Luma Fusion Montaggio video professionale su iPad ed iPhone

Luma Fusion Montaggio video professionale su iPad ed iPhone

Un’altra tacca a favore di una sostituzione da parte dell’ipad pro nei confronti dei mac o pc, infatti finalmente con questo software, o app come si usa dire oggi, si può di fatto fare un serio montaggio professionale anche su ipad, ipad pro e iphone.

Vedo già i puristi del montaggio video storcere il naso, certo forse questa app non raggiungerà i livelli di Final Cut X o di Adobe Premiere, ma si avvicina molto, inoltre con la sorella Luma FX, altra app di LumaTouch si possono aggiungere filtri effetti speciali, invertire video, rallentare, velocizzare ecc.

L’utilizzo è immediato e molto intuitivo, si crea un progetto, decidento il tipo di risoluzione e frame rate, quindi si importa dalla libreria o da altra fonte, video foto, musica, e si inizia il montaggio, ponendo il nostro materiale multimediale sulla timeline, durante la selezione e preview di una clip video o audio, si può già decidere se mettere l’intera clip sulla timeline o solo una parte che selezioneremo.

Si possono aggiungere loghi con il picture in picture, deciderne le dimensioni, la posizione e la rotazione, titolazioni e scritte, mixare audio, aggiungere commenti audio ecc. proprio come usare Final Cut X, infatti tutto drag and drop, poi ovviamente si possono fare le rifiniture, la timeline inoltre è multi-traccia proprio come nei software professionali desktop, e quindi non c’è limite di utilizzo.

Come dicevo l’utilizzo è molto intuitivo e inizialmente non fa trasparire tutte le sue potenzialità, unico modo per capirlo è esplorare ogni opzione, una volta terminato il nostro lavoro possiamo salvare il video sul rullino locale, oppure su youtube e una lunga lista di cloud, possiamo salvare il progetto e riprenderlo in un secondo momento, proprio come si fa sul desk top con Premier o Final Cut.

Si può scegliere la risoluzione di salvataggio e ci viene già indicato il peso in megabyte una volta terminata la renderizzazione, stupisce la velocità di realizzo su ipad pro da 9,5 ” come su iphone 7 plus, un paio di minuti per 10 minuti di video, impressionante a 1080 p .

Se devo trovargli un difetto è quello che mantenendo una alta qualità della produzione finale i video terminati sono abbastanza pesanti, e se si vuole lavorare con file leggeri tocca abbassare la qualità finale.

Vi lascio a un mio video dimostrativo dove vi faccio vedere proprio solo le funzioni basiche, vogliate scusarmi se in alcuni frangenti sembrerò incerto, ma ho ripreso l’ipad con l’iphone su cui ho montato il mio primo video con questa app, quindi non beccavo l’esatto punto dove cliccare, vedrò di migliorarmi ma con la prossima versione di ios la 11 per la precisione, ci sarà inserita la possibilità di registrare lo schermo del proprio i-device quindi sicuramente non ci saranno problemi, aggiungerò inoltre il video tutorial fornito da LumaTouch, ora non avete più scuse, blogger, vlogger e videomaker, ma anche semplici utenti con una ventina di euro al momento potrete fare da voi ottimi video, buon montaggio video a tutti.

Esee Izula 2 il tuttofare

Esee Izula 2 il tuttofare

Ci sono alcuni coltelli che mi piacciono molto, non perchè siano i più costosi, i più ricercati, i più cool, ma semplicemente perchè li trovo funzionali e quando si inizia ad usarli si capisce che ci riesce di fare molte cose, se poi sono poco ingombranti e possono sostituire un serramanico nell’urban survival siamo al top dell’ecletticità per un coltello.

E veniamo al coltello di questo articolo, l’Izula 2, nasce come miglioramento dell’Izula, piccolo neck knife della Esee, manico migliorato, più lungo e dotato di guancette, lama anche questa leggermente più lunga e dall’aspetto ancora più accattivante.

Sul mercato lo troviamo in vendita in due modalità, con Kit e senza Kit, la differenza di prezzo è di una ventina di euro e bisogna valutare se ne vale la pena.

Il Kit comprende una sbarretta di ferro cerio e magnesio (acciarino) con il quale accendere il fuoco, sfregandolo con il dorso del coltello, un pezzo di paracord con due anelli di acciaio e due  ferma corde, in modo da poter attrezzare il piccolo fodero per essere portato al collo, uno dei due ferma corde funge anche da fischietto una volta assemblato, il tema per molti è se ne valga la pena di spendere 20 € in più per avere questo kit così composto, ma la risposta non può che dipendere da persona a persona, se si ha del paracord in casa, se non ci interessa l’acciarino , si può benissimo farne a meno, altrimenti può essere utile avere tutto pronto in un comodo sacchetto.

In un secondo sacchettino è contenuto il fodero con la clips da avvitare per portarlo agli stivali o alla cintura, il fodero è il tipico fodero in plastica nylon di Esee che trovo più elastica e pratica del Kydex. In caso decidiate di appenderlo al collo come un neck knife si può evitare di avvitare la clips, il che rende veramente sottile il fodero e sotto una maglietta o camicia praticamente invisibile.

Nella confezione oltre a quanto descritto, troviamo gli adesivi Esee e la card con i segnali da fare in caso di bisogno di soccorso, la confezione è la solita scatola in cartone rettangolare.

Ma vediamo un pò di dati di questo “piccolo” tutto fare:

  • Dettaglio lama: Filo piano
  • Lunghezza lama: 7.31cm/2.88in
  • Spessore lama: 4.00mm/0.156in
  • Materiale lama: 1095, finitura nera, verde, desert
  • Sistema di porto: Injection Molded sheath, Black + kit (Paracord , cord lock, Snap, Split Ring, Fire Flint, Whistle)
  • Materiale manico: Micarta
  • Tipo di costruzione: scheletrico
  • Lunghezza totale: 17.15cm/6.75in
  • Made in: USA
  • Peso: 90gr/3.2oz senza fodero

Come si legge dai dati è costruito nel collaudatissimo acciaio  1095 che fa parte dei carboniosi, bassolegati, in pratica non è inox, ci sono due rinomate aziende che hanno esperienza di questo acciaio e di come temprarlo al meglio, una è appunto la Esee e l’altra la Tops, ovviamente non sono le uniche, ma possiamo dire che sono specializzate prevalentemente alla lavorazione di questo tipo di acciaio.

Ci sono generalmente tre tipi di coperture, nera, verde e desert, qui sopra nella foto vedete la nera e la desert, in realtà esistono nel mercato USA anche versioni con i colori accesi, Rosso, Verde fluo ecc.. Non c’è una versione in acciaio inox 440 come per l’Izula e non si sa se mai la produrranno.

Per avere un’idea nella foto sopra un’Izula inox senza guancette e l’Izula 2 a cui ho tolto la copertura sulla lama, perchè non amo molto le coperture se uso il coltello anche per i cibi, non sono contro indicate capiamoci bene, è una mia preferenza personale, poi come si vede già nella foto, la lama tende a passivarsi e quindi ad imbrunire.

L’Izula 2 a mio parere è della grandezza giusta per essere più che un neck knife o un coltello di back up, per escursioni giornaliere può tranquillamente essere essere la lama principe, inoltre con il pratico fodero anche tenendolo in cintura è sempre pronto per aprire un pacco, tagliare un pomodoro, potare un ramo del giardino, aprire il sacco delle crocchette del cane o del gatto, sbucciare e tagliare la mela o la frutta in genere, tagliare del nastro adesivo, un cerotto, dei fili del maglione ecc. ecc. allo stesso tempo non teme lavori più impegnativi di serio intaglio del legno e di batoning commisurato alla lunghezza della lama ovviamente. I reparti speciali, lo utilizzano anche come seconda chances, di difesa, lo si può portare alla schiena, in cintura, allo stivale, al collo, ed in molti altri modi, il fodero e la forma del coltello permettono veramente il porto in ogni situazione, l’unico limite è la fantasia.

Gli Izula 2 come tutti i coltelli Esee, godono di una garanzia a vita, fatti salvi gli abusi ovviamente, ogni singolo pezzo è numerato con un numero di serie, così da poter sempre risalire al lotto nel caso si siano verificati difetti di costruzione o tempra, si affilano facilmente e tengono a lungo il filo anche con compiti gravosi, insomma se un serramanico (folder) proprio non vi va giù o se volete sostituirlo con un lama fissa altrettanto pratico e trasportabile, l’Izula 2 è quello che fa per voi, provare per credere.

 

 

Swisstool il multitool per eccellenza

Swisstool il multitool per eccellenza

Ci sono forum pieni di domande e risposte sugli attrezzi multiuso, se poi si leggono forum per appassionati di coltelleria si vedranno migliaia di topic scritti sull’argomento, solitamente verso la fine sono due le famiglie finaliste la Victorinox svizzera e la Leatherman statunitense. Arrivati a questo punto bisogna fare una scelta tra i due marchi, entrambi costruttori di ottimi modelli, e dico modelli perchè dello stesso multitool le due case ne producono alcune varianti, sia per composizione degli attrezzi che per dimensioni e peso. Entrambi i marchi offrono una garanzia, Leatherman di 25 anni, Victorinox come tradizione garanzia a vita. Già il fatto che ci sia una garanzia a vita fa propendere per la Victorinox, ma la spinta finale la da la qualità decisamente superiore dei multitool svizzeri. E lo dico con cognizione di causa visto che li uso da trent’anni e non solo quelli considerati pinze multiuso, parlo anche dei vari coltellini svizzeri, il primo mi fu regalato all’età di 10 anni. Se non bastasse leggendo i forum si noteranno lamentele di varie rotture dei Leatherman, anche se ad onore del vero spesso questi attrezzi stimolano l’utilizzatore a farne un uso improprio e quindi a metterne a dura prova la resistenza, ma i motivi sono anche altri, ad esempio l’uso di plastiche e compositi per alcuni degli attrezzi inseriti, e una maggior leggerezza dei pezzi con il vantaggio di un minor peso a scapito della resistenza.

La Victorinox usa solo acciaio e non scheletra   la struttura a vantaggio di una maggior resistenza, ma anche di un maggior peso. Ovviamente quando parliamo di peso in più od in meno parliamo di decine di grammi non certo di etti o chili, ma si sa a molti avere in tasca od alla cintura 50 grammi in più da fastidio. Io non sono uno di quelli, e infatti ho preso 30 anni fa e ricomprato nell’anno passato per averne una copia in casa ed una sempre con me, la versione tradizionale e la più grande dei multitools della Victorinox e precisamente lo swisstools plus. Il plus si differenzia dalla versione standard per avere in più nel fodero a parte, un cacciavite porta inserti, su cui oltre agli inserti in dotazione si possono inserire inserti standard con punte a stella, a filo piano, a brugola ecc.ed un cavaturaccioli con cacciavitino per microviti.

Per chi volesse qualcosa di più leggero e contenuto nelle dimensioni può optare per la versione Spirit della Victorinox, che potete vedere qui sotto.

Ma vediamo lo Swisstools più da vicino, la confezione è tipica Victorinox, un parallelepipedo in cartoncino grigio che in questo caso ha una foto del prodotto.

Facendo pressione su uno dei due lati più corti apriremo la scatola facendo scorrere la parte interna.

Troviamo così il fodero in cordura nera, molto resistente, rigido con uno strap in velcro che permette di aprirlo e chiuderlo comodamente sia tenendolo in mano che avendolo appeso in cintura, il fodero presenta sul retro un generoso passante per cinture di varie larghezze.Esiste una versione con il fodero in cuoio, che non consiglio perchè nel tempo tende a usurarsi più facilmente della cordura.

Estratto il fodero con il suo contenuto, c’è un foglietto ripiegato in cui sono specificate tutte le funzioni del multitool e la spiegazione di tutti e 39 strumenti, che vi elenco:

  1. Cavatappi
  2. pinze a punta lunga
  3. tronchese per fili sottili e morbidi fino a 40 HRC
  4. tronchese per cavi robusti
  5. lama, grande
  6. forbici
  7. seghetto da legno
  8. alesatore, perforatore
  9. apriscatole
  10. cacciavite 3 mm
  11. apribottiglie
  12. cacciavite 5 mm
  13. piegafili
  14. Cacciavite Phillips 1 / 2
  15. cacciavite 2 mm
  1. cacciavite 7,5 mm
  2. apri cassa, robusto
  3. cesello 7 mm
  4. raschietto per fili
  5. spelafili
  6. metro (pollici)
  7. foro cordoncino
  8. metro (cm)
  9. sega per metallo
  10. lima per metallo
  11. punta Phillips 0
  12. punta Torx 10
  13. punta Torx 15
  14. Cavatappi

Aprendo il fodero vediamo dall’alto come il multitool ed i suoi accessori siano ben riposti e pronti all’uso.

Ecco qui sopra estratto il multitool ed i due accessori extra contenuti nel fodero.

La pinza aperta ci fa vedere la sua solidità e robustezza completa di un tagliafili e taglia reticolati.

ho messo a confronto la più vecchia swisstool , quella sotto con etichetta rossa e la nuova swisstool sopra, si noterà come la nuova versione è stata leggermente ingentilita e smussata,migliorandone l’ergonomia.

Un altra differenza con la vecchia versione , ora si ha una sola lama piana, mentre nella vecchia vi erano due lame una piana ed una a seghetto (serrated), ma non vi erano il cavaturaccioli ed il cacciavitino per occhiali o microviti.

Tutti gli altri attrezzi sono rimasti uguali alla versione precedente sia nelle forme che nelle dimensioni, che invece sono inferiori nella versione Spirit.

Ed infine ecco tutti gli attrezzi della swisstool, possono comodamente sostituire una cassetta degli attrezzi per l’uso generico più comune, ne sono buon testimone, uso quasi sempre questa swisstool pur avendo una buona dotazione di attrezzi in garage, ma anche solo per pigrizia e non scendere ho utilizzato negli anni la swisstool in ogni genere di occasione, rifinire una tavola del pavimento, riparare una presa elettrica, (togliendo sempre la corrente mi raccomando), cambiare una spina, riparare gli occhiali, riparare le maniglie delle porte e delle finestre, cambiare la corda delle persiane, montare e smontare letti e divani, montare vari mobili dell’Ikea e non, tagliare corde e spaghi, aprire bottiglie e limare acciaio. Insomma ci ho fatto di tutto e ne sono stato così soddisfatto che dopo 30 anni ne ho presa un’altra, così che posso tenerne una in casa(che possono utilizzare tutti i familiari al bisogno) ed averne una sempre con me al lavoro o per ogni evenienza. Il mondo dei multitool è popolato di proposte, molte a prezzi stracciati, ma se volete un attrezzo che non vi lasci a piedi e non tradisca, che sia funzionale e durevole nel tempo bisogna spendere qualcosina e puntare sulla qualità e l’esperienza della casa elvetica, tenendo conto che su vari store on-line potrete trovare la swisstool in offerta e buon ….divertimento !

 

 

Nell’antro della Strega

Nell’antro della Strega

Finalmente riesco a scrivere di questo libro, mi rendo conto che molti penseranno che non è un libro per tutti, ma per chi è appassionato del tema, invece è un libro che tutti possono leggere per capire chi erano le steghe attraverso i racconti di testimoni oculari, chi erano nella storia e nella tradizione, e sopratutto cosa facevano, cosa erano i malocchi, le maledizioni, ma anche le cure, gli aiuti che davano le streghe, infatti diversamente da quello che si pensa non erano solo cattive, ma il più delle volte buone o comunque a disposizione di chiunque avesse avuto bisogno.

antrostrega

L’autore il dott. Alessandro Norsa, Psicologo ed Antropologo, ha una vasta esperienza nel campo della ricerca di tradizioni , usi e costumi delle popolazioni, il che gli ha permesso di fare una ricerca organica ed una raccolta di informazioni storiche e di testimonianze veramente uniche, il libro è scorrevole, i racconti dei testimoni coinvolgono come un romanzo d’avventura, l’autore ci trasporta in un mondo quasi dimenticato, ma in alcune aree di Italia ancora attuale e reale.

Dimenticavo nel video e nel libro….ci sono anch’io, ho raccontato un fatto di cui fui testimone, infatti conobbi due streghe vere, buone per fortuna!

Per poterlo acquistare, lo troverete sia in formato cartaceo che digitale on line, vi propongo alcuni links, buona lettura.

Google play

Amazone

Unilibro

 

Qui il sito dell’autore.

 

Morakniv Garberg

Morakniv Garberg

La recensione di oggi riguarda l’ultimo di casa Morakniv, il primo full tag della serie, da quello che dice la casa madre è frutto della loro tradizione unita alla tecnologia del loro migliore acciaio, e allora vediamolo.

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Ad una prima impressione visiva, pare un coltello sottodimensionato per quello che dovrebbe essere il suo compito, poi l’impugnatura in gomma è poco cool da vedere , ma una volta preso in mano si capisce che quel pezzo di plastica gommosa al tatto (è un polimero particolare) è fatto apposta per la mano che la impugnerà, impugnato sia con la destra che con la sinistra, sembra fatto per entrambe le mani e come per magia con qualsiasi delle due lo si impugna si sente una presa comoda e bilanciata, il coltello è più leggero di molti suoi colleghi di pari dimensioni o poco più, la lama è affilatissima e costruita in acciaio Sandvik 14C28N (nikel free) dello spessore di 3,5 mm lunga circa 11 cm , per la precisione 10,795 cm ossia 4,25 pollici, il peso totale è di 240 grammi. Una menzione al fodero che come vedrete nelle immagini può contenere il coltello sia rivolto a destra che rivolto a sinistra, il fodero è leggero e già a scatto trattiene il coltello, per maggiore sicurezza una fettuccia in tessuto passa sopra il codolo e si aggancia con un bottone automatico per una maggiore resilienza, la slitta in polimero plastico dove si aggancia il fodero per posizionarlo su uno spallaccio non mi da la sensazione di solidità, ma forse il tipo di polimero per quanto leggero sarà anche resistente.

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Al primo uso non intensivo a cui l’ho sottoposto, si comporta molto bene, la mano non si stanca visto il peso, però la sua leggerezza non lo rende meno efficiente se si prova a fare forza su pezzi di legno anche corposi li intacca senza tema e permette di lavorare agevolmente, ovviamente ci sono i limiti dati dalle dimensioni, ma a mio avviso sono ben pochi, regge bene anche il batoning anche se lo ritengo necessario solo in caso di estrema necessità con legna bagnata ovunque, ma direi che come prima impressione è positiva e sembra che siamo davanti al coltello multipurpose che tanto gli amanti di buschcraft e sopravvivenza vorrebbero.

moragarbergporfi

moragarberg

questa è una mia prima impressione e va testato in situazioni più pesanti, ma se il buon giorno si vede dal mattino direi che le premesse ci sono, ovvio poi che in parte oltre il buon funzionamento dell’utensile molto giocano le capacità di utilizzo ed il gusto personale di ogni uno, devo dire che ero prevenuto invece non bisogna farsi ingannare dal suo aspetto essenziale e provarlo.

moragarbergtronco

moragarberg2

moragarberg2

moragarbergporfi2

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Il “Mora” Garberg messo a confronto con il Bob fieldcraft della Tops

Divi Builder 3.0 vs Beaver Builder

Divi Builder 3.0 vs Beaver Builder

Ricevo richieste da giovani blogger che vorrebbero modificare e/o costruitre il proprio blog, e anche da chi sta cercando uno sbocco lavorativo sul web, scrissi già più di un anno fa un articolo su Headway e sull’utilizzo dei framework con wordpress, che attualmente è il CMS più usato e popolare nel mondo, ma è ora di aggiungere nuove cose, il mondo del web è in continua evoluzione e cambiamento e lo stesso è per chi ci lavora o anche ci si diletta, nuove specializzazioni nascono e altre muoiono, mai stare fermi, tenersi sempre informati è la regola, ma un’altra cosa è cambiata, come la Apple aprì il mondo digitale agli artisti, pittori, scrittori, musicisti, senza che essi sapessero come funziona un computer o un sistema operativo anzi non dovevano saperlo ma solo concentrarsi sulla realizzazione dei loro progetti delle loro creazioni, ugualmente oggi i framework e più recentemente i costruttori di pagine , (page builder) aggiunti a temi con opzioni di personalizzazione a cursori, aprono il mondo della costruzione web ad artisti, blogger o semplici hobbisti.

Ma non solo molte web agency, hanno cominciato ad utilizzarli, per un semplice motivo, tempo e opzioni, ossia se non devo concentrarmi a digitare pagine di codice htlm, php, css , ma posso concentrarmi sulla creazione  di un sito web, di un blog, di un e-commerce ecc. sarò più produttivo e potrò in pochi giorni presentare al possibile cliente più prototipi per il suo sito, essendo così più competitivo nel mondo del web.

Oggi in particolare vorrei parlarvi di due costruttori di pagina, uno è Divi Builder, arrivato alla sua terza release, con la quale ha portato una grande innovazione al suo precedente metodo di lavoro, prodotto da Elegant themes, l’altro è Beaver Builder in procinto di essere rilasciato nella sua seconda release , prodotto da un piccolo gruppo di 3 amici sviluppatori che si sono uniti creando appunto Beaver Builder .

A differenza delle solite recensioni, non mi soffermerò sui dettagli tecnici che non interessano ai più, ma sull’interfaccia grafica e potenzialità di entrambi i sistemi.

Cominciamo con il dire che oggi inizio autunno 2016, i due costruttori di pagina sono finalmente confrontabili, in quanto fino all’inizio di questo mese di Settembre Divi builder lo si poteva usare solo nel back end  della pagina, ma con la nuova release è diventato un costruttore visivo al 100%, ossia con entrambi i builder è sufficiente recarsi alla pagina del vostro sito da modificare o costruire e visivamente con dei semplici drag and drop inserire i vari moduli, i quali hanno poi una interfaccia per personalizzarli. Sono il massimo a produttività che oggi si possa trovare.

Devo dire che ad una prova di velocità di caricamento pagina e di test server , entrambi si comportano bene con un leggero vantaggio di Divi builder su Beaver builder, in compenso il costruttore del castoro se viene disattivato per errore o incompatibilità non lascia codici nelle pagine ma solo i contenuti, sebbene senza alcuna formattazione, invece Divi vi lascerà le pagine “sporche” di codice insieme ai contenuti, infatti usa gli short codes,  mentre all’inizio questo può sembrare un’indicazione di scelta nei confronti di Beaver builder risulta essere un falso problema innanzitutto esiste un sistema automatico per liberarsi degli short codes al bisogno vedete qui, oltre il fatto che potete farlo a mano visivamente, ma il quid è che in entrambi i casi che usiate Beaver o Divi, dovrete rifare la grafica e quindi poco vi interesserà di quello che resta, ma è un falso problema anche perchè basterà rimuovere ciò che ha creato il problema per tornare ad avere i nostri siti in forma, e comunque qualsiasi frameworks o tema come un qualsiasi plug in possono incorrere in malfunzionamenti  lo si sa bene e come per qualsiasi di questi problemi c’è la soluzione. Se mai più che gli short codes è importante che il codice dei costruttori pagina sia ben fatto e non gonfio e ridondante come succede ad esempio con visual composer, che è molto cool ma porta spesso problemi e sicuri rallentamenti.

Entrambi i costruttori hanno un’interfaccia utente abbastanza semplice, la curva di apprendimento per chi ha un minimo di dimestichezza è minima in entrambi i casi, le differenze che ho trovato tra i due sono a vantaggio per ora di Divi Builder, la prima è che Divi ha molte più opzioni di personalizzazione dei vari moduli in confronto a Beaver, la seconda differenza che per me è una discriminante non da poco, è che mentre i moduli di Beaver Builder vanno trascinati da un barra laterale posta alla destra dello schermo una volta che il costruttore è attivo, per aggiungere i moduli in Divi è sufficiente cliccare sul segno più che si ha direttamente nella pagina, questa differenza comporta che Divi è utilizzabile sia con ipad sia essa pro o air, sia su qualsiasi smart phone o tablet android, mentre Beaver al momento non lo è, anche se personalmente ho testato con un discreto successo l’utilizzo sui tablet attraverso il browser Puffin pro, che permette il drag and drop dei moduli attivando una specie di pad virtuale che sostituisce la funzione del mouse sui tablet.

Come dicevo in apertura uno dei vantaggi dei costruttori di pagina è che possono rendere chiunque competitivo, e permettere una veloce produttività in un epoca dove tutto va di corsa il web per primo, e quindi anche il poterli usare su un tablet fa parte di questo plus, plus che per il momento è solo appannaggio di Divi Builder, e poter apportare modifiche in mobilità od al cospetto del cliente senza doversi portare un’ingombrante lap top è una comodità anzi un’esigenza che può dare molti punti di vantaggio sulla concorrenza, non solo se siete un blogger, e quindi già abituati a scrivere in mobilità o da convention, meeting, workshop, manifestazioni, potrete nel contempo aggiungere un banner, un blocco, un modulo o modificare la grafica in diretta da dove siete attraverso il vosto ipad o tablet, il che a mio parere è essenziale. Certo ci sono lap top leggeri oggi ma l’autonomia di un tablet e la sua leggerezza e basso spessore non sono fisicamente inarrivabili dai lap top, inoltre gli ultimi dati ci dicono che le vendite dei lap top o notebook od ultrabook sono in caduta libera, mentre tablet e smartphone stanno sempre più sostituendo l’uso dei computer nelle case e nelle scuole, di conseguenza perchè non essere avanti ed utilizzare uno strumento già da questi devices?

Ecco che la mia scelta cade su Divi Builder, anche se allo stato attuale, presenta qualche piccolo bug nell’interfaccia che Beaver non ha, ma un’altra cosa che me lo fa preferire è il supporto veloce ed il forum, forum che i tre amici di Beaver Builder hanno soppresso, a favore di sistemi più macchinosi e di risposte più lente, infatti mediamente la risposta ad un problema da risolvere arriva nel doppio o triplo del tempo che arriva dal supporto di Divi, questo perchè le persone disponibili per il supporto sono in numero minore ed anche la community è piccola, invece Elegant themes oltre che essere sul mercato da molti più anni, ha un numero di sviluppatori e tecnici di assistenza maggiore e sopratutto una grande community il che fa ben sperare anche per il futuro, la recente debacle di Headway themes , fa capire come questo sia importante per non trovarsi con uno strumento non più supportato o ricevendo assistenza inadeguata ed in tempi troppo lunghi.

Per quello che riguarda il metodo di utilizzo molti recensori ne fanno una differenza di lana caprina, tutti i vari costruttori di pagina che ho utilizzato e provato nel tempo più o meno lavorano nello stesso modo, quindi direi che le differenze sono più gusti personali che altro, per entrambi questi costruttori è disponibile una pagina di prova dove potrete sbizzarrirvi a costruire una pagina con tutti i moduli disponibili quindi prima dell’acquisto potete verificare quale sistema si addice di più al vostro modo di lavorare, C’è un altra cosa da aggiungere entrambi questi costruttori (i più validi sul mercato attuale secondo me)  non permettono solo di creare e modificare le pagine ma anche ogni singolo post, entrambi permettono di avere un modulo menù, il che vi permette di poter aggiungere un secondo o terzo menù su una pagina.

Al momento lo staff di Beaver Builder sta lavorando su un proprio tema modificabile, mentre  Elegant themes propone già nel prezzo incluso vari temi ed anche Divi theme che è personalizzabile in ogni aspetto.

Ultima differenza il prezzo, trovo che Beaver Builder sia troppo caro e per offrire il pieno utilizzo delle caratteristiche richieda il pacchetto web agency che supera i 300 euro di spesa, mentre Divi theme con meno di 100 euro permette di poter usufruire di tutte le caratteristiche su infiniti siti web, e con poco più di 200 euro permette un abbonamento a vita che vi darà assistenza ed aggiornamenti per tutta la vita.

Premetto che conosco meglio Beaver Builder avendolo usato molto più tempo, ma Divi builder 3.0 mi ha conquistato ed anche questo blog è costruito con esso, ora la scelta tra questi due ottimi strumenti spetta a voi, e se invece cercate un tema altamente personalizzabile ad un costo molto basso che non è indice di bassa qualità ma di grande diffusione date un’occhiata a Generate Press, non rimarrete delusi. Ermanno.