Lionsteel Kur

Lionsteel Kur

Sicuramente uno dei coltelli chiudibili tra i più godibili e ben costruiti degli ultimi anni, tanto da vincere svariati premi e primi posti nelle varie fiere di settore.

Si tratta del Lionsteel Kur, un folder esteticamente accattivante, ma non un gentleman come il fratellino Tre , ma un solido chiudibile da lavoro.

Il coltello ha una lama drop point, flat, che è sicuramente una delle meglio riuscite di Molletta, taglia e incide ogni tipo di materiale e cibo, si comporta adeguatamente che si processi del legno, del cibo, del tessuto,della plastica ecc. lo Sleipener, l’acciaio di cui è fatta la lama tiene bene il filo e si affila facilmente, so che molti storceranno il naso al pensiero che un folder non abbia una lama completamente inox, ma concordo con Molletta e Lionsteel, un coltello da lavoro con queste caratteristiche sapra soddisfarvi in ogni situazione ed è sufficente asciugare la lama dopo l’utilizzo per evitare ossidazioni.

Una caratteristica che mi piace e che non si nota subito è quella che le guancette coprono delle vere cartelle in acciaio, che rendono il folder resistente, non mi piacciono molto infatti i foldere che hanno il manico scavato in un unico pezzo di materiale, sia esso legno o sintetico, trovo che comunque le cartelle in acciaio lo rendano più solido ed affidabile.

Il folder ha apertura flip Carson, e si apre con facilita e scioltezza, la sicurezza, il blocco lama è dichiarato liner lock, ma a mio parere potrebbe essere benissimo un frame lock viste le dimensioni ed il fatto che fa corpo unico con l’intera cartella in acciaio, il blocco è sicuro e non ha giochi.

La clip in acciaio è posizionabile su entrambi i lati, il distanziatore posteriore che funge da codolo esposto,frangivetro è in titanio, ed a differenza del punteruolo messo sugli SR11 non ferisce la mano in qualsiasi modo lo si impugni o lo si prenda dalle tasche.

Nella foto qui sopra Lionsteel M4, Kur e SR11 .

Le guancette sono in G10 , e se devo trovare un difetto è che può capitare che nelle prime impugnature provochino qualche scricchiolio, cosa che poi sparisce nei sucessivi utilizzi, vediamo le caratteristiche tecniche:

Tipo di produzione: Industriale
Produzione Lama: Italia
Lama: In acciaio Sleipner 60/61HRC
Trattamento Lama: Stone Washed
Manicatura: Acciaio Inox e G10 Black, distanziali in titanio
Lunghezza lama: 87mm.
Spessore lama: 4.5mm.
Lunghezza totale: 210mm.
Peso: 160g.
Chiusura: Liner Lock
Clip: Acciaio Inox
Confezione: Scatola di cartone con loghi Lion Steel
Note: Design by Molletta – Sistema di apertura Carson Flipper – Apertura su cuscinetti a sfera IKBS.

Lama e meccanismo di blocco funzionano senza incertezze, l’imougnatura è comoda, lo stondame to sul dorso della lama permette impugnature avanzate senza fastidi alle dita, le piccole criticità che ho riscontrato sul più caro SR11 qui non ci sono e devo fare un plauso a Lionsteel per i migliormanti, se vi serve un coltello serramanico, folder, pratico, funzionale e anche bello dalla forma moderna ma assolutamente funzionante prendete un Kur e sarete pienamente soddisfatti.

 

Liquirizia, pianta dalle molte doti anche afrodisiache…

Liquirizia, pianta dalle molte doti anche afrodisiache…

La liquirizia (Glycyrrhiza glabra L., 1758) è una pianta erbacea perenne, alta fino a un metro, appartenente alla famigliaFabaceae, nonché l’estratto vegetale ottenuto dalla bollitura della sua radice.

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Il genere Glycyrrhiza comprende 18 specie di perenni a fioritura estiva, diffuse in Eurasia, Australia e America. G. glabra, quella più usata, è originaria dell’Asia sudoccidentale e della regione mediterranea. Questa pianta è una erbacea perenne rustica, cioè resistente al gelo, e cresce principalmente nell’Europa meridionale in terreni calcarei e/o argillosi. La pianta sviluppa un grosso rizoma da cui si estendono stoloni e radici, lunghi due metri. Della liquirizia vengono usate le radici di piante di tre-quattro anni, raccolte durante la stagione autunnale ed essiccate.

Il nome liquirizia deriva da due parole greche: “glykys” che significa dolce e “rhiza” che sta per radice.

Conosciuta sin dall’antichità per il gusto delizioso e per le proprietà medicamentose, la liquirizia era citata da Ippocrate, utilizzata daNapoleone per calmare i dolori allo stomaco prima delle battaglie, fu trovata nel corredo funebre di Tutankamon e negli ospedali francesi veniva unita a orzo e gramigna per preparare tisane salutari.

Gli effetti benefici di questa radice ne fecero per lungo tempo unprodotto esclusivo e piuttosto costoso delle farmacie.

In Italia fu solo dopo il 1930 che la liquirizia trovò il suo posto nelmercato dolciario sotto forma di pastiglia acquistabile in pasticceria o in tabaccheria (per le proprietà antiinfiammatorie utili alla gola dei fumatori).

L’essenza di liquirizia è utilizzata (insieme al cacao) come additivo per la produzione di sigarette.

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Menzionata nel primo erbario della medicina tradizionale cinese, la liquirizia è usata in Asia da circa 5.000 anni per curare tosse, intossicazioni alimentari e disturbi al fegato, mentre in Europa è stata introdotta solo nel XV secolo dai frati domenicani.

La liquirizia è digestiva, diuretica, antinfiammatoria, espettorante e protettiva della mucosa gastrica. Indicata contro tosse, mal di gola,catarro, cervicale e acidità gastrica esercita anche una blanda funzione lassativa.

La virtù che in passato ha reso celebre la liquirizia era quella dissetante: gli Sciti (popolazione nomade d’origine iranica) che si cibavano solo di formaggi di capra e liquirizia, camminavano per ore nel deserto senza patire la sete grazie all’azione rinfrescante di questa preziosa radice.

Chi soffre di pressione bassa può trarre giovamento dalla liquirizia poiché aumenta la pressione del sangue, ma per lo stesso motivo va consumata con parsimonia.

Per combattere tosse e catarro è perfetto un infuso che va preparato con 2 gr di liquirizia per 100 ml di acqua bollente.

Per facilitare la digestione assumere un cucchiaino di tintura dopo i pasti. Per preparare la tintura di liquirizia lasciate macerare per 2 settimane 20 gr di radici in 100 ml di alcool a 20°.

Contro infiammazioni delle gengive o mal di gola e per combattere l’alitosi masticare un bastoncino di radice.

Le proprietà antiinfiammatorie e cicatrizzanti della liquirizia la rendono un ottimo rimedio naturale per infiammazioni cutanee (eczema, psoriasi, herpes e dermatiti). Per questo in commercio esistono molte preparazioni per uso esterno a base di liquirizia ad azione protettiva, lenitiva e antibatterica per pelli sensibili.

L’abuso di liquirizia può avere effetti nocivi come provocare mal di testa, gonfiori a viso e caviglie e ritenzione idrica. E’ controindicata in casi di insufficienza renale, sovrappeso, ipertensione arteriosa.

Sono state evidenziate interazioni con alcuni farmaci come i diuretici e i lassativi (può aumentare la perdita di potassio), cortisonici (ne aumenta gli effetti antiinfiammatori).

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La liquirizia può fungere anche da afrodisiaco: il profumo di questa pianta stimolerebbe il piacere femminile più di qualsiasi altro profumo, se  volete che a letto il suo piacere sia intenso e prolungato   a parte allenare il vostro savoir faire, se volete portare l’umore della vostra donna alle stelle e fare di lei una calda preda, rinunciate a quella fastidiosissima acqua di colonia od al solito profumo e sfoderate un po’ di liquirizia. Sì, il profumo di questa pianta stimolerebbe il piacere femminile più di qualsiasi altro profumo.

Uno studio condotto da Alan R. Hirsch, direttore della Smell and Taste Treatment and Research Foundation di Chicago, ha rilevato che le donne che sono state esposte al profumo della liquirizia avrebbero riportato un aumento del 13% della libidine, a fronte della riduzione dell’1% causata, invece, dall’acqua di colonia. Secondo Hirsch ciò avverrebbe attraverso una inspiegabile reazione chimica nel cervello o a livello olfattivo.

Insomma, una tazza di tè biologico alla liquirizia o caramelle di liquirizia come dessert è quello che vi aiuterà.

Che la Dea Bendata sia con voi , ma ricordatevi che la liquirizia va assunta con moderazione!

La glicirrizina  il suo principio attivo più importante può avere effetti collaterali sull’equilibrio dei sali minerali nel corpo. Un abuso di liquirizia può provocare ritenzione idrica, ipertensione, gonfiore al viso e alle caviglie, mal di testa e astenia.