Sindrome mestruale e premestruale

Sindrome mestruale e premestruale

Uno dei disagi ricorrenti per le signore e signorine è senza dubbio la sindrome mestruale, che poi in alcuni casi è anticipata dalla sindrome pre mestruale e nei casi più ostici anche nella post mestruale, rendendo senza dubbio ostico il quotidiano.

Vediamo come con la naturopatia possiamo alleviare questi periodi e rende il quotidiano più gradevole, vivendo con maggior leggerezza il periodo del ciclo mestruale.

Come al solito proporrò una serie di rimedi naturopatici, sempre la raccomandazione di accertarsi di non essere intolleranti od allergici , e di scegliere il tipo di trattamento che più sentite affine e ovviamente provate fino a trovare quello che vi da maggior beneficio, la miglior cosa sarebbe sempre rivolgersi ad un naturopata qualificato.

Tinture Madri

Ciascuna pianta ha varie indicazioni, come segnalato caso per caso, e può essere di grande aiuto nella fase acuta.

Le posologie sono simili a quelle che abbiamo già incontrato per altre tinture madri: vanno da un minimo di 80-90 gocce fino a un massimo di 120 gocce.

gocce al giorno, ripartite in 2-3 somministrazioni, da assumere in poca acqua. Quando il dolore è particolarmente intenso si possono scegliere una o un combinato di queste piante da bere con la posologia di 30 gocce più volte durante il giorno, fino a un massimo di 120-150 gocce.

Nepeta cataria T.M.: (conosciuta come erba gatta) antispasmodico uterino.

PeoniaT.M.: analgesico, sedativo.

Melissa T.M.: in presenza di nausea, vomito, fotofobia, ansia, irritabilità.
Levistico radici TM.: agisce specificamente sull’apparato genitale femminile, soprattutto nel caso di alterazioni mestruali, ritenzione idrica e gonfiore.

Partenio T.M.: dismenorrea accompagnata da mal di testa.

Ballota T.M.: disturbi ansioso-depressivi con crampi addominali e uterini.
Papa Vero della California T.M. (chiamato anche Escolzia): sedativo, particolarmente indicato quando la componente principale deldisturbo è il mal di testa.

 

Angelica sinensis T.M.: l’Angelica cinese è spasmolitica a livello addominale, pertanto interviene sullo stomaco e sull’apparato genitale.
Achillea T.M.: anti infiammatoria e antispasmodica del tratto gastrointestinale.

Camomilla matricaria T.M.: antinfiammatoria, sedativa, cicatrizzante;
utile nei disturbi gastrici, intestinali e respiratori, è  consigliabile l’utilizzo anche nella dismenorrea.

Cardiaca T.M.:tachicardia e crampi uterini.

Gemmoderivati

Lampone giovani getti M.G.: è il rimedio dell’apparato genitale femminile; svolge azione antispasmodica a livello uterino e riequilibra tutta la sfera genitale.

 

Viburno M.G.: dismenorrea, spasmi uterini.

Tiglio M G.: ansiolitico.

 

Oligo elementi

Magnesio, nel caso di spasmi viscerali e crampi: 2-3 fiale al dì, di cui una la mattina a digiuno. Anche il Fosforo può essere utile: 1-3 fiale al di.

Rimedi spagina

Macerato di Salice: 10 gocce 3 volte al dì in poca acqua, lontano dai pasti. Quintessenza di Salvia: 3 gocce 3 volte al dì su una zolletta di zucchero di canna o su una mollica di pane, dopo i pasti.

Fiori di Bach

Agrimon y (per il tormento).

Fiori del Bush

She Oak è il fiore degli squilibri legati alla femminilità;
Crowea agisce come miorilassante; Billy Goat Plum lavora sulla
sessualità; Wisteria aiuta a entrare in contatto con la propria parte
femminile.

Gemmoterapia del dr. Bhattacharya

Zaffiro: 4 gocce 3 volte al di;
VIBG.usare 4 gocce 3 volte al di.

 Integratori

Olio di Borracine, opercoli: è un olio polinsaturo ricco di omega-6; oltre ad essere considerato un vero elisir di bellezza per la pelle,è un potente alleato per alleviare i disturbi legati agli squilibri del sistema
ormonale femminile, grazie anche alla presenza di fito-estrogeni.

Olio di Enotera, opercoli: anche quest’olio è ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi. Aiuta a regolare gli effetti degli ormoni femminili nel ciclo mestruale. Il numero di opercoli di questi due oli da assumere
giornalmente varia da confezione a confezione, secondo la marca prescelta.

Magnesio Supremo: si tratta di un miorilassante reperibile in farmacia e in alcune erboristerie; si assume 1 cucchiaio scarso di polvere in acqua, la sera prima di coricarsi.

 Rimedio della medicina popolare

Assumere 1 volta al giorno 1
cucchiaino di miele in 1 tazza di acqua tiepida (anche nei giorni
precedenti il ciclo, come preventivo).

 Cristalli

I cristalli più consigliati per lenire i dolori al basso ventre sono: Comiola, Ambra, Malachite e Pirite. Si utilizzano adagiandoli sulle parti dolenti, portandoli addosso ed effettuando delicati massaggi sulla
pelle con esemplari arrotondati e levigati.

Oli da massaggio

Oleolito di Achillea, come anti infiammatorio, 0 anche il solo olio di Mandorle dolci (lenitivo).

Angelica O.E., Basilico O.E., Maggiorana O.E., Arancio dolce O.E., Rosa O.E., Salvia sclarea O.E: massaggi con qualche goccia di uno 0 più di questi oli in olio Vettore (ad esempio l’olio di Mandorle dolci).
L’inalazione secca di 2-3 gocce di uno di questi oli su un fazzoletto di carta può essere di giovamento, soprattutto se ripetuta Varie volte al giorno.

Ricetta tipo per un olio da massaggio, da utilizzare sul basso ventre: 50 ml di oleolito di Achillea, o Calendula, o Iperico + 10 gocce di Cipresso O.E., oppure 15 gocce di Lavanda O.E., o 15 gocce di Salvia sclarea O.E.
L’olio essenziale di Geranio, sempre diluito in olio vettore, è da tenere presente per massaggi nel periodo premestruale.

 Riflessologia plantare

Intervenire con stimolazioni molto delicate, di breve durata (10-15 minuti) e ripetute Varie volte nella giornata, sulle zone riflesse di utero, ovaie, milza e reni.

Agopuntura e Riflessologia Plantare

Il punto più importante da trattare è Milza 6 (SP 6), il quale regola il ciclo mestruale: si trova su entrambe le caviglie, 3 pollici sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia.

In caso di flusso emorragico o abbondante il consiglio è sempre di consultare il proprio medico curante o il ginecologo di fiducia, in caso di dubbi consultare sempre un naturopata qualificato.

 

 

Gratificarsi con il tempo……..

Gratificarsi con il tempo……..

Ho già scritto in vari articoli, che il tempo è il bene più prezioso che abbiamo, non sappiamo quanto ne abbiamo a disposizione, lo buttiamo via per mille cose che non equivalgono in valore e lo regaliamo a destra ed a manca come ne avessimo scorte infinite, in breve siamo inconsapevoli del tempo come valore massimo , poi ovviamente urge una constatazione pratica, siamo figli del nostro “tempo” , di un’epoca in cui tutto scorre veloce, in cui anche il divertimento è veloce, un esempio? Guardatevi una commediola degli anni 50/60 magari in bianco e nero e poi una moderna commedia attuale, notate subito le differenze, nei modi di porsi dei protagonisti, nei tempi di scena ecc.

Purtroppo siamo diventati schiavi del tempo, anzichè padroni, e questo andamento frenetico, porta una buona parte dei disturbi e delle ansie tipiche della società moderna.

Molti leggendo staranno pensando bella scoperta, ma non lo sai che il tempo è denaro? Che per pagare il mutuo, la rata dell’auto, i libri di scuola, per fare la spesa, portare i bambini al corso di nuoto, di tennis, di canoa, ecc. il tempo non basta mai?

Si lo so, vivo anch’io le idiosincrasie del nostro tempo e la perversione della schizzofrenica vita moderna occidentale, con ciò ritengo che almeno in parte si può porvi rimedio, ed ho escogitato un piccolo metodo per cominciare a prendere consapevolezza che pure vivendo qui ed ora , si può migliorare la situazione, partendo da una piccola e banale auto-gratificazione, da darsi almeno una volta al giorno.

Il metodo funziona sia per le super mamme massaie lavoratrici moderne, che per i manager aziendali, per i professionisti gli operai, gli artigiani, insomma un metodo per tutti, non costa nulla e il risultato è garantito.

 

In pratica il metodo, prevede di iniziare regalandosi 5 minuti al giorno di tempo, ed utilizzare quel tempo per gratificarsi.

Come procedere dunque?

Prima cosa da fare è eliminare per quel lasso di tempo, cioè per i 5 minuti che ci siamo regalati, ogni interferenza esterna a noi stessi.

Quindi spegnete il cellulare e staccate il telefono di casa , se i 5 minuti li passate in casa, mettetevi in posizione comoda o rilassata, badate bene che i 5 minuti sono vostri, quindi se volete goderveli a casa, oppure su una panchina al parco, oppure in un prato, o seduti su un muretto , quindi dove volete dove vi ispira dove vi sentite rilassati ed appagati, quindi che siate in poltrona o sdraiati nel prato, spegnete il telefonino ed ogni altro congegno, togliete l’olologio dal polso e sul medesimo o sul telefonino, mettete una sveglia che suoni dopo 5 minuti, questo è importante perchè vi farà capire ancora di più il valore di questo tempo-regalo, e il fatto che in quei 5 minuti niente e nessuno deve potervi disturbare.

A questo punto so già che molti stanno pensando, ma che faccio in quei 5 minuti ? E leggo il terrore nei vostri occhi, abituati a essere sempre presi da qualcosa, stressati dagli impegni e dal lavoro, dai figli e dai loro impegni, non siete abituati a godervi 5 minuti solo per voi, tutti per voi !

Fate quello che più vi piace e pare, sono vostri e solo vostri, quindi bevetevi un te(tea), una tisana,una cioccolata calda,mangiate una caramella, un cioccolatino, leggete una poesia, una pagina di un libro, o semplicemente state in panciolle, questi 5 minuti sono vostri, quindi ricordatevi che è essenziale che niente e nessuno vi disturbi, appena finiti, suonata la sveglia, tornerete alla vostra solita vita.

 

Se provate a regalarvi questo tempo una volta al giorno per una settimana, capirete cosa intendo e quali saranno i cambiamenti che inizierete ad intravvedere, capirete anche che è possibile cambiare almeno un pò il vostro modo di vivere e sopratutto starete meglio.

Pensate sia un’idea ridicola? Sappiate che alcune grandi multinazionali, stanno sperimentando in piccoli gruppi, una gratificazione aziendale a base di tempo “libero”, cioè chi produce bene oltre o al posto di gratificarlo economicamente con un bonus o premio, verrà gratificato con del tempo libero in più, e vi assicuro che non lo fanno per filantropia, ma semplicemente perchè, quel personale così gratificato, si ammala meno, è più felice e lavora meglio aumentando la produttività e la qualità del prodotto, sia esso un bene od un servizio.

Non mi resta che augurarvi buon regalo , godetevelo ve lo siete meritato !

 

Ermanno Azzolini.

La riflessologia Plantare e Palmare

La riflessologia Plantare e Palmare

Definire in poche parole cosa sia la riflessologia è impresa ardua, innanzitutto non esiste un solo tipo di riflessologia, diciamo che può essere divisa in 4 gruppi, anche se il più conosciuto è la riflessologia plantare, cioè che corrisponde ai piedi, ma in ordine esistono la riflessologia plantare(piedi), la riflessologia palmare (mani), la riflessologia auricolare (orecchie) e la riflessologia dermica (la pelle in generale nel corpo). Sono tecniche simili e per alcuni versi diverse o diversificate, il principio base è quello, cioè che stimolando con massaggi e tocchi alcune parti del corpo, si stimolano gli organi ad esse collegati e si stimolano i sentimenti e gli equilibri psicologici. L’OMS definisce così la riflessologia:

Per riflessologia o reflessologia si intende una pratica di medicina alternativa consistente nella stimolazione, tramite un particolare massaggio o tocco, di zone del corpo chiamate punti riflessi.

Per zona riflessa si intende un punto della superficie corporea su cui, secondo la tecnica riflessologica, si proietterebbe un determinato organo collocato anatomicamente, lontano da tale punto. Agendo su questi punti si avrebbe la possibilità di condizionare positivamente l’organo corrispondente e o lo stato d’animo e quindi influenzare l’inconscio; per questo motivo la riflessologia rientra nel settore delle medicine complementari ed è considerata una tecnica olistica di guarigione.

I primi cenni storici della riflessologia risalgono agli antichi egizi, infatti esistono molte raffigurazioni di questa tecnica la cui base è ripresa anche dall’agopuntura che però è una tecnica più invasiva.

La tecnica si diffuse poi tra gli antichi greci ed i romani fino ad arrivare ai giorni nostri rinnovata ed integrata da principi medico scientifici moderni.

A testimoniare l’antichità di questa pratica è la “Tomba dei Medici” a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.

Si racconta (tuttavia non ci sono prove certe) che anche l’artista rinascimentale Benvenuto Cellini, a causa dello stress e di alcune sofferenze fisiche, facesse ricorso allariflessologia plantare.

Esiste anche una specializzazione più recente di questo massaggio: questa è diffusa soprattutto in occidente. Se nel 1834, un ricercatore svedese, Pehr Henrik Ling notò il collegamento fra i dolori provenienti da alcuni organi e determinate zone cutanee del piede, negli anni successivi Sir Henry Head scoprì l’esistenza di zone riflesse a scopi anestetici e finalmente negli anni venti del XX secolo, questa pratica fu reinventata da William Fitzgerald, medico di Boston, il quale scoprì che, esercitando delle pressioni sui piedi, per dei piccoli interventi non sarebbe stata necessaria l’anestesia.
La pratica fu usata dai dentisti e quando il dottor newyorkese Edwin F.Bowers conobbe la tecnica di Fitzgerald, decise di diffondere la riflessologia negli Stati Uniti grazie a trattati contenenti i principi di funzionamento della riflessologia basati sulle teorie del medico di Boston.
Il metodo, chiamato “terapia zonale”, si incentrava sulla pressione effettuata sia con le mani sia con altri strumenti. Il corpo venne diviso in dieci zone, dagli alluci sino alla testa, lungo le quali scorre l’energia.Negli anni trenta il lavoro di Fitzgerald e di Bowers fu portato avanti dalla terapeuta statunitense Eunice Ingham, che pubblicò due libri intitolati Le storie che i piedi potrebbero raccontare e Storie raccontate dai piedi con i quali tese a concentrare le sue attenzioni solamente sui piedi.In Italia i due pionieri della ricerca riflessologica contemporanea furono il Prof. Giuseppe Calligaris (neurologo e docente presso l’Università di Roma dal 1910 al 1939) ed il Dott. Nicola Gentile che, nei primi decenni del ‘900, realizzarono vari studi e pubblicarono materiali che per l’epoca erano molto innovativi. L’ostracismo di una parte del mondo accademico e medico italiano ha lungamente frenato le ulteriori ricerche sulla scia dei due pionieri. Durante i due secoli precedenti al nostro 1800 e 1900 iniziarono a dividersi gli studi e le tecniche di riflessologia plantare e palmare, e potremmo dire che la riflessologia palmare coinvolse molti personaggi storici conosciuti , lo studio della mano a fini clinici è assai più recente. Fu un medico tedesco, Johannes Hartlieb, a pubblicare nel 1448 il “Libro della mano”, segnando così una linea di congiunzione tra la chiromanzia e la chirologia, cioè studio della mano come scienza d’osservazione. I confini, in effetti, non sono ancora netti e l’atteggiamento dei dotti in materia è tutt’altro che unanime. Da un lato la scienza sta assumendo un volto nuovo e rivoluzionario conLeonardo da Vinci (1452-1519) e Galileo Galilei (1564-1642), dall’altra Paracelso (1493-1541), Nostradamus (1503-1566) eGiambattista Della Porta (1535-1615) si ostinano a cercare di leggere il destino dell’uomo nelle linee delle mani e la chiromanzia continua ancora ad essere, per quasi due secoli, una disciplina accademica (nel 1780 la si insegna ancora all’Università di Jena).
Erede in un certo senso di Leonardo, l’italiano Marcelo Malphighi(1627-1694) proseguì nell’esplorazione anatomica e morfologica della mano e, grazie all’uso di nuovi strumenti d’osservazione come dei rudimentali microscopi. Questa strada parallela si riunì poi a quella della riflessologia plantare a in tempi più recenti si aggiunse la riflessologia auricolare, la riflessologia dermica più in generale è stata per un periodo più abbandonata, solo negli ultimi anni gli studi di Calligaris sono stati ripresi e riutilizzati, anche e se prevalentemente per la carica elettrica o di differenza di potenziale da applicare sulla pelle, fattibile anche solo con piccoli pezzi di metallo, lo stesso principio è utilizzato da quei bracialetti che andavano molto di moda negli anni 80 , i braccialetti di rame ed altri metalli utilizzati per alleviare dolori e mialgie.

Ma come funziona in pratica la riflessologia? Cerco di spiegarlo in termini semplici e comprensibili a tutti, si tratta di toccare, massaggiare e comprimere alcuni punti del corpo ottenendo effetti benefici su organi, stati di animo e psicologici. Per fare questo bisogna conoscere a fondo i punti anatomici di riferimento che sono diversi per le mani, per i piedi e per i lobi auricolari.

Nelle due immagini qui sopra si possono vedere le tavole che illustrano i vari punti e le correlazioni organiche e psichiche, ovviamente come in molte altre discipline si sono create varie diramazioni e differenziazioni tecniche ed ogni una utilizza mappe e tecniche con piccole differenze.

 

La riflessologia, non ha controindicazioni , l’importante è rivolgersi a professionisti seri che la sappiano fare, il risultato minimo è un senso di rilassamento e di senso di benessere generale o particolare già dalle prime sedute, si può inoltre chiedere al professionista di insegnare delle piccole tecniche e massaggi da utilizzare in proprio a casa , che sono di aiuto anche con i bimbi piccoli ed a dare sollievo ai sofferenti.

Come dicevo inizialmente in un singolo articolo non si può definire l’interezza dell’argomento riflessologia, è un campo vasto in continua evoluzione, come per il massaggio terapeutico il già solo contatto con la persona sofferente porta benefici e quindi sempre maggiormente utilizzata questa tecnica di medicina alternativa olistica.

Un’ultima branca che è poco utilizzata è la riflessologia del pene che dalla casistica emerge come tecnica di prevenzione del tumore prostatico, ma come si esegue questo tipo di

 

La tecnica è semplice, se insegnata la si può fare a casa e consiste in due momenti pratici :

a) il massaggio delle aree riflessogene va eseguito col pollice e con le quattro dita. Si comincia dalla radice e si prosegue lungo tutto il corpo del pene. poi dalla punta si torna alla radice. Bisogna praticare movimenti circolari. Alla base del pene si trova il punto che si riflette sui reni, sede importante dell’energia sessuale che é piu debole d’inverno (massaggiate quindi!). A metà dell’asta si trova la regione degli organi dell’apparato digerente, quasi sotto il glande, troviamo il cuore e i polmoni e nella parte piu larga del glande, la “corona”, troviamo il punto per l’apparato circolatorio. Sul glande troviamo i punti per l’ipofisi e l’epifisi, importantissimi. (Quindi se vi fa male la testa sapete cosa fare….:-);
b)Il massaggio del glande o “testa di tartaruga” viene fatto con il pollice mentre il medio e l’indice fermano il pene. Massaggiare per 100-300 vv in senso orario e antiorario, delicatamente. Cercate di non eiaculare. Fermatevi, rilassatevi e ricominciate. In seguito eiaculate, il trattenimento dell’eiaculazione prolungato porta alla prostatite, quindi anche qui la tecnica va eseguita bene.
Quindi che sia il pene, il lobo dell’orecchio, la mano, il piede o la pelle, la riflessologia è uno degli strumenti che possiamo utilizzare per stare meglio e per vivere meglio, può coadiuvare la medicina tradizionale ed allopatica per il miglioramento dello stato di salute o per alleviare la sintomatologia,non ha controindicazioni e può essere fatta a bambini ed anziani.
Il bicchiere d’acqua

Il bicchiere d’acqua

Il professore della Facoltà di Psicologia fa il suo ingresso in aula. Il suo corso è uno dei più frequentati. Prima che inizi la lezione c’è un gran vociare tra gli studenti che, riuniti a piccoli gruppi, parlano tra loro.
Il professore tiene in mano un bicchiere d’acqua. Nessuno nota questo dettaglio finché il professore, sempre con il bicchiere d’acqua in mano, inizia a girovagare tra i banchi dell’aula. Il professore cammina, incrocia gli sguardi dei ragazzi, ma rimane in silenzio.

Gli studenti si scambiano sguardi divertiti, ma non sono sorpresi. Qualcuno pensa che il gesto serva a introdurre una lezione sull’ottimismo e sul classico esempio del bicchiere mezzo pieno, o mezzo vuoto.
Il professore, invece, si ferma, e domanda ai suoi studenti:
“Secondo voi quanto pesa questo bicchiere d’acqua?“
Gli studenti sembrano un po’ spiazzati dalla domanda, ma in molti rispondono ipotizzando un peso compreso tra i 200 e i 300 grammi.

“Il peso assoluto del bicchiere d’acqua è irrilevante”
– risponde il professore –
“Ciò che conta davvero, è per quanto tempo lo tenete sollevato!“
Felice di aver catturato l’attenzione dei suoi studenti, il professore continua:
“Sollevatelo per un minuto, e non avrete problemi!
Sollevatelo per un’ora, e vi ritroverete un braccio dolorante…
Sollevatelo per un’intera giornata, e vi ritroverete un braccio paralizzato!“
Gli studenti continuano ad ascoltare attentamente il loro professore di psicologia:
“In ognuno di questi tre casi il peso del bicchiere non è cambiato!
Eppure, più il tempo passa, più il bicchiere sembra diventare pesante…
Lo stress e le preoccupazioni, sono come questo bicchiere d’acqua.
Piccole o grandi che siano, ciò che conta è quanto tempo dedichiamo loro.
Se dedichiamo ad esse il tempo minimo indispensabile, la nostra mente non ne risente.
Se iniziamo a pensarci più volte durante la giornata, la nostra mente inizia ad essere stanca e nervosa.

Se pensiamo continuamente alle nostre preoccupazioni, la nostra mente si paralizza!”
Il professore capisce, di avere la completa attenzione dei suoi studenti, e decide di concludere il suo ragionamento:
“Per ritrovare la serenità, dovete imparare a lasciare andare lo stress e le preoccupazioni.
Dovete imparare a dedicare loro il minor tempo possibile, focalizzando la vostra attenzione su ciò che volete, e non su ciò che non volete!
Dovete imparare a mettere giù il bicchiere d’acqua!”
MORALE: Non affannatevi, dunque, per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno, basta la sua pena!

Il pensiero un’arma potente

Il pensiero un’arma potente

Avrei potuto titolare questo articolo anche con, il cervello è un’arma potente, o anche l’inconscio è un’arma potente e non avrei sbagliato, ma entrambi questi soggetti o elementi sono influenzati ed influenzabili dal pensiero, quindi titolando il pensiero è un’arma potente raggiungo l’obiettivo di coinvolgere sia il cervello che l’inconscio, ma anche di indicare che il veicolo di tale potenza è il pensiero ed allo stesso tempo il pensiero influenza cervello ed inconscio, quindi il pensiero è l’arma totale se così possiamo definirla.

Pensate per un attimo a quando a scuola dovevate affrontare un esame od una semplice interrogazione, oppure quando vi dovete sottoporre ad un esame diagnostico anche se solo di routine, al solo ricordo o pensiero vi si accenderà uno stato di ansia , ma cosa è che accende questo stato? Il pensiero , appunto.

E’ sufficiente il pensiero , basta pensare ad un momento di stress come un’esame diagnostico, un colloquio per un nuovo lavoro, un esame scolastico l’attesa di una risposta dalla persona amata, che si scatenano reazioni sia fisiche che psicologiche nel nostro organismo e nel nostro inconscio, ma non solo anche nel nostro conscio.

Il pensiero influisce su ogni momento della nostra vita, sia in positivo che in negativo, al venerdì, il pensiero del week end , il riposo, il poter essere liberi di fare quello che più ci aggrada, il pregustare il divertimento ed il relax in piena libertà, ci fa sentire bene, galvanizzati e di buon umore, il lunedì, quando comincia una nuova settimana lavorativa e di impegno anche familiare con la routine che ci impone i suoi ritmi , ci sentiamo abbacchiati, stanchi al solo”pensiero” di quello che ci aspetta.

Quando dobbiamo affrontare qualche giorno di malattia, per un’influenza od un’infortunio, se pensiamo che durerà solo qualche giorno o se prendiamo quel tempo come tempo per poter leggere un libro , vedere un vecchio film o un nuovo film,o comunque fare o godere anche di qualche cosa di positivo, vedremo che quel piccolo periodo di tempo ci apparirà lieve da sopportare, se invece cominciamo a pensare che ci toccherà stare in casa, non poter godere dei nostri amici a pieno, non poter finire un lavoro urgente, dover saltare il week end in montagna o al mare ecco che trasformeremo lo stesso piccolo periodo in un mostro, un’infinito momento di rinunce e sofferenze, e ci parrà non aver fine.

Eppure il periodo di tempo è identico, i piccoli disagi della malattia o infortunio sono gli stessi ma a seconda del nostro pensiero li percepiremo in modo diametralmente opposto, lo stesso dicasi per il tempo della settimana, ad esempio per un soggetto ansioso, che magari vive solo o che nel week end resta solo per lunghi momenti, il venerdì non è per niente galvanizzante o foriero di relax e libertà, anzi è un momento di forte angoscia, il pensiero di non avere la rassicurante routine, di rimanere soli a casa o uscire senza meta, di essere abbandonati a se stessi senza un qualcosa che imponga un ritmo, un riferimento certo,il lunedì diventa invece positivo, il rientro al lavoro, alla sicurezza della routine, all’impegno che impedisce l’angoscia e l’ansia ma obbliga ad un percorso prestabilito e “sicuro” in cui il pensiero non può”divagare” nell’ansia.

Ecco vedete come il pensiero influisce sulla nostra percezione della vita?

Purtroppo nel bene e nel male il pensiero può essere positivo o negativo e quindi imporre sensazioni anche di segno opposto davanti ad una medesima esperienza che da positiva diverrà negativa.

In tutto questo c’è un lato positivo, infatti se il pensiero è un’arma potente e lo abbiamo constatato è anche vero che possiamo imparare a padroneggiarla e quindi imparare ad usarla a nostro vantaggio.

La cosa non è ne semplice ne immediata, ma alla portata di tutti e possibile per tutti.

Da dove cominciare? Semplicemente dalle piccole cose, nel quotidiano spesso siamo prede di piccole ansie, piccoli stress, dover ricordare tutti gli impegni del giorno, i figli da portare a scuola ed in palestra , andare a fare la spesa, portare l’auto a fare il tagliando dopo il lavoro e allo stesso tempo arrivare al bar dagli amici in tempo per la partita a carte o altro, piccoli contrattempi che ci appaiono insormontabili , grazie al pensiero negativo che questi contrattempi generano in noi, dover fare dello straordinario che ci impedirà di vedere la persona amata quella sera ecc.

Possiamo però agire in due modi fisici per influenzare questo pensiero negativo, (i più bravi ed esperti potranno subito lavora sul pensiero stesso, ma ci vuole un pò di pratica mentale e un pò di tempo), primo organizzare il nostro tempo, ad esempio non potrò essere alle 21,00 all’appuntamento con l’amata/to perchè mi devo fermare un ‘ora o più al lavoro, posso però accordarmi per fare alla persona amata un saluto di persona ed un fugace bacio alle 22,00 o 23,00 certo non sarà una serata romantica ma ci permetterà di vedersi anche solo per cinque minuti, di gratificarsi e quindi di riposare serenamente, il tutto ci permetterà anche di ridimensionare il pensiero, questo è il secondo modo fisico di agire ed influenzare il pensiero, è fisico perchè si basa sul confronto fisico, ossia ridimensionare il pensiero angosciante o frustrante, faccio un esempio devo riuscire ad andare alle poste a pagare la bolletta della luce entro le una se no…..ansia, stress, malumore, allora dobbiamo subito fare un confronto, cosa può succedere se non pago la bolletta oggi entro le una? Pagherò la bolletta con uno o due euro in più di tassa, fra uno o due giorni, sicuramente devono passare almeno 30giorni perchè mi stacchino la luce, e anche in quel caso riducono la quantità erogata ma non la staccano di sicuro, e nel caso una volta pagata, l’erogazione riprende, alla peggio si compra una candela e per qualche giorno si sta al lume di candela, o si può andare da parenti o amici, o si prende l’occasione per una vacanza di un paio di giorni ecc. vedremo come subito lo stato di stress e di ansia si riducano in modo percettibile, questo perchè il pensiero negativo è sostituito dal nostro nuovo pensiero di confronto, che lo trasforma se non in positivo, in meno allarmante, lo depotenzia proprio, rendendolo “innocuo”.

Un altra tecnica di cui ho già parlato è il metodo “ci penso dopo”, il pensiero di quello che potrebbe accadere di negativo in una giornata, spesso ci blocca e ci crea ansia, e se vado al supermercato e perdo il portafoglio? Se uscendo di casa cado dalle scale? Se mentre attraverso la strada mi investono?Se al colloquio con il capo non sono convincente? Se il medico quando mi visita mi trova qualche cosa? E potrei fare una lista lunga una vita, sono per lo più pensieri automatici, alcuni portati da paure ancestrali altri da paure di educazione, di prudenza insegnata, ma che possono veramente essere fonte di forti disagi, allora nel momento in cui uno di questi pensieri fa capolino nella nostra mente, bisogna ripetersi ci penso dopo, se succederà un’imprevisto e solo se succederà, allora in quel momento penserò il da farsi, per ora non me ne preoccupo, per il semplice motivo che non serve e perchè per il 99% non succederà.

Ci possiamo poi attaccare se non basta, il sistema di depotenziamento di cui ho appena parlato, se perdo il portafoglio, vabbè alla peggio avrò qualche giorno di disagio per rifare i documenti, posso tenere poco denaro in tasca, posso comprare una catenina per attaccarlo al passante dei pantaloni o all’anello della borsa ecc., se il capo non sarà contento , vedrò di fare meglio la volta dopo, non è l’unico lavoro che posso fare al mondo, mi faccio aiutare prima da un collega od amico e provo quello che ho da dire ecc.

Ecco che possiamo cambiare il pensiero, o il nostro modo di pensare utilizzando quella potente arma a nostro vantaggio anzichè lasciarla operare a nostro svantaggio.

Ermanno Azzolini.