Sindrome mestruale e premestruale

Sindrome mestruale e premestruale

Uno dei disagi ricorrenti per le signore e signorine è senza dubbio la sindrome mestruale, che poi in alcuni casi è anticipata dalla sindrome pre mestruale e nei casi più ostici anche nella post mestruale, rendendo senza dubbio ostico il quotidiano.

Vediamo come con la naturopatia possiamo alleviare questi periodi e rende il quotidiano più gradevole, vivendo con maggior leggerezza il periodo del ciclo mestruale.

Come al solito proporrò una serie di rimedi naturopatici, sempre la raccomandazione di accertarsi di non essere intolleranti od allergici , e di scegliere il tipo di trattamento che più sentite affine e ovviamente provate fino a trovare quello che vi da maggior beneficio, la miglior cosa sarebbe sempre rivolgersi ad un naturopata qualificato.

Tinture Madri

Ciascuna pianta ha varie indicazioni, come segnalato caso per caso, e può essere di grande aiuto nella fase acuta.

Le posologie sono simili a quelle che abbiamo già incontrato per altre tinture madri: vanno da un minimo di 80-90 gocce fino a un massimo di 120 gocce.

gocce al giorno, ripartite in 2-3 somministrazioni, da assumere in poca acqua. Quando il dolore è particolarmente intenso si possono scegliere una o un combinato di queste piante da bere con la posologia di 30 gocce più volte durante il giorno, fino a un massimo di 120-150 gocce.

Nepeta cataria T.M.: (conosciuta come erba gatta) antispasmodico uterino.

PeoniaT.M.: analgesico, sedativo.

Melissa T.M.: in presenza di nausea, vomito, fotofobia, ansia, irritabilità.
Levistico radici TM.: agisce specificamente sull’apparato genitale femminile, soprattutto nel caso di alterazioni mestruali, ritenzione idrica e gonfiore.

Partenio T.M.: dismenorrea accompagnata da mal di testa.

Ballota T.M.: disturbi ansioso-depressivi con crampi addominali e uterini.
Papa Vero della California T.M. (chiamato anche Escolzia): sedativo, particolarmente indicato quando la componente principale deldisturbo è il mal di testa.

 

Angelica sinensis T.M.: l’Angelica cinese è spasmolitica a livello addominale, pertanto interviene sullo stomaco e sull’apparato genitale.
Achillea T.M.: anti infiammatoria e antispasmodica del tratto gastrointestinale.

Camomilla matricaria T.M.: antinfiammatoria, sedativa, cicatrizzante;
utile nei disturbi gastrici, intestinali e respiratori, è  consigliabile l’utilizzo anche nella dismenorrea.

Cardiaca T.M.:tachicardia e crampi uterini.

Gemmoderivati

Lampone giovani getti M.G.: è il rimedio dell’apparato genitale femminile; svolge azione antispasmodica a livello uterino e riequilibra tutta la sfera genitale.

 

Viburno M.G.: dismenorrea, spasmi uterini.

Tiglio M G.: ansiolitico.

 

Oligo elementi

Magnesio, nel caso di spasmi viscerali e crampi: 2-3 fiale al dì, di cui una la mattina a digiuno. Anche il Fosforo può essere utile: 1-3 fiale al di.

Rimedi spagina

Macerato di Salice: 10 gocce 3 volte al dì in poca acqua, lontano dai pasti. Quintessenza di Salvia: 3 gocce 3 volte al dì su una zolletta di zucchero di canna o su una mollica di pane, dopo i pasti.

Fiori di Bach

Agrimon y (per il tormento).

Fiori del Bush

She Oak è il fiore degli squilibri legati alla femminilità;
Crowea agisce come miorilassante; Billy Goat Plum lavora sulla
sessualità; Wisteria aiuta a entrare in contatto con la propria parte
femminile.

Gemmoterapia del dr. Bhattacharya

Zaffiro: 4 gocce 3 volte al di;
VIBG.usare 4 gocce 3 volte al di.

 Integratori

Olio di Borracine, opercoli: è un olio polinsaturo ricco di omega-6; oltre ad essere considerato un vero elisir di bellezza per la pelle,è un potente alleato per alleviare i disturbi legati agli squilibri del sistema
ormonale femminile, grazie anche alla presenza di fito-estrogeni.

Olio di Enotera, opercoli: anche quest’olio è ricco di acidi grassi essenziali polinsaturi. Aiuta a regolare gli effetti degli ormoni femminili nel ciclo mestruale. Il numero di opercoli di questi due oli da assumere
giornalmente varia da confezione a confezione, secondo la marca prescelta.

Magnesio Supremo: si tratta di un miorilassante reperibile in farmacia e in alcune erboristerie; si assume 1 cucchiaio scarso di polvere in acqua, la sera prima di coricarsi.

 Rimedio della medicina popolare

Assumere 1 volta al giorno 1
cucchiaino di miele in 1 tazza di acqua tiepida (anche nei giorni
precedenti il ciclo, come preventivo).

 Cristalli

I cristalli più consigliati per lenire i dolori al basso ventre sono: Comiola, Ambra, Malachite e Pirite. Si utilizzano adagiandoli sulle parti dolenti, portandoli addosso ed effettuando delicati massaggi sulla
pelle con esemplari arrotondati e levigati.

Oli da massaggio

Oleolito di Achillea, come anti infiammatorio, 0 anche il solo olio di Mandorle dolci (lenitivo).

Angelica O.E., Basilico O.E., Maggiorana O.E., Arancio dolce O.E., Rosa O.E., Salvia sclarea O.E: massaggi con qualche goccia di uno 0 più di questi oli in olio Vettore (ad esempio l’olio di Mandorle dolci).
L’inalazione secca di 2-3 gocce di uno di questi oli su un fazzoletto di carta può essere di giovamento, soprattutto se ripetuta Varie volte al giorno.

Ricetta tipo per un olio da massaggio, da utilizzare sul basso ventre: 50 ml di oleolito di Achillea, o Calendula, o Iperico + 10 gocce di Cipresso O.E., oppure 15 gocce di Lavanda O.E., o 15 gocce di Salvia sclarea O.E.
L’olio essenziale di Geranio, sempre diluito in olio vettore, è da tenere presente per massaggi nel periodo premestruale.

 Riflessologia plantare

Intervenire con stimolazioni molto delicate, di breve durata (10-15 minuti) e ripetute Varie volte nella giornata, sulle zone riflesse di utero, ovaie, milza e reni.

Agopuntura e Riflessologia Plantare

Il punto più importante da trattare è Milza 6 (SP 6), il quale regola il ciclo mestruale: si trova su entrambe le caviglie, 3 pollici sopra l’apice del malleolo interno, dietro il bordo posteriore della tibia.

In caso di flusso emorragico o abbondante il consiglio è sempre di consultare il proprio medico curante o il ginecologo di fiducia, in caso di dubbi consultare sempre un naturopata qualificato.

 

 

Una mela al giorno…….o un succo di mele………

Una mela al giorno…….o un succo di mele………

Il detto una mela al giorno toglie il medico di torno è sempre valido, questo frutto che nella tradizione godeva di una grande considerazione, in questi tempi moderni dove snack di tutti i tipi e frutti esotici la fanno da padroni, a torto è stato declassato e poco considerato.

 

La mela è un concentrato di elementi nutritivi e di protezione della salute come pochi frutti al mondo, una mela contiene : acqua, proteine, pochissimi grassi,zuccheri di diverso tipo, tra cui fruttosio, glucosio, e saccarosio, fibre, sali minerali tra cui potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio e altri, vitamine (C, PP, B1; B2, A), la mela secondo studi recenti aiuta a curare l’asma . Una ricerca condotta su studenti americani, e pubblicata sulla rivista “Chest”, ha evidenziato come la carenza di vitamine e di altri nutrienti essenziali peggiora i sintomi legati all’asma. La mela rappresenta una fonte di queste sostanze molto importante. Un’altra ricerca condotta dagli studiosi del National Heart and Lung Institute, dipartimento della facoltà di medicina dell’Imperial College London ha sottolineato come le sostanze chimiche contenute nelle mele riescano a depurare le vie respiratorie, aiuta nelle malattie renali ed è un valido aiuto nelle diete.

 

Le calorie della mela sono molto poche e per questo presenta proprietà utili per le persone in sovrappeso o affetti da obesità. Nei casi di ritenzione idrica, di patologie renali e cardiache gli specialisti prescrivono le cosiddette “diete di frutta”. Inoltre fornisce un senso di sazietà e un’effetto prebiotico (regola la flora batterica intestinale) grazie al suo contenuto in fibre.La mela aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo grazie alla  pectina, questa e le altre fibre della mela aiutano a mantenere sotto controllo il colesterolo riducendone i livelli nel sangue, e diminuendo il rischio di ictus e cardiopatie. Inoltre questa sostanza aiuta anche a ridurre i livelli di glicemia nei pazienti diabetici, inoltre aiuta in casi di diarrea e problemi intestinali, in quanto crea una guaina che protegge l’intestino, e inversamente la mela aiuta a curare anche la stipsi, ma non è finita qui le mele ridurrebbero il rischio di patologie a livello intestinale come la diverticolosi del colon, delle vene, le varici, e alcuni tipi di tumore. Tutto ciò sarebbe possibile grazie all’effetto protettivo dei polifenoli contenuti nelle mele. Queste sostanze chimiche aiuterebbero, secondo uno studio italiano, anche a ridurre il rischio di tumori del cavo orale, dell’esofago, delle ovaie, della mammella, della prostata. Le mele aiutano anche a livello estetico a capacità di rassodare la pelle. Mentre una maschera preparata con pezzetti di mela cotta nel latte aiuterà ad attenuare le rughe. Per le pelli secche è utile una maschera costituita, invece, da mele grattugiate e yogurt.

 

Eccovi una semplice ricetta per fare una maschera di bellezza alla mela:

Ingredienti

  • 1 mela
  • 2 cucchiai di miele

Indicazioni

  1. Pelare e tagliare la mela a pezzetti
  2. Metterla nel frullatore
  3. Aggiungere i 2 cucchiai di miele e mescolare bene
  4. Applicare sul viso con le dita e fare in modo di evitare gli occhi
  5. Lasciare in posa per circa 10-15 minuti e risciacquare abbondantemente con acqua tiepida.

La mela si può mangiarla fresca, cotta, a fettine nella macedonia con altri frutti , con dello yogurt, gratuggiata con un cucchiaino di zucchero di canna, si possono fare torte, strudel e pasticcini, una cosa da sapere però, è che di questi tempi le mele vengono trattate più volte con pesticidi ed anticriptogramici, quindi lavatele bene e sbucciatele sempre, a meno che non provengano da una coltivazione biologica o dal vostro giardino. Coltivare un albero di mele è facile e i suoi frutti vi pagheranno di ogni sforzo.

Ma c’è un altro modo di assaporare la mela, molto usato nelle zone dell’alto nord Italia che è bere il succo di mela, e scopriamo perchè è altrettanto salutare e benefico che mangiare una mela.

Contiene i polifenoli, che stimolano il pancreas, la vitamina C contenuta con il suo potere antiossidante in concomitanza con i flavonoidi, mantiene bella la pelle, aiuta la respirazione,coadiuva nelle terapie per l’asma, con la sua presenza di vitamina K aiuta la coagulazione del sangue,aiuta il cuore mantenendo basso il colesterolo,il succo di mela inoltre ha un alto contenuto di potassio, un bicchiere ne contiene ben 535 ml, soddisfacendo il bisogno giornaliero e anche questo aiuta lo sforzo muscolare cardiaco, il succo di mela contiene l’acido malico che aiuta le funzioni epatiche ed a ripristinare i valori di bile nelle fasi digestive.

 

Come abbiamo visto il detto una mela al giorno toglie il medico di torno è a ragione un detto supportato dalle caratteristiche intrinseche di questo frutto, definito dagli antichi frutto della salute il famoso pomo d’oro del giardino delle esperidi era la mela.

Riflessologia Epidermica o Dermoriflessologia

Riflessologia Epidermica o Dermoriflessologia

Vi ho già parlato dell’auricoloterapia, che ha come base la riflessologia auricolare, l’argomento riflessologia è vasto, comprende varie tecniche, è una tecnica “terapeutica” e di mantenimento che funziona, ma attorno ad essa si sono create molte cose che hanno più del misticismo e dalla dubbia funzionalità e funzione.

Avrei potuto parlarvi della riflessologia plantare o di quella palmare, più diffuse e più utilizzate, invece prima di queste vi parlo della riflessologia epidermica , e c’è un motivo ed il motivo è che dagli studi condotti dal Dottor Calligaris neurologo e psichiatra nasce questa tecnica da cui poi sono nate varie tecniche come la cronoriflessologia, la riflessologia frattale, la dermoriflessologia, la cromopuntura . C’è da dire che la riflessologia nasce in epoche remote, con i primi uomini, e con l’esperienza le tecniche da guaritori e sciamani sono state affinate. Ie prime testimonianze della riflessologia le troviamo nell’antico Egitto.

La riflessologia di cui vi parlerò in maggior dettaglio in un prossimo articolo ad essa dedicata, si basa sostanzialmente sul riflesso che gli organi hanno sugli arti ed in particolare su piedi mani ma anche sui lobi auricolari, ove vi sono dei punti, delle aree che se correttamente stimolate aiutano la guarigione ed il riequilibrio dell’organo di cui sono il riflesso, un esempio delle aree e dell’organo che riflettono lo vedete nelle prossime immagini.

Tornando però alle riflessologia dermica, sebbene il concetto sia simile, parte da un’altro concetto e con altre funzioni, tanto che personalmente ho affinato una tecnica che le comprende entrambe mescolando la riflessologia plantare /palmare e la riflessologia dermica con buoni risultati.

Ma cominciamo a capire cosa è la riflessologia dermica raccontandone la storia ed il perchè e come viene scoperta nella base dei suoi funzionamenti.

Lo scopritore del meccanismo è il dottore Luigi Calligaris nato nel 1876 a Forni di Sotto, in provincia di Udine, Calligaris era figlio del medico condotto della zona.
Più per vocazione che per rispettare una tradizione familiare, decise di seguire le orme paterne. Infatti, già la lettura del suo primissimo lavoro, la Tesi di Laurea intitolata “Il Pensiero che Guarisce”, ci può chiarire quanto la sua mente fosse aperta e il suo pensiero proiettato verso la ricerca di una conoscenza ben più vasta del patrimonio della medicina scientifica dell’epoca. Egli cercò di comprendere quello che anche oggi la scienza medica non sa spiegare bene.
Nel 1901 e un giovane laureando in medicina, il nostro connazionale Giuseppe Calligaris, si presenta a discutere la propria tesi di laurea all’Università di Bologna. Il titolo dell’opera è “Il pensiero che guarisce”!

In questa tesi , Calligaris esamina le origini storiche dell’allora nascente psicoterapia, scorgendone tracce già nelle primitive forme religiose del passato. Egli sostiene, infatti, che i sacerdoti dell’antico Egitto, quelli di Esculapio, gli officianti Indiani e quelli ai tempi dei Romani, senza trascurare Pitagora, Apollonio di Tirano e altri celebri esempi, esercitavano una forma di terapia psichica, quando si avvalevano del potere dell’immaginazione per guarire i malati attraverso le pratiche religiose. Percorrendo i secoli, cita nomi illustri di persone che hanno messo in opera un approccio psichico, seppur con le più variopinte sembianze, per risolvere i problemi che da sempre affliggono l’umanità.
Scrive Calligaris: «tutti questi metodi a cui empirici e ciarlatani, medici e scienziati sono ricorsi col fine di guarire, dalla liturgo-terapia, che cominciò a esercitarsi da tempo immemorabile, fino al magnetismo e all’ipnotismo di epoche più recenti, non sono altro che vesti più o meno speciose di cui è ricoperta la psicoterapia, nella sua evoluzione successiva attraverso i tempi. È da notarsi infine, come essa sia venuta man mano spogliandosi di quel velo misterioso che la copriva nel suo nascere, e di tutte quelle influenze divine, animali o astrali che sembravano poi accompagnarla ed esser causa del suo esistere e del suo trionfare».
Proseguendo la lettura della tesi, vediamo delinearsi un preciso disegno: tutto quanto, in passato, era stato attribuito al magnetismo, all’ipnotismo e a pratiche assimilabili, non è dovuto ad altro che alla proprietà fisiologica del cervello di essere suggestionabile.
«Ogni suggestione – troviamo ancora scritto – ha la tendenza a realizzarsi, ogni idea ha la tendenza a tradursi in atto: vale a dire, fisiologicamente parlando, che ogni cellula cerebrale, influenzata da un’idea, influenza a sua volta le fibre nervose che devono realizzare questa idea».
Affinché la suggestione si compia, sono necessari due fattori: il primo è che l’idea suggerita venga accettata dal cervello, il secondo è che l’idea accettata si possa tradurre in azione. Questa proprietà fisiologica del cervello, di accogliere un’idea e di trasformarla in atto, è però governata dalla ragione e dal giudizio, i quali possono neutralizzarla, non permettendo all’idea di imporsi oppure non lasciando che si traduca in atto. Ragione e giudizio sono teoricamente i mezzi per filtrare i condizionamenti, sebbene anch’essi si articolino molto spesso su suggestioni di vecchia data.
Va da sé che per facilitare l’attuazione di una suggestione è necessario agire quando ragione e giudizio sono più deboli (e questo spiega il successo dell’ipnosi e delle tecniche affini), oppure perpetrando più volte il messaggio (scelta operata dalle moderne correnti motivazionali e simili).

Appena portati a termine gli studi, Calligaris venne chiamato a Roma dal già noto professor Mingazzini per ricoprire la carica di assistente universitario.
Docente dal 1903, poi segretario del Congresso nazionale della Società di Neurologia, in seguito autore di numerosi articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche, Calligaris riuscì ad aprire, con l’aiuto del padre, una clinica in provincia di Udine.
Intanto, però, arriva la Grande Guerra e con essa la chiamata alle armi.
Dall’esperienza vissuta come Medico militare nacque il primo libro, un diario analitico contenente una rassegna di esperienze belliche vissute da un uomo poco propenso ad accettare passivamente i traumi che il conflitto provocava. Mentre la guerra proseguiva, un grosso problema colpì Calligaris: gli austriaci, nella loro avanzata, occuparono la Clinica e la vuotarono di tutti gli scritti che raccoglievano i dati ricavati durante il primo decennio di lavoro. Calligaris, fu molto addolorato, ma non si arrese e riprese con maggior vigore il lavoro.
Il periodo tra la prima e la seconda Guerra Mondiale fu estremamente produttivo per gli studi, infatti verso la metà degli anni Venti, partendo da un tema affidatogli come argomento di ricerca dall’Istituto di Neurologia dell’Università di Roma, Calligaris approdò a una delle più stupefacenti scoperte sull’essere umano.
Il problema, che reclamava una soluzione, consisteva nel trovare la correlazione tra la presenza di zone del corpo dotate di minore o maggiore sensibilità cutanea rispetto alla norma, e i danni alla corteccia cerebrale conseguenti a traumi o malattie. Non essendo evidente alcun collegamento neurologico diretto tra le parti interessate, la medicina ufficiale chiedeva di rintracciare il nesso logico tra cause ed effetti. La risposta, forse, non fu precisamente chiarificatrice per la questione in oggetto, ma i risultati vennero giudicati talmente importanti da condurre l’Autore a presentare una relazione nell’ambito di un Congresso nazionale.
Il testo “Le Catene Lineari del Corpo e dello Spirito”, pubblicato nel 1928, riporta tutti i risultati che precedentemente erano stati enunciati in Congresso e rappresenta il punto d’inizio di una letteratura sconvolgente per i suoi contenuti innovativi.

In questo testo l’Autore annunciava in modo definitivo e perentorio di aver individuato una struttura reticolare, presente sul corpo dell’uomo, in grado di fornire, tramite una semplice procedura di esame, indicazioni precise e ripetibili sullo stato psicologico e fisiologico. Aveva tracciato la mappa completa di tali linee (che possiamo definire senza dubbio energetiche) e aveva definito le basilari corrispondenze psico-somatiche.
La relazione presentata parla della connessione tra cute, organi interni e sentimenti (quest’ultima denominazione è assegnata alle espressioni dello Spirito), collegamento che si era rivelato percorribile in ogni direzione.
Da buon neurologo, ma soprattutto da ricercatore, Calligaris fornì un’ampia documentazione ricavata dagli esperimenti effettuati, per stilare una casistica dettagliata e verificabile. L’entusiasmo della ricerca e la meticolosità nella conduzione degli esperimenti rendevano assai interessanti i risultati, i quali purtroppo non erano corredati dalle procedure di trasferimento nella pratica delle teorie esposte, se non in casi sporadici.

Nonostante gli studi neurologici di Calligaris sono ancora oggi  base di partenza per i medici come ad esempio i testi da lui scritti sul Sistema Nervoso Extrapiramidale, che sono tuttora attuali per molti aspetti e sono stati libri di testo all’università per parecchi anni, solo pochi ricercatori hanno continuato i suoi studi con perseveranza: infatti la riproduzione dei risultati dei suoi esperimenti non è così semplice e immediata, ma può richiedere, come da lui anticipato, molte prove e grande pazienza, dato che moltissime sono le variabili in gioco.

dottor Calligaris andò anche oltre trovando un nesso tra i punti e le placche corporee dermiche da stimolare e la connessione non solo fisica, psicologica e spirituale, ma anche universale ed onirica, cioè con successivi esperimenti non terminanti e del tutto dimostrati teorizzava che stimolando questi punti e queste placche oltre a risolvere problematiche psichiche e fisiche, permettevano di entrare in rapporto con la fase onirica (dei sogni) delle persone, e con il rapporto paterno e materno dei pazienti, fintanto al loro collegamento con l’universo, facendo anche alcuni studi su la radiostesia.

Io qui mi fermo, nel senso che gli studi comprovati e funzionanti e funzionali alla nostra salute sono quelli che ci portano il collegamento dermico, di alcuni punti della cute della pelle , del corpo umano con organi e con situazioni o blocchi psicologici e neurologici e sono quelli che ritengo che gli operatori naturopati ed olistici debbano utilizzare.

Poi, e qui consiglio massima cautela a chi si vuole rivolgere a queste teorie per nulla comprovate e da sperimentare sono nate in Italia molte varianti che si spingono fino a stimolare le previsioni metereologiche o paranormali a loro dire.

Molti hanno teso poi ad interpretare a loro modo le teorie e gli studi sperimentali di Calligaris, stimolando con teser elettrici i punti da lui tracciati, mentre la sua sperimentazione era ferma allo stimolo con piccoli pezzi metallici (rame ed ottone ma anche ferro) queste aree, in modo da creare piccole variazioni infinitesimali di elettricità e magnetismo, così da mantenere per periodi più lunghi la stimolazione che se fatta manualmente dura il tempo di una seduta.

Altri hanno inserito la cromopuntura (da non confondere con la cromoterapia),partendo dagli stessi concetti di base, altri la cronoriflessologia , la riflessologia frattale ecc. nel rispetto di tutti quelli che sperimentano queste tecniche non mi sento allo stato attuale di proporle , per quella che invece è la tecnica manuale unita alla digitopressione ed alla riflessologia tradizionale il cui reale funzionamento è testato e comprovato è da suggerire come aiuto e sostegno agli equilibri della salute fisica e psichica. Un altro esempio di applicazione delle teorie di Calligaris sono i braccialetti magnetici il cui limite è di poter essere utilizzati per stimolare solo alcune zone, cioè i polsi e le caviglie. Mentre per i punti di Calligaris oltre allo stimolo digitale si possono usare piccole spirali metalliche o nel caso della magnetoterapia, piccoli magneti.

 

La riflessologia Plantare e Palmare

La riflessologia Plantare e Palmare

Definire in poche parole cosa sia la riflessologia è impresa ardua, innanzitutto non esiste un solo tipo di riflessologia, diciamo che può essere divisa in 4 gruppi, anche se il più conosciuto è la riflessologia plantare, cioè che corrisponde ai piedi, ma in ordine esistono la riflessologia plantare(piedi), la riflessologia palmare (mani), la riflessologia auricolare (orecchie) e la riflessologia dermica (la pelle in generale nel corpo). Sono tecniche simili e per alcuni versi diverse o diversificate, il principio base è quello, cioè che stimolando con massaggi e tocchi alcune parti del corpo, si stimolano gli organi ad esse collegati e si stimolano i sentimenti e gli equilibri psicologici. L’OMS definisce così la riflessologia:

Per riflessologia o reflessologia si intende una pratica di medicina alternativa consistente nella stimolazione, tramite un particolare massaggio o tocco, di zone del corpo chiamate punti riflessi.

Per zona riflessa si intende un punto della superficie corporea su cui, secondo la tecnica riflessologica, si proietterebbe un determinato organo collocato anatomicamente, lontano da tale punto. Agendo su questi punti si avrebbe la possibilità di condizionare positivamente l’organo corrispondente e o lo stato d’animo e quindi influenzare l’inconscio; per questo motivo la riflessologia rientra nel settore delle medicine complementari ed è considerata una tecnica olistica di guarigione.

I primi cenni storici della riflessologia risalgono agli antichi egizi, infatti esistono molte raffigurazioni di questa tecnica la cui base è ripresa anche dall’agopuntura che però è una tecnica più invasiva.

La tecnica si diffuse poi tra gli antichi greci ed i romani fino ad arrivare ai giorni nostri rinnovata ed integrata da principi medico scientifici moderni.

A testimoniare l’antichità di questa pratica è la “Tomba dei Medici” a Saqqara (Egitto, 2330 a.C. circa), dove sulle pareti è dipinta una scena di massaggio dei piedi e delle mani. La pratica venne esportata più in occidente grazie al famoso medico greco Ippocrate che insegnò ai discepoli il massaggio ai piedi.

Si racconta (tuttavia non ci sono prove certe) che anche l’artista rinascimentale Benvenuto Cellini, a causa dello stress e di alcune sofferenze fisiche, facesse ricorso allariflessologia plantare.

Esiste anche una specializzazione più recente di questo massaggio: questa è diffusa soprattutto in occidente. Se nel 1834, un ricercatore svedese, Pehr Henrik Ling notò il collegamento fra i dolori provenienti da alcuni organi e determinate zone cutanee del piede, negli anni successivi Sir Henry Head scoprì l’esistenza di zone riflesse a scopi anestetici e finalmente negli anni venti del XX secolo, questa pratica fu reinventata da William Fitzgerald, medico di Boston, il quale scoprì che, esercitando delle pressioni sui piedi, per dei piccoli interventi non sarebbe stata necessaria l’anestesia.
La pratica fu usata dai dentisti e quando il dottor newyorkese Edwin F.Bowers conobbe la tecnica di Fitzgerald, decise di diffondere la riflessologia negli Stati Uniti grazie a trattati contenenti i principi di funzionamento della riflessologia basati sulle teorie del medico di Boston.
Il metodo, chiamato “terapia zonale”, si incentrava sulla pressione effettuata sia con le mani sia con altri strumenti. Il corpo venne diviso in dieci zone, dagli alluci sino alla testa, lungo le quali scorre l’energia.Negli anni trenta il lavoro di Fitzgerald e di Bowers fu portato avanti dalla terapeuta statunitense Eunice Ingham, che pubblicò due libri intitolati Le storie che i piedi potrebbero raccontare e Storie raccontate dai piedi con i quali tese a concentrare le sue attenzioni solamente sui piedi.In Italia i due pionieri della ricerca riflessologica contemporanea furono il Prof. Giuseppe Calligaris (neurologo e docente presso l’Università di Roma dal 1910 al 1939) ed il Dott. Nicola Gentile che, nei primi decenni del ‘900, realizzarono vari studi e pubblicarono materiali che per l’epoca erano molto innovativi. L’ostracismo di una parte del mondo accademico e medico italiano ha lungamente frenato le ulteriori ricerche sulla scia dei due pionieri. Durante i due secoli precedenti al nostro 1800 e 1900 iniziarono a dividersi gli studi e le tecniche di riflessologia plantare e palmare, e potremmo dire che la riflessologia palmare coinvolse molti personaggi storici conosciuti , lo studio della mano a fini clinici è assai più recente. Fu un medico tedesco, Johannes Hartlieb, a pubblicare nel 1448 il “Libro della mano”, segnando così una linea di congiunzione tra la chiromanzia e la chirologia, cioè studio della mano come scienza d’osservazione. I confini, in effetti, non sono ancora netti e l’atteggiamento dei dotti in materia è tutt’altro che unanime. Da un lato la scienza sta assumendo un volto nuovo e rivoluzionario conLeonardo da Vinci (1452-1519) e Galileo Galilei (1564-1642), dall’altra Paracelso (1493-1541), Nostradamus (1503-1566) eGiambattista Della Porta (1535-1615) si ostinano a cercare di leggere il destino dell’uomo nelle linee delle mani e la chiromanzia continua ancora ad essere, per quasi due secoli, una disciplina accademica (nel 1780 la si insegna ancora all’Università di Jena).
Erede in un certo senso di Leonardo, l’italiano Marcelo Malphighi(1627-1694) proseguì nell’esplorazione anatomica e morfologica della mano e, grazie all’uso di nuovi strumenti d’osservazione come dei rudimentali microscopi. Questa strada parallela si riunì poi a quella della riflessologia plantare a in tempi più recenti si aggiunse la riflessologia auricolare, la riflessologia dermica più in generale è stata per un periodo più abbandonata, solo negli ultimi anni gli studi di Calligaris sono stati ripresi e riutilizzati, anche e se prevalentemente per la carica elettrica o di differenza di potenziale da applicare sulla pelle, fattibile anche solo con piccoli pezzi di metallo, lo stesso principio è utilizzato da quei bracialetti che andavano molto di moda negli anni 80 , i braccialetti di rame ed altri metalli utilizzati per alleviare dolori e mialgie.

Ma come funziona in pratica la riflessologia? Cerco di spiegarlo in termini semplici e comprensibili a tutti, si tratta di toccare, massaggiare e comprimere alcuni punti del corpo ottenendo effetti benefici su organi, stati di animo e psicologici. Per fare questo bisogna conoscere a fondo i punti anatomici di riferimento che sono diversi per le mani, per i piedi e per i lobi auricolari.

Nelle due immagini qui sopra si possono vedere le tavole che illustrano i vari punti e le correlazioni organiche e psichiche, ovviamente come in molte altre discipline si sono create varie diramazioni e differenziazioni tecniche ed ogni una utilizza mappe e tecniche con piccole differenze.

 

La riflessologia, non ha controindicazioni , l’importante è rivolgersi a professionisti seri che la sappiano fare, il risultato minimo è un senso di rilassamento e di senso di benessere generale o particolare già dalle prime sedute, si può inoltre chiedere al professionista di insegnare delle piccole tecniche e massaggi da utilizzare in proprio a casa , che sono di aiuto anche con i bimbi piccoli ed a dare sollievo ai sofferenti.

Come dicevo inizialmente in un singolo articolo non si può definire l’interezza dell’argomento riflessologia, è un campo vasto in continua evoluzione, come per il massaggio terapeutico il già solo contatto con la persona sofferente porta benefici e quindi sempre maggiormente utilizzata questa tecnica di medicina alternativa olistica.

Un’ultima branca che è poco utilizzata è la riflessologia del pene che dalla casistica emerge come tecnica di prevenzione del tumore prostatico, ma come si esegue questo tipo di

 

La tecnica è semplice, se insegnata la si può fare a casa e consiste in due momenti pratici :

a) il massaggio delle aree riflessogene va eseguito col pollice e con le quattro dita. Si comincia dalla radice e si prosegue lungo tutto il corpo del pene. poi dalla punta si torna alla radice. Bisogna praticare movimenti circolari. Alla base del pene si trova il punto che si riflette sui reni, sede importante dell’energia sessuale che é piu debole d’inverno (massaggiate quindi!). A metà dell’asta si trova la regione degli organi dell’apparato digerente, quasi sotto il glande, troviamo il cuore e i polmoni e nella parte piu larga del glande, la “corona”, troviamo il punto per l’apparato circolatorio. Sul glande troviamo i punti per l’ipofisi e l’epifisi, importantissimi. (Quindi se vi fa male la testa sapete cosa fare….:-);
b)Il massaggio del glande o “testa di tartaruga” viene fatto con il pollice mentre il medio e l’indice fermano il pene. Massaggiare per 100-300 vv in senso orario e antiorario, delicatamente. Cercate di non eiaculare. Fermatevi, rilassatevi e ricominciate. In seguito eiaculate, il trattenimento dell’eiaculazione prolungato porta alla prostatite, quindi anche qui la tecnica va eseguita bene.
Quindi che sia il pene, il lobo dell’orecchio, la mano, il piede o la pelle, la riflessologia è uno degli strumenti che possiamo utilizzare per stare meglio e per vivere meglio, può coadiuvare la medicina tradizionale ed allopatica per il miglioramento dello stato di salute o per alleviare la sintomatologia,non ha controindicazioni e può essere fatta a bambini ed anziani.