Italiani Body Painting Festival 2017

Italiani Body Painting Festival 2017

Quest’anno ho voluto concentrare il video sugli artisti, di solito si è colpiti dalle loro opere, che coprono i corpi di modelle e modelli, dimenticandoci chi crea questi veri capolavori viventi, quindi vediamo gli artisti in azione durante il contesto di questo 2017, nella splendida cornice di Garda.

Amuleti e Talismani

Amuleti e Talismani

Amuleti e talismani sono utilizzati dall’uomo fin dall’antichità, dai primordi dell’umanità, da tempi immemorabili, cioè da sempre, guerrieri, cacciatori, damigelle, guaritrici , madri, padri, figli hanno portato e portano amuleti e talismani, ma molti non lo sanno pur portandoli, altri non sanno la differenza tra amuleto e talismano il che li porta a sbagliare, cominciamo quindi a fare chiarezza, vedendo le differenze tra un amuleto ed un talismano.

Alla parola Amuleto vengono attribuite diverse origini(da quella Araba: “Hamala” o “Jamalet”, a quella Latina-usata per la prima volta da Plinio il Vecchio nel 50 d.C.- “Amuletum”) , il significato che ne viene tramandato è lo stesso : “Portare con sé”; l’ Amuleto, infatti, è un piccolo oggetto che, indossato, preserva da qualsiasi tipo di malattia o di influsso maligno. Esso quindi svolge un compito “difensivo”.
I primi amuleti utilizzati dagli uomini primitivi -per lo più cacciatori venivano ricavati da ossa, denti o corna di animali, e davano al possessore un senso di sicurezza e fiducia nel proprio destino.


Le grandi migrazioni, e le successive età del ferro e del bronzo fecero sì che le diverse tradizioni e conoscenze di questi oggetti si diffondessero e sviluppassero. Nacquero così Amuleti creati da metalli nobili, da pietre preziose e addirittura dalle piante officinali.
Gli Amuleti acquistarono quindi ulteriori proprietà, e vennero visti come curativi e alleviatori di sofferenza.
Queste forse furono le proprietà maggiormente ammirate dal popolo Egizio, che fece degli Amuleti una vera e propria religione.
Dalla loro eccezionale cultura infatti nacque l’idea di creare – con la Steatite o la Maiolica Blu- lo Scarabeo , simbolo di rigenerazione nella vita terrena dopo la morte. Non solo, Amuleti riportanti le immagini degli Dei, o dell’occhio di Horus o della Dea della fertilità Iside, iniziarono a diffondersi in tutto il territorio egiziano, a ad essere considerati oggetti indispensabili per la buona salute in questo mondo e come assicuratori della pace ultraterrena.
E’ grazie anche a queste antiche fonti che l’Amuleto giunge nella nostra civiltà e nelle culture odierne, inducendoci a riconoscergli caratteristiche necessarie e fondamentali per un suo corretto utilizzo.
L’Amuleto infatti deve (oggi) essere costituito da metalli o pietre che posseggano qualità positive e specifiche proprie : ogni elemento che lo costituisce, infatti, ha un proprio potere d’azione, in modo che chi lo possiede sia sicuro dello scopo e dell’azione per cui l’Amuleto prescelto deve svolgere il suo compito di difesa.

L’origine della parola Talismano invece è Araba, e significa “oggetto consacrato”.
Infatti, per quanto virtualmente, lo si possa associare all’ Amuleto, il Talismano compie un’azione del tutto diversa, se non addirittura opposta. Esso infatti viene indossato come polo d’attrazione, o induttore, delle forze benevole, per convogliare ed ottenere la “buona sorte”: il suo è dunque un “compito” attivo.
Il talismano , a differenza dell’Amuleto, deve riportare delle incisioni, o delle raffigurazioni, e deve seguire un preciso rito religioso, per potersi avvalere poi di questo nome e dei suoi poteri d’azione.
Generalmente le proprietà dei Talismani vengono fatte risalire al giorno in cui vengono sottoposti a questo specifico rituale e al pianeta cui quel giorno si riferisce. Possiamo quindi suddividerli in questo modo:
Sole – Domenica
Luna – Lunedì
Marte – Martedì
Mercurio – Mercoledì
Giove – Giovedì
Venere – Venerdì
Saturno – Sabato.
Secondo cui , appunto, ogni Talismano preparato in uno di questi giorni assumerà le proprietà del pianeta che gli corrisponde. Massima “Autorità” da seguire per la preparazione di un Talismano è la Cabala, cui, in ogni modo, solo i conoscitori delle scienze occulte possono far ricorso.

La tradizione di portare con sè Amuleti e Talismani non è tipica soltanto di una cultura, ma di  tutte le culture e popolazioni del mondo, eccone alcuni esempi:
Per attirare l’amore, in molti paesi europei si portava al collo una chiave con un nastro rosso.
In Marocco, per trovare marito, si raccoglie della terra ad un crocevia e la si mette in un sacco che si appenderà poi al collo.
In Europa, per aumentare la fertilità, si portava al collo un ciondolo rappresentante la luna crescente.
Gli Innu it , per portare a loro la fortuna, si mettono al centro della schiena sotto la giuacca, delle piume di gufo o un dente di orso. Nello Sri Lanka, per ottenere protezione, si porta una spada in un fodero d’oro o d’argento.In Cina, per allontanare gli spiriti maligni, si colloca un piccolo specchio rotondo di fianco al letto.
In Irlanda, se ci si sente inquieti o impauriti, ci si dovrà lanciare alle spalle un po’ di ghiaia.
Per rafforzare questi rimedi, gli Europei si spremevano del succo di girasole sul capo. Una protezione nelle case è quella di usare cristalli e sale a difesa di porte e finestre, ci sono poi amuleti e talismani individuali, fatti su misura e personalizzati, e sono diversi a seconda delle culture, delle tradizioni e delle religioni.

I popoli del nord utilizzavano le Rune, potenti parole incise su piccoli sassi o cristalli, alcune oggi sono state tradotte e capito il significato e potere, ma molte hanno un significato ancora oscuro.

Gli antichi egizi, ma anche i moderni utilizzavano gli scarabei, che potremmo definire, messaggeri e protettori, alcuni erano detti scarabei magici, intagliati in pietre preziose ed alabastri, avevano scopi diversi a seconda dei geroglifici incisi sul ventre, se non portavano alcuna scritta avevano un potere di protezione generico e di porta fortuna. Molti ne furono trovati nelle tombe messi tra le pieghe delle bende di mummificazione, sui sigilli, altri intagliati come preziosi gioielli per principi re e regine.

I nativi americani (indianid’America), utilizzavano oltre che i denti di orso, le unghie di orso, le zanne di cinghiale, sacchetti di pelle, al cui interno mettevano un pò di terra natia, o terra consacrata, inserivano capelli dell’amata/o, piccoli ritagli di vestiario della persona amata o che si voleva amare ma anche proteggere, piccoli sassi o gemme, financo piccole pepite d’oro, il tutto era preparato con l’invocazioni degli spiriti e la protezione di Manitou il reggente del regno degli spiriti, generalmente dallo stregone o dal sakem (guaritore) del villaggio, altre volte questi oggetti da inserire nel sacchetto erano caricati positivamente dalla fatica o dall’eroismo impiegati per ottenerli, una caccia importante, un’arrampicata pericolosa, una faticosa ricerca, altri erano carichi dell’amore della persona che li donava o del suo impegno di vita.

Ci sono poi amuleti e talismani religiosi, santini, medagliette e croci per i cristiani, stelle di Davide e chiavi di Salomone per ebrei, pentacoli per i satanisti, la mano di Fatima per i musulmani. Ogni religione ha i suoi simboli ed i suoi amuleti, ad esempio per i cristiani San Cristoforo protegge i viaggiatori, va bene anche per chi fa un viaggio di vacanza o per chi si trasferisce.

Un altra medaglietta veramente protettiva è quella costruita su indicazione della Madonna durante l’apparizione a Santa Caterina Labourè, ed è la medaglietta miracolosa dove si vedono le grazie fuoriuscire dalla Madonna a favore dei fedeli che le richiedono.

L’amuleto più famoso della storia e quello che ha aperto un nuovo mondo e un numero infinito di miracoli e buone sorti è sicuramente il crocifisso, la croce su cui si è immolato Gesù figlio di Dio, è un simbolo potente e un amuleto altrettanto protettivo, ma va trattato con fede e non con superstizione.

Gli ebrei e sopratutto i cabalisti utilizzano di preferenza due amuleti che sono la chiave di Salomone o pentagramma con il nome di Dio e la Stella di Davide, due oggetti da utilizzare con cognizione di causa, infatti possono essere a detta dei medesimi strumenti potenti e pericolosi.

Il pentacolo invece è utilizzato da satanisti ma non solo anche da maghi e streghe, attenzione perchè anche se soggetto a simboli forti può essere positivo, in genere è utilizzato per sortilegi e magia nera, nonchè malefici.

Talismani ed Amuleti, devono il loro funzionamento molto alle energie ed alla positività di cui sono caricati, ma anche alla fede e speranza del portatore, senza questi presupposto restano e sono dei semplici monili.

Mentre un talismano tale resta, un amuleto può essere trasformato in talismano, basta sapere a quale scopo lo si prefigge e dargli il compito di raggiungere quello scopo, quindi caricarlo delle intenzioni volute.

Spero di aver dato delle indicazione sul come muoversi in questo mondo di protezioni, legami, e malefici, un mondo dove non bastano libri tanto è vasto, ma almeno ora potete avere un’idea delle differenze e dei tipi principali di amuleti e talismani, per quanto mi riguarda il mio amuleto preferito è il crocifisso che tengo al collo e che in più di una occasione mi ha sicuramente protetto.

 

 

 

Gli Esseni

Gli Esseni

Sul popolo Esseno regna ancora oggi un alone di mistero, e molta confusione, infatti si sa molto poco di chi fossero gli Esseni e di che vita facessero, e come sempre nella poca conoscenza delle cose c’è chi tira l’acqua al suo mulino, chi li identifica come vegani (i primi della storia), chi come pacifisti, chi come un popolo di gay ecc. ecc. chi attribuisce a loro un forte legame con Gesù tanto da fare coincidere il popolo Esseno con il popolo dei Nazzareni.

In realtà gli Esseni erano un popolo che si era dato delle regole, di semplicità, contemplazione, di nutrizione tesa all’essenziale, di vita semplice, questo lo sappiamo da alcune delle pergamene ritrovate a Qumram e per la precisione vicino alla città di  Khirbet Qumran. Si tratta di un cumulo di rovine noto fin dall’antichità. Gli scavi archeologici in questo sito sono iniziati negli anni ’50, dopo che nel 1947 alcuni pastori avevano scoperto dei manoscritti antichi in una grotta (in seguito denominata 1Q) nelle vicinanze di Khirbet Qumran.

Dopo la scoperta dei pastori si cominciò una campagna di scavi che individuò ben 11 grotte contenenti otri, vasellame e documenti in essi contenuti e conservati, il totale dei manoscritti ritrovati nelle undici grotte è composto da opere bibliche (sia canoniche che apocrife e pseudoepigrafe) e opere non bibliche settarie, ovvero prodotti originali prima non noti agli studiosi (documenti quali la Regola della Comunità,  il Rotolo della Guerra, vari commentari – o pesher – in chiave storico politica dell’Antico Testamento come il pesher di Abacuc, ecc…) e opere non settarie quali alcune tavole calendariali, il Rotolo del Tempio, il Rotolo di Rame, il Documento di Damasco, ecc… Il contenuto di alcuni documenti quali la Regola della Comunità e il Documento di Damasco, che descrivono le regole che governano una misteriosa Comunità, forse quella che compose i manoscritti, sembrano avvalorare la tesi di R. de Vaux, anche se invece Plinio il Vecchio antico storico e naturalista dell’epoca scrive:

“A ovest [del Mar Morto], gli Esseni hanno posto la necessaria distanza tra loro e l’insalubre costa. Essi sono un popolo unico nel suo genere e ammirevoli sopra tutti gli altri nel mondo intero, senza donne e avendo completamente rinunciato all’amore, senza denaro e avendo per compagnia solo gli alberi da palma. Grazie alla moltitudine dei nuovi arrivati, questo popolo rinasce ogni giorno in egual numero; in verità affluiscono in gran numero coloro che, stanchi delle alterne vicende della fortuna, la vita indirizza ad adottare i loro costumi. Così, incredibile a dirsi, da migliaia di secoli esiste un popolo che è eterno ma in cui non nasce nessuno: talmente fecondo per essi è il pentimento che altri provano per le proprie vite passate! Al disotto degli Esseni vi era la città di Engedi, seconda solo a Gerusalemme per fertilità e boschetti di palme, ma oggi è diventata un’altro cumulo di cenere. Poi vi è la fortezza di Masada, situata su un dirupo e non lontano il Mar Morto. E fin qui arriva la Giudea.”

 

Plinio, nel descrivere alcuni luoghi della Giudea, colloca il territorio degli Esseni proprio ad ovest del Mar Morto, non molto lontano dalla costa. Poiché secondo Plinio la città di Engedi si trovava al disotto (cioè a sud) del luogo in cui vivevano gli Esseni (infra hos Engada oppidum fuit nel testo originale in latino) de Vaux pensò che proprio Khirbet Qumran, che si trova 50 km circa a nord di Engedi e lungo la sponda occidentale del Mar Morto, fosse il luogo dove si era insediata la misteriosa setta ebraica. A sostegno di questa localizzazione geografica esiste anche la testimonianza minore, ma non meno importante, di Dione di Prusa, un intellettuale e filosofo greco vissuto tra il I e il II secolo d.C.:

“Gli Esseni al fine costituiscono un’intera polis prosperosa presso il Mar Morto, nel centro della Palestina, non lontano da Sodoma.”

Questa testimonianza non ci è arrivata però di prima mano ma riportata da Sinesio di Cirene , biografo di Dione di Prusa vissuto tra il 370 ed il 413 dopo Cristo.

Il fatto come succede in molte testimonianze frammentarie ed ottenute in diversi periodi storici è che possono essere discordanti, si parla di villaggi abitati dagli Esseni e quindi un popolo non composto di soli uomini come sostiene in epoca più tarda Plinio il Vecchio, inoltre Giuseppe Flavio (37 – 110 d.C.) nella Guerra Giudaica, un’opera scritta verso la fine del I secolo dopo Cristo, descrive in termini generali gli Esseni, riportando anche che “essi non abitano in una sola città, ma in varie città prendono domicilio in molti”. Inoltre precisa che esistevano anche due gruppi distinti di Esseni, con posizioni divergenti riguardo il matrimonio e la presenza femminile nella Comunità. Alcuni gruppi di Esseni potevano quindi ancora essere presenti al tempo di Plinio e di Giuseppe Flavio, dopo la prima rivolta giudaica.

Possiamo quindi supporre che gli Esseni abbiano vissuto vicino a Khirbet Qumran e siano stati aiutati dagli abitanti di Khirbet Qumran, forse occupato dall’esercito ebraico al tempo della rivolta contro i Romani a nascondere i manoscritti nelle grotte per proteggerli dai nemici; se come pare fu così, una parte degli Esseni sarebbe sopravvissuta alla guerra e avrebbe continuato ad abitare nelle zone circostanti Khirbet Qumran anche al tempo di Plinio il Vecchio. Relativamente alla città di Engedi è interessante sapere che nell’anno 2005 in una grotta non molto distante dal sito archeologico  sono stati ritrovati dei manoscritti ebraici simili a quelli delle grotte di Qumran. I frammenti ritrovati comprendono porzioni relativamente ampie del Levitico oltre ad altri documenti quali dichiarazioni, ricevute, conti, redatti sempre in ebraico. I documenti più recenti sono databili al periodo della rivolta di Bar Kokhba (132-135 d.C.), nella valutazione dobbiamo tenere presente che si tratta di una recente scoperta che va ad affiancarsi a quella dei manoscritti delle grotte di Qumran e quindi da analizzare alla luce di nuovi fatti e scoperte.

Anche il fatto che gli Esseni fossero asceti pacifisti è in parte smentita, o almeno lo erano fintanto che erano lasciati in pace, quando vennero attaccati e sterminati in varie località resistettero , comunque a quanto pare vennero coinvolti nella guerra giudaica tra romani ed ebrei :

Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica, Libro II, 151-153  dC .“Quando giunge con gloria [gli Esseni] giudicano la morte come migliore della conservazione della vita. I loro spiriti, del resto, furono sottoposti ad ogni genere di prove dalla guerra contro i Romani, nella quale furono stirati e contorti, bruciati e fratturati, fatti passare sotto ogni strumento di tortura, affinché bestemmiassero il legislatore oppure mangiassero alcunché di illecito, ma rifiutarono ambedue le cose: neppure adularono mai i loro torturatori né piansero.”

Queste testimonianze danno da pensare che gli Esseni ebbero parte attiva nella guerra giudaico-romana, non si sa però in che forma, una cosa certa è che a Khirbet Qumran, non ci fu una grande battaglia, furono trovate una decina di frecce romane in tutto, una cosa è chiara furono ritrovati 4 calamai e visto che in tutta Gerusalemme ne sono rinvenuti solo 2 , significa che il sito abitato non fu messo a ferro e fuoco e che vi fu fatta una intensa attività di scrittura e documentazione.

Ci sono poi altre teorie discordanti che sostengono che gli Esseni di Qumran erano una setta che si era staccata dal grosso del popolo esseno, in generale gli Esseni sono e restano un mistero ancora oggi.

Per alcune fonti erano un popolo di guaritori, e venivano visti dalle altre tribù ebraiche come noi oggi guardiamo e giudichiamo i maghi, con l’aggiunta che gli Esseni pare fossero veramente bravi, nel medicare e curare le malattie sia fisiche che spirituali e psicologiche.

Il loro sistema di governo era  dato da un consiglio di anziani e dotti e dal “Maestro di Giustuzia”, una figura che appare in alcuni scritti, non si capisce se sia sempre la stessa persona o una carica che aveva il più dotato e preparato tra gli Esseni.

In uno dei documenti ritrovati e per la precisione il commentario di Abacuc (una storia stile pesher) si trova la figura del “Maestro di Giustizia”, nel suo libro S.Hodge , commenta e riassume il commentario di Abacuc così: ” E’ il pesher che si è conservato meglio degli altri. Riguarda avvenimenti della storia più antica della Comunità ed è considerato la fonte più importante per la sua ricostruzione. Esso descrive un conflitto tra il Maestro di Giustizia e i suoi avversari, che comprendono il Sacerdote Empio e il Predicatore mendace. Questo Predicatore mendace pare fosse una qualche sorta di capo religioso che entrò in lite con il Maestro di Giustizia su questioni di legge religiosa. Il pesher parla anche del Sacerdote Empio, che iniziò il suo ufficio rettamente, ma poi, secondo l’opinione dell’autore, cadde nel peccato. Questo Sacerdote Empio si diede a perseguitare il Maestro di Giustizia, anche se non riuscì nel suo intento di eliminarlo. L’opera menziona anche l’arrivo dei Kittim, un popolo aggressivo venuto da oltremare che avrebbe punito i sacerdoti del Tempio di Gerusalemme.”

Il nome Esseni potrebbe derivare dall’aramaico Asayya, che significa medico,guaritore.
La tradizione riferisce della loro straordinaria capacità di guarire il corpo e la mente attraverso l’uso di radici, foglie, fiori, tecniche e rituali per l’allontanamento degli spiriti malvagi e conoscenze segrete risalenti alle tradizioni salomoniche ed egiziane. Tecniche che alcuni sostengono furono adottate da Gesù, che gli stessi sostengono essere stato un esseno o perlomeno avere vissuto per un certo periodo prima della sua vita pubblica con gli Esseni, affinando i suoi poteri e le tecniche di guarigione, ma questa certezza è da più storici respinta, anche nei confronti di chi pensa che Gesù fosse stato il “Maestro di Giustizia” arriva uno stop dagli storici e studiosi dei documenti esseni, e anche la teoria in cui Gesù solo tramortito dalla crocifissione fu guarito da Simone d’Arimatea e quindi ripreso contatto con gli apostoli poi migrò ad oriente, questa ipotesi si basa a quanto pare su un documento uscito dagli archivi nazionali dello stato del Kashmir, oggi conosciuto come piccolo Tibet, emergerebbe quindi un documento riguardante Gesù Cristo. Il prof. F.M. Hassnain dichiarò sorprendentemente di essere in grado di dimostrare di aver scoperto la verità sugli anni perduti di Gesù e che la sua missione lo condusse in molti paesi del mondo allora conosciuto. Nei rotoli di Kumran si parla della storia di comunità ebraiche presenti in Persia, Afganistan, Srinagar (India), dove è fortemente radicata la tradizione che Mosè sia stato sepolto sul monte Nabu. A tal proposito dedica nel suo libro ampio spazio alle prove della presenza di Gesù in Ladak. Nicolas Notovic vide personalmente nel monastero di Hemis, rotoli tibetani riguardanti viaggi compiuti in India da Gesù, localmente chiamato Issa, dove un lama gli avrebbe spiegato che il figlio di Dio riconosceva lo spirito di Buddha e senza aiuto di fuoco o spada seminò nel mondo la conoscenza di questa grande religione. Issa è considerato uno dei primi 22 Buddha.

Detto questo, tutti i più valenti storici e biblisti smentiscono anche il solo collegamento storico tra Gesù e gli esseni e riporto un sunto di due tra questi studiosi:

Il prof. John P. Meier, docente di Nuovo Testamento alla Notre Dame University, nonché il più eminente studioso biblico vivente, ha parlato di questo nel terzo volume del suo magistrale “Un ebreo marginale”, criticando la «letteratura popolare» che «su questo tema tende a esaltare le somiglianze tra Gesù e Qumran, se non la loro presunta identità». Ma, ha proseguito, «esistono differenze fondamentali tra i due fenomeni storici» che vengono da lui trattati dettagliatamente per quasi dieci pagine (e che non stiamo a riportare). Neppure si può paragonare Gesù al Maestro di giustizia, il personaggio anonimo che fondò la comunità di Qumran: l’unico punto in comune tra i due è la condanna a morte da parte del prefetto romano Ponzio Pilato, anche se «a mio parere non c’è una prova chiara e convincente che il Maestro di giustizia abbia subito una morte violenta per mano delle autorità di Gerusalemme». In ogni caso «sarebbe avvenuta per motivi molto diversi: da una parte [il Maestro di giusitizia] un sommo sacerdote che propugnava norme rituali alternative al tempio, e dall’altra [Gesù] un profeta laico sovvertitore e sedicente messia». La conclusione del prof. Meier dopo la lunga trattazione delle differenze, è che «le differenze tra Gesù e Qumran/gli esseni furono numerose e profonde. Non c’è da meravigliarsi, quindi, che i due non abbiano avuto rapporti durante il ministero pubblico di Gesù» .

Bart D. Ehrman, professore di Nuovo Testamento e direttore del dipartimento di studi religiosi dell’Università del North Carlina: «Gesù non era un esseno. Non c’è nulla che colleghi lui o Giovanni Battista al gruppo. Proprio il contrario. Gesù, per parte sua, scandalizzò i devoti ebrei dediti alla conservazione di una vita pura, lontana dal sudiciume del mondo circostante comportandosi in modo diametralmente opposto agli esseni di Qumran». E ancora: «la comunità di Qumran non può non aver aborrito le opinioni di Gesù»

Anche il fatto che gli Esseni fossero vegani o semplici vegetariani è una leggenda, nelle loro regole si rispettava la vita anche quella animale ad esempio pare non effettuassero i sacrifici(obbligatori per gli ebrei dell’epoca) , ma anche se frugale il loro pasto era quando possibile vario e certamente comprendeva latte, formaggi, miele, cose che i moderni vegani non mangiano, vestivano capi di lana e pelli di animali.

Vediamo quali erano queste regole scritte nelle pergamene di Qunram, regole che non siamo certi siano degli Esseni ma di un popolo che forse derivava dagli Esseni da cui si divise.
La Regola della Comunità venne rinvenuta nella grotta numero 1. Essa illustra i riti e le regole che guidavano la vita della comunità, le istruzioni al Maestro e ai subalterni e i principi di comportamento e le punizioni per la loro violazione.
Il testo incominciava enunciando i principi in base ai quali la comunità si definiva e si distingueva. Secondo tali principi i membri dovevano impegnarsi in un “Patto davanti a Dio per fare tutto quanto Egli ha ordinato” e, sempre secondo tali principi, a chi praticava l’obbedienza sarebbero “state perdonate tutte le colpe”.
La fedeltà alla Legge aveva una importanza fondamentale; tra le varie denominazioni che designavano i membri c’erano i “Guardiani del Patto”e gli “zelanti della legge”. Il Patto prevedeva determinati riti, tra cui il lavaggio e la purificazione per mezzo del battesimo, non una volta soltanto, ma tutti i giorni. Vi erano le preghiere quotidiane all’alba e al tramonto e la recita della Legge.
Tra questi riti si parla anche del “patto della comunità”simile, come dimostrano altri rotoli, all’Ultima Cena; essa parla anche del Messia. I membri che “procedono nella via della perfezione” devono rispettare la Legge “fino alla venuta del Profeta e dei Messia di Qumran e di Israele”. In questo brano del rotolo si fa riferimento a due figure regali, a due Messia distinti: uno discendente dalla stirpe di Aronne, l’altro della stirpe di Davide e Salomone, quindi di Israele.
All’epoca il termine Messia aveva un significato ben diverso da quello della tradizione cristiana: significava “l’Unto”, cioè colui che era stato consacrato con l’olio. Nella tradizione di Israele sia i re che i sacerdoti erano unti, cioè messia.Il asto era frugale e relativo alla sola necessità ma era importante , anche il ringraziamento successivo al pasto rivolto a Dio che durava parecchio tempo con preghiere e canti.

Per quello che riguarda la resurrezione all’epoca i Farisei credevano che i morti sarebbero risorti, mentre i Sadducei lo negavano, gli Esseni invece che idea avevano al riguardo? In una delle pergamene si legge:
È salda la credenza che mentre i corpi sono corruttibili, e che non durano gli elementi di cui sono composti, invece le anime immortali vivono in eterno e, venendo giù dall’etere più leggero, restano impigliate nei corpi come dentro carceri quasi attratte da una sorta di incantesimo naturale, ma quando siano sciolte dai vincoli della carne, come liberate da una lunga schiavitù, allora sono felici e volano verso l’alto. Con una concezione simile a quella dei figli dei greci, essi ritengono che alle anime buone è riservato di vivere al di là dell’oceano… (Guerra giudaica 2,154-155).

In generale è difficile capire quali rotoli e pergamene riguardassero gli Esseni, infatti non sono mai citati come tali, gli Esseni sono citati iin testi greci o ellenici ed in testi romani,latini, e solo per l’ubicazione storica e alcuni manoscritti testimoniali trovati in altre aree si presume che si parli di Esseni anche per quanto riguarda l’insediamento di Qunram e che quindi le regole e altri testi li riguardino direttamente.

Infatti controversa è la pergamena della guerra, che entrerebbe in contrasto con un popolo asceta e dedito al pacifismo, ma c’è da tenere presente che all’epoca sia tra gli Esseni che i popoli a loro affini come i Nazareni o Nazarei ( che non vuole dire di Nazareth ) il dualismo male e bene era molto forte e radicato, quindi per guerra può essere intesa la guerra tra bene e male sia fisica che spirituale.
Copie del rotolo della regola della guerra vennero trovate in due grotte: nella grotta numero 1 e nella grotta numero 4. La Regola della Guerra è un vero e proprio manuale di strategia e tattica militare; evidentemente faceva riferimento a circostanze specifiche ed era intesa per un tempo ed un luogo particolare.
Ecco un esempio: “Anche le sette formazioni dei cavalieri si terranno alla destra e alla sinistra della linea di combattimento, ma prenderanno posizione da una parte”.
Il testo del rotolo ha lo scopo di sollevare il morale e di aizzare la comunità contro il nemico invasore. Dà anche una dimensione e teologica alla lotta, definendola lo scontro tra i Figli della Luce e i Figli delle Tenebre.
Il rotolo contiene anche un dato essenziale per la sua determinazione cronologica. Infatti, quando parla dei Romani il testo nomina “il loro re”, quindi il periodo a cui si riferisce non è quello della Roma repubblicana, bensì il periodo della rivolta della Palestina del 6 d. C. quando i soldati di Roma imperiale la invasero. Quindi la Regola della Guerra va considerata non nel contesto di un’epoca pre–cristiana, bensì nel primo secolo dopo Cristo.

Al fine potremmo dire di sapere chi erano veramente gli Esseni?A mio parere no, abbiamo degli indizi e delle testimonianze storiche che ci dicono poco di loro, i rotoli di Qumram possono riguardarli in parte ma anche no non ne siamo sicuri, nei rotoli sono stati trovati anche testi e copie dell’antico testamento e del nuovo testamento, dei vangeli sinottici e apocrifi e molto altro, spesso chi si diletta di olistica o natuopatia, come di veganesimo o vegetaresimo, cerca di rinforzare il suo dire o predicare la sua disciplina dicendo che deriva dagli antichi esseni e propone i 7 specchi esseni , che non si sa nemmeno da che traduzione siano estrapolati, a portali all’attenzione della massa è stato un olista di nome Greg Braden, traendone e pubblicandone una sua libera traduzione ed interpretazione.

Ecco cosa dicono questi 7 specchi, probabilmente estrapolati da alcune delle regole di quel popolo:

Il primo Specchio Esseno riguarda la nostra presenza nel momento presente. Il mistero e’ incentrato su cosa noi inviamo, nel presente, alle persone che ci stanno accanto. Quando ci troviamo circondati da individui e modelli di comportamento in cui dominano la rabbia o la paura, lo specchio funziona in entrambi i sensi. Potrebbe invece trattarsi di gioia, estasi e felicita’ perche’ cio’ che vediamo nel primo specchio e’ l’immagine di quello che noi siamo nel presente. Chi ci e’ vicino ce lo rimanda, rispecchiandoci.

Il secondo Specchio Esseno ha una qualita’ simile alla precedente, ma e’ un po’ piu’ sottile, anziche’ riflettere cio’ che siamo, ci rimanda cio’ che noi giudichiamo nel presente. Se siete circondati da persone, i cui modelli di comportamento vi provocano frustrazione o scatenano la vostra rabbia e se percepite che quei modelli non sono vostri in quel momento, allora chiedetevi: “Mi stanno mostrando me stesso nel presente?”. Se potete onestamente rispondervi con un no, c’e’ una buona probabilita’ che vi stiano invece mostrando cio’ che voi giudicate nel momento presente. La rabbia, l’astio o la gioia che voi state giudicando.

Il terzo Specchio Esseno e’ uno degli specchi piu’ facili da riconoscere, perche’ e’ percepibile ogni volta che ci troviamo alla presenza di un’altra persona, quando la guardiamo negli occhi e, in quel momento, sentiamo che accade qualcosa di magico. Alla presenza di questa persona, che forse non conosciamo nemmeno, sentiamo come una scossa elettrica, la pelle d’oca sulla nuca o sulle braccia. Che cosa e’ successo in quell’attimo? Attraverso la saggezza del terzo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilita’ che, nella nostra innocenza, rinunciamo a delle grosse parti di noi stessi per poter sopravvivere alle esperienze della vita. Queste “parti di noi” possono venir perse piu’ o meno consapevolmente, o portate via da coloro che esercitano un potere su di noi. Se vi trovate in presenza di qualcuno e, per qualche motivo inspiegabile, sentite l’esigenza di passare del tempo con lui, ponetevi una domanda: che cos’ha questa persona che io ho perduto, ho ceduto, o mi e’ stato portato via? La risposta potrebbe sorprendervi molto, perche’ in realta’ riconoscerete questa “sensazione di familiarita’” quasi verso chiunque incontriate. Vedrete cioe’ delle parti di voi stessi in tutti. Questo e’ il terzo mistero dei rapporti umani.

Il quarto Specchio Esseno e’ una qualita’ un po’ diversa. Spesso nel corso degli anni ci accade di adottare dei modelli di comportamento che poi diventano tanto importanti da farci riorganizzare il resto della nostra vita per accoglierli. Sovente tali comportamenti sono compulsivi e creano dipendenza. Il quarto mistero dei rapporti umani ci permette di osservare noi stessi in uno stato di dipendenza e compulsione. Attraverso esse rinunciamo lentamente proprio alle cose cui teniamo di piu’, le cediamo, le lasciamo. Ad esempio, quando parliamo di dipendenza e compulsione, molte persone pensano all’alcol e alla nicotina. Ma ci sono altri modelli di comportamento piu’ sottili; si pensi all’esercizio di controllo in ambito aziendale e in famiglia, alla dipendenza dal sesso e dal possedere o generare denaro e abbondanza. Quando una persona incarna un simile modello di comportamento, puo’ star certa che il modello, che pur e’ bello di per se’, si e’ creato lentamente nel tempo. Se riorganizziamo le nostre vite per far posto al modello dell’alcolismo o all’abuso di sostanze, forse stiamo rinunciando a porzioni della nostra vita rappresentate dalle persone che amiamo, dalla famiglia, dal lavoro, dalla nostra stessa sopravvivenza. Il tratto positivo di questo modello e’ che puo’ essere riconosciuto ad ogni stadio, senza dover arrivare agli estremi e perdendo tutto. Possiamo riconoscerlo, guarirlo e ritrovare la nostra interezza ad ogni step.

Il quinto Specchio Esseno e’ forse il piu’ potente in assoluto, perche’ ci permette di vedere meglio, e con maggiore profondita’ degli altri, la ragione per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un dato modo. Esso rappresenta lo specchio che ci mostra i nostri genitori e l’interazione che intratteniamo con loro. Attraverso esso ci viene chiesto di ammettere la possibilita’ che le azioni dei nostri genitori verso di noi riflettano le credenze e le aspettative che nutriamo nei confronti del rapporto piu’ sacro che ci sia dato di conoscere sulla Terra: il rapporto che intercorre fra noi, la nostra Madre e il nostro Padre Celeste, vale a dire con l’aspetto maschile e femminile del nostro creatore, in qualunque modo lo concepiamo. La relazione con i nostri genitori puo’ quindi svelarci il nostro rapporto con il divino. Per esempio, se ci sentiamo continuamente giudicati o se viviamo in una condizione per cui “non e’ mai abbastanza”, e’ altamente probabile che il rapporto con i nostri genitori rifletta la seguente verita’: siamo noi che, grazie alla percezione che abbiamo della nostra persona e del Creatore, crediamo di non essere all’altezza e che forse non abbiamo realizzato quello che da noi ci si aspettava.

Il sesto Specchio Esseno ha un nome abbastanza infausto; gli antichi lo chiamarono infatti l’oscura notte dell’anima. Ma attenzione, lo specchio in se’ non e’ necessariamente sinistro come il nome che porta. Attraverso un’oscura notte dell’anima ci viene infatti ricordato che la vita e la natura tendono verso l’equilibrio e che ci vuole un essere magistrale per bilanciare quell’equilibrio. Nel momento in cui affrontiamo le piu’ grandi sfide della vita, possiamo star certi che esse divengono possibili solo dopo aver accumulato gli strumenti necessari per superarle con grazia e facilita’; perche’ e’ quello il solo modo per superarle. Fino a che non abbiamo fatto nostri quegli strumenti, non ci troveremo mai nelle situazioni che ci richiedono di dimostrare determinati livelli di abilita’. Quindi, da questa prospettiva, le sfide piu’ alte della vita, quelle che ci vengono imposte dai rapporti umani e forse dalla nostra stessa sopravvivenza, possono essere concepite come delle grandi opportunita’, che ci consentono di saggiare la nostra abilita’, anziche’ come dei test da superare o fallire. E’ proprio attraverso lo specchio della notte oscura dell’anima che vediamo noi stessi nudi, forse per la prima volta, senza l’emozione, il sentimento ed il pensiero, senza tutte le architetture che ci siamo creati intorno per proteggerci. Attraverso questo specchio possiamo anche provare a noi stessi che il processo vitale e’ degno di fiducia e che tale fiducia puo’ essere accordata anche a noi, mentre stiamo vivendo la vita. La notte oscura dell’anima rappresenta l’opportunita’ di perdere tutto cio’ che ci e’ sempre stato caro nella vita. Confrontandoci con la nudita’ di quel niente, mentre ci arrampichiamo fuori dall’abisso di cio’ che abbiamo perso e percepiamo noi stessi in una nuova luce, possiamo pero’ esprimere i nostri piu’ alti livelli di maestria.

Il settimo Specchio Esseno dalla prospettiva degli antichi era il piu’ sottile e, per alcuni versi, anche il piu’ difficile. E’ quello che ci chiede di ammettere la possibilita’ che ciascuna esperienza di vita, a prescindere dai suoi risultati, e’ di per se’ perfetta e naturale. A parte il fatto che si riesca o meno a raggiungere gli alti traguardi che sono stati stabiliti per noi da altri, siamo invitati a guardare i nostri successi nella vita senza paragonarli a niente. Senza usare riferimenti esterni di nessun genere. Il solo modo in cui riusciamo a vederci sotto la luce del successo o del fallimento e’ quando misuriamo i nostri risultati facendo uso di un metro esterno. Ma a quel punto sorge la seguente domanda:”A quale modello ci stiamo rifacendo per misurare i nostri risultati? Quale metro usiamo?” Nella prospettiva di questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilita’ che ogni aspetto della nostra vita personale – qualsiasi aspetto – sia perfetto cosi’ com’e’. Dalla forma e peso del nostro corpo, ai risultati personali in ambito accademico, aziendale o sportivo. Ci renderemo conto insieme che, in effetti, questo e’ vero e che un risultato puo’ essere sottoposto a giudizio solo quando viene paragonato ad un riferimento esterno. Il settimo specchio ci invita quindi a permetterci di essere il solo punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo.

I così detti specchi riguardano probabilmente oltre alle regole di vita a quelle religiose ed etiche a cui forse gli Esseni si attenevano, non sapendo da che rotolo provengano  e come siano stati tradotti i tomi.

 

Si dice che gli Esseni fossero vegetariani per comodo e si cita spesso il vangelo della pace esseno, il quale riporta un Gesù vegetariano che ci insegna a vivere in armonia con la natura e ci insegna una dieta salutista, anche qui è un’interpretazione e traduzione di parte(traduzione e interpretazione di Edmond Bordeaux Szekely), infatti anche nella traduzione di parte che nelle prossime righe vi riporto integralmente, Gesù parla di latte, miele ed altro non solo di frutta e verdura, inoltre non proibisce di utilizzare pelli di animali e lana per vestirsi e coprirsi, questo vangelo si attribuisce ad uno di quelli ritrovati nelle grotte di Qumran, il documento ritrovato è ancora allo studio di traduttori e biblisti assieme a tutti i vangeli sinottici e apocrifi ritrovati, quando lo leggerete tenete presente che la traduzione non rappresenta appieno la realtà documentale , che non si conoscono le intenzioni e chi lo scrisse, e che si rivolgeva agli uomini dell’epoca, quindi va letto e preso in considerazione unicamente per avere un’idea e non per fondarvi la propria fede o religione o filosofia di vita. Se è vero che Gesù non era solo come presentato nei vangeli sinottici, potrete ritrovarlo nel vangelo della Maria Valtorta e nei vangeli apocrifi, nel vangelo di San Tommaso, che oltre alla via per la salvezza ultraterrena insegnava anche metodi per vivere al meglio sulla terra, è anche vero che andava a tavola con gli apostoli, pescatori, allevatori cacciatori, contadini, si mangiava agnello, capretto, piccione, pesce a profusione, erbe e pane,  e Gesù disse , Matteo 15:11/21

Non è quel che entra nella bocca che contamina l’uomo; ma quel che esce dalla bocca, ecco quel che contamina l’uomo.
Allora i suoi discepoli, accostatisi, gli dissero: Sai tu che i Farisei, quand’hanno udito questo discorso, ne son rimasti scandalizzati?
 Ed egli rispose loro: Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata.
Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; or se un cieco guida un altro cieco, ambedue cadranno nella fossa.
 Pietro allora prese a dirgli: Spiegaci la parabola.
 E Gesù disse: Siete anche voi tuttora privi d’intendimento?
 Non capite voi che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è gittato fuori nella latrina?
 Ma quel che esce dalla bocca viene dal cuore, ed e quello che contamina l’uomo.
 Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.
 Queste son le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo.
 E partitosi di là, Gesù si ritirò nelle parti di Tiro e di Sidone.

quindi leggete “cum grano salis” quanto segue (leggete con discernimento), buona lettura.

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Vangelo Esseno della Pace

 

E allora molti malati e storpi vennero da Gesù, chiedendogli: «Se tu conosci tutte le cose, dicci perché soffriamo questi dolorosi tormenti, perché non siamo come tutti gli altri uomini? Maestro risanaci, rendici forti, non lasciarci più vivere nella nostra miseria. Sappiamo che hai il potere di sanare ogni specie di male, dunque liberaci da Satana e da tutte le sue grandi afflizioni. Maestro abbi compassione di noi».

E Gesù rispose: «Felici voi che siete affamati di verità, perché io vi sazierò con il pane della saggezza. Felici voi che bussate alla mia porta, perché vi aprirò la porta della vita; Felici voi che volete sottrarvi al potere di Satana, perché vi condurrò nel regno degli Angeli di nostra Madre, dove il potere di Satana non può entrare».

Ed essi chiesero sorpresi: «Chi è nostra Madre, e quali sono i suoi Angeli? Dov’è il suo regno?».

«Vostra Madre è in voi e voi siete in lei. Lei vi ha generato, lei vi dà la vita. Fu lei a edificare il vostro corpo e un giorno lo restituirete a lei. Sarete felici quando conoscerete lei e il suo regno e accoglierete i suoi Angeli rispettando le sue Leggi. lo vi dico in verità, chi farà questo non vedrà malattia. Perché il potere di nostra Madre è al di sopra di tutto, esso, governando i nostri corpi e tutte le cose viventi, annienta Satana e il suo regno.

Il sangue che scorre in noi è nato dal sangue di nostra Madre Terra. Da quel suo sangue che scende dalle nuvole, scaturisce dal suo grembo, mormora nei ruscelli di montagna, scorre ampio nei fiumi della pianura, riposa nei laghi, infuria possente nei mari in tempesta.

L’aria che respiriamo è nata dal respiro di nostra Madre Terra. Da quel suo respiro che è azzurro nelle altezze del cielo, sussurra sulle vette delle montagne, bisbiglia tra le foglie della foresta, ondeggia nei campi di mais, sonnecchia in fondo alle vallate e brucia nel deserto.

La durezza delle nostre ossa è nata dalle ossa di nostra Madre Terra. Da quelle rocce e quelle pietre che s’innalzano spoglie verso i cieli sulle sommità delle montagne, che sono come giganti addormentati ai fianchi delle alture e che, come monumenti posti nel deserto, sono nascoste nelle profondità della terra.

La tenerezza della nostra carne è nata dalla carne di nostra Madre Terra. Da quella sua carne che cresce gialla e rossa nei frutti degli alberi e ci alimenta dai solchi dei campi.

Le nostre viscere sono nate dalle viscere di nostra Madre Terra e sono nascoste ai nostri occhi come le profondità invisibili della terra.

La luce dei nostri occhi e l’udito dei nostri orecchi sono nati entrambi dai colori e dai suoni di nostra Madre Terra, che ci circondano come le onde del mare circondano un pesce e come il soffio del vento circonda un uccello.

Vi dico, in verità, che l’uomo è Figlio di Madre Terra e da lei il Figlio dell’Uomo riceve tutto il suo corpo, proprio come il corpo di un neonato è generato dal grembo di sua madre. Vi dico, in verità, che voi siete tutt’uno con Madre Terra, lei è in voi e voi siete in lei.

Siete nati da lei, vivete in lei e tornerete a lei. Rispettate dunque le sue leggi, perché nessuno può vivere a lungo né essere felice se non onora sua Madre Terra rispettando le sue leggi. Perché il vostro respiro è il suo respiro; il vostro sangue è il suo sangue; le vostre ossa sono le sue ossa; la vostra carne è la sua carne; le vostre viscere sono le sue viscere; i vostri occhi e i vostri orecchi sono i suoi occhi e i suoi orecchi.

lo vi dico, in verità, che se mancherete di osservare una sola delle sue leggi e se danneggerete un solo membro del vostro corpo, allora sarete totalmente persi nei vostri dolorosi tormenti e ci saranno pianto e stridore di denti. Io vi dico, che se non rispetterete le leggi di vostra Madre voi non sfuggirete alla morte; ma colui che sarà fedele alle leggi di sua Madre godrà della fedeltà di sua Madre verso di lui. E lei guarirà tutte le sue ferite e lui non si ammalerà mai.

Lei gli darà lunga vita proteggendolo da tutte le afflizioni; dal fuoco, dall’acqua e dal morso dei serpenti velenosi. Perché nostra Madre ci ha dato la vita e ce la conserva. Lei ci ha dato il nostro corpo e nessuno, se non lei, lo risanerà. Chi ama sua madre e dimora vicino al suo seno sarà felice. Perché nostra Madre ci ama anche quando ci allontaniamo da lei; e quanto più ci amerà quando ritorneremo a lei?

lo vi dico, in verità, che il suo amore è immenso, è più grande delle più grandi montagne e più profondo dei mari più profondi. E lei non abbandonerà mai coloro che la amano. Come la chioccia protegge i suoi pulcini, la leonessa i suoi leoncini e la madre il suo neonato, così Madre Terra protegge il Figlio dell’uomo da tutti i pericoli e da tutti i mali.

Perché vi dico, in verità, che mali e pericoli innumerevoli attendono i Figli degli Uomini. Belzebù, principe di tutti i demoni e fonte di ogni male, è in agguato nel corpo di tutti i Figli degli Uomini. Egli è morte, è signore di ogni male e, camuffato da un aspetto seducente, tenta e insidia i Figli degli Uomini. Egli promette ricchezze e potere, palazzi splendidi, ornamenti d’oro e d’argento e una moltitudine di servi; promette celebrità e gloria, fornicazione e libidine, ingordigia e grandi bevute di vino; promette una vita dissoluta, pigra e frivola, seducendo ognuno con ciò a cui è più incline.

E quando i Figli degli Uomini saranno diventati schiavi di tutte queste vanità e abominazioni allora, in pagamento di ciò, egli carpirà  tutto ciò che Madre Terra aveva fornito in abbondanza: il loro respiro, il loro sangue, le loro ossa, la loro carne, le loro viscere, i loro occhi e orecchi. E il respiro del Figlio dell’Uomo diventerà corto e soffocato, affannoso e maleodorante come quello delle bestie impure. E il suo sangue diventerà torbido e fetido come l’acqua dei pantani e si raggrumerà oscurandosi come la notte della morte. E le sue ossa diventeranno rigide e nodose, gli si accorceranno e si spaccheranno come ciottoli che cadono sulla roccia. E la sua carne ingrasserà, si annacquerà, si corromperà e marcirà generando croste e foruncoli abominevoli. E le sue viscere si riempiranno di sporcizia ripugnante e coleranno rivoli di putrefazione; e moltitudini di vermi abominevoli ne faranno la loro abitazione. E i suoi occhi si indeboliranno progressivamente fino a che saranno circondati completamente dalla oscura notte; e i suoi orecchi si ottureranno, generando un silenzio di tomba.

E infine il Figlio dell’Uomo che avrà errato perderà la vita. Perché egli, non rispettando le leggi di sua Madre, accumula peccati su peccati. Quindi gli saranno ritirati tutti i doni di Madre Terra: il respiro, il sangue, le ossa, la carne, le viscere, gli occhi, gli orecchi e infine la vita con la quale Madre Terra aveva coronato il suo corpo.

Ma se il Figlio dell’Uomo che avrà errato correggerà i suoi peccati tornando a Madre Terra, osserverà le sue leggi e si libererà dalle grinfie di Satana resistendo alle sue tentazioni, allora Madre Terra accoglierà il suo Figlio peccatore con nuovo amore e gli manderà i suoi Angeliaffinché lo servano. lo vi dico, in verità, che quando il Figlio dell’Uomo resisterà a quel Satana che dimora in lui e si ribellerà al suo volere, in quello stesso momento compariranno al suo fianco gli Angeli di sua Madre i quali, sostenendolo con tutto il loro potere, lo libereranno completamente dal potere di Satana.

Perché nessun uomo può servire due padroni, o serve Belzebù e i suoi demoni o serve nostra Madre Terra e i suoi Angeli. O l’uno o l’altro; o serve la morte o serve la vita.

Io vi dico, in verità, che quanti rispetteranno le leggi della Vita senza deviare verso i sentieri della morte saranno felici. Perché in loro si accresceranno le forze della Vita ed essi sfuggiranno alle afflizioni della morte».

E intorno a lui tutti ascoltavano meravigliati, perché le sue parole erano cariche di potere ed egli insegnava in maniera diversa dagli scribi e dai sacerdoti.

E, malgrado il sole fosse già tramontato, essi non tornavano alle loro case ma, sedendosi intorno a Gesù, chiesero: «Maestro quali sono queste leggi della vita? Resta ancora con noi, spiegacele. Vogliamo ascoltare il tuo insegnamento per guarire e diventare giusti».

E Gesù, sedendosi tra di loro, continuò: «Vi dico, in verità, che nessuno può essere felice se non rispetta la legge». E quelli risposero:
«Ma noi tutti rispettiamo le leggi di Mosè, il nostro legislatore, così come sono riportate nelle sacre scritture».

E Gesù riprese: «Non cercate la legge nelle vostre scritture, perché la legge è Vita mentre la scrittura è cosa morta. Vi dico, in verità, che Mosè ricevette le sue leggi da Dio non in forma scritta ma attraverso la parola vivente. La legge è la parola Viva del Dio vivente, è rivolta ai profeti vivi ed è indirizzata agli uomini viventi. La legge è scritta in tutto ciò che vive, la ritroviamo nell’erba, nell’albero, nel fiume, nella montagna, negli uccelli del cielo e nei pesci del mare; ma dobbiamo cercarla soprattutto in noi stessi perché vi dico, in verità, che a Dio si avvicinano più le cose viventi che non la scrittura, che è priva di vita.

Dio creò tutte le cose viventi affinché esse — attraverso una parola sempre viva — possano insegnare all’uomo le leggi del Dio vero.

Dio non scrisse le sue leggi sulle pagine dei libri ma nel nostro cuore e nel nostro spirito. Esse sono nel nostro respiro, nel nostro sangue, nelle nostre ossa, nella nostra carne, nelle nostre viscere, nei nostri occhi, nei nostri orecchi e in ogni particella del nostro corpo. Esse sono presenti nell’aria, nell’acqua, nella terra, nelle piante, nei raggi del sole, nelle profondità e nelle altezze.

Tutte queste cose vi parlano per farvi comprendere il linguaggio e la volontà del Dio vivente.

Ma voi chiudete gli occhi per non vedere e vi otturate le orecchie per non sentire. lo vi dico, in verità, che mentre la scrittura è opera dell’uomo, la Vita e tutte le sue schiere sono opera del nostro Dio. Perché dunque non ascoltare la parola di Dio scritta nelle sue opere? E perché studiare le scritture morte, che sono il lavoro delle mani dell’uomo?».

«Come potremo leggere le leggi di Dio se non nelle scritture? Dove sono scritte? Leggicele tu, perché noi sappiamo leggere soltanto le scritture che abbiamo ereditato dai nostri avi. Spiegaci di quali leggi parli affinché, ascoltandoti, noi possiamo guarire e diventare giusti».

E Gesù proseguì: «Voi non comprendete le parole della vita perché siete nella morte. Le tenebre oscurano i vostri occhi e le vostre orecchie sono sorde. Perciò vi dico che non trarrete alcun beneficio dallo studio delle scritture morte se con le vostre azioni rinnegherete colui che vi ha dato quelle scritture. lo vi dico, in verità, che Dio e le sue leggi non sono in ciò che fate; non sono nell’ingordigia e nelle sbronze, né nel vivere sregolati e nella libidine, non sono nella brama di ricchezze né nell’odio verso i vostri nemici. Poiché tutto ciò è lontano dal vero Dio e dai suoi Angeli; tutto ciò proviene dal regno delle tenebre e dal signore di tutti i mali.

E tutte queste cose le portate in voi stessi, perciò la parola e il potere di Dio non entrano in voi, perché nel vostro corpo e nel vostro spirito dimorano ogni sorta di male e ogni genere di abominazione. Dunque se volete che la parola del Dio vivente e il suo potere entrino in voi non contaminate il vostro corpo e il vostro spirito; perché il corpo è il tempio dello spirito e lo spirito è il tempio di Dio.

Purificate quindi il tempio, affinché il suo Signore possa dimorarvi occupando un posto degno di lui.

E per proteggervi dalle tentazioni del corpo e dello spirito provenienti da Satana riparatevi sotto il mantello celeste di Dio.

Rinnovate voi stessi e digiunate perché vi dico, in verità, che Satana e le sue afflizioni possono essere allontanati soltanto dal digiuno e dalla Preghiera.

Andate soli e digiunate non mostrando a nessuno il vostro digiuno. Il Dio vivente vedrà e la sua ricompensa sarà grande.

E digiunate fino a che Belzebù e tutti i suoi mali vi avranno lasciato e fino a che vi avranno raggiunto tutti gli Angeli di nostra Madre Terra per servirvi. Perché vi dico, in verità, che se non digiunerete non vi libererete da Satana e da tutti i malanni provocati da lui; digiunate e pregate con fervore cercando la guarigione attraverso il potere del Dio vivente.

E quando digiunate evitate i Figli degli Uomini e cercate gli Angeli di nostra Madre Terra, perché chi cerca troverà.

Cercate l’aria fresca della foresta e dei campi e là troverete l’Angelo dell’aria. Toglietevi scarpe e vestiti sopportando in tutto il vostro corpo l’abbraccio dell’Angelo dell’aria. Quindi respirate a lungo e profondamente, affinché l’Angelo dell’aria possa entrare dentro di voi. lo vi dico, in verità, che l’Angelo dell’aria allontanerà dal vostro corpo tutte le sporcizie che lo contaminano sia esternamente che internamente. E così tutte le cose impure e maleodoranti si allontaneranno da voi come il fumo delle fiamme si solleva e si disperde nel mare dell’aria.

Poiché vi dico, in verità, che l’Angelo dell’aria è santo perché pulisce tutte le cose sporche e dona un odore gradevole a tutte le cose maleodoranti. Nessun uomo può avvicinarsi a Dio se l’Angelo dell’aria non lo lascia passare.

Dobbiamo veramente rinascere tutti dall’aria e dalla verità perché il nostro corpo respira l’aria di Madre Terra mentre il nostro spirito respira la verità del Padre Celeste.

E dopo l’Angelo dell’aria cercate l’Angelo dell’acqua. Toglietevi scarpe e vestiti sopportando in tutto il vostro corpo l’abbraccio dell’Angelo dell’acqua. Abbandonatevi completamente tra le sue braccia accoglienti e con lo stesso ritmo con cui muovete l’aria con il respiro muovete anche l’acqua con il corpo. lo vi dico, in verità, che l’Angelo dell’acqua allontanerà dal vostro corpo tutte le sporcizie che lo contaminano dentro e fuori. E tutte le cose impure e maleodoranti scorreranno via da voi, proprio come le sporcizie dei vestiti lavati in acqua svaniscono disperdendosi nella corrente del fiume.

Vi dico, in verità, che l’Angelo dell’acqua è santo perché pulisce tutto ciò che è sporco e dona un odore gradevole a tutte le cose maleodoranti. Nessun uomo può avvicinarsi a Dio se l’Angelo dell’acqua non lo lascia passare.

Dobbiamo veramente rinascere tutti dall’acqua e dalla verità, perché il nostro corpo si bagna nel fiume della vita terrena mentre il nostro spirito si bagna nel fiume della vita eterna. Poiché da Madre Terra riceviamo il nostro sangue e dal Padre Celeste riceviamo la verità.

«E non pensate che sia sufficiente che l’Angelo dell’acqua abbracci il vostro corpo solo esternamente. Vi dico, in verità, che l’impurità dentro di voi è molto più grande dell’impurità esterna; e chi si pulisce fuori e resta sporco dentro è simile alle tombe, che fuori appaiono bene imbiancate ma dentro sono piene di ogni sorta di orrida sporcizia e abominazione. Perciò vi dico, in verità, sopportate il battesimo dell’Angelo dell’acqua anche dentro di voi, affinché possiate liberarvi di tutti i vostri peccati passati e affinché anche internamente possiate diventare puri come la spuma del fiume che gioca nel sole.

Cercate dunque una zucca rampicante che abbia lo stelo della lunghezza di un uomo; svuotatela del contenuto e riempitela con l’acqua del fiume scaldata dal sole. Appendetela al ramo di un albero e fate entrare l’estremità dello stelo della zucca nella vostra zona anale in modo che l’acqua possa scorrere in tutte le vostre viscere. Poi inginocchiatevi dinanzi all’Angelo dell’acqua e pregate il Dio vivente affinché perdoni tutti i vostri peccati passati; quindi pregate l’Angelo dell’acqua affinché liberi il vostro corpo da tutte le impurità e le malattie. Infine lasciate defluire l’acqua dal vostro corpo affinché trascini fuori tutte le maleodoranti sporcizie di Satana.

E voi vedrete con i vostri occhi e annuserete con il vostro naso le sozzure e le abominazioni che contaminavano il tempio del vostro corpo, come pure tutti i peccati che dimoravano in esso, tormentandovi con ogni sorta di dolore.

Vi dico, in verità, che il battesimo dell’acqua vi libererà da tutto ciò.

Dunque, durante il vostro digiuno, rinnovate ogni giorno il battesimo dell’acqua fino al giorno in cui vedrete scaturire dal vostro corpo un’acqua pura come la spuma del fiume. Allora tuffatevi nella corrente del fiume e là, tra le braccia dell’Angelo dell’acqua, rendete grazie al Dio vivente per avervi liberato dai vostri peccati. E, grazie a questo santo battesimo con l’Angelo dell’acqua, voi rinascerete a nuova vita perché da allora in poi i vostri occhi vedranno e le vostre orecchie sentiranno. E dopo il vostro battesimo non peccate più, affinché gli Angeli dell’aria e dell’acqua possano dimorare eternamente in voi e servirvi per sempre.

E in seguito, se dovesse restare in voi qualche traccia dei vostri peccati passati o qualche impurità, cercate l’Angelo della luce del sole.

Toglietevi scarpe e vestiti e sopportate in tutto il vostro corpo l’abbraccio dell’Angelo del sole. Poi respirate profondamente affinché l’Angelo del sole acceda anche dentro di voi. E l’Angelo della luce del sole allontanerà dal vostro corpo tutte le cose sporche e maleodoranti che lo contaminavano dentro e fuori. E tutte le cose fetide e tutte le sporcizie scompariranno da voi, come le tenebre della notte svaniscono davanti allo splendore del sole nascente.

Poi che vi dico, in verità, che l’Angelo della luce del sole è santo perché pulisce tutte le cose sporche e dona un odore gradevole a tutte le cose maleodoranti. Nessuno può avvicinarsi a Dio se l’Angelo del sole non Io lascerà passare.

Dobbiamo veramente rinascere tutti dal sole e dalla verità, perché il nostro corpo si riscalda alla luce del sole di Madre Terra mentre il nostro spirito si riscalda alla luce di verità del Padre Celeste.

Gli Angeli dell’aria, dell’acqua e della luce del sole sono fratelli. Essi sono dati al Figlio dell’Uomo perché lo servano e affinché egli possa andare sempre da uno all’altro.
Quindi il loro abbraccio è santo. Essi sono figli indivisibili di Madre Terra, non separate dunque ciò che terra e cielo hanno unito. Fate in modo che questi tre Angeli vi abbraccino ogni giorno e fateli restare con voi durante tutto il vostro digiuno.

Perché vi dico, in verità, che il potere dei demoni, tutti i peccati e tutte le impurità si allontaneranno in fretta da un corpo tutelato da questi tre Angeli. Tutti i demoni maligni, tutti i peccati passati, tutte le impurità e le malattie che contaminano il tempio del vostro corpo fuggiranno da voi come ladri che abbandonano una casa incustodita all’arrivo del padrone, uno dalla porta, uno dalla finestra e un terzo dal tetto, ognuno da dove si trova e come può.

Quando gli Angeli di Madre Terra entreranno nei vostri corpi, facendo in modo che il padrone del tempio ne rientri in possesso, allora tutti i cattivi odori e le acque corrotte si allontaneranno in fretta attraverso il vostro respiro, la vostra pelle, la vostra bocca e attraverso le vostre parti intime e private. E voi queste cose le vedrete con i vostri occhi, le annuserete con il vostro naso e le toccherete con le vostre mani.

E quando tutti i peccati e tutte le impurità si saranno allontanate dal vostro corpo il vostro sangue diventerà puro come il sangue di nostra Madre Terra e come la spuma del fiume che gioca alla luce del sole.

E il vostro respiro diventerà puro come l’alito dei fiori profumati; la vostra carne diventerà pura come la polpa dei frutti che rosseggia tra le foglie degli alberi, la luce dei vostri occhi diventerà chiara e luminosa come il sole che splende nel cielo sereno.

E allora tutti gli Angeli di Madre Terra vi serviranno. E il vostro respiro, il vostro sangue e la vostra carne diventeranno tutt’uno con il respiro, il sangue e la carne di Madre Terra, affinché anche il vostro spirito possa diventare tutt’uno con lo spirito del Padre Celeste.

Perché in verità, nessuno può arrivare al Padre Celeste se non attraverso Madre Terra; così come nessun neonato può comprendere l’insegnamento del padre prima che sua madre l’abbia allattato, curato, lavato, cullato e allevato. Finché il bimbo è piccolo il suo posto è con sua madre e dovrà ubbidire a lei. Ma quando sarà cresciuto il padre lo porterà con sé a lavorare nei campi e il bambino tornerà da sua madre solo all’ora di pranzo e di cena. E suo padre lo istruirà al fine di renderlo esperto nel suo lavoro.

E quando il padre vedrà che il figlio comprende le sue istruzioni e fa bene il suo lavoro gli affiderà tutte le sue proprietà, in modo che esse appartengano al suo figlio diletto e affinché il figlio possa continuare il lavoro di suo padre.

lo vi dico, in verità, che il figlio che accetta e segue il consiglio di sua madre sarà felice. E cento volte di più sarà felice quel figlio che accetta e segue anche il consiglio di suo padre, perché vi è stato detto: «Onorate il padre e la madre affinché i vostri giorni sulla terra siano lunghi».

Ma io, Figli degli Uomini, vi dico: «Onorate Madre Terra e rispettate le sue leggi affinché i vostri giorni su questa terra siano lunghi e onorate il Padre Celeste affinché possiate ottenere la vita eterna nei cieli». Perché il Padre Celeste è centinaia di volte più grande di tutti i padri di seme e di sangue e Madre Terra è più grande di tutte le madri del corpo. E il Figlio dell’Uomo è, agli occhi del suo Padre Celeste e di sua Madre Terra, più caro di quanto siano cari i bambini agli occhi del loro padre di seme e di sangue e della loro madre del corpo.

E le parole e le leggi del nostro Padre Celeste e di nostra Madre Terra sono più sagge delle parole e delle volontà di tutti i padri di seme e di sangue e di tutte le madri del corpo. E l’eredità del nostro Padre Celeste e di nostra Madre Terra, cioè l’eterno regno della Vita terrena e celeste, ha più valore di tutte le eredità dei vostri padri di seme e di sangue e delle vostre madri del corpo.

E i vostri veri fratelli sono tutti coloro che seguono la volontà del nostro Padre Celeste e di nostra Madre Terra e non i vostri fratelli di sangue. lo vi dico, in verità, che i vostri veri fratelli nella volontà del Padre Celeste e di Madre Terra vi ameranno mille volte di più dei vostri fratelli di sangue. Infatti dai giorni di Caino e Abele, quando i fratelli di sangue trasgredirono il volere di Dio, non c’è più fraternità di sangue e i fratelli agiscono verso i fratelli come agirebbero verso degli estranei. Perciò vi dico, amate i vostri fratelli nella volontà di Dio e amateli mille volte di più dei vostri fratelli di sangue.

Perché il nostro Padre Celeste è Amore
Perché nostra Madre Terra è Amore
Perché il Figlio dell’Uomo è Amore

È per mezzo dell’Amore che il Padre Celeste, la Madre Terra e il Figlio dell’Uomo diventano uno.

Perché lo spirito del Figlio dell’Uomo è nato dallo spirito del Padre Celeste e il suo corpo è nato dal corpo di Madre Terra. Dunque diventate perfetti come lo sono il corpo di Madre Terra e lo spirito del Padre Celeste; e amate il vostro Padre Celeste come egli ama il vostro spirito e amate Madre Terra come lei ama il vostro corpo; e amate i vostri veri fratelli come li amano il vostro Padre Celeste e vostra Madre Terra.

E allora il vostro Padre Celeste vi darà il suo santo spirito e Madre Terra vi darà il suo santo corpo; e, grazie all’amore che riceveranno dal Padre Celeste e da Madre Terra, i Figli degli Uomini si ameranno l’un l’altro come veri fratelli e diventeranno tutti i consolatori l’uno dell’altro; e allora scompariranno dalla terra tutto il male e tutto il dolore e ci saranno amore e gioia; e sulla terra sarà come nei cieli e verrà il regno di Dio.

E allora verrà il Figlio dell’Uomo per ereditare, in tutta la sua gloria, il regno di Dio. E allora i Figli degli Uomini condivideranno la loro eredità divina: il regno di Dio. Perché essi vivranno in Madre Terra e nel Padre Celeste e Madre Terra e il Padre Celeste vivranno in loro.

Poi, con il regno di Dio, verrà la fine dei tempi; perché l’Amore del Padre Celeste darà a tutti la vita eterna nel regno di Dio, perché l’Amore è eterno, l’Amore è più forte della morte.

Anche se parlo la lingua degli uomini e degli Angeli, se non ho Amore, sono come un ottone che risuona o un cembalo che tintinna. Anche se conosco il futuro, tutti i segreti e tutta la saggezza e anche se ho una fede forte come una tempesta che solleva le montagne, se non ho Amore, non sono nulla. E anche se offro tutti i miei beni per nutrire i poveri e ardo dello splendore del Padre Celeste, se non ho Amore, non ne traggo alcun beneficio. L’Amore è paziente e gentile; l’Amore non è invidioso e non opera il male, non è sgarbato né egoista, è lento all’ira, non immagina la malizia, non gioisce all’ingiustizia ma si rallegra della giustizia. L’Amore difende tutto, confida in tutto, spera tutto, sopporta tutto, non cessa mai.

Ma le lingue svaniranno e la conoscenza scomparirà, perché noi ora possediamo una parte di verità e una parte di errore, ma quando si arriverà alla pienezza della perfezione quello che è una parte sarà cancellato. Quando l’uomo è bambino parla come un bambino, ma quando diventa uomo mette via le cose da bambino. Noi ora vediamo come attraverso un vetro e comprendiamo attraverso oscuri vocaboli. Ora conosciamo una parte, ma quando saremo al cospetto di Dio non conosceremo solo una parte ma secondo quanto ci insegnerà lui. E allora ci resteranno tre cose: la fede, la speranza e l’amore; di queste la più grande è l’Amore.

Ora io vi sto insegnando nel linguaggio vivente del Dio vivente e per mezzo dello spirito santo del nostro Padre Celeste. Fra di voi non c’è ancora nessuno che sia in grado di intendere tutto ciò che dico. Chi vi spiega le scritture vi rivolge il discorso morto di un uomo scomparso e vi parla per mezzo del suo corpo malaticcio e mortale; è per ciò che tutti possono comprenderlo, perché tutti gli uomini sono malati, tutti sono nella morte. Nessuno scorge la luce della vita; i ciechi conducono altri ciechi lungo gli oscuri sentieri dei peccati, delle malattie e delle sofferenze e infine, tutti cadono nella fossa della morte.

lo sono stato mandato a voi dal Padre per far brillare dinanzi a voi la Luce della Vita. Infatti la luce illumina se stessa e le tenebre ma le tenebre conoscono solo se stesse e non conoscono la luce.

Avrei ancora molte cose da dirvi ma voi non siete ancora in grado di apprenderle, perché i vostri occhi sono assuefatti alle tenebre e la piena luce del Padre Celeste potrebbe accecarvi. Dunque seguite prima di tutto le leggi di Madre Terra di cui vi ho parlato; poi, quando i suoi Angeli avranno purificato e rinnovato i vostri corpi rinforzando i vostri occhi, potrete sopportare la luce del nostro Padre Celeste.

Quando sarete in grado di fissare il sole di mezzogiorno con occhi saldi, allora potrete guardare verso la luce abbagliante del Padre Celeste che è centinaia di volte più luminosa di centinaia di soli.

Ma come potreste dirigere lo sguardo verso la luce accecante del Padre Celeste se non potete sopportare neanche lo splendore del sole fiammeggiante? Credetemi, la luce del sole diventa come la fiamma di una candela se la paragoniamo al sole della verità del Padre Celeste.

Abbiate dunque fede, speranza e amore e io vi dico, in verità, che voi non perderete la vostra ricompensa. Se crederete alle mie parole voi crederete colui che mi ha mandato, che è il signore di tutto e a cui sono possibili tutte le cose, perché ciò che è impossibile all’uomo è possibile a Dio.

Se confiderete negli Angeli di Madre Terra e rispetterete le sue leggi la vostra fede vi sosterrà e voi non vedrete mai malattia. E confidate anche nell’Amore del Padre Celeste perché chi spera in lui non sarà ingannato e non vedrà mai la morte.

Amatevi l’un l’altro, perché Dio è Amore e così gli Angeli sapranno che voi praticate i sentieri di Dio. E allora tutti gli Angeli si avvicineranno a voi e vi serviranno e Satana con tutti i suoi peccati, le sue sporcizie e le sue malattie scompariranno dal vostro corpo.

Andate dunque, fuggite i peccati, ravvedetevi e battezzatevi, affinché possiate rinascere e non peccare più.

Poi Gesù si alzò, ma tutti restavano seduti perché ognuno sentiva il potere delle sue parole; poi tra le nuvole apparve la luna piena e il suo splendore avvolse Gesù. E i suoi capelli scintillavano ed egli, pur essendo fermo in mezzo a loro, fluttuava nell’aria al chiarore della luna.

Nessuno si muoveva né si udiva la voce di alcuno; e nessuno seppe mai quanto tempo era passato, perché il tempo si era fermato.

Poi Gesù, sollevando le mani verso di loro, disse: «La Pace sia con voi». E si allontanò come un soffio di vento che ondeggia tra le foglie degli alberi.

E il gruppo che era seduto indugiò per lungo tempo, poi, uno dopo l’altro, si alzarono in silenzio, come risvegliati da un lungo sogno. Ma nessuno voleva andarsene ed era come se le parole di colui che li aveva lasciati risuonassero ancora nelle loro orecchie; era come se stessero ascoltando qualche musica celestiale.

Infine qualcuno disse timidamente: «Come si sta bene qui!» e un altro: «Vorrei che questa notte durasse per sempre » e altri continuarono: «Egli è veramente il messaggero di Dio perché ha acceso la speranza nei nostri cuori». Nessuno voleva tornare a casa e andavano dicendo: «Non andrò a casa, dove tutto è oscuro e non c’è gioia; perché dovremmo andare dove nessuno ci ama?».

Essi parlavano in questo modo perché più o meno tutti erano poveri, o zoppi, o ciechi, o mutilati, o mendicanti, o senza casa, erano disprezzati per la loro condizione ed erano sopportati solo per pietà nelle case dove trovavano rifugio. Ma anche alcuni che avevano casa e famiglia dicevano: «Anche noi resteremo con voi». Perché ognuno sentiva che le parole di colui che era andato legavano quella piccola compagnia con fili invisibili; e ognuno si sentiva rinascere.

E, anche se la luna era ormai scomparsa tra le nuvole, vedevano aprirsi dinanzi a loro un mondo splendente e in tutti i loro cuori sbocciavano fiori meravigliosi e di meravigliosa bellezza: i fiori della gioia.

E quando all’orizzonte apparvero in tutto il loro splendore i raggi del sole, tutti sentirono che quello era il sole del nascente regno di Dio. E tutti andavano incontro agli Angeli di Dio con espressioni di gioia.

E molti impuri e malati, seguendo le parole di Gesù, cercavano le rive dei torrenti, si toglievano scarpe e vestiti, digiunavano e offrivano il loro corpo all’abbraccio degli Angeli dell’aria, dell’acqua e della luce del sole.

E gli Angeli di Madre Terra si impadronivano dei loro corpi abbracciandoli sia dentro che fuori. E tutti vedevano allontanarsi in fretta dal loro corpo i mali, i peccati e le impurità.

E il respiro di qualcuno divenne fetido come l’alito espulso dalle viscere e dall’interno di qualche altro uscivano vomito e bava impura e maleodorante. E tutte quelle sporcizie si allontanavano in alcuni attraverso la bocca, in altri dal naso, in altri ancora dagli occhi e dagli orecchi.

E molti avevano sulla pelle e in tutto il corpo un sudore disgustoso e abominevole; e su molte membra si formavano foruncoli infiammati che eruttavano abbondantemente e in molti casi l’urina era concentrata e densa come il miele delle api; in altri era rossastra o scura, oppure calcarea quasi come la sabbia dei fiumi. E molti espellevano dalle loro viscere dei gas fetidi come l’alito dei demoni. E il loro tanfo diventò talmente forte che nessuno poteva sopportarlo.

E quando essi si battezzarono l’Angelo dell’acqua entrò nei loro corpi e così si allontanarono tutti i loro peccati passati; e fu come quando un torrente scroscia dalla montagna: si precipitarono a uscire dal loro corpo una gran quantità di abominazioni solide e liquide.

E il suolo dove scorrevano le loro acque si contaminò e il tanfo divenne così forte che nessuno poteva restare nelle vicinanze.

E i demoni lasciavano le loro viscere sotto forma di moltitudini di vermi che brulicavano nella melma delle loro impurità e si contorcevano di rabbia impotente dopo che l’Angelo dell’acqua li aveva espulsi dalle viscere dei Figli degli Uomini.

Poi il potere dell’Angelo della luce del sole discendeva su di loro ed essi perivano dimenandosi disperatamente, come calpestati dall’Angelo del sole. E tutti erano tremanti di terrore alla vista di tutte le abominazioni di Satana dalle quali gli Angeli li avevano salvati e resero grazie a Dio che aveva mandato i suoi Angeli per liberarli.

E alcuni erano tormentati da dolori forti e che non accennavano a placarsi, così, non sapendo che fare, qualcuno decise di andare a chiamare Gesù perché essi desideravano ardentemente la sua presenza.

E mentre due di loro si accingevano a cercarlo, ecco che lo videro arrivare dalla riva del fiume; e i loro cuori si riempirono di gioia e speranza quando udirono il suo saluto: «La Pace sia con voi!». E avrebbero voluto fargli molte domande ma, nella loro sorpresa, non seppero da dove cominciare e non venne loro in mente nulla.

Allora Gesù disse loro: «Sono arrivato perché so che avete bisogno di me». E uno di essi gridò:
«È vero Maestro, vieni a liberarci dai nostri tormenti».

E Gesù si rivolse a loro con parabole: «Voi siete come il figliol prodigo che mangiò e bevve per molti anni passando i suoi giorni nella dissolutezza e nel libertinaggio insieme ai suoi amici. E ogni settimana, a insaputa del padre, accumulava nuovi debiti sperperando tutto in pochi giorni. Chi gli prestava il denaro lo accontentava sempre sapendo che suo padre aveva molte ricchezze e pagava sempre con pazienza i debiti del figlio.

E il padre ammoniva il figlio con gentilezza ma questi non ascoltava mai le sue parole e invano il padre lo supplicava affinché lasciasse la sua assidua e ininterrotta dissolutezza per andare a sorvegliare il lavoro dei suoi servi nei campi. E il figlio prometteva sempre di farlo qualora egli avesse pagato i suoi vecchi debiti, ma il giorno seguente ricominciava.

E la vita dissoluta del figlio continuò per più di sette anni. Ma alla fine il padre perse la pazienza e non volle più pagare i debiti del figlio. «Se continuo a pagare» disse «i peccati di mio figlio non avranno fine». Allora i creditori delusi, nella loro rabbia, presero il figlio in schiavitù affinché con il suo lavoro quotidiano restituisse il denaro ricevuto in prestito. E allora per il figlio cessarono il mangiare, il bere e gli eccessi quotidiani; e annaffiava i campi col sudore della sua fronte dalla mattina alla sera e tutte le sue membra erano doloranti per quel lavoro non abituale.

Viveva di pane secco e per ammorbidirlo non aveva che le sue lacrime. E dopo tre giorni egli, provato dal caldo e dalla fatica, disse al suo padrone: «Non ce la faccio più a lavorare perché tutti i miei arti sono doloranti, per quanto tempo ancora vuoi tormentarmi?». «Finché non avrai saldato tutti i tuoi debiti col tuo lavoro.., sarai libero quando saranno passati sette anni!». E il figlio disperato continuò piangendo: «Ma non potrò sopportare neanche sette giorni, abbi pietà di me perché tutte le membra mi bruciano e mi dolgono». Ma il malvagio creditore gli gridò: «Affrettati nel lavoro! perché se per sette anni hai potuto passare giorni e notti nella dissolutezza ora per sette anni dovrai lavorare. Non ti perdonerò fino a che non avrai pagato i tuoi debiti fino all’ultimo centesimo!».

E il figlio, disperato e con gli arti doloranti, dovette far ritorno nei campi per lavorare. E quando venne il settimo giorno — quello del Sabato — durante il quale nessuno lavora nei campi, egli poteva a stento reggersi in piedi per la stanchezza e il dolore. Allora, radunando quel che restava delle sue forze, il figlio raggiunse barcollando la casa del padre e si gettò ai suoi piedi dicendo: «Padre credimi e perdona per l’ultima volta le mie offese verso di te. Ti giuro che non vivrò mai più da libertino e che diventerò il tuo figlio obbediente in tutte le cose. Liberami dalle mani del mio oppressore; padre guardami, osserva i miei arti sofferenti e non indurire il tuo cuore».

Allora gli occhi del padre si velarono di lacrime ed egli abbracciò suo figlio dicendo:
«Rallegriamoci perché oggi mi è concessa una grande gioia: ho ritrovato il mio figlio diletto che era perduto». E lo rivestì con gli abiti migliori e festeggiarono per tutto il giorno. E il mattino seguente il padre donò a suo figlio una borsa piena di argento per pagare ai creditori tutti i suoi debiti. E al ritorno del figlio il padre gli disse: «Figlio mio, vedi com’è facile incorrere in sette anni di debiti con una vita dissoluta e come è difficile pagarli con sette anni di duro lavoro?». «Padre, è veramente duro persino pagarli in sette giorni!».

E suo padre lo ammonì dicendo:
«Solo per questa volta ti è concesso di pagare in sette giorni i tuoi debiti di sette anni, perché il resto ti è perdonato; ma in futuro cerca di non incorrere più in debiti, infatti ti dico, in verità, che solo tuo padre perdona i tuoi debiti, perché sei suo figlio. Ma con chiunque altro avresti dovuto lavorare duramente per sette anni, com’è stabilito dalle nostre leggi»;

«Padre mio, d’ora in poi sarò il tuo figliolo affezionato e ubbidiente e non contrarrò più debiti perché so quanto è duro pagarli».

Ed egli si recava ogni giorno nei campi di suo padre a sorvegliare il lavoro dei suoi operai e, ricordando il suo duro lavoro, evitava di farli lavorare troppo duramente. E così passavano gli anni e grazie alte sue cure i beni del padre si incrementavano incessantemente perché sul suo lavoro c’era la benedizione paterna.

E pian piano egli restituì al padre una somma dieci volte maggiore di quella che dissipò in sette anni. Allora il padre, vedendo che suo figlio faceva buon uso dei suoi operai e delle sue proprietà, gli disse: «Figlio mio, vedo che le mie cose sono in buone mani, così ti affido tutto il mio bestiame, la mia casa, le mie terre e i miei tesori. Questa sarà la tua eredità, continua a incrementarla affinché io possa gioirne.

E quando il figlio ricevette l’eredità di suo padre condonò tutti i debiti dei debitori che non potevano pagare, perché non aveva dimenticato che anche il suo debito era stato condonato quando egli non poté pagarlo. E Dio lo benedisse con lunga vita, con molti figli e con abbondanti ricchezze perché era gentile con tutti i suoi operai e con tutti i suoi animali».

Quindi Gesù si rivolse alla folla dei malati dicendo: «lo mi esprimo con parabole affinché voi comprendiate meglio la parola di Dio. I sette anni spesi mangiando, bevendo e nella vita dissoluta sono i peccati del passato; il creditore malvagio è Satana; i debiti sono le malattie; il duro lavoro sono i dolori e il figliol prodigo siete voi stessi.

Pagare i debiti significa scacciare da voi i demoni e le malattie ripristinando la salute del vostro corpo. La borsa piena d’argento che ricevete dal padre è il potere che hanno gli Angeli di liberarvi; il padre è Dio. I possedimenti del padre sono la terra e i cieli; gli operai del padre sono gli Angeli, Il campo del padre è il mondo, quel mondo che diventerà regno dei cieli quando i figli degli uomini lavoreranno insieme agli Angeli del Padre Celeste.

Dunque vi dico che per il figlio è preferibile essere ubbidiente a suo padre e sorvegliare il lavoro degli operai di suo padre nei campi anziché indebitarsi con il creditore malvagio, faticando e sudando in servitù per ripagare tutti i suoi debiti. E allo stesso modo, per i Figli degli Uomini, è preferibile ubbidire alle leggi del loro Padre Celeste lavorando insieme ai suoi Angeli nel regno suo, anziché diventare debitori di Satana — Signore della morte, di tutti i peccati e di tutte le malattie — e soffrire nei dolori, sudando fino a ripagare tutti i loro peccati.

lo vi dico, in verità, che i vostri peccati sono gravi e sono molti. Voi avete ceduto per tanti anni alle seduzioni di Satana. Siete stati golosi, ubriaconi e frequentatori di prostitute; avete moltiplicato i vostri debiti passati. Ora dovete restituire e il pagamento è duro e difficile; dunque non siate impazienti già al terzo giorno, come il figlio prodigo, ma aspettate pazientemente fino al settimo giorno che è santificato da Dio e poi recatevi al cospetto del nostro Padre Celeste con cuore umile e ubbidiente affinché egli possa perdonare i vostri peccati e tutti i vostri debiti del passato.

lo vi dico, in verità, che il Padre Celeste ci ama infinitamente perché soltanto lui ci concede di pagare in sette giorni i debiti di sette anni. A quei debitori di sette anni di peccati e malattie che pagano onestamente perseverando fino al settimo giorno il Padre Celeste perdonerà tutti i debiti dei sette anni.

«E se noi pecchiamo per sette volte sette anni?» chiese un malato che soffriva atrocemente. «Anche in quel caso il Padre Celeste perdonerà tutti i vostri debiti in sette volte sette giorni».

«Felici saranno quanti perseverano fino alla fine, perché i demoni di Satana scrivono tutte le vostre azioni peccaminose in un libro: il libro del vostro corpo e del vostro spirito. Vi dico, in verità, che dal principio del mondo non c’è azione peccaminosa che non sia stata scritta alla presenza del Padre Celeste.

Perché voi potrete sfuggire le leggi dei vostri re, ma nessuno dei Figli degli Uomini potrà sfuggire le leggi del suo Dio. E quando sarete alla presenza di Dio, Satana testimonierà contro di voi attraverso le vostre stesse azioni e Dio vedrà i vostri peccati scritti nel libro del vostro corpo e del vostro spirito rattristandosi nel suo cuore.

Ma se vi pentirete dei vostri peccati e digiunando e pregando cercherete gli Angeli di Dio allora, per ogni giorno in cui voi persevererete nel digiuno e nella preghiera, gli Angeli di  Dio cancelleranno dal libro del vostro corpo e del vostro spirito un anno di azioni peccaminose.

E quando anche l’ultima pagina dei vostri peccati sarà stata cancellata voi sarete al cospetto di Dio e Dio si rallegrerà nel suo cuore dimenticando tutti i vostri peccati. Egli vi libererà dalle grinfie di Satana e dalla sofferenza; vi ospiterà nella sua casa e ordinerà a tutti i suoi servi, cioè agli Angeli, di servirvi.

Egli vi darà una lunga vita e voi non vedrete mai la malattia.

E se da quel momento in poi invece di peccare occuperete i vostri giorni compiendo buone azioni, allora gli Angeli di Dio scriveranno tutte quelle buone opere nel libro del vostro corpo e del vostro spirito. Vi dico, in verità, che dal principio del mondo non c’è buona azione che non sia stata scritta davanti a Dio.

Perciò voi potrete attendere invano ricompense dai vostri re e dai vostri governanti, ma le vostre buone azioni non perderanno mai la ricompensa di Dio.

E quando sarete alla presenza di Dio i suoi Angeli testimonieranno per voi attraverso le vostre stesse buone opere; e Dio le vedrà scritte nel vostro corpo e nel vostro spirito e gioirà nel suo cuore. Ed egli benedirà il vostro corpo, il vostro spirito e ogni opera vostra e vi concederà in eredità il suo regno terreno e celeste affinché voi possiate avere in esso la vita eterna. Chi potrà entrare nel regno di Dio sarà felice, perché non vedrà mai la morte».

E le sue parole furono seguite da un gran silenzio. E grazie a esse quanti erano scoraggiati presero nuova forza e continuarono a pregare e a digiunare.

E il primo che riprese a parlare si rivolse a Gesù: «lo persevererò fino al settimo giorno». E un altro disse: «lo persevererò anche fino a sette volte sette giorni». E Gesù rispose loro: «Saranno felici coloro che persevereranno fino alla fine, perché essi erediteranno la terra».

E fra di loro c’erano molti malati tormentati da gravi dolori, essi potevano a malapena strisciare ai piedi di Gesù. E gli dissero: «Maestro, i dolori ci tormentano fortemente, dicci cosa dobbiamo fare».

E, mostrando a Gesù i loro piedi dalle ossa contorte e nodose, continuarono: «Né l’Angelo dell’aria né l’Angelo dell’acqua né l’Angelo del sole riescono a mitigare i nostri dolori, anche se ci siamo battezzati, digiuniamo e preghiamo seguendo alla lettera le tue parole».

«Vi dico, in verità, che le vostre ossa saranno risanate. Non vi scoraggiate ma cercate il guaritore delle ossa: l’Angelo della terra; poiché è da lui che le vostre ossa furono prese ed è a lui che torneranno».

Ed egli indicò con la mano il punto della sponda del fiume dove l’acqua corrente e il calore del sole ammorbidivano la terra formando un fango argilloso.

«Affondate i vostri piedi nel fango affinché l’abbraccio dell’Angelo della terra possa assorbirne tutte le impurità e tutte le malattie. E voi, grazie all’abbraccio dell’Angelo della terra vedrete svanire Satana e finiranno i vostri dolori. E i nodi delle vostre ossa si scioglieranno, esse si raddrizzeranno e scompariranno tutte le vostre pene».

E, sapendo che sarebbero guariti, i malati seguivano le sue parole. E altri malati soffrivano forti dolori ma ciò nonostante perseveravano nel digiuno; e le loro forze si erano affievolite, li tormentava un gran caldo e se tentavano di alzarsi dal loro giaciglio per andare da Gesù le loro teste cominciavano a girare come se fossero risucchiate da un vortice di vento; e se cercavano di mettersi in piedi ricadevano a terra.

Allora Gesù li raggiunse e si rivolse a loro in questo modo: «Voi soffrite così perché il vostro corpo è tormentato da Satana e dalle sue malattie; ma non temete perché il suo potere su di voi finirà presto. Satana infatti è come un uomo irascibile che, durante l’assenza del vicino, si è introdotto nella sua casa con l’intenzione di saccheggiare i suoi beni. Ma qualcuno ha avvertito il padrone che, nel frattempo, torna a casa di corsa.

E il vicino malvagio, che ha ormai radunato tutto ciò che più gli piaceva, vede tornare in fretta il padrone di casa e adirato dal fatto che non può portare via ogni cosa tenta di guastare e danneggiare tutto con l’intento di privare anche l’altro delle cose che sarebbero piaciute a lui.

Ma il padrone di casa rientra immediatamente e, prima che il vicino malvagio compia il suo proposito, lo prende e lo scaccia dalla casa.

In verità vi dico, Satana è entrato proprio così nei vostri corpi che sono l’abitazione di Dio; ed egli tiene in suo potere tutto ciò che vorrebbe rubare: il vostro respiro, il vostro sangue, le vostre ossa, la vostra carne, le vostre viscere, i vostri occhi e i vostri orecchi.

Ma con il vostro digiuno e la vostra preghiera voi avete avvertito il signore del vostro corpo e i suoi Angeli. E ora Satana vede il ritorno del vero signore del vostro corpo e sa che ciò significa la fine del suo potere; allora, nella sua rabbia, egli raduna un’ultima volta le sue forze cercando di distruggere il vostro corpo prima dell’arrivo del padrone.

Per questo Satana vi tormenta così fortemente, perché sente che la sua fine è prossima.

Ma non tema il vostro cuore, perché presto appariranno gli Angeli di Dio per rioccupare la loro dimora e per riconsacrarla tempio di Dio; essi afferreranno Satana e lo cacceranno dal vostro corpo insieme a tutte le sue malattie e a tutte le sue impurità. E voi sarete felici perché sarete ricompensati per la vostra perseveranza e non vedrete mai più malattia».

E tra i malati ve ne era uno particolarmente tormentato da Satana; il suo corpo era magro come uno scheletro e la sua pelle gialla come una foglia cadente; era così debole che non poteva neanche strisciare con le mani verso Gesù e allora lo invocava da lontano: «Maestro, abbi pietà di me, perché dal principio del mondo non ci fu uomo che soffre come soffro io ora; so che sei veramente mandato da Dio e so che se vuoi puoi cacciare Satana dal mio corpo immediatamente. Non è forse vero che gli Angeli di Dio obbediscono al messaggero di Dio? Vieni Maestro, scaccia Satana dal mio corpo ora, perché egli infuria rabbiosamente dentro di me e la mia sofferenza è grande».

E Gesù gli rispose: «Satana ti tormenta così fortemente perché tu digiuni già da molti giorni e non gli paghi più il tuo tributo; non lo nutri più con quelle abominazioni con le quali finora hai contaminato il tempio del tuo spirito. Tu tormenti Satana con la fame e lui, nella sua collera, tormenta te. Ma non temere perché ti assicuro che Satana sarà distrutto prima che sia distrutto il tuo corpo; infatti mentre tu preghi e digiuni il tuo corpo è protetto dagli Angeli di Dio e il potere di Satana non può danneggiarlo; la rabbia di Satana è impotente di fronte agli Angeli di Dio».

Ma tutti si avvicinarono a Gesù e lo supplicarono esclamando:
«Maestro, abbi compassione di lui perché soffre più di tutti noi e temiamo che egli non viva fino a domani se tu non scacci in fretta Satana da lui». E Gesù rispose loro: «La vostra fede è grande; sia fatto secondo la vostra fede. Presto vedrete davanti a voi lo spaventoso volto di Satana e il potere del Figlio dell’uomo, perché io scaccerò da lui il potente Satana con la sola forza dell’innocente agnello di Dio che è la più debole creatura del Signore. Infatti lo spirito santo di Dio rende il debole più potente del forte».

E Gesù munse una pecorella che pascolava tra i cespugli, poi versò quel latte sulla sabbia scaldata dal sole e disse: «Il potere dell’Angelo dell’acqua è già entrato in questo latte e ora verrà anche il potere dell’Angelo del sole». E il calore del sole riscaldò il latte.
«E ora agli Angeli dell’acqua e del sole si unirà anche l’Angelo dell’aria». Ed ecco che il vapore del latte caldo cominciò a salire lentamente nell’aria.

«Vieni a respirare con la bocca la forza degli Angeli dell’acqua, del sole e dell’aria, affinché entrino nel tuo corpo e ne scaccino Satana».

E il malato tormentato da Satana aspirò profondamente il vapore lattiginoso che saliva.
«Satana lascerà immediatamente il tuo corpo, infatti egli è affamato da tre giorni e dato che non trova cibo dentro di te uscirà per soddisfare la sua fame con questo latte caldo di cui è goloso. Egli fiuterà il suo odore e non saprà resistere alla fame che lo tormenta da ben tre giorni. Ma il Figlio dell’uomo distruggerà il suo corpo in modo che non possa più tormentare nessuno».

Poi il corpo del malato divenne febbricitante e fu preso da conati di vomito ma non riusciva a vomitare, respirava a fatica e infine svenne in braccio a Gesù.

«Ecco Satana che lascia il suo corpo, guardate!». E Gesù indicò la bocca aperta del malato.
E tutti, con meraviglia e terrore, videro che Satana stava uscendo dalla sua bocca sotto forma di un verme abominevole che si dirigeva verso il latte fumante. Allora Gesù afferrò due pietre aguzze e schiacciò la testa di quel Satana, poi estrasse dal malato tutto il corpo del mostro che era lungo quasi come l’uomo. E quando quel verme abominevole fu estratto dalla gola del malato egli recuperò subito il respiro e cessarono tutti i suoi dolori. E gli altri osservarono con terrore il disgustoso corpo di Satana.

«Guarda che bestia abominevole hai ospitato e nutrito nel tuo corpo per lunghi anni! L’ho scacciata e uccisa, affinché non possa più tormentarti. Rendi grazie a Dio perché i suoi Angeli ti hanno guarito e liberato, e non peccare più affinché Satana non torni da te; d’ora in avanti fa in modo che il tuo corpo sia un tempio dedicato al tuo Dio».

E tutti furono stupiti dalle sue parole e dal suo potere e gli dissero: «Maestro, sei il vero messaggero di Dio, perché conosci tutti i segreti».

«Diventate anche voi veri figli di Dio», rispose Gesù, «affinché possiate condividere il suo potere e la conoscenza di tutti i segreti. Infatti la saggezza e il potere procedono solo dall’amore di Dio.
Dunque amate il vostro Padre celeste e vostra Madre Terra con tutto il vostro cuore e con tutto il vostro spirito, e serviteli, affinché anche i loro Angeli possano servire voi. Fate in modo che tutte le vostre azioni siano un sacrificio a Dio.
E non nutrite Satana perché il salario del peccato è la morte, ma la ricompensa del bene è in Dio e nel suo Amore che è conoscenza e potere di Vita eterna».

E tutti si inginocchiarono ringraziando Dio per il suo Amore.

E Gesù si allontanò dicendo: «lo tornerò di nuovo per tutti quelli che persevereranno nella preghiera e nel digiuno fino al settimo giorno. La Pace sia con voi».

E il malato da cui Gesù aveva estratto Satana ora stava in piedi, perché gli era tornata la forza vitale; respirava profondamente e i suoi occhi si erano illuminati perché gli era cessato ogni dolore. Ed egli si inginocchiò sul terreno calpestato da Gesù e, piangendo, baciò le orme dei suoi piedi.

E fu nei pressi dell’ansa di un torrente che molti malati digiunarono e pregarono con gli Angeli di Dio per sette giorni e sette notti. E la loro ricompensa fu grande perché avevano seguito le parole di Gesù.

E col trascorrere del settimo giorno tutte le loro pene svanirono e quando il sole riapparve all’orizzonte essi videro Gesù che, con il volto illuminato dallo splendore del sole nascente, procedeva verso di loro dalla montagna.

E al suo saluto «La Pace sia con voi» essi non ebbero parole, ma si inginocchiarono dinanzi a lui sfiorando il lembo del suo mantello in segno di avvenuta guarigione.

«Non ringraziate me bensì nostra Madre Terra e i suoi Angeli risananti. Andate e non peccate più per non incorrere più nella malattia e fate in modo che gli Angeli della guarigione diventino i vostri guardiani».

Ma essi replicarono: «Maestro, dove andremo? Solo tu hai parole di vita eterna; dicci quali peccati dobbiamo evitare per non incorrere più nella malattia».

E Gesù rispose: «Sia fatto secondo la vostra fede» e, sedendo tra loro, continuò: «Dice l’antica saggezza — Onora tua Madre Terra e il tuo Padre Celeste rispettando i loro comandamenti, affinché i tuoi giorni su questa terra siano lunghi — e il comandamento successivo è “non uccidere” perché la vita è data a tutti da Dio e l’uomo non può sottrarre ciò che è dato da Dio.

Dunque vi dico, in verità, che tutto ciò che vive sulla terra ha origine da un’unica Madre. Quindi chi uccide, uccide suo fratello, e Madre Terra si allontanerà da lui sottraendogli il suo seno vivificante; e anche i suoi Angeli lo eviteranno e così Satana farà del suo corpo la sua dimora.

E la carne degli animali uccisi, nel suo corpo, diventerà la sua stessa tomba; perché vi dico, in verità, che chi uccide, uccide se stesso e chiunque si nutre della carne di animali uccisi mangia il corpo della morte.

Perché nel suo sangue ogni goccia del loro sangue diventerà veleno; nel suo respiro il loro respiro diventerà fetore; nella sua carne la loro carne si trasformerà in pustole; nelle sue ossa le loro ossa diventeranno gesso; nelle sue viscere le loro viscere diverranno putrefazione; nei suoi occhi i loro occhi diventeranno incrostazioni; nei suoi orecchi le loro orecchie diventeranno fiotti di cera e così la loro morte diventerà la sua morte.

Perché solo se serviremo il Padre Celeste i nostri debiti di sette anni saranno pareggiati in sette giorni. Ma Satana non perdona nulla e a lui si dovrà pagare tutto per intero: occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, fuoco per fuoco, piaga per piaga, vita per vita, morte per morte; perché il salario del peccato è la morte.

Non uccidete dunque e non mangiate la carne delle vostre prede innocenti per non diventare schiavi di Satana.

Quello infatti è il sentiero che conduce alla morte attraverso le sofferenze. Ma agite secondo la volontà di Dio affinché lungo la strada della vita possano servirvi i suoi Angeli. Obbedite dunque alle parole di Dio: «Ecco, vi do per cibo ogni erba che produce seme e ogni albero da frutto che produce seme. E do per cibo ogni erba verde a tutti gli animali della terra, a tutti gli uccelli dell’aria e a tutto ciò che sulla terra si muove e ha in sé il respiro della vita. E vi do per cibo anche il latte di ogni animale che vive e si muove sulla terra; come ho dato loro l’erba così do a voi il loro latte.

Ma non mangerete la loro carne né il sangue che la vivifica e certamente io vi chiederò conto di quel sangue zampillante dove dimora la vostra anima, come vi chiederò conto di ogni animale ucciso e delle anime di tutti gli uomini uccisi. Perché Io, Signore vostro e vostro Dio, sono un Dio forte e geloso che punisce l’iniquità dei padri che mi odiano sui figli, anche dopo tre o quattro generazioni; ma alle migliaia che mi amano e che rispettano i miei comandamenti io mostrerò la mia misericordia.

Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua forza”, questo è il primo e il più grande dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: “Ama il prossimo tuo come te stesso! ”. Non ci sono comandamenti più grandi di questi».

E dopo queste parole rimasero tutti in silenzio tranne uno, che chiese:
«Maestro, cosa devo fare se vedo una bestia feroce assalire mio fratello nella foresta? Dovrò lasciar morire mio fratello o ucciderò l’animale? Non trasgredirò la legge in entrambi i casi?».

E Gesù rispose: «Fu detto un tempo all’uomo: Tutti gli animali che vivono sulla terra: tutti i pesci del mare e tutti gli uccelli del cielo sono sottoposti al tuo potere. E io aggiungo, in verità, che di tutte le creature che vivono sulla terra Dio creò a sua immagine solo l’uomo; quindi l’animale è per l’uomo e non l’uomo per l’animale. Dunque voi non trasgredirete la Legge uccidendo la bestia feroce per salvare la vita di vostro fratello perché, in verità, l’uomo è più dell’animale.

Ma chi uccide anche se l’animale non lo attacca, per brama assassina, o per la sua carne, per la sua pelle, per le sue zanne o senza alcun motivo, compie un’azione malvagia perché trasforma se stesso in bestia feroce; quindi anche lui farà la stessa fine delle bestie feroci».

E un altro chiese: «Mosè, il più grande d’Israele, tollerò che i nostri antenati mangiassero la carne di animali puri e proibì solo la carne di animali impuri. Perché tu ora ci vieti la carne di tutti gli animali? Qual è dunque la legge che procede da Dio, quella di Mosè o la tua?».

E Gesù rispose: «Per mezzo di Mosè Dio dettò ai vostri avi dieci comandamenti. Ma i vostri avi dissero: “Questi comandamenti sono troppo duri”, e non riuscirono a rispettarli. E Mosè, vedendo ciò, ebbe compassione del suo popolo e non volle lasciarlo morire, così dette loro dieci volte dieci comandamenti meno duri affinché essi potessero rispettarli. Ma io vi dico, in verità, che se i vostri avi fossero stati capaci di rispettare i dieci comandamenti di Dio, allora Mosè non avrebbe avuto bisogno di aggiungervi i suoi dieci volte dieci comandamenti.

Perché chi ha piedi forti come le montagne di Sion non ha bisogno di grucce, ma chi ha le gambe che vacillano va più lontano con le grucce che senza. Allora Mosè disse al Signore: «Il mio cuore è triste perché il mio popolo si perderà: infatti manca della conoscenza e non riesce a comprendere i tuoi comandamenti. Essi sono come bambini che ancora non comprendono le parole del loro padre.

Signore, permettimi di dar loro altre leggi affinché non periscano. Se essi non possono essere con te non permettere che siano contro di te; per ora fa in modo che possano solo sorreggersi poi, quando saranno maturi per le tue parole, rivelerai loro le tue leggi».

Per questo Mosè ruppe le due tavole di pietra dove erano scritti i dieci comandamenti e, in alternativa, dette loro dieci volte dieci
comandamenti. E da questi dieci volte dieci comandamenti gli scriba e i farisei hanno ricavato centinaia di volte dieci comandamenti: hanno caricato sulle vostre spalle pesi che neanche loro sopportano.

Infatti più i comandamenti sono vicini a Dio e minore è il loro numero, più se ne allontanano e maggiore è il loro numero.

Perciò le leggi degli scriba e dei farisei sono innumerevoli; le leggi dell’uomo sono sette; quelle degli Angeli tre e quella di Dio una.

«Quindi io vi insegnerò solo quelle leggi che potrete comprendere, affinché possiate diventare uomini e seguire le sette leggi del Figlio dell’Uomo. Poi anche gli Angeli sconosciuti del Padre Celeste vi riveleranno le loro leggi, affinché il santo spirito di Dio possa discendere su di voi e guidarvi verso la sua legge».

E tutti furono meravigliati della sua saggezza e gli chiesero: « Maestro continua, insegnaci tutte le leggi che possiamo apprendere».

E Gesù continuò: «Dio comandò, ai vostri avi di non uccidere, ma i loro cuori erano induriti ed essi uccisero. Allora Mosè volle fare in modo che almeno non uccidessero gli uomini e così tollerò il fatto che uccidessero animali. Ma il cuore dei vostri avi si indurì ulteriormente ed essi uccisero sia uomini che animali. Così io vi dico: «non uccidete né uomini, né animali e neanche il cibo che entra nella vostra bocca!». Perché se mangiate cibo vivente quello stesso cibo vivificherà anche voi, ma se uccidete il vostro cibo quel cibo morto vi ucciderà.

Poiché la vita viene solo dalla vita e dalla morte viene sempre la morte.

Infatti ciò che ha ucciso il vostro cibo ucciderà anche i vostri corpi; e tutto ciò che uccide i vostri corpi ucciderà anche le vostre anime.

Perché i vostri corpi diventano ciò che mangiate così come i vostri pensieri diventano il vostro spirito.

Quindi non mangiate nulla che sia stato distrutto dal fuoco, dal gelo o dall’acqua; perché i cibi bruciati, congelati o marci bruceranno, congeleranno e faranno marcire anche i vostri corpi.

Non fate come il contadino sciocco che seminò semi cotti, congelati e marci; e quando venne l’autunno i suoi campi non produssero nulla e la sua miseria fu grande. Ma fate come quel contadino che seminò nel suo campo semi viventi i quali si moltiplicarono centinaia di volte.

Dunque vivete solo con il fuoco della vita e non preparate i vostri cibi con quel fuoco della morte che uccide i vostri cibi, i vostri corpi e anche le vostre anime».

«Maestro, dov’è il fuoco della vita?» chiese qualcuno. «È in voi, nel vostro corpo e nel vostro sangue». E altri chiesero: «Dov’è il fuoco della morte?». «Il fuoco della morte è quel fuoco che arde al di fuori di voi ed è più caldo del vostro sangue; è quel fuoco che voi usate per cucinare i vostri cibi nelle case e nei campi.

Io vi dico, in verità, che quel fuoco di morte distrugge il vostro cibo e il vostro corpo, così come il fuoco della malizia rovina i vostri pensieri e distrugge il vostro spirito. Perché il vostro corpo è ciò che mangiate e il vostro spirito è ciò che pensate.

Dunque non mangiate ciò che è stato ucciso da un fuoco più forte del fuoco della vita ma nutritevi scegliendo i vostri cibi commestibili tra i frutti degli alberi, le erbe dei campi e il latte degli animali.

Infatti tutto ciò è nutrito e maturato dal fuoco della vita ed è un dono degli Angeli di nostra Madre Terra. Ma non mangiate nulla di ciò a cui ha dato sapore il fuoco della morte perché ciò è di Satana».

E qualcuno, meravigliato, chiese: «Maestro, come possiamo preparare il nostro pane quotidiano senza fuoco?».

«Lasciate che siano gli Angeli di Dio a preparare il vostro pane. Bagnate il vostro grano affinché possa penetrarvi l’Angelo dell’acqua, quindi disponetelo all’aria affinché sia abbracciato anche dall’Angelo dell’aria; poi lasciatelo al sole dal mattino alla sera affinché possa discendervi anche l’Angelo della luce del sole.

E la benedizione di questi tre Angeli farà sbocciare in fretta nel vostro grano il germoglio della vita.

Poi macinate il vostro grano e ricavatene delle cialde sottili come fecero i vostri padri quando lasciarono l’Egitto, la dimora della schiavitù.

Quindi disponete di nuovo quelle cialde al sole fin dal mattino e a mezzogiorno giratele affinché, prima del tramonto, l’Angelo del sole possa abbracciarle anche dal lato opposto.

Perché il vostro pane deve essere preparato da quegli stessi Angeli che hanno nutrito e maturato il grano nei campi. E lo stesso sole che, grazie al fuoco della vita, fece crescere e maturare il grano dovrà, con quello stesso fuoco, cucinare anche il vostro pane.

Perché il fuoco del sole dà la vita al grano, al pane e al corpo; ma il fuoco della morte uccide il grano, il pane e il corpo. E gli Angeli viventi del Dio vivente servono solo gli uomini vivi, perché Dio è il Dio della vita e non il Dio della morte».

«Dunque mangiate soltanto alla mensa di Dio: la frutta degli alberi, il grano e le erbe dei campi, il latte degli animali e il miele delle api, perché tutto il resto è di Satana e, attraverso la via dei peccati e delle malattie, conduce alla morte. Ma il cibo che mangerete alla ricca mensa di Dio rafforzerà e ringiovanirà il vostro corpo e voi non vedrete mai la malattia. Perché nell’antichità la mensa di Dio nutrì Matusalemme e vi dico, in verità, che se vivrete come visse lui il Dio vivente darà anche a voi, sulla terra, una vita lunga come la sua».

«Vi dico, in verità, che il Dio della Vita è più ricco di tutti i ricchi della terra e la sua mensa traboccante è più ricca dei più ricchi banchetti di tutti i ricchi della terra. Dunque mangiate per tutta la vita alla tavola di nostra Madre Terra e non vi mancherà mai nulla.

E quando vi nutrirete alla sua tavola mangiate sempre tutte le cose così come le trovate, non cucinatele e non mescolate una varietà con l’altra, altrimenti le vostre viscere diventeranno come pantani fumanti; e vi dico, in verità, che ciò è ripugnante agli occhi del Signore».

«E non siate come quell’operaio ingordo che, quando era alla tavola del suo padrone, divorava anche le porzioni degli altri e ingurgitava ogni cosa avidamente intrugliando tutto. E vedendo ciò il suo padrone, indignato, lo scacciò dalla sua tavola. E quando tutti ebbero terminato il loro pasto egli raccolse tutti gli avanzi e chiamò l’operaio ingordo dicendogli: «Prendi questi avanzi e vai a mangiarli insieme ai porci perché il tuo posto è con loro e non alla mia tavola».

«Fate attenzione dunque a non contaminare il tempio del vostro corpo con ogni genere di abominazione. Alla mensa di Madre Terra troverete sempre due o tre tipi di cibo, accontentatevi di quelli; non siate golosi di tutto ciò che vi circonda perché vi dico, in verità, che se voi mescolerete nel vostro corpo tutti i generi di cibo, allora in esso cesserà la pace e in voi si combatteranno guerre senza fine. E col tempo il vostro corpo sarà annientato, così come avviene per le case e i regni divisi in se stessi.

Perché il Dio nostro è il Dio della Pace e non sostiene mai le divisioni; dunque non attirate su di voi la collera di Dio, altrimenti sarete scacciati dalla sua mensa e sarete costretti a mangiare alla tavola di Satana dove il vostro corpo sarà corrotto dal fuoco dei peccati, delle malattie e della morte».

«E quando vi nutrite non mangiate mai fino a sazietà; sfuggite le tentazioni di Satana e ascoltate la voce degli Angeli di Dio. Perché Satana e il suo potere vi tenteranno a mangiare sempre di più ma, se vivrete dello spirito, voi resisterete ai desideri del corpo. Infatti il vostro digiuno è sempre gradito agli occhi degli Angeli di Dio. Perciò, quando sarete sazi, fate attenzione a quanto avrete mangiato e mangiate sempre un terzo in meno».

«Fate in modo che il peso del vostro cibo quotidiano sia equilibrato e giusto. Allora voi non diventerete mai schiavi di Satana e delle sue malattie. E non disturbate il lavoro che gli Angeli compiono nel vostro corpo mangiando spesso perché, in verità, chi mangia più di due volte al giorno compie in sé il lavoro di Satana.

E gli Angeli di Dio lasceranno presto il suo corpo e Satana se ne impadronirà.

Mangiate solo quando il sole è nel punto più alto del cielo e mangiate di nuovo quando sarà tramontato; così voi non vedrete malattia perché ciò piace agli occhi del Signore.

E se volete che gli Angeli di Dio esultino nel vostro corpo e che Satana fugga lontano da voi, allora sedete alla mensa di Dio una sola volta al giorno. E allora i vostri giorni sulla terra saranno lunghi perché ciò piace agli occhi del Signore.

Mangiate sempre quando la mensa di Dio è apparecchiata dinanzi a voi e mangiate sempre il cibo che vi trovate. Infatti vi dico, in verità, che Dio sa bene di cosa ha bisogno il nostro corpo e quando ne ha bisogno».
«Mangiate l’orzo; mangiate il grano (l’erba più perfetta tra tutte quelle recanti seme); e fate in modo che il vostro pane quotidiano sia fatto di grano, affinché il Signore possa prendersi cura del vostro corpo. Mangiate l’uva acerba, affinché il vostro corpo possa dimagrire e Satana possa fuggirne.

Raccogliete l’uva affinché il suo succo possa servirvi da bevanda. Raccogliete l’uva matura addolcita e appassita dall’Angelo del sole affinché, grazie agli Angeli che dimorano in essa, i vostri corpi si irrobustiscano. Mangiate i fichi ricchi di succo e quelli che vi avanzano lasciate che li conservi per voi l’Angelo del sole; li mangerete con la polpa delle mandorle quando gli alberi non porteranno frutti.

Mangiate le erbe susseguenti alle piogge affinché il vostro sangue possa purificarsi dai vostri peccati. Nutritevi del latte dei vostri animali, perché il Signore dette l’erba dei campi a tutti gli animali che producono latte affinché, col loro latte, essi potessero nutrire l’uomo.

lo vi dico, in verità, che quanti mangeranno solo alla mensa di Dio evitando tutte le abominazioni di Satana saranno felici.

E non mangiate cibi impuri provenienti da terre lontane ma preferite sempre ciò che producono i vostri alberi; perché Dio sa bene cosa è necessario per voi, dove e quando.

Ed egli, riguardo al cibo, fornisce il meglio a tutti i popoli di tutti i regni della terra.

E non mangiate come fanno i pagani, che si ingozzano in tutta fretta contaminando il loro corpo con ogni sorta di abominazione».

«Perché il potere degli Angeli di Dio entra in noi attraverso il cibo vivente che il Signore ci offre alla sua mensa regale. E quando mangiate abbiate sopra di voi l’Angelo dell’aria e sotto di voi l’Angelo dell’acqua.

Durante il vostro pasto respirate sempre a lungo e profondamente affinché l’Angelo dell’aria possa benedire il vostro nutrimento.

E masticate bene con i denti il vostro cibo affinché esso possa diventare liquido e, nel vostro corpo, l’Angelo dell’acqua lo possa trasformare in sangue; mangiate lentamente, quasi come fosse una Preghiera rivolta al nostro Signore; perché vi dico, in verità, che se voi mangerete in questo modo alla sua mensa, il potere di Dio entrerà in voi.

Ma Satana trasformerà in un pantano fumante quel corpo sul quale non saranno discesi gli Angeli dell’aria e dell’acqua durante i pasti.

E il Signore non lo accoglierà più alla sua mensa; perché la tavola di Dio è un altare e chi mangia alla mensa di Dio è in un tempio.

Perché vi dico, in verità, che se il Figlio dell’Uomo rispetta i comandamenti di Dio il suo corpo diventa un tempio e il suo interno diventa un altare. Quindi non disponete nulla sull’altare di Dio quando il vostro spirito è irritato e, quando sarete nel tempio di Dio, non abbiate pensieri di collera.

Entrate nel santuario del Signore solo dopo che avrete udito in voi il richiamo dei suoi Angeli, perché tutto ciò che mangerete nella tristezza o nella rabbia o in assenza di appetito nel vostro corpo diventerà veleno. Perché il respiro di Satana contaminerà tutto ciò.

Dunque disponete con gioia le vostre offerte sull’altare del vostro corpo e allontanate tutti i cattivi pensieri quando il vostro corpo riceve il potere di Dio alla sua mensa; non sedete mai alla tavola di Dio prima che lui vi chiami con l’Angelo dell’appetito».

«Gioite sempre con gli Angeli di Dio quando sarete alla sua mensa regale, perché ciò rallegra il cuore del Signore; e allora la vostra vita sulla terra sarà lunga perché sarete serviti dal più prezioso dei suoi Angeli: l’Angelo della gioia».

«E non dimenticate che ogni settimo giorno è santo ed è consacrato a Dio. Per sei giorni nutrite il vostro corpo con i doni di Madre Terra ma il settimo giorno santificatelo per il vostro Padre Celeste.

Il settimo giorno non nutritevi di cibo terreno ma vivete solo della parola di Dio e intrattenetevi per tutto il giorno con gli Angeli del Signore nel regno del Padre Celeste. E come lavorate per sei giorni nel regno di Madre Terra così, nel settimo giorno, fate in modo che gli Angeli di Dio costruiscano nel vostro corpo il regno dei cieli.

Quindi durante il settimo giorno non lasciate che il cibo, nel vostro corpo, disturbi il lavoro degli Angeli. E allora Dio vi darà lunga vita sulla terra, affinché voi possiate vivere per sempre nel regno dei cieli. Perché vi dico, in verità, che se non vedrete più malattie sulla terra voi vivrete per sempre nel regno dei cieli».

«E ogni mattina Dio vi manderà l’Angelo della luce del sole per svegliarvi dal vostro sonno; dunque ubbidite al richiamo del vostro Padre Celeste senza indugiare pigramente nel vostro letto, perché all’esterno vi attenderanno già gli Angeli dell’aria e dell’acqua.

E lavorate tutto il giorno con gli Angeli di Madre Terra affinché possiate conoscere sempre meglio sia loro che le loro opere.

Ma quando il sole sarà tramontato e il Padre Celeste vi manderà il suo prezioso Angelo del sonno, allora riposate e passate la notte con lui. E allora il vostro Padre Celeste vi manderà i suoi Angeli sconosciuti i quali, intrattenendosi con voi tutta la notte, vi insegneranno molte cose riguardo al regno di Dio; così come gli Angeli di Madre Terra che conoscete vi istruiscono su cose che riguardano il regno di lei.

Infatti vi dico, in verità, che se rispetterete i suoi comandamenti voi sarete ogni notte ospiti del regno del vostro Padre Celeste. E l’indomani, quando vi sveglierete, sentirete in voi il potere degli Angeli sconosciuti. Il Padre Celeste vi manderà i suoi Angeli sconosciuti ogni notte affinché essi possano edificare il vostro spirito, così come Madre Terra vi manda i suoi Angeli ogni giorno affinché possano edificare il vostro corpo.

Perché vi dico, in verità, che se di giorno li abbraccerà Madre Terra e se di notte il Padre Celeste aliterà su di loro il suo bacio, allora i «Figli degli Uomini» diventeranno «Figli di Dio».

«Dunque opponetevi giorno e notte alle tentazioni di Satana. Non vegliate di notte e non dormite di giorno se non volete che gli Angeli di Dio vi abbandonino».

«Non compiacetevi del fumo e delle bevande di Satana che tengono svegli di notte e fanno dormire di giorno perché vi dico, in verità, che tutto il fumo e le bevande di Satana sono abominazioni agli occhi del vostro Dio».

«E non soggiacete neanche alla libidine, né di notte né di giorno, perché il libertino è come un albero la cui linfa scorre fuori dal suo tronco. E quell’albero essiccherà prima del tempo e non darà mai frutto. Quindi non siate dissoluti se non volete che Satana inaridisca il vostro corpo e che il Signore renda sterile il vostro seme».

Evitate anche tutto ciò che è troppo caldo e troppo freddo, perché la volontà di nostra Madre Terra è che né il freddo eccessivo né il caldo eccessivo minaccino il nostro corpo. Dunque non permettete che i vostri corpi si riscaldino o raffreddino più di quanto li riscaldano o li raffreddano gli Angeli di Dio.

E se voi rispetterete i comandamenti di Madre Terra, allora ogni volta che il vostro corpo sarà diventato troppo caldo lei vi manderà l’Angelo della freschezza per rinfrescarvi; e ogni volta che sarà diventato troppo freddo lei vi manderà l’Angelo del calore per riscaldarvi.

E seguite l’esempio di tutti gli Angeli del Padre Celeste e di Madre Terra che lavorano senza sosta, giorno e notte, nei regni dei cieli e della terra. Accogliete anche voi l’Angelo del lavoro, che è il più forte degli Angeli di Dio, e lavorate tutti insieme nel regno di Dio.

Seguite l’esempio dell’acqua che scorre, del vento che soffia, del sole che sorge e tramonta, degli alberi e delle piante che crescono, degli animali che corrono e saltano, della luna che cresce e decresce, delle stelle che vanno e vengono; tutto ciò si muove e compie il suo lavoro, perché tutto ciò che è vivo si muove e solo ciò che è morto è immobile.

E Dio è il Dio della vita mentre Satana è il Dio della morte. Servite dunque il Dio vivente, affinché possa sostenervi l’eterno movimento della vita e possiate sfuggire all’immobilità eterna della morte.

Lavorate senza sosta per costruire il regno di Dio e per non essere scaraventati nel regno di Satana. Perché nel regno vivente di Dio abbonda la gioia eterna ma un’immutabile tristezza oscura il regno della morte di Satana.

Siate dunque veri figli di Madre Terra e del Padre Celeste per non diventare schiavi di Satana. Allora Madre Terra e il Padre Celeste vi manderanno i loro Angeli per amarvi, servirvi e istruirvi. E i loro Angeli scolpiranno i comandamenti di Dio nella vostra mente, nel vostro cuore e nelle vostre mani, affinché voi possiate comprenderli, sentirli e adempierli».

«E pregate ogni giorno il vostro Padre Celeste e vostra Madre Terra affinché la vostra anima diventi perfetta come è perfetto il santo spirito del nostro Padre Celeste e affinché il vostro corpo diventi perfetto come è perfetto il corpo di nostra Madre Terra. Perché se voi comprenderete, sentirete e adempirete i comandamenti, allora vi sarà concesso tutto ciò che chiederete pregando il Padre Celeste e Madre Terra; perché la saggezza, l’amore e il potere di Dio sono al di sopra di ogni cosa».

Dunque pregate così il nostro Padre Celeste:

Padre Nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome.

Venga il tuo regno.

Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male;

perché tuo è il regno, il potere e la gloria per l’eternità.

Amen.

E pregate così la nostra Madre Terra:

Madre Nostra che sei sulla terra,

sia santificato il tuo nome.

Venga il tuo regno.

Sia fatta la tua volontà in noi come lo è in te.

Come mandi i tuoi Angeli ogni giorno mandali anche a noi.

Rimetti a noi i nostri peccati come noi espiamo le nostre colpe contro di te.

E non ci indurre in malattia ma liberaci dal male;

perché tuo è il corpo, la salute e la terra per l’eternità.

Amen.
E tutti pregarono il Padre Celeste e Madre Terra insieme a Gesù.
Poi Gesù continuò: «Così come il vostro corpo è stato rigenerato dagli Angeli di Madre Terra, possa anche il vostro spirito essere rigenerato dallo spirito del Padre Celeste; e possiate diventare veri figli di vostra Madre e di vostro Padre e veri Fratelli dei Figli degli Uomini.

Finora voi siete stati in guerra contro vostro Padre, contro vostra Madre e contro i vostri Fratelli; avete servito Satana. Ma da oggi in poi state in pace con il vostro Padre Celeste, con vostra Madre Terra e con i vostri Fratelli Figli degli Uomini; lottate solo contro Satana, affinché egli non vi derubi della vostra pace. lo offro la pace di Madre Terra al vostro corpo e la pace del Padre Celeste al vostro spirito; e che regni la loro pace tra i Figli degli Uomini!».

«Vengano a me quanti sono stanchi e soffrono tra i conflitti e le afflizioni, perché la mia pace darà loro forza e conforto, la mia pace infatti trabocca di gioia! Perciò io vi saluterò sempre dicendo “la Pace sia con voi!” e allora anche voi salutatevi l’un l’altro in questo modo, affinché sul vostro corpo possa discendere la Pace di nostra Madre Terra e sul vostro spirito possa discendere la Pace del nostro Padre Celeste.

E in questo modo troverete la pace anche tra di voi, perché il regno di Dio sarà dentro di voi.

E ora tornate presso quei vostri fratelli contro i quali eravate in guerra e offrite anche a loro la vostra pace. Perché quanti lottano per la pace saranno felici; infatti troveranno la Pace di Dio.

Andate dunque è non peccate più; e offrite a tutti la vostra pace, come io vi ho offerto la mia; perché la mia pace è la pace di Dio; “la Pace sia con voi”».

E Gesù si allontanò.
E su di loro discese la sua pace; ed essi tornarono tra i figli degli Uomini con l’Angelo dell’Amore nel loro cuore, con la Saggezza della legge nella loro mente e con il potere della rinascita nelle loro mani; e portarono la luce della pace a quanti lottavano nelle tenebre.

E allontanandosi si salutarono l’un l’altro: «LA PACE SIA CON TE».

 

E avvenne che Gesù radunò i Figli della Luce sulla riva del fiume per rivelare ad essi le cose rimaste segrete, poiché erano passati sette anni e ciascuno di loro era pronto per la Verità, come il fiore che sboccia allorché gli Angeli del sole e dell’acqua lo maturano.

Ed erano tutti diversi l’uno dall’altro, perché le loro età erano differenti e molti avevano ancora la rugiada della giovinezza sulle gote, molti di loro erano cresciuti secondo le tradizioni dei loro padri ed altri non avevano neanche conosciuto il padre e la madre. Ma tutti erano contraddistinti dalla luminosità dell’occhio e dall’elasticità del corpo e, questi segni, denotavano che essi avevano comunicato con gli Angeli di Madre Terra obbedendo alle sue leggi per sette anni.

E inoltre per sette anni gli Angeli sconosciuti del Padre Celeste li avevano istruiti durante le ore di sonno.

E ora era arrivato il giorno in cui essi avrebbero iniziato a far parte della Comunità degli eletti e avrebbero appreso gli insegnamenti segreti degli anziani precursori, risalendo fino a quelli di Enoch.

E Gesù condusse i Figli della Luce presso un antico albero situato sulla riva del fiume e si inginocchiò nel punto in cui le radici nodose e segnate dagli anni ne occupavano l’argine.

E anche i Figli della Luce si inginocchiarono accarezzando con riverenza il tronco di quell’antico albero, perché si insegnava loro che gli alberi sono fratelli degli uomini, infatti la loro madre è la stessa Madre Terra, il cui sangue scorre sia nella linfa dell’albero che nel corpo del figlio dell’uomo. E il loro padre è lo stesso Padre Celeste le cui leggi, scritte sui rami degli alberi, sono scritte anche sulla fronte del figlio dell’uomo.

E Gesù, indicando l’albero, disse «Ammirate l’Albero della Vita, che dimora nel mezzo del Mare Eterno. Non guardate solo con gli occhi del corpo, ma osservate anche, con gli occhi dello spirito, quell’Albero della Vita che dimora alla sorgente del flusso dei ruscelli, a una fonte viva in terra di siccità. Ammirate l’eterno giardino di meraviglie che circonda l’Albero della Vita, mistero dei misteri, che espande senza posa i rami della sua eterna piantagione e affonda le sue radici nel torrente di vita di un’eterna sorgente.

Scrutate con gli occhi dello spirito gli Angeli del giorno e della notte, che proteggono i suoi frutti con le fiamme della luce eterna ardenti ovunque.

Osservate, Figli della Luce, i rami dell’Albero della Vita che si estendono verso il regno del Padre Celeste; e ammirate le radici dell’Albero della Vita che discendono nel seno di Madre Terra.

E il Figlio dell’Uomo si innalza à un’altezza eterna pur camminando tra le meraviglie della pianura, perché solo lui porta nel suo corpo le radici dell’Albero della Vita: quelle stesse radici che succhiano dal seno di Madre Terra; e solo il Figlio dell’Uomo porta nel suo spirito i rami dell’Albero della Vita: quegli stessi rami che svettano verso le stelle e verso il regno del Padre Celeste.

Per sette anni voi avete lavorato di giorno con gli Angeli di Madre Terra e per sette anni avete riposato di notte tra le braccia del Padre Celeste. E ora sarà grande la vostra ricompensa, perché vi sarà rivelata la Parola affinché possiate richiamare su di voi tutto il potere di nostra Madre Terra dirigendo i suoi Angeli e dominando totalmente il suo regno, e affinché possiate richiamare su di voi anche la gloria abbagliante del vostro Padre Celeste dirigendo i suoi Angeli ed entrando nella vita eterna dei regni celesti.

E per sette anni queste Parole non vi furono rivelate perche c’era il rischio che qualcuno di voi fosse tentato di usarle per accumulare ricchezze o per dominare i suoi nemici e, in quel caso, egli non sarebbe, più stato considerato Figlio della Luce ma creatura del demonio e figlio delle tenebre. Perche solo l’acqua pura può riflettere la luce del sole, mentre l’acqua putrida oscura non può riflettere nulla. E quando il Figlio dell’Uomo avrà proceduto per sette anni, con il corpo e con lo spirito, con gli Angeli di Madre Terra e del Padre Celeste, allora egli sarà diventato come un fiume che scorre sotto il sole di mezzogiorno rispecchiando la luce abbagliante di gioielli splendenti».

«Ascoltatemi Figli della Luce, perché vi rivelerò la Parola, in modo che voi, rivolgendovi al mattino a Madre Terra e la sera al Padre Celeste, possiate unirvi sempre più strettamente ai regni della terra e del cielo, realizzando così quella fusione a cui il Figlio dell’Uomo è destinato dal principio dei tempi».

«Vi farò conoscere cose profonde e misteriose. Perché vi dico, in verità, che tutto esiste grazie a Dio e non c’è nessuno che eguagli Lui. Dirigete dunque il vostro cuore in maniera da poter percorrere quei giusti sentieri dov’è la sua presenza.

Al mattino, quando aprite i vostri occhi, anche prima che l’Angelo del Sole richiami il vostro corpo, pronunciate in voi stessi queste parole e lasciatele echeggiare nel vostro spirito, perché le parole sarebbero come foglie morte se non vibrasse in esse la vita dello spirito.

Dite dunque così; «Io entro nell’eterno e infinito giardino dei misteri con lo spirito unito al Padre Celeste, il corpo unito a Madre Terra e il cuore in armonia con i miei Fratelli Figli degli Uomini; dedico il mio spirito, il mio corpo e il mio cuore a quell’insegnamento santo puro e redentore che fu rivelato anticamente a Enoch».

Dopo che queste parole saranno entrate nel vostro spirito, il primo mattino, quello del Sabato, dite così: «Madre Terra e io siamo uno. Il suo respirò è il mio respiro; il suo sangue è il mio sangue; le sue ossa, la sua carne, le sue viscere, i suoi occhi e i suoi orecchi sono le mie ossa, la mia carne, le mie viscere, i miei occhi e i miei orecchi. lo non la diserterò mai e lei nutrirà e sosterrà sempre il mio corpo».

E così voi sentirete il potere di Madre Terra scorrere nel vostro corpo come il fiume che, gonfio di pioggia, accresce il suo flusso con forza rumorosa.

E il mattino della Domenica dite queste parole: «Angelo della Terra, fai fruttificare il mio seme e con il tuo potere vivifica tutto il mio corpo». Così come il vostro seme genera nuova vita, così il seme dell’Angelo della Terra agisce su Madre Terra, generando vita nell’erba, nell’humus e in tutte le cose viventi che crescono dal suolo.

Sappi, Figlio della Luce, che lo stesso Angelo della Terra che genera figli dal vostro seme, genera anche questa maestosa quercia dalla minuscola ghianda e genera il pane per il figlio dell’uomo accrescendo i semi di frumento. E il seme del vostro corpo non ha bisogno necessariamente del corpo della donna per generare vita perché l’Angelo della Terra, da esso, può generare la vita dello spirito dentro di voi, così come genera la vita del corpo fuori di voi.

E il mattino del Lunedì dite queste parole: «Angelo della Vita, entra con forza nelle membra del mio corpo». E, recitando queste parole, abbracciate l’Albero della Vita come io abbraccio fraternamente questa quercia, e voi sentirete il potere dell’Angelo della Vita scorrere nelle vostre braccia, nelle vostre gambe e in ogni parte del vostro corpo così come la linfa, in primavera, scorre nel tronco dell’albero fin quasi a traboccarne, e cosi, grazie al potere di Madre Terra, l’Angelo della Vita scorrerà nel vostro corpo.

E il mattino del Martedì dite queste parole: «Angelo della Gioia, discendi sulla terra portando bellezza e delizie a tutti i Figli di Madre Terra e del Padre Celeste». E, dopo la pioggia, voi andrete nei prati fioriti a ringraziare Madre Terra per il profumo dolce dei fiori; perché vi dico, in verità, che il fiore ha un unico scopo: quello di portare gioia al cuore del Figlio dell’uomo.

E voi ascolterete con nuovi orecchi il canto degli uccelli e vedrete con nuovi occhi i colori del sole all’alba e al tramonto, e tutti questi doni di Madre Terra saranno fonte di gioia dentro di voi come se, prodigiosamente, sgorgasse una sorgente in un luogo arido.

E cosi saprete che nessuno può avvicinarsi al Padre Celeste se l’Angelo della Gioia non lo lascerà passare, perché con gioia fu creata la terra e con gioia Madre Terra e il Padre Celeste generarono il Figlio dell’uomo.

E il Mercoledì mattino dite queste parole: «Angelo del Sole, entra nel mio corpo e dammi il fuoco della vita».

E voi sentirete i raggi del sole nascente entrare nel vostro corpo attraverso il suo centro fisico, che è anche il punto dove si mescolano gli Angeli del giorno e della notte, e potrete dirigere il potere del sole in ogni sua parte, perché il vostro corpo è dimora degli Angeli.

E il Giovedì mattino dite queste parole: «Angelo dell’Acqua, entra nel mio sangue e dai al mio corpo l’Acqua della Vita».

E voi sentirete il potere dell’Angelo dell’Acqua entrare nel vostro sangue come la corrente veloce del fiume, e sarà il vostro stesso sangue che porterà, come attraverso i rivoli di un torrente, il potere di Madre Terra in ogni parte del vostro corpo.

E ciò significherà benessere perché il potere dall’Angelo dell’Acqua è molto grande, e quando vi rivolgerete a lei, ella manderà Il suo potere ovunque voi vogliate, perché tutto è possibile quando gli Angeli di Dio dimorano nel Figlio dell’Uomo.

E il Venerdì mattino dite queste parole: «Angelo dell’Aria entra nel mio respiro e dai al mio corpo l’Aria della Vita».

Sappi, o Figlio della Luce, che l’Angelo dell’Aria è il messaggero del Padre Celeste e che nessuno può avvicinarsi a Dio se l’Angelo dell’Aria non lo lascerà passare. Noi non pensiamo all’Angelo dell’Aria quando respiriamo perche respiriamo senza pensarci, agiamo così come agiscono ifigli delle tenebre, che vivono la loro vita senza pensare.

Ma quando nelle nostre parole e nel nostro respiro sarà entrato il potere della vita, allora, ogni volta che invocheremo l’Angelo dell’Aria, noi invocheremo anche gli Angeli sconosciuti del Padre Celeste, avvicinandoci sempre di più ai regni celesti.

E la sera del Sabato dite queste parole: «Il Padre Celeste e io siamo uno».

Poi chiudete gli occhi Figli della Luce e, nel sonno, entrate nei regni sconosciuti del Padre Celeste. E così vi immergerete nella luce delle stelle e il Padre Celeste vi terrà nella sua mano suscitando in voi una sorgente di conoscenza, una fontana di potere sgorgante acque vive, il cui flusso di amore e saggezza abbraccerà tutto, come lo splendore della Luce Eterna.

E un giorno gli occhi del vostro spirito si apriranno e voi conoscerete tutte le cose.

E la Domenica sera dite queste parole: «Angelo della Vita eterna, discendi su di me e dai la vita eterna al mio spirito».

E chiudete gli occhi Figli della Luce e, nel sonno, contemplate l’unità di tutta la vita di ogni luogo. Perché vi dico, in verità, che di giorno i nostri piedi poggiano a terra e non hanno ali per poter volare, ma il nostro spirito non è vincolato alla terra e al sopraggiungere della notte noi trascendiamo i nostri legami terreni per congiungerci a ciò che è eterno.

Perché il Figlio dell’Uomo non è solo ciò che sembra e solo con gli occhi dello spirito potremo vedere quei fili d’oro che ci legano a tutta la vita di ogni luogo.

E la sera del Lunedì dite queste parole: «Angelo del Lavoro Creativo, discendi sulla terra e dai abbondanza a tutti i Figli degli
Uomini». Di tutti gli Angeli del Padre Celeste questo è il più potente, infatti esso genera movimento e solo il movimento è vita.

Dunque, Figli della Luce, lavorate nel giardino della comunità per creare sulla terra il regno dei cieli.

E mentre voi lavorerete, l’Angelo del Lavoro Creativo nutrirà e maturerà il vostro spirito affinché voi possiate vedere Dio.

E la sera del Martedì dite queste parole: «Pace, Pace, Pace, Angelo della Pace sii sempre in ogni luogo». Cercate l’Angelo della Pace in tutto quello che vive, in tutto ciò che fate e in ogni parola che pronunciate. Perché la Pace è la chiave di tutta la conoscenza, di tutti i misteri e di tutta la Vita. Satana regna dove non c’è pace e i figli delle tenebre bramano rubare ai Figli della Luce soprattutto la loro pace. Allora questa notte recatevi presso quel torrente di luce d’oro che riveste l’Angelo della Pace e al mattino, al vostro ritorno, portate con voi quella pace di Dio che supera ogni comprensione affinché, con quella pace perfetta, voi possiate confortare il cuore dei Figli degli Uomini.

E la sera del Mercoledì dite queste parole: «Angelo del Potere, discendi su di me e riempi di potere tutte le mie azioni». Vi dico in verità che, come non c’è vita sulla terra senza il sole, così non c’è vita dello spirito senza l’Angelo del Potere. In sua assenza i vostri pensieri e i vostri sentimenti sarebbero come scritture morte, come parole scritte su una pagina: il discorso morto di un uomo scomparso.

Ma i Figli della Luce non solo penseranno, non solo sentiranno, ma sapranno anche agire e le loro azioni saranno la realizzazione dei loro pensieri e dei foro sentimenti, come il frutto dorato dell’estate dà compimento alle gemme verdi della primavera.

E la sera del Giovedì dite queste parole: «Angelo dell’Amore, discendi su di me e riempi d’amore tutti i miei sentimenti». Perché è per mezzo dell’Amore che il Padre Celeste, Madre Terra e il Figlio dell’Uomo diventano uno.

L’Amore è eterno. L’Amore è più forte della morte.

E il Figlio della Luce dovrebbe bagnarsi ogni notte nelle acque sante dell’Angelo dell’Amore affinché, al mattino, egli possa poi battezzare i Figli degli Uomini con gesti e parole gentili. Perché, quando il cuore del Figlio della Luce si immerge nell’amore, allora ne scaturiscono solo parole nobili e gentili.

E la sera del Venerdì dite queste parole: «Angelo della Saggezza, discendi su di me e riempi di saggezza tutti i miei pensieri».

Sappiate, Figli della Luce, che i vostri pensieri sono potenti come il fulmine che, quando si scarica, squarcia la tempesta e schianta l’albero possente. Per questo che voi avete atteso sette anni prima che vi fosse insegnato a parlare con gli Angeli, perché voi non conoscete ancora il potere dei vostri pensieri.

Usate dunque la Saggezza in tutto ciò che pensate dite e fate. Perché vi dico, in verità, che ciò che si fa senza saggezza è come un puledro senza cavaliere, con la schiuma alla bocca e l’occhio selvaggio, che galoppa follemente verso l’abisso.

Ma quando l’Angelo della Saggezza presiederà alle nostre azioni, allora si traccerà il sentiero verso i regni sconosciuti e le nostre vite saranno governate, dall’ordine e dall’armonia.

E queste comunioni con gli Angeli sono date ai Figli della Luce affinché, con i corpi purificati da Madre Terra e gli spiriti purificati dal Padre Celeste, essi possano guidare e servire gli Angeli continuamente, secondo l’ordine stabilito: all’arrivo della luce, al suo deflusso serale e al ritorno del giorno col defluire delle tenebre, per tutte le generazioni del tempo.

La verità è nata dalla sorgente della Luce, la menzogna dal pozzo delle tenebre. Il dominio su tutti i figli della verità è esercitato dagli Angeli della Luce, affinché essi percorrano le vie della Luce.

Siano benedetti tutti i Figli della Luce, che hanno affidato la loro sorte alla Legge e che procedono fedelmente in tutte le loro vie. Possa la Legge benedirli con ogni bene e proteggerli da ogni male, possa illuminare i loro cuori con la comprensione profonda delle cose della vita e possa gratificarli con la conoscenza delle cose eterne».
E la luna crescente della pace si levò sopra le montagne e i raggi della sua luce si riflettevano sulle acque del fiume. E i Figli della Luce, come un solo uomo, si inginocchiarono con riverenza ringraziando Gesù per le sue parole, perché egli li aveva istruiti alla maniera dei loro antichi padri, secondo l’insegnamento che un giorno fu rivelato a Enoch.

E Gesù concluse: «La Legge fu impiantata per premiare i Figli della Luce con salute, pace e abbondanza, con lunga vita e col seme fecondo di infinite benedizioni, con la gioia eterna nell’immortalità della Luce Eterna».

«Con L’arrivo del giorno abbraccio mia Madre, con l’arrivo della notte mi unisco a mio Padre e col procedere del mattino e della sera respirerò la loro Legge, non interromperò queste comunioni fino alla fine del tempo».

 

E, dopo le piogge, l’erba di primavera spuntava sul monte Thebet creando un tappeto verde smeraldo tenero e delicato come il ventre di un pulcino. E fu in un mattino limpido e soleggiato che Gesù riunì i nuovi Fratelli degli Eletti, affinché essi potessero udire con i loro orecchi e comprendere con il loro cuore gli insegnamenti dei loro padri, secondo quanto fu insegnato anticamente a Enoch.

E Gesù sedette presso un antico albero segnato dalle rughe, tenendo tra le mani un piccolo vaso di terra, in quel vaso crescevano dei teneri germogli di frumento, l’erba più perfetta tra quelle recanti seme. E la tenera erbetta del vaso brillava di vita come l’erba e le piante che ricoprivano le colline e i campi in lontananza e oltre.

E Gesù accarezzò con le mani l’erba del vaso, con delicatezza, come se toccasse la testa di un bambino e disse: «Felici voi, Figli della Luce, che avete intrapreso la via dell’immortalità e percorrete il sentiero della verità come fecero, istruiti dai Patriarchi, i vostri antichi padri. Voi potete vedere e udire con gli occhi e con gli orecchi dello spirito le bellezze e le armonie del regno di Madre Terra: il cielo azzurro dove dimora l’Angelo dell’Aria, il fiume spumeggiante dove scorre l’Angelo dell’Acqua, La luce d’oro che emana l’Angelo del Sole. E vi dico, in verità, che queste cose sono fuori di voi e dentro di voi, perché il vostro respiro, il vostro sangue e il fuoco della
vita che è in voi sono tutt’uno con Madre Terra.

Ma tra queste e altre cose il dono più prezioso di Madre Terra è l’erba sotto i nostri piedi, quest’erba che calpestiamo spensieratamente.

L’Angelo della Terra è mite e umile, perche non ha ali per volare né raggi di luce per trafiggere le nebbie; ma è grande la sua forza ed è vasto il suo dominio, infatti ricopre la terra con il suo potere e senza di lui non esisterebbero neanche i Figli degli Uomini, perché nessuno potrebbe vivere senza l’erba, gli alberi e le piante di Madre Terra. E questi doni ai figli degli uomini sono fatti dall’Angelo della Terra.

Ma ora vi parlerò di cose misteriose perché vi dico, in verità, che l’umile erba non è solo un alimento per l’uomo e l’animale e che il suo aspetto modesto nasconde la sua gloria. Si racconta che anticamente un sovrano visitò i villaggi dei suoi sudditi camuffato da mendicante, ben sapeva che essi avrebbero confidato molte cose a una persona simile, mentre si sarebbero intimoriti dinanzi al loro re.

E così fa l’umile erba, nasconde la sua gloria sotto un modesto abito verde e i Figli degli Uomini le camminano sopra, la maneggiano, ci nutrono i loro animali, ma non sanno quali segreti nasconde: perfino i segreti della vita eterna e del regno dei cieli.

Ma i Figli della Luce sapranno i segreti dell’erba, perché a essi è affidato il compito di portare conforto ai Figli degli Uomini.

Madre Terra infatti ci svela dei segreti anche attraverso una sola manciata di frumento messa in una di quelle semplici ciotole che si usano per bere il latte o, per conservare il miele. E io ho riempito questa ciotola con terra scura, ricca di vecchie foglie e umida di rugiada del mattino: il dono più prezioso dell’Angelo della Terra.

Poi ho inumidito una manciata di frumento lasciandovi penetrare l’Angelo dell’Acqua, quindi l’ho lasciato abbracciare dall’Angelo dell’Aria e dall’Angelo del sole e, dopo che il potere di questi tre Angeli ha risvegliato nel frumento l’Angelo della Vita, da ogni chicco sono spuntati germogli e radici.

Quindi ho seminato quei chicchi risvegliati nel suolo dell’Angelo della Terra e così il potere di Madre Terra e di tutti i suoi Angeli è entrato nel frumento e, dopo quattro giorni, quella manciata di chicchi è diventata erba. lo vi dico, in verità, che non c’è miracolo più grande di questo».

Ei fratelli osservavano con riverenza quei teneri fili d’erba che Gesù teneva tra le mani e qualcuno chiese: «Maestro, qual’é il segreto dell’erba che hai tu? perché è diversa dall’erba che ricopre colline e montagne?».

E Gesù rispose: «Non è affatto diversa Figlio della Luce. Tutte le erbe, tutti gli albori e tutte le piante del mondo fanno parte del regno di Madre Terra. Ma io ho ricomposto in questo vaso una piccola parte del regno di nostra Madre affinché voi possiate toccarla con le mani dello spirito e affinché il suo potere possa entrare nel vostro corpo.

Perché vi dico, in verità, che fu grazie a un Sacro Torrente della Vita che furono generati Madre Terra e tutti i suoi Angeli.

E questo Sacro Torrente della Vita è invisibile agli occhi dei Figli degli Uomini perché essi camminano nelle tenebre e non vedono gli Angeli del giorno e della notte che li circondano e li trascendono. Ma voi, Figli della Luce, avete camminato per sette anni con gli Angeli del giorno e della notte, dunque apprenderete anche i segreti delle comunioni con gli Angeli.

E allora si apriranno gli occhi del vostro spirito e voi potrete vedere, udire e toccare quel Torrente della Vita che generò Madre Terra. E voi entrerete nel Sacro Torrente della Vita ed esso, con tenerezza infinita, vi condurrà verso la vita eterna, nel regno di nostro Padre Celeste».

E qualcuno, meravigliato, chiese: Maestro, come possiamo, far questo? Quali segreti dobbiamo conoscere per vedere, udire e toccare il Sacro Torrente della Vita?».

E Gesù non rispose, ma pose le sue mani intorno agli steli di grano cresciuti nel vaso, con gentilezza, come se fossero la fronte di un bambino. E chiuse gli occhi, e intorno a lui si librarono onde di luce che splendevano al sole, come quando il calore estivo fa tremolare la luce sotto il cielo sereno.

E i Fratelli si inginocchiarono chinando il capo con riverenza di fronte al potere degli Angeli che scaturiva dalla figura immobile di Gesù; ed egli sedeva in silenzio e con le mani congiunte come se fosse in preghiera presso gli steli d’erba.

E nessuno seppe se era passata un’ora o un anno, perché il tempo si era fermato e fu come se tutto il creato avesse trattenuto il respiro. E il profumo dei fiori riempiva l’aria quando Gesù aprì gli occhi e riprese a parlare: «Qui è il segreto, Figli della Luce, qui, nell’umile erba. Questo il luogo dove Madre Terra e il Padre Celeste si incontrano; è qui il Torrente della Vita che ha generato tutta la creazione; e vi dico, in verità, che solo al Figlio dell’Uomo è permesso vedere, udire e toccare il Torrente della Vita che scorre tra il regno terreno e quello celeste.

Ponete dunque le vostre mani vicino alla tenera erba dell’Angelo della Terra e voi vedrete, sentirete e toccherete il potere di tutti gli Angeli».

E, uno alla volta, tutti i Fratelli sostarono riverenti davanti al potere degli Angeli sfiorando con le loro mani la tenera erba. E ognuno sentì il torrente della Vita entrare nel suo corpo con l’energia di un torrente in piena dopo un temporale di primavera.

E il potere degli Angeli fluì dalle loro mani verso le loro braccia scuotendoli con forza, come il vento del nord scuote i rami degli alberi. E ciascuno di loro si meravigliò del potere dell’umile erba, così come del fatto che essa è in grado di contenere tutti gli Angeli insieme ai regni del Padre Celeste e di Madre Terra. E tutti si sedettero vicino a Gesù per essere istruiti da lui.

E Gesù disse: «Ammirate l’umile erba Figli della Luce e contemplatela come la dimora di tutti gli Angeli di Madre Terra e del Padre Celeste. Perché in questo modo entrerete nel torrente della Vita le cui correnti, col tempo, vi condurranno verso la vita eterna, nel regno del nostro Padre Celeste. Nell’erba infatti sono presenti tutti gli Angeli:

«Qui nel verde luminoso degli steli di grano c’è l’Angelo del Sole. Nessuno può guardare il sole quando è alto nel cielo perché gli occhi del Figlio dell’Uomo sono accecati dalla sua luce abbagliante. Ed è per questo che l’Angelo del Sole rende verde tutto ciò a cui dà vita, affinché il Figlio dell’Uomo possa ammirare tutte le varie sfumature di verde traendone forza e conforto. Vi dico, in verità, che tutto il verde avente in sé la vita contiene il potere dell’Angelo del Sole, anche questi teneri steli di frumento».

«E l’erba è benedetta anche dall’Angelo dell’Acqua, perché vi dico, in verità, che nell’erba l’Angelo dell’Acqua è più abbondane di tutti gli altri Angeli di Madre Terra. Infatti se voi pigiate l’erba nelle vostre mani ne sentirete scaturire I’acqua della vita, cioè il sangue di Madre Terra. E voi, ogni volta che vi mettete in contatto con l’erba ed entrate nel Sacro Torrente della Vita dovreste donare un po’ d’acqua al suo terreno, affinché l’erba possa rinnovarsi col potere dell’Angelo dell’Acqua».

«E sappiate che nell’erba c’è anche l’Angelo dell’Aria, perché tutte le cose verdi e vive sono la dimora dell’Angelo dell’Aria. Dunque ponete il vostro viso vicino all’erba e respirate profondamente lasciando entrare l’Angelo dell’Aria nelle profondità del vostro corpo. Perché egli dimora nell’erba come la quercia dimora nella ghianda e il pesce nel mare».

«Ed è l’Angelo della Terra che genera l’erba e, come la madre nutre il bimbo nel suo grembo, così la terra nutre il chicco di frumento innalzandolo fino a fargli abbracciare l’Angelo dell’Aria. Vi dico, in verità, che ogni chicco di frumento che si schiude al cielo è una vittoria sulla morte e sul regno di Satana, perché esso è vita che si rinnova.

«Ed è l’Angelo della Vita quello che, scorrendo dagli steli d’erba al corpo del Figlio della Luce, lo scuote con il suo potere. Perché l’erba è vita e anche il Figlio della Luce è vita e la vita, scorrendo tra il Figlio della Luce e gli steli d’erba, crea un ponte proteso verso quel Sacro Torrente di Luce che ha generato tutto il creato».

«E, quando il Figlio della Luce tiene tra le sue mani gli steli d’erba, allora l’Angelo della Gioia riempie il suo corpo di musica. Infatti entrare nel Torrente della Vita significa essere tutt’uno con il canto degli uccelli, con i colori dei fiori e col profumo dei covoni del grano appena raccolto nei campi.

Vi dico, in verità, che quando l’uomo non sente gioia nel suo cuore egli lavora per Satana e concede speranza ai figli delle tenebre.

Nel regno della Luce non c’è tristezza, c’è solo l’Angelo della Gioia. Dunque, Figli della Luce, imparate dai teneri steli d’erba il canto dell’Angelo della Gioia, affinché possiate camminare sempre al suo fianco e confortare così il cuore dei Figli degli Uomini».

«È Madre Terra che provvede ai nostri corpi, infatti siamo stati generati da lei e in lei viviamo. E lei, come cibo, ci offre anche questo gran numero di steli d’erba che tocchiamo con le nostre mani. Perché vi dico, in verità, che il frumento oltreché con il pane ci può nutrire anche con i teneri germogli della sua pianta, affinché la forza di Madre Terra possa entrare in noi.

Dobbiamo però masticarli bene, perché i denti del Figlio dell’Uomo, sono diversi da quelli degli animali e solo se i germogli saranno stati ben masticati l’Angelo dell’Acqua, potrà entrare nel nostro sangue e fornirci vigore. Figli della Luce nutritevi di quest’erba, la più perfetta tra quelle che troviamo alla tavola di nostra Madre Terra, affinché i vostri giorni sulla terra siano lunghi, infatti ciò trova favore agli occhi di Dio».

«lo vi dico, in verità, che quando voi, attraverso gli steli d’erba, toccate il Sacro Torrente della Vita, allora entra in voi anche l’Angelo del Potere. Perché l’Angelo del Potere è come una luce splendente che circonda ogni cosa vivente, proprio come un’aureola di splendore circonda la luna piena e come dai campi svanisce la foschia quando il sole si innalza nel cielo.

E l’Angelo del Potere entra nel Figlio della Luce se il suo cuore è puro e se il suo desiderio è solo quello di portare conforto e insegnamento ai Figli degli Uomini. Sfiorate dunque i fili d’erba e voi sentirete l’Angelo del Potere entrare alle estremità delle vostre dita, scorrere attraverso tutto il vostro corpo e scuotervi fino, a farvi vibrare, suscitando in voi riverente meraviglia»:

«E sappiate che nei fili d’erba c’è anche l’Angelo dell’Amore, perché l’amore è implicito quando si dà, e l’amore che i teneri fili d’erba danno ai Figli della Luce è grande. Perché vi dico, in verità, che il Torrente della Vita scorre in ogni cosa vivente e ogni cosa vivente si bagna nel Sacro Torrente della Vita.

E quando il Figlio della Luce sfiorerà con amore i fili d’erba, quegli stessi fili d’erba gli restituiranno il suo amore e lo condurranno a quel Torrente della Vita dove lui troverà la vita eterna. E questo amore non si esaurirà mai perché la sua sorgente proprio nel Torrente della Vita che sfocia nel Mare Eterno e non importa quanto il Figlio dell’Uomo si sia allontanato da sua Madre Terra e dal suo Padre Celeste; il contatto con i fili d’erba porterà sempre un messaggio dell’Angelo dell’Amore e i suoi piedi si bagneranno di nuovo nel Sacro Torrente della Vita».

«Ed ecco l’Angelo della Saggezza, che governa il movimento dei pianeti e il ciclo delle stagioni regolando la crescita di tutte le cose viventi. Ed è l’Angelo della Saggezza che prescrive la comunione dei Figli della Luce con il Torrente della Vita attraverso i teneri steli d’erba. Perciò vi dico, in verità, che il vostro corpo è santo, perché si bagna nel Torrente della Vita, che è Ordine Eterno».

«Accarezzate gli steli dell’erba, Figli della Luce, ed entrerete in contatto anche con l’Angelo della Vita Eterna. Perché, se osserverete
con gli occhi dello spirito, voi vedrete che veramente l’erba è eterna. Ora essa è giovane, tenera e vivace come un bambino. Presto diventerà alta e graziosa come un giovane albero ai suoi primi frutti. In seguito ingiallirà per l’età, chinando pazientemente il capo come un campo dopo il raccolto. Infine appassirà, perché un piccolo vaso di terra non può alimentare l’intero ciclo vitale del frumento; ma essa non morirà perché le foglie appassite torneranno tra le braccia dell’Angelo della Terra e lui gli offrirà riposo, poi tutti gli Angeli agiranno su quelle foglie avvizzite fino a trasformarle: non moriranno ma rinasceranno secondo una nuova forma.

E così sarà del Figlio della Luce, egli non vedrà mai la morte ma sarà trasformato ed elevato alla Vita eterna».

«E qui opera anche l’Angelo del Lavoro: egli è senza sonno e manda le radici del frumento nelle profondità dell’Angelo della Terra, affinché i teneri germogli verdi possano sconfiggere la morte e il regno di Satana. Infatti la vita è movimento e l’Angelo del Lavoro non si arresta mai, lavora senza sosta nella vigna del Signore. E quando toccate l’erba chiudete gli occhi, Figli della Luce, ma senza cadere addormentati, perché entrare in contatto con il Torrente della Vita significa accostarsi al ritmo eterno dei regni infiniti e bagnarsi nel Torrente della Vita significa sentire in voi, sempre più forte, il potere dell’Angelo del Lavoro che edifica sulla terra il regno dei Cieli».

«E il regalo che il Torrente della Vita fa ai Figli della Luce è la Pace. Per questo noi ci salutiamo sempre l’un l’altro dicendo “la Pace sia con te”.

Anche l’erba dunque saluta il vostro corpo con il bacio della Pace. E vi dico, in verità, che la Pace non è semplicemente l’assenza della guerra, perché il pacifico fiume può mutarsi repentinamente in un torrente furioso e le stesse onde che cullano la barca possono infrangerla contro gli scogli.

E, allo stesso modo, i Figli degli Uomini sono esposti alla violenza quando su di loro non vigila la Pace. Sfiorate dunque i fili d’erba, in questo modo vi metterete in contatto con il Torrente della Vita e così troverete la Pace, quella Pace edificata con il potere di tutti gli Angeli. E, grazie a quella Pace, i raggi della Santa Luce dissiperanno tutte le tenebre».

«E, quando i Figli della Luce saranno tutt’uno con il Torrente della Vita, allora il potere dei fili d’erba li condurrà verso il regno eterno del Padre Celeste. E voi conoscerete molti di quei misteri di cui ora non potete sapere perché non è ancora tempo. Perché ci sono altri Sacri Torrenti nei regni eterni; vi dico, in verità, che i regni celesti sono attraversati e riattraversati da torrenti di luce d’oro che scavalcano la volta celeste e non hanno fine. E i Figli della Luce, guidati dall’amore del Padre Celeste, percorreranno questi torrenti per sempre e non conosceranno la morte.

E vi dico, in verità, che l’umile erba conterrà tutti questi misteri nel momento in cui voi la lambirete con tenerezza aprendo il vostro cuore all’Angelo della Vita contenuto in lei.

Raccogliete allora dei chicchi di frumento e seminateli in un piccolo vaso di terra; e ogni giorno, con cuore lieto, comunicate con gli Angeli affinché essi possano guidarvi verso il Sacro Torrente della Vita e affinché voi, dalla sua eterna sorgente, possiate portare forza e conforto ai Figli degli Uomini. Perché vi dico, in verità, che tutto ciò che vedono e odono gli occhi e le orecchie dello spirito sarà solo una fatua canna agitata dal vento se voi non porterete un messaggio di verità e di luce ai Figli degli Uomini. Perché è dal frutto che conosciamo il valore di un albero. E amare significa insegnare senza sosta e senza posa. Infatti, anticamente, i nostri padri e il nostro patriarca Enoch furono istruiti così.

Andate ora, e la pace sia con voi».

E Gesù sollevò il piccolo vaso con i teneri fili d’erba come in una benedizione e si avviò verso le colline assolate camminando lungo la riva del fiume, come era abitudine di tutti i Fratelli. E anche gli altri si incamminarono e ciascuno custodiva in sé le parole di Gesù, come se fossero un gioiello prezioso da proteggere nello scrigno.

 

«La Pace sia con voi», disse l’Anziano salutando i Fratelli riuniti per ascoltare l’insegnamento.
«La Pace sia con te», risposero quelli mentre procedevano insieme a lui lungo l’argine del fiume — questa era infatti, la consuetudine quando un Anziano insegnava ai Fratelli — perché in tal modo essi potevano condividere gli insegnamenti con gli Angeli di Madre Terra: l’aria, il sole, I’acqua, la terra, la vita, e la gioia.

E l’Anziano disse ai fratelli: «Vorrei parlarvi della pace perché, di tutti gli Angeli del Padre Celeste, la pace è quello che il mondo desidera più ardentemente, così come un bambino stanco è ansioso di poggiare la testa sul petto della madre. La mancanza di pace turba i regni anche quando questi non sono in guerra. Perché in una nazione possono regnare guerra e violenza anche se non si ode il cozzare delle spade. Infatti, se i figli degli uomini non procedono con gli Angeli di Dio non c’è pace, anche se gli eserciti non si fronteggiano. E vi dico, in verità, che sono tanti quelli che non conoscono affatto la pace; perché sono in guerra contro il loro corpo, sono in guerra contro i loro pensieri e non sono in pace con i loro padri, né con le loro madri, né con i loro figli; e non sono in pace neanche con i loro amici e vicini; essi non conoscono la bellezza del Vangelo, non lavorano nel regno di Madre Terra durante il giorno né dormono tra le braccia del Padre Celeste di notte. In loro non regna la pace, perché essi sono sempre assetati di cose che portano come risultato solo dolore e miseria, come ad esempio le vanità della ricchezza e della gloria che vengono usate da Satana per tentare i Figli degli Uomini; essi vivono ignorando la Legge; ignorano quella medesima Santa Legge secondo la quale viviamo noi: il sentiero degli Angeli della Madre Terra e del Padre Celeste.

«Maestro, allora come possiamo portare la pace ai nostri fratelli?» gli chiese uno dei più maturi «perché noi vorremmo condividere con tutti i Figli degli Uomini le benedizioni dell’Angelo della Pace».

Ed egli rispose: «In verità, soltanto chi è in pace con tutti gli Angeli può comunicare agli altri la luce della pace. Quindi, in primo luogo, state in pace con tutti gli Angeli di Madre Terra e del Padre Celeste. Perché l’infuriare del temporale turba e agita le acque del fiume e solo la successiva quiete può calmarle di nuovo.

Quando un vostro fratello vi chiederà del pane, badate di non dargli delle pietre. Vivete prima di tutto in pace con tutti gli Angeli e allora la vostra pace sarà come una fontana che si riempie con il dare e più voi darete più vi sarà dato, perché così è la Legge».

«Le dimore del Figlio dell’Uomo sono tre e nessuno può presentarsi al cospetto di Dio se non conosce l’Angelo della Pace in ciascuna delle tre. Le tre dimore sono il suo corpo, i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Quando l’Angelo della Saggezza guiderà i suoi pensieri, quando l’Angelo dell’Amore renderà puri i suoi sentimenti e quando le azioni del suo corpo riveleranno amore e saggezza, allora, infallibilmente, l’Angelo della Pace guiderà l’uomo verso il trono del Padre Celeste. E lui dovrebbe pregare senza sosta affinché il potere di Satana, con tutte le sue contaminazioni e malattie, possa essere scacciato definitivamente da queste tre dimore e affinché nel suo corpo, nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti possano regnare il Potere, la Saggezza e l’Amore».

«Il Figlio dell’Uomo cercherà prima di tutto la pace del corpo; perché il corpo è come uno stagno di montagna: quando è calmo e limpido rispecchia il sole, ma quando è pieno di fango e sassi non rispecchia nulla. In principio si deve scacciare Satana dal corpo, affinché gli Angeli di Dio possano farvi ritorno e dimorarvi. In verità nessuna pace può regnare nel corpo se questi non diventa un tempio della Santa Legge.

Quindi se qualcuno che soffre dolori e gravi affezioni vi chiede aiuto, esortatelo a rinnovare se stesso con il digiuno e la preghiera. Ditegli di invocare l’Angelo del Sole, l’Angelo dell’Acqua e l’Angelo dell’Aria affinché essi possano entrare nel suo corpo e scacciare il potere di Satana. Spiegategli il battesimo interno e quello esterno. Persuadetelo a mangiare sempre alla mensa apparecchiata con i doni di nostra Madre Terra: i frutti degli alberi, le erbe dei campi, il buon latte degli animali e il miele delle api. Egli non dovrà evocare il potere di Satana nutrendosi della carne degli animali perché chi uccide, uccide suo fratello e chi mangia la carne di bestie uccise mangia il corpo della morte.

Ditegli di preparare il suo cibo con il fuoco della vita e non con il fuoco della morte perché gli Angeli vivi del Dio vivente servono soltanto uomini vivi.
Anche se non li vede, non li sente e non li tocca, lui è circondato in ogni momento dagli Angeli di Dio. E, finché i suoi occhi e i suoi orecchi saranno chiusi dall’ignoranza della Legge e dalla brama dei piaceri di Satana, egli non potrà sicuramente vederli né udirli né toccarli. Ma quando lui digiunerà pregando il Dio vivente di scacciare tutte le malattie e le contaminazioni di Satana, allora i suoi occhi e orecchi si apriranno ed egli troverà la pace.

Perché non soffre solo chi ospita in sé i malanni di Satana ma soffrono anche sua madre, suo padre, sua moglie, suo figlio e i suoi compagni, perché nessun uomo è un’isola e, in verità, i poteri che scorrono attraverso di lui, siano essi degli Angeli o di Satana, agiscono anche sugli altri, in bene o in male.

Quindi, con il sole alto di mezzogiorno, pregate così il vostro Padre Celeste:

Padre nostro che sei nei cieli,

manda a tutti i Figli degli Uomini il tuo Angelo della Pace;

e manda l’Angelo della Vita a dimorare nel nostro corpo per sempre.

«Poi, affinché l’Angelo della Saggezza possa guidarlo, il Figlio dell’Uomo cercherà la pace del pensiero. Perché vi dico, in verità, che non esiste, né in cielo né in terra, un potere più grande dei pensieri del Figlio dell’Uomo. Anche se é invisibile agli occhi del corpo, ogni pensiero è fornito di grande potenza e la sua forza può persino scuotere i cieli.

Infatti il potere del pensiero non è concesso a nessuna altra creatura del regno di Madre Terra, perché gli animali che si muovono e gli uccelli che volano non vivono secondo la propria ragione ma secondo l’unica Legge che tutto governa. Solo al Figlio dell’Uomo è concesso il potere del pensiero, quel potere che può persino infrangere le catene della morte.

Non crediate dunque che il pensiero, essendo invisibile, non sia dotato di potere. Veramente vi dico, che il fulmine che spacca la vigorosa quercia o il terremoto che apre squarci sulla terra non sono che giochi di bambino se paragonati al potere del pensiero. E veramente ogni pensiero delle tenebre, sia esso di malizia o di collera o di vendetta, genera distruzione come un fuoco che divampa tra i fuscelli asciutti a cielo sereno. Ma l’uomo non vede la carneficina e non ode le grida pietose delle sue vittime perché è cieco al mondo dello spirito.

Ma quando questo potere sarà governato dalla santa Saggezza, allora il pensiero condurrà il Figlio dell’Uomo verso i regni celesti e si realizzerà il paradiso sulla terra, e avverrà che i vostri pensieri eleveranno le anime degli uomini così come, nella calura estiva, l’acqua fresca di un torrente rinvigorisce il corpo.

Quando un giovane uccello cerca di volare per la prima volta le sue ali non possono sorreggerlo ed egli cade ripetutamente a terra. Ma, riprovando e perseverando, egli un giorno si solleverà nell’aria e si allontanerà dal suo nido e dalla terra. E così succede anche ai pensieri dei Figli degli Uomini. Più l’uomo procederà con gli Angeli seguendo la loro Legge, più i suoi pensieri, rafforzandosi, diventeranno santa Saggezza.

E vi dico, veramente, che verrà il giorno in cui i suoi pensieri oltrepasseranno anche il regno della morte per estendersi verso la Vita eterna dei regni celesti; perché con i pensieri diretti dalla santa Saggezza i Figli degli Uomini costruiranno un ponte di Luce attraverso il quale arriveranno a Dio.

Quindi, con il sole alto di mezzogiorno, pregate così il vostro Padre Celeste:

Padre nostro che sei nei cieli,

manda a tutti i Figli degli Uomini il tuo Angelo della Pace;

e manda al nostro pensiero l’Angelo del Potere,

affinché noi possiamo infrangere le catene della morte.

«Poi il Figlio dell’Uomo cercherà la Pace dei sentimenti, affinché tutta la sua famiglia possa deliziarsi della sua gentilezza amorevole: sia suo padre che sua madre, sua moglie, suo figlio e suo nipote. Perché il Padre Celeste è centinaia di volte più grande di tutti i padri di seme e di sangue e Madre Terra è centinaia di volte più grande di tutte le madri del corpo e i vostri veri fratelli sono quanti compiono la volontà del Padre Celeste e di Madre Terra e non i vostri fratelli di sangue. E tuttavia dovrete identificare il Padre Celeste con il vostro padre di seme eMadre Terra con la vostra madre del corpo, infatti, non sono forse anche loro figli del Padre Celeste e di Madre Terra? E dovrete amare i vostri fratelli di sangue come amate i vostri veri fratelli che camminano con gli Angeli, infatti, non sono forse anche loro figli del Padre Celeste e di Madre Terra? Veramente vi dico, che è più facile amare persone appena incontrate che non quelli della nostra casa, perché essi hanno conosciuto le nostre debolezze, hanno udito le nostre imprecazioni rabbiose e, conoscendoci come ci conosciamo noi stessi, ci impacciano.

Dobbiamo quindi sollecitare l’Angelo dell’Amore, affinché entri nei nostri sentimenti e li purifichi; e allora tutto ciò che era impazienza e discordia si trasformerà in armonia e pace come quando la dolce pioggia, bagnando il suolo riarso, lo trasforma in un soffice tappeto, verde e tenero di nuova vita.

Perché quando i Figli degli Uomini non sono fedeli all’Angelo dell’Amore le loro afflizioni sono molte e pesanti. In verità, un uomo senza amore proietta un’ombra oscura su tutti coloro che incontra e, in misura maggiore, su quelli con cui vive; le sue parole dure e stizzose piombano, tra i suoi fratelli come aria fetida, che esala da una pozza stagnante. E lui soffre più di coloro ai quali si rivolge perché le tenebre che lo circondano invitano Satana e i suoi demoni.

Ma quando egli invocherà I’Angelo dell’Amore, allora le tenebre si dissiperanno e da lui procederà la luce del sole, sul suo capo turbineranno i colori dell’arcobaleno, dalle sue dita scenderà una dolce pioggia ed egli porterà pace e forza a tutti coloro che lo avvicineranno.

Dunque, con il sole alto di mezzogiorno, pregate così il vostro Padre Celeste:

Padre nostro che sei nei cieli,

manda a tutti i Figli degli Uomini il tuo Angelo della Pace;

e manda a quelli del nostro seme e del nostro sangue l’Angelo dell’Amore,

affinché la pace e l’armonia possano regnare nella nostra casa per sempre.

Poi il Figlio dell’Uomo cercherà la pace con gli altri Figli degli Uomini, anche con i Farisei e con i preti, anche con i mendicanti e i senza casa, con i re e i governatori. Perché qualunque sia il loro ruolo o la loro professione e prescindendo anche dal fatto che i loro occhi vedano i regni celesti o procedano ancora nelle tenebre dell’ignoranza, essi sono tutti Figli degli Uomini. E la giustizia umana può ricompensare l’immeritevole e punire l’innocente ma la Santa Legge è uguale per tutti, per il mendicante e per il re, per il pastore e per il prete.

Cercate dunque la pace con tutti i Figli degli Uomini e, riguardo ai Fratelli della Luce, che si sappia che abbiamo vissuto in accordo alla Santa Legge fin dalla remota epoca di Enoch e da prima ancora. E che se non siamo ricchi non siamo neanche poveri, perché condividiamo tutte le cose, dagli abiti agli attrezzi che usiamo per coltivare la terra; e si sappia che lavoriamo insieme nei campi, in compagnia di tutti agli Angeli, ricavando dai doni di Madre Terra cibo per tutti.

Infatti il più forte tra gli Angeli del Padre Celeste, l’Angelo del Lavoro, benedice ogni persona che fa del suo meglio per compiere il suo lavoro e fa in modo che egli non conosca più né eccessi né desideri. E quando ognuno compie il suo lavoro, allora nei regni di Madre Terra e del Padre Celeste arriva veramente l’abbondanza per tutti gli uomini; ma se qualcuno omette di svolgere il suo compito ci sarà un altro che dovrà compierlo al suo posto perché a noi, nei regni del cielo e della terra, ci sono date tutte le cose a prezzo del lavoro.

I Fratelli della Luce hanno sempre vissuto dove gli Angeli di Madre Terra si rallegrano: vicino ai fiumi, vicino agli alberi, vicino ai fiori, vicino al canto degli uccelli, nei luoghi dove il sole e la pioggia possono abbracciare il corpo, ossia il tempio dello spirito. A noi non sono necessarie le leggi dei governatori né facciamo nulla per sostenerle perché la nostra legge è la Legge del Padre Celeste e di Madre Terra, ma neanche ci opponiamo a esse, perché nessuno governa senza il volere di Dio.

Noi ci adoperiamo per vivere in accordo alla Santa Legge e in tutte le cose sosteniamo sempre ciò che è buono; in questo modo il regno delle tenebre si trasformerà in regno della luce, infatti, come potrebbero le tenebre trattenersi dove c’è la luce?

Allora, con il sole alto di mezzogiorno pregate così il nostro Padre Celeste:

Padre nostro che sei nei cieli,

manda a tutti i Figli degli Uomini il tuo Angelo della Pace;

e manda a tutta l’umanità l’Angelo del Lavoro,

affinché avendo un santo compito non chieda ulteriori benedizioni.

«Poi il Figlio dell’Uomo cercherà la pace con l’antica conoscenza; perché vi dico che nel Vangelo c’è veramente un tesoro centinaia di volte più grande e più prezioso di tutto l’oro e di tutti i gioielli dei regni più opulenti, perché contiene, tutta la saggezza rivelata da Dio ai Figli della Luce; contiene le tradizioni che ci giunsero nell’antichità per mezzo di Enoch e, attraverso un sentiero infinito che affonda nel passato, contiene persino gli insegnamenti dei Patriarchi prima di lui. E tutto ciò rappresenta la nostra eredità ed è paragonabile all’eredità del figlio che riceve tutti i possedimenti del padre allorché si dimostra degno della sua benedizione.

E, studiando gli insegnamenti di quella saggezza senza età, noi arriveremo, certamente a conoscere Dio perché i Patriarchi, in verità, Lo incontrarono faccia a faccia; e così; quando noi leggiamo il Vangelo tocchiamo i piedi di Dio.

E non appena avremo imparato a vedere con gli occhi della saggezza e ad ascoltare con le orecchie della comprensione, dobbiamo recarci tra i Figli degli Uomini a trasmettere loro l’insegnamento; perché se nascondiamo gelosamente la santa conoscenza con la pretesa che essa debba appartenere solo a noi, allora ci comportiamo come colui che, trovata una sorgente nell’alto di una montagna, invece di lasciarla scorrere a valle a dissetare uomini e animali la seppellisce con fango e sassi privando così di quell’acqua anche se stesso.

Recatevi dunque tra i Figli degli Uomini e parlate loro della Santa Legge, affinché possano anch’essi salvare sé stessi entrando nei regni celesti. Ma rivolgetevi a loro in termini comprensibili e con parabole della natura rivolte al cuore, perché, nel cuore risvegliato, l’azione deve vivere prima sotto forma di desiderio.

Dunque, con il sole alto di mezzogiorno, pregate così il vostro Padre Celeste:

Padre nostro che sei nei cieli,

manda a tutti i Figli degli Uomini il tuo Angelo della Pace;

e manda alla nostra conoscenza l’Angelo della Saggezza,

affinché anche noi possiamo percorrere i sentieri di quei Grandi che hanno visto il volto di Dio.

Poi il Figlio dell’Uomo cercherà la pace con il regno di sua Madre Terra, perché nessuno può vivere a lungo né può essere felice se non onora sua Madre Terra rispettando le sue leggi. Perché il nostro respiro è il suo respiro; il nostro sangue è il suo sangue; le nostre ossa sono le sue ossa; la nostra carne è la sua carne; le nostre viscere sono le sue viscere; i nostri occhi e i nostri orecchi sono i suoi occhi e i suoi orecchi.

Vi dico che veramente noi siamo tutt’uno con Madre Terra; lei è in noi e noi siamo In lei. Da lei siamo nati, in lei viviamo e a lei torneremo. Quel sangue che cade dalle nuvole e scorre nei fiumi è il sangue di nostra Madre Terra; quel respiro che bisbiglia tra le foglie della foresta e soffia potente nel vento di montagna è il respiro di nostra Madre Terra; quella carne che solidifica dolcemente nei frutti degli alberi è la carne di nostra Madre Terra; le ossa di nostra Madre Terra sono forti e imperturbabili: sono i macigni e le gigantesche rocce che stanno ritte come sentinelle senza tempo; noi siamo veramente tutt’uno con nostra Madre Terra, se qualcuno si avvicinerà alle leggi di sua Madre, altrettanto sua Madre si avvicinerà a lui.

Ma verrà il giorno in cui il Figlio dell’Uomo si allontanerà da Madre Terra e la tradirà fino al punto di negare la sua maternità e il suo diritto di prima genitrice. Allora lui la venderà come una schiava e la sua carne sarà devastata, il suo sangue sarà inquinato e il suo respiro sarà soffocato; egli diffonderà il fuoco della morte in ogni angolo del suo regno e la sua ingordigia divorerà tutti i suoi doni lasciando al loro posto solo il deserto.

Egli farà tutto ciò per ignoranza della Legge e, come un uomo agonizzante non può annusare il proprio tanfo, così il Figlio dell’Uomo, diventato cieco alla verità, saccheggerà, devasterà e distruggerà sua Madre Terra e, così facendo, saccheggerà, devasterà e distruggerà se stesso. Perché il Figlio dell’Uomo è nato da Madre Terra, è tutt’uno con lei e tutto ciò che lui farà a sua Madre lo farà, a se stesso.

Tanto tempo fa, prima del gran diluvio, i Patriarchi percorrevano la terra e la loro casa e il loro regno erano quegli alberi giganteschi che ora non sono che leggenda. Essi vivevano per un gran numero di generazioni e non conoscevano né malattia, né vecchiaia né morte, perché mangiavano alla tavola di Madre Terra e dormivano tra le braccia del Padre Celeste.

Ed essi lasciarono in eredità ai Figli degli Uomini tutta la gloria dei loro regni e la segreta conoscenza dell’Albero della Vita che dimora nel mezzo del Mare Eterno. Ma gli occhi dei Figli degli Uomini furono accecati dalle allucinazioni di Satana e dalle sue promesse di potere, di quel potere che governa persino con la violenza e col sangue.

E allora il Figlio dell’Uomo spezzò i fili d’oro che lo legavano a sua Madre Terra e al suo Padre Celeste e si allontanò da quel Sacro Torrente della Vita che rendeva concordi alla Legge il suo corpo, i suoi pensieri e i suoi sentimenti; egli cominciò a confidare solo nei suoi propri pensieri, nei suoi propri sentimenti e nelle sue proprie opere e decretò centinaia di leggi là dove prima ce n’era solo Una.

E così i Figli degli Uomini si autoesiIiarono dalla loro casa e da allora in poi si accalcano dentro le loro mura di pietra, senza ascoltare più il richiamo del vento che nelle foreste, fuori dalle loro città, gioca tra gli alti alberi.

Ma io vi dico, in verità, che il Libro della Natura è il Vangelo e che, se volete che i Figli degli Uomini si salvino e trovino la vita eterna, dovrete insegnare loro come tornare a leggere le pagine viventi di Madre Terra. Perché la Legge è scritta in tutto ciò che è vita.

È scritta nell’erba, negli alberi, nei fiumi, nelle montagne, negli uccelli del cielo e nei pesci del mare, ma è scritta soprattutto nell’intimo del Figlio dell’Uomo. E solo tornando presso il seno di sua Madre Terra egli ritroverà sia la vita eterna che quel Torrente della Vita che conduce a suo Padre Celeste; solo così le nere previsioni del futuro non si avvereranno.

 

Dunque, con il sole alto di mezzogiorno, pregate così il vostro Padre Celeste:

 

Padre Nostro che sei nei cieli,

manda a tutti i Figli degli Uomini il tuo Angelo della Pace;

e manda nel regno di nostra Madre Terra l’Angelo della Gioia,

affinché i nostri cuori possano esultare cantando di gioia quando ci stringiamo fra le braccia di nostra Madre.
«E infine il figlio dell’Uomo cercherà la pace con il regno del suo Padre Celeste; perché, in verità, il Figlio dell’Uomo nasce da suo padre di seme e dalla sua madre del corpo solo affinché possa scoprire lui stesso, da protagonista, la sua vera eredità, riconoscendosi Figlio del Re.
Il Padre Celeste è quell’Unica Legge che creò le stelle, il sole, la luce, le tenebre e la Santa Legge insita nelle nostre anime. Egli è dovunque e non c’è luogo dove Egli non sia. Tutto ciò che conosciamo e tutto ciò che non conosciamo è governato dalla Legge. La caduta delle foglie, lo scorrere dei fiumi, il ronzio degli insetti notturni, tutto ciò è regolato dalla Legge.

 

Nel regno di nostro Padre Celeste ci sono molte dimore e sono molti i segreti che voi ancora non conoscete. E io vi dico, in verità, che il regno del nostro Padre Celeste è veramente vasto, è così vasto che non se ne possono conoscere i confini, esso infatti, è sconfinato.

 

Eppure tutto il suo regno lo si può trovare racchiuso nella più minuscola goccia di rugiada che bagna un fiore di campo o, d’estate, nel profumo dell’erba appena falciata nei campi assolati. In verità non ci sono parole per descrivere il regno del nostro Padre Celeste.
E l’eredità del Figlio dell’Uomo è veramente gloriosa perché solo a lui è concesso di accedere a quel Torrente della Vita che lo condurrà nel regno del suo Padre Celeste. Ma prima egli dovrà cercare e trovare la pace con il suo corpo, con i suoi pensieri, con i suoi sentimenti, con i Figli degli Uomini, con la santa conoscenza e con il regno di Madre Terra.

 

Perché vi dico, in verità, che è questo il vascello che, navigando nel Torrente della Vita, porterà il Figlio dell’Uomo presso suo Padre Celeste. Egli infatti dovrà avere in sé la pace settupla prima di poter conoscere quella pace che supera ogni comprensione e cioè la pace del suo Padre Celeste.

 

Quindi con il sole alto di mezzogiorno pregate così il vostro Padre Celeste:

 

Padre Nostro che sei nei cieli,

manda a tutti i Figli degli Uomini il tuo Angelo della Pace;

e manda nel tuo regno il tuo Angelo della Vita Eterna,

affinché noi possiamo librarci al di sopra delle stelle e vivere per sempre.
Poi l’Anziano tacque e tra i Fratelli si diffuse una grande serenità; e, mentre le prime ombre della sera giocavano nel fiume che scivolava placido e lucente come cristallo, nessuno desiderava parlare; e nel cielo che imbruniva si poteva scorgere, come in filigrana, la luna crescente della pace. E tutti furono presi dall’immortale Amore e dalla grande pace del Padre Celeste.

 

 

 

Siete arrivati nel cerchio più intimo, a quel mistero dei misteri che era già antico quando Enoch, ancora ragazzo, percorreva la terra. Ci siete arrivati a poco a poco, attraverso un viaggio di molti anni compiuto seguendo sempre il sentiero della giustizia e vivendo sempre in accordo alla Santa Legge e ai sacri voti della nostra Comunità; così avete reso il vostro corpo un santo tempio dove dimorano gli Angeli di Dio.

 

Avete condiviso per molti anni le ore del giorno con gli Angeli di Madre Terra e per altrettanti anni avete dormito tra le braccia del Padre Celeste, così siete stati istruiti dai suoi Angeli sconosciuti. Avete imparato che le leggi dell’uomo sono sette, quelle degli Angeli tre e quella di Dio una. E ora conoscerete le tre leggi degli Angeli, il mistero dei tre Sacri Torrenti e le antiche regole per percorrerli.

 

Così vi bagnerete nella luce del cielo, pervenendo infine alla rivelazione del mistero dei misteri: la legge di Dio, che è una.
Nelle ore che precedono il levare del sole, un po’ prima che gli Angeli alitino la vita sulla terra ancora addormentata, voi entrate nel sacro Torrente della Vita. È il vostro fratello albero che detiene il mistero di questo sacro Torrente e voi lo abbraccerete col vostro pensiero, come fate di giorno, quando lo salutate percorrendo la riva del lago. E vi renderete tutt’uno con l’albero, perché al principio dei tempi noi fummo tutt’uno con lui in quel Sacro Torrente della Vita che generò tutto il creato. E mentre abbraccerete il vostro Fratello Albero il potere del Sacro Torrente della Vita riempirà tutto il vostro corpo e voi vibrerete della sua potenza.

 

Poi inspirate profondamente l’Angelo dell’Aria e quando espirate pronunciate la parola «Vita». Allora, in verità, diventerete voi stessi quell’Albero della Vita che affonda le sue radici nelle profondità del Sacro Torrente della Vita che procede da una sorgente eterna. E quando il sole avrà riscaldato la terra e tutte le creature del suolo, dell’aria e dell’acqua si rallegreranno del nuovo giorno, allora anche voi, rallegrate il vostro corpo e il vostro spirito nel Sacro Torrente della Vita che scorre fino a voi attraverso il vostro Fratello Albero.
E quando il sole sarà alto nel cielo cercate il Sacro torrente del Suono. Nel calore di mezzogiorno, quando tutte le creature sono tranquille e cercano l’ombra e gli Angeli di Madre Terra hanno una pausa di silenzio, voi fate entrare nei vostri orecchi il Sacro Torrente del Suono. Esso infatti può essere udito solo nel silenzio. Immaginate quei torrenti che si originano nel deserto dopo un temporale improvviso e il suono tumultuoso delle loro acque che scorrono.

 

Veramente, se mai l’avete udita, quella è la voce di Dio; perché come è scritto, in principio fu il suono e il suono era con Dio e il suono era Dio. Vi dico, in verità, che quando nasciamo e veniamo al mondo noi portiamo nelle nostre orecchie il suono di Dio, insieme alla ninna nanna degli immensi cori del cielo e alle canzoni divine delle stelle ancorate alle loro orbite; il Sacro Torrente del Suono attraversa la volta di stelle e percorre il regno infinito del Padre Celeste. Esso è sempre nelle nostre orecchie e perciò non lo avvertiamo. Cercate di udirlo, allora, nel silenzio di mezzogiorno; immergetevi in esso, lasciate vibrare nei vostri orecchi il ritmo della musica di Dio e rendetevi tutt’uno con il Sacro Torrente del Suono. Fu questo Suono a plasmare la terra e il mondo, produrre le montagne e a disporre le stelle sul loro trono di gloria nell’alto dei cieli.
E le acque musicali del Torrente del Suono scorreranno verso di voi e voi vi immergerete in esse; perché al principio dei tempi noi condividemmo in questo modo il Sacro Torrente del Suono che ha generato tutto il creato. E il fragore intenso del Torrente del Suono risuonerà nei vostri corpi e voi vibrerete della sua potenza. Poi respirate profondamente l’Angelo dell’Aria e rendetevi voi stessi suono, affinché il Sacro Torrente del Suono possa trasportarvi verso il regno infinito del Padre Celeste, là dove batte il ritmo del mondo.
E quando l’oscurità chiuderà dolcemente gli occhi degli Angeli di Madre Terra prendete sonno anche voi, affinché il vostro spirito possa congiungersi agli Angeli sconosciuti del Padre Celeste. E durante gli attimi che precedono il sonno meditate sulle stelle brillanti, bianche e gloriose, che trafiggono le distanze e splendono lontano; perché i vostri pensieri precedenti il sonno sono come l’arco di un abilissimo arciere che scaglia la sua freccia dovunque vuole.

 

Associate dunque alle stelle i vostri pensieri precedenti il sonno; perché le stelle sono Luce e il Padre Celeste è Luce, è quella Luce che brilla centinaia di volte di più dello splendore di centinaia di soli. Entrate nel Sacro Torrente della Luce, affinché le catene della morte possano sciogliere per sempre la loro presa e affinché voi, liberati dai legami terreni, possiate risalire il Sacro Torrente della Luce e, attraversando lo splendore radioso delle stelle, possiate raggiungere il regno infinito del Padre Celeste.
Spiegate le vostre ali di luce e, con l’occhio del vostro pensiero e in compagnia delle stelle, veleggiate nei versanti più remoti del cielo dove innumerevoli soli ardono di luce. Perché al principio dei tempi la Santa Legge disse «sia la Luce» e la Luce fu. E così voi rendetevi tutt’uno con essa e allora il Sacro Torrente della Luce riempirà tutto il vostro corpo e voi vibrerete della sua potenza. Dunque pronunciate la parola «Luce» mentre respirate profondamente l’Angelo dell’Aria, diventerete così luce voi stessi; e questo Sacro Torrente vi condurrà nei regno infinito del Padre Celeste, dove esso confluisce, per congiungersi a quell’eterno Mare di Luce che ha generato tutto il creato. E voi, prima di dormire tra le braccia del Padre Celeste, dovreste sempre rendervi tutt’uno con il
Sacro Torrente della Luce.
Dunque vi dico, in verità, che il vostro corpo non fu creato solo per respirare, mangiare e pensare, ma anche per entrare nel Sacro Torrente della Vita. E i vostri orecchi non furono creati solo per udire le parole degli uomini, il canto degli uccelli o il risuonare della pioggia che cade, ma anche per udire il Sacro Torrente del Suono. E i vostri occhi non furono creati solo per osservare il sorgere e il calare del sole, la forma dei covoni di grano e le parole del Vangelo, ma anche per vedere il Sacro Torrente della Luce.

 

Infatti un giorno il vostro corpo tornerà a Madre Terra, e così sarà del vostri occhi e dei vostri orecchi; ma il Sacro Torrente della Vita, il Sacro Torrente del Suono e il Sacro Torrente della Luce non furono mai generati e mai moriranno. Entrate dunque nei Sacri Torrenti che vi hanno generato: in quello della Vita, in quello del Suono e in quello della Luce, affinché possiate raggiungere il regno del Padre Celeste e diventare tutt’uno con lui, come un fiume che sfocia nel mare lontano.
E più di questo non può essere detto, perché i Sacri Torrenti vi condurranno nel luogo dove non vi sono più parole e del quale neanche le Sacre Scritture possono testimoniare i Misteri.

 

 

LE COMUNIONI

 

Queste comunioni con gli Angeli sono date ai Figli della Luce affinché, con i corpi purificati da Madre Terra e gli spiriti purificati dal Padre Celeste, essi possano guidare e servire gli Angeli continuamente, secondo l’ordine stabilito: all’arrivo della luce, al suo deflusso serale e al ritorno del giorno col defluire delle tenebre, per tutte le generazioni del tempo.

La verità è nata dalla sorgente della Luce, la menzogna dal pozzo delle tenebre. Il dominio su tutti i figli della verità è esercitato dagli Angeli della Luce, affinché essi percorrano le vie della Luce.

Siano benedetti tutti i Figli della Luce, che hanno affidato la loro sorte alla Legge e che procedono fedelmente in tutte le loro vie. Possa la Legge benedirli con ogni bene e proteggerli da ogni male, possa illuminare i loro cuori con la comprensione profonda delle cose della vita e possa gratificarli con la conoscenza delle cose eterne.

 

Al mattino, quando aprite i vostri occhi, anche prima che l’Angelo del Sole richiami il vostro corpo, pronunciate in voi stessi queste parole e lasciatele entrare ed echeggiare nel vostro spirito, perché le parole sarebbero come foglie morte se non vibrasse in esse la vita dello spirito.

Dite dunque così; «lo entro nell’eterno e infinito giardino dei misteri con lo spirito unito al Padre Celeste, il corpo unito a Madre Terra e il cuore in armonia con i miei Fratelli Figli degli Uomini; dedico il mio spirito, il mio corpo e il mio cuore a quell’insegnamento santo puro e redentore che fu rivelato anticamente a Enoch».

In seguito:

Sabato mattina, dite queste parole: «Madre Terra e io siamo uno. Il suo respirò è il mio respiro; il suo sangue è il mio sangue; le sue ossa, la sua carne, le sue viscere, i suoi occhi e i suoi orecchi sono le mie ossa, la mia carne, le mie viscere, i miei occhi e i miei orecchi. lo non la diserterò mai e lei nutrirà e sosterrà sempre il mio corpo». E così voi sentirete il potere di Madre Terra scorrere nel vostro corpo come il fiume che, gonfio di pioggia, accresce il suo flusso con forza rumorosa.

Sabato sera, dite queste parole: «Il Padre Celeste e io siamo uno». Poi chiudete gli occhi Figli della Luce e, nel sonno, entrate nei regni sconosciuti del Padre Celeste. E così vi immergerete nella luce delle stelle e il Padre Celeste vi terrà nella sua mano suscitando in voi una sorgente di conoscenza, una fontana di potere sgorgante acque vive, il cui flusso di amore e saggezza abbraccerà tutto, come lo splendore della Luce Eterna. E un giorno gli occhi del vostro spirito si apriranno e voi conoscerete tutte le cose.

Domenica mattina, dite queste parole: «Angelo della Terra, fai fruttificare il mio seme e con il tuo potere vivifica tutto il mio corpo». Così come il vostro seme genera nuova vita, così il seme dell’Angelo della Terra agisce su Madre Terra, generando vita nell’erba, nell’humus e in tutte le cose viventi che crescono dal suolo. Il potere dell’Angelo della Terra supera ogni altezza e può generare la vita dello spirito all’interno di voi, così come genera la vita del corpo fuori da voi.

Domenica sera, dite queste parole: «Angelo della Vita eterna, discendi su di me e dai la vita eterna al mio spirito». E chiudete gli occhi Figli della Luce e, nel sonno, contemplate l’unità di tutta la vita di ogni luogo. Perché vi dico, in verità, che di giorno i nostri piedi poggiano a terra e non hanno ali per poter volare, ma il nostro spirito non è vincolato alla terra e al sopraggiungere della notte noi trascendiamo i nostri legami terreni per congiungerci a ciò che è eterno. Perché il Figlio dell’Uomo non è solo ciò che sembra e solo con gli occhi dello spirito potremo vedere quei fili d’oro che ci legano a tutta la vita di ogni luogo.

Lunedì mattina, dite queste parole: «Angelo della Vita, entra con forza nelle membra del mio corpo». E, recitando queste parole, abbracciate l’Albero della Vita come io abbraccio fraternamente questa quercia, e voi sentirete il potere dell’Angelo della Vita scorrere nelle vostre braccia, nelle vostre gambe e in ogni parte del vostro corpo così come la linfa, in primavera, scorre nel tronco dell’albero fin quasi a traboccarne, e cosi, grazie al potere di Madre Terra, l’Angelo della Vita scorrerà nel vostro corpo.

Lunedì sera, dite queste parole: «Angelo del Lavoro Creativo, discendi sulla terra e dai abbondanza a tutti i Figli degli Uomini». Di tutti gli Angeli del Padre Celeste questo è il più potente, infatti esso genera movimento e solo il movimento è vita. Dunque, Figli della Luce, lavorate nel giardino della comunità per creare sulla terra il regno dei cieli. E mentre voi lavorerete, l’Angelo del Lavoro Creativo nutrirà e maturerà il vostro spirito affinché voi possiate vedere Dio.

Martedì mattina, dite queste parole: «Angelo della Gioia, discendi sulla terra portando bellezza e delizie a tutti i Figli di Madre Terra e del Padre Celeste». E, dopo la pioggia, voi andrete nei prati fioriti a ringraziare Madre Terra per il profumo dolce dei fiori; perché vi dico, in verità, che il fiore ha un unico scopo: quello di portare gioia al cuore del Figlio dell’uomo. E voi ascolterete con nuovi orecchi il canto degli uccelli e vedrete con nuovi occhi i colori del sole all’alba e al tramonto, e tutti questi doni di Madre Terra saranno fonte di gioia dentro di voi come se, prodigiosamente, sgorgasse una sorgente in un luogo arido.

Martedì sera, dite queste parole: «Pace, Pace, Pace, Angelo della Pace sii sempre in ogni luogo». Cercate l’Angelo della Pace in tutto quello che vive, in tutto ciò che fate e in ogni parola che pronunciate. Perché la Pace è la chiave di tutta la conoscenza, di tutti i misteri e di tutta la Vita. Allora questa notte recatevi presso quel torrente di luce d’oro che riveste l’Angelo della Pace e al mattino, al vostro ritorno, portate con voi quella pace di Dio che supera ogni comprensione affinché, con quella pace perfetta, voi possiate confortare il cuore dei Figli degli Uomini.

Mercoledì mattina, dite queste parole: «Angelo del Sole, entra nel mio corpo e dammi il fuoco della vita». E voi sentirete i raggi del sole nascente entrare nel vostro corpo attraverso il suo centro fisico, che è anche il punto dove si mescolano gli Angeli del giorno e della notte, e potrete dirigere il potere del sole in ogni sua parte, perché il vostro corpo è dimora degli Angeli.

Mercoledì sera, dite queste parole: «Angelo del Potere, discendi su di me e riempi di potere tutte le mie azioni». Vi dico in verità che, come non c’è vita sulla terra senza il sole, così non c’è vita dello spirito senza l’Angelo del Potere. In sua assenza i vostri pensieri e i vostri sentimenti sarebbero come scritture morte, come parole scritte su una pagina: il discorso morto di un uomo scomparso. Ma i Figli della Luce non solo penseranno, non solo sentiranno, ma sapranno anche agire e le loro azioni saranno la realizzazione dei loro pensieri e dei foro sentimenti, come il frutto dorato dell’estate dà compimento alle gemme verdi della primavera.

Giovedì mattina, dite queste parole: «Angelo dell’Acqua, entra nel mio sangue e dai al mio corpo l’Acqua della Vita». E voi sentirete il potere dell’Angelo dell’Acqua entrare nel vostro sangue come la corrente veloce del fiume, e sarà il vostro stesso sangue che porterà, come attraverso i rivoli di un torrente, il potere di Madre Terra in ogni parte del vostro corpo.

Giovedì sera, dite queste parole: «Angelo dell’Amore, discendi su di me e riempi d’amore tutti i miei sentimenti». Perché è per mezzo dell’Amore che il Padre Celeste, Madre Terra e il Figlio dell’Uomo diventano uno. L’Amore è eterno. L’Amore è più forte della morte. E il Figlio della Luce dovrebbe bagnarsi ogni notte nelle acque sante dell’Angelo dell’Amore affinché, al mattino, egli possa poi battezzare i Figli degli Uomini con gesti e parole gentili. Perché, quando il cuore del Figlio della Luce si immerge nell’amore, allora ne scaturiscono solo parole nobili e gentili.

Venerdì mattina, dite queste parole: «Angelo dell’Aria entra nel mio respiro e dai al mio corpo l’Aria della Vita». Sappi, o Figlio della Luce, che l’Angelo dell’Aria è il messaggero del Padre Celeste e quando nelle nostre parole e nel nostro respiro sarà entrato il potere della vita, allora, ogni volta che invocheremo l’Angelo dell’Aria, noi invocheremo anche gli Angeli sconosciuti del Padre Celeste, avvicinandoci sempre di più ai regni celesti.

Venerdì sera, dite queste parole: «Angelo della Saggezza, discendi su di me e riempi di saggezza tutti i miei pensieri». Sappiate, Figli della Luce, che i vostri pensieri sono potenti come il fulmine che, quando si scarica, squarcia la tempesta e schianta l’albero possente. Per questo voi avete atteso sette anni prima che vi fosse insegnato a parlare con gli Angeli, perché voi non conoscete ancora il potere dei vostri pensieri. Usate dunque la Saggezza in tutto ciò che pensate dite e fate. Ma quando l’Angelo della Saggezza presiederà alle nostre azioni, allora si traccerà il sentiero verso i regni sconosciuti e le nostre vite saranno governate, dall’ordine e dall’armonia.

 

Bibliografia essenziale:

 

Edmond Bordeaux Szekely: L’Evangile de la Paix de Jésus Christ par le disciple Jean / Pierre Genillard

Edmond Bordeaux Szekely: Essene Gospel of Peace, book 1 /  IBS Internacional

Edmond Bordeaux Szekely: Essene Gospel of Peace, book 2 /  IBS Internacional

Edmond Bordeaux Szekely: Essene Gospel of Peace, book 3 /  IBS Internacional

Edmond Bordeaux Szekely: Essene Gospel of Peace, book 4 /  IBS Internacional

Edmond Bordeaux Szekely: Discovery of the Essene Gospel of Peace /  IBS Internacional

Edmond Bordeaux Szekely: Il Vangelo Esseno della Pace – edizione integrale /  Michele Manca

Edmond Bordeaux Szekely: La scoperta del Vangelo Esseno della Pace /  Michele Manca

Edmond Bordeaux Szekely: Il Vangelo Esseno della Pace, libro quarto /  Macro

Antonio Bigliardi: Il centro della vita: uomo, natura, guarigione – conferenza / Natura, Amore e Vita

Antonio Bigliardi: Concerto per la Salute / Natura, Amore e Vita

 

Halloween….quello che non sapete

Halloween….quello che non sapete

Ci stiamo avvicinando alla festa di ogni Santi, che ormai anche nel nostro paese è diventata Halloween, e come tutti gli anni nascerà la diatriba di chi la vuole di ogni santi e di chi non vede niente di male nel festeggiare Halloween, non sapendo che entrambe sono la medesima festa e nei secoli si sono generate l’una dall’altra.

Vediamo un pò di ricostruirne la storia, tenendo presente che si perde nella notte dei tempi e anche gli storici non sono concordi sulle prime origini, la teoria più accreditata è che in origine fosse la  festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain detta sawin , originariamente scritto Samuin .Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico, deriva dall’antico irlandese e significa approssimativamente “fine dell’estate”. La tesi della derivazione di Halloween da Samhain fu sostenuta da due celebri studiosi di fine Ottocento, Rhŷs e Fraze tenendo conto che nel calendario celtico il nuovo anno iniziava il 31 Ottobre.

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Nei secoli divenne festa di ogni Santi ossia nell’840, sotto papa Gregorio IV, la Chiesa cattolica istituì ufficialmente la festa di Ognissanti per il 1º novembre: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica. A conferma, Frazer osserva che, in precedenza, Ognissanti era già festeggiato in Inghilterra il 1º novembre. Questa tesi ha avuto amplissima diffusione, ma è una teoria infatti in molti paesi la festività cadeva in Maggio o Aprile, il primo di Novembre invece era maggiormente in uso in Germania ed Inghilterra(isole comprese).

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Quello che pochi sanno è che prima ancora che esistessero gli Stati Uniti d’America, in Europa, e anche in Italia si festeggiava Halloween, certo il nome non era quello, ma la notte tra il 31 Ottobre ed il 1 Novembre, si festeggiavano i morti, le anime e si chiedeva a loro protezione, nel Veneto e nel Veronese esistevano i “morti mocoli” i ragazzini alla sera con il buio al lume di poche candele e con lanterne ricavate da zucche e rape,  giravano per le piazze e le corti rurali, chiedendo un regalo, solitamente, un frutto, un tozzo di pane o un piccolo pezzo di torta o pane dolce, minacciando altrimenti di perseguitare i malcapitati recitando una filastrocca che cominciava così” morti mocoli siora, se i ghe i vegna fora ” , tradotto morti moccoli signora se ci sono vengano fuori, il moccolo era inteso come il pezzo di candela che si presumeva i morti portassero per illuminarsi la strada, in tempi più recenti divennero i Santi Morti Mocoli , alla fine della questua i ragazzini si dividevano quello che erano riusciti a raccogliere, mi pare che le analogie con il più recente Halloween ci siano tutte, In alcune zone di montagna come sempre in Veneto in Lessinia ad esempio, la notte del 31 Ottobre, si accendeva il fuoco nel camino, si accendevano tutte le luci in casa, si teneva la porta aperta e si avvicinavano dei ceppi o degli sgabelli intorno al camino, così da offrire ospitalità ed aiutare a ritrovare la propria casa ai morti, i quali avrebbero ricompensato, proteggendo la casa ed intercedendo per il raccolto. Poi nel mentre si sfilava per le vie delle contrade portando lanterne, zucche, rape scavate a cui si aggiungevano denti veri e altri ornamenti, alla fine si facevano tavolate con polenta, funghi stufati , preparandone delle porzioni vicino al camino per i morti.

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Tutte queste tradizioni locali, sono poi state esportate nel nuovo mondo e mescolate, tra celtiche, cristiane, animiste e ne è uscita la festa di Halloween , su cui l’unico accordo che gli storici hanno trovato  sia il nome definendo che la parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All Hallows’ Eve, cioè la vigilia di Ognissanti(in inglese arcaico All Hallows’ Day, moderno All Saints’ Day).Sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico (ealra hālgena mæssedæg, giorno della messa di tutti i santi), All Hallows’ Eve non è attestato fino al 1556, anno da cui poi ha continuato a chiamarsi così cioè Halloween.

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Ma la storia non è ancora finita, infatti come ho scritto prima, poi la chiesa cattolica , la rese una festa universale di tutti i santi, ufficialmente, ma localmente si continuò e si continua a festeggiarla in entrambi i modi, tradizionalmente  la sera e la notte, in chiesa il primo Novembre.

Insomma Halloween è una festa in cui tradizione, cultura e religioni si sono combinate, e a loro discapito, visto che ogni una voleva prevalere, hanno tenuta viva una ricorrenza che si perde nella notte dei secoli.

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E’ vero che sopratutto nell’ultimo secolo, questa ricorrenza si è molto trasformata in una festa commerciale, appiattendo un pò tutte le tradizioni, ma questo è un degrado in cui sono  incorsi anche il Natale e la Pasqua, oltre ai vari modi di proporre le zucche , ci sono dolci, costumi, unghie perfino di Halloween,

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Decorazioni di ogni genere e tipo, e nemmeno le case ne sono esenti, in alcuni Paesi ci sono vere e proprie gare su chi addobba al meglio la propria casa, anche più che per il Natale.

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Ciò nonostante come già detto, non tutto il male viene per nuocere se di male si tratta, infatti la convivialità e scherzosità del più moderno Halloween sta portando molti giovani a riscoprire anche antiche usanze e tradizioni, permettendo a loro di onorare i morti ed i Santi potendo poi festeggiare con gli amici, qui sotto ecco una serata di Halloween in Svezia, prima del festeggiamento ci si trova a pregare i propri morti ed i propri Santi.

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Ne risulta che le varie contrapposizioni, tra chi è tradizionalista e chi invece gradisce maggiormente questa festa “Americana” non hanno motivo del contendere, in quanto si battono per la medesima festività, originata l’una dall’altra che si è solo evoluta e commercializzata come ogni festività in questo secolo. Che sia un bene o un male solo i posteri lo sapranno, ma che voi festeggiate così:

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Oppure così:

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E’ importante che rispettiate chi lo festeggia in modo diverso magari portando avanti una di quelle tradizioni che hanno portato alla creazione dell’Halloween moderno.

Non mi resta che augurarvi……buon Halloween, ci vediamo la notte di Ogni Santi 😉

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Migranti ed Europa Unita le bugie del secolo

Migranti ed Europa Unita le bugie del secolo

Non ho mai scritto in queste pagine di politica o di sociale essendo il mio blog indirizzato ad altre cose di vario interesse ed al counseling, ma molti mi scrivono e mi richiedono di scrivere di questi argomenti, rispondo quasi sempre sui social, ma vista la mole di richieste, in via eccezionale scrivo questo post. Chiariamo subito che al di là di ogni ideologia e colore politico, esistono i punti di vista personali  ed i propri preconcetti, condivisibili o meno, e che questi sono comunque argomenti complessi non risolvibili con slogan od assolutismi, ma semplicemente usando il buon senso si può arrivare ad una comprensione del problema ed ad un abbozzo di soluzione.

I due argomenti che infiammano i nostri media in questo periodo sono i migranti e l’Unità di Europa, tanto che tutti gli altri problemi e notizie non sono degnate di uno sguardo se non lo sport calcistico od automobilistico che in Italia ancor più della religione sono la panacea di ogni male, l’arma di distrazione di massa per eccellenza, davanti ad una sfida calcistica l’italiano medio (diciamocelo , parafrasando l’On. La Russa)  perde cognizione di ogni causa ancor più che di fronte ad una bella donna , fino a dimenticare od assuefarsi ad ogni italico scandalo perpetrato ai nostri danni.  Più difficile mi resta comprensibile il silenzio femminile, al quale do giustificazione con il fatto che le donne più pragmatiche e realiste, impegnate nel fare funzionare le cose sia sul lavoro che in famiglia o nella propria relazione non abbiano il tempo di dare voce alla loro visione delle cose.

Prima cosa facciamo il punto della situazione sulle masse migratorie, tutti i media a dire che è una cosa epocale, mai successa prima, cosa non vera in realtà sono decenni che esiste solo che prima gli stati sovrani africani e medio-orientali , bloccavano il fenomeno sul nascere e mafie di scafisti e finte agenzie viaggio non proliferavano, poi noi occidentali per approfittare delle risorse energetiche di alcuni stati, (Iraq, Libia ecc.) abbiamo deposto i vari tiranni , anzi improvvisamente scoperti tiranni dopo 30 anni in cui li si era considerati capi di stato con cui commerciare, ricordo a chi ha la memoria corta , che Gheddafi era stato da poco nominato nella commissione dell’ONU per la pace come rappresentante……per poi invece improvvisamente trasformarlo in un sanguinario dittatore, il quale provvedeva ai suoi cittadini, comprandogli casa ed auto, fornendo servizi sanitari e sociali di primo ordine, certo non voleva oppositori politici al suo regime, ma manteneva sotto controllo le varie tribù che altrimenti, come poi è successo si scannano  le une con le altre.

Rome 30/08/2010 - Second anniversary of the Friendship Treaty between Italy and Libia celebrated in Italy. In the photo Libyan leader Muammar Gaddafi.

Rome 30/08/2010 – Second anniversary of the Friendship Treaty between Italy and Libia celebrated in Italy. In the photo Libyan leader Muammar Gaddafi.

Tornando al “Colonnello” a quanto pare il vero e fondamentale motivo per cui è stato deciso dai potentati economici di farlo fuori è perchè stava immettendo sul mercato nord africano una nuova (antica) moneta corrente , il dinaro d’oro ed infatti non voleva essere pagato in dollari per il petrolio ma in oro, è comprensibile che tutto questo avrebbe destabilizzato il mercato del petrol-dollaro invogliando altri a seguirlo e quindi togliendo potere ai suddetti potentati economici, i veri governanti del mondo.

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Dinaro Keiarano d’oro

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Dinaro stampato dall’ISIS

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Esempio di Dinaro Libico

Sullo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas non ci dilunghiamo visto che è palese e di dominio pubblico , come pure quello dei giacimenti dell’Iraq, motivo per cui venne definitivamente fatto fuori Saddam Ussein, infatti le armi chimiche e biologiche per la distruzione di massa non sono ancora state trovate.

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Quindi , il così-detto fenomeno improvviso non esiste, solo che prima  era tenuto sotto controllo come scrivevo poc’anzi e sopratutto non potevano proliferare i vari mercanti di uomini e scafisti vari, mentre ora essendo che in quei territori non vi è stabilità ne un controllo univoco del territorio, ogni uno fa quello che gli pare……..questo mi ricorda l’Italia sotto molti aspetti…….., addirittura, scafisti e commercianti di uomini pubblicizzano le traversate ed il falso benessere che i migranti troverebbero una volta giunti in Europa.

Sistema a se fa la Siria che è veramente coinvolta da una guerra, anche se è sempre colpa occidentale, ed anche qui si vuole dopo averlo destabilizzato fare fuori il regime, anche se è un regime aperto, eletto e permissivo dal punto di vista religioso, cosa più unica che rara in quei territori.

Ad esempio vediamo nelle immagini successive lo stato delle donne in Iran prima e dopo la rivoluzione che cacciò il “despota” scià di Persia ed in Afganistan prima delle venuta dei Talebani e del fondamentalismo:

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Ed a seguire come erano Iraq e la libia prima degli interventi occidentali ed ora dopo che i così detti tiranni sono stati scacciati :

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Le immagini sono più esplicative di ogni altra parola, sebbene per i nostri parametri occidentali e liberisti, quelle nazioni erano governate da regimi di stato, erano, laiche e prospere, ed ad esclusione del potere politico tutti i cittadini potevano fare ciò che più gli piaceva, studiare in università libere, e professare la religione che volevano, ora le religioni che non siano la visione estremistica dell’islam vengono perseguitate, centinaia di migliaia i cristiani uccisi ma anche gli islamici non ortodossi o non professanti, c’è poi da considerare che questi regimi mantenevano uno stato di pace e di quiete in nazioni dove le divisioni religiose (tra l’islam sunniti contro sciiti)  e di tribù avrebbero portato uno stato di guerra civile continuo, ed è quello che è successo e succede dopo gli interventi dei “liberatori” occidentali.

Questi i motivi dell’improvvisa emergenza migratoria, ma non solo, negli stati africani boko aram ed altri gruppi la fanno da padroni, in altri la corruzione fomentata da noi occidentali per appropriarci delle loro risorse prime , impedisce ai cittadini di vivere oltre il limite di povertà, nonostante le regioni sia ricche di acque, foreste e materie prime, quali minerali, metalli preziosi, diamanti ecc.

Tutti questi elementi ed altri corresponsabili, hanno in questi ultimi due anni creato l’emergenza migratoria, ma ci sono altri due aspetti di cui non ho trovato prova certa, ma che sono a rigor di logica ed intelligenza facilmente intuibili, se sono profughi e fuggono dalla guerra, vedremo interi nuclei familiari, composti da nonni e nonne, zii e zie, papà e mamme e figlioli di tutte le età, ciò che avveniva con i profughi albanesi, e a dimostrazione vediamo due foto dell’epoca:

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Nella foto si notano esplicitamente, uomini donne e bambini e se guardate bene anche qualche anziano, stessa cosa vediamo tra i profughi siriani, come quelli che abbiamo potuto vedere in questi giorni tra Turchia , Ungheria ed Austria :

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Anche qui notiamo intere famiglie, e questi profughi fuggono da una guerra vera, in atto ancora adesso nel momento in cui scrivo, e fino qui tutto normale, vediamo ora invece le foto dei migranti che sbarcano prevalentemente in Italia, foto che i nostri media nazionali faticano a pubblicare, vediamo se notate le differenze:

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Viste le differenze? No? Dove sono le donne, i bambini, gli anziani? Salvo qualche donna intrusa occasionale e qualche bambino, meno dell’uno per cento, sono tutti giovani maschi in età tra i 18 ed i 25 anni, e per lo più con provenienza non da zone di guerra, e qui casca l’asino, come mai si fanno entrare tutti questi ragazzi? Sono tutti pasciuti, ben vestiti e dotati di smart phone di ultima generazione, tutti hanno potuto pagare la tratta agli scafisti tra i 6000 dollari ed i 12000, cifra con la quale nei loro paesi di origine avrebbero vissuto da signori per qualche anno o che avrebbero potuto utilizzare per creare attività fiorenti, quindi sorgono alcune domande, chi ha dato a tutti loro questi soldi? Se sono di loro proprietà significa che stavano bene, allora perchè venire via? Come mai non hanno mogli figli, madri e padri con loro? Se non fuggono dalle guerre perchè li facciamo entrare a migliaia?

Qui ovviamente fatte salve le giuste domande, le teorie si sprecano, la più accreditata è che servano per fare crollare il mercato del lavoro (il costo essenzialmente) e togliere diritto agli europei, anche chi ci racconta che sono una risorsa per la nostra anziana società, ma si può facilmente rispondere che basterebbe dare il lavoro ai nostri giovani, i quali invece che andare in altri paesi  resterebbero in Italia e/in Europa, ci dicono che facciamo pochi figli, ma se dessero a me 35 euro al giorno, uno o due figli in più li avrei fatti volentieri( mi piacciono le famiglie numerose), invece a due o anche ad uno ci si ferma, perchè i figli costano nella nostra società più che nel secolo scorso, dove serviva prettamente del cibo in più, ora hanno esigenze più costose, sia scolastiche che di vestiario e accessori, più assicurazione, motorini, università, inoltre non trovano facilmente lavoro e restano a carico dei genitori anche da uomini e donne ormai adulti. Quindi se le risorse utilizzate per fare entrare chi non è profugo e quindi non ha diritto fossero usate a sostegno delle famiglie, anche il problema della filiazione sarebbe risolto e si avrebbe un boom demografico.

Invece per almeno due anni manteniamo giovani ragazzoni, che avrebbero potuto lavorare con profitto anche nei loro territori, i quali si lamentano pure di non avere la massima dotazione di confort e tecnologia che la società moderna può offrire, vediamo alcune foto di questi giovinotti nel loro tempo libero ossia tutto il giorno:

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Migrants queue for food handouts at the Jungle 2 migrant camp in Calais, France, as the migrant crisis across Europe continues to escalate. PRESS ASSOCIATION Photo. Picture date: Thursday June 18, 2015. See PA Story POLITICS Migrants Photo credit should read: Gareth Fuller/PA Wire

Migrants queue for food handouts at the Jungle 2 migrant camp in Calais, France, as the migrant crisis across Europe continues to escalate. PRESS ASSOCIATION Photo. Picture date: Thursday June 18, 2015. See PA Story POLITICS Migrants Photo credit should read: Gareth Fuller/PA Wire

 

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Ora senza esagerare , perchè potrete trovare in rete foto di città e paesi italiani ed europei dove cuffiette in testa e t-shirt ultimo grido molti di essi bighellonano per le vie ed altro ancora, ovviamente non è “colpa” loro, devono attendere almeno un anno e con ricorso due anni circa il permesso di soggiorno e quindi, vestiti e nutriti, pagato anche la ricarica del cellulare, scorazzano per le nostre strade, creando malumori tra chi nato in Italia/Europa, stenta ad arrivare a fine mese con grossi sacrifici ed a cui lo stato nazionale non porge lo stesso aiuto. (notare che anche in queste foto di cui quella in mezzo proviene dalla Francia, e sono migranti passati dall’Italia, sono tutti uomini giovani).

Veniamo all’Italia, in Italia dati ufficiali, sottostimati perchè di qualche anno fa, abbiamo 48000 italiani senza tetto, perchè lo stato non li ospita assiema ai 170000 migranti attualmente ospitati a carico nostro con contributo UE che comunque sono nostri soldi? Sono inferiori perchè non migranti? Non fa Odiens ospitare ed aiutare gli tialiani e gli europei?

Altra polemica che faccio è quella nei confronti del Papa, siccome è mediatico allora chiede alle parrocchie di ospitare una famiglia o un ‘immigrato o due , ma i poveri e senza tetto preesistenti sui territori europei e mondiali? Fanno schifo al Papa?

Chi è che guadagna e “ciurla” nel manico ? Cooperative, associazioni della chiesa e mafiosi di stato? Non lo so anche se molte cose si stanno scoprendo, la realtà è che si stanno creando discriminazioni verso i meno fortunati autoctoni e si provocheranno guerre sociali a volere insistere in questa direzione.

Inoltre non c’è un piano ufficiale sull’accoglienza, quanti ne potremo accogliere? Chi paga e da dove vengono i fondi? A chi vengono tolti e perchè? Ad un certo punto sarà obbligatorio fermarsi o sarà la guerra civile, perchè tutti buonisti e bestie abbiamo in comune lo spirito di sopravvivenza e quello che ci siamo guadagnati da generazioni, perderlo non lo si vuole. Sta già succedendo in Germani, che appena appena hanno raggiunto i siriani un discreto numero la gente sta correndo ai ripari e sono tornati i controlli di frontiera come in Olanda, Francia, Spagna già da un pò, però tutti i media a dire di buttare giù i muri e che ci vuole più Europa unita.

Ma la vera soluzione e chi lavora nelle grosse associazioni oggi dette cooperanti internazionali, lo sa, è quella di intervenire nei loro territori, pacificandoli ed aiutandoli a stare bene a casa loro, anche solo per meri motivi matematici sono molti più di noi e tutti in Europa non potrebbero starci anche se noi sparissimo tutti (cosa per altro probabile se si continuasse a gestire questi flussi in modo scellerato).

Quindi recarsi sui loro territori, pacificarli, donare a loro tecnologie e conoscenze, aiutarli a costruirsi un futuro pacifico e prospero, anche utilizzando la coercizione se serve, perchè ricordiamoci che lasciati soli riprenderebbero a combattersi, quindi devono passare almeno una o due generazioni di benessere e pancia piena per fermare questo desiderio di guerreggiare tra tribù religioni ed etnie.

Veniamo al discorso Europa unita, altra bugia mediatica sensazionale, perchè fatta salva una guerra civile pesante ed azzerante , oggi come oggi l’Europa non può essere ne unita ne federata come gli USA, e siccome anche qui ci sono molti punti da discutere ho letto pochi giorni fa un articolo che ben riassume i motivi per cui non è ne possibile ne probabile fare un’Europa unita oggi a meno di pesanti rinunce che non credo molti stati siano disposti a fare:

Cominciamo ad esaminare alcuni aspetti operativi:

  1. In Europa esistono 7 monarchie costituzionali e 21 repubbliche, divise fra parlamentari e presidenziali. La costruzione degli USE presuppone la cessione di sovranità nazionale ad un nuovo Stato federale, quindi la scomparsa dei singoli Capi di Stato, questione già delicata per le funzioni che essi svolgono nelle democrazie presidenziali. Quello che è certo però è che le sette monarchie dovrebbero cambiare assetto costituzionale, poiché non si è mai visto una monarchia far parte di una federazione democratica, evidentemente su base repubblicana (sennò faremmo il Regno d’Europa…). Siamo sicuri che Spagna, Inghilterra, Belgio, Olanda, ecc. sarebbero d’accordo?
  2. Non si è mai visto uno Stato federale che all’interno abbia 25 lingue parlate, più vari dialetti riconosciuti. Il problema si pone non solo per la omogeneità interna e la possibilità di interscambio fra persone che, formalmente, farebbero parte di un unico Stato, ma soprattutto per la legislazione: sulla base di quale lingua verrebbero adottati i provvedimenti legislativi? Il sistema attuale di promulgazione multilingua è farragginoso e non funziona, poiché ogni lingua ha dei termini che hanno valenza diversa e sfumature diverse, pur se indicano lo stesso oggetto (lo sanno bene i traduttori di libri e saggi), ed i problemi degli ambiti interpretativi, alla luce della legislazione locale, sono una delle più grandi fonti di discussione nell’applicazione su base nazionale delle direttive. Poi c’è il piccolo problema che le regole devono essere comprensibili per tutti, altrimenti si creano cittadini di serie A e di serie B. Usiamo allora tutti l’inglese? Per quanto sia una lingua conosciuta è parlata correntemente solo dal 10% della popolazione europea. E gli altri? Ce li vedete poi i francesi od i tedeschi ad abbandonare la loro lingua? E tutta la produzione culturale nelle varie lingue, che formano il patrimonio artistico europeo, la abbandoniamo anch’essa?
  3. Per aversi uno Stato, anche federale, ci deve essere un substrato comune fatto di costumi sociali simili, una cultura condivisa ed un insieme di fattori comuni  (interessi, alimentazione, abitudini, ecc.) che fanno sentire un popolo tale, che danno un appartenenza. Se un americano passa dalla California al Montana, che sono la bellezza di 11.479 km, quando scende dall’aereo, magari sentirà freddo, ma troverà lo stesso hamburger, lo stesso sport in TV, la stessa struttura sociale e non da ultimo la stessa lingua. Se un greco va ad Helsinki, che sono solo 3.447 km, quando scende dall’aereo, oltre a morire dal freddo, si trova in un mondo per lui alieno. Su queste basi vogliamo costruire uno Stato federale europeo? Magari prima bisognerebbe costruire un popolo europeo…
  4. Quale sistema elettorale implementiamo? Abbiamo di tutto in Europa: uninominali secchi, con ballottaggio, proporzionali, con resti e senza, con premi di maggioranza e senza, con sbarramenti diversi, con elezione diretta del Capo dello Stato, parlamentari, ecc.: chi sceglie? Ognuno ovviamente difenderà il proprio sistema e se pensate che in fondo esiste già una legge elettorale europea per il Parlamento, vi rammento che una cosa è nominare un organo praticamente senza poteri come quello attuale (rileggete qui per rinfrescarsi la memoria), per cui nessuno si fa troppi problemi, una cosa dover nominare quelli che ci dovrebbero governare tutti. Vedrete che allora i problemi salteranno fuori (e giustamente).
  5. Abbiamo sistemi fiscali molto diversi e sistemi giudiziari ancora più diversi. Che facciamo, costringiamo i Paesi con Common Law e Tribunali basati sulla vincolatività del precedente giurisprudenziale ad adottare un sistema basato sulla codificazione formale? Non si è mai visto uno Stato federale con un sistema giudiziario non omogeneo al suo interno. Idem per il fisco: uniamo Paesi che hanno aliquote diverse, basi di calcolo diverse e diverse basi imponibili? Non è possibile, perché all’interno si creerebbero situazioni di dumping fiscale fra uno Stato e l’altro, o inaccettabili differenze di carico fiscale, a seconda del Paese dove si vive. Se è uno Stato unico, ancorché federale, ci deve essere un fisco unico. Auguri…

Queste sono solo alcune questioni che sorgono se, al di là degli slogan propagandistici, si va a vedere in concreto come in queste condizioni si può costruire uno Stato federale: volete proprio gli USE? Io no, ma se li volete cominciate a lavorare sulle differenze sociali, economiche e giuridiche e forse tra 5/6 generazioni se ne può parlare. Adesso è solo un’idiozia, figlia dell’ignoranza e soprattutto della malafede, perché in nome di questi fantomatici futuri Stati Uniti d’Europa intanto vi vogliono togliere ADESSO i vostri diritti come singoli cittadini e come popolo sovrano!

Un’ultima notazione: per chi si chiedesse come hanno fatto gli USA a diventare rapidamente uno Stato federale funzionante la risposta è semplice: avevano solo 100 anni di storia alle spalle e comunque per coprire celermente le differenze culturali e sociali dei Paesi di origine c’è voluta una guerra civile… fonte dell’articolo, scenarieconomici.it.

Alla luce di questi fatti incontrovertibili, molte domande restano non risposte e molte cose si dimostrano panzane per abbeverare il popolo bue, resta da porsi la domanda suprema, a quale scopo??? Potere, economia, entrambe? La dominazione del mondo?

Non so dare una risposta, so che si stanno sfruttando l’empatia e la bontà delle genti , invece che procedere concretamente per risolvere il problema immigrazione e rendere buona la vita di quelle genti e delle nostre genti, so solo che l’Europa unita si basa sul nulla e tutti i motivi che abbiamo posto non vengono discussi dai media e dai giornali, come voler coprire un’utopia e renderla vera contro ogni realtà, io ho dei figli ed il mio timore è che abbiano prima o poi un brusco risveglio e che il mondo occidentale conosca un nuovo medio evo. Nell’augurio che ciò non accada spero di aver risposto ai più ed aver esposto per chi vuole un punto di vista di quello che sta succedendo, senza condirlo di falso buonismo ne razzismo dell’ultima ora ma cercando di essere pragmatico e realista, poi ogni uno la pensi come vuole ma questi sono fatti ai quali va risposto altrimenti si rimanda fino all’inevitabile conclusione.

 

Perchè Lago di Garda?

Perchè Lago di Garda?

Ma perchè il lago di Garda ha questo nome? Ma non si chiama anche Benacus (Benaco in Italiano) ? Si ecco cioè……… è la risposta dei più in realtà come i nomi di molti paesi del lago , la sua  origine non è ne chiara ne certa, gli studi ufficiali riportano quanto segue:

Il nome attuale, lago di Garda, è attestato fin dal Medioevo, mentre Benàco era il nome con cui era conosciuto il lago fin dall’epoca romana. Il primo toponimo è di origine germanica, mentre il secondo è quasi sicuramente di origine celtica, precedente quindi al dominio romano. La voce latina Benacus indicherebbe un dato geografico del lago: bennacus, cioè dai molti promontori. Garda prende nome, invece, dall’omonima cittadina sulla sponda veronese del lago, il cui toponimo testimonia, insieme ad altre località meno conosciute del lago, come Gardone, Gàrdola, Gardoncino, Le Garde, Gardoni e Guàrdola, la dominazione germanica che va dal VI al VIII secolo, in particolare quella longobarda.

Il toponimo Garda, con il quale è chiamato il lago fin dal VIII secolo, come testimoniano alcuni documenti, è l’evoluzione della voce germanica warda, ovvero guardia, luogo elevato atto ad osservazioni militari o castelliere di sbarramento e forse si riferisce alla Rocca di Garda, usata come difesa osservazione guardia anche durante la prima guerra mondiale, vista la sua posizione dominante.

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Gli abitanti del lago, in particolare modo quelli della sponda veronese, pronunciano il nome Benaco con l’accento sulla e, ovvero Bènaco. La corrispondente gli antichi romani invece lo pronunciavano Bēnācus.

Ci sono però nuovi studi , o per dirla in gergo poliziesco, nuove piste da battere, infatti esistono due “storie” narrate nei secoli, quella della città poi sommersa, collegata all’istmo della penisola di Sirmione, che si chiamava appunto Garda,e quella del nome in onore di una vittoria.

Della seconda pista troviamo prove storiche concrete, infatti nel 260 dopo Cristo, si combatte sia in terra che in acqua proprio su tutto il territorio del lago di Garda, per fermare le invasioni barbariche di quegli anni.

In quegli anni gli Alemanni cominciarono a fare incursioni superando il passo del Brennero, scorrerie di soli uomini guerrieri , non una vera e propria migrazione con e famiglie e tribù, I Goti stessi avevano cominciato ad invadere le province balcano-anatoliche, e proprio mentre l’esercito romano si spostò per combattere i Goti, gli alemanni invasero il nord della penisola italica.

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 Calzature Barbariche rinvenute sulla sponda bresciana del Lago di Garda

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L’imperatore Caracalla

(Caracalla, originariamente Lucio Settimio Bassiano poi dal 195 Marco Aurelio Antonino come volle il padre Settimio Severo)

In quegli anni governava l’Imperatore Claudio , succeduto a Caracalla ed aveva già i suo grattacapi con “l’usurpatore” Aureolus, infatti parte delle legioni romane erano impegniate a combatterlo ed a vincerlo.

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Vinto Aureolo e sconfitti i Goti nella battaglia di Naisso in Serbia, Claudio spostò l’esercito verso il nord Italia, la vittoria cotro i Goti fu così apprezzata dal Senato romano che l’imperatore ricevette il titolo di Gothicus Maximus, titolo poi dato anche a Quintilo suo fratello succedutogli pochi mesi dopo.

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                                                       Busti attribuiti a Claudio il Gotico

Giunge quindi un caldo novembre del 268 DC., gli Alemanni avevano invaso in forze il nord Italia, e si concentrarono nei pressi del Lago di Garda, dove si erano scontrati con le avanguardie delle difese locali romane.

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Claudio, radunate le legioni, forzando le tappe giunse da sud sul Lago di Garda, nel quale secondo alcune fonti fece stanziare alcune triremi, infatti gli Alemanni pure avendo concentrato il grosso delle forze nei pressi del territorio del Baldo Garda, avevano parecchi guerrieri sul territorio bresciano-lombardo, e con barconi potevano spostare truppe da una sponda all’altra.

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Quindi Claudio schierò sul campo 35.000 uomini ed un piccolo numero di triremi nel lago , pronto a dare battaglia.

Gli Alemanni avevano però portato in Italia ben 100.000 uomini, di cui una parte in riserva sulle sponde del lago.

Poco si sa della battaglia, al mattino, i romani schierati in legioni e con le caratteristiche testuggini, ingaggiò battaglia, nel passare delle prime ore , gli Alemanni caduti sul campo di battaglia erano numerosi e pochi i romani uccisi, cominciarono quindi a spostare uomini con i barconi, intervennero quindi i triremi romani che nel golfo situato di fronte al paese di Garda, ingaggiarono battaglia affondando la maggioranza dei barconi ed impedendo ai barbari di ricevere rinforzi ed anche di fuggire via lago.

Quando circa la metà dei guerrieri Alemanni giacevano morti o gravemente feriti sul terreno dei campi di battaglia, il loro esercitò si precipitò in una fuga disordinata verso nord, abbandonando armi e vettovaglie, mettendo più distanza possibile tra loro ed i romani.

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Le legioni romane rastrellarono inseguendo gli Alemanni , altri guerrieri su per i monti verso il passaggio del Brennero .

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Gli Alemanni non erano totalmente sconfitti, ma per il momento in rotta rientrarono nei loro territori oltralpe, ed i romani si ripresero i territori persi nei sette anni precedenti, gli Alemanni faranno altre incursioni, la più corposa sarà fermata da Aureliano nel 271.

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Claudio vittorioso, e applaudito dal Senato Romano, visto che ebbe la vittoria nei pressi del lago, e che fu di aiuto affondare le barche ed incutere timore dalle acque alle truppe di terra con i triremi, nel golfo antistante il villaggio (paese) di Warda , romanizzato Garda, decise di chiamare il Benacus, lago di Garda .

Pochi mesi dopo morì e gli succedette il fratello, resta il racconto sbiadito nei secoli della battaglia , ma dei documenti e del decreto di ringraziamento con il titolo di lago di Garda non sì sa più niente, di fatto le popolazioni locali e romane cominciarono a chiamare il lago con il nome in uso ancora oggi ,Lago di Garda in onore e ricordo della battaglia vincente tenuta in un lontano giorno di un caldo novembre nell’anno 268.

Ermanno Azzolini.