Gioielli che….fioriscono

Gioielli che….fioriscono

Una delle mode che sta spopolando ma anche accendendo polemiche tra gli ambientalisti più o meno radicali in questa primavera 2016 è quella dei gioielli viventi.

In cosa consistono questi gioielli?

Consistono in un ibrido tra gioiello e terrario, oppure gioiello e vaso, in entrambi i casi delle piccole piante  che naturalmente vanno innaffiate, crescono e rendono il gioiello vivo.

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Ci sono varie collezioni e vari modi di intendere il gioiello “verde” da veri e propri girocolli di piante vere, ad anelli/vaso ad orecchini porta pianta.

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Il dibattito è aperto chi trova l’idea di indossare vere e proprie piante viventi, un segno di sensibilità verso l’ambiente chi invece trova offensivo e ritiene che le piccole piantine soffrano, anche se botanici e biologi assicurano che il tipo di piante utilizzate in genere vivono in ambienti veramente “duri” e che se maneggiate con cura e correttamente innaffiate troveranno un ambiente molto favorevole , di più di quello in cui vivono in natura.

Le collenzioni più quotate sono passionflower con prezzi a partire da 25/30 euro , i gioielli organici di Susan McLeary sono in vendita su Etsy, la collezione di Sarah Hood , e la collezione weareable planter, ma molte altre linee stanno uscendo e basta fare un giro sul web e si trova un gioiello vivente per ogni gusto, certo forse non è il modo più giusto per essere ecologisti, ma che questa moda abbia riacceso i proiettori sull’ambiente ed il suo utilizzo da parte dell’uomo è innegabile !

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Il cucciolo di Drago di Hart

Il cucciolo di Drago di Hart

A gennaio 2004 il Corriere della Sera e altri quotidiani avevano pubblicato un articolo a proposito di un presunto “cucciolo di drago”, descritto come alto una trentina di centimetri, conservato in formaldeide e ritrovato “sotto un cumulo di roba vecchia da un certo David Hart, nipote di Frederick Hart, un tempo facchino del Museo di Storia Naturale di Londra”.

Secondo il racconto di Hart, il reperto “era stato inviato al prestigioso istituto della capitale da un gruppo di scienziati tedeschi attorno al 1890, quando era fortissima la rivalità tra i due Paesi. Tuttavia, il museo di Londra pensò che si trattasse di uno stratagemma per mettere in berlina il Regno Unito di fronte alla comunità scientifica mondiale e stabilì che quel piccolo di drago non era altro che un pupazzetto. Così, il barattolo con la formaldeide ed il suo contenuto venne dato ad Hart e con il passare degli anni finì in uno scatolone nella collezione di cimeli di famiglia.”

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Il piccolo drago fu visionato da scienziati, biologi e giornalisti, e la notizia fece il giro del mondo, cito l’articolo che apparse al Corriere della Sera in quel 2004 :

LONDRA – La comunità scientifica del Regno Unito non crede ai suoi occhi. Per 100 anni, una famiglia britannica ha custodito in casa il bebè di un drago, un animaletto con tanto di artigli, ali e cordone ombelicale. Ma si tratta davvero di un drago oppure è uno scherzo di pessimo gusto? È la domanda che si pone la stampa nazionale, soprattutto alla luce della storia di questo singolare reperto. Certo è che, almeno a prima vista, questa «creatura» – come la definisce il patinato quotidiano The Times – sembrerebbe proprio un drago.

LA CREATURA – Il cucciolo di drago è alto 30 centimetri e, nonostante l’età, è perfettamente conservato in un barattolo di vetro, sommersa nella formaldeide. Le analisi metteranno la

parola fine a questo mistero. Ma una cosa è sicura: le stesse domande che si pongono gli studiosi oggi se le posero anche i loro colleghi 100 anni fa. La creatura, infatti, è stata ritrovata sotto un cumulo di roba vecchia da un certo David Hart, nipote di Frederick Hart, un tempo facchino del Museo di Storia Naturale di Londra. Hart ha raccontato che quel barattolo era stato inviato al prestigioso istituto della capitale da un gruppo di scienziati tedeschi attorno al 1890, quando era fortissima la rivalità tra i due Paesi. Tuttavia, il museo di Londra pensò che si trattasse di uno stratagemma per mettere in berlina il Regno Unito di fronte alla comunità scientifica mondiale e stabilì che quel piccolo di drago non era altro che un pupazzetto.
Così, il barattolo con la formaldeide ed il suo contenuto venne dato ad Hart e con il passare degli anni finì in uno scatolone nella collezione di cimeli di famiglia.

PROPAGANDA – Secondo Allistair Mitchell, un amico di David Hart, i tedeschi volevano «screditare» gli inglesi. Se questi avessero dichiarato che il drago era genuino «sarebbe stato un grande colpo di propaganda», ha commentato. Alcuni dei documenti relativi al «regalo» sono in tedesco, ha affermato Mitchell, e risalgono al 1890. David Hart, un magazziniere 58enne che vive in un quartiere Sud di Londra, haraccontato di aver trovato il barattolo per caso, nel suo garage, dove lo aveva lasciato il padre (ora defunto) circa 20 anni fa, quando questi si trasferì fuori Londra. Adesso Mitchell vuole andare fino in fondo: presto sottoporrà il drago a una biopsia per vedere se è fatto di materiale organico oppure di cera o gomma. In ogni caso, ha affermato, «è perfetto. È veramente sbalorditivo, anche se visto da vicino non si riesce a capire se è vero o finto».

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A distanza di due mesi  lo stesso Mitchell  rivela tutto, ora che il suo “piano” è andato a buon fine.

Sì, poiché il drago era solo una trovata pubblicitaria per attirare l’attenzione e lanciare pubblicitariamente la vera “creatura” di Mitchell e cioè un libro per bambini dal titolo “Unearthly History”  il cui protagonista è proprio un draghetto che, insieme ad alcuni amici uomini cerca di salvare il nostro mondo dall’autodistruzione.

Il romanzo fu scritto da Mitchell di getto, in soli 13 giorni, basandosi sulle storie che, da padre affettuoso, era solito raccontare in macchina ai suoi due figli, Duncan ed Edward; molti di più erano stati invece i giorni in attesa che un editore l’apprezzasse e decidesse di pubblicarlo! Ben sette editori e 36 agenti letterari si erano rifiutati di farlo e così, Mitchell, autore di storie con lo pseudonimo di Moredun, decide di stamparlo a sue spese, non prima d’aver trovato un modo nuovo e geniale per lanciarlo, per catturare la curiosità della gente ancora prima che fosse in vendita ed in modo da scongiurare  un flop letterario ed un tonfo economico.

Per mestiere era dirigente di un’azienda di vendita, poi  Allistair Mitchell mette su una propria ditta, la Rookstone, quindi si procura un cucciolo di drago con l’aiuto di un team d’esperti in effetti speciali, i Crawley Creatures, creatori per la  BBC delle creature mobili per la serie televisiva Dinosaurs, ordina poi ad un maestro vetraio dell’isola di Wight una boccia su modello di quelle in uso tra gli scienziati di fine ottocento, acquista persino un “notepaper”, un taccuino  vecchio di cento anni su cui, a mano, ed in tedesco, simula pagine di resoconto sulla storia del draghetto e fa partire la notizia.

Stampa così il suo libro che, in copertina, riporta  proprio l’immagine del “cucciolo di drago sotto formaldeide” e si prepara al lancio (non prima di un ulteriore giro di contatti con editori e librai) che avviene, in grande stile, il 29 marzo 2004…. stavolta molto è cambiato, cosa?

Mitchell infatti è riescito a persuadere Scott Pack, responsabile Buying Manager della Waterstone’s, a curare il lancio, la vendita e la diffusione del suo Unearthly History. La Waterstone’s, non essendo una casa editrice ma un bookshop, un prestigioso bookshop  che vende libri in tutt’Europa (anche per via telematica) e che possiede un magnifico angolo-libro nientemeno che nell’esclusivo Piccadilly, non ha, come si è detto e scritto erroneamente, finanziato e pubblicato il romanzo quanto acquistato essa stessa, dalla Rookstone, un numero considerevole di copie allo scopo di rivenderle. Un colpo formidabile per Rookstone-Mitchell che, sicuramente, devei tutto ciò a quell’intrigante idea del draghetto.

Gli affari infatti, almeno in questa fase iniziale, sembrano andare proprio bene.

Il lancio del romanzo, preceduto da una performance televisiva su Channel 4 dell’autore, è avvenuto proprio al bookshop del Piccadilly dove troneggiava, in esposizione, l’ormai famoso vaso di vetro contenente il cucciolo di drago. “Ha generato un enorme interesse; non è cosa da tutti i giorni vedere una cosa come questa in un bookshop” ha detto Zoe Hall, coordinatore degli eventi del Piccadilly.

In poco tempo sono andate vendute 5000 copie del romanzo. Altre 5000 erano già nei magazzini della Waterstone’s.

Una cosa è certa: l’idea di Mitchell non può non dirsi geniale ma, come avviene dei romanzi d’epoca vittoriana inglese, la stessa epoca in cui la “finta vicenda” del cucciolo di drago è stata “ambientata” e la stessa di storie quali il Frankenstein, la “creatura” si ribella al creatore, chiede venga rispettata la sua dignità e prende vita propria……

Quel drago infatti, così perfetto, quasi inquietante, che ha fatto interrogare e ha incuriosito tanta gente, dopo l’esposizione al Piccadilly, è stato assicurato per £500,000 e, alla fine dell’anno, ha preso posto niente meno che al The Darwin Centre at the Natural History Museum di Londra.

Ricorderanno i posteri Allistair Mitchell ed il suo Unearthly History o, come accade tra creatore e creatura della Shelley, diverrà il “signore del draghetto?”

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Addio gastrite e reflusso gastrico….naturalmente

Addio gastrite e reflusso gastrico….naturalmente

Ovviamente come in tutti gli articoli che scrivo sui rimedi naturali, il consiglio primario è sempre di sentire il proprio medico curante, mai farsi autodiagnosi ed auto cura, anche perchè spesso patologie di diversa gravità ed origine possono avere sintomi simili e si rischia, una volta che si ha la diagnosi giusta si può pensare alla cura, e dico pensare, perchè molti di noi delegano la salute al solo medico curante, ma la salute è nostra, come la vita e noi possiamo e dovremmo assumerci la nostra parte di responsabilità e di decisione sul da farsi, questo elemento che fa parte delle libertà dell’individuo è nel tempo sempre venuto meno a causa della standarizzazione e dei protocolli di cura, dimenticando che pur essendoci una media terapeutica le singole persone possono avere caratteristiche diverse, sia dal punto di vista metabolico che dal tipo di vita che fanno o ambiente in cui vivono, e quindi molte terapie andrebbero “personalizzate”.

Detto questo aggiungo un carico , chi soffre di allergie a determinati eccipienti o conservanti, sempre più in uso anche nei farmaci che deve fare? Si cura da una parte e si ammala dall’altra, per non parlare di effetti collaterali ed affaticamento di reni e fegato,  che sono a carico di tutti, allergici, intolleranti e non. Quindi cosa fare? Il consiglio deve sempre essere di buon senso cercare con il proprio medico curante la soluzione ideale e informarsi, guardarsi in torno.

Premetto che non è mia intenzione fare pubblicità a case farmaceutiche o ditte di preparati fitoterapici, ma una indicazione in questo articolo la devo dare, e la do sull’esperienza personale e su quella fatta sulla mia stessa persona e salute.

Non sto qui a parlarvi dei sintomi e delle origini della gastrite e del reflusso gastrico, troverete articoli a vagonate on line , ma vi voglio parlare di una soluzione, una soluzione naturale, che possono fare tutti anche i bambini dai tre mesi in su, e non lo dico io lo dicono i medici e lo certificano le case produttrici dei  vari integratori alimentari .

La terapia più utilizzata in questi casi è proponendo un tamponamento dell’acidità gastrica e del reflusso( carbonato di calcio, sodio carbonato  e alginati, sodio alginato), in abbinata con un PPI (omeprazolo)detto anche pompa protonica invertitore, cioè un farmaco che riduce la produzione dell’acido cloridico gastrico, in alternativa viene proposto un contrastante dell’acido cloridico(ranitidina).

Questi farmaci funzionano bene e generalmente sono ben tollerati, affaticano reni e fegato per il loro smaltimento come molti altri farmaci ma è un piccolo prezzo da pagare e generalmente non provocano danni.

Il problema nasce se si è intolleranti agli eccipienti od ai conservanti, e quindi si rischia invece di curare di peggiorare i disturbi, in quel caso cosa fare?

Io stesso mi sono trovato ad affrontare il problema e partiamo dal tampone, che è quel farmaco o quell’integratore che con una azione meccanica, crea una pellicola che difende sia le mucose dello stomaco che dell’esofago ed una barriera galleggiante sui succhi gastrici impedendone la risalita lungo il tubo digerente.

I prodotti più indicati solitamente hanno  nella loro  composizione  oltre ai principi attivi vari eccipienti e cito da un bugiardino: I principi attivi in una dose da 10 ml di sospensione orale sono sodio alginato (500 mg), sodio bicarbonato (213 mg) e calcio carbonato (325 mg). Gli altri componenti sono Carbomero 974P, Metile paraidrossibenzoato (E218), Propile paraidrossibenzoato (E216), Saccarina sodica, Aroma menta, Sodio idrossido, Acqua depurata.  I principi attivi sono buoni e non danno problemi, il problema lo creano i conservanti e nello specifico l’E218 e l’E216 che come riportato in grande sulla confezione possono provocare reazioni allergiche anche ritardate, questo perchè questi due conservanti che troverete in molti alimenti e farmaci, tendono ad accumularsi nei tessuti e raggiunta una certa quantità diventano tossici, inoltre possono provocare sintomi come bruciore di stomaco, nausea ecc., cioè provocare gli stessi sintomi che dovrebbe “spegnere”.

Ribadisco e ci tengo ad essere chiaro non è mia intenzione dimostrare che questi prodotti siano nocivi o da non utilizzare ma solo che a causa di questi eccipienti, legali ed autorizzati, generalmente ben tollerati, possono causare problematiche e quindi proporre alcune soluzioni che ho potuto testare personalmente dopo accurate ricerche.

Questi prodotti non possono essere utilizzati da bambini sotto i 12 anni se non dietro stretta osservanza del medico pediatra curante, ed i neonati non possono usarli.

La soluzione è un prodotto italiano, venduto come  integratore alimentare che è utilizzabile anche dai neonati, non ha controindicazioni  è ipollergenico e può essere utilizzato anche per lunghi periodi senza problemi, il prodotto si chiama  Faringel, il link vi porterà alla pagina della ditta produttrice dove potrete informarvi adeguatamente , i principi attivi sono i medesimi, ma anzichè contenere conservanti ha miele, propoli e aloe vera in estratto che ne fanno la funzione senza essere nocivi in alcun modo, cito dal bugiardino i componenti e la loro azione :

  • Azione antireflusso (sodio alginato e calcio carbonato): riduce il numero e la durata dei reflussi.
  • Azione antinfiammatoria (propoli, aloe vera, calendula): riduce l’infiammazione dell’esofago e di tutta la cavità orale.
  • Azione antidolorifica (propoli e aloe vera): riduce i sintomi sia esofagei che extraesofagei.
  • Azione antibatterica ed antimicotica (propoli e aloe vera): contrasta l’insorgenza di micosi.
  • Azione emolliente, umettante (miele e calendula).
  • Azione riepitelizzante (aloe vera): riepitelizza le lesioni delle mucose.

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Il consiglio è informarvi ed eventualmente sentire con il vostro medico curante se come alternativa può andare bene, io posso dirvi che nell’immediato la sua azione è leggermente meno incisiva dei prodotti soliti, ma dopo qualche giorno i benefici sono maggiori ed all’occorrenza se ne può prendere una dose in più senza problemi di sorta, inoltre può essere utilizzato da bambini ed anziani senza creare ulteriori problemi, ma ribadisco informatevi e vedete se fa per voi, il perchè lo consiglio è presto detto, io stesso essendo intollerante ai soliti conservanti ho dovuto faticare a trovare un prodotto equivalente che non li avesse e che non desse problemi di allergia, fatte salve le tisane alla liquirizia ed altri prodotti erboristici, questo è l’unico prodotto che ho trovato con gli stessi principi attivi di base di quelli farmaceutici con additivi chimici.

Questo per quanto riguarda l’effetto tampone meccanico, se qualche lettore conoscesse prodotti alternativi lo invito a segnalarmeli sarei felice di riproporli a tutti, perchè il dramma di chi ha allergie alimentari od a prodotti eccipienti è reale e spesso impedisce di curarsi anche da piccoli disturbi rendendo più faticoso vivere.

Dopo il tampone l’altro farmaco abbiamo detto è il PPI, che agisce sulla pompa protonica, cioè inibendo la produzione di acido cloridico, anche questi farmaci hanno additivi e conservanti e ovviamente come tutti i farmaci possono produrre effetti collaterali, come risolvere allora in caso vi diano problemi?

Qui la soluzione è un prodotto fitoterapico gemmoderivato ed è il ficus carica , o meglio il suo macerato glicerico, in poche parole le gemme di fico ( si proprio la pianta di quei frutti zuccherini che mangiamo in tardo autunno) vengono poste in una soluzione glicerica (alcool )  e la soluzione madre così ottenuta diluita e posta in commercio. Sia i frutti che le gemme del fico contengono la “droga” che ci aiuta , la droga, cioè la parte di pianta dotata di proprietà officinali,è proprio costituita dai falsi frutti, dalle foglie ma soprattutto dalle gemme ottenute dai rami giovani. Il nucleo farmacologico e attivo della pianta è rappresentato da una serie di principi attivi tra cui fibre, mucillagini, zuccheri, enzimi, bergaptene, psoralene, composti furocumarinici, cumarine, acidi organici, terpeni, vitamine A, B, B2, C e PP e sali minerali come calcio, ferro, cromo e magnesio che le conferiscono proprietà antinfiammatorie, digestive, lassative, antispasmodiche per lo stomaco e antisecretive gastriche.

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Può essere proposto in abbinamento con altri gemmoderivati, io però lo preferisco solo in abbinamento con il Faringel in caso di  gastriti e reflusso gastrico, ovviamente l’effetto non è così forte ed immediato che un farmaco come l’omeprazolo produce, ma lo si può usare per lunghi periodi senza tema di effetti collaterali e come tutti i gemmoderivati è assolutamente anallergico, ha un limite però,  essendo una soluzione alcoolica  non può essere preso da chi soffre di malattie epatiche (salvo diversa indicazione del medico) o diabetiche, può essere assunto anche dai bambini ma per ogni evenienza consultatevi sempre con il vostro pediatra di fiducia.

Di Ficus Carica in soluzione ne trovate di varie marche, l’importante è che guardate quanto è la soluzione, solitamente diluita da 1:10 cioè 1DH. Il Ficus Carica viene generalmente utilizzato sotto forma di macerato glicerico (o gemmoderivato) ; si assumono circa 40/50 gocce sciolte in mezzo bicchiere d’acqua prima dei pasti principali, 2 volte al giorno per almeno 2 mesi soprattutto nei periodi più critici per i disturbi prima citati, periodi che in genere coincidono con la primavera e l’autunno.
A scopo preventivo l’assunzione del macerato può essere ripetuta ciclicamente due o tre volte l’anno in modo da prolungare i periodi di benessere fisico.
Il gemmoderivato di Ficus Carica spesso viene associato ad altri gemmoderivati per potenziare la sua azione terapeutica a livello dello stomaco. Un abbinamento molto consueto è quello con il gemmoderivato di Ribes Nigrum anch’esso dotato di un’azione antinfiammatoria e protettiva sulla mucosa dello stomaco. Combinati sono utili come coadiuvanti nelle gastriti, nelle coliti e nelle disfagie fino a miglioramento della sintomatologia.

Anche per il ficus carica, se volete maggiori informazioni, in rete troverete molti articoli,anche spiegazioni di come si fa la soluzione di macerazione, la cosa che mi premeva era mettere a conoscenza di tutti di  una alternativa per tutte quelle persone che siano allergiche o intolleranti ai farmaci normalmente proposti ed a tutti quelli che soffrono cronicamente e ciclicamente di questi disturbi e vogliano risolvere in maniera naturale e dolce.

Vale sempre , e non mi stancherò mai di dirlo; la regola di rivolgervi al vostro medico , avere da lui una diagnosi certa ed una terapia certa, e comunque confrontarvi sempre prima di decidere soluzioni alternative, la natura ci può aiutare molto e molti farmaci hanno le stesse componendi di prodotti naturali, la differenza sta nel formato e negli additivi , ma a volte il farmaco allopatico è  l’unica soluzione.

 

 

 

Parole per il cuore e l’anima

Parole per il cuore e l’anima

Grazie ad una gentile signorina che ha fatto alcune riprese video posso mostrarvi un sunto di alcuni momenti della serata di counseling e meditazione che si è svolta a Bardolino, presso la biblioteca comunale, molte le richieste e grande partecipazione,  buona visione!