Indagine su Gesù – Antonio Socci

Il nuovo millennio, quello che a detta degli “acquariani” doveva segnare la fine del Cristianesimo (legato all’era dei pesci, mentre la nuova era, quella dell’acquario, avrebbe visto il passaggio ad una nuova religione universale) è invece iniziato con una “riscoperta” di Gesù. Anche da un punto di vista editoriale.
Dopo l’interesse suscitato dal libro di Papa Benedetto, un testo destinato a uno studio, non certo a una semplice lettura, giunge ora nelle librerie – ed è risultato subito un successo di vendite con sei edizioni nel giro di due mesi, a riprova dell’interesse mai sopito sull’argomento – un saggio formato da uno dei giornalisti più attenti alle tematiche religiose, Antonio Socci.

Anche i non credenti, da Marx a Nietzsche, non possono non rimanere colpiti da questa figura che, in soli tre anni di vita pubblica, ha modificato radicalmente il mondo: senza la sua presenza la nostra civiltà non esisterebbe; senza la dignità donata a tutti gli uomini esisterebbe ancora un’economia basata essenzialmente sulla schiavitù e non si avrebbe avuto quell’incredibile balzo tecnologico che ha portato l’Europa molto più in avanti di culture ben più antiche, come quella cinese; senza la predicazione di Cristo non ci sarebbe stata la nuova visione del mondo caratterizzata dalla nobiltà del lavoro e dall’eroismo del padre di famiglia.
A sostenere le proprie parole, Socci cita anche una serie di autori per nulla cattolici, da Napoleone a Rousseau, da Hegel a Kant, da Benedetto Croce a René Girard, da Kafka a Jorge Luis Borges, a riprova che anche chi ha combattuto – con il pensiero, con gli scritti o addirittura con le armi – la Chiesa Cattolica, ha comunque subito il fascino della figura di Cristo e ne ha riconosciuto l’incomparabile grandezza.
La parte centrale del saggio di Socci si concentra sui rapporti con l’Antico Testamento, cercando di rispondere in maniera positiva alla domanda se Gesù fosse il Messia preconizzato dai libri sacri ebraici. Mescolando sapientemente ricostruzione esegetica – senza cadere nella pedanteria – e squarci di grande forza narrativa (come il passo sulla conversione del rabbino di Roma, Israel Zolli, che volle essere battezzato con il nome di Eugenio in segno di riconoscimento a papa Pio XII per tutto quello che egli aveva fatto per salvare gli ebrei dai nazisti), dimostra come la possibilità che 8 profezie messianiche si sarebbero potute verificare tutte assieme, in una sola persona, solo su un caso su miliardi (il calcolo è stato fatto da un matematico americano, Peter W. Stoner, ed è riassumibile in una cifra “astronomica” rappresentata da un 1 seguito da 17 zeri, che divengono addirittura 157 se le profezie prese in considerazione fossero 48!).
Il fatto è che le profezie messianiche sono addirittura 300, e che tutte si sono realizzate in Cristo. L’autore passa quindi al problema della Resurrezione: si parte, naturalmente, dalla Sindone, di cui si dimostra l’autenticità (il famoso test al radiocarbonio, che avrebbe datato il lino al tardo Medioevo, è inattendibile, e si spiega bene perché), poi si sintetizzano le testimonianze del tempo e si passano in rassegna alcuni studi più vicini a noi, per terminare con una prova estremamente concreta, la presenza di miracoli certi come quelli di Lourdes (bellissima la ricostruzione dell’esperienza avuta dal medico dichiaratamente ateo Alexis Carrel, che nel 1903 assisté ad una guarigione miracolosa avvenuta sotto i suoi occhi, che erano, più che scettici, in atto di sfida).
Insomma, quella di Socci è una sintesi ottima e soprattutto perfettamente leggibile (elemento che ne spiega l’enorme successo) di molti studi cristologici e una ulteriore conferma del «perché non possiamo non dirci cristiani», come scriveva un altro autore non sospetto di simpatie cattoliche, Benedetto Croce.

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