Se funziona, serve !

Se funziona, serve !

Se funziona serve!

Sembra una di quelle frasi che oggi si usa tanto postare sui social, detti, frasi precostituite ecc. invece è un modo di dire a mio parere importante, spesso la chiave di volta per una vita equilibrata.

Perchè ho messo due woodrunner(attraversatori di foreste ) in copertina? Perchè quello che funziona serve!

Ora spiego, nel campo della psicologia e delle professioni di aiuto, ci sono molte persone preparate e molte meno come in tutte le professioni, e come in tutti i campi si tende a cercare di far prevalere il proprio metodo, la linea di pensiero della tal scuola, e capita anche di “tirarsela” per dirla in gergo volgare, ma alle persone che hanno qualche difficoltà ad affrontare la vita quotidiana, che sono attanagliati dalla paura, che hanno subito un lutto, che sono stressati dallo stile di vita moderno che è tutto fuorchè umano, poco importa dei paroloni, dei nostri bla bla bla, del nostro tirarcela su che corsi ho fatto che studi, che linee di pensiero, quale illuminato autore di metodiche sto seguendo, a loro giustamente interessa trovare un modo che li aiuti a vivere serenamente il quotidiano.

Quindi quando vado a qualche workshop, a qualche aggiornamento o semplicemente io stesso a dare lezione cerco sempre di puntualizzare questa cosa ed invito a non denigrare mai quello che ci viene detto e/o proposto, a indagare curiosi su ogni possibile cosa che funzioni e/o che ha dimostrato anche solo in taluni casi di funzionare.

Si ok, ma che centrano i woodrunner? Ci arrivo, ancora un pò di pazienza, un giorno ho incontrato una signora, che si destreggiava tra la malattia che ha reso parzialmente invalido il marito, la disoccupazione del figlio e lei che lavorava e poi aveva casa da fare, ne aveva ben donde non solo per essere stressata ma ben depressa, invece stava benone, aveva le sue idiosincrasie e le sue nevrosi(tutti abbiamo qualche nevrosi anche i più equilibrati), ma riusciva ad essere serena e funzionale al suo quotidiano, e sapete quale è il trucco? Una volta al mese, spende 50 euro da una cartomante. I parenti e gli amici, soliti ben pensanti hanno pensato bene di indirizzarla da un psicoterapeuta, è stata da più di uno e anche da un paio di counselor, e tutti a proporle percorsi secondo autore e tecnica, dispendiosi e troppo impegnativi per la sua vita già piena di impegni, risultato la signora ha iniziato ad essere depressa e il quotidiano suo e della famiglia a frantumarsi, un giorno mentre le pareva che il mondo le crollasse addosso, mentre parlava con una conoscenza comune ad entrambi (mia e sua) lamentando la sua sofferenza, arrivo io, la comune conoscente ci presenta e avendo capito il momento di crisi della signora, ci lascia soli a conversare, la signor ami investe di tutte le sue angosce e mi parla della cartomante di come tutti la consideravano strana perchè una volta al mese vi si recava, ma di come questo la faceva sentire bene, senza spenderci una fortuna beninteso, ma solo 50 euro al mese, poi lei sopportava una vita grama e piena di difficoltà non risparmiandosi per marito invalido e figlio pieno di problemi, chiesi alla signora se voleva fare una breve passeggiata mentre ne parlavamo e così facemmo, le feci notare durante la passeggiata, un signore maturo, vestito di tutto punto come fosse un ciclista da maglia rosa, mentre passava uno straccetto sulla sua lucente bicicletta sportiva di ultima generazione costata chissà quanto, il signore era buffo con la panciona e la tutina attillata da ciclista, ma nessuno gli avrebbe detto che era strano, ma era palesemente buffo, nonostante ciò lui faceva quella cosa perchè lo faceva stare bene, era un impegno nel tempo libero o un modo per tenere sotto controllo le sue nevrosi, andammo avanti passammo nei pressi di un parco verde e alcune signore avevano dei cagnolini, vestiti come bambini, una ne aveva addirittura uno in un passeggino per cani, e come se la “tiravano” queste signore, vere e proprie snob cinofile/animaliste, eppure erano tanto buffe con quei surrogati di bebè, ma a loro non interessava di essere buffe, riempivano la loro vita e davano motivo per incontrarsi ed avere qualcuno ancora da accudire, incontrammo più avanti delle signore, gentili ma invadenti che ci proponevano dei libricini religiosi e ci proposero un’incontro, anche loro non apparivano certo”normali” ma delle invasate religiose, eppure questo le faceva stare bene e dava loro uno scopo e probabilmente la forza di superare alcuni ostacoli della vita, ovviamente feci notare alla signora tutto questo e al fine le dissi è più buffo o strano che lei vada dalla cartomante una sola volta al mese o le signore con i cagnolini vestiti da bebè? O il signore panzone con la tutina attillata mentre tutto tronfio lucida la sua bicicletta sportiva? O le “invasate” religiose? Eppure le dissi scommetto che tutte quelle persone si considerano perfettamente equilibrate e “normali” e nessuno le consiglierà di lasciare perdere quello che fanno e di andare da uno psicologo o da un counselor o altro, quindi cara signora se lei che sopporta una vita che certamente non è stata generosa con lei, semplicemente andando dalla cartomante una singola volta al mese, non ha bisogno di me e di nessun altro, ha già trovato quello che funziona per lei per permetterle di vivere serena ed equilibrata nonostante tutto, quindi vada dalla cartomante una volta la mese e non si faccia dare della strana da nessuno, che a ben vedere possono risultare ben più strani di lei .

Il sorriso che si è stampato sulla faccia della signora è stata la miglior paga di sempre, per non dire come tutto di lei si rilassò, si distese, aveva capito, voleva pagarmi, e di cosa? Abbiamo fatto una semplice passeggiata ed osservato ciò che accade attorno a noi, grazie a lei che mi ha fatto compagnia. La signora si avviò verso casa e sembrava sfiorare appena il suolo. l’ho rivista qualche mese dopo, mi volle offrire un caffè e mi racconto un sacco di cose positive della sua vita, che era rimasta quella di prima con tutte le su problematiche, ma alla signora non pareva così ardua visto che ogni tanto poteva concedersi la sua passione della cartomanzia come cliente, e questo la manteneva in equilibrio e di buon umore. quindi funzionava e funziona.

E roa arriviamo ai due woodrunner, ovviamente già come sono vestiti ed agghindati ci paiono strani forti, poi che utilizzino strumenti da caccia e sopravvivenza antiquati ce li fa apparire ancora più strani, in realtà sono persone che avevano lavori stimati e posti negli alti scranni della società civile, solo che stavano male, avevano nevrosi, depressione, attacchi di paniche ed ansia, li accomunava fare delle uscite nei boschi, si sono incontrati, e poi dopo una lunga meditazione, hanno lasciato le loro comode vite precedenti e si sono messi a vivere come i pionieri del 18 secolo, stanno benissimo, per loro funziona  e per quanto ci appaiano strani sono felici ed equilibrati, alla faccia di tutte le teorie dei padri della psicanalisi e del counseling, di tutte le tecniche riabilitative del mondo.

Quindi si torna alla frase ad effetto, se funziona serve, e se funziona per voi, ottimo anche se non è una tecnica blasonata od una teoria delle più apprezzate del mondo accademico.

Ermanno Azzolini

Rientro”dolce”dalle vacanze

Rientro”dolce”dalle vacanze

Siamo giunti al periodo dell’anno in cui si è appena rientrati dalle vacanze estive, dalla spiaggia alla scrivania, dal bosco alla fabbrica, dalla campagna alla bottega e così via.
L’umore cala drasticamente, le tensioni si fanno sentire in famiglia, lo stress si impadronisce subito di noi ed addio beneficio delle vacanze.

Che fare allora?
Non si può certo mollare tutto e tornare in vacanza, il lavoro ci è utile ed è importante lavorare bene, con passione qualunque lavoro si faccia, quindi che fare? Possiamo adottare qualche piccolo trucco che sicuramente ci aiuterà ad effettuare un rientro dolce e comunque a vedere il rientro con maggiore ottimismo.
Prima cosa, programmare per il primo giorno libero utile o week end, una gita fuori porta, non importa se vicino a casa, se solo per un’escursione pomeridiana, questo ci permette di avere dal primo giorno di lavoro un’obbiettivo piacevole a breve termine.
Seconda cosa, visto che le giornate, sono ancora abbastanza lunghe, se non siete troppo stanchi a fine giornata lavorativa, fate un’uscita prima o dopo cena, una passeggiata, un aperitivo, un’oretta di svago rigorosamente all’aria aperta, ridarà serenità e il messaggio al nostro corpo che si può ancora godere della bella stagione, aiuta l’umore.
Rompere la routine a casa, mangiare sul balcone di casa, pranzare con cose estive stuzzicanti e veloci da preparare, variare l’orario della cena, ad esempio se prima fate un’uscita e vi soffermate fuori, non è un problema se si cena alle 21,00 od alle 22,00 la sera, basta attendere un po’ prima di coricarsi per aiutare la digestione.
Vestirsi come in vacanza, solitamente quando si rientra a casa, si torna anche a vestirsi in modo più serio ed ordinario, perché almeno finche tiene la bella stagione, non continuare a vestirsi un po’ più sbarazzini come in vacanza?

Sembra una piccola cosa, ma assieme alle altre vedrete fa miracoli.
Un’altra cosa, solitamente in vacanza , essendo meno presi dal quotidiano, si torna ad affiatarsi maggiormente con il partner, si gioca, si fanno uscite ecc., cercate di mantenere questo gioco e questo feeling , anche al rientro, ci vorrà un po’ di impegno, ma impedite alla quotidianità di farla da padrone.
Altra cosa che si fa in vacanza è fare giochi di società, giochi da tavolo, carte, scacchi, dama e quant’altro, bene organizzate con gli amici delle serate in cui ritrovarsi a giocare, ritroverete in buona parte il clima delle vacanze estive.
La prima settimana dopo il rientro dalle vacanze è un buon momento per cambiare abitudini e guardare le cose sotto una nuova prospettiva.
“Una buona vacanza vi consente di chiedervi: ‘Sto vivendo in base ai miei valori? Sto dedicando abbastanza tempo ai miei figli? Sto facendo abbastanza ginnastica? Sto dormendo abbastanza?’. Vi offre lo spazio per progettare di fare qualcosa in modo diverso”.

Prendete l’occasione per prendervi tutti i giorni i vostri 5 minuti di gratificazione personale, impostate la sveglia ed in quei 5 minuti fate quello che più vi aggrada, non rispondete al telefono se è il Papa vi richiamerà o lo richiamerete, sono 5 minuti solo per voi, leggete una poesia, sorseggiate una tisana o un caffè, mangiate un cioccolatino, seduti, sdraiati, in piedi a casa o all’aria aperta, nudi o vestiti i 5 minuti sono tutti per voi e solo per voi.

Certamente non sarà come essere ancora in vacanza ma se farete queste cose , lo stress da rientro non vi coglierà e potrete almeno in parte godervi ancora per un po’ l’aria delle vacanze.Ermanno Azzolini.

Il paradigma del pastore

Il paradigma del pastore

Sempre più oggi soffriamo di stress e di una infinita serie di nevrosi e disagi psicologici, e sempre di più siamo testardi nel non voler capire, che il disagio diventa somatizzazione  e quindi attacco di panico, e a non voler capire che non è vero che va tutto bene, che facciamo la vita di sempre, una vita normale.

Mi spiego meglio, due sono i principali motivi per cui , nonostante tutti gli sforzi non riusciamo ad uscire dal disagio, a farci passare l’attacco di panico, il primo è non accettare che non si tratta di malattia fisica, ma di disagio psicologico, il secondo è ostinarsi a dire e pensare che stiamo facendo una vita normale, tranquilla e quindi che non dovremmo avere nessun disagio.

Dal primo empasse, si esce, quando a forza di corse dal medico o al pronto soccorso, si capisce che non si ha nessuna mlattia, e li i tempi dipendono dalla cocciutaggine di ogni uno . ( In genere basta consigliare subito un bel check-up medico per scartare ogni ipotesi fisica)

Dal secondo empasse è più difficile uscire, allora per spiegare a chi soffre che in realtà non fa una vita tranquilla a misura d’uomo, mi sono ” inventato” il paradigma del pastore, più che una invenzione è una constatazione risultata dall’osservazione di due conoscenti pastori, che incontro ogni tanto nelle mie passeggiate fuori porta.

Il pastore è giocoforza obbligato a vivere secondo il ritmo della natura, il ritmo dettato dal suo gregge, quindi assieme al cane o cani da pastore, segue il gregge, che passa da campo a campo a pascolare. Ovviamente essendo un lavoro all’aperto ha tutte le difficoltà del caso, fatto salvo queste il pastore ha una serie di vantaggi, naturali, ad esempio se il pastore ha uno stimolo fisiologico di evacuazione( urinare o defecare) , si apparta un attimo e espleta il suo bisogno, un barista, un operaio, un medico, una segretaria, ecc. invece dovrà attendere una pausa, o prendersi una pausa appena possibile, questo determina in molti casi il doversi trattenere e crearsi stress, se me la faccio nei pantaloni? Se mi scappa un’arietta, non proprio profumata? Ecc. Il pastore, quando ha fame, manda il cane a controllare il gregge,e si siede dove è a mangiare, il tempo di aprire la bisaccia, il barista  l’operaio, il centralinista, l’infermiere ecc., devono attendere la pausa pranzo o cena, magari il lavoro si protrae, i succhi gastrici sono entrati comunque in azione, la salivazione, il famoso languorino, anche qui con fattori di stress psicofisici, piccole cose ma continuative, il pastore quando è stanco si riposa, si ferma il cane tiene il gregge in posizione, dove nel frattempo bruca e il pastore si riposa o dorme,  in tutti gli altri modi di vivere non è possibile, bisogna attendere la fine turno di lavoro, e gli impegni di famiglia e le uscite serali ecc. , il pastore se è seguito dalla compagna, ed entrambi hanno desiderio, si appartano e fanno l’amore quando lo desiderano, sono in mezzo ai campi dove generalmente non passa quasi nessuno, o in montagna, vicino ai boschi ecc., chi vive in città, nei paesi, lavora ha impegni, deve attendere e magari nel frattempo, ci si sente stanchi, si ha mal di testa, si hanno avuti grattacapi al lavoro , contrattempi di vita, ci hanno rigato l’auto, quindi al momento di poter fare sesso, non si è rilassati o non più dell’umore. Certo fare il pastore comporta delle rinunce ( secondo i nostri parametri moderni ovviamente) ed è un lavoro faticoso, ma porta a vivere a misura d’uomo, cosa che ai tempi di oggi non si fa più in nessun frangente, si pensi che nel secolo scorso, chi andava in ferie, cosa prescritta quasi sempre anche come terapia medica, andava a riposare, passeggiare, leggere, fare giochi di società, mangiare bene e a ritmi umani, oggi si va in vacanza ed in un tempo ristretto, si cerca di ” divertirsi” il più possibile, con il risultato di rientrare alla vita quotidiana più stanchi e stressati di quando si è partiti. Ma oggi tutto questo lo consideriamo normale e fatichiamo a capire che normale non è.

Ecco che se capiamo il paradigma del pastore, possiamo nei limiti del possibile cambiare le nostre abitudini, la nostra visione della vita, capire che si può e si deve vivere diversamente per essere sereni, in salute e senza o quasi ansie e nevrosi.

Counseling e pet terapy possibile orrizzonte

Counseling e pet terapy possibile orrizzonte

Il mondo del counseling è il più aperto, libero e variegato possibile, sempre pronto ad accogliere nuove sfide e proposte, una di queste potrebbe essere il counseling pet terapy, spiegato in soldoni affiancare il proprio aiuto empatico con l’aiuto empatico di un animale. La pet terapy infatti si basa sia sul contatto con un animale appositamente addomesticato ed addestrato che sul naturale aiuto empatico che questi animali possono trasmettere, solitamente cani e cavalli, mentre i cavalli stanno acquisendo un naturale andamento verso le disabilità motorie ed autistiche, i cani anche per le dimensioni e maggiore gestibilità sono dei perfetti tutto fare, non di meno gioca a loro favore una maggiore addestrabilità, quindi non più solo cani da lavoro, guide per ciechi o da compagnia, ma cani terapeuti.

La pet terapy sta prendendo piede non solo negli ospedali, ma nelle case per anziani e nelle scuole per l’infanzia con risultati ottimi, quindi perchè non affiancare il counseling con la pet terapy, l’esperienza è già stata praticata anche in psicanalisi ed in psichiatria , avvicinando a soggetti ansiosi e depressi piccoli cani o cani di taglia media, che con il loro affetto e la loro empatia riescono a trasmettere tranquillità ed equilibrio a queste persone. Ci sono situazioni analoghe anche per il counseling, ne cito alcune, dei ragazzini che stentano ad assumersi responsabilità ed ad organizzarsi a scuola, con l’avvicinamento di un cane hanno piano piano trovato questa strada di responsabilizzazione, dovendo dare da mangiare ad orari prefissati al loro beniamino,ed accudendolo per le altre necessità, in altre situazioni di affronto del lutto o di momenti di disagio sociale, oltre al consulto con il counselor , tecniche di rilassamento e respirazione è stato consigliato l’adozione , dove ovviamente il soggetto avesse disponibilità e mostrasse entusiasmo nell’idea, di un cucciolo di cane a scelta tra le razze più docili, in tutti questi casi l’equilibrio e l’empatia del cane hanno contribuito al lavoro del counselor o del terapeuta.

E’ ovviamente una strada come un’altra da poter percorrere e in certe situazioni può essere la chiave di volta , ma non è certo d autilizzarsi sempre, ma resta un’orrizzonte possibile.

Ermanno Azzolini.

Sbiancare i denti a casa gratis

Sbiancare i denti a casa gratis

Già avevo parlato delle proprietà del bicarbonato utilizzato una o due volte al mese, impregnando lo spazzolino con un pò di polvere e poi strofinando i denti, aiuta a tenere liberi i denti dal tartaro ed a sbiancarli leggermente, è un sistema da non utilizzare troppo spesso, perchè rischia di ususrare lo smalto dei denti od a graffiarlo profondamente.

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Oggi vi spiego un altro sistema semplice ed efficace per sbiancare i denti a casa, un metodo semplice e naturale, non esagerate potreste rovinare lo smalto i risultati a volte sono graduali e quindi dovrete fare più applicazioni diluite nel tempo, consiglio una volta al mese due al massimo.

Prendete mezzo limone e spremetelo in una ciotolina di vetro od in una tazzina,

 

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aggiungete al succo di limone uno o due cucchiaini di bicarbonato di sodio, lentamente fino ad ottenere una miscela non troppo acquosa ma leggermente densa.

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Una volta terminato il piccolo frizzore prodotto dal bicarbonato a contatto con il succo di limone, raccogliete la parte densa del composto e con un cotton fioc , spalmatelo in modo omogeneo sui denti da sbiancare , sarebbe meglio spalmarlo in maniera uniforme su tutti i denti per evitare l’effetto macchie chiare macchie scure.

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Lasciate il composto agire un minuto massimo due e quindi lavate i denti normalmente e risciacquate, fatto, buon sorriso a tutti !

 

Se disponete di due spazzolini da denti, potrete immergere uno dei due nel composto e strofinare i denti in modo omogeneo, e con il secondo lavare con il dentifricio e risciacquare.

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