Auricoloterapia

Auricoloterapia

La più conosciuta è la riflessologia plantare ma esiste la riflessologia auricolare chiamata anche auricoloterapia, nata a seguito dell’agopuntura.
Secondo la medicina cinese, osservando determinate parti del corpo (occhi, mani, orecchie, piedi), si può stabilire la presenza di un disturbo o di una malattia e, stimolando alcuni punti, si può anche guarire. E’ su questo principio che si basa l’auricoloterapia. Sull’orecchio vengono infatti individuati alcuni punti specifici, che corrispondono agli organi e alle funzioni del corpo umano. Questa zona, in pratica, costituisce una specie di cartina geografica che riproduce l’organismo.I padiglioni auricolari sono delle strutture cartilaginee, ricoperte da un adeguato strato cutaneo, la cui funzione fisiologica è di convogliare le onde sonore verso la membrana del timpano: dobbiamo agli studi di Paul Nogier, effettuati a partire dagli anni ’50 del novecento, la scoperta che i padiglioni auricolari sono sede di punti e aree riflesse la cui stimolazione può influenzare le funzioni dell’intero organismo.La corrispondenza tra i punti auricolari e i diversi organi è stata in prima battuta individuata da Nogier sovrapponendo l’immagine dell’orecchio a quella di un feto umano (visto con la testa rivolta verso il basso): a grandi linee la faccia e la testa trovano così corrispondenze nel lobo, gli organi del torace e dell’addome nella conca, mentre la colonna vertebrale e gli arti (inferiori e superiori) si riflettono nell’area compresa tra i due archi più sporgenti (antelice e elice).

Possiamo  quindi parificare la riflessologia plantare e quella auricolare ed anche a quella della mano, 3 estremità del nostro corpo collegate tra loro e collegate ai vari organi, tanto che stimolandole e massaggiandole con le giuste tecniche si agisce stimolando vari organi e parti del corpo, stimolandole guarigioni e rilassamenti.

 

Molto vasta è la letteratura scientifica sull’argomento (in inglese, in francese, in cinese e anche in italiano): in particolare si sono studiati in modo rigoroso i benefici dell’auricoloterapia in caso di specifiche patologie come

– l’asma
– l’ipertensione
– la cefalea
– la lombo-sciatalgia,
– la nevralgia del trigemino,
– la stipsi
– la dismenorrea.

Bisogna tener conto che il padiglione auricolare è innervato da importanti nervi cranici, tra cui il nervo vago: quindi la stimolazione dei punti si riflette su centri nervosi che controllano le funzioni vitali (respirazione, fame, tono dell’umore, ritmo sonno-veglia).

Ci sono varie metodiche, anche se quella che prediligo è quella manuale, in quanto la si può insegnare ed essere utilizzata da tutti a casa propria, aiuta a rilassarsi ed a stare meglio, ed è la metodica più dolce, vediamo quali sono :

Massaggio: è molto comodo utilizzarlo come auto-trattamento oppure sui bambini. Si può trattare tutto l’orecchio, pinzettando lungo il percorso delle sue strutture anatomiche con pollice e indice contrapposti oppure premendo semplicemente con la punta dell’indice.

Pressione: si possono premere delicatamente i punti con opportuni stiletti con l’estremità arrotondata (ce ne sono anche dotati di molla per ottenere un maggior controllo sulla pressione). Con la pressione si può valutare la sensibilità dei diversi punti, quelli più sensibili o dolorosi saranno da trattare con maggior cura e costanza.

Applicazione di cerotti con seme di vaccaria: si utilizzano questi piccoli semi che vengono applicati ai punti e tenuti in sede alcuni giorni, avendo cura di premerli più volte al giorno (secondo i casi). L’applicazione di semi di vaccaria è assolutamente sicura, essi non provocano mai reazioni avverse (allegie, ulcerazioni): talvolta però un punto stimolato può risultare molto doloroso, nel caso non si riuscisse a sopportare a lungo questo dolore si può tranquillamente togliere il seme staccando il cerotto.

Laser: si punta un raggio laser su punti o aree ben precise, praticamente quelle usate nell’agopuntura tradizionale.

Elettro-stimolazione: si utilizzano dei puntali collegati a un circuito elettrico per stimolare i punti, si percepisce una lieve scarica di corrente a bassa intensità, in genere ben tollerata.

Applicazione di microsfere magnetiche (placcate in oro o argento): sono un’alternativa più efficace rispetto ai semi di vaccaria poiché agiscono in modo continuo senza dover essere manipolate.

Il vantaggio dell’auricoloterapia o riflessologia auricolare è che  consente di trattare tutto l’organismo intervenendo su una porzione limitata di esso, l’orecchio.
Non è necessario trattare molti punti (bastano da 1 a 5 punti per lato) per ottenere un effetto di riequilibrio generale di corpo e mente, anche in assenza di disturbi specifici.
Il trattamento dei punti dell’orecchio può dare risultati sorprendenti, probabilmente per il suo diretto collegamento con il sistema nervoso centrale.

Le varie metodiche hanno dei punti specifici su cui agire:

A) Il lobo o lobulo corrisponde alla testa, e le sue alterazioni segnalano disturbi della vista e dell’equilibrio, problemi psicologici e della personalità

B) L’elice, il bordo sporgente che circonda l’orecchio, corrisponde allo stomaco e ai genitali esterni;

C) L’antelice, posta al centro del padiglione auricolare, è collegata alla bocca, ai seni, al collo, ai glutei, alle ginocchia, alle caviglie, ai piedi e influisce sul metabolismo(insieme dei processi di trasformazione che avvengono nell’organismo);

D) La fossetta triangolare, posta sopra la cavità uditiva, corrisponde all’inguine e all’utero;

E) La fossa scapha, situata subito prima del bordo esterno dell’orecchio, corrisponde alle articolazioni della spalla, del gomito, del polso, della mano e delle dita.

F) Il trago, la sporgenza che protegge il condotto uditivo, corrisponde allo stato della pelle e alla regolazione dei centri della fame e della sete;

G) La Conca cymba, che sta sopra la conca cavum, corrisponde all’apparato digerente, alla vescica e ai reni;

H) La conca cavum, cioè la parte che circonda il condotto uditivo, corrisponde ai polmoni e al cuore;

I) L’antitrago è la sporgenza triangolare sopra il lobo. E’ la sede dell’attività ormonale.

Se volete effettuare delle sedute di auricoloterapia sappiate che la durata di una seduta si aggira di solito intorno ai 20-30 minuti.
Il numero delle sedute varia molto secondo i casi e i metodi di trattamento.
Nei casi acuti si può trattare anche più volte al giorno, in quelli cronici possono servire 1-2 sedute la settimana per tempi lunghi, in base ai risultati.
L’uso dei semi di vaccaria e delle microsfere magnetiche consente di mantenere l’effetto ottenuto durante la seduta.

E’ importante è che la seduta sia personalizzata in base alle proprie esigenze, quindi i tempi ed i modi variano anche di molto, fare sempre attenzione di non avere lesioni auricolari prima di sottoporsi al trattamento.

Possiamo definire l’auricoloterapia, un trattamento dolce.

Anche la semplice pressione con un dito di una zona auricolare dolorosa o che presenta alterazioni cutanee, attenua il dolore o cura il disturbo dell’organo o della funzione corporea corrispondente. Un micromassaggio potenzia poi l’effetto ottenuto con le pressioni. I punti auricolari sono piccole zone che, se stimolate, producono una duplice azione, locale e generale. L’azione locale interessa l’organo che è in corrispondenza con il punto stimolato dell’orecchio. L’azione generale, che trasmette alla persona è un senso di benessere diffuso. Si prosegue poi con un massaggio locale.
Il micromassaggio con le dita, viene effettuato su ampie zone dell’orecchio.Provoca una piacevole sensazione immediata, che si diffonde in tutto il corpo. Serve principalmente per il massaggio generale, che precede il massaggio dei singoli punti dell’orecchio. Il massaggio localizzato sui singoli punti auricolari può essere svolto con: una punta arrotondata, un apparecchio che invia leggeri impulsi elettrici, sottili aghi d’oro o d’argento, la moxa (stimolazione con il calore per mezzo di un cono o bastoncino di artemisia, un erba sbriciolata e pressata).
Il trattamento varia da uno a 5 minuti per ogni punto. Una seduta dura circa 30 minuti e può essere eseguita anche una volta al giorno o più.

Un sistema pratico per capire come funziona l’auricoloterapia e/o la riflessologia in generale, è quello che fanno i fidanzatini da tempi remoti, il soffiare , il baciare e mordicchiare il lobo dell’orecchio, ottenendo una stimolazione erotizzante dell’amata, per concludere posso dire che come tutte le cose naturali e non invasive non ci sono controindicazioni di alcun genere, Ermanno Azzolini.

Una mela al giorno…….o un succo di mele………

Una mela al giorno…….o un succo di mele………

Il detto una mela al giorno toglie il medico di torno è sempre valido, questo frutto che nella tradizione godeva di una grande considerazione, in questi tempi moderni dove snack di tutti i tipi e frutti esotici la fanno da padroni, a torto è stato declassato e poco considerato.

 

La mela è un concentrato di elementi nutritivi e di protezione della salute come pochi frutti al mondo, una mela contiene : acqua, proteine, pochissimi grassi,zuccheri di diverso tipo, tra cui fruttosio, glucosio, e saccarosio, fibre, sali minerali tra cui potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio e altri, vitamine (C, PP, B1; B2, A), la mela secondo studi recenti aiuta a curare l’asma . Una ricerca condotta su studenti americani, e pubblicata sulla rivista “Chest”, ha evidenziato come la carenza di vitamine e di altri nutrienti essenziali peggiora i sintomi legati all’asma. La mela rappresenta una fonte di queste sostanze molto importante. Un’altra ricerca condotta dagli studiosi del National Heart and Lung Institute, dipartimento della facoltà di medicina dell’Imperial College London ha sottolineato come le sostanze chimiche contenute nelle mele riescano a depurare le vie respiratorie, aiuta nelle malattie renali ed è un valido aiuto nelle diete.

 

Le calorie della mela sono molto poche e per questo presenta proprietà utili per le persone in sovrappeso o affetti da obesità. Nei casi di ritenzione idrica, di patologie renali e cardiache gli specialisti prescrivono le cosiddette “diete di frutta”. Inoltre fornisce un senso di sazietà e un’effetto prebiotico (regola la flora batterica intestinale) grazie al suo contenuto in fibre.La mela aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo grazie alla  pectina, questa e le altre fibre della mela aiutano a mantenere sotto controllo il colesterolo riducendone i livelli nel sangue, e diminuendo il rischio di ictus e cardiopatie. Inoltre questa sostanza aiuta anche a ridurre i livelli di glicemia nei pazienti diabetici, inoltre aiuta in casi di diarrea e problemi intestinali, in quanto crea una guaina che protegge l’intestino, e inversamente la mela aiuta a curare anche la stipsi, ma non è finita qui le mele ridurrebbero il rischio di patologie a livello intestinale come la diverticolosi del colon, delle vene, le varici, e alcuni tipi di tumore. Tutto ciò sarebbe possibile grazie all’effetto protettivo dei polifenoli contenuti nelle mele. Queste sostanze chimiche aiuterebbero, secondo uno studio italiano, anche a ridurre il rischio di tumori del cavo orale, dell’esofago, delle ovaie, della mammella, della prostata. Le mele aiutano anche a livello estetico a capacità di rassodare la pelle. Mentre una maschera preparata con pezzetti di mela cotta nel latte aiuterà ad attenuare le rughe. Per le pelli secche è utile una maschera costituita, invece, da mele grattugiate e yogurt.

 

Eccovi una semplice ricetta per fare una maschera di bellezza alla mela:

Ingredienti

  • 1 mela
  • 2 cucchiai di miele

Indicazioni

  1. Pelare e tagliare la mela a pezzetti
  2. Metterla nel frullatore
  3. Aggiungere i 2 cucchiai di miele e mescolare bene
  4. Applicare sul viso con le dita e fare in modo di evitare gli occhi
  5. Lasciare in posa per circa 10-15 minuti e risciacquare abbondantemente con acqua tiepida.

La mela si può mangiarla fresca, cotta, a fettine nella macedonia con altri frutti , con dello yogurt, gratuggiata con un cucchiaino di zucchero di canna, si possono fare torte, strudel e pasticcini, una cosa da sapere però, è che di questi tempi le mele vengono trattate più volte con pesticidi ed anticriptogramici, quindi lavatele bene e sbucciatele sempre, a meno che non provengano da una coltivazione biologica o dal vostro giardino. Coltivare un albero di mele è facile e i suoi frutti vi pagheranno di ogni sforzo.

Ma c’è un altro modo di assaporare la mela, molto usato nelle zone dell’alto nord Italia che è bere il succo di mela, e scopriamo perchè è altrettanto salutare e benefico che mangiare una mela.

Contiene i polifenoli, che stimolano il pancreas, la vitamina C contenuta con il suo potere antiossidante in concomitanza con i flavonoidi, mantiene bella la pelle, aiuta la respirazione,coadiuva nelle terapie per l’asma, con la sua presenza di vitamina K aiuta la coagulazione del sangue,aiuta il cuore mantenendo basso il colesterolo,il succo di mela inoltre ha un alto contenuto di potassio, un bicchiere ne contiene ben 535 ml, soddisfacendo il bisogno giornaliero e anche questo aiuta lo sforzo muscolare cardiaco, il succo di mela contiene l’acido malico che aiuta le funzioni epatiche ed a ripristinare i valori di bile nelle fasi digestive.

 

Come abbiamo visto il detto una mela al giorno toglie il medico di torno è a ragione un detto supportato dalle caratteristiche intrinseche di questo frutto, definito dagli antichi frutto della salute il famoso pomo d’oro del giardino delle esperidi era la mela.

Riflessologia Epidermica o Dermoriflessologia

Riflessologia Epidermica o Dermoriflessologia

Vi ho già parlato dell’auricoloterapia, che ha come base la riflessologia auricolare, l’argomento riflessologia è vasto, comprende varie tecniche, è una tecnica “terapeutica” e di mantenimento che funziona, ma attorno ad essa si sono create molte cose che hanno più del misticismo e dalla dubbia funzionalità e funzione.

Avrei potuto parlarvi della riflessologia plantare o di quella palmare, più diffuse e più utilizzate, invece prima di queste vi parlo della riflessologia epidermica , e c’è un motivo ed il motivo è che dagli studi condotti dal Dottor Calligaris neurologo e psichiatra nasce questa tecnica da cui poi sono nate varie tecniche come la cronoriflessologia, la riflessologia frattale, la dermoriflessologia, la cromopuntura . C’è da dire che la riflessologia nasce in epoche remote, con i primi uomini, e con l’esperienza le tecniche da guaritori e sciamani sono state affinate. Ie prime testimonianze della riflessologia le troviamo nell’antico Egitto.

La riflessologia di cui vi parlerò in maggior dettaglio in un prossimo articolo ad essa dedicata, si basa sostanzialmente sul riflesso che gli organi hanno sugli arti ed in particolare su piedi mani ma anche sui lobi auricolari, ove vi sono dei punti, delle aree che se correttamente stimolate aiutano la guarigione ed il riequilibrio dell’organo di cui sono il riflesso, un esempio delle aree e dell’organo che riflettono lo vedete nelle prossime immagini.

Tornando però alle riflessologia dermica, sebbene il concetto sia simile, parte da un’altro concetto e con altre funzioni, tanto che personalmente ho affinato una tecnica che le comprende entrambe mescolando la riflessologia plantare /palmare e la riflessologia dermica con buoni risultati.

Ma cominciamo a capire cosa è la riflessologia dermica raccontandone la storia ed il perchè e come viene scoperta nella base dei suoi funzionamenti.

Lo scopritore del meccanismo è il dottore Luigi Calligaris nato nel 1876 a Forni di Sotto, in provincia di Udine, Calligaris era figlio del medico condotto della zona.
Più per vocazione che per rispettare una tradizione familiare, decise di seguire le orme paterne. Infatti, già la lettura del suo primissimo lavoro, la Tesi di Laurea intitolata “Il Pensiero che Guarisce”, ci può chiarire quanto la sua mente fosse aperta e il suo pensiero proiettato verso la ricerca di una conoscenza ben più vasta del patrimonio della medicina scientifica dell’epoca. Egli cercò di comprendere quello che anche oggi la scienza medica non sa spiegare bene.
Nel 1901 e un giovane laureando in medicina, il nostro connazionale Giuseppe Calligaris, si presenta a discutere la propria tesi di laurea all’Università di Bologna. Il titolo dell’opera è “Il pensiero che guarisce”!

In questa tesi , Calligaris esamina le origini storiche dell’allora nascente psicoterapia, scorgendone tracce già nelle primitive forme religiose del passato. Egli sostiene, infatti, che i sacerdoti dell’antico Egitto, quelli di Esculapio, gli officianti Indiani e quelli ai tempi dei Romani, senza trascurare Pitagora, Apollonio di Tirano e altri celebri esempi, esercitavano una forma di terapia psichica, quando si avvalevano del potere dell’immaginazione per guarire i malati attraverso le pratiche religiose. Percorrendo i secoli, cita nomi illustri di persone che hanno messo in opera un approccio psichico, seppur con le più variopinte sembianze, per risolvere i problemi che da sempre affliggono l’umanità.
Scrive Calligaris: «tutti questi metodi a cui empirici e ciarlatani, medici e scienziati sono ricorsi col fine di guarire, dalla liturgo-terapia, che cominciò a esercitarsi da tempo immemorabile, fino al magnetismo e all’ipnotismo di epoche più recenti, non sono altro che vesti più o meno speciose di cui è ricoperta la psicoterapia, nella sua evoluzione successiva attraverso i tempi. È da notarsi infine, come essa sia venuta man mano spogliandosi di quel velo misterioso che la copriva nel suo nascere, e di tutte quelle influenze divine, animali o astrali che sembravano poi accompagnarla ed esser causa del suo esistere e del suo trionfare».
Proseguendo la lettura della tesi, vediamo delinearsi un preciso disegno: tutto quanto, in passato, era stato attribuito al magnetismo, all’ipnotismo e a pratiche assimilabili, non è dovuto ad altro che alla proprietà fisiologica del cervello di essere suggestionabile.
«Ogni suggestione – troviamo ancora scritto – ha la tendenza a realizzarsi, ogni idea ha la tendenza a tradursi in atto: vale a dire, fisiologicamente parlando, che ogni cellula cerebrale, influenzata da un’idea, influenza a sua volta le fibre nervose che devono realizzare questa idea».
Affinché la suggestione si compia, sono necessari due fattori: il primo è che l’idea suggerita venga accettata dal cervello, il secondo è che l’idea accettata si possa tradurre in azione. Questa proprietà fisiologica del cervello, di accogliere un’idea e di trasformarla in atto, è però governata dalla ragione e dal giudizio, i quali possono neutralizzarla, non permettendo all’idea di imporsi oppure non lasciando che si traduca in atto. Ragione e giudizio sono teoricamente i mezzi per filtrare i condizionamenti, sebbene anch’essi si articolino molto spesso su suggestioni di vecchia data.
Va da sé che per facilitare l’attuazione di una suggestione è necessario agire quando ragione e giudizio sono più deboli (e questo spiega il successo dell’ipnosi e delle tecniche affini), oppure perpetrando più volte il messaggio (scelta operata dalle moderne correnti motivazionali e simili).

Appena portati a termine gli studi, Calligaris venne chiamato a Roma dal già noto professor Mingazzini per ricoprire la carica di assistente universitario.
Docente dal 1903, poi segretario del Congresso nazionale della Società di Neurologia, in seguito autore di numerosi articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche, Calligaris riuscì ad aprire, con l’aiuto del padre, una clinica in provincia di Udine.
Intanto, però, arriva la Grande Guerra e con essa la chiamata alle armi.
Dall’esperienza vissuta come Medico militare nacque il primo libro, un diario analitico contenente una rassegna di esperienze belliche vissute da un uomo poco propenso ad accettare passivamente i traumi che il conflitto provocava. Mentre la guerra proseguiva, un grosso problema colpì Calligaris: gli austriaci, nella loro avanzata, occuparono la Clinica e la vuotarono di tutti gli scritti che raccoglievano i dati ricavati durante il primo decennio di lavoro. Calligaris, fu molto addolorato, ma non si arrese e riprese con maggior vigore il lavoro.
Il periodo tra la prima e la seconda Guerra Mondiale fu estremamente produttivo per gli studi, infatti verso la metà degli anni Venti, partendo da un tema affidatogli come argomento di ricerca dall’Istituto di Neurologia dell’Università di Roma, Calligaris approdò a una delle più stupefacenti scoperte sull’essere umano.
Il problema, che reclamava una soluzione, consisteva nel trovare la correlazione tra la presenza di zone del corpo dotate di minore o maggiore sensibilità cutanea rispetto alla norma, e i danni alla corteccia cerebrale conseguenti a traumi o malattie. Non essendo evidente alcun collegamento neurologico diretto tra le parti interessate, la medicina ufficiale chiedeva di rintracciare il nesso logico tra cause ed effetti. La risposta, forse, non fu precisamente chiarificatrice per la questione in oggetto, ma i risultati vennero giudicati talmente importanti da condurre l’Autore a presentare una relazione nell’ambito di un Congresso nazionale.
Il testo “Le Catene Lineari del Corpo e dello Spirito”, pubblicato nel 1928, riporta tutti i risultati che precedentemente erano stati enunciati in Congresso e rappresenta il punto d’inizio di una letteratura sconvolgente per i suoi contenuti innovativi.

In questo testo l’Autore annunciava in modo definitivo e perentorio di aver individuato una struttura reticolare, presente sul corpo dell’uomo, in grado di fornire, tramite una semplice procedura di esame, indicazioni precise e ripetibili sullo stato psicologico e fisiologico. Aveva tracciato la mappa completa di tali linee (che possiamo definire senza dubbio energetiche) e aveva definito le basilari corrispondenze psico-somatiche.
La relazione presentata parla della connessione tra cute, organi interni e sentimenti (quest’ultima denominazione è assegnata alle espressioni dello Spirito), collegamento che si era rivelato percorribile in ogni direzione.
Da buon neurologo, ma soprattutto da ricercatore, Calligaris fornì un’ampia documentazione ricavata dagli esperimenti effettuati, per stilare una casistica dettagliata e verificabile. L’entusiasmo della ricerca e la meticolosità nella conduzione degli esperimenti rendevano assai interessanti i risultati, i quali purtroppo non erano corredati dalle procedure di trasferimento nella pratica delle teorie esposte, se non in casi sporadici.

Nonostante gli studi neurologici di Calligaris sono ancora oggi  base di partenza per i medici come ad esempio i testi da lui scritti sul Sistema Nervoso Extrapiramidale, che sono tuttora attuali per molti aspetti e sono stati libri di testo all’università per parecchi anni, solo pochi ricercatori hanno continuato i suoi studi con perseveranza: infatti la riproduzione dei risultati dei suoi esperimenti non è così semplice e immediata, ma può richiedere, come da lui anticipato, molte prove e grande pazienza, dato che moltissime sono le variabili in gioco.

dottor Calligaris andò anche oltre trovando un nesso tra i punti e le placche corporee dermiche da stimolare e la connessione non solo fisica, psicologica e spirituale, ma anche universale ed onirica, cioè con successivi esperimenti non terminanti e del tutto dimostrati teorizzava che stimolando questi punti e queste placche oltre a risolvere problematiche psichiche e fisiche, permettevano di entrare in rapporto con la fase onirica (dei sogni) delle persone, e con il rapporto paterno e materno dei pazienti, fintanto al loro collegamento con l’universo, facendo anche alcuni studi su la radiostesia.

Io qui mi fermo, nel senso che gli studi comprovati e funzionanti e funzionali alla nostra salute sono quelli che ci portano il collegamento dermico, di alcuni punti della cute della pelle , del corpo umano con organi e con situazioni o blocchi psicologici e neurologici e sono quelli che ritengo che gli operatori naturopati ed olistici debbano utilizzare.

Poi, e qui consiglio massima cautela a chi si vuole rivolgere a queste teorie per nulla comprovate e da sperimentare sono nate in Italia molte varianti che si spingono fino a stimolare le previsioni metereologiche o paranormali a loro dire.

Molti hanno teso poi ad interpretare a loro modo le teorie e gli studi sperimentali di Calligaris, stimolando con teser elettrici i punti da lui tracciati, mentre la sua sperimentazione era ferma allo stimolo con piccoli pezzi metallici (rame ed ottone ma anche ferro) queste aree, in modo da creare piccole variazioni infinitesimali di elettricità e magnetismo, così da mantenere per periodi più lunghi la stimolazione che se fatta manualmente dura il tempo di una seduta.

Altri hanno inserito la cromopuntura (da non confondere con la cromoterapia),partendo dagli stessi concetti di base, altri la cronoriflessologia , la riflessologia frattale ecc. nel rispetto di tutti quelli che sperimentano queste tecniche non mi sento allo stato attuale di proporle , per quella che invece è la tecnica manuale unita alla digitopressione ed alla riflessologia tradizionale il cui reale funzionamento è testato e comprovato è da suggerire come aiuto e sostegno agli equilibri della salute fisica e psichica. Un altro esempio di applicazione delle teorie di Calligaris sono i braccialetti magnetici il cui limite è di poter essere utilizzati per stimolare solo alcune zone, cioè i polsi e le caviglie. Mentre per i punti di Calligaris oltre allo stimolo digitale si possono usare piccole spirali metalliche o nel caso della magnetoterapia, piccoli magneti.

 

La riflessologia Plantare e Palmare

La riflessologia Plantare e Palmare

Definire in poche parole cosa sia la riflessologia è impresa ardua, innanzitutto non esiste un solo tipo di riflessologia, diciamo che può essere divisa in 4 gruppi, anche se il più conosciuto è la riflessologia plantare, cioè che corrisponde ai piedi, ma in ordine esistono la riflessologia plantare(piedi), la riflessologia palmare (mani), la riflessologia auricolare (orecchie) e la riflessologia dermica (la pelle in generale nel corpo). Sono tecniche simili e per alcuni versi diverse o diversificate, il principio base è quello, cioè che stimolando con massaggi e tocchi alcune parti del corpo, si stimolano gli organi ad esse collegati e si stimolano i sentimenti e gli equilibri psicologici. L’OMS definisce così la riflessologia:

Per riflessologia o reflessologia si intende una pratica di medicina alternativa consistente nella stimolazione, tramite un particolare massaggio o tocco, di zone del corpo chiamate punti riflessi.

Per zona riflessa si intende un punto della superficie corporea su cui, secondo la tecnica riflessologica, si proietterebbe un determinato organo collocato anatomicamente, lontano da tale punto. Agendo su questi punti si avrebbe la possibilità di condizionare positivamente l’organo corrispondente e o lo stato d’animo e quindi influenzare l’inconscio; per questo motivo la riflessologia rientra nel settore delle medicine complementari ed è considerata una tecnica olistica di guarigione.

I primi cenni storici della riflessologia risalgono agli antichi egizi, infatti esistono molte raffigurazioni di questa tecnica la cui base è ripresa anche dall’agopuntura che però è una tecnica più invasiva.

La tecnica si diffuse poi tra gli antichi greci ed i romani fino ad arrivare ai giorni nostri rinnovata ed integrata da principi medico scientifici moderni.

A testimoniare l’antichità di questa pratica è la “Tomba dei Medici” a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.

Si racconta (tuttavia non ci sono prove certe) che anche l’artista rinascimentale Benvenuto Cellini, a causa dello stress e di alcune sofferenze fisiche, facesse ricorso allariflessologia plantare.

Esiste anche una specializzazione più recente di questo massaggio: questa è diffusa soprattutto in occidente. Se nel 1834, un ricercatore svedese, Pehr Henrik Ling notò il collegamento fra i dolori provenienti da alcuni organi e determinate zone cutanee del piede, negli anni successivi Sir Henry Head scoprì l’esistenza di zone riflesse a scopi anestetici e finalmente negli anni venti del XX secolo, questa pratica fu reinventata da William Fitzgerald, medico di Boston, il quale scoprì che, esercitando delle pressioni sui piedi, per dei piccoli interventi non sarebbe stata necessaria l’anestesia.
La pratica fu usata dai dentisti e quando il dottor newyorkese Edwin F.Bowers conobbe la tecnica di Fitzgerald, decise di diffondere la riflessologia negli Stati Uniti grazie a trattati contenenti i principi di funzionamento della riflessologia basati sulle teorie del medico di Boston.
Il metodo, chiamato “terapia zonale”, si incentrava sulla pressione effettuata sia con le mani sia con altri strumenti. Il corpo venne diviso in dieci zone, dagli alluci sino alla testa, lungo le quali scorre l’energia.Negli anni trenta il lavoro di Fitzgerald e di Bowers fu portato avanti dalla terapeuta statunitense Eunice Ingham, che pubblicò due libri intitolati Le storie che i piedi potrebbero raccontare e Storie raccontate dai piedi con i quali tese a concentrare le sue attenzioni solamente sui piedi.In Italia i due pionieri della ricerca riflessologica contemporanea furono il Prof. Giuseppe Calligaris (neurologo e docente presso l’Università di Roma dal 1910 al 1939) ed il Dott. Nicola Gentile che, nei primi decenni del ‘900, realizzarono vari studi e pubblicarono materiali che per l’epoca erano molto innovativi. L’ostracismo di una parte del mondo accademico e medico italiano ha lungamente frenato le ulteriori ricerche sulla scia dei due pionieri. Durante i due secoli precedenti al nostro 1800 e 1900 iniziarono a dividersi gli studi e le tecniche di riflessologia plantare e palmare, e potremmo dire che la riflessologia palmare coinvolse molti personaggi storici conosciuti , lo studio della mano a fini clinici è assai più recente. Fu un medico tedesco, Johannes Hartlieb, a pubblicare nel 1448 il “Libro della mano”, segnando così una linea di congiunzione tra la chiromanzia e la chirologia, cioè studio della mano come scienza d’osservazione. I confini, in effetti, non sono ancora netti e l’atteggiamento dei dotti in materia è tutt’altro che unanime. Da un lato la scienza sta assumendo un volto nuovo e rivoluzionario conLeonardo da Vinci (1452-1519) e Galileo Galilei (1564-1642), dall’altra Paracelso (1493-1541), Nostradamus (1503-1566) eGiambattista Della Porta (1535-1615) si ostinano a cercare di leggere il destino dell’uomo nelle linee delle mani e la chiromanzia continua ancora ad essere, per quasi due secoli, una disciplina accademica (nel 1780 la si insegna ancora all’Università di Jena).
Erede in un certo senso di Leonardo, l’italiano Marcelo Malphighi(1627-1694) proseguì nell’esplorazione anatomica e morfologica della mano e, grazie all’uso di nuovi strumenti d’osservazione come dei rudimentali microscopi. Questa strada parallela si riunì poi a quella della riflessologia plantare a in tempi più recenti si aggiunse la riflessologia auricolare, la riflessologia dermica più in generale è stata per un periodo più abbandonata, solo negli ultimi anni gli studi di Calligaris sono stati ripresi e riutilizzati, anche e se prevalentemente per la carica elettrica o di differenza di potenziale da applicare sulla pelle, fattibile anche solo con piccoli pezzi di metallo, lo stesso principio è utilizzato da quei bracialetti che andavano molto di moda negli anni 80 , i braccialetti di rame ed altri metalli utilizzati per alleviare dolori e mialgie.

Ma come funziona in pratica la riflessologia? Cerco di spiegarlo in termini semplici e comprensibili a tutti, si tratta di toccare, massaggiare e comprimere alcuni punti del corpo ottenendo effetti benefici su organi, stati di animo e psicologici. Per fare questo bisogna conoscere a fondo i punti anatomici di riferimento che sono diversi per le mani, per i piedi e per i lobi auricolari.

Nelle due immagini qui sopra si possono vedere le tavole che illustrano i vari punti e le correlazioni organiche e psichiche, ovviamente come in molte altre discipline si sono create varie diramazioni e differenziazioni tecniche ed ogni una utilizza mappe e tecniche con piccole differenze.

 

La riflessologia, non ha controindicazioni , l’importante è rivolgersi a professionisti seri che la sappiano fare, il risultato minimo è un senso di rilassamento e di senso di benessere generale o particolare già dalle prime sedute, si può inoltre chiedere al professionista di insegnare delle piccole tecniche e massaggi da utilizzare in proprio a casa , che sono di aiuto anche con i bimbi piccoli ed a dare sollievo ai sofferenti.

Come dicevo inizialmente in un singolo articolo non si può definire l’interezza dell’argomento riflessologia, è un campo vasto in continua evoluzione, come per il massaggio terapeutico il già solo contatto con la persona sofferente porta benefici e quindi sempre maggiormente utilizzata questa tecnica di medicina alternativa olistica.

Un’ultima branca che è poco utilizzata è la riflessologia del pene che dalla casistica emerge come tecnica di prevenzione del tumore prostatico, ma come si esegue questo tipo di

 

La tecnica è semplice, se insegnata la si può fare a casa e consiste in due momenti pratici :

a) il massaggio delle aree riflessogene va eseguito col pollice e con le quattro dita. Si comincia dalla radice e si prosegue lungo tutto il corpo del pene. poi dalla punta si torna alla radice. Bisogna praticare movimenti circolari. Alla base del pene si trova il punto che si riflette sui reni, sede importante dell’energia sessuale che é piu debole d’inverno (massaggiate quindi!). A metà dell’asta si trova la regione degli organi dell’apparato digerente, quasi sotto il glande, troviamo il cuore e i polmoni e nella parte piu larga del glande, la “corona”, troviamo il punto per l’apparato circolatorio. Sul glande troviamo i punti per l’ipofisi e l’epifisi, importantissimi. (Quindi se vi fa male la testa sapete cosa fare….:-);
b)Il massaggio del glande o “testa di tartaruga” viene fatto con il pollice mentre il medio e l’indice fermano il pene. Massaggiare per 100-300 vv in senso orario e antiorario, delicatamente. Cercate di non eiaculare. Fermatevi, rilassatevi e ricominciate. In seguito eiaculate, il trattenimento dell’eiaculazione prolungato porta alla prostatite, quindi anche qui la tecnica va eseguita bene.
Quindi che sia il pene, il lobo dell’orecchio, la mano, il piede o la pelle, la riflessologia è uno degli strumenti che possiamo utilizzare per stare meglio e per vivere meglio, può coadiuvare la medicina tradizionale ed allopatica per il miglioramento dello stato di salute o per alleviare la sintomatologia,non ha controindicazioni e può essere fatta a bambini ed anziani.
Ficus carica

Ficus carica

Con questo articolo, inizio una serie in cui cercherò di spiegare in modo semplice e sintetico cosa sono e come funzionano  i rimedi fitoterapici, ed eventualmente le alternative “fai da te” cioè come si può ottenere lo stesso rimedio facendolo in casa direttamente con il prodotto naturale che ne contiene il principio attivo.

Avvertenza: come tutti i miei articoli anche questo ha un valore illustrativo, non procedete mai con l’autodiagnosi e l’autocura, rivolgetevi al vostro medico di fiducia per la diagnosi sempre e qualora voleste seguire una terapia alternativa ad un professionista accreditato.

I rimedi fitoterapici sono vere e proprie medicine naturali, generalmente più concentrate delle tisane e degli estratti secchi, quindi vanno presi con cognizione di causa sempre, c’è da dire che generalmente non hanno effetti collaterali e non danno problemi se il dosaggio preso è errato, il fatto che non diano effetti collaterali non è sintomo che si possa fare quello che si vuole e dare il fitoterapico a tutti grandi e piccini, ci possono essere allergie od intolleranze al rpincipio attivo od al suo veicolo, cioè ad esempio nel caso del ficus carica essendo un preparato (macerato)glicerico, che quindi contiene alcool, quindi non può essere preso da alcolisti, o malati di fegato ad esempio, sotto sorveglianza medica per i diabetici. Quindi sempre attenzione, il lato positivo come dicevo è che i preparati fitoterapici non presentano effetti collaterali e non danneggiano la salute, ma vanno presi con costanza e metodo per essere efficaci.

Il ficus carica è un prodotto della famiglia dei gemmoderivati, cioè il principio attivo è estratto dalle gemme di una pianta, questo non vuole dire che il principio attivo non si trovi anche in altre parti della pianta stessa, solo che per quantità e possibilità di estrazione è conveniente estrarlo dalla gemma. In questo caso essendo la pianta di fico ( il frutto che in Italia tutti conosciamo) lo stesso principio attivo lo troviamo nel frutto stesso e nella sua buccia, quindi in alternativa si può mangiare dopo averlo lavato un fico con la buccia intera, oppure fuori stagione bollire un fico secco e berne la tisana così ottenuta, sono sufficienti 5 minuti di bollitura, lasciate il fico in infusione fino a che la tisana si intiepidisca, quindi filtrate e bevete, si otterranno gli stessi benefici che una assunzione giornaliera di ficus carica.

Per alcolisti o bambini esistono ora in commercio alcune versioni di gemmoderivati che non sono in soluzione alcolica lo stesso vale per il ficus carica esiste il gemmo totale della Lemuria senza alcool , ovviamente il trasporto del principio attivo non è dato dalla soluzione glicerica ma dal fruttosio e dall’acqua.

Come si ottiene il ficus carica? Si ottiene raccogliendo le gemme a primavera del fico e mettendole a macerare in una soluzione di acqua e glicerina, con una gradazione alcoolica inferiore rispetto all’estrazione idroalcolica, detta anche tintura madre.

I Macerati Glicerinati o Gemmoderivati sono estratti da tessuti meristematici vegetali (gemme, radichette, tessuti cambiali, ecc.) ricchi di auxine, fattori di crescita, giberelline, enzimi, proteine e acidi nucleici, in grado di stimolare talune funzioni dell’organismo umano. Tali estratti sono ottenuti secondo i metodi messi a punto da Pool Henry e altri. Il solvente di prima macerazione è costituito da una miscelain di acqua, alcol e glicerina, che permette una dissoluzione graduale ma esaustiva del materiale vegetale. La preparazione dei Macerati Glicerinati si effettua secondo la Farmacopea Francese, richiede molto, tempo, perché l’ erba deve essere lasciata a riposo nel liquido per più settimane, e consta di tre fasi: 1) raccolta del vegetale, che generalmente avviene alla fine dell’inverno e/o agli inizi della primavera, periodi nei quali la pianta contiene la concentrazione massima delle parti vitali. 2) triturazione e macerazione: il materiale vegetale è pulito e triturato ed è posto a macerare per 4/5 gg in alcool a 90° dentro recipienti di vetro scuro. Al termine di questo periodo si aggiunge la miscela di acqua e glicerina in rapporto 1:1 e si fa proseguire la macerazione per altre tre settimane. Il rapporto droga solvente , riferito al peso secco della droga, è di 1:20 pari al 5%. Al termine della macerazione si filtra e si porta al volume richiesto. 3) diluizione:il macerato ottenuto viene diluito nella proporzione di 1:10, pari allo 0.5%, con una miscela di acqua-alcool-glicerina in parti uguali; si giunge così alla macerazione decimale(1DH) che è la sola diluizione presa in considerazione dalla Farmacopea Ufficiale Francese per l’impiego in terapia.

Per cosa si utilizza il ficus carica?

Il ficus carica si utilizza per chi soffre di gastriti, reflusso gastrico, ulcere duodenali, disfagie ,colite, sindrome del colon irritabile, ansia, disturbi psicosomatici dell’apparato digerente, ha anche una blanda azione tranquillante.

Per chi soffre di gastriti reflusso ecc. solitamente viene abbinato ad un altro fitofarmaco che è il Ribes Negrum, che svolge un’azione antiinfiammatoria, mentre il ficus carica fa decontrarre la muscolatura dello stomaco e dell’intestino ed agisce inibendo l’eccesso di produzione di acido cloridico e precisamente diminuendo la produzione di gastrina, l’ormone presente nella mucosa gastrica, responsabile della secrezione dell’acido cloridrico, è un efficace antinfiammatorio e antispasmodico per lo stomaco, ed è l’ideale per combattere la gastrite e il gonfiore. Le sue gemme possiedono infatti, un tropismo elettivo per le mucose digestive dello stomaco e del duodeno, agendo probabilmente come regolatrici dell’asse cortico-diencefalico.

Come assumerlo, io suggerisco 40/50 gocce diluite in un “paio di dita” d’acqua , da bere prima dei tre pasti principali.

Sebbene come tutti i gemmoderivati non ha alcuna controindicazione né effetti collaterali ne di sovradosaggio e non da problemi sul lungo termine di utilizzo , sarebbe da utilizzare per due o tre mesi, al cambio di stagione e poi sospeso per almeno un mese o due ed eventualmente ripreso al bisogno, fatevi comunque consigliare dal naturopata/erborista e sentite il vostro medico di fiducia.

Ricordate che comunque oltre al ficus carica ed al ribes nigrum, dovrete assumere una corretta linea alimentare, seguendo una dieta variata e priva di fritti, grassi e molti latticini.

 

 

 

Ribes Nigrum

Ribes Nigrum

Il ribes nero è un frutto, una pianta della famiglia delle Grossulariaceae , può essere coltivata in montagna fino ai mille metri, produce dei piccoli frutti a forma di bacca neri. In Italia pur non essendo autoctona è ormai diffusissima e si coltiva bene su quasi ogni terreno, le sue proprietà fitoterapiche sono portentose.

Foglie e frutti contengono  acido citrico, acido malico, vitamina C,oligoelementi, acidi polinsaturi, flavonoidi e antociani.

Si può trovare in commercio in varie preparazioni, in gemme, in soluzione glicerica, in soluzione alcolica tintura madre, succo di frutta.

 

Le proprietà più rilevanti del fitofarmaco a base di ribes nigrum, e cioè la soluzione glicerica è quella di anti-infiammatorio ed antistaminico naturale, inoltre di stimolatore delle ghiandole surrenali al fine della produzione di cortisone , la tintura madre ed il succo funzionano bene come serbatoi di vitamina c e come diuretici e depurativi.

Come altri prodotti fitoterapici può essere utilizzato da solo od in combinazione con altri così da ottenere una miglior funzionalità, ad esempio in caso di riflusso gastroesofageo in abbinata con il ficus carica, od in caso di gastrite.

Modalità d’uso

Attenzione: i tre preparati hanno indicazioni ed effetti diversi, quindi leggete bene.

Il macerato glicerinato ,delle gemme ,che a mio parere è il preparato da preferire per le sue proprietà: 40-50 gc a metà mattina e 40-50 gc a metà pomeriggio, quando le ghiandole surrenali sono in piena attività ed è  consigliabile  iniziare a prenderlo a dicembre per prevenire le allergie stagionali primaverili, inoltre si può utilizzarlo al bisogno anche per allergie a peli di cane e gatto, come anti infiammatorio generale, contro i dolori reumatici,come coadiuvante nelle influenze e stati febbrili, come tutti i prodotti fitoterapici, ci vogliono alcuni giorni per apprezzarne l’effetto anche se i principi attivi producono un benessere anche immediato.

La tintura madre delle foglie: 30 gc  per 2 volte al giorno lontano dai pasti, per drenare e disintossicare l’organismo.

Il succo delle bacche: un cucchiaio in un po’ d’acqua al mattino a digiuno, per la fragilità capillare.

Ribes nigrum può essere inoltre utilizzato in tutti i tipi di infiammazione, nelle sindromi febbrili, nell’influenza, nelle sinusiti recidivanti, nell’asma bronchiale,  nelle orticarie.

Come tutti i prodotti di origine naturale e vegetale, prima di assumerli accertarsi di non essere allergici o intolleranti !