Addio Genesis , Benvenuto GeneratePress !

Addio Genesis , Benvenuto GeneratePress !

E’ sempre difficile scrivere di informatica, e sopratutto di strumenti creativi che esclusi gli addetti ai lavori, sono ben poco capiti dai più, ma oggi come oggi molti strumenti sono diventati semplici nell’uso , che non è ancora per tutti ma amplia la platea degli utilizzatori, non solo ai webmaster (figura ormai leggendaria e non più in uso) web designer, project manager web sites e tutta quella pletora di professionisti oggi in voga, ma anche ai semplici blogger e utenti avanzati che abbisognano di cambiare estetica e funzionalità del proprio sito/blog senza dover incorrere in attese, in base alla propria ispirazione del momento.

Oltre a questa considerazione bisogna aggiungere che oggi come oggi , anche i professionisti devono preparare in pochi giorni dei demo da presentare ai clienti e modificarli in tempo reale, quindi sempre meno digitare codice e sempre più utilizzare strumenti drag and drop e/o con selettori di caratteristiche, velocizzando il lavoro e lasciando la codifica solo per personalizzazioni estreme.

Il problema di questi strumenti è che spesso hanno codici gonfi e con un utilizzo massiccio rendono i siti lenti, pesanti e facilmente attaccabili, oppure non sono così semplici da usare come sembrerebbe inizialmente, allora come fare? Le soluzioni ci sono e oggi voglio parlarvi di quella che prediligo ed ho scelto di utilizzare , tenendo sempre presente che fra un anno chissà cosa di nuovo ci sarà da provare.

Solitamente utilizzo due framework a seconda del bisogno, uno Headway che permette con l’utilizzo di blocchi di creare visivamente il vostro sito, l’altro Genesis di studiopress, gli stessi creatori (almeno la maggioranza di essi ) di wordpress, questo secondo è considerato nell’ambiente dei professionisti, il framework per eccellenza, leggero, codice pulito, e con una ricca dotazione di child themes, ma obbliga sicuramente a digitare parecchio codice per essere personalizzato, quasi nulle le opzioni in dashboard.

Logo

Genesis

Headway dal suo canto ha l’immediatezza, ma i suoi blocchi sopratutto nelle strutture fluide, nei siti responsivi, cioè quelli che si adattano ad ogni risoluzione, allo schermo di ogni device, computer, tablet, smartphone, smarttv, tendono a non incolonnarsi bene, obbligando l’utente a scrivere del codice, ed ecco che la sua immediatezza viene in parte inficiata.Peccato perchè l’ho utilizzato per anni ed è uno dei migliori framework in assoluto.

Oggi inoltre si stanno imponendo i famosi page builder, cioè indipendentemente dal tema o framework che utilizzate di base ogni pagina può essere personalizzata con questi plug in che sono dei veri e propri compositori visivi, il più utilizzato dagli utenti anche grazie al basso costo iniziale è visual composer , devo dire che è molto cool, e sexy, può essere usato in back end oppure anche in front end modificando l’aspetto del proprio sito/blog visivamente, si possono trovare inoltre una serie infinita di moduli extra da aggiungere.visual composer

Ci sono veramente pochi motivi per cui non usarlo, ma i motivi sono diciamo importanti, primo fra tutti la pesantezza del codice , non molto pulito e più elementi si usano più il sito diventa pesante e lento, inoltre ho testato sulla mia pelle la sua vulnerabilità agli inijection, e quindi a rendere infettabile il vostro sito, peccato perchè ha veramente un’infinità di moduli, animazioni per poter abbellire il nostro sito web.

Tutte le soluzioni fino a qui prospettate hanno dei lati negativi che ne inficiano buona parte della loro bontà, ma eccomi pronto con le soluzioni, e le soluzioni sono due che possono essere utilizzate in modo indipendente, ma se usati in accoppiata, ci forniscono uno strumento immediato, veloce, ma anche pulito.

Il primo strumento è un framework, pulito e leggero come Genesis e gratuito ,ma con in più la possibilità di passare alla versione pro che con pochi euro ci permetterà di avere una grande varietà di opzioni e selezioni che con veloci click del mouse ci permetteranno di personalizzare il nostro sito/blog a livello professionale, senza scrivere un rigo di codice, questa bellezza si chiama GeneratePress .

Generate press addons

Dal sito dello sviluppatore si può scaricarlo gratuitamente e provare o anche utilizzarlo con le opzioni di base, facendosi un’idea delle sue caratteristiche, poi si può acquistare la licenza pro a vita, che costa meno di 40 euro e ci permette di attivare tutte le opzioni pro che sono veramente molte dal cambiare colore a tutte le parti del sito, a cambiare caratteri, modificare header e footer, rendere la nav bar fissa o sticky, insomma modificare il nostro sito/blog in ogni particolare, anche creare sezioni con parallelasse , feature ecc.

 

Se non vi bastano le opzioni e volete altri blocchi o moduli potrete utilizzare in abbinata un buon page builder, come ho scritto visual composer sarebbe molto cool, ma ha i difetti su citati primo fra tutti un codice pesante, inoltre se disattivato, la pagina risulterà piena di codici e perderete i contenuti, quindi la soluzione migliore è Beaver Builder.

beaver builder

Beaver Builder, è semplicemente fantastico, codice pulito, non rallenta e non appesantisce, e funziona in modo visivo in realtime, quindi modificherete e costruirete il vostro sito , trascinando blocchi sulla pagina e poi selezionandone le caratteristiche o scrivendone i contenuti.

 

Certo il prezzo è meno fantastico , ma basta prendere la versione base a circa 80 euro, e potrete costruire quanti più siti vorrete, per avere i suoi temi dovrete invece sborsare molto di più, ma che farsene se utilizzate in abbinata GeneratePress?

Ed è questo il punto , se volete veramente personalizzare in ogni modo il vostro sito /blog abbinando Generatepress e Beaver Builder, otterrete gli strumenti giusti, puliti, leggeri e solidi  unico limite rimarrà la vostra creatività e la vostra fantasia, creerete siti/blog responsive visibili e sempre ben allineati e graficamente corretti su qualsiasi device li vorrete vedere e visitare.

Qualunque sia la vostra scelta, la base resta ed è GeneratePress, che da questa primavera sostituisce nel mio utilizzo Genesis, per due motivi , mi permette velocemente di cambiare aspetto alle mie web creazioni, posso apprezzarne il cambiamento in tempo reale e vedere se mi aggrada e valutare varie opzioni e soluzioni, quindi addio Genesis e benvenuto GeneratePress, questa la mia scelta a voi la vostra!

Ipad Pro 9,7″ apps per sostituire notebook

Ipad Pro 9,7″ apps per sostituire notebook

Ebbene si, il problema maggiore oggi è svincolarsi dal pensiero che per essere pro, bisogna essere complicati, usare molto codice o software complicato,  pochi recensori hanno capito la vera filosofia di Apple, che era poi la filosofia di base di Steven Jobs, spesso criticato come lo scopritore dell’acqua calda, in realtà i prodotti da lui proposti miravano e mirano tutt’ora ad essere creativi, a spostare il focus dal come si fa al si fa e chi se ne frega come funziona, d’altro canto se i mac furono i computer preferiti da artisti e musicisti era proprio per il loro comportamento out of the box, fuori dalla scatola, li collegavi alla corrente ed iniziavi a creare senza dover imparare nulla, in modo intuitivo, certo non era tutto proprio così facile, ma ci si avvicinava, oggi le critiche a mio parere immeritate hanno colpito il nuovo tablet di Apple, nuovamente innovativo ed indicato in prima istanza a creativi e blogger di tutto il mondo, e nel taglio da 9,7 pollici a mio parere è lo strumento ufficio/casa/mobile perfetto.

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Volevo fare una video recensione, amo fare video, ma ne ho visti troppi già in giro e tutti superficiali, nel senso che non approfondiscono l’uso della “macchina” , ma solo le caratteristiche tecniche e funzionali, d’altro canto in una manciata di minuti, non è possibile dire e fare molto, e anche descrivere quello che vado a spiegarvi oggi occorrerebbe un focus video per ogni app, quindi ho preferito il vecchio metodo della scrittura articolo, anche perchè più che altro vi indicherò delle apps che potranno permettervi di fare un vero uso pro del vostro ipad pro, o a convincere gli incerti che è possibile un uso professionale.

La critica dei più è il costo, anche se inferiore confronto al 12″ pollici il 9,7 costa comunque una piccola fortuna, sopratutto nei tagli di memoria alti, personalmente ho preso dopo aver risparmiato per mesi un 256 gb, proprio in vista di un utilizzo pro sia d’ufficio che in mobilità, altra critica è che con quel costo si può prendere un Surface Microsoft, che a caratteristiche è un vero e proprio computer, salvo poi dannarsi come i pazzi perchè il software non si adatta all’alta risoluzione dello schermo e ci si trova a lavorare con icone piccolissime da selezionare o schermi bislacchi, cosa che con il sistema mobile di ipad non succede, tutte le apps sono perfettamente compatibili con le alte risoluzioni dello schermo e le icone ben grandi, ecco forse eccessivamente nella griglia del drawer.

Torniamo a noi è vero che quello che è un pregio per la risoluzione è un limite per altre cose e cioè ios, ma è un limite, anzi sono limiti superabili, aggirabili , utilizzando le giuste apps.

E qui vuole iniziare il mio articolo, preso atto che le caratteristiche hardware dell’ipad pro 9,7 pollici sono da velocista, inclusa una ottima foto-videocamera,vediamo come sfruttare in maniera professionale questo tablet, come abbiamo detto manca di un os pro ma ha un os, ios appunto mobile, che ha qualche svantaggio ma ricalca la filosofia di base di Apple Steven Jobs, cioè l’immediatezza di utilizzo e il permetterci di essere prontamente produttivi e di focalizzarci solo su quello, senza preoccuparci di come funziona o altro, importante è sapere quali apps utilizzare, e se devo trovare un difetto a questo tablet professionale è il poco pubblicizzato utilizzo di apps adeguate.

Cominciamo,  il file manager, importante per non dover passare da itunes, e sopratutto per chi vuole usare il suo ipad pro stand alone ed allo stesso tempo gestire diversi tipi di file anche fuori dalle applicazioni in uso, il migliore in assoluto, a mio parere è documents.

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Oltre alle varie gestioni sia in locale che sui cloud dei file, permette velocemente di scaricarli dal computer sull’ipad e viceversa con pochi clic, veramente intuitivo e veloce, ho scaricato sul mio ipad dal macbook, film, documenti, libri e quant’altro in pochi minuti, inoltre oltre ad aprirli lui stesso, questo file manager permette di aprire i vari file con apps a scelta.

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Procediamo con lo sviluppo grafico e la sua gestione in generale, iniziamo con Graphic, già chiamato iDraw, che esiste sia in versione ios per ipad che versione per mac osx, ottimo per la vostra grafica vettoriale, ma anche per il DTP, si può fare tutto, ci sono dei limiti? Forse qualcuno per i più smanettoni del vettoriale, ma per la maggioranza dei casi accontenta tutti.

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Se invece dovete gestire immagini e fotografie, ritoccarle modificarle come con photoshop ecco che ci viene in aiuto Pixelmator, anche qui esiste sia la versione ios che quella mac osx, potente ed efficace, ed altrettanto semplice.

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Non mancano filtri professionali e tool per la modifica anche plastica o fluida di persone ed oggetti.

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Uno dei gadget che va sicuramente acquistato con ipad pro è la pencil, che trasforma il tablet in una tavoletta grafica e molto altro, utilissima per appunti al volo, per disegnare su immagini e pdf, sottolineare, scrivere, disegnare e molto altro.

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Se poi siete dei virtuosi dello sketching , ma anche vi serve disegnare qualche cosa un logo, un bozzetto a matita, ecco che vi viene in aiuto Procreate, sicuramente la migliore app in questo momento da utilizzare su ipad pro.

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Se invece in disegno prendevate 4 e comunque vi serve creare un logo, una mappa, un soggetto e vi serve salvarlo sia in png che in svg che pdf,  Assembly e l’app che fa per voi, versatile e anche simpatica nell’uso, tanto intuitiva che la possono usare anche i bambini.

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Passiamo ora al montaggio video, per i più imovie per ipad che è in dotazione può andare bene, ma chi vuole un pò di più deve per forza acquistare Pinnacle Studio Pro, che aggiunge la possibilità di fare il picture in picture, quindi creare i vostri video con il vostro logo, oppure inserire una mappa od un’infografica, elaborare l’audio e molto altro, non è final cut ma si possono creare buoni montaggi video e filmati di tutto rispetto.

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Uno dei limiti sicuri ad utilizzare un os mobile, sono i browser, che ancora oggi e non capisco il perchè hanno dei limiti in confronto a quelli desk top, e per me che devo gestire dei blog e dei siti on line, a volte è un limite, sopratutto visto che non c’è un sistema di puntamento se devo inserire un vidget o devo usare un page builder o un framework in mobilità, ma ecco che ci viene in soccorso Puffin Pro, che permette anche di vedere siti in flash, ma non solo, si può attivare un pad virtuale (non capisco perchè apple non lo inserisca in safari come opzione) dal quale utilizzare il browser esattamente come sul desk top, quindi cliccare e trascinare elementi e costruire il vostro sito o blog anche in mobilità.

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Veniamo ora alle e-mail, il client in dotazione è senz’altro buono, ma si hanno ancora dei problemini con gli allegati, ci vengono i soccorso due ottimi client, AltaMail che fornisce molte opzioni con grafica un pò demodè, oppure AirMail che esistendo anche in versione mac osx ci permette di tenere sincronizzato non solo le caselle e-mail come le imap (si può fare con tutti i client oggi) ma anche le opzioni del client e le personalizzazioni.

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E ovviamente la gestione degli allegati è assicurata, ci sarebbero poi altre apps sicuramente utili e migliorative per un utilizzo pro come word,docs to go,printer pro, pdf expert, boximize o handbase come databases , voicerecord pro ecc., e ovviamente ve le cito, ma quelle descritte qui sono le basilari per poter utilizzare in modo produttivo (oltre alla dotazioni di base che comprendono Pages,Numbers,Keynote,Garageband)e professionale l’ipad pro, così da poter sostituire il portatile e sia che andiate in cantiere (a proposito c’è anche autocad…) , in ufficio, a casa, all’università, o correggete una bozza nella pausa pranzo al parco, potrete farlo in modo immediato, con poco peso e meno ingombro del vostro portatile, e se vi serve (io non la utilizzo scrivo con la tastiera touch) potrete utilizzare una vera tastiera fisica e completare la dotazione professionale. Spero di avervi dato un’imbeccata su perchè questo nuovo ipad pro sarà sempre più un valido sostituto del computer portatile, anzi sono convinto che lo soppianterà in poco tempo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hypercard………oggi

Hypercard………oggi

Hypercard oggi, i più afferrati in materia o mac user di vecchia data, diranno che centra?

Nel senso che come i più sanno Hypercard è purtroppo non più sviluppato e supportato dalla Apple dall’anno 2004, ciò non toglie che sono nati parecchi sistemi analoghi e cloni dai più riusciti ai meno riusciti, direi che uno solo è il reale sucessore di Hypercard ed è Hyperstudio.

I soliti informati diranno subito ma perchè, ci sono molti altri sistemi di authoring, con anche inclusi potenti linguaggi di programmazione come ad esempio LiveCode, ed io rispondo immantinente , certo ma non rispecchiano la vera filosofia di Hypercard, quella filosofia di base che lo ha reso il software o come si direbbe oggi la App, più utilizzata in quegli anni e che ha reso creativi e sviluppatori migliaia se non milioni di utenti e ribadisco semplici utenti di personal computer .

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E quale era ed è quella filosofia di base? Semplicemente che a schermo un utente qualsiasi possa ideare e “costruire” la sua applicazione multimediale, interattiva, il suo database di informazioni, la sua presentazione, la sua lezione per i propri studenti, e qualsiasi altra cosa gli possa venire in mente, e per farlo deve solo avere come limite la propria fantasia, non deve conoscere linguaggi di programmazione ,(il computer serve per facilitare, non complicare le cose, ecco la vera filosofia del personal computer, alla faccia dei cari amici smanettoni ed appassionati di codici), e deve con il semplice drag and drop, creare la propria applicazione. Insomma quella filosofia che ha reso il MAc di Apple famoso tra artisti, creativi e sviluppatori, non si deve pensare a come lo fa ma farlo e basta, mi spiego, quando utilizzate la vostra auto, non serve sappiate come funziona il motore, non dovete sapere assemblare l’iniezione elettronica o collegare i pedali della frizione e dell’accelleratore ecc., vi serve solo sapere come si accende e quindi guidare naturalmente e se avete il cambio automatico  non avrete nemmeno lo sforzo di cambiare le marce. Ecco Hypercard era così, non serviva sapere una riga di codice, nemmeno come funzionava, bastava inserire, foto, immagini, mappe, testo, video, suoni, musica e collegarli tra loro con semplici click del mouse, a video al resto pensava il programma. Non vi voglio nemmeno spiegare le stack e le card su cui si basava, e non serviva nemmeno sapere quello.

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Ma per i più curiosi potremmo dire che il programma si basava sul principio delle schede, ogni scheda poteva contenere vari oggetti ed essere collegata alla scheda sucessiva o alla scheda precedente od ad una qualsiasi delle schede del mazzo detto appunto stack, il funzionamento sotto il cruscotto era determitato dal linguaggio Hypertalk.

Hypercard ebbe così tanto successo che fu imitatissimo anche fuori dal mondo Apple, ad esempio per i computer Commodore come l’Amiga uscì CanDO, che imitava il funzionamento semplice ed intuitivo di Hypercard.

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Non solo si crearono standard di funzionamento, da una costola di Hypercard nacque Claris e quindi Clariswork, un sistema che comprendeva un database, un wordprocessing, un foglio di calcolo ed un impaginatore integrati, poi rientrato alla Apple come Appleworks, e fu fatto sia per mac os che per windows, con un discreto successo, a sua volta da Claris Work, nacque Filemaker, noto database relazionale la cui facilità di utilizzo (ora divenuta complessa…..quando si perdono le buone idee per strada) lo rese uno standard cross platform, infatti esiste sia la versione mac os che windows.

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Divenne poi l’attuale Work’s in dotazione ai computer della mela, ma che ha perso le sue funzioni creative e le card per divenire un discreto pubblisher.

Prima di parlare dei successori, permettetemi di insistere sulla semplicità con cui Hypercard, ci permetteva di costruire un mondo virtuale, il nostro database dei contatti o catalogare la nostra libreria di dischi o di….videocassette, per rendere l’idea vi propongo un piccolo video tutorial, avanzato, avanzato perchè per chi ne avesse avuto piacere si potevano imparare una manciata di comandi e inserirli da tastiera, anzichè come opzioni di un semplice click, a dimostrazione della potenza e flessibilità del sistema anche per i palati più sofisticati o per chi voleva per forza dilettarsi in programmazione, sinceramente insisto l’idea vincente fu quella di permettere a tutti di concentrarsi sulla creatività, lasciando da parte codici e stringhe.

 

Sento già alcuni commenti, bene, bravo, tutto ciò è molto bello, ma è il passato ed oggi?

Bene , oggi ci sono molti software di authoring, con linguaggi potenti e complessi, e vi citerò alcuni di questi software, alcuni somiglianti ad Hypercard altri meno, ma quello che si avvicina di più come semplicità ed immediatezza di utilizzo è uno solo a mio parere, il bello è che è anche multipiattaforma e c’è la versione per mac osx e per windows, e si tratta di Hyperstudio.

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Arrivato oggi alla versione 5, ci permette inoltre di trasformare le nostre creazioni in web app, oppure di produrle e condividerle sia con utenti mac osx che pc-window attraverso un player adatto alla piattaforma utilizzata, quindi che produciate con il mac o con il pc potrete condividere le vostre creazioni con entrambi i mondi.

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Il funzionamento è semplice ed intuitivo, basta posizionare, pulsanti, sia fisici che trasparenti ed invisibili, immagini, foto, video, suoni, campi di dati, testo e quant’altro su le vostre card e quindi realizzare il vostro progetto, selezionando poi gli oggetti con il tasto destro si possono aggiungere animazioni, eventi, interazioni, azioni ecc. tutto con il semplice click del mouse, esattamente come si faceva con Hypercard.

Vi propongo un paio di tutorial per capire il funzionamento semplice ed intuitivo, non scoraggiatevi per la lingua inglese, tra parentesi il software è tradotto nella lingua italiana, è tutto molto intuitivo, io stesso appena ne avrò il tempo vi proporrò una video-recensione in italiano.

 

Ovviamente come dicevo ci sono altri cloni di Hypercard, ma per vari motivi non sono così veloci ed intuitivi nell’utilizzo, e che siate un professionista che deve spiegare un proprio prodotto, che siate un insegnante o professore che vuole spiegare una lezione , un concetto, che siate un creativo , che vogliate creare un prodotto multimediale, un percorso di un museo, una filiera di produzione ecc. e non volete perdere tempo ma subito produrre il vostro programma informativo, il vostro database ecc. Hyperstudio fa per voi, certo ha un costo e se volete farvi un’idea di questo software potete provare gratuitamente e per le due piattaforme windows e mac osx esiste  Hypernext che però è meno intuitivo e graficamente accattivante di Hyperstudio, ma va bene per valutare come funzionano questi programmi, Mackiev  permette dopo una veloce iscrizione di poter scaricare una demo di valutazione per toccare con mano il vero funzionamento.

Per chi ha un mac e vuole con pochi euro provare un’altro clone esiste baycard arrivato alla versione 1.5 più limitato nelle funzioni ma dall’utilizzo semplice ed immediato, esistono poi LiveCode e supercard, ma siamo distanti a semplicità di utilizzo.

Un’ultimo prodotto, caro purtroppo ma potente e versatile, anche se ha perso molto della semplicità di Hypercard e delle sue prime versioni è filemaker che sotto sotto ha conservato molte funzioni multimediali e creative, non è più intuitivo come le prime versioni e ovviamente più specializzato nella creazione di base di dati, ma con i layout si possono creare applicazioni multimediali di buona fattura e con la versione developer creare vere e proprie applicazioni stand alone.

 

 

In conclusione oggi come oggi non mancano le alternative, si è però perso nella maggior parte dei casi il vero senso di Hypercard, quella filosofia che lo ha reso un software di successo, una applicazione flessibile versatile e utilizzabile da tutti, bambini compresi, pure rimanendo uno strumento professionale di potenza, l’unico che ha mantenuto queste caratteristiche è appunto Hyperstudio, voi che dite?

Potenziare il wifi gratis

Potenziare il wifi gratis

Succede  che il nostro wifi non sia sufficientemente  potente per coprire tutti i nostri locali in casa, oppure come è successo a me che i vicini o gli inquilini sopra o sotto o entrambi del vostro condominio, si siano dotati di wifi e magari hanno il router in perspicenza con la vostra camera da letto che è la stanza più lontana dal vostro router, allora avrete spesso disconnessioni , o il segnale sarà disturbato, cosa si può fare? Comprare un wifi extender? Può funzionare, ma sono più le volte che non produce l’effetto voluto ed il segnale ci arriva comunque distorto o debole, si può creare un ponte tra routers se avete un vecchio router in casa o un acces-point, ma sono cose tecniche e per smanettoni, bisogna configurare il mac, la rete, i dns, e può succedere che anche sapendolo fare per la configurazione della casa, per la mancanza di prese e la difficoltà di aggiungerle, o semplicemente perchè vi serve che funzioni ora ed è sabato e fino a lunedì non potete acquistare i pezzi che vi servono, quindi che siate esperti o meno vi serve un sistema per riuscire a navigare in rete proprio nella vostra stanza, proprio in quella in fondo più distante dal router e proprio adesso.

La soluzione è semplice, e per quanto il sistema sembri artigianale e poco elegante, vi posso assicurare che funziona e bene, con un aumento del segnale tra il 20 ed il 30% proprio nell’ultima stanza in fondo, come si può fare ve lo spiego subito.

Dotatevi di cartone o cartoncino, di nastro biadesivo o di semplice nastro adesivo, oppure di colle o puntine, qualcosa che tenga uniti dei fogli, dotatevi di carta stagnola, o alluminio da tavola, quindi se avete una stecca di cioccolato, oppure la carta alluminio per cucinare ed il gioco è fatto, se poi avete in casa qualche lattina di birra o di bibita, meglio ancora, vi basta solo quella, ora di seguito vi posto alcuni sistemi sul come procedere ed una infografica sul come fare con le lattine .

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Ricoprite con la stagnola o la carta alluminio , il cartoncino , quindi posizionatelo dietro le antenne del vostro router ed il gioco è fatto.

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Io l’ho fatto con un cartone sagomato e tre lattine di bibita, creando una specie di parabola, e funziona così bene che dopo la prova di test non l’ho più finita ed è ancora li allo stato grezzo che fa il suo sporco lavoro .

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Ho tagliato la sagoma di cartone a metàe praticato due incisioni triangolari laterali sul fondo per aprire la forma a parabola.

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Ho tagliato ed aperto le lattina per ottenere tre strisce riflettenti onde ricoprire tutta la superfice.

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Quindi ho messo del biadesivo sul cartone  per poi appoggiarvi ed incollarvi le tre strisce metalliche fatte con le lattine.

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Ed ecco la mia parabola in funzione con un bel guadagno fino al 30% di segnale, ora il wifi aggancia anche se si intersecano ben 4 reti nell’ultima stanza della casa e posso navigare felice.

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Come si può vedere il segnale in quasi tutta la casa ora è al 100% e le altre reti non disturbano più.

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Il segnale prima della parabola artigianale.

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Ecco dopo la messa in opera della parabola, ed è una misurazione media, più ci si allontana dal router più il risultato è apprezzabile.

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Dopo l’infografica vi propongo altri esempi di come potenziare il vostro wifi, senza comprare antenne speciali o fare ponti radio, provare per credere ed ora posso vedermi il film in streaming anche dalla mia camera da letto, l’ultima in fondo……..alla prossima !

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BitCoin – comprare, vendere virtualmente

BitCoin – comprare, vendere virtualmente

Cominciamo con lo spiegare cosa sono i bitcoin, essenzialmente è una moneta virtuale con la quale si possono fare acquisti e vendite sia sul web che sul deep web, il bit coin a differenza della moneta tradizionale o delle carte di credito non è emessa da nessuna banca ma dalla rete, può essere usata come i contanti, essere nominale o assolutamente anonima, e proprio per il fatto che può essere anonima è la più usata nel deep web e da chi vuole fare acquisti nel web con discrezione.

Bitcoin usa la tecnologia peer-to-peer per non operare con alcuna autorità centrale o con le banche; la gestione delle transazioni e l’emissione di bitcoin viene effettuata collettivamente dalla rete. Bitcoin è open-source; la sua progettazione è pubblica, nessuno possiede o controlla Bitcoin e ognuno può prendere parte al progetto. Attraverso alcune delle sue uniche proprietà, Bitcoin permette utilizzi entusiasmanti che non potrebbero essere coperti da nessun altro sistema di pagamento precedente.

La rete Bitcoin consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete; i dati necessari a utilizzare i propri bitcoin possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di “portafoglio” digitale, o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili a una banca. In ogni caso, i bitcoin possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un “indirizzo bitcoin”. La struttura peer-to-peer della rete Bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile a qualunque autorità, governativa o meno, il blocco della rete o la svalutazione dovuta all’immissione di nuova moneta. Un esempio qui

Sono molti ormai gli enti, le organizzazioni e le associazioni che accettano donazioni in bitcoin; tra i tanti si possono citare la Electronic Frontier Foundation, The Pirate Bay, Free Software Foundation e anche Wikimedia Foundation. È possibile inoltre acquistare da altri grandi siti come Amazon o eBay attraverso alcuni intermediari. Dal novembre 2013 l’Università di Nicosia, a Cipro, accetta il bitcoin come mezzo di pagamento delle tasse universitarie.. Alcuni commercianti, utilizzando appositi siti di cambio, permettono di cambiare bitcoin in diverse valute, ivi compresi dollari statunitensi, euro, rubli russi e yen giapponesi, insomma il commercio reale si sta aprendo a questa moneta virtuale, ma quando è nata e come?

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Nel 2008 un programmatore sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto ha lanciato questa moneta virtuale (uscita ufficialmente il 3 gennaio 2009) basandosi su una intuizione: distribuirla come fosse una release, un software da installare in un certo numero di macchine perché poi, da lì, altri potessero operarvi da remoto. La creazione di valore di quello che era ed è semplicemente un lungo indirizzo che porta a questi miners è dato dal valore di scambio che ognuno è disposto ad attribuirgli rispetto a un bene concreto. Uno qualunque. Ovviamente, dopo le prime creazioni di Bitcoin gli scambi hanno costituito il valore via via crescente o decrescente secondo le logiche economiche elementari, con la differenza (non da poco) che, pur essendo in grado di essere convertito, è fuori dal controllo delle riserve monetarie mondiali.

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Bitcoin, Miner e Wallet

Per capire come funziona il sistema Bitcoin occorre partire dalla comprensione di due elementi base: i “miner” e i “wallet”.

Per Miner si intende un calcolatore messo a disposizione del P2P di Bitcoin per l’operazione di verifica della correttezza di un’operazione. Agli albori del Bitcoin, bastava un modesto computer per poter svolgere questo ruolo, ma le potenze di calcolo necessarie sono sempre più alte (si parla di 5 quintilioni di operazioni al secondo, nel mondo) e si sono creati pool di professionisti che sono in grado di gestire e guadagnare da questo compito. È ancora possibile essere un miner singolo con un computer dotato di scheda e processore ASIC appositamente creati per il mining, ma i guadagni spesso non riescono neppure a coprire i costi del consumo elettrico per tenerli sempre accesi.

Per Wallet si intende il programma che permette di entrare nella rete Bitcoin. Il portafoglio contiene indirizzi e chiavi per effettuare le transazioni economiche, ad esempio spedire del denaro. Questo fa del wallet una banca personale per Bitcoin e può essere di diverso tipo: può essere installato sullo smartphone per piccoli pagamenti con QR Code, ad esempio il BitcoinWallet per Android, può essere un servizio web oppure può essere un software, comeMultiBit, che offre pieno controllo del wallet offline, ma in questo caso backup e sicurezza del denaro sono piena responsabilità del possessore.

Per usare un Bitcoin è necessario avere una chiave di decrittazione, che si può ottenere nei cosiddetti wallet. I portafogli di chiavi sono alla base del Bitcoin e anche il passaggio più delicato. In questi frangenti, infatti, si possono intromettere informatici con scopi di furto, tanto che i wallet hanno creato dei nuovi servizi, i più apprezzati dagli utenti, che permettono di scambiare Bitcoin senza installare software sul proprio computer o device mobile e con diverse garanzie al proprietario (non sempre infallibili). Gli indirizzi sono sequenze alfanumeriche della lunghezza di circa 30 caratteri. Ogni transazione viene archiviata in un apposito registro denominato “block chain”, utile a verificare che l’intera procedura sia andata a buon fine e che il valore transitato sia stato effettivamente posseduto prima e depositato poi.
Per poter spendere un Bitcoin è necessario avere una chiave personale che porta all’indirizzo presso il quale è possibile effettuare una transazione. Se qualcuno vuole spedire un Bitcoin o riceverlo, è necessario che chiave e indirizzo collimino. Ovviamente perché ci sia una compravendita bisogna che le due chiavi e i due indirizzi si conoscano. Il peer-to-peer, a questo punto, consente la transazione economica e la registra. Senza la semplificazione dei wallet, che usano questi numeri complessi al posto dell’utente, il network non si sarebbe mai sviluppato. Invece, con il Bitcoin (e soprattutto, considerando il suo valore, le unità più piccole, i satoshis) è possibile comprare un oggetto in un negozio puntando su un semplice QR Code, ordinare il pranzo online o fare una donazione, senza sforzo.

Per usare i Bitcoin bisogna avere un wallet. Ce ne sono diversi tra quelli web: uno molto famoso tra gli americani è blockchain.info, ma ci sono ancheCoinbase e molti altri. Il wallet, che comunica in modo semplificato il complesso scambio crittografato del Bitcoin, serve per andare nei luoghi dove i Bitcoin sono effettivamente acquistabili. Questi luoghi in un certo senso sono banche: si apre un conto, si deposita, si usa il denaro. MT.Gox, Bitstamp, ognuno fa offerte diverse. La loro utilità risiede nel fatto che una volta acquisiti Bitcoin bisogna anche sapere dove trasferirli per averli a disposizione ed effettuare depositi e prelievi, oltre che conversione in denaro di carta.

Teoricamente, un buon modo di scambiarsi monete virtuali è farlo anche nel mondo fisico: basta copiare su un biglietto la propria chiave. Un modo decisamente nerd di usare i Bitcoin è fare del proprio pc un miner, che faccia girare l’open software del Bitcoin, ma i numeri dicono che è piuttosto faticoso, complesso e ormai poco remunerativo.

Evitare però la fine ingloriosa del povero James Howells, un sistemista inglese che ha buttato in discarica l’hard disk del suo computer salvo poi ricordarsi che quei pochi Bitcoin installati sul pc ora valgono 5 milioni di dollari. Perché è bene essere abbastanza saggi da spostare il proprio wallet da online a offline (il cosiddetto cold storage) magari su una pen drive disconnessa dalla Rete, ma se si è distratti allora è meglio lasciarlo gestire da siti terzi.

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  • Bitcoin Central: La prima borsa Bitcoin che lavora in partnership con una azienda francese con licenza bancaria. In futuro offrirà un conto bancario ad ogni utente.
  • MtGox: La borsa bitcoin più conosciuta ed utilizzata come valore “ufficiale” di cambio, permette di comprare e vendere, depositando e ritirando fondi in svariati modi tra cui con regolari bonifici bancari. Le commissioni di trading sono lo 0.65%.
  • Bitcoin-24: Una nuova borsa che al momento non fa pagare commissioni.
  • Bitstamp: Una borsa con basse commissioni.
  • Bitstamp: Una borsa solo in dollari.
  • BTC-e: Una borsa che permette di acquistare anche altre cryptomonete come Litecoin e Namecoin.
  • BitMarket: un intermediario puro che mette in contatto compratori e venditori, gli scambi avvengono direttamente tra questi ultimi e quindi non in tempo reale. Non prevede però commissioni ed altri costi. E’ possibile utilizzare Euro, Dollari, Sterline e Zlotych Polacchi.
  • BitcoinCashOut: il sito acquista bitcoin e fornisce carte di credito prepagate in tagli da 25 a 100$.
  • BitcoinCambio: servizio online che permette di cambiare bitcoin da e verso varie valute.

Poi ci sono soluzioni che prevedono l’uso del contante, per fare in modo che acquisto e vendita non rimanga tracciato:

  • TradeBitcoin: questo servizio aiuta a trovare persone vicine alla propria zona disposte a scambiare fisicamente i bitcoin per denaro contante.
  • Local Bitcoins: acquisto e vendita di bitcoin direttamente tra privati

Esistono infine soluzioni per chi vuole un corrispondente fisico della moneta:

I Bitcoin, così come ogni altra moneta, vanno protetti gelosamente poiché rappresentano un bene al quale è affidato un valore nominale. La differenza principale rispetto alle monete reali è nell’assenza di un valore intrinseco(elemento contro il quale si è scagliato per primo Alan Greenspan, ex-presidente della Banca Centrale USA), ossia in un costo reale di produzione della moneta stessa. La qual cosa ha implicazioni teoriche sul sistema e sulle sue possibili evoluzioni, ma in realtà sono valutazioni più filosofiche che economiche.

Il valore nominale, in ogni caso, c’è, in forte crescita. Tale valore è determinato dall’incontro tra domanda e offerta, stabilito momento per momento dagli stessi utilizzatori. Una volta acquisito un valore, occorre pertanto tutelarlo affinché nessun altro possa appropriarsene per spenderlo in modo arbitrario. Siccome in questo caso si tratta di moneta virtuale, la tutela va affidata a sistemi di sicurezza che sono essenzialmente diversi da caveau, casseforti e nascondigli: tutto si sposta nel virtuale, tra password e crittografia.

Queste, pertanto, alcune delle precauzioni che Bitcoin.org suggerisce per una protezione basilare dei propri Bitcoin:

  • Fai il backup di tutto il tuo portafoglio
    «Il tuo portafoglio contiene molte chiavi private per ricevere lo scambio delle tue transazioni in modo tale da proteggere la tua privacy. Se hai solo un backup delle tue chiavi private per i tuoi indirizzi Bitcoin visibili, si potrebbe non essere in grado di recuperare gran parte dei tuoi fondi con il tuo backup»;
  • Cripta i backup online
    «Qualunque backup conservato online corre il rischio di essere rubato. Poiché qualunque computer può essere vulnerabile a software maligno se connesso ad Internet, risulta allora buona pratica criptare qualunque backup che sia esposto alla Rete»;
  • Utilizza diversi luoghi sicuri
    «Conservare un backup in un unico posto non è il massimo. Se disponi di più copie di backup, conservate in diversi luoghi, allora le probabilità che un qualunque sfortunato evento ti impedisca di recuperare il tuo portafoglio sono davvero basse. Potresti conservare i tuoi backup su chiavette USB, su CD o in documenti»;
  • Esegui dei backup periodicamente
    «I backup del tuo portafoglio dovrebbero essere eseguiti con una certa regolarità, così da essere sicuri che contengano le variazioni più recenti ai tuoi indirizzi Bitcoin nonché gli indirizzi che hai creato da poco. Comunque, tutte le applicazioni utilizzeranno a breve dei portafogli per i quali sarà richiesto di fare un backup una sola volta»;
  • Non dimenticare mai la tua password
    «Assicurati di non dimenticare mai la tua password perché altrimenti i tuoi risparmi andranno irrimediabilmente perduti. Diversamente dalla tua banca, con Bitcoin non ci sono modi per recuperare una password. Infatti, dovresti essere in grado di ricordare la tua password anche dopo molti anni di inutilizzo. Nel dubbio, potresti voler conservare una copia cartacea della tua password in un posto sicuro come una cassaforte»;
  • Utilizza una password complessa
    «Ogni password costituita da sole lettere o parole riconoscibili può essere considerata molto debole e facile da scoprire. Una password sicura deve contenere lettere, numeri, punteggiature e deve essere lunga almeno 16 caratteri. Tutto questo però non dovrebbe impedirti di ricordarla»;
  • Un portafoglio offline per conservare i risparmi
    «Un portafoglio offline, noto anche come cold storage, fornisce il più alto livello di sicurezza per i risparmi. Questo sistema implica il salvataggio di un portafoglio in un posto sicuro non connesso alla rete. Quando realizzato propriamente, può offrire un’ottima protezione contro alcune vulnerabilità del computer. Anche usare un portafoglio offline insieme con i backup e la crittografia è una buona pratica».

Infine, un consiglio impossibile da ignorare: se i Bitcoin sono un valore, allora vanno considerati alla stregua di qualsiasi altro investimento o somma di denaro in possesso. In caso di decesso, chi potrà aver accesso ad una moneta la cui intera natura è nascosta dietro una password? Quindi provvedete per tempo lasciando a qualcuno la possibilità di accedere o facendo un atto notarile in cui si indicano le coordinate e le password per accedere al proprio portafoglio.

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Ma quanto vale un bitcoin? Il 31 dicembre 2012 Bitcoin valeva 13 dollari ora si parla di 400, 500, 600… ieri era sopra quota 800 dollari americani (USD). Potete trovare un convertitore aggiornato qui e le quotazioni qui

Il suggerimento è quello di entrare nel mondo bitcoin con prudenza adottando tutte le sicurezze possibili e facendo pratiche con cifre bassissime, attenzione a seconda della nazione le transazioni in bitcoin sono tassate come ogni altra transazione……ovviamente poi c’è chi fa il furbo come per ogni altra cosa, in Italia ad esempio teoricamente è tassato anche il baratto, se scambio con un amico un panino con un cespo di lattuga , dovrei pagare la rispettiva tassa, che poi lo stato non riesca a verificare l’avvenuto baratto è un altro discorso.

Sappiate che il bitcoin ha molti detrattori, tra i primi le istituzioni bancarie e molti governi, nonchè molti potentati economici, in quando escono dai normali canoni del mercato e….almeno per ora non permettono ai soliti noti di ingrassarsi ulteriormente a spese di tutti.

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Entrare nel Deep Web…..in modo sicuro

Entrare nel Deep Web…..in modo sicuro

Ultimamente si fa un gran parlare di deep web e di dark web, con l’ascesa terroristica inoltre pure i media nazionali ed i telegiornali ne parlano, ascoltandoli però si capisce come le informazioni che danno sono spesso di seconda o terza mano e confuse, innanzi tutto deep web e dark web possono essere interconnessi ma non sono la stessa cosa, nel deep web si possono anche trovare cose legali ed innocue, nel dark web direi che la totalità di cose sono illegali, anche se alcuni forum e siti non sono di per se illegali, sono le cose che vi troviamo scritte che se usate possono trasformarci in delinquenti , anche se solo virtuali o informatici. Quindi continuerò con il chiarire che entrare nel deep web di per se non è illegale , e neanche visitare i siti che vi si trovano, per la legge italiana è illegale, ma è illegale acquistare cose o sostanze proibite, è illegale frequentare siti di pedo-pornografia, insomma come nella vita civile vale la legge, nella vita reale potete osservare le armi in una armeria, ma non comprarle e detenerle se non siete provvisti delle adeguate licenze e permessi, lo stesso dovrebbe valere per le vostre navigazioni del deep web……..e non aggiungo altro, in questo articolo spiegherò a scopo didattico come si può entrare nel deep web in modo sicuro sia dal computer di casa che dallo smartphone o tablet, cosa fare una volta dentro lo dovrete decidere voi, usate sempre il buon senso e come ci veniva detto da piccoli, guardare e non toccare è una regola da imparare.

Cominciamo, ci sono vari modi di entrare nel deep web, quello sicuro alla portata di tutti che potete usare che abbiate windows, mac osx o linux installati sul vostro computer, è quello di utilizzare TOR (The Onion Router),  che altro non è che un web browser modificato, e per dirla in termine tecnico un fork di firefox con delle aggiunte, tra cui la facoltà in automatico di collegarsi ad un proxy onion e collegarsi direttamente al deep web.

Procediamo passo a passo così che anche i più neofiti possano eseguire le semplici operazioni, prima cosa scaricare la versione di TOR per il vostro sistema operativo, andando qui .

tor

 

Selezionate ovviamente l’installazione per il vostro sistema operativo (OS) e procedere al download ed alla relativa installazione.

Se arrivate al sito di TOR attraverso i motori di ricerca potreste trovarvi innanzi alla seguente schermata:

tor2

 

in tutti i casi andate alla sezione download e selezionate il file per il vostro os, e via con il download.

Se avete windows o linux Adesso, vai nella cartella in cui hai estratto Tor Browser, avvia il collegamento Start Tor Browser e clicca sul pulsante Connetti. Tempo qualche secondo e si aprirà la versione modificata di Firefox configurata per navigare nel Deep Web, senza null’altro fare potrete navigare nel deep web.

Se avete mac osx, vi sarà chiesto una volta aperto il file di spostare TOR nella cartella delle apps, fatelo e quindi cliccando sull’icona siete pronti per navigare nel deep web.

Ora aprine una nuova scheda del browser e…….potrete navigare in modo anonimo nel web…..battendo la ricerca nell’apposito form:

ricercator

ma state navigando nel web, come con qualsiasi altro browser, se volete navigare nel deep web, avete due possibilità, uno aprire una nuova scheda all’indirizzo di Torch , il motore di ricerca di TOR e all’interno del form digitate l’oggetto della vostra ricerca.

torch

Due andate all’indirizzo di Hidden Wiki , dove utenti venditori, offertori di servizi del deep web inseriscono gli url (indirizzi) dei propri siti, attenzione i due suddetti indirizzi non funzionano dai normali browser ma solo all’interno di TOR, quindi tasto desto e copi link se li leggete da un browser normale e poi incollate nella barra degli indirizzi di TOR, altrimenti aprite questo articolo da TOR e cliccate sui links.

hidden wiki

C’è anche una terza opzione, la Onion Url repository al seguente indirizzo

onion reposity

Quindi ora siete in grado di navigare nel deep web, preciso che per i più esperti TOR mette a disposizione delle opzioni per aumentare la sicurezza, l’utilizzo di altri proxy e varie altre opzioni, per i meno esperti è sufficiente usarlo come è impostato di default, potrete trovare, siti per comprare con bit coin :

kamagra

apple bit coin

Siti per……avere una nuova vita, o per cambiare vita :

newlife

Per chi va al poligono siti dove far acquisti :

vendita armi esempio

Ricordatevi che molti siti offrono merce illegale o ricettata, quindi se acquisterete sarete civilmente e penalmente responsabili !

Il Deep Web è accessibile anche dai dispositivi portatili, come smartphone e tablet. Basta utilizzare le applicazioni giuste e configurarle in modo che stabiliscano una connessione alle rete Tor.

Su iPhone e iPad è disponibile il browser Onion Browser che è open source e non richiede alcuna configurazione particolare, difatti una volta avviato stabilisce automaticamente la connessione alla rete Tor. si paga e non richiede il jailbreak. Non è sempre velocissimo nell’aprire le pagine Web, qualche volta si può bloccare, ma attualmente è difficile trovare di meglio su iOS senza sbloccare il sistema.

Su Android invece ci si può affidare all’accoppiata Orbot e OrBrowser. Il primo è il client ufficiale di Tor per Android mentre il secondo è un browser Web pre-configurato per la navigazione anonima (quindi anche al Deep Web). Per utilizzarli, devi innanzitutto scaricare Orbot e seguire la procedura di configurazione iniziale pigiando su Ho capito e desidero continuare senza il root se hai un telefono/tablet non sbloccato oppure su Richiedi accesso superuser se hai un terminale sottoposto alla procedura di root. Dopodiché devi tenere il dito sul pulsante Power per un paio di secondi, attendere che venga stabilita la connessione alla rete TOR, selezionare l’icona del mondo in alto a destra e pigiare su Check browser per avviare OrBrowser e cominciare a navigare online.

orbot

Ovviamente ribadisco attenzione ai siti che visitate, siate dotati di un buon antivirus, e sopratutto non fate cose illegali.

Per chi volesse dedicarsi a sperimentare il mettersi on line nel deep web ecco una veloce soluzione, ovviamente per i più esperti , visto che serve un minimo di pratica e conoscenza:

L’host è gratuito su domini onion
Sapete che i siti .onion  in alcuni casi possono avere l’hosting gratuito o potete utilizzare un hosting del deep web o più artigianalmente rendere il vostro pc un host.

Io posso limitarmi solo a dirvi ciò che ho  sperimentato personalmente per cui preparate questi software e proseguite nella lettura :

Ingredienti : 

  • TOR Browser, scaricabile dal sito ufficiale del TOR Project,
  • un software per web server ( solitamente Apache è il più “comodo“, “conosciuto” e “semplice” oltre che gratis ).

Sappiate  che si tratta di un lavoro che può sembrare facile ma è tecnico e necessita di avere delle minime conoscenze per cui, se non ne siete pronti lasciate perdere o di istruitevi bene al riguardo ,prima di avventurarvi nel Deep Web che non è nulla di spaventoso ma necessita di possedere determinate conoscenze di fondo per poterlo utilizzare “correttamente“.

Esecuzione : 

1) Installa Apache e verifica che il servizio sia attivo ( attivando Apache Service Monitor o digitando 127.0.0.1 o “localhost” sulla barra degli indirizzi del browser ).

Se vedrai la pagina di default di Apache hai fatto il tuo primo passo.

 

2) Adesso devi inserire e quindi costruire le pagine che comporranno il tuo sito che dovranno essere posizionate all’interno della cartella di Apache HTDOCS che è a tutti gli effetti la “root” del server che è, in questo caso, il tuo pc.

Devi aggiungere il file index.html che sarà a tutti gli effetti la home page  del tuo nuovo sito.

3) Apache, non nasce per essere usato su TOR ma essendo un progetto “aperto” prevede la possibilità di venir configurato in base alle proprie necessità per cui dovrai provvedere a modificare il file di configurazione HTTPD.CONF ( lo trovi dentro alla  cartella Conf ), e dovrai modificare dei valori per fare in modo che il sito possa essere funzionante sulla rete TOR funzioni.

Raggiungi la riga #Listen e cambia il valore di default con :

#Listen 127.0.0.1:80

la stessa cosa anche per la riga successiva Listen 80 ed anche per il valore di ServerName che dovrà divenire :

localhost:80

Salva le modifiche ed esci.

4) Adesso devi trovare il file  TORRC, ( lo trovi dentro la directory Data\Tor nella cartella del browser che hai scaricato ed installato )

Aggiungi queste istruzioni :

HiddenServiceDir C:\[tuopercorso]\tor\hidden_service
HiddenServicePort 80 127.0.0.1:80

Ovviamente la voce tuopercorso, che ho indicato in grassetto è la cartella in cui intendi ospitare hli Hidden service di TOR. ( no ti spiego cosa siano gli hidden service poichè rientra nelle minime conoscenze che ti ho indicato prima, la cui mancanza decreta il mio non consiglio a proseguire in tale attività )

5) Dopo aver salvato il file modificato ( TORRC )  ed aver ricaricato il tuo Browser ( TOR ) vedrai che nella cartella hidden_service sono comparsi due file :

  • hostname,
  • private_key.

In Hostname troverai il nome di dominio assegnato al tuo sito  ( solitamente è una lunga serie di caratteri che hanno come costante il suffisso .onion )

Questo testo apparentemente incomprensibile sarà l’indirizzo web del tuo sito che potrà essere visibile solo tramite TOR.

Il file  Private_key è invece un pochino più delicato e non dovrà mai essere dato a nessuno ed ancor meno inviato via mail dato che è fondamentalmente la tua carta d’identità crittografata che permetterebbe a chiunque ne entri in possesso non solo di smascherarti ma anche di appropriarsi della tua identità

A questo punto sei pronto per diffondere l’indirizzo web del tuo sito che, in questo caso, risiede sul tuo pc per cui è ovvio e naturale che se spegni il tuo pc il tuo sito non sarà visibile a nessuno.

Se vuoi che il tuo sito sia invece sempre raggiungibile bisogna addentrarsi nel mondo dedicato all’hosting anonimo, buon lavoro e sempre non fatevi coinvolgere in operazioni illegali, mai neanche a scopo “didattico”.