Nell’antro della Strega

Nell’antro della Strega

Finalmente riesco a scrivere di questo libro, mi rendo conto che molti penseranno che non è un libro per tutti, ma per chi è appassionato del tema, invece è un libro che tutti possono leggere per capire chi erano le steghe attraverso i racconti di testimoni oculari, chi erano nella storia e nella tradizione, e sopratutto cosa facevano, cosa erano i malocchi, le maledizioni, ma anche le cure, gli aiuti che davano le streghe, infatti diversamente da quello che si pensa non erano solo cattive, ma il più delle volte buone o comunque a disposizione di chiunque avesse avuto bisogno.

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L’autore il dott. Alessandro Norsa, Psicologo ed Antropologo, ha una vasta esperienza nel campo della ricerca di tradizioni , usi e costumi delle popolazioni, il che gli ha permesso di fare una ricerca organica ed una raccolta di informazioni storiche e di testimonianze veramente uniche, il libro è scorrevole, i racconti dei testimoni coinvolgono come un romanzo d’avventura, l’autore ci trasporta in un mondo quasi dimenticato, ma in alcune aree di Italia ancora attuale e reale.

Dimenticavo nel video e nel libro….ci sono anch’io, ho raccontato un fatto di cui fui testimone, infatti conobbi due streghe vere, buone per fortuna!

Per poterlo acquistare, lo troverete sia in formato cartaceo che digitale on line, vi propongo alcuni links, buona lettura.

Google play

Amazone

Unilibro

 

Qui il sito dell’autore.

 

Morakniv Garberg

Morakniv Garberg

La recensione di oggi riguarda l’ultimo di casa Morakniv, il primo full tag della serie, da quello che dice la casa madre è frutto della loro tradizione unita alla tecnologia del loro migliore acciaio, e allora vediamolo.

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Ad una prima impressione visiva, pare un coltello sottodimensionato per quello che dovrebbe essere il suo compito, poi l’impugnatura in gomma è poco cool da vedere , ma una volta preso in mano si capisce che quel pezzo di plastica gommosa al tatto (è un polimero particolare) è fatto apposta per la mano che la impugnerà, impugnato sia con la destra che con la sinistra, sembra fatto per entrambe le mani e come per magia con qualsiasi delle due lo si impugna si sente una presa comoda e bilanciata, il coltello è più leggero di molti suoi colleghi di pari dimensioni o poco più, la lama è affilatissima e costruita in acciaio Sandvik 14C28N (nikel free) dello spessore di 3,5 mm lunga circa 11 cm , per la precisione 10,795 cm ossia 4,25 pollici, il peso totale è di 240 grammi. Una menzione al fodero che come vedrete nelle immagini può contenere il coltello sia rivolto a destra che rivolto a sinistra, il fodero è leggero e già a scatto trattiene il coltello, per maggiore sicurezza una fettuccia in tessuto passa sopra il codolo e si aggancia con un bottone automatico per una maggiore resilienza, la slitta in polimero plastico dove si aggancia il fodero per posizionarlo su uno spallaccio non mi da la sensazione di solidità, ma forse il tipo di polimero per quanto leggero sarà anche resistente.

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Al primo uso non intensivo a cui l’ho sottoposto, si comporta molto bene, la mano non si stanca visto il peso, però la sua leggerezza non lo rende meno efficiente se si prova a fare forza su pezzi di legno anche corposi li intacca senza tema e permette di lavorare agevolmente, ovviamente ci sono i limiti dati dalle dimensioni, ma a mio avviso sono ben pochi, regge bene anche il batoning anche se lo ritengo necessario solo in caso di estrema necessità con legna bagnata ovunque, ma direi che come prima impressione è positiva e sembra che siamo davanti al coltello multipurpose che tanto gli amanti di buschcraft e sopravvivenza vorrebbero.

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questa è una mia prima impressione e va testato in situazioni più pesanti, ma se il buon giorno si vede dal mattino direi che le premesse ci sono, ovvio poi che in parte oltre il buon funzionamento dell’utensile molto giocano le capacità di utilizzo ed il gusto personale di ogni uno, devo dire che ero prevenuto invece non bisogna farsi ingannare dal suo aspetto essenziale e provarlo.

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Il “Mora” Garberg messo a confronto con il Bob fieldcraft della Tops

Divi Builder 3.0 vs Beaver Builder

Divi Builder 3.0 vs Beaver Builder

Ricevo richieste da giovani blogger che vorrebbero modificare e/o costruitre il proprio blog, e anche da chi sta cercando uno sbocco lavorativo sul web, scrissi già più di un anno fa un articolo su Headway e sull’utilizzo dei framework con wordpress, che attualmente è il CMS più usato e popolare nel mondo, ma è ora di aggiungere nuove cose, il mondo del web è in continua evoluzione e cambiamento e lo stesso è per chi ci lavora o anche ci si diletta, nuove specializzazioni nascono e altre muoiono, mai stare fermi, tenersi sempre informati è la regola, ma un’altra cosa è cambiata, come la Apple aprì il mondo digitale agli artisti, pittori, scrittori, musicisti, senza che essi sapessero come funziona un computer o un sistema operativo anzi non dovevano saperlo ma solo concentrarsi sulla realizzazione dei loro progetti delle loro creazioni, ugualmente oggi i framework e più recentemente i costruttori di pagine , (page builder) aggiunti a temi con opzioni di personalizzazione a cursori, aprono il mondo della costruzione web ad artisti, blogger o semplici hobbisti.

Ma non solo molte web agency, hanno cominciato ad utilizzarli, per un semplice motivo, tempo e opzioni, ossia se non devo concentrarmi a digitare pagine di codice htlm, php, css , ma posso concentrarmi sulla creazione  di un sito web, di un blog, di un e-commerce ecc. sarò più produttivo e potrò in pochi giorni presentare al possibile cliente più prototipi per il suo sito, essendo così più competitivo nel mondo del web.

Oggi in particolare vorrei parlarvi di due costruttori di pagina, uno è Divi Builder, arrivato alla sua terza release, con la quale ha portato una grande innovazione al suo precedente metodo di lavoro, prodotto da Elegant themes, l’altro è Beaver Builder in procinto di essere rilasciato nella sua seconda release , prodotto da un piccolo gruppo di 3 amici sviluppatori che si sono uniti creando appunto Beaver Builder .

A differenza delle solite recensioni, non mi soffermerò sui dettagli tecnici che non interessano ai più, ma sull’interfaccia grafica e potenzialità di entrambi i sistemi.

Cominciamo con il dire che oggi inizio autunno 2016, i due costruttori di pagina sono finalmente confrontabili, in quanto fino all’inizio di questo mese di Settembre Divi builder lo si poteva usare solo nel back end  della pagina, ma con la nuova release è diventato un costruttore visivo al 100%, ossia con entrambi i builder è sufficiente recarsi alla pagina del vostro sito da modificare o costruire e visivamente con dei semplici drag and drop inserire i vari moduli, i quali hanno poi una interfaccia per personalizzarli. Sono il massimo a produttività che oggi si possa trovare.

Devo dire che ad una prova di velocità di caricamento pagina e di test server , entrambi si comportano bene con un leggero vantaggio di Divi builder su Beaver builder, in compenso il costruttore del castoro se viene disattivato per errore o incompatibilità non lascia codici nelle pagine ma solo i contenuti, sebbene senza alcuna formattazione, invece Divi vi lascerà le pagine “sporche” di codice insieme ai contenuti, infatti usa gli short codes,  mentre all’inizio questo può sembrare un’indicazione di scelta nei confronti di Beaver builder risulta essere un falso problema innanzitutto esiste un sistema automatico per liberarsi degli short codes al bisogno vedete qui, oltre il fatto che potete farlo a mano visivamente, ma il quid è che in entrambi i casi che usiate Beaver o Divi, dovrete rifare la grafica e quindi poco vi interesserà di quello che resta, ma è un falso problema anche perchè basterà rimuovere ciò che ha creato il problema per tornare ad avere i nostri siti in forma, e comunque qualsiasi frameworks o tema come un qualsiasi plug in possono incorrere in malfunzionamenti  lo si sa bene e come per qualsiasi di questi problemi c’è la soluzione. Se mai più che gli short codes è importante che il codice dei costruttori pagina sia ben fatto e non gonfio e ridondante come succede ad esempio con visual composer, che è molto cool ma porta spesso problemi e sicuri rallentamenti.

Entrambi i costruttori hanno un’interfaccia utente abbastanza semplice, la curva di apprendimento per chi ha un minimo di dimestichezza è minima in entrambi i casi, le differenze che ho trovato tra i due sono a vantaggio per ora di Divi Builder, la prima è che Divi ha molte più opzioni di personalizzazione dei vari moduli in confronto a Beaver, la seconda differenza che per me è una discriminante non da poco, è che mentre i moduli di Beaver Builder vanno trascinati da un barra laterale posta alla destra dello schermo una volta che il costruttore è attivo, per aggiungere i moduli in Divi è sufficiente cliccare sul segno più che si ha direttamente nella pagina, questa differenza comporta che Divi è utilizzabile sia con ipad sia essa pro o air, sia su qualsiasi smart phone o tablet android, mentre Beaver al momento non lo è, anche se personalmente ho testato con un discreto successo l’utilizzo sui tablet attraverso il browser Puffin pro, che permette il drag and drop dei moduli attivando una specie di pad virtuale che sostituisce la funzione del mouse sui tablet.

Come dicevo in apertura uno dei vantaggi dei costruttori di pagina è che possono rendere chiunque competitivo, e permettere una veloce produttività in un epoca dove tutto va di corsa il web per primo, e quindi anche il poterli usare su un tablet fa parte di questo plus, plus che per il momento è solo appannaggio di Divi Builder, e poter apportare modifiche in mobilità od al cospetto del cliente senza doversi portare un’ingombrante lap top è una comodità anzi un’esigenza che può dare molti punti di vantaggio sulla concorrenza, non solo se siete un blogger, e quindi già abituati a scrivere in mobilità o da convention, meeting, workshop, manifestazioni, potrete nel contempo aggiungere un banner, un blocco, un modulo o modificare la grafica in diretta da dove siete attraverso il vosto ipad o tablet, il che a mio parere è essenziale. Certo ci sono lap top leggeri oggi ma l’autonomia di un tablet e la sua leggerezza e basso spessore non sono fisicamente inarrivabili dai lap top, inoltre gli ultimi dati ci dicono che le vendite dei lap top o notebook od ultrabook sono in caduta libera, mentre tablet e smartphone stanno sempre più sostituendo l’uso dei computer nelle case e nelle scuole, di conseguenza perchè non essere avanti ed utilizzare uno strumento già da questi devices?

Ecco che la mia scelta cade su Divi Builder, anche se allo stato attuale, presenta qualche piccolo bug nell’interfaccia che Beaver non ha, ma un’altra cosa che me lo fa preferire è il supporto veloce ed il forum, forum che i tre amici di Beaver Builder hanno soppresso, a favore di sistemi più macchinosi e di risposte più lente, infatti mediamente la risposta ad un problema da risolvere arriva nel doppio o triplo del tempo che arriva dal supporto di Divi, questo perchè le persone disponibili per il supporto sono in numero minore ed anche la community è piccola, invece Elegant themes oltre che essere sul mercato da molti più anni, ha un numero di sviluppatori e tecnici di assistenza maggiore e sopratutto una grande community il che fa ben sperare anche per il futuro, la recente debacle di Headway themes , fa capire come questo sia importante per non trovarsi con uno strumento non più supportato o ricevendo assistenza inadeguata ed in tempi troppo lunghi.

Per quello che riguarda il metodo di utilizzo molti recensori ne fanno una differenza di lana caprina, tutti i vari costruttori di pagina che ho utilizzato e provato nel tempo più o meno lavorano nello stesso modo, quindi direi che le differenze sono più gusti personali che altro, per entrambi questi costruttori è disponibile una pagina di prova dove potrete sbizzarrirvi a costruire una pagina con tutti i moduli disponibili quindi prima dell’acquisto potete verificare quale sistema si addice di più al vostro modo di lavorare, C’è un altra cosa da aggiungere entrambi questi costruttori (i più validi sul mercato attuale secondo me)  non permettono solo di creare e modificare le pagine ma anche ogni singolo post, entrambi permettono di avere un modulo menù, il che vi permette di poter aggiungere un secondo o terzo menù su una pagina.

Al momento lo staff di Beaver Builder sta lavorando su un proprio tema modificabile, mentre  Elegant themes propone già nel prezzo incluso vari temi ed anche Divi theme che è personalizzabile in ogni aspetto.

Ultima differenza il prezzo, trovo che Beaver Builder sia troppo caro e per offrire il pieno utilizzo delle caratteristiche richieda il pacchetto web agency che supera i 300 euro di spesa, mentre Divi theme con meno di 100 euro permette di poter usufruire di tutte le caratteristiche su infiniti siti web, e con poco più di 200 euro permette un abbonamento a vita che vi darà assistenza ed aggiornamenti per tutta la vita.

Premetto che conosco meglio Beaver Builder avendolo usato molto più tempo, ma Divi builder 3.0 mi ha conquistato ed anche questo blog è costruito con esso, ora la scelta tra questi due ottimi strumenti spetta a voi, e se invece cercate un tema altamente personalizzabile ad un costo molto basso che non è indice di bassa qualità ma di grande diffusione date un’occhiata a Generate Press, non rimarrete delusi. Ermanno.

 

Airmail, la posta per tutti i device Apple

Airmail, la posta per tutti i device Apple

Uno dei “difetti” di Apple è di fornire un buon client e-mail sui suoi device siano essi un mac , un’iPad o un Iphone, buono nel senso che funziona egregiamente, ma è estremamente limitato,limitazioni ancor più evidenti sui device mobili, esistono fin dall’uscita di ios delle alternative mobili ed alcune anche desktop, tra le cui posso citare PostBox versione desktop(mac osx) e Altamail per ios. Però sono client distinti e non integrati fra loro.

Come fare ad avere un client di posta uguale su ogni device, sempre sincronizzato tra i vari device e che mi dia possibilità sul mobile come gli allegati, gestione di molte caselle di posta elettronica e sopratutto con la stessa interfaccia su qualunque device io lo utilizzi?

Oggi la scelta è semplice basta acquistare Airmail, con pochi euro la versione desktop(7,00€) e altrettanti pochi la versione mobile per ios (4,00€), universale, cioè che funziona sia su iPad che iPhone.

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Avremo così potenziato il nostro client e-amil, mantenendo la stessa interfaccia su ogni device, ma anche tenendo tutte le nostre e-mail sincronizzate sui vari device, grazie a icloud.

Uno dei punti di forza di Airmail è quello non solo di sincronizzarsi con icloud ma con tutti i vostri servizi di cloud. All’interno delle impostazioni possiamo poi aggiungere  una firma, la quale verrà automaticamente applicata ad ogni messaggio creato. Sempre nelle impostazioni è possibile oltretutto sfruttare un’altra funzionalità davvero interessante predisposta da Airmail, ovvero la possibilità di sincronizzare i propri servizi di cloud (tra i quali troviamo Dropbox, Google Drive, Droplr, Evernote ecc.) grazie ai quali potremo caricare automaticamente gli allegati ricevuti per mail (è possibile però sceglierne soltanto uno di base). La cosa è molto comoda se ad esempio si ricevono spesso mail di lavoro con documenti che vogliamo tenere in ordine ma che allo stesso tempo vogliamo avere sempre con noi online. L’aspetto di AirMail che ha saputo stupire più di tutti è però la sua  semplicità, nonostante disponga di infinite funzionalità messe a disposizione dell’utente. Questo significa che sia chi cerca qualcosa di semplice, sia chi invece è alla ricerca di qualcosa di completo, personalizzabile a 360° e ricco di funzioni, troverà sicuramente in Airmail un valido alleato.

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Un’altra opzione è quella delle notifiche push funzionante con ogni tipo di account incluso la vostra gmail.

Alcuni dei punti vincenti di Airmail anche nella versione mobile sono:

  • Invio delle email programmato
  • Snooze email: ripresenta successivamente un’email già arrivata
  • Avviso di lettura
  • Allegare i documenti in modo “semplice”
  • Bloccare l’app con il Touch ID e codice di blocco
  • Convertire le email come PDF
  • Scorciatoie a tastiera (fisica)(se ne usate una bluetooth o per iPad pro)
  • Gestione degli allegati delle PEC
  • Sincronizzazione account email via iCloud
  • Smart search e folders
  • Personalizzazione dell’interfaccia

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Certo, non è perfetto come client, ma sicuramente gli sviluppatori hanno fatto un buon lavoro, colmando molte lacune. Quindi se vi serve un buon client e-mail che possa essere utilizzato su ogni vostro idevice, compreso il mac di casa o dell’ufficio non posso che suggerirvi questo Airmail, a me ha risolto molte questioni nella gestione delle mie molte caselle e-mail.

Ulysses vs Scrivener

Ulysses vs Scrivener

Per chi ama scrivere, per gli scrittori professionisti, gli avvocati, i parolieri gli sceneggiatori, i blogger,gli studenti od i semplici hobbisti, esisto due soli programmi per scrivere, Scrivener, il primo e probabilmente il più utilizzato e Ulysses, arrivato dopo, ma più semplice e veloce nell’utilizzo e nell’apprendimento, inoltre Ulysses è stato il primo a fornire la sua controparte per iPad e iPhone .
La domanda che mi si pone spesso è quale dei due utilizzare? La risposta più semplice sarebbe entrambi, mi rendo però conto che hanno un costo, anche se entrambi non superano i 50 euro cadauno al momento che scrivo questo post, non sono pochi ma per un professionista ad esempio è poca cosa e comunque meno di altri wordprocessing non dedicati, si perché entrambi questi due sono dedicati agli scrittori professionisti meno, ai logorroici della tastiera, creando un ambiente privo di distrazioni ma allo stesso tempo versatile e potente.
C’è poi distanziare un cifra di circa 20 euro per entrambi al fine di accaparrarsi la versione iPad /iPhone che rendono insostituibili i due strumenti.

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Volete mettere continuare a scrivere mentre siete in attesa in posta o in un ufficio, o mentre fate il pic nic con la famiglia? O semplicemente buttare giù un’idea o un appunto, una nota nel momento in cui ci viene in mente?
Entrambi questi strumenti o applicazioni che dir si voglia, danno questo servizio e ci rendono possibile scrivere quando e dove vogliamo, senza doversi portare dietro il notebook o il tablet, basta avere dietro il proprio smartphone della mela (per il momento solo iPhone).

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Perché avere entrambi? Perché entrambi hanno una caratteristica che l’altro non ha o fanno qualcosa meglio, anche se in linea generale si equivalgono, ecco l’ho detto, che il Santo protettore dei blogger mi protegga, sento già fior fiore di scrittori professionisti e tifosi di entrambe le applicazioni citarmi perché uno è meglio dell’altro e che non si equivalgono, invece per scrivere si equivalgono, andiamo a vedere le differenze, così che chi vuole cominciare e/o chi non vuole spendere per entrambi possa scegliere con cognizione di causa uno dei due.
Difficile consigliare uno, perché è soggettivo c’è chi ama Ulysses e trova Scrivener pesante e complesso, chi usa da una vita Scrivener e trova Ulysses scarno e privo di tanti fronzoli utili.
Scrivener è il primo nato e quindi gioco forza il più usato visto che per un periodo era l’unico, ha una curva di apprendimento più lunga di ulysses, ma ha anche la possibilità di scrivere note, e sottoposte, raccogliere informazioni e link , che ad esempio chi scrive un libro può utilizzare per tenere traccia dei luoghi che descrive, del carattere dei personaggi ecc, il tutto sotto occhio con un semplice click sulla barra laterale , altra caratteristica fondamentale di Scrivere è che una volta terminato il lavoro si può pubblicare in una vasta scelta di formati, dal kindle al pdf passando per l’epub, ovviamente il nostro lavoro può essere condiviso con le sue versioni portatili, ma solo utilizzando drop box e la sincronizzazione va fatta manualmente appena si apre il programma, la versione portatile ha quasi tutto quello che ha la versione desk top, l’essenziale c’è tutto, manca qualche accessorio, ma sostanzialmente sono simili entrambe le versioni.

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Ulysses, arriva dopo, e nasce con un’idea di avere uno strumento potente, ma subito usabile dal primo avvio, infatti la gui è all’apparenza spartana e semplice, basta avviare l’applicazione e cominciare a scrivere, utilizzando di base il linguaggio markdown, dovete solo concentrarvi a scrivere, poi con semplici marcatori designerete, stile, caratteri , titoli paragrafi, commenti ,appunti ecc. La curva di apprendimento è più veloce di quella di Scrivener, potente la funzione dei tag, si possono creare note e appunti per un testo, ma non organizzati visivamente come in Scrivere, ma ritengo che sia questione di abitudini nell’utilizzo, non salva siti e link per la consultazione off line automaticamente come può fare Scrivener ma si può fare copia incollando. Inutile che vi citi la potenza del linguaggio markdown ed il fatto che si può utilizzarlo e trasportarlo in varie applicazioni, la sincronizzazione avviene tramite iCloud ed è continua ed automatica, cioè se aprite la versione mobile vi troverete allo stesso punto in cui vi siete fermati alla vostra scrivania, è magica questa cosa a mio parere scrivere con ogni device trovandosi esattamente dove siamo arrivati senza toccare nulla, si possono poi sincronizzare ed esportare documenti sia su dropbox che su google drive, ma in questo caso la funzione è da eseguirsi manualmente. Come per Scrivere anche qui troviamo la possibilità di pubblicare i nostri contenuti, dal pdf all’epub ma ad esempio non c’è la versione kindle, e alcune impostazioni sono più limitate che su Scrivener.
L’interfaccia più pulita e più semplice da utilizzare di Ulisses rende veloce l’utilizzo a mio parere.

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Nella versione mobile in entrambe le apps(Scrivener e Ulysses) avrete una barra aggiunta sulla tastiera virtuale per i vari comandi/opzioni di scrittura.

Quale delle due quindi prendere in caso si voglia utilizzarne una sola? La risposta è quella del punto di partenza , dipende dal vostro modo di lavorare, io ho entrambe le versioni mobili, ma per il desk top uso…..idea siccome di entrambe potete scaricare la versione demo per il vostro mac, provatele e decidete, consci che oggi per entrambe esiste la versione mobile, un plus che ha Scrivener è che esiste la versione anche per windows, per entrambi non esiste una versione windows mobile e android.

Ora se volete scrivere per passione o professione, sapete che avete due valide alternative, quale delle due sta al vostro modo di operare darvi la risposta più adeguata, se preferite più opzioni e non vi spaventa dover imparare ad utilizzarle ed a capirle tutte, Scrivener è la scelta più idonea , se invece preferite una interfaccia minimale, e non dovervi rompere la testa con mille opzioni ma avere le più utilizzate ottimizzate al meglio Ulysses è il vostro strumento, questo il mio parere, buona scrittura a tutti….ps. per questo articolo ho usato Ulysses.

 

Locazione turistica “Sora le Vigne”

Locazione turistica “Sora le Vigne”

Sul lago di Garda , la scelta per il turista e l’avventore è varia ed accessibile a tutte le tasche, importante è sapere cosa si cerca e come si vuole passare il proprio tempo.

Ci sono però famiglie o coppie che preferirebbero maggiore libertà di quella che offre un hotel, ma non troppa promisquità o dispersione come quello che offre un campeggio, e allora come fare? Cosa cercare?

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Io un suggerimento lo avrei, la locazione turistica Sora le Vigne, una bella posizione, a 5 minuti dal lago , a 5 minuti dal Gardaland e da Caneva World, a 15 minuti dalla città di Verona, ma allo stesso tempo immersa in un verde tranquillo, dove rincasare dopo una gioiosa ma stancante giornata in uno dei parchi di divertimento, o dopo una bella nuotata sulle rive del lago, o dopo una scarpinata nella storia della città di Verona.

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Il titolare, cordiale ed ospitale offre inoltre una colazione genuina, con prodotti tipici locali, ampio giardino con prato dove i bimbi possono giocare e gli adulti prendere il sole o rilassarsi leggendo un buon libro, posto auto e veranda dove assaporare i prodotti del luogo.

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Si trova in via Paolonga in mezzo ai comuni di Sandra e Colà a due passi dal Parco Natura Viva.

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Per contatti  vi e-mail : alessionello@tiscali.it oppure telefonicamente al numero 3931087745 , se trovaste occupato richiamate, il titolare si intrattiene volentieri al telefono con gli ospiti in lunghe chiacchierate, infatti chisi reca al Sora le Vigne, diventa di “famiglia” !

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