Linx Wander Tactical, piccolo mostro

Linx Wander Tactical, piccolo mostro

Prima di cominciare rendo noto, che questo è il primo articolo esclusivamente creato con iPad Pro 10.5 che da oggi sostituisce in pieno il MacBook Pro , anche il video allegato è interamente prodotto con iPhone, montaggio inclusio, ha inizio una nuova era.

Detto questo passiamo a uno dei coltelli migliori sul mercato attuale, per migliore mi riferisco alle caratteristiche e non certo all’estetica che è sempre soggettiva, migliore poi tenendo conto del mio punto di vista, un punto di vista che non ama molto i supercoltelloni e che trova non indispensabile la tecnica del batoning,anche se questo Lynx non la teme in assoluto, anzi invoglia a praticarla.

La Wander Tactical è una piccola realtà italiana, che costruisce coltelli artigianalmente, infatti pur avendo dei modelli a catalogo, troverete sempre la dicitura che possono differire in alcuni particolari dalla foto dove effettuate la scelta, inoltre sia partendo dai modelli di base sia partendo da una vostra idea, vi prepareranno un coltello su misura che non vi tradirá mai, infatti che sia su misura o scelto dal loro catalogo, ogni singola lama dopo essere stata prodotta, viene testata, e se non corrisponde alle caratteristiche prefissate, viene scartata.

Certo i prezzi sono un pò cari, ma ne vale la pena, anche se la maggior parte delle loro lame sono “mastodontiche” e portano nomi di grossi dinosauri o grossi animali.

Il Lynx è il più “piccolo’ dei loro coltelli, o meglio ne esistono di leggermente più contenuti, ma da loro li chiamano neck knife…….il coltello viene fornito con la garanzia e i dati di produzione, insieme ad un buon fodero in kydex termoforato, con un supporto tek lock.

Il Linx è costruito in acciaio D2 con copertura Gunkote, resistente ad acqua,acidi, materiali chimici a detta dei produttori, nel momento in cui vi scrivo può a richiesta esservi fornito in acciaio San Mai Vg10 , lo stesso acciaio inox giapponese che da anni è utilizzato dalla Fallkniven, io ho preferito il D2 per le sue ottime caratteristiche tecniche (anche il San Mai è molto buono) ma anche perché su questo acciaio i produttori hanno esperienza consolidata nel tempo, se questa esperienza sarà ben trasportata anche nei prodotti in Vg10 lo sapremo con il tempo.

Il Lynx dicevo è di misure contenute, ma robusto e massiccio, ben rifinito, le guance te sono uno spettacolo per gli occhi e per la presa, una speciale micarta al tatto molto dura che asciutta o bagnata non fa mai perdere la presa, vediamo le misure del “piccolino”:

Tipo di produzione: Artigianale
Produzione Lama: Italia
Lama: in acciaio D2 a 59/60HRC
Trattamento Lama: GunKote
Manicatura: Micarta
Lunghezza lama: 100mm.
Spessore lama: 6.5mm.
Lunghezza totale: 220mm.
Bilanciatura: arretrata
Peso: 338g.
Fodero: in Kydex, termoformato, con attacco di tipo Tek-Lok

La lama ha un profilo sabre, che termina in flat con il filo piano, non convesso, questa caratteristica forma permette al Lynx di affondare di taglio in qualsiasi materiale, anche di poter lavorare di fino anche nello sezionare e spellare cacciagioni.

In questo piccolino tutto è massiccio, anche il finger choile, che permette una presa avanzata ben bilanciata, comprimario nel rendere ottimo questo coltello anche nei lavori di fino, il coltello è full tang, al termine del cordolo è presente un foro per una dragona o un laccetto. Ma non finisce qui, il Lynx fa parte di quei coltelli non solo votati al bushcraft, ma con la doppia funzione tattica, l’impugnatura sia dritta che revers è infatti ergonomici e bilanciata, permettendone anche un buon uso difensivo, la Wander Tactical costruisce e fornisce coltelli tattici sia per militari che corpi speciali.

È tutto oro quello che luccica? A quanto pare si, c’è però da dire che non sempre è stato così,qualche anno fa i primi modelli ,mastodontici presentavano imperfezioni nell’assemblaggio delle guancette e qualche sbavatura nelle finiture, l’esperienza ed il tempo hanno portato a molti miglioramenti, portando questo piccolino brand italiano a essere conosciuto in grandi mercati come quello USA.

Come direbbero in un noto programma TV , per me è si !

 

 

 

 

Morakniv Garberg

Morakniv Garberg

La recensione di oggi riguarda l’ultimo di casa Morakniv, il primo full tag della serie, da quello che dice la casa madre è frutto della loro tradizione unita alla tecnologia del loro migliore acciaio, e allora vediamolo.

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Ad una prima impressione visiva, pare un coltello sottodimensionato per quello che dovrebbe essere il suo compito, poi l’impugnatura in gomma è poco cool da vedere , ma una volta preso in mano si capisce che quel pezzo di plastica gommosa al tatto (è un polimero particolare) è fatto apposta per la mano che la impugnerà, impugnato sia con la destra che con la sinistra, sembra fatto per entrambe le mani e come per magia con qualsiasi delle due lo si impugna si sente una presa comoda e bilanciata, il coltello è più leggero di molti suoi colleghi di pari dimensioni o poco più, la lama è affilatissima e costruita in acciaio Sandvik 14C28N (nikel free) dello spessore di 3,5 mm lunga circa 11 cm , per la precisione 10,795 cm ossia 4,25 pollici, il peso totale è di 240 grammi. Una menzione al fodero che come vedrete nelle immagini può contenere il coltello sia rivolto a destra che rivolto a sinistra, il fodero è leggero e già a scatto trattiene il coltello, per maggiore sicurezza una fettuccia in tessuto passa sopra il codolo e si aggancia con un bottone automatico per una maggiore resilienza, la slitta in polimero plastico dove si aggancia il fodero per posizionarlo su uno spallaccio non mi da la sensazione di solidità, ma forse il tipo di polimero per quanto leggero sarà anche resistente.

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Al primo uso non intensivo a cui l’ho sottoposto, si comporta molto bene, la mano non si stanca visto il peso, però la sua leggerezza non lo rende meno efficiente se si prova a fare forza su pezzi di legno anche corposi li intacca senza tema e permette di lavorare agevolmente, ovviamente ci sono i limiti dati dalle dimensioni, ma a mio avviso sono ben pochi, regge bene anche il batoning anche se lo ritengo necessario solo in caso di estrema necessità con legna bagnata ovunque, ma direi che come prima impressione è positiva e sembra che siamo davanti al coltello multipurpose che tanto gli amanti di buschcraft e sopravvivenza vorrebbero.

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questa è una mia prima impressione e va testato in situazioni più pesanti, ma se il buon giorno si vede dal mattino direi che le premesse ci sono, ovvio poi che in parte oltre il buon funzionamento dell’utensile molto giocano le capacità di utilizzo ed il gusto personale di ogni uno, devo dire che ero prevenuto invece non bisogna farsi ingannare dal suo aspetto essenziale e provarlo.

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Il “Mora” Garberg messo a confronto con il Bob fieldcraft della Tops

Victorinox Hunter Pro

Victorinox Hunter Pro

Il primo coltello di cui voglio parlarvi fa parte della categoria chiudibili, in gergo detti folder, la casa produttrice è la più che rinomata Victorinox, ditta svizzera che si è fatta conoscere nel mondo per i famosi coltellini multiuso con le guancette rosse e la croce elvetica stampata sopra.

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L’imballo, come tutti i recenti imballi victorinox, è spartano, arriva nella sua scatola grigia, recante il solo logo della ditta svizzera, una volta aperto, si trova la custodia che sembra cordura, ma al tatto risulta cotone gommato, sembra resistente ma più morbido della cordura tradizionale.
All’interno della custodia, troviamo il nostro coltello, in questo caso  la versione orange, che tra l’altro al momento attuale non producono più, producono solo la versione con guancette nere o in legno. Non si capisce perchè visto che l’arancione è migliore in caso ci cada nel bosco o sulle rive di un lago, il coltello infatti nasce in origine per soddisfare il mercato USA della caccia e della pesca, ma al momento sul sito victorinox sono disponibili solo le versioni nera e legno ma non più quella arancione.

Il coltello è di quelli detti one hand, infatti presenta l’occhiello per l’apertura ad una sola mano, utilizzando il pollice, che scorrendo apre la lama, fino a portarla in bloccaggio.

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Il coltello è lungo chiuso 13 cm, mentre aperto misura 24 cm,  la lama è di 11 cm. La lama è in acciaio 440 inox satinato, molto bello da vedere e da sentire al tatto, so che l’acciaio di questo coltello subisce un trattamento speciale che la ditta svizzera non svela, raggiunge una durezza di 56 Rockwell, la lama  non è lucida come tutti i victorinox ma satinata, la sensazione è che sia meno flessibile e più dura, lo spessore è di 3 mm.

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Una volta aperto si impugna molto bene e la mano non si stanca facilmente nell’uso, la sensazione è di solidità e robustezza, la lama non ha nemmeno una parvenza di gioco, ciò nonostante si apre senza sforzo, il sistema di bloccaggio è detto a”pompa” e come tutto il coltello è robusto e di generose dimensioni, una volta bloccata la lama, si ha l’impressione di avere un fisso anzichè un folder, ho fatto qualche prova di intaglio e non pensavo mi ha stupito, la sensazione è di potenza e taglio preciso , non ho provato a fare batoning anche se ho visto in giro che c’è chi lo usa anche per quello,  ci sono infatti video in rete dove viene fortemente maltrattato, direi che si può tenerlo sempre in cintura, magari assieme ad uno swisschamp e si può affrontare qualsiasi uscita senza bisogno di un fisso, tenendo conto dei limiti di un folder per quanto robusto.

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Non me lo aspettavo così sopra le righe e ne sono piacevolmente colpito, ho ed ho avuto folder di maggior spessore che non mi hanno dato la stessa sensazione di robustezza ne lo stesso risultato nel taglio, ottimo prodotto, non poteva essere diversamente se vuole ritagliarsi uno spazio nel mercato USA, ne sono rimasto entusiasta, non ci resta che usarlo e vedere se la qualità si dimostra anche nel lungo periodo di utilizzo, ma su questo non penso ci siano dubbi, visto che come tutti i Victorinox è garantito a vita, fatti salvi gli usi impropri ovviamente.

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Qui sopra lo vediamo messo in confronto con il Tops Fieldracft, uno dei migliori coltelli fissi per bushcraft.

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Messo a confronto con un rangergrip da 13 cm.

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Lo spessore a confronto con il rangergrip e lo swisschamp sempre victorinox da 9 cm.

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Presa sul blocco lama a pompa per  rilasciare la lama.

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Che coltello scegliere

Che coltello scegliere

Una delle domande che mi sono più pervenute dopo l’apertura della sezione avventura, è che tipo di coltello prendere, di quale misura se fisso o chiudibile (folder) , con che manico e con che fodero ecc.

Rispondere non è semplice, e se vi mettete a seguire i vari forum di patiti di bushcraft o sopravvivenza , troverete fior fiore di opinioni spesso anche contrastanti, detto questo ci sono regole generali invece che ci possono aiutare a scegliere il nostro compagno utensile di avventura, si perchè il coltello nasce come utensile, uno dei più utilizzati nella storia dell’uomo ed uno dei più utili, assieme al fuoco hanno dato autonomia all’uomo e decuplicato le possibilità di sopravvivenza in ambienti naturali ed ostili.

La base per la scelta giusta dovrebbe rispondere innanzitutto ad una domanda, cosa ci devo fare? E già qui prenderemo una direzione, quindi se ci servirà un coltello per calmierare le piante avremo già escluso una grande varietà di scelta e punteremo su uno o due modelli possibili, ma capisco che si possa volere, ed è la richiesta dei più un buon coltello che possa essere utilizzato sia per intagliare qualche pezzo di legno nel tempo libero, come per affettare il salame durante il pic nic, oppure eviscerare un pesce appena pescato e magari permetterci di preparare un picchetto in legno per la tenda o per un rifugio di emergenza, per arrivare ai più avventurosi che si accampano nei boschi e sulle montagne ed hanno bisogno di fare batoning o chopping.

Iniziamo con il capire come si chiamano i pochi pezzi di un coltello e le differenze, che ci permetteranno di fare una scelta più oculata, infine vi dirò quali sono quelli che sceglierei e che ho scelto, e quale mi porterei sempre dietro quale che fosse l’avventura, inoltre vi chiarirò per quanto possibile cosa dice in tale proposito la normativa vigente ora in Italia.

Cominciamo con il dividere in coltelli in due tipi, i coltelli fissi, cioè che hanno una lama inserita in un manico e così restano ed i chiudibili detti oggi folder, la cui lama si ripiega solitamente a scomparsa all’interno del manico.

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Esempio di coltello chiudibile o folder detto anche a serramanico

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un esempio di coltello fisso detto anche a lama fissa

I coltelli chiudibili , inoltre si possono dividere in due categorie,  coltelli chiudibili monolama e coltelli multifunzione (multitools) cioè coltelli che presentano più lame e/o altri accessori e strumenti, uno degli esempi più famosi è appunto il coltellino svizzero per antonomasia, il Victorinox detto in gergo vic.

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Semplicemente osservandoli si noterà che i coltelli chiudibili, hanno una lama alla cui base (codolo) è praticato un foro entro il quale verrà posizionato un perno che terrà la lama fissata al manico del coltello, e sul quale perno essa ruoterà per scomparire nel manico quando il coltello viene riposto in tasca o nel cassetto di casa, questo rende sicuramente i chiudibili, più pratici nel trasporto che non abbisogna necessariamente di un fodero, ma li rende anche più delicati in caso di utilizzo pesante,si possono utilizzare per affettare cibo, per fare la punta alle matite o per lavorare rami e legni di piccolo diametro in genere, esistono poi in una variante per cacciatori con manici e perni più resistenti della media e questo li rende idonei per scuoiare e anche fare qualche lavoro mediamente pesante senza esagerare.

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Il Victorinox Hunter Pro, ad esempio ha una lama spessa 3 mm. e un buon perno in acciaio e può essere utilizzato per lavori mediamente pesanti, pur essendo un chiudibile o folder.

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La pattada, affilata come un rasoio, va bene per il cibo e piccoli legni, ma non può fare lavori medi o pesanti.

Discorso diverso per i multiuso che possono trovare una grande utilità nell’ambiente urbano, avendo spesso disponibili oltre ad una lama, un seghetto, più cacciaviti, apriscatole ed apribottiglie, ma è anche un buon attrezzo da portarsi nello zaino od in tasca assieme ad un lama fissa, durante le escursioni.

Quindi se preferite un chiudibile ora a seconda dei vostri gusti sapete come orientarvi, io personalmente prenderei l’hunter pro della Victorinox aggiunto ad un fratellino multiuso come lo swisschamp sempre della Victorinox o la pinza multitool della stessa casa, o uno Spiderco sempre aggiunto ad un multitool, sono accoppiate che per la vita urbana e per le piccole e medie escursioni coprono bene la maggioranza delle esigenze.

Passiamo ai lama fissa, anche qui sono divisi in varie categorie, io li dividerei in tre principali per amore della semplificazione, i senza tang, gli hidden tang ed i full tang. Per capirci dobbiamo conoscere le varie parti di un coltello, qui sotto le vediamo tutti, ma a noi ne interessano tre.

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possiamo dividere il coltello in tre parti, la lama, il codolo ed il manico, la lama è la parte he fuoriesce dal manico , il codolo è la parte che continua nel manico detto in inglese tang. ed il manico che è la parte dove teniamo il coltello per usarlo.

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La differenza che citavo prima è data dal codolo, cioè se il codolo è solo un piccolo pezzo, se invece continua per tutto o per parte del manico ma come coda rotonda o come appendice ridotta della lama, oppure se invece procede con la sua intera forma piena quindi detto full tang. Assieme allo spessore della lama , ad un buon acciaio, ed ad una tempra e lavorazione fatte a regola d’arte determina la resistenza di un coltello fisso al lavoro e quindi la sua versatilità.

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Qui sopra vediamo un esempio di hidden tang e tang parziali,come si vede non riempono tutto il manico e qualora lo riempono per quasi tutta la lunghezza, non lo riempono per la totale altezza, ciò può comportare lo scollamento o la rottura sotto sforzo o con sforzo prolungato, oppure anche peggio la frattura del codolo dalla lama.

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Con ciò non sono cattivi coltelli, e se usati correttamente vi dureranno anni, solo non sottoponeteli a sforzi impropri o prolungati.

I full tang invece hanno il codolo che riempe per intero il manico anzi il più delle volte lo stesso codolo fa parte del manico, tanto che una volta sagomato gli vengono applicate ai due lati due guancette e il manico è fatto.

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Qui sopra prima immagine un full tang , nella seconda i vari codoli, il rat tail è l’hidden tang , anche il full tang può prendere nomi diversi a seconda del tipo di lavorazione.

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é ovviamente da preferire il full tag, sarà quello che vi assicurerà maggior resistenza nell’uso e vi permetterà al bisogno di trattarlo male.Inoltre alcuni full tag  hanno il codolo esposto alla fine del manico che potrete utilizzare come martello, per schiacciare noci e in taluni casi per accendere il fuoco con l’acciarino.

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Particolare i full tag, vedete come la lama continua nel codolo a dimensione intera.

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Un esempio di hidden tang, vedete come sotto sforzo il codolo potrebbe staccarsi dal manico o fratturarsi.

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Qui vediamo de full tag, uno quello sotto, con le guancette in legno e codolo esposto, coperto dal laccio, quello sopra con una polimero fuso sopra e codolo esposto.

Se fate escursioni impegnative o semplicemente volete un buon coltello da usare in molte occasioni, un full tang è la scelta migliore, se la resistenza è il vostro obiettivo, tenete conto che i lama fissa comunque abbisognano di avere un fodero che solitamente è venduto insieme al coltello e sono più ingombranti dei chiudibili (folder).

Ultima cosa che ci permetterà una scelta oculata è il tipo di lama e la sua dimensione, esistono in genere due tipi di acciaio più usati l’inox e quello detto carbonioso, che altro non è che lo stesso acciaio con più carbonio, la differenza che questo secondo non è inossidabile e quindi va tenuto con cura, ma è più facilmente affilabile , nella foto qui sopra, quello in alto ha la lama in inox (il Morakniv Garberg) quello sotto ha la lama carboniosa (il Tops Fieldcraft), in entrambi i casi è questione di gusti e di utilizzo, se frequenterete, mare e terre umide meglio l’inox altrimenti il carbonioso vi ricompenserà con una facile affilatura al bisogno, tenete poi presente che molti carboniosi se utilizzati per il cibo rilasciano un sapore metallico.

Ci sarebbe da aprire una discussione sui vari tipi di acciaio, ma poi la differenza la fanno molto la lavorazione e la tempra, quindi possiamo trovare acciai di alta qualità temprati male che si rompono e acciai più di bassa lega che temprati bene fanno un ottimo servizio senza rompersi mai.

Affidatevi a marche note per gli industriali o a qualche buon artigiano, attenzione che un buon coltello costa a partire da cifre tra i 50 e 100 euro attuali.

Che misura la lama? Sempre secondo l’uso che fate per un uso multipurpose, tutto terreno,direi tra i 10 e gli 11 cm, non è troppo ingombrante e permette anche lavori di fino, a lame più grosse in caso facciate campi con pernottamento all’aperto è preferibile una piccola accetta da abbinare al coltello.

Sicuramente sulla scelta di un coltello influiscono molte cose e potremmo scrivere libri interi sul perchè scegliere uno o l’altro, ma io spero di avervi dato almeno alcune basi discriminanti per aiutare nella scelta, l’estetica va poi a gusto personale,

Attenzione alla normativa italiana, che richiede un giustificato motivo, se state facendo un’escursione,zaino in spalla difficilmente un forestale o un agente di ps vi contesteranno il porto di un coltello, ma se siete in auto o in città il discorso cambia e non importa se è un temperino o un coltello da Rambo, dovrete dimostrare il giustificato motivo che mai sarà la difesa personale, nemmeno un bastone si può portare per difesa personale, sappiatelo, se terminata la gita salite in auto, non mettetelo nel cassetto del cruscotto o sotto il sedile, ma ben chiuso nello zaino nel bagagliaio e comunque nel bagagliaio, in quanto il trasporto è sempre consentito, se il coltello non è prontamente accessibile e disponibile, il porto no, coltelli come i multiuso sono più ben tollerati anche in ambiente urbano, il che non vi sottrae dal prendervi la contestazione anche penale dall’agente pignolo, ma solitamente passano inosservati, e ce ne sono alcuni come gli ultiimi victorinox rangergrip che hanno belle e buone lame da 10 cm con uno spessore di 2,5 mm.

Per maggiori informazioni sulla normativa vigente andate qui.

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Quello in basso nella foto è un rangergrip che come si può notare è dotato di una buona lama 11 cm(13 lunghezza totale chiuso) per un uso non pesante ma medio anche per escursioni non troppo impegnative.

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Essendo poi un multiuso può tornarvi utile in molte occasioni anche a casa od al lavoro, attenzione ribadisco in mancanza di una legislazione chiara e di una univoca interpretazione da parte delle forze dell’ordine, il coltello va portato solo se c’è giustificato motivo, sto andando a funghi nel bosco, sono un volontario su un mezzo d’emergenza od ad un campo di boy scout, e inoltre mai ostentato, nemmeno i piccoli chiudibili, mai minacciare od ostentare se lo avete in tasca li resta finchè non vi serve come strumento di utilità e non di offesa/difesa.

Usate sempre la testa e il buon senso anche in caso di pericolo di vita la miglior arma è la testa, poi la fuga e se possibile evitare sempre la rissa e la lite, ed in ogni caso mai il coltello, non saprete mai chi avete davanti e se è un delinquente di strada saprà usare il coltello meglio di voi e lo farà senza i vostri scrupoli, oltre il fatto che come detto è fuori legge. Io vi ho avvisati, il coltello deve restare un buon attrezzo come lo è un martello ed un cacciavite, e a differenza della credenza popolare è uno degli attrezzi da lavoro più usati e che può darvi molte soddisfazioni, peccato che nell’immaginario collettivo sia per lo più visto come strumento di offesa per”bucare” il prossimo. Ora la scelta spetta a voi, da parte mia appena possibile faro qualche recensione di alcuni dei miei preferiti o di quelli che potrò provare, e come questo articolo spero vi possano essere utili.Buona avventura a tutti.

PS: per darvi un’idea delle dimensioni dei multiuso vi posto qui sotto la tabella dei vic, non perchè sia uno sponsor sfegatato anche se c’è da dire che hanno garanzia a vita e sono veramente buoni, ma perchè è l’unica azienda che la fornisce e può tornarvi utile nel caso sceglieste un multiuso.

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Avventura !

Avventura !

Con questo articolo introduttivo, voglio dare inizio ad un nuovo argomento nel mio blog, quello dell’avventura.

Avventura può voler dire di tutto, ma qui lo intenderò come fare cose all’aria aperta, piccole e grandi escursioni, indicazioni utili ed attrezzature, ma capiamoci bene di siti e forum che vi spiegheranno come leggere una mappa o come utilizzare il paracord ne trovate zeppo il web, e nell’arco dei miei articoli vi indicherò almeno un paio dei più”seri” dove non trovate gente montata ma gente semplice e seria che in alcuni casi fa del bushcraft una missione di vita , io intendo darvi delle piccole indicazioni dei suggerimenti che appresi durante il mio servizio come istruttore militare, ai quali ho aggiunto esperienze dirette operando nel mondo della protezione civile, della sanità d’emergenza e infine sul campo come escursionista.

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Il problema dei siti e dei forum di avventura o bushcraft è che vi insegnano di tutto ma proprio di tutto come se doveste diventare dei soldati dei reparti speciali o dei novelli esploratori, dimenticandosi poi che spesso quando si hanno delle difficolta anche facendo una semplice passeggiata nei boschi, non si ha dietro un’attrezzatura costosa e tecnica e nemmeno una mappa del luogo su cui fare tutti i calcoli trigonometrici.

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Ed è proprio quello l’errore che segnalo spesso quando occasionalmente incontro virtualmente qualche amico su quesi forum, cercando di spiegare loro che è inutile saper fare una marcia all’ azimut, cosa per altro non semplice e che ha bisogno di continuo allenamento, quando poi ci si perde nel bosco vicino a casa senza mappa e senza bussola, inoltre la maggior parte degli escursionisti trova molto complicato imparare tutti i calcoli dell’orientamento e presto li dimentica, quindi non vi insegnerò in questa rubrica ad arrivare in quel preciso punto a quelle precise coordinate, ma a ritrovare la via di casa se vi perdete, senza calcoli astrusi o tecniche da rangers , semplicemente osservando quello che vi circonda e qual’ora la aveste dietro usando in modo semplice ed elementare una bussola, anche solo quella del vostro cellulare.

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Insomma non dovete diventare dei wood runner, o dei buschcrafter, ma semplicemente non sottovalutare che anche una semplice passeggiata nei boschi, in montagna o in aperta campagna può a volte avere dei contrattempi e se anche va tutto bene è giusto sapersi muovere nel rispetto della natura, imparando e facendo cose che non solo ci insegneranno a livello pratico come arrangiarsi, ma anche ad avere un diverso punto di vista del mondo e della natura, e vedrete non mancherete di farvi incantare.

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Due wood runner in USA

 

Vi parlerò di attrezzatura e di come costruirvi un rifugio di emergenza in caso vi perdiate, o vi prendete una slogatura e quindi non riuscite a percorrere molta strada, o semplicemente per passare una notte nei boschi, ma non vi parlerò di rifugi o cabine come dicevo se vi appassiona il bushcraft, trovate forum e siti con competenze a tutti i livelli, vi spiegherò come accendere un fuoco, senza incendiare un bosco intero, almeno spero, come utilizzare un coltello per fare varie cose, come fasciarvi se vi fate male, cosa portarvi dietro anche nella semplice passeggiata ed il primo consiglio ve lo do subito qui, non andate mai da soli, si lo so il fascino del giro in montagna da soli, l’avventura solitaria nel bosco, succede poi che vi slogate una caviglia o peggio un ginocchio, che siete in un posto dove il cellulare(su cui ormai facciamo troppo affidamento) non prende, ed allora capirete che son cavoli amari.

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Vi stupirete di quante piccole e grandi cose sbagliate facciamo facendo una semplice passeggiata nel bosco, andando a raccogliere funghi o facendo campeggio, e anche non crediate che fare un’escursione di bushcraft sia cosa da uomini duri , una buona uscita non impegnativa al limite della sopravvivenza si può farla con i dovuti modi a qualsiasi età, ho visto arzille vecchiette insegnare ad “esperti” uomini duri come fare semplicemente alcune cose che loro facevano in modo faticoso e complicato, l’esperienza in questi casi come molti altri nella vita, vale più di ogni teoria e preparazione.

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Quindi che facciate una passeggiata nei boschi, da soli (sconsigliatissimo) in compagnia o una gita in famiglia, se volete conoscere alcuni dei materiali (pochi a dire il vero più che cose tecniche si può fare benissimo con molte cose che si hanno in casa) , che coltelli usare e perchè, o semplicemente siete curiosi e vi appassiona questa nuova rubrica è per voi buona lettura e……buona avventura, Ermanno.

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