Spunta il Priorato di Sion (quello vero?)

Spunta il Priorato di Sion (quello vero?)

Tre anni fa scrissi un articolo sul Priorato di Sion, una ricostruzione della sua storia, una ricerca che feci e che ritenni la più verosimile e riscontrabile storicamente, per quanto la storia di massonerie e sette segrete lo possa essere, spesso i documenti sono contrastanti, le paternità anche, c’è da districarsi e ricercare le prove concrete.

Riuscii anche tempo fa ad intervistare un massone in carne ed ossa per la Benacus TV, il massone ci spiegava alcune delle ritualità che si svolgono nelle logge massoniche, in questo stesso blog troverete vari articoli,(qui ,qui ,qui , qui, e qui ) alcuni per i quali sono stato diciamo ” caldamente invitato” a non proseguire oltre nel divulgare riti e usanze delle varie logge massoniche, riti ed usanze di cui sono venuto a conoscenza attraverso alcuni fratelli massoni e non aggiungo le circostanze od altre informazioni.

Ora a quanto sembra esiste un ufficialità del Priorato di Sion, tanto ufficiale da avere un segretario generale ed un sito internet, non me ne voglia il Segretario Generale che non do per oro colato che questo sia la vera confraternita del Priorato di Sion, il tempo e le prove ci daranno la certezza, ma per ora offriamo come facciamo con tutti il beneficio del dubbio, il Segretario Generale mi ha contattato e mi ha fornito alcune informazioni che vi proporrò in questo articolo, le informazioni che vi propongo non sono comprovate al momento quindi prendetele per arbitrarie ma comunque degne di interesse e valutazione, per ogni altra considerazione ecco il link del sito web del Priorato, il nome del Segretario Generale lo troverete nell’articolo qui sotto , il SG molto cortesemente si è presentato con tanto di biglietto da visita ufficiale, con nome e cognome veri, e quindi diamogliene atto , un passo notevole per una delle più misteriose Fratellanze Massoniche.

Ed ora ecco a voi il Priorato di Sion oggi:


Oggi il Priorato di Sion si perpetua attraverso 3 filiazioni principali, tutte e tre a carattere internazionale, ma dislocate in differenti zone dell’Europa, che sono la Francia, la Spagna e l’Italia.
Di queste solo una è attualmente, oltre che un Ordine Iniziatico, anche una Associazione legalmente registrata, ed è il Prieuré de Sion – Ordre de la Rose-Croix Véritas O.D.L.R.C.V. , avente come Segretario Generale e Gran Maestro, Marco Rigamonti.

Prieuré de Sion – Ordre de la Rose-Croix Véritas O.D.L.R.C.V. ha come autorità iniziatica di riferimento, Gino Sandri, che ne è il Gran Patriarca; l’Ordine è registrato in Italia, con diverse Sedi Operative, in Italia, in Francia, nel Principato di Monaco, in Inghilterra, Spagna, Olanda, Belgio e in alcuni degli Stati Uniti d’America.

Le motivazioni che hanno portato per la seconda volta, dal 1956, a registrare ufficialmente il Priorato di Sion come associazione avente una entità giuridica, sono diverse da quelle del 1956, dove tale atto si prefiggeva l’obbiettivo di marcare una scissione tra il Priorato di Sion europeo e quello americano.

I motivi che invece stanno all’attuale registrazione del Priorato come associazione legalmente istituita, sta nella volontà di un adattamento ai tempi odierni, una sorta di compromesso che si è deciso con la mira di massimizzare la portata di un messaggio, il quale, pur se rivolto a pochi, non è facile da recapitare ai destinatari idonei, nel marasma del panorama attuale dell’informazione.

Tutto questo è in realtà visto dall’Ordine come un vero e proprio compromesso, proprio perchè un Ordine Iniziatico, non necessita di nessuna sovrastruttura profana di alcun genere, cosa assolutamente superflua e tecnicamente una degenerazione di quest’ultimo, in quanto il vincolo iniziatico, come la sua trasmissione, è un legame vibrazionale e spirituale indissolubile, inarrestabile e inafferrabile, per chiunque e per qualsiasi cosa, essendo di fatto al di sopra di ogni contingenza o “recinto” profano o burocratico.

Il Priorato di Sion ha il compito di custodire e di trasmettere delle conoscenze e dei segreti, che vengono conservati nei simboli, nelle pratiche rituali e nell’Alchimia.

Stiamo parlando della trasmissione del deposito di qualcosa di “non-umano”, ma ereditato da tempo immemorabile, da bocca ad orecchio e da orecchio a bocca in una catena ininterrotta che arriva fino ad oggi. Si tratta di una eredità che non è di questo mondo.

Il Priorato è cosciente che il suo sapere ha origine da una trasmissione concessa da entità che non sono di questo mondo ed una parte di loro nemmeno di questa dimensione; questa conoscenza è stata elargita ad alcuni uomini, per potere creare un ordine per l’umanità, salvo il più possibile dal caos. Ovviamente tale conoscenza non poteva essere trasmessa a tutti indistintamente per l’evidente motivo che solo una parte della popolazione può essere in grado di farne buon uso e di applicarla nella società in maniera efficiente e produttiva.

La prova trasversale di questa trasmissione non-umana è nell’impossibilità storica di determinare gli autori realmente originari di queste conoscenze, basti pensare ai simboli stessi, di fatto nessuno conosce l’autore di un qualsiasi simbolo, sia esso figurato o sonoro (come i Mantra) dal momento che essi sono stati ereditati ed ora si trovano nei libri, ma l’autore specifico per il simbolo singolo, non si conosce ne si è mai saputo ne mai di qualcuno si è scritto a tal proposito.

Di fatti, il simbolo è in sè, anche oggettivamente, “non-umano”; è qualcosa che ci permette di trascendere, di elevarci dalla nostra condizione umana verso stati superiori dell’essere, proprio perchè umano non è, dandoci degli stimoli che sono unicamente dei “punti di partenza”, senza delimitare al tempo stesso “punti di arrivo”.

L’uomo quindi, attraverso l’uso dei simboli, nella concezione più vasta immaginabile del termine, può espandersi al di la dei limiti umani.

A questo tipo di attività, che non è quindi di certo un semplice e profano studio accademico, viene affiancata la pratica alchemica, intesa nell’accezione spirituale.

È con questo bagaglio che poi si intraprende la pratica dei rituali, che hanno una loro ulteriore valenza simbolica e in alcuni casi, addirittura una operatività altamente mistica.

I Rituali che hanno una funzione prevalentemente mistica, la quale quindi prevede la possibilità di un contatto con intelligenze esogene alla propria, si basano essenzialmente su di una pratica di meditazione che rende possibile il mettersi nelle condizioni di ricevere degli “input” che possono essere anche “esterni” a noi.

Questi Rituali hanno la funzione di metterci in contatto con la nostra essenza più profonda, che risiede nell’inconscio il quale noi riteniamo essere anche il “ponte” nei riguardi della nostra “Componente Spirituale”, come di entità esogene.

Il lavoro che viene fatto dall’Iniziato è proprio quello di implementare l’efficacia di questo “ponte”, rendendo questa “comunicazione” tra la Componente Spirituale e la Mente Cosciente, sempre più consapevole ed efficace; stiamo parlando dello sviluppo di una qualità, che si ripercuote beneficamente in ogni aspetto dell’individuo.

Il nostro Spirito, può comunicare con la nostra mente, attraverso delle suggestioni o dei pensieri che possono affiorare a livello cosciente, ma che richiedono comunque un “recipiente” cognitivo cosciente, che sia in grado di interpretare e decodificare appunto queste realtà affiorate.
Il successo del processo sopramenzionato non è affatto scontato, citando alcuni studi di Bruce H. Lipton (1), l’inconscio possiede 40.000.000 di volte la capacità cognitiva dell’io cosciente. Per quanto sia assolutamente simbolico questo riferimento, resta l’interrogativo, del confine tra lo spirito dell’individuo e l’inizio di qualcos’altro, di cui facciamo magari parte a livello non cosciente, come una Coscienza Universale, che possiamo chiamare Dio, Padre Creatore o Divino, per utilizzare un termine più neutro, a sua volta collegato, come noi d’altronde, ad altre forme di coscienza che ne fanno parte, pur nella loro individualità.

È affascinante constatare come spesso possa succedere, di non riuscire a risolvere un problema estremamente complesso dopo ore di riflessione e di come al contrario, molto spesso, di quello stesso problema, affiori alla mente la soluzione nei dettagli più certi e definiti, mentre la mente cosciente è impegnata in tutt’altro, come può essere osservare un paesaggio, mettere in ordine dei libri o passeggiare; è assolutamente evidente che in qualche modo, l’attività del pensiero nella sua interezza, non sia percepibile a livello cosciente, quanto invece appare sempre più innegabile, che la maggior parte dell’attività abbia luogo dove l’io cosciente non può avere accesso, almeno non senza l’ausilio di pratiche e attività dedicate e particolari, come l’ipnosi o certi tipi di meditazione, che riescono ad alterare lo stato di coscienza portandolo dallo stadio Gamma all’Alpha fino al Theta – Theta/Gamma (Theta con possibilità di pensiero attivo

Un altro interessante esempio che può portarci a cogliere altre sfumature della dinamica con la quale queste meccaniche hanno luogo, è il cosiddetto blocco dell’artista. Quante volte ci è capitato, o abbiamo avuto modo di osservare un artista colto da un blocco dell’ispirazione, immobilizzato per ore davanti ad un foglio bianco, senza riuscire a riempirlo con i frutti della sua arte?

Quante altre volte invece, nel realizzare una qualsiasi creazione artistica, bastavano pochi istanti, per passare dall’impulso creativo alla materializzazione dell’espressione?

In realtà la pura concentrazione in se, può favorire solo l’elaborazione sofisticata della tecnica, non la ricezione di quelle ispirazioni e suggestioni, che il genio creativo può suggerirci solo attraverso il nostro inconscio, tramite del nostro stesso Spirito.

In coerenza con queste osservazioni, si può desumere che in realtà ogni tentativo esasperato di concentrazione, allontani da quella attività creativa che coglie dall’inconscio la sua sorgente.

La concentrazione quindi, durante le attività creative, non dovrebbe essere l’elemento predominante, ma subalterno, come un poderoso destriero che viene cavalcato dal Cavaliere.

Così, attraverso la partecipazione a certi rituali che prevedono queste tecniche di meditazione, si può anche venire a contatto con intelligenze esogene alla nostra, sempre nella grazia del Signore, invocando l’aiuto e la protezione di Dio prima di ogni pratica.

IL SEGRETO DI SION

Il “Segreto di Sion”, o meglio “i Segreti di Sion”, sono delle verità, per le quali disvelare, vengono forniti degli strumenti di varia natura all’Iniziato e poi all’Adepto, per poter essere conosciuti. Questi strumenti possono essere simbolici, alchemici o altri elementi di conoscenza sia gnostica che di altra natura.

Questi segreti, nella loro comprensione, non potranno mai considerarsi errati, in quanto ognuno potrà essere in grado di comprenderli in misura maggiore, minore o diversa da chiunque altro; difficilmente comunque potranno essere traditi, essendo i più di questi, per loro natura, incomunicabili a parole e indecifrabili ad occhi profani se anche raffigurati in altra maniera.

UN ORDINE CAVALLERESCO NOBILE ED ARISTOCRATICO

Il Priorato di Sion, pur avendo radici ben più antiche, di fatto è fondato da Goffredo di Buglione nel 1099 ed è storicamente legato a doppiofilo alla Dinastia Merovingia, come risaputo. L’antichità del deposito, emerge anche dagli elementi simbolici in relazione collaterale o diretta all’Ordine, come il titolo di “Re Pescatori” dato ai Re Merovingi, titolo che simbolicamente si collega a Babilonia, riferendosi a Nimrod, divinità babilonese raffigurata da un uomo con la testa di pesce o con un copricapo a forma di pesce, elemento il quale poi verrà ripreso anche dal Vaticano come copricapo papale.
Questo legame del Priorato di Sion con la Dinastia Merovingia, è stato ulteriormente celebrato e ufficializzato nel Novembre del 2016, attraverso il riconoscimento da parte della Casa Reale Merovingia de Gevaudan, attraverso la persona di S.A.R.S. Dominus Esteve IV° Rubén Alberto I°de Gévaudan, ultimo erede della stirpre dei Gévaudan, Casa Reale di discendenza merovingia, discendenti precisamente dai Conti d’Autun, i quali attraverso Ermengarda hanno dato luce ai Conti di Tolosa.
Ad oggi il Priorato di Sion è uno dei pochissimi ordini cavallereschi al mondo a godere del privilegio e del prestigio di essere riconosciuti da una Casa Reale.

L’EREDITÁ MEROVINGIA AI GIORNI NOSTRI

Chiarendo inequivocabilmente che il Priorato di Sion non è in grado di collegare al di la di ogni dubbio, la Dinastia Merovingia con la discendenza di Gesù Cristo, resta comunque la convinzione in questo senso, non solo di un collegamento con la Dinastia Merovingia stessa, ma anche e soprattutto di una discendenza di Gesù ai giorni nostri.

Questo elemento, è assolutamente cruciale, in quanto, non solo rende Gesù umano, ma dà modo di cogliere la tangibilità della possibilità di crescita dell’Uomo verso il Divino, al di la di quanto comunemente immaginato.
“In verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di piú grandi di queste, perché io vado al Padre.”

Giovanni 14:12

Altro elemento storico fondamentale, era che i Re Merovingi, erano noti anche come “Re Taumaturghi”, e dalle cronache dell’epoca, risultano ricorrenti eventi nei quali questi regnanti ricevevano dei malati dal popolo, per guarirli.

Il Priorato di Sion, pur accettando candidature da credenti in qualsiasi forma di religione, ritiene che la figura di Gesù, trattata senza censure, come in questa modalità, sia di rilevanza assolutamente essenziale, perchè ne conserva tutta l’originale potenza e credibilità, perchè posto in una visione non più sfalsata e resa incompleta da dogmi imposti per ragioni politiche più che per fedeltà verso gli autentici insegnamenti spirituali di Cristo e i reali accadimenti storici.

Il mistero di Rennes le Château, è particolarmente intricato agli occhi del pubblico anche perchè, specie al profano, sfugge che gli stessi elementi, anche singolarmente, possono condurre a più misteri, anche non collegati direttamente tra loro e di natura totalmente differente l’uno dall’altro e non per questo solo uno si può considerare autentico.

Rennes le Château, sorge su di una fitta e articolata struttura sotterranea, che da tempi antichissimi, non solo è stata usata per essere abitata, ma anche per la perpetrazione di riunioni che avevano come scopo lo svolgimento di rituali ed antiche pratiche, come ampiamente riportato anche dalle cronache medioevali, quando sono state addirittura promulgate delle leggi, apposta per le popolazioni che vivevano sottoterra in quelle zone.

Ma tutto questo è anche una allegoria, che si riferisce agli elementi della mente cosciente e dell’inconscio che è la fonte della nostra più profonda saggezza; una saggezza che è completamente priva di qualsiasi inibizione mentale, allo stesso tempo, è la nostra “backdoor” verso il mondo non-visibile; come già anticipato, il contatto con il nostro inconscio, può sfociare anche in un contatto con la nostra Componente Spirituale, e addirittura in una connessione ad altre intelligenze.

Pierre Plantard, paragonava allegoricamente i sotterranei della Roc-Noir, all’inconscio, da raggiungere per accedere a quella sterminata saggezza e a quel possibile ponte verso intelligenze di natura esogena.

“Notre Trésor, celui du Prieuré de Sion, est le Secret du Roc-Noir…e seul l’initié pouvait comprendre que le trésor n’était pas de l’or, mais l’énergie considérable dont dispose le Maître du génie qui connaît le secret”

Pierre Plantard de Saint-Clair

UN ORDINE ÉLITISTA

Il Priorato di Sion, è per sua certa natura, un Ordine altamente élitista, pur se non nella grossolana concezione volgare del termine, in quanto il requisito per accedere a questa Élite, non è essenzialmente la posizione sociale o la disponibilità economica, ma bensì sono le reali capacità e qualità dell’individuo, che ne determinano i requisiti per potere accedere all’Iniziazione, ai nostri insegnamenti e che lo possono mettere in grado di potere portare effettivamente un contributo a questa nostra Opera.

Per queste ragioni, un Ordine come il nostro, che abbia tali ambizioni e obbiettivi, non potrà mai essere non-élitista, proprio per un logico e connaturato fattore di esigenza essenziale.
Considerato il desiderio di apertura verso il prossimo e la volontà di condividere il più possibile possibile questa conoscenza, si è deciso di creare diversi livelli dei quali non tutti fanno parte dell’Ordine Iniziatico, ma solo della Associazione come struttura istituzionale.

Tra questi livelli abbiamo

Socio Simpatizzante – non riceve iniziazione e non partecipa ai nostri studi o alle nostre attività iniziatiche, ma, apprezzando i nostri ideali e propositi, collabora con noi nelle attività profane.

Iniziati dal 1° al 3° Grado – Rappresentano la fiera base dell’Ordine Iniziatico, vi può accedere pressochè chiunque sia ritenuto in possesso dei requisiti per venire a contatto, con profitto, con le conoscenze dei gradi suddetti.

Adepti dal 4° Grado in poi – Solo pochissimi possono avere accesso ai gradi superiori dell’Ordine, che sono dal 4° Grado in poi. Qui è dove ha il cuore l’attività dell’Ordine e dove si prendono le decisioni.

L’intento che ci ha portato alla riforma che ha dato luce a questa nuova struttura, è stata quella di fornire un contatto più immediato, comprensibile ed approcciabile a chi abbia i requisiti per aderire al Priorato di Sion; purtroppo, ad oggi, il più dei siti che trattano Ordini Cavallereschi o Rosacrociani, espongono i loro contenuti in chiave troppo ermetica per essere intesi intuitivamente anche dai profani, tra i quali invece, ci può sempre facilmente essere un potenziale candidato.

I contenuti di presentazione sul nostro sito web www.prieure-de-sion.com sono scritti in una chiave comunicativacomprensibile a chiunque in possesso dei requisiti per essere ammesso, voglia avvicinarsi al Priorato.

Il Priorato di Sion ad oggi è una struttura molto articolata, ma estremamente efficiente, che ha tra i suoi motti operativi ispiratori, la solerzia, la scrupolosità ed il metodo.

Si può dire che il Priorato di Sion, in questa sua emanazione, pur non essendo una società segreta, è estremamente riservata, tanto che la penalità prevista per trasgredire questa riservatezza è l’espulsione diretta, nella quasi totalità dei casi (finora mai verificata).

(1) Peak Vitality: Raising the Threshold of Abundance in Our Material,

Spiritual and Emotional Lives – Bruce H. Lipton (2008) Editor: J. M. House, Elite Books, Santa Rosa, CA.

 

Il Rito Scozzese Antico e Accettato gradi e composizione

Il Rito Scozzese Antico e Accettato gradi e composizione

Ordine Massonico dei Liberi Muratori con il Sommo Consiglio del 33 ° Grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato

L’ordine si presenta con tre gradi, Apprendista, Compagno e Maestro Massone, il terzo grado è il più alto dei gradi tradizionali, dopo vi sono altri 29 gradi dal 4° al 32° che normalmente si conquistano in maniera simultanea in due giorni di lavori, (anche se vi è la possibilità di apprendere grado per grado, ma questo avviene molto raramente), il rituale del passaggio dal 4° al 32° grado viene velocizzato con un sistema chiamato “per comunicato” che consiste in una breve conferenza sui gradi seguito da una recita con il giuramento finale.

Il 33 ° grado è onorifico e viene conferito a coloro che sono già in possesso del 32 ° grado e si sono contraddistinti nell’arte della libera muratoria.

A differenza dal Rito di York, che può essere lavorato al massimo grado solo dai cristiani, all’opposto il Rito Scozzese è aperto ad ebrei e altre confessioni religiose compreso l’Islam.

I 33 gradi del Rito Scozzese Antico e Accettato sono simili ai primi 33 gradi del Rito di Memphis Misraïm

Con l’affermazione del Rito Scozzese Antico ed Accettato si giunge ad un nuovo sistema basato su 33 gradi di cui i primi tre non fanno parte del rito, ma dell’ordine massonico ecco come si compongono :

Apprendista

Compagno

Maestro

4° Maestro segreto

5° Maestro perfetto

6° Segretario intimo

7° Prevosto e giudice o maestro irlandese

8° Intendente degli edifici

9° Cavaliere eletto dei nove

10° Cavaliere eletto dei quindici

11° Sublime cavaliere eletto

12° Gran maestro architetto

13° Compagno dell’arco reale di Enoch

14° Grande eletto perfetto e sublime massone o grande scozzese della volta sacra

15° Cavaliere d’Oriente o della spada

16° Principe di Gerusalemme, gran consigliere, capo delle logge regolari

17° Cavaliere d’Oriente e d’Occidente

18° Sovrano principe Rosa-Croce o cavaliere dell’aquila e del pellicano

19° Gran pontefice o sublime scozzese detto della Gerusalemme celeste

20° Venerabile gran maestro di tutte le logge regolari, sovrano principe della massoneria o maestro a vita

21° Noachita o cavaliere prussiano

22° Cavaliere dell’ascia reale o principe del Libano

23° Capo del tabernacolo

24° Principe del tabernacolo

25° Cavaliere del serpente di bronzo

26° Scozzese trinitario o principe di compassione

27° Grande commendatore del tempio o sovrano commendatore del tempio di Gerusalemme

28° Cavaliere del sole o principe adepto

29° Grande scozzese di Sant’Andrea di Scozia o patriarca delle crociate, cavaliere del sole, gran maestro della luce

30° Grande eletto cavaliere Kadosch o cavaliere dell’aquila bianca e nera

31° Grande ispettore inquisitore commendatore

32° Sublime principe del real segreto

33° Sovrano grande ispettore generale.

Significato dei termini esoterici usati in massoneria spiegazione del vocabolario della massoneria

Significato dei termini esoterici usati in massoneria spiegazione del vocabolario della massoneria

SIGNIFICATO DEI TERMINI ESOTERICI USATI IN MASSONERIA SPIEGAZIONE DEL VOCABOLARIO DELLA MASSONERIA

Abbattere le colonne

Sospendere i lavori da parte di una loggia. L’attività di una loggia può essere sospesa per assenza di membri attivi, irregolarità dei lavori e sospensione dei diritti massonici.

Acacia

Pianta con grande valore simbolico collegata alla leggenda di Hiram.

Affiliazione

Iscrizione di un massone a una loggia differente da quella in cui è stato iniziato.

Agape

Banchetto che può essere rituale, o no. All’agape rituale possono partecipare solo i massoni mentre all’agape bianca sono invitati anche i profani.

A.G.D.G.A.D.U.

Abbreviazione dell’invocazione “Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo”.

Alzare le colonne

Ripresa dei lavori rituali da parte di una loggia o
creazione di una nuova loggia.

Anno massonico

Corrisponde all’incirca al calendario ebraico e pertanto si ottiene sommando 4000 anni al calendario cristiano e il giorno è fissato il primo marzo. Nei documenti massonici viene indicata la data massonica indicata come Vera Luce (V.L.) e la data corrente indicata come Era Volgare (E.V.)

Antichi doveri

Principi basilari stabiliti dalla Grande Loggia d’Inghilterra e adottati dalla maggioranza delle Obbedienze massoniche.

Apprendista

Primo grado della scala gerarchica massonica. Si diventa apprendisti dopo l’iniziazione.

Ara sacra

Tavolino dove viene posto il libro della legge sacra e su di esso la squadra e il compasso. Si trova nel tempio massonico ed è posto all’oriente.

Areopago

Camera dove lavorano i massoni del Rito Scozzese Antico Accettato insigniti dal 30 al 33 grado.

Arte reale

Sinonimo di massoneria. Era un termine che veniva usato nel Settecento e si rifaceva alla leggenda del Re Salomone.

Aumento di salario

Passaggio di grado. Termine che deriva dall’ambiente dei costruttori di cattedrali medievali dove il passaggio da apprendista a compagno d’arte veniva ricompensato con un aumento di paga.

Auspici

Termine che indica il riconoscimento di una loggia da parte un organismo massonico nazionale. Tutte le logge devono essere sotto gli auspici di un Grande Oriente o di una Gran Loggia.

Balaustra

Lettera o relazione del Gran Maestro a diffusione interna.

Batteria

Applauso rituale con cui si onorano eventi particolari (la visita di massoni illustri, l’iniziazione di un profano)

Bolla di fondazione

Decreto attestante la fondazione di una loggia rilasciata da un organismo massonico nazionale (Gran Loggia o Grande Oriente).

Brevetto

Documento che certifica il grado massonico raggiunto.

Calendario

Vedi anno massonico.

Camera

Riunione rituale di massoni appartenenti allo stesso grado esempio, compagno, maestro..

Camera dei passi perduti

Zona che precede il locale deve si tengono le riunioni di loggia.

Camera di giustizia

Organismo dove vengono giudicate infrazioni ai regolamenti che regolano le obbedienze massoniche. La massima pena della giustizia massonica è la radiazione.

Camera di Mezzo

Riunione rituale di Maestri massoni (nella Massoneria continentale; in quella Angloamericana indica la riunione rituale dei Compagni).

Camera di riflessione

Locale speciale dove viene fatto sostare il profano prima del rito d’iniziazione.

Capitazioni

Quote associative che i massoni devono versare annualmente alla loro loggia

Catena d’unione

Catena umana che si forma durante i lavori di loggia. I massoni si uniscono in circolo incrociandosi le mani per simboleggiare l’unione di tutti massoni che partecipano ai lavori di loggia. Rappresenta il principio di fratellanza e quello dell’unità che sviluppa potenza.

Cazzuola

Strumento simbolico di derivazione muratoria che simboleggia il lavoro compiuto in loggia

Collare

Insegna che distingue l’incarico espletato il loggia.

Colonne

Simbolo massonico mutuato dalla terminologia dei liberi muratori operativi medievali che rappresenta la costruzione di un tempio interiore e morale. All’ingresso dei templi massonici sono poste due colonne, quella sinistra di stile dorico e quella destra di stile ionico, contraddistinte dalla lettera J e B e sormontate rispettivamente da tre melograni e da un mappamondo.

In senso figurato alzare e abbattere le colonne si riferisce alla creazione e la chiusura di una loggia. Il termine colonna indica anche la fila degli scanni dove siedono i massoni durante i lavori rituali di loggia. Gli Apprendisti siedono alla destra del Maestro Venerabile mentre i Compagni d’Arte alla sinistra; i Maestri possono sedersi sia a destra che a sinistra.

Compagno d’Arte

Secondo grado della gerarchia massonica

Compasso

Simbolo massonico che incrociato alla squadra  rappresenta la massoneria. Rappresenta i limiti del campo d’azione dell’uomo.

Consiglio delle luci

Organismo di governo di una loggia composta dal Maestro Venerabile, dal Primo e dal Secondo Sorvegliante.

Coprire il tempio

Espressione usata per indicare che nessun estraneo è presente nel tempio. Significa anche uscire dal tempio durante una tenuta rituale.

Copritore esterno

Massone incaricato di sorvegliare affinché nessuno entri nel tempio.

Copritore interno

Massone incaricato di sorvegliare la porta d’ingresso affinché nessuno disturbi i lavori della loggia.

Costituire

Formare una loggia.

Diacono

Si dividono in Primo e Secondo Diacono. Assistenti rispettivamente del Maestro Venerabile e del Primo Sorvegliante.

Dignitari

Sono denominati dignitari i dirigenti di una loggia. Le principali cariche di una loggia sono il Maestro venerabile, il Primo e Secondo Sorvegliante, l’Oratore e il Segretario.

Diploma

Ogni passaggio di grado viene ufficializzato con un diploma, rilasciato dall’Ordine, che diventa un documento di base nelle relazioni massoniche.

Demolizione

Termine che indica lo scioglimento di una loggia.

Elemosiniere

Carica di loggia con la funzione di raccogliere l’obolo per il tronco della Vedova.

Esperto

Massone incaricato d’istruire massonicamente i profani in occasione della loro iniziazione.

Figli della Vedova

Sinonimo di massoni. Deriva dalla leggenda che Hiram, il costruttore del Tempio di Salomone, fosse il figlio di una vedova.

Fratelli

Termine con cui si chiamano tra loro i massoni.

Gabinetto di riflessione

Locale dove il profano inizia il rito dell’iniziazione scrivendo il proprio testamento rispondendo a tre domande sui doveri dell’uomo verso se stesso, verso l’Ente Supremo e verso l’umanità.

GADU

vedi Grande Architetto dell’Universo

Garante d’amicizia

Sinonimo di ambasciatore. Rappresentante di una Gran Loggia o Grande Oriente presso un organismo massonico con cui sono stati stabiliti rapporti di amicizia e collaborazione.

Gemmare

Creare una nuova loggia da un’altra. La gemmazione avviene generalmente quando una loggia diventa troppo numerosa e una parte dei massoni aderenti decide di crearne un’altra.

Giunta

Organo esecutivo del Grande Oriente d’Italia.

Gradi simbolici

I primi tre gradi massonici comuni a tutti i Riti.

Grado

Tappa del viatico massonico. Il passaggio a un grado superiore suppone un crescita nella conoscenza dei principi massonici. Tutti i Riti massonici sono divisi in gradi.

Gran

Suffisso che precede le cariche dei dignitari a livello nazionale. Le cariche corrispondono a quelle della loggia. Es. Gran Segretario, Gran Primo Sorvegliante etc.

Grande Architetto dell’Universo (GADU)

Principio creatore che non si identifica con nessuna religione. L’invocazione “Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo” (AGDGADU) precede generalmente gli atti ufficiali e la corrispondenza massonica.

Grande Oriente

Obbedienza, Ordine. Organismo massonico nazionale.

Gran Loggia

Il termine Gran Loggia ha due significati. Si può usare per indicare un organismo massonico quindi come sinonimo di Grande Oriente o come l’assemblea dei maestri venerabili che si riunisce durante l’equinozio di primavera.

Gran Maestro

Massima carica di una organizzazione massonica.

Gran Maestro Aggiunto

Carica con il compito di coadiuvare e sostituire il Gran Maestro in caso di dimissioni.

Grembiule

Simbolo del lavoro massonico. Varia secondo il grado raggiunto e deriva da quelli dei muratori operativi medievali.

Guanti

Guanti bianchi che vengono indossati obbligatoriamente durante le sedute rituali e simboleggiano l’onore massonico.

Hiram

Mitico architetto e costruttore del Tempio di Salomone.

Iniziazione

Cerimonia con la quale il profano diventa massone.

Iniziato

Colui che ha superato il rito d’iniziazione massonica. Viene usato anche come sinonimo di massone.

Installazione

Rituale con il quale il Maestro Venerabile, dopo la sua elezione, assume la carica. Riferita a una loggia è sinonimo di creazione di una loggia.

Istituzione

Sinonimo di massoneria.

Labaro

Stendardo distintivo di una loggia.

Latomismo

Sinonimo di massoneria.

Lavori architettonici

Termine, d’origine medievale, che indica i lavori che si svolgono nelle logge massoniche.

Libera muratoria

Sinonimo di massoneria.

Libro sacro

Libro, nei paesi occidentali la Bibbia, su cui si posano la Squadra e il Compasso incrociati.

Loggia

Luogo dove i massoni si riuniscono. Indica anche un gruppo di almeno sette massoni, con i gradi dal primo al terzo, che costituiscono  l’unità di base di una organizzazione massonica.

Luci

Termine con il quale si indicano il Maestro Venerabile, il Primo Sorvegliante e il Secondo Sorvegliante.

Maestro

Terzo e ultimo grado della massoneria simbolica. Grado indispensabile per accedere ai Riti massonici.

Maestro venerabile

Massima carica all’interno di una loggia. Presiede e governa una loggia e viene eletto ogni anno in camera di mezzo.

Maestro delle cerimonie

Massone incaricato alla osservanza del cerimoniale utilizzato nei rituali.

Maglietto

Attrezzo, di origine muratoria, che simboleggia il comando. Durante i lavori di loggia ne sono fornite le Luci.

Membro onorario

Titolo onorifico concesso da una loggia a un fratello particolarmente meritevole. I membri onorari non partecipano abitualmente ai lavori della loggia.

Officina

Sinonimo di loggia.

Oratore

Dignitario di loggia che è responsabile della legge massonica.

Obbedienza

Termine con il quale si indica un organismo massonico a livello nazionale.

Ordine

Sinonimo di Obbedienza, Oriente.

Oriente

Sinonimo di Obbedienza, Ordine.

Oriente eterno

Termine per indicare la morte di un massone. Quando un massone muore si dice che è passato “all’oriente eterno”.

Parole sacre e di passo

Parole convenzionali che vengono pronunciate durante i lavori rituali.

Piedilista

Elenco degli appartenenti ad una loggia.

Profano

Termine che indica colui che non è stato iniziato.

Quadro di loggia

Dipinto o disegno che raffigura i simboli massonici distintivi di ogni grado.

Recipiendario

Profano che sta per essere iniziato. Sinonimo di neofita.

Riconoscimento

Instaurazione di regolari rapporti tra obbedienze massoniche.

Rito

Organismo massonico che amministra i gradi superiori al terzo.

Sacco delle proposte

Sacco di tela nera che viene fatto circolare tra le colonne e serve per raccogliere proposte e richieste d’aiuto.

Segni

Gesti usati durante le sedute rituali che variano secondo il grado raggiunto.

Segretario

Dignitario di loggia che è responsabile della parte amministrativa di una loggia. Ha anche il compito di redigere e conservare i verbali delle sedute.

Sonno

Massone non più attivamente partecipante ai lavori di loggia. Durante “l’assonnamento” il massone perde i suoi diritti però mantiene la sua qualità di iniziato e può richiedere di essere riammesso. In particolari situazioni storiche, quando la massoneria viene messa fuorilegge, una intera obbedienza può entrare in sonno.

Sorveglianti

Esistono il Primo e il Secondo Sorvegliante. Entrambi sono dignitari di loggia e loro funzione è coadiuvare il Maestro Venerabile nei lavori di Loggia.

Spada fiammeggiante

Spada con lama sinusoidale che rappresenta il simbolo del potere iniziatico del Maestro Venerabile. Viene utilizzata durante le iniziazioni e nei passaggi di grado.

Squadra

Attrezzo, di origine muratoria, che incrociata con il compasso forma il più noto simbolo massonico. Allegoricamente rappresenta l’equilibrio e rettitudine

Sulla spada

Procedura, oggi proibita nel Grande Oriente d’Italia, con la quale il Gran Maestro inizia un profano senza utilizzare il rituale d’iniziazione.

Supremo Consiglio

Organo amministrativo che governa il RSAA.

Supremo Maglietto

Sinonimo di Gran Maestro

Tavola

Termine che deriva da “tavola da disegno” sulla quale  venivano tracciati schizzi e progetti per costruire. In massoneria speculativa indica il testo di un intervento o il verbale di una riunione di loggia (tavola architettonica)

Tavola d’accusa

Denuncia al tribunale massonico.

Tempio

Locale dove vengono svolte le cerimonie rituali massoniche

Tenuta

Riunione rituale di massoni in un tempio. Se la riunione è aperta ai profani si dice bianca e i membri della loggia non indossano nessun paramento massonico.

Tesoriere

Dignitario responsabile delle finanze di una loggia autorizzato a raccogliere le capitazioni.

Terzo grado

Grado di Maestro.

Tornata

Riunione di una loggia. Può essere rituale se si svolge all’interno di un Tempio massonico; bianca se svolta non ritualmente e fuori dal Tempio.

Triangolo

Gruppo di massoni che non può trasformarsi in loggia perché formato da meno di sette fratelli. Struttura massonica riconosciuta da una obbedienza e particolarmente diffusa nei piccoli centri.

Tronco della vedova

Sacco che viene fatto circolare tra le colonne al termine di una tornata rituale e serve per raccogliere offerte in denaro da destinare in beneficenza.

Ufficiali

Incarichi minori all’interno di una loggia  (Copritore interno ed esterno, Maestro delle cerimonie, primo e secondo diacono, elemosiniere, etc.)

Valle

Entità geografica in cui si suddivide amministrativamente una obbedienza massonica.

Venerabile

Abbreviazione di Maestro Venerabile.

V.I.T.R.I.O.L.

Acronimo della frase di origine alchemica “Visita Interiora Terrae Rectificandoque Invenies Occultum Lapidem”. Campeggia nella Camera di riflessione.

Volta stellata

Soffitto di un tempio massonico che riproduce il cielo nel giorno del Solstizio d’estate. Simbolicamente rappresenta la costruzione del Tempio non ancora finita a simboleggiare che i lavori del Tempio interiore per un massone non finiscono mai.

Volta d’acciaio

Omaggio reso in tempio a un visitatore illustre dai membri della loggia che allineati su due file incrociano le spade e formano una volta sotto la quale passa il visitatore

Quali sono i doveri di un Massone e obblighi che deve osservare.

Quali sono i doveri di un Massone e obblighi che deve osservare.

Quali sono i doveri di un Massone e obblighi che deve osservare

I Doveri di un Massone sono ottenuti dagli antichi documenti delle Logge massoniche di oltremare, e di quelle di Inghilterra, Scozia e Irlanda, per l’uso delle Logge di Londra: questi doveri devono essere letti ad ogni fratello iniziato alla massoneria, oppure quando il Maestro Venerabile lo ritiene necessario.

I TITOLI GENERALI

I. Di Dio e della Religione

II. Del Magistrato civile supremo e subordinato

III. Delle Logge

V. Dei Maestri, Sorveglianti, Compagni e Apprendisti

V. Della condotta dell’Arte nel lavoro

VI. Del comportamento

1. Nella Loggia allorché costituita

2. Dopo che la Loggia è chiusa e i Fratelli non sono usciti.

3. Quando i Fratelli s’incontrano senza estranei, ma non in una Loggia.

4. In presenza di estranei non massoni

5. In casa e nelle vicinanze

6. Verso un Fratello straniero riguardante Dio e la religione

Un massone è tenuto per la sua condizione a obbedire alla legge morale; e se intende rettamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso.

Ma sebbene nei tempi antichi i Massoni fossero obbligati in ogni Paese ad essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi peraltro si reputa più appropriato obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando loro le loro particolari opinioni; ossia essere uomini buoni e sinceri o uomini di onore ed onestà, quali che siano le denominazioni o le persuasioni che li possono distinguere; per cui la Massoneria diviene il Centro di Unione, e il mezzo per conciliare sincera amicizia fra persone che sarebbero rimaste perpetuamente distanti.

 II

Del magistrato civile supremo e subordinato

Un Massone è un pacifico suddito dei Poteri Civili, ovunque egli risieda o lavori e non deve essere mai coinvolto in complotti e cospirazioni contro la pace e il benessere della Nazione, né condursi indebitamente verso i Magistrati inferiori; poiché la Massoneria è stata sempre danneggiata da guerre, massacri e disordini, così gli antichi Re e Principi sono stati assai disposti ad incoraggiare gli uomini dell’Arte, a causa della loro tranquillità e lealtà; per cui essi praticamente risposero ai cavilli dei loro avversari e promossero l’onore della fraternità che sempre fiorì nei tempi di pace.

Cosicché se un Fratello Massone divenisse un ribelle contro lo Stato, non deve essere favorito nella sua ribellione ma piuttosto compianto come uomo infelice; e, se non convinto di altro delitto, sebbene la leale Fratellanza possa e debba sconfessare la sua ribellione e non dare ombra o base per la gelosia politica del governo in essere, egli non può venire espulso dalla Massoneria ed il suo vincolo rimane irrevocabile.

III

Delle Logge Massoniche

Una loggia è un luogo dove i Massoni si raccolgono e operano; per cui tale assemblea, o debitamente organizzata società di Fratelli Liberi Muratori, è chiamata una Loggia, e ogni fratello deve appartenere ad una ed essere soggetto alle sue norme e ai regolamenti generali. Essa è particolare o generale e ciò si comprenderà meglio frequentandola e mediante i regolamenti inerenti della Loggia generale o Gran Loggia. Nei tempi antichi, né Maestro né Compagno poteva esservi assente, specialmente quando convocato a comparirvi, senza incorrerre in severa censura, salvo che non risultasse al Maestro e ai Sorveglianti che forza maggiore lo aveva impedito. Le persone ammesse come membri di una Loggia devono essere uomini buoni e sinceri, nati liberi e di età matura e discreta, non schiavi, non donne, non uomini immorali o scandalosi, ma di buona reputazione.

IV

Dei maestri, sorveglianti, compagni e apprendisti

Tutte le preferenze fra i Massoni sono fondate soltanto sul valore reale e sul merito personale: che così i committenti siano serviti bene, che i Fratelli non debbano vergognarsi né che l’Arte Reale venga disprezzata: Perciò nessun Maestro o Sorvegliante sia scelto per anzianità ma per il suo merito.

È impossibile descrivere tali cose per iscritto e ogni Fratello deve stare al suo posto e addestrarsi in una via peculiare a questa Fraternità: i candidati possono sapere soltanto che nessun Maestro può assumere un Apprendista se non ha bastevole occupazione per lui, se non è un giovane perfetto, non avente nel suo corpo mutilazioni o difetti che lo possano rendere incapace di apprendere l’Arte, di servire il committente del Maestro e di essere creato Fratello e poi a tempo debito Compagno d’Arte, quando egli abbia servito un termine di anni quale comporta il costume del Paese; e che egli discenda da genitori onesti; che così, se altrimenti qualificato, egli possa accedere all’onore di essere il Sorvegliante e poi li Maestro della Loggia, il Gran Sorvegliante ed anche il Gran Maestro di tutte le Logge, secondo il suo merito.

Nessun Fratello può essere Sorvegliante se non ha svolto il ruolo di Compagno d’Arte, né Maestro se non ha funzionato da Sorvegliante, nè Grande Sorvegliante se non è stato Maestro di una Loggia, né Gran Maestro se non è stato Compagno d’Arte prima della sua elezione, essendo anche di nobile nascita o gentiluomo delle più elevate maniere o eminente studioso od originale architetto o altro artista, discendente da genitori onesti e che sia di merito singolarmente grande nella opinione delle Logge.

E per il migliore, più agevole e più onorevole adempimento di tale ufficio, il Gran Maestro ha il potere di scegliere il suo proprio Deputato Gran Maestro che deve essere, o essere stato precedentemente, il Maestro di una Loggia particolare, ed ha il privilegio di agire come può agire il Gran Maestro, suo principale, a meno che il detto principale sia presente o interponga la sua autorità con una lettera. Questi Ordinatori o Governatori, supremi e subordinati, dell’antica Loggia, devono essere obbediti nei loro rispettivi ambiti da tutti i Fratelli, secondo gli antichi doveri e regolamenti, con tutta umiltà, reverenza, amore e alacrità.

V

Della condotta dell’arte nel lavoro

Tutti i Massoni devono lavorare onestamente nei giorni di lavoro, onde possano vivere decorosamente ne i giorni di festa; e il tempo stabilito dalla legge del paese, o confermato dal costume, deve essere osservato. Il più esperto dei Compagni d’Arte deve essere scelto o nominato Maestro, o sovraintendente del lavoro del committente; deve essere chiamato Maestro da coloro che lavorano sotto di lui. Gli uomini dell ‘Arte devono evitare ogni cattivo linguaggio e non chiamarsi fra loro con alcun nome spregevole ma Fratello o Compagno; ed essere cortesi fra loro sia dentro che fuori dalla Loggia.

Il Maestro Massone, conscio della sua abilità, condurrà il lavoro del committente nel modo più ragionevole e lealmente impiegherà le sostanze di questi come se fossero le sue proprie; né darà ad alcun Fratello o Apprendista un salario superiore a quanto realmente merita. Sia il Maestro che i Massoni riceventi il loro giusto salario devono essere fedeli al committente ed onestamente compiere il suo lavoro, sia a misura che a giornata; non debbono lavorare a misura quando è ancora usanza lavorare a giornata. Nessuno deve manifestare invidia per la prosperità di un Fratello, né soppiantarlo o fargli togliere il suo lavoro se egli è capace di compierlo; nessuno può finire il lavoro di un altro per l’utile del committente, se non ha piena coscienza dei progetti e dei disegni di colui che l’ha cominciato.

Quando un Compagno dell’Arte è scelto come Sorvegliante del lavoro sotto il Maestro, egli deve essere leale sia col Maestro che coi Compagni, deve accuratamente sorvegliare il lavoro nell’assenza del Maestro a beneficio del committente; ed i Fratelli devono obbedirgli. Tutti i Massoni impiegati riceveranno il loro salario docilmente, senza mormorazioni e senza ribellioni, e non lasciare il Maestro fino a che il lavoro sia compiuto. Un Fratello più giovane deve venire istruito nel lavoro per impedire che sprechi materiale per inesperienza e perché si ingrandisca e si mantenga nell’amore fraterno. Tutti gli arnesi usati nel lavoro devono essere approvati dalla Gran Loggia. Nessun lavorante deve essere adibito a lavori propri della Muratoria, né i Liberi Muratori potranno mai lavorare con coloro che sono non liberi, senza una urgente necessità; né essi possono insegnare ai lavoranti e ai Muratori non accettati, come devono insegnare a un Fratello o Compagno.

VI

Del Comportamento, ossia

1. Nella Loggia allorché costituita non dovete formare comitati particolari o separate conversazioni senza l’assenso del Maestro, non trattare di alcuna cosa inopportuna o sconveniente, non interrompere il Maestro o i Sorveglianti, o alcun Fratello che parla col Maestro: Non occuparvi di cose ridicole o scherzose mentre la Loggia è impegnata in altre serie e solenni; non usare alcun linguaggio sconveniente sotto alcun pretesto; ma rivolgere la dovuta riverenza al vostro Maestro, ai Sorveglianti, ai Compagni e inducendo questi al rispetto.

Se qualsiasi accusa fosse promossa, il Fratello trovato colpevole deve accettare il giudizio e la decisione della Loggia, che è giudice idoneo e competente di tutte queste controversie (a meno che non portiate appello alla Gran Loggia) e davanti alla quale devono essere portate, a meno che un lavoro del committente non debba venire interrotto, nel qual caso ci si dovrà regolare opportunamente; ma non dovete andare in giudizio per quanto concerne la Muratoria, senza assoluta necessità riconosciuta dalla Loggia.

 

2. Comportamento quando la Loggia è chiusa ed i Fratelli Massoni non sono usciti

Potete divertirvi con innocente allegria, trattandovi l’un l’altro a vostro talento, ma evitando ogni eccesso, o di spingere alcun Fratello a mangiare o bere oltre la sua inclinazione o di impedirgli di andare quando le circostanze lo chiamano, o di fare o dire cose offensive e che possono impedire una facile e libera conversazione; poiché questo turberebbe la nostra armonia e vanificherebbe i nostri lodevoli propositi.

Perciò né ripicche o questioni personali possono essere introdotte entro la porta della Loggia, ancor meno qualsiasi questione inerente la Religione o le Nazioni o la politica dello Stato, noi essendo soltanto, come Massoni, della summenzionata Religione Universale; noi siamo inoltre di tutte le Nazioni, Lingue, Discendenze e Idiomi e siamo avversi a tutte le politiche, come a quanto non ha mai portato al benessere della Loggia né potrebbe portarlo mai. Questo dovere è stato sempre strettamente posseduto e osservato; ma specialmente dal tempo della Riforma in Britannia, o il dissenso e la secessione di tali nazioni dalla Comunione di Roma.

3. Comportamento quando i Fratelli si incontrano senza estranei ma non in una Loggia costituita

Vi dovete salutare l’un l’altro in modo cortese, come siete stati istruiti, chiamandovi Fratello l’un l’altro, liberamente fornendovi scambievoli istruzioni che possano essere utili, senza essere visti o uditi, e senza prevalere l’un sull’altro o venendo meno al rispetto dovuto ad ogni Fratello, come se non fosse Massone. Per quanto tutti i Massoni siano, come Fratelli, allo stesso livello, pure la Massoneria non toglie ad un uomo quell’onore di cui godeva prima; piuttosto aumenta tale onore, specialmente se egli avrà benemeritato della Fratellanza si deve onore a colui cui è dovuto, ed evitare le cattive maniere.

4. Comportamento in presenza di estranei non Massoni.

Sarete cauti nelle vostre parole e nel vostro portamento affinché l’estraneo più accorto non possa scoprire o trovare quanto non è conveniente che apprenda; e talvolta dovrete sviare un discorso e manipolarlo prudentemente per l’onore della rispettabile Fratellanza.

5. Comportamento in casa e nelle vicinanze

Dovete agire come si conviene a uomo morale e saggio; particolarmente non lasciate che la vostra famiglia, amici e vicini conoscano quanto riguarda la Loggia, ecc. ma saggiamente tutelate l’onore vostro e quello dell’antica Fratellanza, per ragioni da non menzionare qui.

Voi dovete anche tutelare la vostra salute non intrattenendovi troppo a lungo o troppo lontano da casa, dopo che le ore di Loggia sono passate; ed evitando la ghiottoneria e l’ubriachezza, affinché le vostre famiglie non siano trascurate od offese, né voi inabilitati a lavorare.

6. Comportamento verso un Fratello straniero

Lo esaminerete cautamente, conducendovi secondo un metodo di prudenza affinché non siate ingannati da un ignorante falso pretendente, che dovrete respingere con disprezzo e derisione) guardandovi dal fargli alcun segno di riconoscimento.

Ma se accertate che egli è un vero e genuino Fratello, dovete rispettarlo di conseguenza; e se egli è in bisogno, dovete aiutarlo se potete, oppure indirizzarlo dove possa venire aiutato: Dovete occuparlo per qualche giornata di lavoro oppure raccomandarlo perché venga occupato.

Ma non siete obbligato a fare oltre la vostra possibilità, soltanto a preferire un Fratello povero, che è un uomo buono e sincero, prima di qualsiasi altra persona povera nelle stesse circostanze. Finalmente, tutti questi doveri voi dovete osservare ed anche quelli che vi saranno comunicati per altra via; coltivando l’amore fraterno, la pietra di fondazione e di volta, il cemento e la gloria di questa antica Fratellanza, evitando tutte le dispute e questioni, tutte le maldicenze e calunnie, non consentendo agli altri di diffamare qualsiasi onesto Fratello, ma difendendo il suo carattere e dedicandogli i migliori uffici per quanto consentito dal vostro onore e sicurezza e non oltre. E se qualcuno vi fa ingiuria, dovete rivolgervi alla vostra o alla sua Loggia e, dopo, appellarvi alla Gran Loggia nelle assemblee trimestrali e quindi alla Gran Loggia annuale, come è stato l’antico lodevole costume dei nostri antenati in ogni Nazione; non dovete intraprendere un processo legale a meno che il caso non possa venire risolto in altro modo e pazientemente affidatevi all’onesto e amichevole consiglio del Maestro e dei Compagni, allorché essi vogliono evitare che voi compariate in giudizio contro estranei e vi esortano ad eccelerare il corso della giustizia, che cosi farete meglio l’interesse della Massoneria con migliore alacrità e successo; ma, rispetto a Compagni o Fratelli in giudizio, il Maestro e i Fratelli dovranno gentilmente offrire la loro mediazione, che a loro deve essere con riconoscenza affidata dai Fratelli contendenti; e se tale sottomissione è impraticabile, questi potranno condurre il loro processo o causa, senza animosità e senza collera (non nel modo comune), facendo, od omettendo quanto possa compromettere l’amore fraterno, e buoni uffici devono essere rinnovati e continuati; che tutti possano vedere la benefica influenza della Massoneria, come tutti i veri Massoni hanno fatto dal principio del mondo e faranno fino alla fine del tempo.

Amen, così sia.

Rituale del Secondo Grado in Massoneria il passaggio di Grado da Apprendista Libero Muratore a compagno D’Arte i toccamenti la parola segreta e la parola di passo

Rituale del Secondo Grado in Massoneria il passaggio di Grado da Apprendista Libero Muratore a compagno D’Arte i toccamenti la parola segreta e la parola di passo

Rituale del Secondo Grado in Massoneria il passaggio di Grado da Apprendista Libero Muratore a compagno D’Arte i toccamenti la parola segreta e la parola di passo

Dottrina per il Grado di Compagno d’Arte

Decorazione

Rispetto al Grado di Apprendista, se non vi sono Lavori di Iniziazione, è sufficiente che vi sia la Stella Fiammeggiante all’Oriente, l’Ara di Lavoro con ai lati due luci ulteriori, disposte ai due lati dell’Altare, rispetto a quelle del M. Ven., del 1° e del 2° Sorv.

Il quadro di Loggia è diverso da quello di Apprendista e viene sostituito ad esso a richiesta del M. Ven., dal M. delle Cer. che provvederà anche all’aggiunta degli altri Simboli.

I Diaconi lasciano i loro posti e rientrano fra le Colonne.

Età – cinque anni.

Ora di apertura dei lavori – Mezzogiorno.

Ora di chiusura dei lavori – Mezzanotte.

Batteria – *** **

Applauso – ** *, ** *, ** *

Parola Sacra – Jachin.

Parola di Passo – Shibbolet.

Ordine

Stando in piedi, portare sul cuore la mano destra semi aperta in forma di artiglio, il pollice alzato formante squadra. Alzare all’altezza della spalla sinistra la mano sinistra aperta, la palma in avanti e le dita unite.

Piedi a squadra 90°.

Segno

Stando all’Ordine, abbassare la mano sinistra lungo il corpo, ritirando la mano destra verso il fianco destro e, successivamente, lasciandola cadere lungo il corpo con il braccio allungato.

Passi

Stando all’Ordine d’Apprendista, fare i primi tre passi da Apprendista; passare all’Ordine di Compagno, eseguire due passi obliqui: il primo a destra partendo con il piede destro e riunendo il sinistro a squadra a 90°, il secondo a sinistra riunendo il destro a squadra a 90°.

Toccamento

Porre il pollice della propria destra tra il medio e l’anulare della mano destra del Fratello il quale, a sua volta, poggia l’unghia del pollice destro sulla prima falange del medio del primo Fratello, battendo leggermente cinque colpi. Il toccamento richiede la parola di passo.

Apertura dei Lavori

M. Ven. Fratelli, dobbiamo elevare questa Loggia al Grado di Compagno d’Arte. Fr. M.d.C., accompagnate i Fratelli Apprendisti fuori del Tempio, avvertendoli di attendere la ripresa dei Lavori nel loro Grado.

Il M.d.C. esegue.

M. Ven. Fr. M.d.C., provvedete a decorare il Tempio come è dovuto per il Secondo Grado.

Il M.d.C. esegue.

M. Ven. (*)

1° Sorv. (*)

M. Ven. Fratelli, assistetemi ad aprire i Lavori in Grado di Compagno Libero Muratore.

Fratello 1° Sorv., il Tempio è debitamente coperto?

1° Sorv. I Fratelli Apprendisti hanno lasciato l’Officina, M. Ven.

M. Ven. Fr. 1° Sorv., qual è la vostra età muratoria nel grado di Compagno Libero Muratore?

1° Sorv. Cinque anni, M. Ven.

M. Ven. Fr. 1° Sorv., a che ora i Compagni Liberi Muratori hanno consuetudine di aprire i Lavori?

1° Sorv. A Mezzogiorno, M. Ven., e quest’ora è giunta.

M. Ven. Fr. 1° Sorv., qual è il vostro primo dovere in questo Grado?

1° Sorv. Assicurarsi che tutti i presenti siano Compagni Liberi Muratori.

M. Ven. Fratelli, in piedi e all’Ordine.

Il 1° Sorv., senza lasciare il proprio posto, verifica la posizione dei Fratelli.

1° Sorv. M. Ven., dai segni che danno, riconosco i Fratelli delle due Colonne come Compagni Liberi Muratori.

Il M. Ven. si alza e con lui, se ve ne sono, i Fratelli all’Oriente, che si pongono all’Ordine.

M. Ven. Riconosco il Grado di Compagno ai Fratelli che siedono all’Oriente. Fratelli, sedete. Fr. 1° Sorv., che cosa distingue il

Fr. Compagno dal Fr. Apprendista?

1° Sorv. Il Fr. Apprendista lavora sotto il simbolo della Perpendicolare; il Fr. Compagno lavora sotto il simbolo della Livella.

M. Ven. In qual modo il Fr. Apprendista può passare dalla Perpendicolare alla Livella?

1° Sorv. Imparando a sgrossare la Pietra Grezza e salendo una scala diritta di tre gradini.

M. Ven. Fratelli Compagni, possiamo aprire i nostri Geometrici Lavori. In piedi e all’Ordine.

Il 1° Sorv. si reca accompagnato dal M.d.C. all’Altare, dispone Squadra e Compasso in Grado di Compagno e ritorna al suo posto.

M. Ven. Alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo, in nome della Massoneria Universale, sotto gli auspici del Grande Oriente d’Italia, Palazzo Giustiniani, per i poteri a me conferiti, dichiaro aperti i Lavori in Grado di Compagno d’Arte di questa Risp. Loggia … n. … all’Oriente di ….

A me, Fratelli, per il Segno … e per la Batteria *** **.

Fratelli, sedete.

Prego il Fratello Segretario di leggere la Tavola Architettonica tracciata nella precedente Tornata.

Il Segretario legge la Tavola della Tornata precedente.

M. Ven. Fr. 1° Sorv., avvertite le due Colonne che concedo la parola ai Fratelli che volessero fare osservazioni o chiedere chiarimenti sulla Tavola ora letta.

1° Sorv. Fratelli delle due Colonne, il M. Ven. concede la parola a coloro che volessero fare osservazioni o chiedere chiarimenti sulla Tavola ora letta.

I Fratelli chiedono la parola secondo la prassi.

Terminati gli interventi.

1° Sorv. M. Ven., le Colonne tacciono.

M. Ven. Fr. Oratore, vi prego di darci le vostre conclusioni.

Orat. Propongo che la Tavola venga posta ai voti per l’approvazione.

M. Ven. I Fratelli che approvano la Tavola alzino la mano al colpo del mio Maglietto * *.

Rivolgendosi al Segretario. La Tavola è approvata all’unanimità oppure: a maggioranza.

Il M.d.C. porta al M. Ven. e successivamente all’Oratore la Tavola per la firma; poi la riconsegna al Segretario che vi appone la propria.

Iniziazione

Durante il Rito di Iniziazione, la Stella Fiammeggiante viene accesa soltanto al momento prescritto dal Rituale.

Sull’Ara del Lavoro sono disposti i seguenti utensili: REGOLO – MAGLIETTO – SCALPELLO – LEVA – COMPASSO – SQUADRA – LIVELLA – CAZZUOLA.

Ad Occidente vi è un quadro con la scritta: VISTA – UDITO – OLFATTO – GUSTO – TATTO.

Ad Oriente un quadro con la scritta: GRAMMATICA – GEOMETRIA – FILOSOFIA – POESIA – MUSICA.

A Meridione un quadro con la scritta: EGIZIO – ELLENICO – ETRUSCO – ROMANICO – GOTICO.

A Settentrione un quadro con la scritta: MOSÈ – PLATONE – ERMETE TRISMEGISTO – PITAGORA – PARACELSO.

M. Ven. Fr. M.d.C., completate la decorazione del Tempio e predisponetelo per il Rito di Iniziazione.

Il M.d.C. esegue secondo quanto esposto nelle istruzioni. Nel frattempo l’Apprendista attende fuori del Tempio, nella sala dei passi perduti; ha il Grembiule con la bavetta rialzata.

M. Ven. Fr. Esp., compite quanto è prescritto.

L’Esp. munitosi di un Regolo di 24″ pollici inglesi – cm. 61 – esce dal Tempio e si reca dall’Apprendista; gli consegna il Regolo, che l’Iniziando dovrà portare come uno strumento di Lavoro appoggiato sulla spalla sinistra, e gli fa bussare alla porta del Tempio con i colpi da Apprendista.

1° Sorv. M. Ven., qualcuno batte da Apprendista alla porta del Tempio.

M. Ven. Guardate chi batte in tal modo.

1° Sorv. Fr. Copr., guardate chi batte in tal modo.

Il Copr. socchiude la porta, osserva e richiude; quindi riferisce sottovoce al 1° Sorv.

1° Sorv. M. Ven., è un Libero Muratore condotto dal Fr. Esp. che chiede di passare dalla Perpendicolare alla Livella.

M. Ven. Ditemi chi è, la sua età, il suo mestiere, il suo domicilio.

1° Sorv. M. Ven., il Libero Muratore presentato dal Fr. Esp. si chiama …, ha tre anni, è operaio Apprendista di questa Officina.

M. Ven. Fr. 2° Sorv., voi che sovrintendete alla Colonna del Settentrione, conoscete questo Apprendista? Siete contento del suo Lavoro?

2° Sorv. Si, M. Ven.

M. Ven. Fratelli, se consentite che sia aumentato il salario a questo Apprendista, mostratelo al colpo del mio Maglietto (*).

I Fratelli, in segno di approvazione, alzano la mano sinistra all’altezza della spalla, lasciandola quindi ricadere sul ginocchio).

M. Ven. Fate entrare l’Apprendista.

Il Copr. apre e fa entrare l’Esp. con l’Iniziando.

M. Ven. Fr. Esp., trattenete l’Apprendista tra le Colonne.

Carissimo Fr. Apprendista, i Compagni d’Arte acconsentono ad accordarvi l’aumento di salario che sollecitate, ma prima di procedere al Rito desiderano rendersi conto se, col Lavoro e con lo zelo, lo avete meritato…

Carissimo Fr. Apprendista, se avete riflettuto sui Simboli del vostro Grado, vi sarà meno difficile comprendere il significato di quanto vedrete fra poco. Con l’Iniziazione vi è stata aperta la via della nostra Arte. Ora, come il mitico Ercole, siete fermo tra le Colonne che rappresentano la Forza e la Bellezza; riflettete sul significato di questa allegoria.

Pausa

Finora, i simbolici strumenti del Lavoro Muratorio vi sono serviti per lavorare la Pietra Grezza della mentalità profana.

D’ora in avanti, dovrete alimentare una conoscenza più sottile: alla Forza dell’Intelletto dovrete aggiungere la Bellezza dell’Immaginazione perché possa suscitarsi, in voi, l’Intuizione che trascende il Raziocinio. Ciò vien detto, in linguaggio muratorio, «passare dalla Perpendicolare alla Livella», cioè dall’Attività – simboleggiata dal filo a piombo (verticale) – alla Passività – simboleggiata dalla livella (orizzontale) – per integrare tra loro queste due forze che determinano ogni manifestazione, trascenderle e raggiungere, attraverso la loro confluenza, un perfetto equilibrio.

Ed ora, carissimo Fratello, per giungere al Grado che chiedete, dovrete compiere cinque viaggi.

Fr. Esp., consegnate all’Apprendista un Maglietto e uno Scalpello e guidatelo nel primo viaggio.

L’Esp. toglie all’Apprendista il Regolo, che depone sull’Ara e gli mette nella destra un Maglietto e nella sinistra uno Scalpello. Quindi gli fa compiere un giro della Loggia; passando per il Meridione, lo conduce davanti al quadro posto ad Occidente e lo invita a leggere ad alta voce quanto vi è scritto.

Successivamente lo riaccompagna Fra le Colonne.

1° Sorv. M. Ven., l’Apprendista ha compiuto il primo viaggio.

L’Esp. toglie gli utensili all’Apprendista e li depone sull’Ara.

M. Ven. Carissimo Fr., questo primo viaggio rappresenta il primo grado di realizzazione del Neofita. Il suo simbolismo si condensa nel Maglietto e nello Scalpello. Lo Scalpello rappresenta la Ragione intesa come Potenza Esecutrice intelligente della Volontà che è, a sua volta, simboleggiata dal Maglietto. Fino a questo momento, infatti, i vostri sforzi sono stati diretti a sgrossare la Pietra Grezza. Ora, con l’abilità acquisita, dovete imparare a levigarla in modo che si inserisca perfettamente nell’Edificio che siamo chiamati a costruire.

Vi abbiamo indicato come primo oggetto di studio i cinque sensi; e voi siete già troppo istruito nel linguaggio figurato della Libera Muratoria perché sia necessario insistere sul loro significato allegorico.

Del resto, divenendo Compagno d’Arte, comprenderete ancor meglio che un Libero Muratore deve sempre cercare d’intuire quanto si cela dietro il velo del linguaggio simbolico.

I sensi sono strumenti che uniscono il mondo esterno al nostro «io» più intimo: imparate dunque a distinguere quanto, nei loro messaggi, sia verità e quanto sia illusione.

Ed ora, Fr. Esp., consegnate al Candidato un Regolo e un Compasso, e accompagnatelo nel secondo viaggio.

L’Esp. consegna al Candidato un Regolo nella mano destra e un Compasso nella sinistra, poi lo accompagna davanti al quadro posto a Meridione e lo invita a leggere, ad alta voce, quanto vi è scritto. Quindi riconduce il Candidato tra le Colonne, ritira gli utensili e li depone sull’Ara.

1° Sorv. M. Ven., l’Apprendista ha compiuto il secondo viaggio.

M. Ven. Carissimo Fr., questo secondo viaggio rappresenta il secondo grado di realizzazione: gli strumenti che avete portato su di voi dovrebbero farvene comprendere la sintesi.

Il Compasso, con la sua apertura variabile, esprime la possibilità di accrescere l’apertura della propria mente nella conoscenza di se stesso e dell’Universo; il Regolo ci insegna la rettitudine e la misura.

Pausa.

Poco fa vi abbiamo ricordato i principali ordini architettonici: essi, con diverse forme, adempiono un’unica funzione; per questo, in questo luogo, rappresentano l’unicità sostanziale, anche se espressa in maniere diverse, della Tradizione Iniziatica.

Ed ora, carissimo Fr., date al Fr. Esp. il Toccamento da Apprendista.

Il Candidato esegue.

Esp. M. Ven., il Toccamento è giusto.

M. Ven. Fr. Esp., consegnate al Candidato un Regolo e una Cazzuola e accompagnatelo nel terzo viaggio.

L’Esp. consegna al Candidato un Regolo nella mano sinistra e una Cazzuola nella mano destra, poi conduce il Candidato all’Oriente; gli fa leggere ad alta voce quanto sta scritto sul quadro, quindi lo riconduce fra le Colonne; ritira gli utensili e li depone sull’Ara.

1° Sorv. M. Ven., il terzo viaggio dell’Apprendista è compiuto.

M. Ven. Questo terzo viaggio rappresenta il terzo grado di realizzazione. Sapete già che il Regolo simboleggia la rettitudine e la misura; la Cazzuola è lo strumento occorrente per stendere la calcina che assicura il collegamento tra gli elementi dell’edificio. Essa simboleggia il Lavoro che, non più individuale com’era quello di sgrossamento dell’Apprendista, il Compagno deve compiere per inserirsi attivamente nell’opera collettiva dell’Officina.

Le Arti Liberali delle quali avete letto i nomi suggeriscono che la mente deve indagare liberamente in ogni campo della conoscenza, evitando qualsiasi dogmatismo limitatore.

Ed ora, carissimo Fr., datemi la Parola Sacra di Apprendista.

Cand. Non so né leggere né scrivere, so solo compitare. Datemi la prima lettera e io vi darò la seconda.

Si esegue.

M. Ven. Fr. Esp., consegnate una Squadra e un Regolo al Candidato e conducetelo nel quarto viaggio.

L’Esp. pone la Squadra nella sinistra e il Regolo nella mano destra del Candidato, poi gli fa compiere il viaggio conducendolo a Settentrione e facendogli leggere ad alta voce quanto è scritto sul quadro. Riconduce il Candidato fra le Colonne; ritira gli utensili e li depone sull’Ara.

1° Sorv. M. Ven., il quarto viaggio dell’Apprendista è terminato.

M. Ven. Carissimo Fr., il quarto viaggio rappresenta il quarto grado di realizzazione, nel quale dovete applicare le conoscenze acquisite, sia nel lavoro individuale – che non ha mai termine – sia in quello collettivo, al bene della società. Vi sono stati affidati il Regolo, di cui vi è già noto il significato, e la Squadra; questa, con i suoi bracci ad angolo retto, rappresenta l’incontro tra il Filo a Piombo e la Livella. La Squadra simboleggia, perciò, l’equilibrio che non dovrà mai mancarvi – insieme con la rettitudine e con la misura nell’adempiere l’ultimo lavoro che vi è assegnato in Grado di Compagno.

I nomi che avete letto, simboleggiano la continuità, attraverso i tempi, della Tradizione Iniziatica.

Fr. Esp., accompagnate il Candidato nel quinto viaggio.

L’Esp. esegue lasciando al Candidato le mani libere; quindi lo riconduce fra le Colonne.

1° Sorv. M. Ven., il quinto viaggio dell’Apprendista è terminato.

M. Ven. Carissimo Fr., avete compiuto il quinto viaggio con le mani libere, ma avete conservato il Grembiule; in avvenire lo porterete con la bavetta abbassata.

Ciò significa che il Lavoro del Compagno d’Arte è meno pesante di quello dell’Apprendista ma, pure, che è più impegnativo perché dovrà svolgersi in una sfera meno materiale: infatti, dopo aver appreso l’uso dei simbolici utensili, dovrete applicarvi al Lavoro soprattutto con l’intelletto e con l’intuizione.

Il M. Ven. accende i lumi del Pentalfa.

M. Ven. Davanti a voi si è accesa la Stella Fiammeggiante o Pentalfa dei Pitagorici. Nel suo centro campeggia la lettera G. Il significato di questi antichissimi simboli, caratteristici del Grado di Compagno, vi sarà spiegato a suo tempo. Intanto riflettete sul significato della posizione che hanno, sull’Altare, gli strumenti che vi sono noti: la Squadra e il Compasso. In tal modo potrete comprendere perché il Compasso non è sottoposto, come in Grado di Apprendista, ma incrociato alla Squadra.

Ed ora, Fr. Esp., fate eseguire al Candidato il suo ultimo Lavoro da Apprendista.

L’Esp. consegna un Maglietto al Candidato e lo conduce davanti alla Pietra Grezza sulla quale gli fa battere tre colpi da Apprendista. Poi lo riconduce fra le Colonne.

1° Sorv. M. Ven., l’Apprendista ha ultimato il suo Lavoro.

L’Esp. ha terminato il suo compito e, dopo aver deposto il Maglietto sull’Ara, affida il Candidato al M.d.C.

Il M. Ven. può incaricare l’Esp. di fungere da M.d.C.

M. Ven. Fr. M.d.C., fate avanzare il Candidato fino all’Ara del Lavoro con i passi da Compagno.

Il M.d.C. fa eseguire al Candidato, che è all’Ordine di Apprendista, i tre passi da Apprendista e poi i due passi da Compagno, in modo da farlo giungere davanti all’Ara del Lavoro.

M. Ven. Fratelli, in piedi e all’Ordine * *.

Carissimo Fr. Apprendista, posate la mano destra sull’Ara del Lavoro. Fratelli, si innalzi dai nostri cuori uniti un pensiero in onore del Lavoro, prima e suprema virtù muratoria…

Rivolgendosi all’Apprendista. Fratello, avvicinatevi all’Altare per prestare la Promessa Solenne.

Il M.d.C. fa inginocchiare il Candidato sul ginocchio sinistro, facendogli porre la mano sinistra sul Libro della Legge Sacra.

M. Ven. Fratello, ripetete con me:

Sul mio onore e in piena coscienza, prometto solennemente di non rivelare i segreti che mi verranno confidati né ai Fratelli Apprendisti né, tanto meno, ai profani.

Prometto solennemente di seguire le Costituzioni dell’Ordine e di consacrarmi con tutte le mie forze alla difesa dell’Umanità, alla diffusione dei principi massonici e alla loro applicazione in ogni settore della vita profana.

Dite: Lo prometto solennemente.

Fr. Segr., prendete atto della Promessa Solenne ora pronunciata.

Il M. Ven. scende dal Trono e pone sulla testa del Candidato la Spada Fiammeggiante.

M. Ven. Alla Gloria Del Grande Architetto Dell’Universo, in nome e sotto gli auspici del Grande Oriente d’Italia, Palazzo Giustiniani, per i poteri a me conferiti, ti ricevo e ti nomino Compagno d’Arte Libero Muratore (*** **)

Il M. Ven. batte cinque colpi di Maglietto sulla lama, secondo la cadenza della Batteria; fa alzare il Candidato e gli abbassa la bavetta del Grembiule.

M. Ven. D’ora in avanti porterete il Grembiule con la bavetta abbassata.

Il M. Ven. riprende posto sul Trono.

M. Ven. Fr. M.d.C., conducete il Compagno fra le Colonne.

Fratelli, sedete.

Compagno, d’ora in avanti lavorerete sulla Pietra Cubica e riceverete il salario della Colonna «J».

Questa prerogativa vi farà ricordare che, come Compagno, siete destinato a perfezionare il Lavoro abbozzato dagli Apprendisti; dovrete mettere tutto il vostro impegno, non solo nel correggere i difetti dei Fratelli meno illuminati di voi, ma anche nel coprirli col Grembiule della Tolleranza.

Fr. M.d.C. e Fr. Esp., conducete il Compagno … nella sala dei passi perduti e insegnategli l’Ordine, il Segno e il Toccamento; comunicategli la Parola Sacra e quella di Passo; mostrategli come procede un Compagno nel Tempio e come si unisce al coro dei Fratelli nella Batteria. Ad istruzione ultimata, che il Compagno bussi alla porta del Tempio con i colpi del suo Grado e si rechi successivamente dal 2° e dal 1° Sorv. per farsi riconoscere come Compagno d’Arte.

Il M. Ven. può concedere cinque minuti di ricreazione. I lavori saranno ripresi secondo la prassi ordinaria.

1° Sorv. M. Ven., il nuovo Compagno conosce l’Ordine, il Segno, il Toccamento e la Parola Sacra del suo Grado.

M. Ven. Fr. M.d.C. e Fr. Esp., conducete il Compagno alla Pietra Sgrossata e insegnategli a lavorarla.

L’Esp. consegna al Compagno un Maglietto e uno Scalpello e lo conduce alla Pietra Sgrossata sulla quale gli fa battere cinque colpi leggeri secondo la cadenza della Batteria; dopodiché lo riconduce fra le Colonne.

1° Sorv. M. Ven., il nuovo Compagno conosce il Lavoro che sarà chiamato a svolgere.

M. Ven. Fratelli, in piedi e all’Ordine!

Fratelli 1° e 2° Sorv., ciascuno di voi proclami alla propria Colonna così come faccio io all’Oriente, che il carissimo Fratello … è stato ricevuto come Compagno d’Arte in questa Risp. Loggia n. … costituita sotto il titolo distintivo … all’Oriente di … .

1° Sorv. Fratelli della Colonna del Meridione, vi informo che il M. Ven. ha proclamato il carissimo Fr. … Compagno d’Arte.

2° Sorv. Fratelli della Colonna del Settentrione, vi informo che il M Ven. ha proclamato il carissimo Fr. … Compagno d’Arte.

M. Ven. Plaudiamo, Fratelli, al Lavoro compiuto e dedichiamo una Batteria d’augurio al nuovo Compagno.

A me, Fratelli, per il Segno … e per la Batteria *** **.

Fratelli, sedete. Fr. Oratore, avete la parola per il saluto al nuovo Compagno.

Al termine del discorso dell’Oratore e degli eventuali altri interventi.

M. Ven. Fratelli, concedo alcuni istanti di ricreazione alla Loggia.

Durante questa sospensione dei Lavori, il Fr. M.d.C., il Fr. Esp. e il Fr. Copr. Int. ritirino e ripongano gli utensìli che abbiamo usato per il compimento del Rito odierno.

Viene eseguito quanto richiesto.

M. Ven. (*) Fratelli, i Lavori riprendono forza e vigore.

Chiusura dei Lavori

M. Ven. Fr. 1° Sorv., chiedete ai Fratelli delle Colonne se hanno da presentare proposte per il bene dell’Ordine in generale e di questa Loggia in Grado di Compagno in particolare.

1° Sorv. Fratelli delle due Colonne, il M. Ven. concede la parola per il bene dell’Ordine in generale e di questa Loggia in Grado di Compagno in particolare.

terminati gli interventi.

1° Sorv. M. Ven., le Colonne tacciono.

M. Ven. Fr. Oratore, vi prego di darci le vostre conclusioni.

Terminate le conclusioni.

M. Ven. Fratelli, assistetemi a chiudere i Lavori in Grado di Compagno d’Arte.

Fr. 1° Sorv., in che cosa consiste il Lavoro dei Compagni?

1° Sorv. Nel trasformare la Pietra Sgrossata in Pietra Cubica e nel salire una scala curva di cinque gradini.

M. Ven. Dove conduce questa scala?

1° Sorv. Nella Camera di Mezzo.

M. Ven. Fr. 1° Sorv., quando hanno consuetudine di chiudere i Lavori i Compagni d’Arte ?

1° Sorv. Quando è ora che i Fratelli Apprendisti riprendano il loro posto nel Tempio. Quest’ora è giunta.

M. Ven. Fratelli Compagni, in piedi e all’Ordine!

Il 1° Sorvegliante, accompagnato dal M.d.C., si reca all’Altare e dispone la Squadra e il Compasso in Grado d’Apprendista.

M. Ven. Alla Gloria Del Grande Architetto Dell’Universo, dichiaro chiusi i Lavori in Grado di Compagno d’Arte di questa Risp. Loggia n. … costituita sotto il titolo distintivo … all’Oriente di …

A me, Fratelli, per il Segno … e per la Batteria *** **.

Fratelli, promettete di mantenere il riserbo sui Lavori compiuti.

Tutti Lo promettiamo!

M. Ven. Fr. M.d.C., vi prego di decorare il Tempio per il Grado di Apprendista.

Viene eseguito.

M. Ven. Fratello Copritore, invitate i Fratelli Apprendisti a rientrare.

Viene eseguito.

M. Ven. I Fratelli Diaconi riprendano i loro posti