Wander Tactical Hurricane e Mistral folders

Wander Tactical Hurricane e Mistral folders

Torniamo a parlare di Wander Tactical, devo dire che ho una simpatia per questi artigiani italiani che sperimentano continuamente nuove forme ed esercizi di stile hard delle loro lame, ciò li sottopone anche a critiche , perché qualche esemplare sopratutto nelle prime uscite può non essere esente da piccoli difetti di assemblaggio o finitura, ma si sa chi non risica non rosica. Certo se risica con i miei soldini si preferirebbe che ogni singolo pezzo fosse perfetto, di contro il loro servizio clienti è pronto ed efficiente, quindi nessuna paura, in caso di difetti il pezzo viene prontamente sostituito e su richiesta personalizzato, un grazie va ad Alex Wander che è sempre disponibile anche sulla loro pagina facebook.

Torniamo in tema, tra i loro pezzi che preferisco, ci sono i loro massicci folder, che uniscono alla  tascabilità  la resistenza fino ad oggi tipica solo dei lama fissa, al momento oltre ai due modelli hurricane e mistral, che differiscono sostanzialmente dalla forma della lama, sono reperibili in commercio due serie, la prima serie con le cartelle ( liner ) in acciaio e guancette in alluminio, la seconda serie con le cartelle in titanio e guancette in micarta, altra differenza tra le due serie è il doppio thumbs o pin sulla lama per la seconda serie.

Inoltre nella seconda serie sono stati usati degli innovativi cuscinetti ermetici giapponesi incastonati nella lama, favorendo una maggior scorrevolezza della medesima tra le cartelle.

Entrambi i modelli ed entrambe le serie propongono una lama in ottimo acciaio D2, le cui caratteristiche dotano questi chiudibili di qualità e affidabilità oltre che durata del filo, unica piccola pecca è che l’affilatura richiede qualche minuto in più se fatta a mano con pietra.

Altra differenza tra le due serie sono le coperture delle lame nera nella prima serie e brunita nella seconda serie per entrambi i modelli proposti, il gradimento dipende dai gusti, a me piace maggiormente la brunitura, anche se per amore di verità, a me le coperture non piacciono molto, preferisco le lame libere, negli acciai ad alto contenuto di carbonio inoltre se si vuole la lama tatticamente scura ,è sufficiente forzare la passivazione con aceto , coca cola , mostarda ecc. ottenendo così una lama scura ed esente da plastiche, resine e vernici.

Particolare è il folder, particolare la confezione di vendita, un tubo plastico, avvitato nel proprio cappuccio funge da contenitore, nel quale troveremo il folder , un foglietto di garanzia(a vita) e un sacchettino contenete il perno avvitabile e un cordino elastico.

Il perno servirà in quelle occasioni in cui vorrete sottoporre il folder a lavori pesanti tipicamente indicati per coltelli a lama fissa, avvitandolo nel suo foro il perno vincola ulteriormente la lama al manico bloccando ogni movimento meccanico, vi posso assicurare che il risultato d’uso è stupefacente, come lo è il fatto che il blocco lama rockers arm 8.11 è così efficiente che praticamente non vi ricordere mai di usare il perno per una maggiore sicurezza.

Tutto questo ci permette di portare in tasca …….la sicurezza e le performance di un coltello a lama fissa di qualità, un vantaggio non indifferente, visti anche i preconcetti e le norme italiane in fatto di porto di coltello. Che vi serva da edc, in escursione, durante un pic nick , o per una vera e propria avventura di giorni o di mesi questo folder unisce praticità di porto a resistenza e qualità di utilizzo.


Ma attenzione, ne sono entusiasta si, ma non è tutto oro quello che luccica, e veniamo alle ombre , che non riguardano criticità di utilizzo, ma l’assemblaggio e le rifiniture , la prima versione, quella in alluminio presenta una maggior precisione di assemblaggio ma anche una durezza di rotazione, che per smuovere il flipper servono dita d’acciaio, ovviamente è un compromesso che aiuta a mantenere ben robusto il folder, in parte risolto nella seconda serie, quella in micarta, che però almeno nei primi modelli usciti, lamenta una non perfetta allineatura tra lama e cartelle durante la rotazione, probabilmente qualche verifica di qualità è saltata vista l’enorme pressione degli utenti acquirenti che volevano il loro giocattolo per Natale. Solo alcuni pezzi hanno riscontrato il difetto e i Wanders si sono subito resi disponibili per risolvere il problema a breve giro di corrieri. Il vero unico difetto per quello che mi riguarda sono le guancette, o meglio il disegno delle medesime, le tacche poste in alto e basso delle zigrignature che servirebbero per dare maggior presa, hanno angoli troppo acuti e nell’utilizzo senza guanti, feriscono le mani, inoltre gli stessi solchi di ritenzione nelle guancette hanno angoli acuti e anche qui provocano nell’uso gravoso ulcerazioni alle mani, ho risolto arrotondando questi angoli con una carta vetrata fine a grana 1000 , e ovviamente ho fatto presente la questione ai Wanders.

Detto questo i folder della Wanders Tactical, valgono quello che costano,e qualcosa in più se verrà posta una maggior attenzione a questi dettagli ,visto il prezzo che oggi supera i 300 euro .

Lo consiglio a tutti, tranne a chi si lamenta che due euro gli pesano nelle tasche.

Incidere l’acciaio a casa

Incidere l’acciaio a casa

Un sistema tanto semplice quanto efficace, certo se ci si crea una maschera con il plotter o in gomma si ottengono risultati professionali, con pochi euro di spesa, nel video non ne parlo, ma più tempo si impiega più l’incisione sarà profonda.

Fra le altre cose è un metodo usato anche da chi fa l’artigiano di professione e che quindi incide il proprio logo su lame e coltelli che costruisce ve ne posto un esempio qui sotto, ovviamente il metodo funziona anche su altri oggetti in acciaio o metallo.

Lezione base di affilatura

Lezione base di affilatura

Premetto, che ci sono ottimi metodi per affilare, anche sistemi raffinati, che dopo l’affilatura i più fanno lo stropping, chi solo sulla coramella, chi con la cintura di cuoio, chi aggiungendo la pasta per metalli, tutti i sistemi sono validi e ogni uno utilizza quello con il quale si trova meglio, ci sono affilatori guidati, meccanici, elettrici, ma ritengo sia bene imparare a farlo manualmente, e al di la delle tecniche raffinate imparare un sistema basico e funzionale, il quale può essere poi affinato e personalizzato, a mano a mano che fate esperienza. Viste le molte e-mail ricevute , vi propongo una unica lezione semplice, alla quale dovranno seguire varie sessioni di prove da parte vostra, aggiungo in seconda battuta un video fatto tempo fa dove si vede la metodica da un’altra angolazione e con la pietra appoggiata. Il consiglio è compratevi una pietra dal ferramenta da pochi euro a doppia faccia, od on line, ad acqua o a secco e con un coltello a filo piano da pochi soldi allenatevi e provate, poi passate ad un altro coltello e vedrete che imparerete ad affilare bene, con pochi euro di investimento e al volo come i trappers ed i butteri, buona visione.

 

Lionsteel SR 11 , bello ma…….

Lionsteel SR 11 , bello ma…….

È sicuramente il coltello chiudibile(folder) più discusso del 2017, anche in virtù del fatto che ha fatto vincere alla Lionsteel di Maniago per la terza volta il premio “ Overall Knife of the year “ l’ambitissimo blasone conferito al miglior coltello dell’anno durante la manifestazione Blade Show che si tiene ogni anno ad Atlanta, manifestazione dove tutti i migliori marchi del mondo competono, con un pò di orgoglio nazionale possiamo dire che Lionsteel e Fox sono i due marchi italiani che negli ultimi anni hanno spesso vinto uno dei premi in palio al Blade Show, ciò nonostante siano i prodotti USA a dettare legge sul mercato, questo non a causa dell incapacità italiana ad affermarsi nel settore, ma per il semplice fatto che negli USA i coltelli sono considerati attrezzi alla stregua di pinze e cacciaviti e sono liberamente portabili ed usabili nella maggioranza degli stati, facendo crescere una cultura ed un utilizzo dello strumento, in Italia per portarlo serve un giustificato motivo, ma non solo per il coltello, se vi dimenticate un cacciavite in auto o in tasca della giacca ed ad un controllo ve lo trovassero addosso, potrebbe scattare la denuncia a piede libero, lo stesso dicasi per martelli, catene, bastoni ecc., ciò nonostante non è raro nei paesi di campagna o montagna, di provincia, italiani trovare anziani e meno giovani che portano da sempre in tasca un serramanico regionale, per uso quotidiano, dallo sbucciare la mela in cantiere o sul posto di lavoro, all’aprire le scatole in magazzino ecc. , ignari del pericolo, anche se è vero che se non andate allo stadio o in aereoporto, una perquisizione personale difficilmente la subite, dire mai o quasi, salvo non siate tipi sospetti, ciò nonostante , nel bel paese si configura il reato di porto abusivo di arma inpropria, che voi abbiate nelle tasche, un coltellino svizzero, un cacciavite, un martello, una catena per chiudere il motorino ecc., sappiatelo, un agente un po’ più zelante potrebbe elevarvi denuncia, nel bel paese le cose stanno così e quindi non facilitano una cultura ed un uso quotidiano di uno degli atrezzi più antichi che l’uomo abbia mai costruito ed utilizzato, e quindi anche il mercato ne soffre.

Torniamo a parlare del coltello in questione, viene fornito, in una scatola di cartone, con all’interno il coltello, una chiavetta per la manutenzione e nient’altro, visto il prezzo che si aggira sulle 200€ Per la versione manicata in alluminio e oltre le 300 per la versione manicata in titanio, almeno un piccolo fodero da cintura ci sarebbe stato, anche se non indispensabile, visto che con l’apposita clip lo si porta in tasca ben fisso.

vediamo un po’ di dati tecnici di questo folder:

Tipo di produzione: Industriale
Paese di produzione: Italia
Lama: In acciaio Sleipner 60/61HRC
Trattamento lama: Satinata
Manicatura: Alluminio
Lunghezza lama: 94mm.
Spessore lama: 4.5mm.
Lunghezza totale: 211mm.
Spessore da chiuso: 9mm.
Peso: 146g.
Chiusura: Frame Lock con battente in acciaio e sistema di sicurezza Rotoblock
Clip: amovibile e reversibile, in acciaio inox
Confezione: scatola di cartone con loghi LionSteel
Note: Sistema di apertura Carson Flipper su cuscinetti a sfera.

Una volta estratto dalla scatola, si evince subito la bellezza di questo coltello, e qui non c’è nulla da dire, come italiani abbiamo una marcia in più, l’eleganza e l’efficacia della lama poi, esprimono la grande competenza di Michele Pensato in arte Molletta, si resta subito affascinati da questo coltello.

Il primo impatto è anche però di avere in mano un oggetto fragile, infatti un pò la leggerezza ottenuta con l’uso dell’alluminio aereonautico (ergal) e un pò lo spessore del manico danno l’impressione che una così bella lama, potente nelle forme e nell’acciaio possa rompere al primo impatto il manico.

Ad onore del vero devo dire che l’ergal in certe condizioni di utilizzo ha dimostrato di resistere quanto il titanio, però in rete si trovano alcuni test, dove ovviamente si fa un uso improprio un vero abuso dello strumento, dove il punto critico è proprio il manico , ovviamente per un quotidiano uso normale non c’è nessun rischio, ma in caso di utilizzo estremo lascia delle perplessità da valutare prima dell’acquisto, sempre che vi serva un coltello da utilizzare spesso anche in campagna ed in montagna, nel qual caso un benchmade adamas andrebbe meglio, non tanto per la lama che ribadisco è il punto di forza e di bellezza di questo coltello, ma per il manico.

Ho trovato altre criticità, innanzi tutto, il liner lock ingaccia pochissima superfice del tallone della lama, e sebbene si possa bloccare con il Rotoblock ad un uso forzoso o in flessione potrebbe succedere un disingaggio della lama con le conseguenze del caso, in altri prodotti dell Lionsteel costruiti per terze parti come ad esempio Spyderco, il linerlock ingaggia ben metà dello spessore del tallone, dando una maggior sicurezza, è vero che usandolo ci sarà un calo dello spessore e quindi un maggior ingaggio del tallone, ma avrei preferito averlo da subito.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è come è fatto e posizionato il frangivetro, come vi faccio vedere nel video estraendo dalla tasca il coltello o prendendolo con impugnatura reverse da difesa, ci si conficca lo spuntone del frangivetro nel palmo della mano o nel pollice, avrei preferito un’altra soluzione o addirittura l’assenza di tale gadget.

In conclusione, nonostante la bellezza e un’ottima lama, anche mettendoci una buona dose di campanilismo e nazionalismo, dire che almeno in parte resto deluso da questo coltello, è vero che il manico è costruito scavando un pezzo unico di alluminio, e che nelle mie prove anche intense ha retto bene, ma la sensazione di delicatezza e il frangivetro , mi fanno tentennare sul consigliare la spesa di una considerevole somma di denaro per questo folder.

Sulla bellezza ed efficacia della lama invece non posso che esprimere elogio, speriamo che nei futuri modelli si tenga in considerazione maggiore anche chi usa i coltelli e non solo chi li colleziona e li tiene chiusi in vetrinetta.

DPX Gear Heast II Assault

DPX Gear Heast II Assault

Fin dalla sua uscita con il primo modello base in acciaio 1095, fatto costruire dalla esee, questo modello di coltello ha suscitato negli appassionati sentimenti contrastanti, chi lo considera niente più che un gadget, un vezzo che non ha niente a che vedere con il vero utilizzo di un coltello in situazioni di bisogno o di difesa, chi invece lo brama , apprezzando la folle idea di aver ideato un coltello che unisce la capacità di utilizzo come multitool e un vero e proprio coltello da difesa/ sopravvivenza.

Fatto sta che nel tempo si è trasformato in un vero e proprio oggetto del desiderio, ma più che le sue eccentriche funzioni inserite in un vero coltello e non in un multitool multilama, per la sua forma accattivante e per le sue dimensioni, che lo rendono un perfetto edc anche urbano, pronto per l’utilizzo e la difesa personale, con un basso ingombro ed una alta resistenza.

L’ideatore di questo coltello e di tutta la linea Dpx gear è Robert Young Pelton, un personaggio, al quanto originale, un avventuriero, esperto in sopravvivenza, mercenario, consulente, soldato di ventura e chi più ne ha più ne metta, che in base alla sua esperienza ed alle esperienze raccolte in giro per il mondo tra avventurieri, soldati, contractors, ribelli ha definito forme e dimensioni di questo coltello.

In questa foto vediamo Pelton nel sud del Sudan, con le milizie regolari a caccia di ribelli, nell’anno 2014.

Nel 2010 Robert Young Pelton, decide di produrre dei coltelli in proprio e apre la Dpx Gear, e il primo coltello che fa costruire dalla Esee è appunto l’ hest, il cui acronimo sta per Hostile.Henviroment.Survival.Tools. Questo modello è costruito in acciaio 1095, ed è un coltello “strano” un pò più grande dell’Esee Izula 2 , ma considerato mediamente piccolo dai più, inoltre possiede un incavo sul dorso della lama che può essere utilizzato da apribottiglie, un foro tra manico e lama, e infine una strana punta a fine del codolo, che può essere utilizzata per aprire scatolame varie, al posto della lama, come generalmente fanno i soldati in missione, altri due fori nel codolo, i fori servono sia per ricorpire il manico con del paracord in caso di bisogno, che per legare il coltello ad aste o bastoni in guisa di lancia o per recidere frutti posizionati in alto sugli alberi.

Quello che interessava a Pelton è che il coltello fosse di adeguate dimensioni per un utilizzo giornaliero e che fosse resistente, quasi indistruttibile, inoltre che fosse di aiuto nelle più disparate situazioni.


In segutito, fece realizzare dalla italiana Lionsteel a Maniago la versione chiudibile ( folder), la quale perdeva la punta a fine codolo, ma aveva in aggiunta nel manico un foro esagonale, che può essere utilizzato come leva per gli inserti degli avvitatori e dei cacciaviti multi uso, così da permettere di avvitate o svitare le più varie componentistiche meccaniche.

Pelton in più interviste ritiene che ( e mi trova concorde ) avere con se un coltello sempre, è di enorme utilità, quando meno ce lo aspettiamo potremmo dover trovarci a tagliare una fascetta, tagliare una collana che sta strangolando qualcuno rimasto impigliato, aprire un pacco ostico, dover eseguire una tracheotomia di urgenza ( solo se la si sa esguire bene e correttamente ) , dover difendersi da una aggressione improvvisa, aprire una serratura bloccata, ecc. mi trova concorde anche sul pensiero che un buon coltello di utilità da poter utilizzare ogni giorno sia in ambiente urbano che nei boschi o in ambienti selvaggi, non deve essere grande, qui potremmo aprire una discussione che si protrae da decenni tra i vari appassionati, siano essi prepper, trekker, escursionisti del week end,  avventurieri o bushcrafters , ogni uno preferisce taglie diverse, ma i più il coltellone con almeno 14 cm. di lama, è invero che nella sola preparazione di un campo, in ambiente selvaggio un coltello con lama lunga ha un suo innegabile vantaggio, in tutte le altre migliaia di volte e di operazioni, un coltello con 8/10 cm. di lama è sicuramente meglio e si presta ad essere ancor meglio utilizzato e portato nella vita di tutti i giorni.

Quindi pur producendo un modello con lama di oltre 10 cm. ora non più sul mercato, Pelton concentra i suoi sforzi per migliorare il Dpx Hest, e dopo aver ideato un paio di modifiche in base ai resoconti di chi utilizza quotidianamente i suoi coltelli, ha progettato e fatto realizzare dalla Lionstel di Maniago Italia, il DPX HEST II Assault  e la variante gentleman woodsman, la variante ha la lama uncoated e le guancette in legno, oltre che il fodero in cuoio.l’Hest II nasce più per un uso tattico militare, quindi ha la lama coated in nero e le guancette in G10 black.

Lo si può trovare in commercio in due varianti di acciaio, in sleipner oppure in niolox, tra le due versioni ho preferito la prima che trovo più facilmente affilabile.

Questa seconda versione si distingue dalla prima in acciaio 1095, non solo per il metallo di cui è composto, ma anche da un paio di dettagli, i fori nel codolo da due sono diventati uno, e il foro tra lama e manico è diventato esagonale, come quello situato nel manico della versione chiudibile, così in caso di bisogno può essere utilizzato con le migliaia di inserti standard per cacciaviti ed avvitatori. Confermandone le caratteristiche di urban edc oltre che di combat edc.

 Il coltello oltre ad aver vinto i migliori premi espositivi, si avvantaggia di una qualità costruttiva superiore, non per nulla Pelton ha deciso di far costruire questo modello interamente in Italia dalla Lionsteel di Maniago, che grazie a una catena costruttiva di alta qualità ha fornito un coltello che ha superato le aspettative dei clienti utilizzatori. Voglio ricordare che un’altro ancor più blasonato  marchio USA ha affidato la,costruzione dei suoi folder all’italiana Lionsteel ed è la Tops, che assieme alla Esee è un riferimento nel mercato delle lame internazionale.

La Dpx Gear fornisce il coltello in una scatola di cartone, inserito nella sua custodia in cordura nera, in aggiunta un piccolo manuale che ne spiega i materiali di costruzione, le funzioni e la garanzia, che è a vita in caso di difetti di costruzione.

L ‘Heast II , ha una lama affilata a regola d’arte già out of the box, e posso assicurare che il filo regge molto a lungo, il coltello si comporta bene nel taglio dei materiali più disparati, e devo dire che sono rimasto così soddisfatti che è entrato a far parte della stretta cerchia dei miei edc personali e innegabilmente fra i più utilizzati, forma e dimensione sono ottimali e nel porto ci si dimentica di averlo.

Tutto perfetto? Quasi, ho trovato un paio di difetti nell’uso quotidiano, il primo è dovuto al fodero, buono per un porto attaccato allo spallaccio di uno zaino, ma pessimo per il porto in cintura, inoltre avendo questo coltello caratteristiche da difesa in caso di aggressione, abbisogna di un fodero per essere pronto all’uso e quindi come la sua prima versione in kydex o polimero con aggancio a scatto, il secondo difetto è dovuto allo spuntone realizzato in fondo al codolo, può anche esse urile, ma è spesso di impaccio nell’uso frequente, la soluzione è stata di accorcialo e arrotondarlo, ora è perfetto per il mio utilizzo.

Certo è un coltello un pò caretto viste anche le dimensioni, ma si sa la qualitá si paga e in questo caso al momento attuale si va oltre i 200 euro.

Linx Wander Tactical, piccolo mostro

Linx Wander Tactical, piccolo mostro

Prima di cominciare rendo noto, che questo è il primo articolo esclusivamente creato con iPad Pro 10.5 che da oggi sostituisce in pieno il MacBook Pro , anche il video allegato è interamente prodotto con iPhone, montaggio inclusio, ha inizio una nuova era.

Detto questo passiamo a uno dei coltelli migliori sul mercato attuale, per migliore mi riferisco alle caratteristiche e non certo all’estetica che è sempre soggettiva, migliore poi tenendo conto del mio punto di vista, un punto di vista che non ama molto i supercoltelloni e che trova non indispensabile la tecnica del batoning,anche se questo Lynx non la teme in assoluto, anzi invoglia a praticarla.

La Wander Tactical è una piccola realtà italiana, che costruisce coltelli artigianalmente, infatti pur avendo dei modelli a catalogo, troverete sempre la dicitura che possono differire in alcuni particolari dalla foto dove effettuate la scelta, inoltre sia partendo dai modelli di base sia partendo da una vostra idea, vi prepareranno un coltello su misura che non vi tradirá mai, infatti che sia su misura o scelto dal loro catalogo, ogni singola lama dopo essere stata prodotta, viene testata, e se non corrisponde alle caratteristiche prefissate, viene scartata.

Certo i prezzi sono un pò cari, ma ne vale la pena, anche se la maggior parte delle loro lame sono “mastodontiche” e portano nomi di grossi dinosauri o grossi animali.

Il Lynx è il più “piccolo’ dei loro coltelli, o meglio ne esistono di leggermente più contenuti, ma da loro li chiamano neck knife…….il coltello viene fornito con la garanzia e i dati di produzione, insieme ad un buon fodero in kydex termoforato, con un supporto tek lock.

Il Linx è costruito in acciaio D2 con copertura Gunkote, resistente ad acqua,acidi, materiali chimici a detta dei produttori, nel momento in cui vi scrivo può a richiesta esservi fornito in acciaio San Mai Vg10 , lo stesso acciaio inox giapponese che da anni è utilizzato dalla Fallkniven, io ho preferito il D2 per le sue ottime caratteristiche tecniche (anche il San Mai è molto buono) ma anche perché su questo acciaio i produttori hanno esperienza consolidata nel tempo, se questa esperienza sarà ben trasportata anche nei prodotti in Vg10 lo sapremo con il tempo.

Il Lynx dicevo è di misure contenute, ma robusto e massiccio, ben rifinito, le guance te sono uno spettacolo per gli occhi e per la presa, una speciale micarta al tatto molto dura che asciutta o bagnata non fa mai perdere la presa, vediamo le misure del “piccolino”:

Tipo di produzione: Artigianale
Produzione Lama: Italia
Lama: in acciaio D2 a 59/60HRC
Trattamento Lama: GunKote
Manicatura: Micarta
Lunghezza lama: 100mm.
Spessore lama: 6.5mm.
Lunghezza totale: 220mm.
Bilanciatura: arretrata
Peso: 338g.
Fodero: in Kydex, termoformato, con attacco di tipo Tek-Lok

La lama ha un profilo sabre, che termina in flat con il filo piano, non convesso, questa caratteristica forma permette al Lynx di affondare di taglio in qualsiasi materiale, anche di poter lavorare di fino anche nello sezionare e spellare cacciagioni.

In questo piccolino tutto è massiccio, anche il finger choile, che permette una presa avanzata ben bilanciata, comprimario nel rendere ottimo questo coltello anche nei lavori di fino, il coltello è full tang, al termine del cordolo è presente un foro per una dragona o un laccetto. Ma non finisce qui, il Lynx fa parte di quei coltelli non solo votati al bushcraft, ma con la doppia funzione tattica, l’impugnatura sia dritta che revers è infatti ergonomici e bilanciata, permettendone anche un buon uso difensivo, la Wander Tactical costruisce e fornisce coltelli tattici sia per militari che corpi speciali.

È tutto oro quello che luccica? A quanto pare si, c’è però da dire che non sempre è stato così,qualche anno fa i primi modelli ,mastodontici presentavano imperfezioni nell’assemblaggio delle guancette e qualche sbavatura nelle finiture, l’esperienza ed il tempo hanno portato a molti miglioramenti, portando questo piccolino brand italiano a essere conosciuto in grandi mercati come quello USA.

Come direbbero in un noto programma TV , per me è si !