalla Ontario per loro conto, nel 2009 poi volendo avere il controllo sulla produzione e fornire una maggiore qualità Jeff Randal e soci ( RAT cutlery ) decisero di produrre in proprio i coltelli sotto il nome di Esee , la produzione è in Idaho nella fabbrica di Rowen.

Che lo prendiate coated o uncoated, a lama piana o serrated, state certi che prenderete uno strumento affidabile, che si rivelerà un utile compagno per un svariato numero di compiti, e se cercate in rete ne troverete degli esempi anche tra i più bizzarri ed improbabili.

Questo Esee 3 è talmente diffuso, usato e famoso che è stato copiato dai cinesi che hanno sfornato il Cima1, sicuramente economico, ma più pesante dell’Esee, inoltre è un acciaio simile al 420c inox, e pur comportandosi bene con un utilizzo leggero, tende a spezzarsi con un uso più intenso, inoltre pare proprio che la lama non sia indicata per i cibi, si spenderà un pò di più ma l’originale è un sicuro investimento.

Orientarsi con la bussola e senza

Orientarsi con la bussola e senza

Ed eccomi con il primo articolo di questa rubrica, l’orientamento e l’orientarsi.

Premetto come in apertura della rubrica che sul web troverete centinaia di siti dove vi insegneranno ad orientarvi con la bussola, con il gps, con le mappe ecc., facendo il più grande degli errori, cioè non pensare che spesso quando ci si trova in bisogno di orientarsi, in difficoltà nell’emergenza non si ha la mappa con se, ed il più delle volte nemmeno la bussola, ma vi siete persi andando per funghi perchè avete voluto esplorare una nuova zona del bosco, oppure nel bel mezzo di una landa desolata, finite la benzina dell’auto o della moto ed il primo centro abitato è a chilometri di distanza, però avete intravisto una casa al di la di una collina o radura e quindi volete raggiungerla, avete perso il sentiero durante una gita in montagna ed ora non sapete più che direzione prendere oppure siete al mare lontani dalla riva con il pedalò o la canoa, si è alzata la foschia o la nebbia e non sapete rientrare, in queste ed in molte altre occasioni è utile sapersi orientare e mai abbiamo la mappa e raramente una bussola quindi vediamo come fare.

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Ovviamente se lo avete dietro e prende utilizzate il telefonino, se siete in montagna sia in un bosco e sapete che nei dintorni c’è un presidio della forestale, chiamatela e spiegate cosa vedete intorno e da dove venite , oltre a venire a cercarvi possono darvi indicazioni sul percorso da fare, lo stesso potete fare con un circolo CAI.

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La prima cosa da fare appena vi accorgete di esservi persi è fermarvi, stare sul posto e tranquillizzarvi, non dovete farvi prendere dall’ansia o dal panico, è naturale che vengano ma dovete cercare di rimanere il più possibile tranquilli e riflettere, non cominciate a correre e urlare in tutte le direzioni, a meno che non rispondete ai richiami di chi vi sta già cercando a poca distanza da voi, ma anche in quel caso state fermi e rispondete, una volta capito da dove viene il richiamo potete lentamente camminare nella direzione del medesimo sempre guardando bene dove mettete i piedi.

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Una volta che avete riacquistato la calma, se e solo se siete sicuri della direzione da cui venivate sempre facendo attenzione a quello che vi circonda, tornate sui vostri passi, cercando di notare particolari tipo una roccia dalla forma strana, un albero abbattuto, un tronco che vi facciano da punti di riferimento se la direzione intrapresa fosse errata e dovete tornare nuovamente sui vostri passi.

Nel caso invece vi foste persi e non sapete quale direzione prendere, prendetevi il tempo per tornare calmi, e sedetevi a riflettere, ecco le prime cose da fare.

Guardarsi intorno a 360 gradi, guardare tutto quello che vi circonda, potreste notare un viottolo, un piccolo corso d’acqua tra le foglie, la maggior crescita di muschio sempre da un lato degli alberi e quant’altro, tutte cose che possono aiutarci a prende la decisione su che direzione incamminarvi.

Anche perchè se non avete con voi una bussola anche quella dello smartphone anche se non precisissima può andare bene, e siete ad esempio in un bosco difficilmente potrete capire la direzione con il sistema dell’ombra o seguendo il sole quindi ci sono altre cose in natura che possono indicarvi una direzione, ovviamente se per qualche motivo avete una mappa nel cellulare ed il gps prende siete a cavallo, ma si presume che quando ci si perde non ci sia linea umts e wifi quindi la mappa deve essere scaricata nel cellulare e della zona dove siete, così che attivando il gps vi può indicare dove siete e in base alla mappa decidere che direzione prendere.

Detto questo non fidatevi mai delle vostre sensazioni cominciando a camminare o peggio a correre a caso, che siate nel deserto od in una foresta, il motivo principale è che senza punti di riferimento l’uomo e la donna tendono a camminare in circolo.

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E’ una cosa nota dalla notte dei tempi e recentemente studiata anche dalle università e dagli eserciti, lo studio più recente è stato fatto dagli scienziati dell’Istituto Max Planck di Biologia cibernetica di Tubinga, in Germania, che hanno dimostrato attraverso prove empiriche che l’uomo tende a camminare in circolo quando perde una strada conosciuta.

La spiegazione di questa tendenza comportamentale è stata data dal capo della ricerca Jam Souman in un comunicato: la maggior parte delle persone ha una gamba più lunga o più forte dell’altra, aspetto che comporterebbe una predisposizione naturale per una precisa direzione. A riprova di questa tesi i ricercatori hanno chiesto ai volontari di camminare in linea retta con gli occhi bendati, eliminando così tutti gli effetti della vista. Ma la maggior parte dei partecipanti allo studio non ha abbandonato la rotta circolare, anzi i circoli si sono ristretti ad un diametro di 20 metri.

I movimenti inoltre non vanno quasi mai nella stessa direzione e una persona può indistintamente andare verso sinistra o verso destra. In questi casi però la tendenza al movimento circolare non dipenderebbe solo dalla forza o dalla lunghezza delle gambe ma dalla crescente incertezza sulla giusta posizione della linea retta, dovuta alla vista oscurata e alla mancanza di riferimenti. “Piccoli errori aleatori in alcuni segnali sensoriali che danno informazioni sulla direzione nella quale si cammina, facendo si che una persona abbia la sensazione di star camminando su una linea retta, la allontanano invece dalla direzione reale”, ha spiegato Jam Souman.

“I risultati di questa esperimento – aggiunge il coautore Marc Ernst – dimostrano che quando le persone sono convinte di camminare su una linea retta non sempre hanno delle percezioni affidabili. Per avere maggiori garanzie l’uomo ha bisogno di riferimenti come una torre, una montagna posizionata a distanza o la posizione del sole”. Tutte strategie cognitive che vanno a supportare il senso dell’orientamento umano.

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Quindi non fidatevi mai se non avete dei punti di riferimento, se siete sicuri della direzione da prendere o quando lo sarete, prendete un punto di riferimento davanti a voi e procedete tenendolo sempre davanti a voi, tenete presente che in un bosco od una foreste difficilmente procederete in linea retta se non per brevi tratte o se incontrate una radura, il cammino è più faticoso che su una strada e impervio, fare poche centinaia di metri richiede tempo ed energie, ecco perchè dovrete cercare di essere sicuri il più possibile della direzione da prendere.

Facciamo un passo indietro, perchè osservare bene quello che ci circonda una volta capito che ci siamo persi e non riusciamo a ritrovare la via? Perchè ad esempio se vedete un rivolo d’acqua od un ruscello, potrete seguirlo e visto che l’acqua scende sempre a valle, costeggiando un ruscello o eventualmente un fiume riuscirete sicuramente ad arrivare presso un centro abitato ed uscire dal bosco.

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Diversamente se dovete salire a monte perchè vi siete persi scendendo, non serve altro che seguire l’acqua controcorrente e risalire sulle sponde del ruscello o fiume.

Ma non solo guardandovi intorno potrete notare altri indizi che possono indicarvi una direzione, spesso abbiamo sentito dire che nei boschi per individuare il nord basta cercare il muschio, questo è vero solo in parte, il muschio cresce effettivamente in posti più umidi e maggiormente freschi, quindi ci sono discrete probabilità che si sviluppi sul lato più settentrionale di un tronco o di un muretto, questo da solo però, non può essere usato come un indizio sicuro per trovare il nord.

E’ comunque possibile osservare diversi elementi naturali che ne loro insieme possono dare con maggiore probabilità la direzione del nord, ovviamente dobbiamo tenere presente di diversi aspetti, tra cui le condizioni metereologiche, se siamo in un periodo molto piovoso è facile che il muschio cresca un po avunque. Nell’immagine qui sotto ci sono i diversi elementi  per capire cosa tende ad orientarsi a Nord e cosa a Sud.

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Quindi la vegetazione può darci alcune indicazioni. Una volta che vi mettete in marcia, sempre per non girare in tondo o muovervi in modo sconclusionato, prendete davanti a voi un riferimento, una montagna di fronte, una roccia, un boschetto, un avvallamento e mantenete la direzione salvo fare le correzioni adeguate se vedete che vi spostate dal vostro obiettivo. Un’altra cosa che potete fare , di molto utile, sempre che sia possibile è salira su un posto rialzato che vi permetta di spaziare con la vista tutto intorno e se il cielo è terso potrete vedere a buona distanza e magari individuare una casa, una baracca o altro che vi indichi la direzione e dove eventualmente ripararvi sul fare della sera.

Tutto questo se non avete una bussola, vale sempre anche il sistema del rametto e dell’ombra, se siete in uno spazio aperto e c’è il sole, potrete piantare un ramo per terra fronte al sole, possibilmente sul metro di altezza(lunghezza) appena vedete l’ombra che proietta al suolo, mettete un sasso come segnale, quindi attendete tra i 15 minuti ed i 30, passato questo tempo ponete un’altro sasso dove è ora l’ombra, quindi tirando una retta tra le due ombre avrete la direzione est-ovest, a questo punto tirando una linea che si interseca a croce, avrete anche nord e sud.

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Tenete presente che il sole nasce a est e cala ad ovest, ma l’ombra andrà da ovest ad est.

 Se ci posizioneremo con il sole di fronte, avremo alle nostre spalle il nord e di fronte il sud, mentre il sole attraverserà il cielo da est ad ovest.

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E se vi siete persi ed è notte? Il consiglio se non avete una luce, una torcia, una lampada ad olio dietro è quello di rimanere fermi, cercate di riposare dopo esservi messi al riparo e ripartire appena fa luce, è più facile perdersi completamente od incappare in buche, burroni ed altri pericoli, ovviamente se invece dovete per forza muovervi, e il cielo è terso e visibile cervate la stella polare che vi indicherà il nord, la stella polare è quella stella più luminosa sul braccio del piccolo carro, siccome è più facile individuare il grande carro, una volta individuato spostato lo sguardo in parallelo verso sinistra e dovreste individuare il piccolo carro o dell’orsa minore, quindi la stella polare, vi metto una immagine per capire.

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Ovviamente nel nostro emisfero dove c’è l’Europa e l’America del nord, se siete sotto l’equatore e quindi nell’emisfero australe la Stella Polare non si vede. Per orientarsi si può usare la costellazione che prende il nome di Croce del Sud, per la sua forma che ricorda una croce. Tale costellazione indica all’incirca la direzione sud.

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Ritengo che ad un neofita, o a chi non pratica un minimo di escursionismo, sia difficile individuare queste cose, se poi il cielo non è sereno non si individuano, quindi in mancanza di una bussola, cercare un rifugio e riposare fino all’alba, in caso sia urgente muoversi cercare per quanto possibile di muoversi prendendo una stella come punto di riferimento che ci permetta di muoversi in linea retta, ma la notte al buio è sempre meglio rimanere fermi.

Se invece vi perdeste e avete dietro una bussola, la cosa si semplifica un pò un bel pò potrei dire, perchè una bussola ci indicherà sempre la direzione ed in ogni momento potremo controllare che direzione stiamo percorrendo.

Ci sono molti tipi di bussola, da quelle per geologi a quelle da survival, quelle militari, a quelle semplicissime da polso o da spilla. Non importa quale per questo articolo, perchè come detto non voglio diventiate degli esperti rintracciatori di coordinate, che riescono a calcolare il giusto azimut e la declinazione tra nord magnetico e nord reale, ma il mio scopo è indicarvi come in caso di necessità si possa ritornare a casa o almeno in un luogo sicuro dopo essersi persi, mantenendo una direzione univoca.

Quindi non sto a spiegarvi i gradi della bussola, o a cosa servono le scale per paragonarle su una mappa, ma solo come usare in modo semplice e funzionale una bussola, sia una bussola professionale, che quella trovata nell’ovetto kinder o nelle patatine.

Non vi insegnerò neanche come orientarsi con l’orologio, anche perchè oggi la maggior parte ha l’orologio digitale senza lancette, che però in molti casi può avere una bussola incorporata e che può tornarci utile, anche la bussola che possiamo fare apparire sul cellulare viene buona per l’utilizzo semplice.

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Anche perchè certe nozioni ci rimangono in mente solo se praticate molte volte, e già saremmo quanto meno in agitazione se non in panico figurarsi se ci ricordiamo nozioni per certi versi astruse.

Come potrete notare nell’immagine qui sopra ci sono vari tipi di bussola, molte hanno uno sportellino con un mirino, il mirino serve per prende a riferimento un campanile, un monte, una roccia, puntandolo nel mirino potremmo leggere sul quadrante della bussola in che direzione è situato in rapporto alla nostra posizione.

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Hanno poi una lente per leggere i gradi, ed altre hanno uno specchio, quest’ultimo è importante perchè la bussola andrebbe tenuta per pendicolare al terreno per essere letta sempre correttamente e lo specchio ci permette di farlo senza inclinarla anche se leggermente, il modo migliore sarà quindi tenerla in basso e perpendicolare al terreno, quindi ruotare la testa verso il basso e leggere il quadrante, ovviamente se non avete lo specchio, se avete lo specchi0 ricordatevi che state guardando un’immagine riflessa, per non incorrere in errori di lettura.

Torniamo a noi molte altre bussole come quella che potrete avere su molti smartphone hanno semplicemente il quadrante con l’ago che punta al nord magnetico ed è solo quello che ci interessa.

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Quindi che abbiate un bussola professionale dietro o una micro-bussola ecco cosa fare.

Dopo aver capito che direzione prendere, se nord, sud , est od ovest, e qui sono valide le regole di prima, ritrovare la calma, individuare una postazione rialzata da dove spaziare con lo sguardo ed individuare un luogo/obiettivo da raggiungere, seguire un fiume o un ruscello, in questo caso la bussola ci aiuta perchè potremmo evitare i seguire ogni ansa o curva del fiume o ruscello ma procedere in linea retta guadagnando tempo e faticando meno.

per la dirazione da prendere, se siamo in alto, scendere verso valle, se proveniamo da una direzione che ci ricordiamo puntando la bussola in quella direzione seguirla anche se non percorreremo la stessa strada arriveremo grosso modo da dove siamo partiti. se non sappiamo che direzione prendere e siamo in un bosco in piano (se è scoscieso abbiamo già detto andare verso valle sempre), individuiamo un’obiettivo, un posto sopra elevato, una spianata da cui poter vedere come orientarci e seguiamo la bussola in quella direzione.

Facile? Si e no, come si segue la bussola se segna sempre il nord? Una volta che individuiamo il nostro obiettivo, con la bussola controlliamo in che direzione si trova, metteremo il quadrante regolando il nord dove sta puntando l’ago della bussola, solitamente la ghiera si gira, quindi se il nostro obiettivo è a ovest, procediamo verso ovest, ogni tanto verificate la direzione, fermatevi controllate dove è il nord e in che direzione si trova il vostro obiettivo, se non vedete l’obiettivo da dove siete, potrete comunque orientare la bussola, e quindi dirigervi verso la direzione che avevate rilevato.

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Cerco di spiegare nel modo più semplice possibile, guardate la bussola tendendola in orizzontale e parallela al terreno, guardare dove punta l’ago che sarà il nord magnetico, quindi girare la ghiera mettendo il nord dove punta l’ago, ora identificare in che direzione è il nostro obiettivo, poniamo ovest, mantenendo la bussola in questa posizione camminate verso ovest, facendo in modo che l’ago resti puntato nel nord segnato sulla ghiera, in questo modo sapete di rimanere in rotta.

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Nell’immagine il nostro obiettivo è di fronte, l’ago punta a nord, che è a sinistra nella foto, ago verde scritta N, mentre la ghiera è puntata con il nord verso sud.

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Ecco come si vede una volta impostata la ghiera sul puntamento dell’ago, ora il nord della ghiera punta dove punta l’ago, il nostro obiettivo è ad est quindi procederemo in quella direzione,facendo in modo che l’ago della bussola rimanga puntato sul nord della ghiera.

Se avete una bussola senza ghiera è sufficiente ruotare la bussola fino a che il nord sul quadrante collimi con l’ago che punta a nord, qualsiasi sia la direzione che prendete, ghiera ed ago o quadrante ed ago devono rimanere allineati per quanto possibile, camminando l’ago fluttuerà sopra e sotto la freccia della ghiera o il simbolo N sul quadrante della bussola, il vostro obiettivo sarà cercare di tenerlo il più possibile allineato mentre procedete nella direzione scelta che seguirete sulla bussola, spiego più semplicemente che posso, nella seconda figura della mia bussola, vedete l’ago e la ghiera allineati, la direzione che voglio prendere è est, quindi di fronte a me nel caso della foto 90 gradi da Nord, procedendo con la bussola puntata in quella maniera, cercherò di camminare tenendo ghiera ed ago che restano alla mia sinistra allineati, o in questo caso visto che la bussola ha questa opzione tenere i 90 gradi (nel caso la E di est , in altre bussole) all’interno delle due linee parallele sovra impresse nella ghiera così allineata.

Per la precisione la bussola che tengo in mano è tenuta al contrario per favorire l’obiettivo fotografico e la spiegazione, il modo corretto sarebbe stato puntare il mirino del coperchio che si vede in basso parzialmente nella seconda foto, verso la direzione/obiettivo da raggiungere, un monte, una roccia, una radura lontana ecc., quindi regolare la ghiera con il nord e procedere alla marcia, tenendo la bolla che vedete alla sinistra in basso centrata nel cerchietto rosso, più la bussole resta parallela al terreno meglio è.

Non è indispensabile che camminiate con la bussola in mano aperta e continuando a guardarla, una volta che avete individuato un obiettivo e la sua direzione se questo è ben visibile, è sufficiente camminare in quella direzione, vedendo di mantenersi in rotta ogni tanto, se l’obbiettivo non è visibile e/o comunque non ne avete uno e dovete seguire una certa direzione, prendete davanti a voi a qualche decina o centinaia di metri un riferimento, un albero, un sasso, un piccolo avvallamento o buca nel terreno che sia nella direzione indicata dalla bussola, quindi procedete fino a quel punto, una volta arrivati tenendo in mano la bussola guardate oltre sempre nella direzione precedentemente scelta e fissatevi un’altro punto e quindi raggiungetelo e così via, questo vi faciliterà le cose e vi impedirà di cadere in qualche crepaccio o buca, mentre siete intenti a guardare il quadrante della bussola, se non ci fosse proprio nessun modo di porsi dei punti od obiettivi di riferimento, prendete una direzione, scelta con la bussola, quindi fate 50 passi , fermatevi e controllate la direzione, aggiustate se è il caso e ripartite per altri 50 passi, nel caso siate poco sicuri o tendiate a girare intorno e/o a sballare troppo dalla direzione intrapresa, diminuite i passi tra un controllo e l’altro a 25 o 15.

Provate a leggere quanto vi ho scritto con una bussola in mano e vedrete che non è difficile, se sarà possibile aggiungerò un video esplicativo, ma credo che sia chiarò così.

Che abbiate o meno la bussola, con queste semplici indicazioni ora siete in grado di orientarvi e prendere una direzione che vi porterà a destinazione sicura, magari non subito e forse dovrete passare una notte all’addiaccio, ma raggiungerete una valle o un centro abitato, certo queste poche indicazioni, non vanno bene solo per una passeggiata nei boschi, in montagna, se vi perdeste nella giungla o in un grande deserto le indicazioni rimangono le medesime, anche se in quel caso sarebbe meglio avere almeno una bussola con la mappa, senza le quali le vostre possibilità di successo si riducono, ma non sarà impossibile seguire una rotta univoca che vi porti in salvo.

Prima di concludere alcuni piccoli consigli, che andiate per funghi o semplicemente a fare una passeggiata nel bosco vicino a casa, mettetevi in tasca una bussola da pochi euro, una barretta energetica o di cioccolato, una piccola bottiglia d’acqua e un coltellino multiuso , in caso di smarrimento vi torneranno utili e avrete energie per un paio di giorni di autonomia, inoltre calzature alla caviglia anche in estate, pantaloni lunghi e maniche lunghe, vi proteggeranno dalle spine e attutiranno eventuali morsi di serpenti o altri animali.

E ricordate, rimanete calmi e usate sempre il buon senso !

Ermanno Azzolini.

 

Avventura !

Avventura !

Con questo articolo introduttivo, voglio dare inizio ad un nuovo argomento nel mio blog, quello dell’avventura.

Avventura può voler dire di tutto, ma qui lo intenderò come fare cose all’aria aperta, piccole e grandi escursioni, indicazioni utili ed attrezzature, ma capiamoci bene di siti e forum che vi spiegheranno come leggere una mappa o come utilizzare il paracord ne trovate zeppo il web, e nell’arco dei miei articoli vi indicherò almeno un paio dei più”seri” dove non trovate gente montata ma gente semplice e seria che in alcuni casi fa del bushcraft una missione di vita , io intendo darvi delle piccole indicazioni dei suggerimenti che appresi durante il mio servizio come istruttore militare, ai quali ho aggiunto esperienze dirette operando nel mondo della protezione civile, della sanità d’emergenza e infine sul campo come escursionista.

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Il problema dei siti e dei forum di avventura o bushcraft è che vi insegnano di tutto ma proprio di tutto come se doveste diventare dei soldati dei reparti speciali o dei novelli esploratori, dimenticandosi poi che spesso quando si hanno delle difficolta anche facendo una semplice passeggiata nei boschi, non si ha dietro un’attrezzatura costosa e tecnica e nemmeno una mappa del luogo su cui fare tutti i calcoli trigonometrici.

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Ed è proprio quello l’errore che segnalo spesso quando occasionalmente incontro virtualmente qualche amico su quesi forum, cercando di spiegare loro che è inutile saper fare una marcia all’ azimut, cosa per altro non semplice e che ha bisogno di continuo allenamento, quando poi ci si perde nel bosco vicino a casa senza mappa e senza bussola, inoltre la maggior parte degli escursionisti trova molto complicato imparare tutti i calcoli dell’orientamento e presto li dimentica, quindi non vi insegnerò in questa rubrica ad arrivare in quel preciso punto a quelle precise coordinate, ma a ritrovare la via di casa se vi perdete, senza calcoli astrusi o tecniche da rangers , semplicemente osservando quello che vi circonda e qual’ora la aveste dietro usando in modo semplice ed elementare una bussola, anche solo quella del vostro cellulare.

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Insomma non dovete diventare dei wood runner, o dei buschcrafter, ma semplicemente non sottovalutare che anche una semplice passeggiata nei boschi, in montagna o in aperta campagna può a volte avere dei contrattempi e se anche va tutto bene è giusto sapersi muovere nel rispetto della natura, imparando e facendo cose che non solo ci insegneranno a livello pratico come arrangiarsi, ma anche ad avere un diverso punto di vista del mondo e della natura, e vedrete non mancherete di farvi incantare.

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Due wood runner in USA

 

Vi parlerò di attrezzatura e di come costruirvi un rifugio di emergenza in caso vi perdiate, o vi prendete una slogatura e quindi non riuscite a percorrere molta strada, o semplicemente per passare una notte nei boschi, ma non vi parlerò di rifugi o cabine come dicevo se vi appassiona il bushcraft, trovate forum e siti con competenze a tutti i livelli, vi spiegherò come accendere un fuoco, senza incendiare un bosco intero, almeno spero, come utilizzare un coltello per fare varie cose, come fasciarvi se vi fate male, cosa portarvi dietro anche nella semplice passeggiata ed il primo consiglio ve lo do subito qui, non andate mai da soli, si lo so il fascino del giro in montagna da soli, l’avventura solitaria nel bosco, succede poi che vi slogate una caviglia o peggio un ginocchio, che siete in un posto dove il cellulare(su cui ormai facciamo troppo affidamento) non prende, ed allora capirete che son cavoli amari.

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Vi stupirete di quante piccole e grandi cose sbagliate facciamo facendo una semplice passeggiata nel bosco, andando a raccogliere funghi o facendo campeggio, e anche non crediate che fare un’escursione di bushcraft sia cosa da uomini duri , una buona uscita non impegnativa al limite della sopravvivenza si può farla con i dovuti modi a qualsiasi età, ho visto arzille vecchiette insegnare ad “esperti” uomini duri come fare semplicemente alcune cose che loro facevano in modo faticoso e complicato, l’esperienza in questi casi come molti altri nella vita, vale più di ogni teoria e preparazione.

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Quindi che facciate una passeggiata nei boschi, da soli (sconsigliatissimo) in compagnia o una gita in famiglia, se volete conoscere alcuni dei materiali (pochi a dire il vero più che cose tecniche si può fare benissimo con molte cose che si hanno in casa) , che coltelli usare e perchè, o semplicemente siete curiosi e vi appassiona questa nuova rubrica è per voi buona lettura e……buona avventura, Ermanno.

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